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Sotto il tappeto

25 giugno 2010

Mettere la polvere sotto il tappeto. L’abbiamo fatto tutti.

Ma se il tappeto è il mare de la Maddalena, la polvere sono macerie, amianto e idrocarburi, e tu sei il capo della Protezione Civile, beh dovresti vergognarti un po’ di più.

Differenziando i rifiuti si mangia

24 aprile 2010

Da noi si fanno sconti sulla TIA, in quel di Curitiba si va più al sodo…

Da Ecoblog:

Rifiuti in cambio di cibo: in Brasile l’ecologia combatte la fame

Con quattro chili di rifiuti differenziati ti porti a casa un chilo di ortaggi e verdure freschi e locali. Succede in Brasile, nella città di Curitiba, dove hanno scelto di prendere due piccioni con una fava. E, alla fine, di piccioni ne hanno presi tre.

La città aveva due grandi problemi: un surplus di produzione agroalimentare, che teneva troppo bassi i prezzi facendo calare il reddito degli agricoltori, e la povertà diffusa tra la popolazione non agricola. E’ nato, per questo, il programma Cambio Verde: l’amministrazione comunale compra le eccedenze alimentari dai produttori e le distribuisce ai meno abbienti in cambio dei loro rifiuti.

Piccole soddisfazioni

18 marzo 2010

se vedete spuntare dei bidoncini verdi nella vostra strada, non spaventatevi. I marziano non c’entrano. Si tratta solo dell’estensione del servizio di raccolta di vicinato del vetro, un’idea di qualcuno di vostra conoscenza che faceva il presidente di circoscrizione. Nel 2009 sono state raccolte 173 tonnellate di vetro (+68%), in modo più comodo e vicino al cittadino, soprattutto di chi abita nelle vie del centro. Una piccola soddisfazione.

Ecomafie

3 dicembre 2009

Oggi Legambiente presenta a Ferrara il rapporto sulle Ecomafie. Appuntamento alle 17,30 in Castello all’imbarcadero 2.

La presentazione da Estense.com (via Verdi di Ferrara).

Il peso dei rifiuti (non riciclabili)

25 novembre 2009

compostieraQuesta intervista di Letizia Palmisano (via Marcello) mi permette di anticipare qualche ragionamento che proporrò al consiglio di Circoscrizione di domani, dedicato all’audizione dei vertici di Hera Ferrara.

Queste considerazioni partono dalla mia esperienza personale e dimostrano che è possibile ridurre drasticamente la produzione dei rifiuti senza grossissimi sforzi e risparmiando decine di euro di TIA.

Ho sempre fatto raccolta differenziata, e vi assicuro che farla da pigro amante della birra quale sono in un bilocale di 60mq scarsi non è sempre facile, a meno che non si accetti di vivere fra bottiglie e cumuli di carta. Da quando è aperta la stazione ecologica in via Ferraresi però il conferimento è divenuto un po’ più semplice e soprattutto remunerativo. Complici 2 traslochi (+1 della cooperativa) in due anni con periodiche visite alla stazione ho praticamente azzerato la componente variabile della mia TIA (40/50 euro l’anno), diminuendo drasticamente l’apporto di rifiuti nei cassonetti grigi dell’indifferenziata.

Da quando poi in famiglia abbiamo la fortuna di avere un giardino a disposizione abbiamo richiesto ad Hera la compostiera (o composteria) gratuita, ed abbiamo avviato un piccolo compostaggio in vista dell’orto prossimo venturo. Oltre allo sconto del 15% sulla parte variabile della TIA, che si aggiunge agli sconti per i conferimenti in stazione, si è così limitato al minimo i conferimenti di rifiuti indifferenziati (e quindi avviati all’incenerimento). Si sono ormai ridotti ad un sacchetto settimanale (inodore) di plastiche non riciclabili provenienti dagli imballaggi di cibi ed altri oggetti, che difficilmente raggiungono il peso di 1kg (per due persone).

