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Droga, una diffida al Governo. Ora basta

9 agosto 2017

Antigone, Forum Droghe, Lila, l’Associazione Luca Coscioni e la Società della Ragione hanno inviato lo scorso 31 luglio una diffida al Governo per contestare la violazione della norma fondamentale dell’articolo 1 della legge Iervolino-Vassalli sulla convocazione della Conferenza nazionale sulle droghe.

Il Testo unico sulle droghe (Dpr 309/90) prevede infatti che “ogni tre anni, il Presidente del Consiglio dei Ministri convochi una conferenza nazionale sui problemi connessi alla diffusione delle sostanze stupefacenti e psicotrope, alla quale invita soggetti pubblici e privati che esplicano la loro attività nel campo della prevenzione e della cura della tossicodipendenza. Le conclusioni di tali conferenze sono comunicate al Parlamento anche al fine di individuare eventuali correzioni alla legislazione antidroga dettate dall’esperienza applicativa”.

La diffida ricorda che l’ultima conferenza nazionale sui problemi connessi con la diffusione delle sostanze stupefacenti si è tenuta a Trieste dal 12 al 14 marzo 2009; da 8 anni manca quindi un momento di condivisione dei dati e di riflessione sugli effetti della legislazione sulle droghe rispetto alla salute e i diritti umani e civili dei consumatori, alla sicurezza sociale e alla giustizia e questo a fronte di ripetute sollecitazioni nonché e incontri istituzionali promossi dalle associazioni che hanno presentato la diffida.

Va ricordato che quell’appuntamento organizzato dalla coppia Giovanardi-Serpelloni si caratterizzò per la netta chiusura al confronto con le organizzazioni che contestavano la scelta proibizionista e punitiva della legge 49 del 2006 approvata con un colpo di mano e finalmente bocciata dalla Corte Costituzionale nel febbraio del 2014.

I firmatari della diffida sottolineano di fronte ai cambiamenti legislativi parziali e non coerenti e rispetto agli sviluppi internazionali che comprendono forme diffuse di legalizzazione della cannabis e al dibattito che si è sviluppato all’Assemblea generale dell’Onu a New York nell’aprile 2016, sia sempre più necessario convocare con urgenza una nuova conferenza nazionale sui problemi connessi con la diffusione delle sostanze stupefacenti e psicotrope per porre fine alla inadempienza all’obbligo di legge che dura da troppi anni.

La conclusione è chiara con la comunicazione che, ”decorso inutilmente il termine di cui all’art. 3 comma 1 D.Lgs n. 198/2009, si procederà alla tutela dei diritti e degli interessi dei propri associati dinanzi alle competenti autorità giudiziarie”.

A febbraio di quest’anno molte Associazioni avevano lanciato un appello al Governo con precise richieste, dalla nomina di un responsabile politico per dare un indirizzo alla politica delle droghe alla convocazione della Conferenza nazionale sulle droghe, dalla riorganizzazione dei Servizi pubblici nella prospettiva del rilancio della riduzione del danno prevista dai LEA con la previsione di interventi per la prevenzione dei rischi connessi all’abuso e alla clandestinità dei consumi, alla analisi delle sostanze e verso la sperimentazione delle stanze del consumo e dei trattamenti con eroina, alla convocazione di un seminario per discutere il documento conclusivo di Ungass.

Il silenzio è stato la eloquente risposta.

il 26 giugno, assieme agli altri gruppi che compongono il Cartello di Genova, è stato presentato l’ottavo libro bianco sulle droghe che ha confermato i gravi effetti collaterali della legislazione antidroga sulla giustizia e sul carcere.

Il rispetto della legge è un principio che non può essere violato dalle istituzioni. La diffida ha un valore formale, ma la contestazione al Governo è tutta politica. Ora la parola è al Presidente Gentiloni.

Caro Renzi, sulle droghe ora bisogna decidere

26 giugno 2014

matteo-renzi_adessoRoma, 26 giugno 2014

Il Coordinamento Nazionale delle Comunità di Accoglienza (CNCA), insieme a Antigone, Forum Droghe e La Società della ragione, ha inviato oggi una lettera aperta al presidente del Consiglio Matteo Renzi in occasione della Giornata mondiale sulle droghe.

