Articoli correlati ‘pdl’

Ci risiamo

18 aprile 2012

Ci risiamo. Tre senatori si sono accorti che in rete c’è un sito, legalizziamolacanapa.org, fra i tanti che promuovono la legalizzazione della canapa. E al grido di “noi siamo per la liberta’ di espressione”, chiedono al ministro Cancellieri di chiuderlo perchè reo di mettere “alla berlina scienziati come Garattini ed altri ancora” ed esaltare le qualità di una sostanza sulla quale “ci sono centinaia di pubblicazioni che parlano del rischio di indurre psicosi, e c’e’ una quotidianita’ clinica che lo dimostra”.

Ora, non mi soffermerò troppo sulle centinaia di pubblicazioni che confutano i rischi legati alla cannabis (ne cito solo una, il rapporto della Beckley Foundation) soprattutto quando messi a confronto con le altre sostanze ricreative, legali ed illegali. Non mi soffermo nemmeno sugli scienziati, che spesso si mettono alla berlina da soli.

Mi preme solo dire che probabilmente le psicosi più gravi, perchè provocate dall’ideologia proibizionista, securitaria e illiberale, sono quelle dei politici, che pur di dimostrare l’indimostrabile, ovvero che il consumo di droghe è un problema da risolvere con il codice penale, fanno carta straccia dell’art. 21 della costituzione e invocano la censura per le idee non conformi al loro disegno repressivo. A legalizziamolacanapa.org, per quel che conta, va quindi la mia solidarietà.

(qui quella di fuoriluogo.it)

Energia e PDL, una coerenza disarmante

8 luglio 2011

La coerenza del PDL in materia energetica è disarmante: prima vogliono tornare al nucleare a qualsiasi costo, poi sgambettano quando possono le agevolazioni per l’efficienza energetica (55%), quindi azzoppano a più riprese le fonti rinnovabili e alla fine, alla loro festa nazionale, annunciano fieri nei manifesti: “STAND CLIMATIZZATI”.

 

 

Paladini della Cristianità in trasferta a Monaco

20 novembre 2010

http://www.youtube.com/watch?v=fUkWLqpEhlI

OktoberFest, se non ci fosse bisognerebbe inventarle

NB: i musulmani in teoria non bevono alcol

Un bacio alla panettiera di via immacolata

7 settembre 2010

Ecco, siccome di solito il pessimismo sullo stato del nostro paese straborda su questo blog, oggi voglio ritornare su una storia già raccontata la settimana scorsa.

E voglio pubblicamente inviare un bacio alla panettiera di Via Immacolata a Francavilla che con la sua testimonianza ha scagionato il povero Osas.

Signora Serafina Latartara, grazie di cuore, lei oggi mi ha regalato un sorriso.

Un’altro sorriso, ben più amaro, me lo ha regalato Osas Friday, che una volta scagionato dalle accuse del consigliere pidiellino Proto, ha dichiarato:

“Sono cristiano, non provo nessun rancore, conosco il valore del perdono”

A Osas però, dopo 9 giorni di galera per un’accusa inventata di sana pianta, le scuse della PM servono a poco: deve andare a Brescia per rinnovare il permesso di soggiorno.

E non ha un lavoro.

In bocca al lupo.

Cogli la metafora /2

30 agosto 2010

Questa storia fa un po’ meno ridere della precedente ma vale la pena di essere ripresa.

Francavilla, Italia, Mondo:

È l’ora di pranzo di lunedì quando sia Proto (consigliere comunale PDL di Francavilla, ndr) sia Friday Osaf, clochard nigeriano di stanza a Francavilla, si trovano in via Immacolata. Il primo fa la spesa, il secondo chiede l’elemosina. A un certo punto si trovano l’uno vicino all’altro e, quando l’extracomunitario chiede un’offerta a Proto, questi lo scansa negandogliela e, a quanto pare, lo redarguisce invitandolo ad allontanarsi perché lì dà fastidio. Ne nasce un diverbio che, a detta di Proto, sfocia in aggressione durante la quale il nigeriano avrebbe estratto un coltello. I vigili, credendo alla versione del consigliere, arrestano Osaf dopo un inseguimento in cui uno degli agenti rimane ferito. Non sarebbe andata così, invece, secondo la commerciante Alessandra Latartara, che sostiene non ci sia stata aggressione alcuna e tanto meno la minaccia con un coltello da parte dell’uomo di colore. Nel vespaio di polemiche e indignazione, a decidere chi abbia ragione e chi torto, a questo punto, sarà probabilmente un giudice.

Benedetto Proto, grande fan delle ronde, dopo le dichiarazioni alla stampa della fornaia e l’accerchiamento dei suoi colleghi in consiglio comunale ha annunciato le dimissioni da consigliere:

questa città non merita il mio impegno

La signora Alessandra Latartara, a seguito della posizione assunta, ha dichiarato in tv di aver ricevuto ‘avvertimenti’ in rapporto all’attività del suo esercizio commerciale.

Di Friday Osaf non abbiamo notizie, ma temiamo sia ancora in carcere.

Libertà di sesso

4 agosto 2010

Se il capogruppo del PDL alla Camera oggi si scaglia contro il giustizialismo e inneggia alla libertà di sesso, questo blog, nel rispetto della neoritrovata curva editoriale, non può non adeguarsi immediatamente!