Questa esperienza mi fa trarre alcune conclusioni e proposte oltre all’auspicio, già espresso in altre occasioni, di uscire dalla contrapposizione ideologica fra sistema a cassonetti e sistema a porta a porta (si può tranquillamente immaginare un sistema misto che porti agli utenti ed ai gestori i vantaggi dei due sistemi limitandone gli svantaggi):

  • è necessario investire in nuove stazioni ecologiche, in modo da rendere più facile il conferimento dei rifiuti differenziati e più palpabili ai cittadini i vantaggi economici;
  • va studiato un sistema di raccolta dell’umido nella città che se puo’ essere porta a porta nel forese ed in periferia, difficilmente puo’ esserlo in centro, vuoi per il contesto urbanistico, vuoi per le condizioni di vita dei suoi cittadini (4 studenti in un bilocale difficilmente riuscirebbero a gestire in casa i vari bidoncini). Abbiamo sperimentato i bidoncini verdi del vetro, possiamo sperimentare compostiere o bidoncini marroni nelle aree verdi?
  • è fondamentale una legge che obblighi i produttori a confenzionare le merci con imballaggi riciclabili e di minor peso possibile.

Qui invece qualche consiglio sulla plastica da Green Life un nuovo canale DeAgostini on line, totalmente gratuito e on demand, dedicato all’ambiente, al viver verde e in salute.

Raccolta differenziata: cambio di rotta della Provincia e del Comune di Ferrara?

6 novembre 2009

Hanno stupito molto le dichiarazioni dell’Assessore provinciale Bellini, durante un Forum organizzato da un quotidiano locale, riguardanti la difficoltà di “mantenere le promesse”, ovvero gli obiettivi previsti da Piano Aria e Piano Rifiuti della Provincia. Lo stupore deriva sia dal fatto che si dimentica (o si vuole ignorare) che tali obiettivi non sono altro che la traduzione nella pianificazione locale di provvedimenti legislativi o accordi sovranazionali e che i Piani stessi indicano modalità ed azioni utili a raggiungerli, ma soprattutto dal fatto che essi sono obiettivi posti dal precedente Consiglio Provinciale non certo per vezzo o sbadataggine, bensì per migliorare la salute del nostro ambiente e di chi lo vive.

Purtroppo si tratta di un’operazione, quella di dichiarare impossibili obiettivi che mettono in primo piano la sostenibilità ambientale e la salute dei cittadini (ed in secondo gli interessi economici), che pare andare di gran voga di questi tempi – tempi in cui l’ecologismo politico è stato messo in un angolo dal vociare inconcludente del nostro paese – ed in modo assolutamente bipartisan. Tanto che Filippo Bernocchi, delegato ANCI alle Politiche ambientali, nonché Assessore ai rapporti istituzionali e alle grandi opere del PDL a Prato, Avvocato e membro fisso delle Commissioni VIA dei Governi Berlusconi, nelle settimane scorse ha potuto tranquillamente dire rappresentando i Comuni italiani che per quanto riguarda la differenziata “l’obbligo di legge che ci impone di arrivare al 65% non è sostenibile nè utile”.

Per questo ho presentato un’interpellanza presso il consiglio circoscrizionale 1 chiedendo in primo luogo all’Assessore all’Ambiente del nostro Comune se condivida o meno le dichiarazioni dell’Assessore provinciale e del delegato Anci. Ma non solo. Al di là dell’interesse di conoscere quali siano i dati delle sperimentazioni avviate negli anni scorsi, anche su stimolo delle circoscrizioni (raccolta del vetro tramite i bidoncini nel centro medioevale, la raccolta porta a porta della carta nell’entromur, la concessione gratuita delle compostiere ai cittadini e alle scuole) e quali siano i dati di raccolta della nuova stazione ecologica (ed i tempi per la realizzazione delle nuove) credo che sia di interesse comune conoscere quali strade si intendono percorrere per raggiungere l’obiettivo di progressivo aumento della raccolta differenziata e diminuzione della produzione dei rifiuti che mi auguro sia ancora condiviso.

In particolare riterrei utile continuare nella realizzazione di un sistema di raccolta integrato e misto, che preveda l’estensione del porta a porta nei quartieri la cui struttura edilizia e urbanistica lo permetta, la sistematizzazione della raccolta differenziata a livello condominiale, l’estensione delle raccolte puntuali (bidoncini, cassonetti interrati) nel centro storico, la sperimentazione di “compostiere sociali” da affidare ad esempio alla cura dei Comitati di gestione degli orti, ai Centri Sociali, ai condomini o a gruppi di cittadini. Senza poi dimenticare le azioni già avviate per la riduzione dei rifiuti, come il progetto finanziato dalla Regione Emilia Romagna di realizzazione di un centro del riuso e del recupero presso i locali dell’ex Macello di Ferrara (di cui si chiedono i tempi di realizzazione) e quali altre azioni siano state previste volte alla riduzione dei rifiuti alla fonte.

