Articoli correlati ‘carcere’

Recluse a Venezia

10 marzo 2015

recluseIl Granello di senape – Associazione di volontariato penitenziario Venezia
Associazione Amici di Casa Famiglia San Pio X ONLUS
Collabora il Centro di Servizio del Volontariato della Provincia di Venezia

VENERDÌ’ 13 marzo 2015
ore 17.30
Aula Magna Liceo Artistico
“M. Guggenheim”
Dorsoduro 2613, Campo Carmini
VENEZIA

“RECLUSE: LO SGUARDO DELLA DIFFERENZA FEMMINILE SUL CARCERE”

ed. Ediesse

ne discutono con le autrici Susanna RONCONI, Grazia ZUFFA
e con Franco CORLEONE, autore della postfazione,
Franca MARCOMIN e Alessandra DE PERINI
introduce Maria Teresa MENOTTO

Recluse, presentazione a Roma

21 febbraio 2015

recluse_locandina_24 febLA PENA INGIUSTA È LA PENA INSENSATA
«La detenzione crea insicurezza, crea quasi un’incapacità di vivere fuori perché alla fine questa qua non è la vita. Il carcere ti toglie l’autonomia, ti toglie la personalità»

Roma, martedì 24 febbraio, ore 18.00
Libreria Arion, via Cavour 255 (angolo via dei Serpenti)

Presentazione del libro di Susanna Ronconi e Grazia Zuffa
RECLUSE
Lo sguardo della differenza femminile sul carcere

Le autrici ne parlano con
Cecilia D’Elia, Consulente del Presidente della Regione Lazio sulle politiche di genere
Mauro Palma, Presidente del Consiglio Europeo per la cooperazione nell’esecuzione penale

Coordina Stefano Anastasia, presidente de La Società della Ragione

Letture di Maria Grazia Comunale

Le donne intervistate in questo libro chiedono di non patire altra sofferenza oltre
la privazione della libertà, di poter essere protagoniste nell’immaginare e costruire
un futuro dopo la pena, di diventare titolari di diritti

Come vivono le donne in carcere? Com’è vissuta dalle donne la lontananza dalle persone più care e dai figli? Come si sviluppano le relazioni fra donne- fra le detenute e fra le detenute e le operatrici- all’interno del carcere? Le donne sono una percentuale minoritaria dell’intera popolazione detenuta italiana, appena il 4%. Questa loro scarsa presenza, invece di garantire una migliore gestione degli istituti che le ospitano, si traduce spesso in irrilevanza, e porta con sé un’omologazione all’immagine della detenzione maschile che cancella ogni differenza di genere e ogni analisi che la includa. Eppure, la differenza femminile ha profonde influenze sulla percezione di sé e delle proprie scelte, sulla dimensione affettiva, sulle strategie personali che le donne mettono in campo per resistere all’invasività dell’istituzione carceraria. Il libro, nato da una ricerca qualitativa condotta nelle carceri di Sollicciano, Empoli e Pisa, indaga la soggettività delle donne detenute dando ad esse voce, senza assecondare visioni «patologizzanti» del reato al femminile né facili stereotipi sulla loro «debolezza».

Collana Saggi, pagine 320, prezzo 16,00. Prefazione di Stefano Anastasia, Postfazione di Franco Corleone. Con il contributo di Maria Luisa Boccia, Serena Franchi, Tamar Pitch. Il volume è stato realizzato in collaborazione con l’associazione La Società della Ragione che ha come finalità lo studio, la ricerca e la sensibilizzazione culturale sul tema della giustizia, dei diritti e delle pene http://www.societadellaragione.it

Recluse a Udine

9 gennaio 2015

volantino_recluseCentro culturale e di accoglienza “E. Balducci”
Conferenza Volontariato Giustizia del Friuli Venezia Giulia
Associazione “la Società della ragione ONLUS”

martedì 13 gennaio 2015
Ore 20.30 

Centro culturale e di accoglienza “E. Balducci”
Piazza della Chiesa 1, 33050 Zugliano

Presentazione dei libri:
“Recluse Lo sguardo della differenza femminile sul carcere”
di Susanna Ronconi e Grazia Zuffa
“Ponti di parole quindici anni di scrittura dal carcere di Udine”
dell’Associazione “Icaro”
Saluti e introduzione
Pierluigi Di Piazza Responsabile Centro culturale e di accoglienza “E. Balducci”
Presentano i volumi
Maurizio Battistutta Garante dei detenuti di Udine e componente dell’Associazione “Icaro”
Silvana Cremaschi consigliera regionale
Interviene rispondendo agli interrogativi e illustra lo sguardo della
differenza femminile sul carcere
Grazia Zuffa psicologa e psicoterapeuta nel campo delle dipendenze, co-autrice di Recluse.
Conclusioni
Franco Corleone Garante dei diritti dei detenuti della regione Toscana

