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Appello al Direttore di un quotidiano on line di provincia

28 marzo 2014

commenti su un quotidiano on line di provinciaSuccede in una piccola città di provincia: un 59enne denuncia il furto del portafogli alle 18,30 di domenica da parte di tre giovani armati di coltello nel corso centrale della città. Notizia di per sè inverosimile per chi conosce quella città di provincia. Inverosimile anche per i carabinieri, che indagano un po’ e scoprono che sì qualcosa era avvenuto, ma all’interno di una chiesa sconsacrata ultimo cinema porno di quella città di provincia.

Ora qui non si vuole più di tanto rimbrottare il cittadino di provincia imbarazzato per le sue frequentazioni, comprensibilmente imbarazzanti. Peccato però che il primo e più importante quotidiano on line di provincia, che peraltro fa un ottimo servizio di informazione per la città, continui a dare spazio nei commenti agli articoli al peggio che si possa trovare su internet (e nella società, anche di provincia).

I tre giovani (negli articoli non si fa alcun cenno alla nazionalità, ndr) vengono immediatamente additati come migranti, causa di tutti i mali. Un commento, fra tutti quelli del primo articolo, quando ancora la verità non era di dominio pubblico:

“ely ha scritto il 25 marzo 2014 alle 12:28
Da oggi ne abbiamo altri 40 sparpagliati tra Ferrara e Ostellato! Grazie ai nostri politici, grazie per avere gravato su una situazione gia’ pesante. Sono sicura che una meta’ andra’ a lavorare nel mezzano al posto nostro e gli altri alimenteranno lo spaccio e la microcriminalita’, poi ditemi che dobbiamo abituarci ad una societa’ multietnica…oche anche gli italiani a suo tempo sono emigrati…si pero’ gli italiani hanno ricostruito la Germania e si sono fatti il culo nelle miniere in Belgio!” (i 40 sono profughi provenienti da Lampedusa accolti in varie strutture della città, ndr)

Ora, figuratevi se non capisco io l’esigenza del quotidiano on line di provincia di generare visite anche tramite i commenti agli articoli. Però, come detto in via amichevole al Direttore della testata qualche anno fa, quando questi commenti inficiano la credibilità stessa del quotidiano che li ospita (oltre che offendere la dignità umana e rasentare reati penali) si dovrebbero prendere dei provvedimenti. Siccome sono per un sistema penale minimo, e dubito che sia ipotizzabile a breve una chiusura dei commenti, faccio appello alla sensibilità del direttore di quel quotidiano on line di provincia perchè almeno assuma provvedimenti drastici sui commenti e sui commentatori che oltrepassano la decenza intellettuale.

E’ una questione di massa

11 aprile 2011

Makkox sul Post:

Cogli la metafora /2

30 agosto 2010

Questa storia fa un po’ meno ridere della precedente ma vale la pena di essere ripresa.

Francavilla, Italia, Mondo:

È l’ora di pranzo di lunedì quando sia Proto (consigliere comunale PDL di Francavilla, ndr) sia Friday Osaf, clochard nigeriano di stanza a Francavilla, si trovano in via Immacolata. Il primo fa la spesa, il secondo chiede l’elemosina. A un certo punto si trovano l’uno vicino all’altro e, quando l’extracomunitario chiede un’offerta a Proto, questi lo scansa negandogliela e, a quanto pare, lo redarguisce invitandolo ad allontanarsi perché lì dà fastidio. Ne nasce un diverbio che, a detta di Proto, sfocia in aggressione durante la quale il nigeriano avrebbe estratto un coltello. I vigili, credendo alla versione del consigliere, arrestano Osaf dopo un inseguimento in cui uno degli agenti rimane ferito. Non sarebbe andata così, invece, secondo la commerciante Alessandra Latartara, che sostiene non ci sia stata aggressione alcuna e tanto meno la minaccia con un coltello da parte dell’uomo di colore. Nel vespaio di polemiche e indignazione, a decidere chi abbia ragione e chi torto, a questo punto, sarà probabilmente un giudice.