Leonardo Fiorentini
Presidente Gruppo Verdi per la Pace Circoscrizione 1

Scarica il testo dell’interpellanza in formato pdf: piano_rifiuti

Scarica l’articolo in formato pdf del Forum de La Nuova Ferrara: forum_nuova

Rieccoli

27 maggio 2009

Se non vi spiegavate il “miracolo” berlusconiano dei rifiuti napoletani spariti, beh eccovi serviti (da Repubblica.it)

Mettiamoli sottoterra…

20 maggio 2009

I prossimi bidoni a sparire saranno quelli di fianco al Castello Estense. Il prossimo passo, falde permettendo, sarebbe quello della raccolta degli rsu (con compattatori) interrata, per eliminare un po’ di cassonetti nel centro storico patrimonio dell’Umanità. Senza arrivare al sistema pneumatico di Barcellona, che sembra davvero un bel giochino, ma che se si rompe…

La differenziata si fa sottoterra
La Nuova Ferrara del 19/05/2009 ed. Nazionale p. 12

Quattro isole ecologiche «invisibili» per plastica e vetro

Una leggera spintarella e la bottiglia cade nel cassonetto invisibile, posizionato sottoterra. E’ la raccolta differenziata modello «centro storico» lanciata da Hera. Ieri sono state inaugurate le prime quattro delle otto isole ecologiche interrate dedicate allo smaltimento della plastica e del vetro. Via Kennedy, piazza Ariostea, via degli Angeli e piazza Sacrati: ecco i luoghi dove usufruire del nuovo servizio.
Le strutture, come ha spiegato il presidente di Hera Ferrara Paolo Pastorello, sono state pensate e realizzate per ridurre al minimo l’impatto visivo dei contenitori nel contesto urbano e per agevolare il conferimento. Il progetto è stato elaborato dall’azienda multiservizi in collaborazione con l’amministrazione comunale, mentre la ditta esecutrice è stata la Ecologia Soluzione Ambiente spa di Bibbiano (Reggio Emilia), che già aveva collaborato con Hera in precedenti occasioni.
Durante la realizzazione delle isole ecologiche sono state utilizzate sofisticate attrezzature radar in modo da poter identificare preventivamente eventuali strutture presenti nel sottosuolo riducendo al minimo i tempi e i possibili disagi. Qualche ritrovamento archeologico è effettivamente tornato alla luce, per esempio parti di un forno medievale in piazza Sacrati, nulla comunque che abbia creato particolari impedimenti ai lavori.
Ma come funziona la struttura? L’isola ecologica interrata è un impianto composto da due grandi contenitori (ciascuno con una capienza di tre metri cubi, il doppio dei normali cassonetti) per la raccolta del vetro e della plastica posti nel sottosuolo. Da un piano posizionato a livello strada emergono le torrette nelle quali vanno inseriti i rifiuti da conferire. Le torrette hanno forme in grado di inserirsi in modo armonico nel contesto urbanistico. Lo svuotamento dei cassoni verrà svolto di norma una volta a settimana, in orari tali da non interferire con il traffico pedonale e automobilistico e con una frequenza commisurata al riempimento.
Tutti gli alloggiamenti e i contenitori saranno sottoposti periodicamente a una serie di controlli di manutenzione e di pulizia per garantirne sempre l’efficienza. Altre quattro isole saranno a breve costruite (passaggio deliberativo in giunta comunale tra un paio di settimane) in Largo Castello, piazzetta Lucchesi, via Ghiara e Contrada della Rosa. Il costo complessivo per le otto isole ecologiche è di circa 300mila euro. Prosegue quindi l’impegno di Hera, che nel 2008 ha raccolto 3mila tonnellate di vetro e 1.200 di plastica; la raccolta differenziata nel suo complesso ha toccato in aprile il 49,7% (43,4% il dato a fine 2008). All’inaugurazione di ieri erano presenti anche gli assessori comunali Mariella Michelini e Mascia Morsucci e il presidente della circoscrizione Centro Leonardo Fiorentini.
Fabio Terminali

Pannelli in discarica

25 novembre 2008

Mica una brutta idea, da nojerksite.