Dialogo con i partecipanti

Momento conviviale

I libri…

“Recluse Lo sguardo della differenza femminile sul carcere”

Le donne sono una percentuale minoritaria dell’intera popolazione detenuta italiana, appena il 4%. Questa loro scarsa presenza, si traduce spesso in irrilevanza, e porta con sé un’omologazione all’immagine della detenzione maschile che cancella ogni differenza di genere e ogni analisi che la includa. Il libro, nato da una ricerca qualitativa condotta nelle carceri di Sollicciano, Empoli e Pisa, indaga la soggettività delle donne detenute dando ad esse voce, senza assecondare visioni «patologizzanti» del reato al femminile né facili stereotipi sulla loro «debolezza». Emerge un orizzonte di riforma possibile: abbandonare l’idea di pena come “minorazione” della persona e mortificazione delle sue risorse, per riconoscere alle autrici e agli autori di reato soggettività e diritti, su cui misurare le proprie e le altrui responsabilità. “La pena ingiusta è la pena insensata”.

“Ponti di parole quindici anni di scrittura dal carcere di Udine”

Quindici anni che raccontano i vissuti della pena detentiva nella Casa circondariale di Udine. Speranze, dolori, sogni, ingiustizie, aspettative, disincanti, affetti, delusioni, ricerche… in un tempo “ristretto” che non passa mai. Cosa c’è dietro a queste donne e a questi uomini che ci chiedono il senso della pena carceraria? Con racconti, esperienze, riflessioni, poesie e disegni si è tentato di comunicare all’esterno la presenza di donne e uomini reclusi pressoché dimenticati dietro le mura dell’Istituto; persone ricordate solo dai familiari, dai parenti e dai volontari, citate sporadicamente dai media locali esclusivamente per fare “notizia”. Non certo per dare informazioni sulle loro condizioni detentive, sul senso della pena, sulle possibili alternative alla stessa, su una auspicabile giustizia “riparativa” nei confronti delle vittime dei reati o della società nel suo complesso.

Il fallimento del carcere 250 anni dopo Beccaria

7 novembre 2014

Convegno internazionale sul carcere a Firenze il 21 e 22 novembre a due secoli e mezzo dalla pubblicazione del "Dei delitti e delle pene" di Cesare BeccariaRegione Toscana – Consiglio Regionale
Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Toscana
Festa della toscana 2014

DELITTI E PENA: 250 ANNI DOPO BECCARIA
Il fallimento del carcere

21-22 NOVEMBRE 2014
SANT’APOLLONIA – VIA SAN GALLO – FIRENZE

DELITTI E PENA: 250 ANNI DOPO BECCARIA
Il Convegno intende riflettere sul senso della pena, sulla funzione dell’istituzione carceraria e su nuove, possibili, prospettive sanzionatorie che riducano il ricorso alla carcerazione.
L’ambizione è quella di costruire una piattaforma capace di guardare lontano e di tracciare una riforma del sistema penale e penitenziario innovativa e credibile. L’attenuazione del sovraffollamento carcerario è certamente un primo, importante, passo, ma non risolve il problema generale ed il Convegno – a due secoli e mezzo dalla pubblicazione dell’opera Dei delitti e delle pene di Cesare Beccaria – vuol richiamare tutti alla responsabilità, in un momento in cui: tardano ad arrivare le nomine del Capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e del Garante nazionale; il percorso di superamento degli OPG in Italia appare ancora molto incerto; non è ancora stato introdotto il reato di tortura; molte persone si trovano ancora ristrette dopo la bocciatura della Fini-Giovanardi da parte della Corte costituzionale.

Il Convegno è stato organizzato in collaborazione con:
– DIPARTIMENTO DI SCIENZE GIURIDICHE DELL’UNIVERSITÀ DI FIRENZE
– FONDAZIONE GIOVANNI MICHELUCCI
L’iniziativa è realizzata nell’ambito della FESTA DELLA TOSCANA che celebra l’abolizione della pena di morte nel Granducato di Toscana (1786).

La partecipazione al Convegno darà titolo all’acquisizione dei CREDITI FORMATIVI in materia penale, riconosciuti dall’Ordine degli Avvocati di Firenze.
Info crediti: Segreteria del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Toscana.