Nella lettera vengono poste al governo alcune questioni rilevanti e urgenti:

– non è più possibile continuare a non avere un organismo di coordinamento delle politiche antidroga in Italia. Il Dipartimento nazionale politiche antidroga non ha più un direttore. I firmatari della lettera – che hanno più volte denunciato la gestione monocratica, ideologica e tutt’altro che proficua esercitata dall’ultimo direttore del Dipartimento – ritengono che questa funzione di coordinamento possa essere esercitata assai più efficacemente attraverso l’istituzione, presso la presidenza del Consiglio, di un organismo a cui partecipino i principali rappresentanti dei servizi pubblici e del terzo settore in un rapporto continuo con i ministeri competenti e le Regioni. Questo passaggio è ancora più urgente per il fatto che l’Italia assumerà, a giorni, la presidenza dell’Unione europea e, dunque, acquisirà un ruolo guida che dovrebbe esercitare anche in questo settore;

– vanno congelati tutti i fondi assegnati dal Dipartimento nazionale politiche antidroga a fine 2013, circa 15 milioni di euro, al momento sotto esame presso la Corte dei Conti, finché non verrà ridefinita la sede di coordinamento delle politiche antidroga, come richiamato nel punto precedente. Questo per evitare che vadano dispersi o sprecati fondi che dovrebbero essere messi a disposizione della ridefinizione del sistema di intervento sulla base di criteri nuovi e condivisi;

– a tal proposito, si chiede la soppressione di un progetto finanziato dal Dipartimento nazionale politiche antidroga proprio con i fondi residui del 2013, con il quale si vorrebbero sostituire, illegittimamente, le conferenze nazionali sulle droghe, aperte a tutti gli operatori e che il governo dovrebbe organizzare per legge ogni tre anni, con la creazione di una piattaforma on line. L’11 luglio prossimo è previsto il primo incontro aperto – un audit – di tale iniziativa. Se questo appuntamento non verrà annullato, il CNCA e altri soggetti del settore solleciteranno un’iscrizione in massa dei propri operatori a tale evento per farlo fallire.

Per queste e altre questioni relative a una vera e propria ricostruzione del sistema di intervento, i firmatari chiedono al presidente Renzi un incontro nei tempi più brevi possibili.

Fini-Giovanardi a giudizio

17 gennaio 2014

locandina-webContinua la campagna di sensibilizzazione per vedere affermata l’incostituzionalità della legge Fini-Giovanardi sulle droghe lanciata dalla Società della Ragione nei mesi scorsi.

La Corte Costituzionale deciderà il 12 febbraio. Dopo sette anni di repressione e di effetti terribili sulla giustizia e sul carcere si potrà voltare pagina.

Il 21 gennaio 2014 a Roma presso la Sala delle Colonne della Camera dei Deputati organizzeremo un seminario di approfondimento giuridico e politico sulla legge sulle droghe. A breve maggiori dettagli ed il programma completo.

La Società della Ragione ONLUS
in collaborazione con Antigone, CNCA, Forum Droghe, Magistratura Democratica, Unione Camere Penali Italiane

Fini-Giovanardi a giudizio

Seminario sulla legge sulle droghe e sui suoi profili di costituzionalità

Roma, martedì 21 gennaio 2014, ore 9,30-13,30
Camera dei deputati, Sala delle colonne, Via Poli 19

Presiede
Stefano Anastasia

Introduce
Luigi Saraceni

Interventi programmati:
Antonella Calcaterra, Giuseppe Cascini, Sandro Gamberini, Michele Passione, Michela Porcile, Andrea Pugiotto, Carlo Renoldi, Marco Ruotolo, Valerio Spigarelli, Fabio Valcanover

A seguire tavola rotonda
Quale legge dopo la  Fini-Giovanardi?

