Articoli correlati ‘silvio berlusconi’

Disarcioniamo il Cavaliere!

2 agosto 2013

gr-InsegnacavlavSinceramente non me ne frega niente che Silvio vada o meno il carcere o ai domiciliari o a spazzare le strade. Anzi trovo che l’incandidabilità/ineleggibilità sine die (anche dopo l’espiazione dell’interdizione dai pubblici uffici) sia una lesione dei diritti fondamentali della persona.

Berlusconi bisogna batterlo alle elezioni. Anche se non so se ne saremo mai capaci.

Detto questo pero’ mi scoccia un poco (da nipote di un Cavaliere e Ufficiale della Repubblica Italiana) che il Cavaliere Silvio Berlusconi continui a portarsi in giro un’onorificenza della quale mi pare si possa dir tutto fuorchè che ne sia degno.

O truffare il fisco fa parte dei requisiti?

Dal regolamento dell’Ordine:

13. Incorre nella perdita dell’onorificenza l’insignito che se ne renda indegno. La proposta di revoca della onorificenza è comunicata all’interessato affinché, entro il termine di decadenza di giorni trenta, presenti per iscritto le difese da sottoporre alla valutazione del consiglio dell’Ordine, che esprime il proprio parere nei successivi sessanta giorni. Sono vincolanti per il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato le richieste di revoca indirizzategli dai soggetti di cui all’articolo 5, comma 1, della presente legge. Previo parere del consiglio dell’Ordine e su proposta motivata del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, la revoca è disposta con decreto del Presidente della Repubblica.

Ci è voluto un anno in più

20 luglio 2012

Incredibile, sembriamo un paese civile. Sembriamo, perchè in un paese civile un governo non riscriverebbe pari pari le stesse norme abrogate due mesi prima dai cittadini pensando di farla franca.

Ci è voluto un anno in più e una sentenza della Corte Costituzionale, ma alla fine il risultato del referendum finalmente entra a far parte del nostro impianto legislativo.

Ora, cari privatizzatori selvaggi, come la mettiamo, volete proprio fare la figura dell’ultimo giapponese sull’isola deserta?

(ASCA) – Roma, 20 lug – La Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimita’ costituzionale dell’articolo 4 del decreto-legge 13 agosto 2011, n.138 (”Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo”) convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, sia nel testo originario che in quello risultante dalle successive modificazioni, che disponeva la possibilita’ di privatizzazione dei servizi pubblici da parte degli enti locali, quindi anche il sistema idrico integrato, su cui pochi mesi prima c’era stato il referendum. Il governo insomma avrebbe cercato di reintrodurre la normativa sulla privatizzazione dei servizi pubblici locali abrogata dal referendum popolare.

A fare ricorso erano state sei regioni: Puglia, Lazio, Marche, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna.

Nella sentenza, la Consulta spiega che ”la disposizione impugnata viola il divieto di ripristino della normativa abrogata dalla volonta’ popolare desumibile dall’art.75 Costituzione, secondo quanto gia’ riconosciuto dalla giurisprudenza costituzionale”.

L’articolo 4, rileva ancora la Consulta, ”e’ stato adottato con d.l. n. 138 del 13 agosto 2011, dopo che, con decreto del Presidente della Repubblica 18 luglio 2011, n. 113 (Abrogazione, a seguito di referendum popolare, dell’articolo 23-bis del decreto-legge n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008, e successive modificazioni, nel testo risultante a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 325 del 2010, in materia di modalita’ di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica), era stata dichiarata l’abrogazione, a seguito di referendum popolare, dell’art. 23-bis del d.l. n. 112 del 2008, recante la precedente disciplina dei servizi pubblici locali di rilevanza economica”.

Con la richiamata consultazione referendaria ”detta normativa veniva abrogata e si realizzava, pertanto, l’intento referendario di ‘escludere l’applicazione delle norme contenute nell’art. 23-bis che limitano, rispetto al diritto comunitario, le ipotesi di affidamento diretto e, in particolare, quelle di gestione in house di pressoche’ tutti i servizi pubblici locali di rilevanza economica (ivi compreso il servizio idrico)’ (sentenza n. 24 del 2011) e di consentire, conseguentemente, l’applicazione diretta della normativa comunitaria conferente”.

Ma, prosegue la sentenza, ”a distanza di meno di un mese dalla pubblicazione del decreto dichiarativo dell’avvenuta abrogazione dell’art. 23-bis del d.l. n. 112 del 2008, il Governo e’ intervenuto nuovamente sulla materia con l’impugnato art. 4, il quale, nonostante sia intitolato ‘Adeguamento della disciplina dei servizi pubblici locali al referendum popolare e alla normativa dall’Unione europea’, detta una nuova disciplina dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, che non solo e’ contraddistinta dalla medesima ratio di quella abrogata, in quanto opera una drastica riduzione delle ipotesi di affidamenti in house, al di la’ di quanto prescritto dalla normativa comunitaria, ma e’ anche letteralmente riproduttiva, in buona parte, di svariate disposizioni dell’abrogato art. 23-bis e di molte disposizioni del regolamento attuativo del medesimo art. 23-bis contenuto nel d.P.R. n. 168 del 2010”.