21 NOVEMBRE 2014

ORE 09.30 PRIMA SESSIONE
SALUTI ISTITUZIONALI
Alberto Monaci Presidente del Consiglio regionale della Toscana
Enrico Rossi Presidente della Giunta regionale della Toscana
Sigfrido Fenyes Vicepresidente Ordine degli avvocati di Firenze
INTRODUZIONE
Franco Corleone Garante delle persone sottoposte a misure
restrittive della libertà personale della Toscana
RELAZIONE GENERALE
No Prison, senza se e senza ma
Massimo Pavarini Professore Ordinario di Diritto penale,
Università di Bologna

CARCERE DEI DIRITTI
INTRODUZIONE
Emilio Santoro Professore Ordinario di Filosofia del diritto,
Università di Firenze
INTERVENTI
Stefano Anastasia Ricercatore Filosofia e sociologia del Diritto,
Università di Perugia
Marcello Bortolato Magistrato di Sorveglianza di Padova
Alberto Di Martino Professore di Diritto penale, Scuola
Superiore Sant’Anna di Pisa
Antonietta Fiorillo Presidente Tribunale di Sorveglianza di Firenze
Glauco Giostra Professore Ordinario di Procedura penale,
Università La Sapienza, Roma
Eriberto Rosso Presidente della Camera Penale di Firenze

QUALE PENA
INTRODUZIONE
Luciano Eusebi Professore Ordinario di Diritto penale, Università
Cattolica di Milano
INTERVENTI
Silvia Cecchi Sostituto Procuratore presso la Procura di Pesaro
Gherardo Colombo ex-Magistrato
Michele Passione Avvocato
Carlo Renoldi Magistrato
ORE 13.30-14.30 BUFFET

ORE 14.30 SECONDA SESSIONE
IL CARCERE, LA DIGNITÀ E GLI SPAZI DELLA PENA
INTRODUZIONE
Mauro Palma Presidente del Consiglio europeo per la cooperazione nell’esecuzione penale
INTERVENTI
Carmelo Cantone Provveditore Regionale dell’Amministrazione penitenziaria della Toscana
Carla Ciavarella Direttore della CC di Nuoro e della CR di Tempio Pausania
Patrizio Gonnella Presidente della Associazione Antigone
Francesco Maisto Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Bologna
Alberto Magnaghi Architetto urbanista, Professore Emerito, Università di Firenze
Corrado Marcetti Direttore della Fondazione Michelucci
Leonardo Scarcella Architetto, Responsabile tecnico del Ministero della Giustizia
Mario Spada Architetto urbanista, coordinatore della Biennale dello spazio pubblico
Maria Stagnitta Presidente di Forum Droghe
Luca Zevi Architetto
Grazia Zuffa Psicologa, componente del Comitato Nazionale di Bioetica
ORE 17.30 SPAZIO DIBATTITO E DISCUSSIONE

22 NOVEMBRE 2014

ORE 09.30 INIZIO LAVORI
INTRODUZIONE
Livio Ferrari Giornalista, scrittore e cantautore, promotore del
Manifesto No Prison

ATTUALITÀ E PROSPETTIVE DELL’ABOLIZIONISMO
SESSIONE INTERNAZIONALE
INTRODUZIONE
Giuseppe Mosconi Professore Ordinario di Sociologia del diritto, Università di Padova
INTERVENTI
Erich Schops Anvp di Parigi
Sebastian Scheerer Professore Emerito di Criminologia, Università di Amburgo
David Scott Senior lecturer in Criminology, Liverpool John Moores University

ORE 11.30 VERSO GLI STATI GENERALI DEL CARCERE
SINTESI DELLE SESSIONI DI LAVORO PRECEDENTI

ORE 12.00 TAVOLA ROTONDA
L’UTOPIA CONCRETA
MODERA
Laura Zanacchi Redattrice di “Fahrenheit” e curatrice di “Dei delitti e delle pene. 250 anni dopo Beccaria”, Rai Radio 3
PARTECIPANO
Guido Calvi Avvocato
Francesco Cascini Magistrato, Vice capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria
Donatella Ferranti Presidente Commissione Giustizia Camera dei Deputati
Pier Giorgio Morosini Componente del CSM
Andrea Pugiotto Professore Ordinario di Diritto costituzionale, Università di Ferrara
ORE 13.30 CONCLUSIONI
ORE 14.00 FINE LAVORI E BUFFET