Intervengono:
Benedetto Della Vedova, Daniele Farina, Donatella Ferranti, Vittorio Ferraresi, Luigi Manconi, Ivan Scalfarotto

Coordina
Franco Corleone

E’ obbligatoria l’iscrizione a *protected email* entro il 17 gennaio 2013.
Gli uomini, per accedere alla sala, devono indossare la giacca.
Il seminario è in fase di accreditamento per 4 crediti formativi per gli avvocati.

fascicolo-costituzionalita-fini-giovanardiDossier “Droghe e Carcere: voltiamo pagina”
Vi ricordiamo che potete scaricare l’ultimo dossier sull’incostituzionalità della legge sulle droghe dal sito de La Società della Ragione, sezione “Ricerche e Studi”
http://www.societadellaragione.it/2013/12/31/droghe-e-carcere-voltiamo-pagina-2/

Metamorfosi penitenziarie

2 aprile 2013

cop-metamorfosiLa Società della Ragione ONLUS
Arci Ferrara
in collaborazione con IBS Bookshop Ferrara
con il Patrocinio del Comune di Ferrara

Presentazione del libro di Stefano Anastasia

Metamorfosi penitenziarie
Carcere, pena e mutamento sociale

Dialoga con l’autore
Andrea Pugiotto
ordinario di Diritto Costituzionale dell’Università di Ferrara

è previsto il saluto di Massimo Maisto Vice Sindaco di Ferrara

Ferrara
Giovedì 4 aprile
ore 17:30
Libreria IBS
Palazzo San Crispino
(Piazza Trento e Trieste)

La fine del «secolo breve» ha portato con sé la riscoperta del carcere e della privazione della libertà, di cui il sovraffollamento penitenziario italiano è solo un episodio. Questo è stato l’esito di un trasferimento di risorse economiche e simboliche dal welfare state a quello che è stato chiamato il prisonfare.

Determinante, in questo mutamento, il modo in cui l’ideologia neo-liberista ha accompagnato il processo di globalizzazione, in nome di una flessibilità che si è risolta in precarietà sociale ed esistenziale, alimentando così una domanda di controllo penale della marginalità sociale. Al termine di un lungo ciclo durato più di trent’anni, le democrazie occidentali sono chiamate a fare i conti – anche in questo campo – con le loro promesse non mantenute, a partire dalla garanzia dei diritti fondamentali delle persone private della libertà.

La mass incarceration è finita sotto processo e i nostri regimi politici sono di fronte a un bivio: continuare a perseguire politiche di sicurezza fondate sulla privazione della libertà o invertire la rotta e riscoprire politiche di sicurezza sociale compatibili con il rispetto dei diritti fondamentali di tutti i loro abitanti?

Stefano Anastasia, Presidente onorario di Antigone, è ricercatore di filosofia e sociologia del diritto nell’Università di Perugia. Ha pubblicato Patrie galere. Viaggio nell’Italia dietro le sbarre (con P. Gonnella, Carocci 2005) e L’appello ai diritti. Diritti e ordinamenti nella modernità e dopo (Giappichelli 2008). Recentemente ha curato Contro l’ergastolo. Il carcere a vita, la rieducazione, la dignità della persona (con F. Corleone, Ediesse 2009), Il corpo e lo spazio della pena. Architettura, urbanistica e politiche penitenziarie (con F. Corleone e L. Zevi, Ediesse 2011) e Diritto e democrazia nel pensiero di Luigi Ferrajoli (Giappichelli 2011).

Scarica la cartolina in formato pdf: anastasia.pdf.

L’architettura, il carcere, un libro

23 novembre 2011

Esce oggi per le edizioni EDIESSE in collaborazione con la Società della Ragione il volume curato da Stefano Anastasia, Franco Corleone, Luca Zevi dal titolo “Il corpo e lo spazio della pena. Architettura, urbanistica e politiche penitenziarie.” Presto si organizzerà una presentazione a Ferrara, nel frattempo potete leggere sul sito de la Società della Ragione le prime recensioni e magari acquistarlo in tutte le librerie.