E allora, spezziamole anche noi insieme a Cicchitto queste manette, e lasciamo spazio a questa copula delle libertà:

Perchè poi uno si preoccupa

27 luglio 2010

Da alcune settimane ho la netta sensazione di condividere molti dei contenuti dei corsivi sul Corriere della Sera.

Sono io, o è il paese ad essere andato in vacca?

Una banca vale più degli elettori?

Non è facile capire la logica che ha spinto Denis Verdini a dimettersi da presidente della Banca del Credito Cooperativo Fiorentino, e a non lasciare la carica di coordinatore del Pdl. È come se si sentisse più responsabile nei confronti degli azionisti che degli elettori; o comunque ritenesse i primi più severi e temibili dei secondi. Ma la sua scelta non può non lasciare interdetti. Se ritiene che la magistratura lo abbia indagato ingiustamente, è comprensibile la resistenza alle richieste dell’opposizione e della minoranza di Fini.
Nel momento però in cui getta la spugna come banchiere, non si comprende perché ritenga di poterla tenere in mano da dirigente politico. Si tratta di un cortocircuito fra sfera pubblica e privata che finisce per privilegiare la seconda; e per offrire agli elettori del centrodestra un’immagine sghemba di un loro rappresentante. Non si tratta di accreditare un suo coinvolgimento nei fatti dei quali viene sospettato; né di assecondare sentenze preventive; né, ancora, di sottovalutare gli aspetti strumentali degli attacchi di cui è destinatario: sono anche pezzi della faida nel Pdl in atto da mesi.
Ma nello stesso tempo è difficile liquidare la questione sostenendo semplicemente di credere a Verdini, alle sue assicurazioni di non avere commesso nulla di illegale. Questa tesi, esposta ieri ad esempio dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa per puntellare il «no» alle dimissioni dall’incarico nel Pdl, è un segno di amicizia e di solidarietà fra coordinatori. Eppure rischia di apparire anche la dimostrazione di un’incomprensione, e di una involontaria mancanza di rispetto per l’elettorato: soprattutto dopo la decisione di Verdini di lasciare la banca per motivi di opportunità. A questo punto, la stessa preoccupazione dovrebbe suggerire un passo indietro dal vertice del partito. Certo non è facile, in un momento in cui la rissa fra berlusconiani e finiani ha imboccato un tornante pericoloso e probabilmente senza ritorno. L’esigenza di tenere unite le forze nel conflitto dentro il Pdl fa apparire anche la scelta più ragionevole come un gesto di debolezza, di cedimento alle ragioni nemiche. Il risultato è un irrigidimento, quasi un arroccamento su posizioni che a prima vista sono obbligate; ma alla lunga potrebbero rivelarsi imprudenti. Anche perché in politica le contraddizioni hanno un prezzo. E più a lungo vengono eluse, più si prendono una rivincita rapidissima nelle sue conseguenze. Un elettore non chiede o suggerisce, come un consiglio di amministrazione, di uscire di scena in attesa magari di tempi migliori. È più indifeso, e forse disposto a dare credito alla persona ed allo schieramento che ha votato e contribuito a portare in Parlamento. Proprio per questo merita una considerazione se non superiore, uguale a quella verso una banca.

Massimo Franco

In difesa dei più deboli

3 maggio 2010

“Ma che casta e casta! Spesso è il politico a chiedere all’autista di accelerare, magari perché l’aereo è arrivato in ritardo e c’è un appuntamento importante. Non è giusto che la fretta del datore di lavoro ricada sull’autista”.

Così il senatore del PDL Cosimo Gallo difende il suo emendamento al Codice della Strada volto all’esenzione dal ritiro dei punti della patente per gli autisti di auto blu. Da Repubblica.it.

PS: per la cronaca l’emendamento è stato approvato. Senza parole.

Istruzioni per la presentazione delle candidature

10 marzo 2010

Ma chi ci dice che a Roma in Tribunale ci fosse la “prescritta documentazione”?

6 marzo 2010

Non c’era bisogno dell’inverecondo esempio di venerdì sera per rendere evidente a tutti come il Governo Berlusconi pieghi le leggi alle proprie esigenze. Che siano quelle di mangiarsi un panino, o forse di cambiare le liste (già sottoscritte?) all’ultimo minuto, la maggioranza ieri ha però inferto una ferita insanabile alla correttezza formale, e sostanziale, del processo democratico delle elezioni. Ha infatti deciso di interpretare a sua immagine e somiglianza, ed in modo particolarmente estensivo, norme e disposizioni che altri hanno sempre seguito con rispetto e tanta attenzione. Se già la giurisprudenza dava come forse superabili alcune delle pur rilevanti mancanze nelle autenticazioni delle firme del listino di Formigoni, trovo particolarmente grave l’interpretazione (rigorosamente con il “senno” del poi) che nella volontà del Governo vorrebbe rendere possibile il presentare la lista del PDL a Roma. Nessun verbale ci può infatti dire se la “prescritta documentazione” fosse presente entro le 12 di sabato al Tribunale di Roma. Anzi, qualche dubbio ci viene dalle stesse, contraddittorie, dichiarazioni dei delegati PDL. Mi auguro che almeno la magistratura amministrativa laziale possa trovare il coraggio di decidere nel rispetto di coloro che le norme, simpatiche o antipatiche che siano, le seguono quotidianamente.