É STATO INVITATO IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA ANDREA ORLANDO

DAL MANIFESTO “NO PRISON”

[…] Con l’avvento dell’era moderna, la società occidentale ha ritenuto che la pena privativa della libertà – cioè il carcere – avesse sia la virtù di minimizzare la sofferenza della reazione penale, sia la capacità di intimidire i potenziali violatori dal delinquere, nonché di educare i condannati a non recidivare.
[…] I dati di questo fallimento sono davanti agli occhi di tutti coloro che intendono il vero senza pregiudizi ideologici: il carcere non solo tradisce la sua mission preventiva, cioè non produce sicurezza dei cittadini nei confronti della criminalità, ma nel suo operare viola sistematicamente i diritti fondamentali.[…]
La prigione, sempre ed ovunque, viola i diritti fondamentali e compromette gravemente la dignità umana dei condannati. Certo: non tutte le carceri sono uguali sotto il profilo del rispetto dei diritti dei detenuti. […] Ma non esiste esempio storico di un carcere capace di limitare la sofferenza del condannato a quella sola che consegue alla privazione della libertà personale.[…]
Il riformismo penitenziario può oggi giustificarsi solo in una strategia di riduzione del danno. Si può, se lo si vuole, limitare quantitativamente le pene detentive; si può, se lo si vuole, contenere la sofferenza del carcere. […] Ma così operando non si converte il fallimento carcerario in successo. Anche il carcere migliore è nella sostanza inaccettabile. […]
Liberarsi dalla necessità del carcere perché pena inutile e crudele non comporta affatto rinunciare a tutelare il bene pubblico della sicurezza dalla criminalità. Anzi: per il solo fatto di rinunciare al carcere si produce più sicurezza dal pericolo criminale, stante che il carcere è fattore criminogeno esso stesso. Una società senza prigioni è più sicura, come più sicura è una società senza pena di morte. […]
La risposta al delitto non può che essere un intervento volto ad educare ad una libertà consapevole attraverso la pratica della libertà. Questa deve essere la regola. […] Nei limitati casi in cui questo non sia immediatamente possibile, solo eccezionalmente, si possono prevedere risposte di tipo custodiale nei confronti della criminalità più pericolosa, ma in quanto extrema ratio a precise condizioni. […]
Per superare la cultura della pena e del carcere e riportare le persone che hanno violato la legge alla legalità ed al rispetto delle regole è assolutamente necessario che anche le regole siano rispettose delle persone! Dalle persone non possiamo pretendere cose anche giuste ma in modo ingiusto!

Per informazioni:

UFFICIO DEL GARANTE DELLE PERSONE SOTTOPOSTE A MISURE RESTRITTIVE
DELLA LIBERTÀ PERSONALE DELLA TOSCANA
Via de’ Pucci, n°4 – 50122 Firenze
Segreteria organizzativa:
EMANUELAMASOLINi – telefono: 055.2387806
email: *protected email*
KATIA PONETI – telefono: 055.2387814
email: *protected email*
FABIO PRATESi – telefono: 055.2387802
email: *protected email*

Volti e maschere della pena a Bologna

30 aprile 2014

cop-voltimascherepenaPresentazione del libro a cura di Franco Corleone e Andrea Pugiotto
VOLTI E MASCHERE DELLA PENA
Opg e carcere duro, muri della pena e giustizia ripartiva

Bologna, venerdì 9 maggio, ore 14.30
Fondazione Forense Bolognese, Sala di Via del Cane, 10/a

GLI AUTORI NE PARLANO CON
Avv. Desi Bruno, Garante Regionale Emilia Romagna delle persone private della libertà personale
Prof. Avv. Nicola Mazzacuva, Università di Bologna, Presidente della Camera Penale di Bologna
Prof. Avv. Massimo Pavarini, Università di Bologna

PRESIEDE
Avv. Alessandro Valenti, Vicepresidente Camera penale di Bologna

La posta in gioco, in termini di civiltà giuridica, è enorme. La crisi della giustizia e lo stato delle carceri richiedono riforme strutturali non più procrastinabili. È tempo di rifiutare la logica dell’emergenza
e di imboccare la strada della ragione. Così una legge di amnistia e di indulto costituirebbe un efficace volano per superare la situazione di prepotente urgenza. Bisogna riprogettare lo spazio e il senso della pena, chiudere definitivamente gli ospedali psichiatrici giudiziari, modificare il regime del 41-bis, formulare pene alternative. E abolire l’ergastolo.