Il corpo e lo spazio della pena
Architettura, urbanistica e politiche penitenziarie
a cura di Stefano Anastasia, Franco Corleone, Luca Zevi

2011
EDIESSE
13,00 Euro
ISBN 978-88-230-1601-9

La vertiginosa crescita delle incarcerazioni nell’ultimo ventennio ha fatto esplodere il problema del sovraffollamento penitenziario, e con esso quello della qualità della pena nel rispetto della dignità della persona detenuta. Tra timide riforme e occasionali provvedimenti deflattivi, la costruzione di nuove carceri e la saturazione di quelle esistenti continuano a dominare l’agenda politica.

La struttura architettonica, la qualità edilizia e la collocazione urbanistica del penitenziario corrispondono alla sua funzione e al modo di interpretare la pena privativa della libertà. Chi si propone di riformare la pena non può rinunciare, quindi, a ripensare lo spazio penitenziario, almeno fino a quando il carcere resterà dominante nelle nostre culture e nelle nostre pratiche punitive.

Testi di Sebastiano Ardita, Vittorio Borraccetti, Cesare Burdese, Alessandro De Federicis, Patrizio Gonnella, Francesco Maisto, Corrado Marcetti, Alessandro Margara, Mauro Palma, Sonia Paone, Eligio Resta, Leonardo Scarcella, Adriano Sofri, Maria Stagnitta, Grazia Zuffa.

Stefano Anastasia, ricercatore in Filosofia e Sociologia del diritto nell’Università di Perugia, è stato presidente dell’associazione Antigone e della Conferenza nazionale del volontariato della giustizia.
Franco Corleone, sottosegretario alla Giustizia dal 1996 al 2001, è Garante dei detenuti nel Comune di Firenze e presidente della Società della Ragione. Vai al blog.
Luca Zevi, architetto e urbanista, direttore del «Manuale del Restauro Architettonico» e del «Nuovissimo Manuale dell’Architetto », ha insegnato nelle Università di Roma e Reggio Calabria.

Chiudiamo l’OPG di Reggio Emilia

13 luglio 2011

La Società della Ragione

Sabato 16 luglio
dalle 11,30 alle 13
Sala Rossa del Municipio di Reggio Emilia
piazza Prampolini

CHIUDIAMO L’OPG DI REGGIO EMILIA

Partecipano:
Gianluca Borghi Società della Ragione
Franco Corleone Coordinatore dei Garanti territoriali per i diritti dei detenuti
Matteo Sassi Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Reggio Emilia
Stefano Cecconi CGIL nazionale – Stop OPG

www.stopopg.it

(via Franco Corleone)

Gli spazi della pena e l’architettura del Carcere

12 giugno 2009

immagine-2Sabato 13 giugno 2009 al “Giardino degli Incontri” del Carcere di Sollicciano – Firenze. Il Seminario promosso dalla Società della Ragione in collaborazione con Antigone e Fondazione Michelucci si propone di raccogliere idee e tematizzazioni per un convegno internazionale già in programma per il prossimo autunno. Il punto di partenza è la corrispondenza di forma e funzione nella pena. La struttura architettonica, la qualità edilizia e la collocazione urbanistica del penitenziario corrispondono alla sua funzione, al modo di interpretare la pena privativa della libertà in diversi contesti culturali, sociali ed economici. Chi si propone di riformare la pena, non può rinunciare a ripensare la forma penitenziaria, almeno fino a quando il carcere resterà dominante nelle nostre culture e nelle nostre pratiche punitive. D’altro canto, la rinnovata emergenza del sovraffollamento penitenziario ha spinto il Governo ad assumere la questione edilizia come strumento principe per farvi fronte, attraverso la nomina di un Commissario ad hoc e la predisposizione di un ‘piano carceri’ finalizzato all’ampliamento della capacità ricettiva del sistema penitenziario. Merita dunque confrontarsi sul progetto governativo, per valutarne non solo le scelte di fondo (quale carcere? Per quale pena?), ma anche la fattibilità e i costi (non solo economici) che esso porta con sé.
Scarica l’invito.

Da La Società della Ragione, via Fuoriluogo e Franco Corleone.