Benedetto Proto, grande fan delle ronde, dopo le dichiarazioni alla stampa della fornaia e l’accerchiamento dei suoi colleghi in consiglio comunale ha annunciato le dimissioni da consigliere:

questa città non merita il mio impegno

La signora Alessandra Latartara, a seguito della posizione assunta, ha dichiarato in tv di aver ricevuto ‘avvertimenti’ in rapporto all’attività del suo esercizio commerciale.

Di Friday Osaf non abbiamo notizie, ma temiamo sia ancora in carcere.

Il moltiplicatore della disperazione

13 agosto 2010

(ANSA) – BARI, 12 AGO – Sono 822 i clandestini arrivati, con 27 sbarchi, sulle coste del Salento dal 1 gennaio a ieri, quasi il triplo rispetto al 2009. Lo scorso anno furono 315 i clandestini e 12 gli sbarchi). Nel 2008 ci furono solo tre sbarchi di 70 clandestini. Il maggior numero di sbarchi (7) si e’ avuto a giugno e luglio. Degli 822 clandestini sbarcati quest’anno, piu’ della meta’ (469) sono afghani e il 29% (281) minori. La maggior parte proviene da Iran (88) Siria (88) Turchia (68) Iraq (46).

No, giusto perchè poi qualcuno è capace di dire che nessun clandestino arriva più in Italia…

Così non si trasportano nemmeno le bestie

7 luglio 2010

Denuncia dei sindacati di polizia iulp, Sap, Siap-Anfp, Silp-Cgil, Ugl e Coisp, da Estense.com:

Viaggio al di là dei diritti umani
Protesta dei sindacati sul servizio di accompagnamento stranieri

Dove sono finiti i diritti umani? A quanto sembra lontano dalla direttrice Ferrara- Lamezia Terme, quella deputata all’accompagnamento degli stranieri non regolari sul territorio verso i centri di permanenza temporanea.

Già i Cpt, oggi ribattezzati Cie (Centri di identificazione ed espulsione), non brillano per qualità della permanenza. Ma che il viaggio verso il limbo che preannuncia l’espulsione debba essere costellato da qualcosa che viene definito al di là della “dignità delle persone” fa meditare.

La denuncia arriva dai sindacati di polizia Siulp, Sap, Siap-Anfp, Silp-Cgil, Ugl e Coisp, che riferiscono di un recente episodio, l’ultimo di una lunga serie a quanto pare, relativo a uno di questi viaggi lontano dai diritti umani.

“La modalità di organizzazione dei servizi di accompagnamento stranieri – affermano -dovrebbe mettere in primo piano non tanto il servizio stesso ma la vicenda umana che esso rappresenta nelle sue complesse contraddizioni, tra l’effettuare un servizio obbligatorio e il rispetto dell’uomo”.

E invece lunedì scorso qualcosa è andato “al di là del comune buon senso”, tanto da “porre dubbi sulla legalità del servizio svolto”.

Il 5 luglio una persona doveva essere accompagnata al centro di accoglienza di Lamezia Terme, l’unico posto messo a disposizione dal Ministero degli Interni, a oltre 1.000 km di distanza dal capoluogo estense.

Due poliziotti, che effettuavano il turno con orario 14/20, sono stati incaricati del servizio: accompagnare in auto lo straniero fino a Lamezia. “Sono quindi partiti alle 14,30 circa – ricostruiscono i sindacati – per un viaggio di oltre dodici ore, sotto un sole cocente, dentro una volante in cui lo straniero sedeva dietro, nel posto dei passeggeri, quelli da accompagnare in cella. Quest’uomo ha viaggiato su sedili di gomma, separato dall’abitacolo da un vetro interno di plexiglass, in uno spazio ridottissimo senza possibilità di aprire i vetri e con solo un piccolo bocchettone di areazione”.