Un’iniziativa promossa dalla Fondazione Forense Bolognese con la collaborazione della Scuola Territoriale Camera Penale di Bologna “Franco Bricola”, della Scuola Superiore di Studi Giuridici di Bologna, della Cattedra di Diritto penitenziario, della Cattedra di Diritto costituzionale e Diritti fondamentali e, infine, della Facoltà di Giurisprudenza nell’Università di Bologna.

Vai alla scheda del libro
http://ediesseonline.it/catalogo/saggi/volti-e-maschere-della-pena

Il sovraffollamento carcerario è strutturale e sistemico e tale resterà anche dopo il decreto legge voluto dalla Guardasigilli Cancellieri, in larga misura svuotato dalle Camere in sede di conversione: si è perduta l’occasione per fare ciò che andava fatto, ad esempio intervenire sulla legge Fini-Giovanardi. Il rischio è che questa prepotente urgenza releghi in un cono d’ombra altri momenti critici della pena e della sua esecuzione. Come un riflettore, il volume illumina a giorno alcune di queste zone buie: la pena nascosta negli ospedali psichiatrici giudiziari, con l’internamento del “reo folle”; la “tortura democratica” che si realizza con la pena estrema del carcere duro ex art. 41-bis; la pena insensata se la sua esecuzione è solo inumana retribuzione e non l’occasione per una giustizia riparativa; la pena “murata” dentro istituti penitenziari progettati non per integrare ma per escludere dal tessuto urbano e sociale. Per la Costituzione la pena è solo perdita di libertà personale, non anche di dignità e di speranza. La politica penitenziaria in Italia è stata capace solo di pensare all’edificazione di nuove carceri o all’ampliamento di quelle esistenti. E il Parlamento tace, nonostante la Corte di Strasburgo, con la sentenza Torreggiani, ci abbia perentoriamente chiamato a dare una risoluzione rapida ed effettiva al problema. Contributi di: Stefano Anastasia, Sebastiano Ardita, Roberto Bin, Desi Bruno, Stefano Caracciolo, Nils Christie, Gherardo Colombo, Franco Corleone, Maria Antonietta Farina Coscioni, Alessandro Massarente, Daniele Negri, Mauro Palma, Andrea Pugiotto, Maria Sacco, Paolo Veronesi.

Il carcere dimezzato

12 marzo 2014

seminario_26marzoGarante per i diritti delle persone private della libertà personale di Ferrara
La Società della Ragione ONLUS
Con il patrocinio di
Comune e Provincia di Ferrara

Mercoledì 26 marzo 2014
ore 9,15 – 13,30

Residenza Municipale
Sala dell’Arengo
Piazza Municipale 2

Il carcere dimezzato

Il carcere di Ferrara aumenta i posti con la costruzione di un contenitore di cemento. Servirà per ammassare corpi o per aumentare gli spazi di vita? Apriamo una discussione sul progetto.

Ore 9,15 Saluti
Leonardo Fiorentini la Società della Ragione ONLUS
Tiziano Tagliani Sindaco Comune di Ferrara

Ore 9,30 Introduzione
Franco Corleone componente della Commissione per elaborare proposte di interventi in materia penitenziaria, curatore del volume Il corpo e lo spazio della pena (2011, Ediesse editore)

Ore 10 Il nuovo padiglione di Ferrara
Angelo Sinesio Commissario Straordinario del Governo per le infrastrutture carcerarie
Corrado Marcetti Presidente Fondazione Giovanni Michelucci
Pietro Buffa Provveditore per le Carceri dell’Emilia Romagna
Desi Bruno Garante delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale della Regione Emilia Romagna

Ore 12 Dibattito
Il senso della pena: quali spazi per la vita, la socializzazione ed il recupero dei detenuti?
Sono previsti gli interventi di Andrea Pugiotto, Chiara Sapigni, Roberta Fusari. Sono stati invitati a partecipare i parlamentari ferraresi, i consiglieri provinciali e comunali, le associazioni del volontariato, le organizzazioni sindacali

13,15 Conclusioni
Marcello Marighelli, Garante dei Diritti dei Detenuti di Ferrara

Ore 13,30 Chiusura dei lavori e buffet per gli intervenuti

Carcere. Serve una sessione parlamentare straordinaria

16 dicembre 2013

Appello-3leggiE’ stata pubblicata sabato sul settimanale LEFT la lettera aperta delle Associazioni che hanno dato vita al comitato promotore delle #3leggi su Tortura, Carcere e Droghe rivolta al Ministro della Giustizia e ai Parlamentari della Repubblica Italiana.