Pannelli solari sulla discarica a Peccioli – Pisa

Utilizzare l’area di una discarica di rifiuti per installare pannelli solari e produrre energia rinnovabile. Mentre in Campania continuano le proteste contro gli stoccaggi di spazzatura, in Toscana, esattamente a Peccioli (Pisa), una delle più grandi discariche regionali allarga il proprio raggio d’azione. La società di gestione, la Belvedere spa, ha deciso di far sorgere nell’area un impianto fotovoltaico: pannelli capaci di generare energia da destinare al territorio.

L’iniziativa, denominata “Un ettaro di cielo”, viene realizzata con un meccanismo originale: la Belvedere Spa invita i cittadini toscani (e non) a investire nel progetto con l’acquisizione di una o più quote del valore di circa 6mila euro, equivalente ad 1 KWp. L’investimento, garantisce la società, viene ripagato in 10 anni e in 20 raddoppia il valore: l’energia, infatti, viene ceduta alla rete nazionale e gli incassi vanno a remunerare le quote dei cittadini.

Il progetto del campo fotovoltaico prevede uno stanziamento complessivo di 5 milioni di euro: il piano ha avuto tutte le autorizzazioni e dovrebbe entrare nel vivo entro sei mesi. Una partnership è stata siglata con una società tedesca per la fornitura degli impianti, l’energia prodotta inizialmente dovrebbe soddisfare il fabbisogno di 500 famiglie. Ma i piani sono molto più ambiziosi. «La novità del progetto — spiega Renzo Macelloni, presidente della società di gestione — è quello di avvicinare alle fonti rinnovabili anche coloro che fisicamente non possono installare impianti. Comprando una quota del valore di circa 6mila euro si hanno tutti i vantaggi dell’energia verde senza costruirsi impianti in proprio».

Da tempo la discarica di Peccioli produce anche energia da biogas. Nel 2006 è stato soddisfatto il fabbisogno di oltre 3mila famiglie. I proventi della gestione della discarica, nata nel 1997 e oggi forte di un azionariato popolare con 800 soci, garantiscono ai cittadini del piccolo centro pisano tributi agevolati, dalla Tarsu all’Ici, con un risparmio annuo, fa sapere la società Belvedere, di 450 euro rispetto ai residenti di altri comuni della zona. La discarica tratta dalle 800 alle 1000 tonnellate di rifiuti al giorno, provenienti prevalentemente da Firenze, Prato e Pisa.

La sfera penale e la lavatrice nel fosso

4 novembre 2008

Una delle ultime, passate un po’ sotto silenzio, del sinistro Governo è l’arresto in flagranza (e da 6 mesi a 3 anni di carcere) per chi abbandona rifiuti ingombranti sulle strade (e sui campi) delle regioni in stato di emergenza per i rifiuti, Campania in primis.

Chi scrive si occupa ogni giorno anche di cassonetti, cestini e rifiuti abbandonati. E’ anche questo il mestiere del Presidente di Circoscrizione, e mi tocca occuparmene spesso anche di un centro cittadino patrimonio Unesco come Ferrara. In più mi hanno insegnato da piccolo a non gettare le carte per terra. Per questo da tempo ritengo quello dell’abbandono del rifiuto, dalla cicca in piazza al materasso o alla lavtrice nel fosso, un gesto di grande inciviltà. Da punire anche con multe salate (e anche pubblico ludibrio laddove possibile.. 😉 ).

Ma allargare la sfera penale anche a questo, obiettivamente, mi pare troppo. Fra l’altro in luoghi laddove la presenza dello Stato si è sempre fatta sentire (e male) proprio con l’autorità e la repressione fine a se stessa. Ovvero, se non riescono a mandare in galera chi organizza le discariche di rifuti tossici sotto i campi coltivati, cosa risolveremo arrestando 2 o 3 (o 2/300) incivili che buttano il materasso nel fosso?

La vogliamo smettere di aumentare il numero di reati penali e l’entità delle pene, come se bastasse vietare qualcosa per risolvere il problema? Forse è venuto il tempo di dare a questi cittadini un’alternativa alla gestione dei rifiuti made in gomorra.