“Così non si trasportano nemmeno le bestie – denunciano i sindacati di polizia -. Senza poter farlo uscire, senza poter uscire loro stessi, senza poter mangiare, bere, riposare. Un viaggio che somiglia a un’odissea, o al ladro di bambini, il film di Gianni Amelio”.

“Dove sono finiti i diritti umani? La dignità delle persone? Non sono forse gli stessi diritti che noi dovremmo difendere? Qualora fosse accaduto un incidente stradale dovuto alla stanchezza, chi ne avrebbe risposto?” si chiedono le sigle delle forze di polizia, che ritengono il questore “responsabile di aver organizzato un servizio con orari illegittimi. Noi lo accusiamo di aver messo in pericolo l’incolumità dei colleghi e della persona (di persona si tratta), da accompagnare”.

La segnalazione, oltre che alla stampa, è stata inviata anche alle rispettive segreterie nazionali, per far “pervenire questa nota al Servizio immigrazione e al Capo della Polizia, sempre molto attento alla difesa dei diritti delle persone, affinché simili episodi non accadano più, né a Ferrara né da altre parti”.

E presto questo viaggio “al di là dei diritti umani”, anticipano gli stessi sindacalisti, potrebbe finire sul tavolo di Amnesty International.

Presto, fate presto!

7 luglio 2010

Ricevo da Abuondiritto e pubblico:

Mercoledì 7 luglio, ore 15.15 Sala del Mappamondo Camera dei Deputati

Presto, fate presto!
245 eritrei, la Libia e noi

Introduce Luigi Manconi presidente di A Buon Diritto

Partecipano Giovanni Maria Bellu Fabio Granata Flavia Perina Savino Pezzotta Jean Leonard Touadi Livia Turco
Ingresso Via della Missione, 4
I sig.ri giornalisti sono pregati di accreditarsi presso l’Ufficio stampa della Camera al n. 06.67602620

Chi non capisse di che si tratta è pregato di leggere qui.

Eludendo la sorveglianza…

28 giugno 2010

Dal Corriere della Sera:

Era accusato di lesioni, minacce e oltraggio a pubblico ufficiale.
Agrigento, arrestato dopo una rissa si toglie la vita in questura
Il giovane, un marocchino di 22 anni, si è impiccato con la cintura dei pantaloni in camera di sicurezza

AGRIGENTO – Un marocchino di 22 anni, Y. A., si è tolto la vita nella camera di sicurezza della questura di Agrigento dove era stato rinchiuso in attesa di comparire davanti al giudice per l’udienza di convalida del suo arresto. L’uomo si è impiccato con la cintura dei pantaloni. L’immigrato era stato arrestato due giorni fa, a Palma di Montechiaro, al culmine di una rissa, perché si era reso responsabile dei reati di lesioni, minacce ed oltraggio a pubblico ufficiale.

I TIMORI – Secondo la ricostruzione dei poliziotti il marocchino probabilmente aveva anche fatto uso di sostanze stupefacenti. Subito dopo l’arresto era stato rinchiuso in una camera di sicurezza della questura in vista dell’udienza di convalida del suo fermo. Ma l’uomo, eludendo la sorveglianza, la notte scorsa si è impiccato utilizzando probabilmente una cintura. A questa tragica decisione potrebbe essere stato spinto forse anche dal timore di essere rimpatriato.

6 giugno: StoriediMondi

30 maggio 2010

Domenica prossima, dopo il picnic per la decrescita felice al Parco urbano ci si può spostare di solo qualche centinaio di metri al Centro Sociale di Via Canapa per la festa “Storiedimondi. Storie, canti, musiche, sapori, incontri” organizzata da Cies – Ferrara, “Vocidalsilenzio” e Associazione Cittadini del mondo, con la collaborazione di Sonika e il contributo del Comune di Ferrara, della Provincia di Ferrara e della Regione Emilia Romagna.