Dopo l’attenzione istituzionale e mediatica sul carcere, prima grazie al messaggio del Presidente della Repubblica, e poi per il caso “Ligresti” pare infatti tornato il silenzio sulla drammatica situazione nelle nostre prigioni. Nel testo le associazioni ricordano che entro la primavera del 2014 l’Italia dovrà non solo dar vita ad “un organismo terzo di garanzia nei luoghi di detenzione” ma soprattutto “dare alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che è pronta a condannare per tortura l’Italia e a risarcire migliaia di detenuti per il trattamento subito nelle nostre carceri sovraffollate”.

Vista l’urgenza umanitaria, sociale e politica determinata dall’inazione di Governi e Parlamenti che si sono succeduti negli anni, sono state depositate alla Camera dei Deputati quattro proposte di legge (PdL Camera 1799/1800/1801/1802 a prima firma Coccia, Migliore, Raciti e Scalfarotto) che riprendono le proposte di iniziativa popolare e contengono “provvedimenti seri ed efficaci” per risolvere in modo duraturo il problema del sovraffollamento carcerario.

Le Associazioni propongono “un cambio radicale della legislazione sulle sostanze stupefacenti per smettere di reprimere i consumatori e far uscire i tossicodipendenti dal carcere; politiche di decongestionamento delle carceri a partire dall’abrogazione della legge Cirielli sulla recidiva, da un minore uso della custodia cautelare e dalla depenalizzazione di tutto ciò che riguarda l’immigrazione; l’introduzione del delitto di tortura nel codice penale; l’istituzione del Garante nazionale dei diritti dei detenuti”. Per questo propongono di “finirla con gli interventi retorici o le polemiche strumentali” e avviare una sessione parlamentare straordinaria sulle carceri che permetta di incardinare ed approvare in tempi brevi “riforme che durino nel tempo” come quelle contenute nelle #3leggi.

Sul testo della lettera aperta è stata inoltre avviata in queste ore una raccolta di adesioni on line reperibile all’indirizzo www.3leggi.it/sessioneparlamentare

Carcere. Quali rimedi per il sovraffollamento? 31 maggio a Ferrara

24 maggio 2013

locandina-31maggio-ferraraCAMERA PENALE FERRARESE
“AVV. FRANCO ROMANI”
aderente all’Unione delle Camere Penali Italiane

LA CONDANNA DELL’ITALIA PER IL SOVRAFFOLLAMENTO CARCERARIO: QUALI RIMEDI?
Riflessioni su una proposta di legge popolare per la riforma del sistema carcerario

Ferrara, 31 maggio 2013, ore 17.00
Castello Estense – Sala dei Comuni

Intervengono:
Avv. Stefano Sambugaro
Avvocato del Foro di Genova – Componente dell’Osservatorio Carceri UCPI
Prof. Andrea Pugiotto
Professore Ordinario di Diritto Costituzionale presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Ferrara
Dott. Marcello Marighelli
Garante per i diritti dei detenuti del Comune di Ferrara
Dott. Massimo Ziccone
Coordinatore Regionale FP CGIL Emilia Romagna

Modera:
Avv. Alessandra Palma
Avvocato del Foro di Ferrara – Presidente della Camera Penale Ferrarese “Avv. Franco Romani”

Per la partecipazione all’evento è stato chiesto il riconoscimento di n. 3 crediti formativi per gli avvocati.
Iscrizioni tramite il sistema RICONOSCO

Con il Patrocinio di Provincia e Comune di Ferrara

Con la collaborazione del Comitato promotore locale delle 3 Leggi
ARCI, Associazione Federico Aldrovandi, CGIL FP, Cittadini del Mondo, Forum Droghe, Società della Ragione e Garante dei diritti dei Detenuti di Provincia e Comune di Ferrara

Nel corso della Tavola Rotonda sarà possibile sottoscrivere tre proposte di legge di iniziativa popolare su “carcere, droghe e tortura” – #3leggi
http://www.3leggi.it

L’evento è su Facebook
https://www.facebook.com/events/157294061110052/

I prossimi appuntamenti:
7 Giugno. Castello Estense, ore 17: Presentazione della proposta di legge sulle droghe
14 Giugno. Castello Estense, ore 17: Presentazione della proposta di legge sulla tortura

Il 9 maggio si firma per la Campagna sulle 3 leggi nelle Università di tutta Italia

4 maggio 2013

lecce 4Tre leggi per la giustizia e i diritti. Tortura, carceri, droghe
Il 9 maggio si firma per la Campagna nelle Università di tutta Italia