Per queste ragioni la Corte ”dichiara l’illegittimita’ costituzionale dell’articolo 4 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 (Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo), convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, sia nel testo originario che in quello risultante dalle successive modificazioni”.

La strategia della moka

3 novembre 2011

Michele Serra oggi nella sua rubrica l’Amaca su Repubblica

Prego amici e conoscenti di sospendere telefonate e mail contenenti, da mesi, sempre la stessa domanda: ma quando cade, quand’è che si leva di torno? Perché questo mi costringe a ripetere sempre la stessa risposta: e come faccio a saperlo? Propongo di ribellarci a questa ossessione affidandoci alla famosa, più volte sperimentata e mai smentita legge della moka, secondo la quale se uno fissa la moka in attesa che il caffè salga, il caffè non sale. Mentre se uno si distrae e pensa ad altro, allora il caffè erompe con il suo allegro borbottio. Oltrettutto restare qui (per quanto ancora, poi?) a fissare in crocchio la stessa vecchia moka, continuando a darci di gomito e dirci, ogni giorno, “ecco, vedrai che ci siamo”, è piuttosto umiliante, e dà l’idea che non si abbia di meglio da fare, nella vita. Che siamo un vecchio branco (vecchio come la moka) di maniaci ossessivi rassegnati a passare la vita nell’attesa che l’attesa finisca. Come terapia, ognuno pensi al tanto di bello e di utile che ha continuato a fare in tutti questi anni, e ancora deve fare. Persone e cose da amare, viaggi, libri, fiori, cassetti, lavori, progetti, fango da spalare, castagne da raccogliere (è stagione). E anche per la deplorevole trascuratezza di noi stessi e della vita vera che ci siamo fatti sequestrare, per tutti questi anni, da quel signore.

Scaiola cacchio vuoi?

11 ottobre 2011

http://youtu.be/hhzf6iAwht8

La vera telefonata di Berlusconi a Ballarò

22 settembre 2011

Non metteremo le mani nelle tasche degli italiani

8 settembre 2011

Al posto di tagliare le spese militari, o inutili ponti sugli stretti, ecco cosa fa il governo delle libertà di Silvio:

(da lavoce.info)

PS: ed ovviamente non si tiene conto del prossimo aumento delle imposte locali a causa dei tagli ai trasferimenti agli enti locali

Siamo una barzelletta internazionale

22 luglio 2011

Ryan Air insiste.

Berlusconi dal balcone di Palazzo Venezia

9 maggio 2011

Oggi alle prime luci dell’alba attivisti di Greenpeace hanno scalato il balcone di Palazzo Venezia e hanno aperto uno striscione per protestare contro le recenti affermazioni del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sul ritorno all’energia nucleare in Italia. Sullo striscione, al fianco di una immagine del Primo Ministro che sogna il nucleare, si legge: “Italiani, il vostro futuro lo decido io”.

Vi prego, fateglielo dire in parlamento

26 aprile 2011

C’è grande dibattito, fra alcuni costituzionalisti di lungo corso e molti altri di primo pelo, sull’effetto che le norme in via di approvazione sullo stop nucleare voluto dal Governo avranno sul referendum di Giugno. Io, costituzionalista di primo pelo, sono fra quelli che vedono nel cappello e nella chiusura dell’emendamento governativo un portoncino spalancato per qualche giudice coraggioso. Non so, sinceramente, se questo basti per fermare la porcata berlusconiana.

Di norma si dice “ponti d’oro ai nemici in fuga”: ma qui si tratta di una ritirata strategica, neanche troppo dissimulata viste le dichiarazioni del nostro di oggi:

“L’accadimento giapponese ha spaventato ulteriormente i nostri cittadini. Se fossimo andati oggi al referendum, non avremmo avuto il nucleare in Italia per tanti anni. Per questo abbiamo deciso di adottare la moratoria, per chiarire la situazione giapponese e tornare tra due anni a un’opinione pubblica conscia della necessità nucleare” dice il Cavaliere. “Siamo assolutamente convinti che nucleare sia il futuro per tutto il mondo – aggiunge Berlusconi – L’energia nucleare è sempre la più sicura”. Anche perché, assicura, il disastro giapponese si è verificato perchè la centrale di Fukushima era stata edificata su un terreno che non lo permetteva.

Quel che è certo, continua il premier, è che il futuro dei contratti tra Enel e Edf sul nucleare non pare compromesso: “Non vengono abrogati, non vengono annullati e stiamo decidendo di mandare avanti molti settori di questi contratti come quelli relativi alla formazione”.

Ora, non per altro, ma perchè dubito che il giudizio sulla permanenza del referendum possa basarsi sulle conferenze stampa del nostro e perchè in fondo le cose dette e verbalizzate in Parlamento hanno ben altro valore nei confronti dei cittadini, qualche deputato di buona volontà, cortesemente, glielo fa ripetere in Parlamento? A chiunque, anche allo Scilipoti di turno.

Così, giusto per poter citare i verbali degli atti preparatori in una memoria scritta, e perchè no, per dimostrare ai nostri figli, quando saranno ancora alla ricerca di un posto dove mettere le scorie nucleari, che in fondo le abbiamo provate tutte per liberarci di questa folle idea.

Amici come prima

17 marzo 2011

http://www.youtube.com/watch?v=6IHmzPrLUMQ&feature=player_embedded