STORIEDIMONDI
Storie/Canti/Musiche/Sapori/incontri

Domenica 6 giugno 2010

Centro Sociale “Il Parco”, Via Canapa, Ferrara

“… i cortili dei paesi nord africani, dove i “meddah” raccontavano le storie, non sono diversi dalle aie delle campagne padane, entrambi luoghi dello scambio e dei sentimenti. Luoghi delle risa e dei pianti” (Tahar Lamri)

Domenica 6 giugno, presso il Centro sociale “Il Parco” di V. canapa 4,

Cies – Ferrara, “Vocidalsilenzio” e Associazione Cittadini del mondo, con la collaborazione di Sonika e il contributo del Comune di Ferrara, della Provincia di Ferrara e della Regione Emilia Romagna, presentano:

“Storiedimondi. Storie, canti, musiche, sapori, incontri”.

Dalle ore 20, Cena multiculturale: sarà possibile gustare piatti di tradizione regionale che comporranno una cena “multiculturale”

(informazioni e prenotazioni: tel. 328 1962192).

Dalle 21.00 la sesta edizione di “Storiedimondi”: in continuità con il Convegno Nazionale “Culture e letteratura della migrazione” svolto nello scorso aprile, propone letture, canti, musiche e performance teatrali in un percorso tra linguaggi, suoni e culture sotto il comune segno del racconto dall’aroma interculturale.

La prima parte della serata sarà dedicata alle “Zirudelle”, le poesie dialettali di antica tradizione popolare: sul palco, i poeti dialettali Giuseppe Collari (Cento, Ferrara) e Alberto Ridolfi (Ferrara).

A seguire, la musica della Ginko Band.

In caso di maltempo l’iniziativa si svolgerà presso la Sala grande del Centro sociale “Il Parco”.

Informazioni e prenotazioni:

tel. 328 1962192

e-mail: ti.il1506371187acsit1506371187@oizn1506371187elisl1506371187adico1506371187v.ofn1506371187i1506371187

http://www.comune.fe.it/vocidalsilenzio/storiedimondi09.htm

Alla manifestazione sarà presente il Comitato Acqua Pubblica con un banchetto di raccolta firme del referendum

Giusto per la cronaca

26 aprile 2010

ROSARNO – Almeno trenta persone in carcere. E’ questo, per il momento, il bilancio del blitz in Calabria contro il racket dello sfruttamento e della riduzione in schiavitù degli immigrati in agricoltura. L’operazione anti-caporali nasce dalle indagini avviate nel gennaio scorso, dopo la clamorosa rivolta degli extracomunitari impegnati nella raccolta degli agrumi.

Dalle indagini emerge chioaramente che alla base di quella rivolta c’era lo sfruttamento e le condizioni inique in cui gli immigrati erano costretti a lavorare. Gli immigrati, inoltre, avrebbero subito anche ripetute minacce. I lavoratori extracomunitari erano costretti, infatti, a lavorare mediamente dalle 12 alle 14 ore al giorno ricevendo un compenso di una decina di euro al giorno. Gli extracomunitari che si ribellavano subivano ritorsioni e minacce. La rivolta di Rosarno, infatti, fu determinata proprio dal ferimento a colpi d’arma da fuoco di due lavoratori extracomunitari.

I trenta arrestati sono accusati di essere una parte dell’organizzazione di sfruttamento. Tra loro ci sono sia italiani che extracomunitari. Nel corso dell’operazione sono stati sequestrate venti aziende e duecento terreni, per un valore complessivo di circa 10 milioni di euro. Sono state scoperte anche numerose presunte truffe compiute nei confronti degli enti previdenziali.

Da Repubblica.it

Primo Marzo 2010 Sciopero degli stranieri

28 febbraio 2010

Anche per non continuare a sentirmi uno straniero a casa mia, domani 1 marzo 2010, nonostante la Lega Nord e i commentatori di Estense.com, sarò alle 18 a Ferrara in Piazza Trento e Trieste con in migranti in occasione dello Sciopero degli stranieri.
Venite anche voi!