Bari, Campobasso, Roma, Bologna, Ferrara, Napoli, Milano, Parma, Pescara, Modena, Torino, Trento, Padova, Cassino, Reggio Emilia, Lecce e tante altre città ancora: il 9 maggio 2013, dalle ore 9 alle ore 14, nelle Università di tutta Italia i promotori della Campagna Tre leggi per la giustizia e i diritti. Tortura, carceri, droghe raccoglieranno le firme per le tre proposte di legge di iniziativa popolare depositate lo scorso gennaio in Cassazione. Proposte che costituiscono un vero e proprio programma di governo per ripristinare la legalità nel nostro sistema penale e penitenziario.

A Ferrara l’appuntamento è dalle 9 alle 13 di Giovedì 8 maggio presso il banchetto in Corso Martiri, a fianco del Volto del Cavallo, mentre si puo’ firmare in Comune all’Ufficio Protocollo negli orari di apertura (dal lunedì al venerdì dalle ore 9:00 alle ore 13:00; martedì e giovedì pomeriggio dalle ore 15:00 alle ore 17:00)

La prima, Introduzione del reato di tortura nel codice penale, vuole sopperire ad una lacuna normativa grave. In Italia manca il crimine di tortura nonostante vi sia un obbligo internazionale in tal senso. Il testo prescelto è quello codificato nella Convenzione delle Nazioni Unite. La proibizione legale della tortura qualifica un sistema politico come democratico.
La seconda, Per la legalità e il rispetto della Costituzione nelle carceri, vuole intervenire in materia di diritti dei detenuti e di riduzione dell’affollamento penitenziario, rafforzando il concetto di misura cautelare intramuraria come extrema ratio, proponendo modifiche alla legge Cirielli sulla recidiva, imponendo l’introduzione di una sorta di “numero chiuso” sugli ingressi in carcere, affinché nessuno vi entri qualora non ci sia posto. Insieme alla richiesta di istituzione di un Garante nazionale per i diritti dei detenuti, viene anche proposta l’abrogazione del reato di clandestinità.
Infine la terza proposta, Modifiche alla legge sulle droghe: depenalizzazione del consumo e riduzione dell’impatto penale, vuole modificare la legge sulle droghe che tanta carcerazione inutile produce nel nostro Paese. Viene superato il paradigma punitivo della legge Fini-Giovanardi, depenalizzando i consumi, diversificando il destino dei consumatori di droghe leggere da quello di sostanze pesanti, diminuendo le pene, restituendo centralità ai servizi pubblici per le tossicodipendenze.

Al sito www.3leggi.it la mappa di tutti luoghi dove sarà possibile sottoscrivere le tre proposte, che sono promosse da: A Buon diritto, Acat Italia, L’Altro Diritto, Associazione 21 luglio, Associazione difensori di Ufficio, A Roma, insieme – Leda Colombini, Antigone, Arci, Associazione Federico Aldrovandi, Associazione nazionale giuristi democratici, Associazione Saman, Bin Italia, Cgil, Cgil – Fp, Conferenza nazionale volontariato giustizia, Cnca, Coordinamento dei Garanti dei diritti dei detenuti, Fondazione Giovanni Michelucci, Forum Droghe, Forum per il diritto alla salute in carcere, Giustizia per i Diritti di Cittadinanzattiva Onlus, Gruppo Abele, Gruppo Calamandrana, Il detenuto ignoto, Itaca, Libertà e Giustizia, Medici contro la tortura, Naga, Progetto Diritti, Ristretti Orizzonti, Rete della Conoscenza, Società della Ragione, Società italiana di Psicologia penitenziaria, Unione Camere penali italiane, Vic – Volontari in carcere. (*protected email*)

Vai all’elenco delle città dove si potrà firmare il 9 maggio:
www.3leggi.it/evento/3-leggi-il-9-maggio-si-firma-davanti-alle-universita-di-tutta-italia/

Vai all’elenco dei Comuni dove è possibile firmare negli orari d’apertura degli uffici:
www.3leggi.it/dove-firmare/

Vai all’elenco dei banchetti dove è possibile firmare:
www.3leggi.it/eventi/mese/

Campagna per tre leggi di civiltà: Tortura, Carcere, Droghe

25 marzo 2013

bannerDIGNITÀ E DIRITTI UMANI
Campagna per tre leggi di civiltà: Tortura, Carcere, Droghe

Con una sentenza all’inizio dell’anno la Corte Europea dei Diritti Umani ha condannato l’Italia per trattamenti disumani e degradanti, in relazione allo stato delle carceri. L’Italia ha un anno di tempo per ripristinare le condizioni dello stato di diritto e l’osservanza della Costituzione. Il Presidente Napolitano ha definito il sovraffollamento carcerario una questione di “prepotente urgenza” e di recente ha rivolto l’ennesimo invito perché siano approvate misure strutturali per porre fine alle disumane condizioni delle carceri.

Il sovraffollamento non è una calamità naturale né un mostro invincibile: basta cambiare le leggi criminogene alla radice del fenomeno, prima fra tutte la legge sulla droga. Solo l’anno scorso sono entrate in prigione per violazione della normativa antidroga 28.000 persone (fra consumatori e piccoli spacciatori), mentre sono oltre 15.000 i tossicodipendenti ristretti su un totale di 67.000: la metà dei detenuti ammassati e stipati nelle patrie galere hanno a che fare con la legge sulle droghe. E’ urgente la cancellazione delle norme più deleterie e “affolla-carcere” della legge sulle droghe, al fine di evitare l’arresto agli accusati di detenzione di sostanze stupefacenti per fatti di “lieve entità” e per far uscire i tossicodipendenti e destinarli a programmi alternativi (oggi preclusi da vincoli assurdi e dall’applicazione della legge Cirielli sulla recidiva).

Occorre dare applicazione alle proposte del Consiglio Superiore della Magistratura, in particolare eliminando le norme di tipo emergenziale, dagli automatismi sulla custodia cautelare alla legge Cirielli sulla recidiva, dal reato di clandestinità alle misure di sicurezza e prevedendo un meccanismo di messa alla prova, di misure alternative e di numero chiuso.

Su queste linee sono state elaborate tre proposte di legge di iniziativa popolare, sostenute da un vasto Cartello di organizzazioni e associazioni impegnate sul terreno della giustizia, del carcere e delle droghe: la prima propone l’inserimento nel Codice Penale del reato di tortura secondo la definizione data dalla Convenzione delle Nazioni Unite; la seconda interviene in materia di diritti dei detenuti e di riduzione dell’affollamento penitenziario. La terza si propone di modificare la legge sulle droghe nei punti più odiosi che provocano tanta carcerazione inutile. Sosteniamo le tre proposte di legge e invitiamo tutti e tutte a sottoscriverle.

Il 15 marzo si riunirà il nuovo Parlamento e inizia una legislatura certamente difficile. Ci auguriamo che nell’agenda del nuovo governo siano presenti punti precisi e qualificanti. Fra questi, i temi della giustizia, del carcere, della droga dovrebbero entrare nell’agenda delle priorità. Ci appelliamo con forza al Parlamento perché dedichi subito una sessione speciale all’esame di provvedimenti urgenti per il carcere.

Chiediamo infine la nomina di un ministro della Giustizia capace di rompere le logiche di potere e corporative che hanno fin qui impedito di operare le scelte necessarie e indifferibili. Pretendiamo una netta discontinuità nella responsabilità del Dipartimento delle Politiche Antidroga, che ha perseguito politiche dannose e fallimentari in nome dell’ideologia punitiva e proibizionista.

Le condizioni inumane delle nostre carceri mettono in gioco la credibilità democratica del nostro paese. Noi non intendiamo essere complici, neppure per omissione, dell’illegalità quotidiana. Invitiamo tutti e tutte a fare altrettanto.

Sostenete la campagna “Carcere, droghe e diritti umani” aderendo on line e firmando ai banchetti e alle iniziative le tre leggi di iniziativa popolare: www.3leggi.it.

Associazioni Promotrici: A Buon diritto, Acat Italia, A Roma, insieme – Leda Colombini, Antigone, Arci, Associazione Federico Aldrovandi, Associazione nazionale giuristi democratici, Associazione Saman, Bin Italia, Cgil, Cgil – Fp, Conferenza nazionale volontariato giustizia, Cnca, Coordinamento dei Garanti dei diritti dei detenuti, Fondazione Giovanni Michelucci, Forum droghe, Forum per il diritto alla salute in carcere, Giustizia per i Diritti di Cittadinanzattiva Onlus, Gruppo Calamandrana, Il detenuto ignoto, Itaca, Libertà e Giustizia, Medici contro la tortura, Progetto Diritti, Ristretti Orizzonti, Società della Ragione, Società italiana di Psicologia penitenziaria, Unione Camere penali italiane, Vic – Volontari in carcere