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Basta costruire, solo ristrutturare

18 maggio 2013

“Abbiamo costruito troppo, abbiamo costruito male, abbiamo costruito dappertutto. Dobbiamo cambiare, dalla costruzione sul vuoto alla ristrutturazione”

Se la frase “rivoluzionaria” viene oggi pronunciata da un bocconiano di ferro, ti viene da pensare che quando lo dicevi tu 10 anni fa venivi preso per folle.

Poi però guardi i fiumi che esondano, le campagne allagate e conti i morti. E allora l’unico pensiero è: facciamolo.

Sì facciamolo, se avete il coraggio. No copyright, nessun “ve l’avevo detto”, ma, diamine, facciamolo.

Basta costruire, solo ristrutturare.

Una piccola lezione di buona politica #1

15 giugno 2012

La Collina ondulata di Friedensreich Hundertwasser (Blumau, Stiria, 1997)

Mentre c’è chi perde il suo tempo (ed il nostro) pensando a cospirazioni e commissioni di inchiesta sulle cause del Terremoto in Emilia Romagna (qui potete suggerirne), io credo che sia meglio provare ad immaginare come migliorare le nuove costruzioni e, perchè no, l’edificato storico, soprattutto in tempi tragici in cui la ricostruzione va fatta presto e, soprattutto, bene.

Mercoledì scorso si è svolto il consiglio della Circoscrizione 1 sull’esame del nuovo Regolamento Urbanistico Edilizio del Comune di Ferrara, che fra pochi giorni tornerà in giunta per iniziare il percorso istituzionale verso l’approvazione. Ecco quindi le prime considerazioni degli ecologisti sul RUE, peraltro poi assunte nel parere della Circoscrizione.

Maggiore facilità di comprensione. Un primo sforzo va fatto sulla struttura del RUE, che è sinceramente di difficile gestione, in particolare per chi non ha conoscenze tecniche. Il sistema dei rinvii oltre ad essere a volte incoerente è di difficile seguito, con norme che rimandano a norme, che rimandano a norme. Crediamo sarebbe cosa utile inserire negli allegati schede interpretative, anche perchè va ricordato che ormai moltissimi interventi possono essere realizzati anche senza l’intervento obbligatorio di un tecnico, per cui più il Regolamento Urbanistico Edilizio è comprensibile, miglior servizio facciamo ai cittadini.

Incentivi. Risulta incoerente, anche con gli obiettivi del piano, incentivare il risparmio energetico promuovendo il consumo del territorio. Fatto salvo l’incentivo “tecnico” per facilitare soluzioni edilizie avanzate (+5% per chi migliora del 30% l’efficienza energetica dell’edificio rispetto agli standard), l’incentivo (+30% su superficie utile e rapporto di copertura) sulle costruzioni a consumo zero – o quasi 0 – va applicato non sulla capacità edificatoria, bensì sul contributo di costruzione, ed in particolare sullla componente “costo di costruzione”. Questo con una modalità decrescente nel tempo visto che entro il 2020 tali requisiti saranno cogenti come da direttiva UE (Direttiva 2010/31/CE). Bisogna fare così per due ordini di motivi: il primo che è necessario abbattere nel breve termine il costo finale di tali edifici che al momento, a causa della scarsa diffusione di conoscenza tecnica e dei costi dell’impiantistica risulta per così dire “fuori mercato”; il secondo che è compito del Comune indirizzare il tessuto imprenditoriale locale nella transizione verso costruzioni e soluzioni oggi innovative ma dopodomani obbligatorie. Forse ci perderemo nel breve termine un po’ di entrate dagli oneri, ma ci aiuterebbe ad evitare le multe europee nel lungo termine.

Orientamento edifici. Il buon orientamento degli edifici è un requisito determinante per la qualità delle costruzioni. Per questo bisogna trovare soluzioni normative che lo rendano obbligatorio nei PUA e fortemente raccomandato, magari con incentivi anche qui sul costo di costruzione, negli interventi diretti dove magari è più difficile a causa delle limitazioni dei lotti.

Verde minimo. Nel verde minimo non puo’ essere ricompreso il verde derivante da tetti e pareti verdi. Deve trattarsi di verde fruibile, sia per la qualità della vita di chi vivrà in quelle abitazioni, che per la qualità complessiva della Città. Paradossalmente con la previsione attuale, realizzando una “copertura verde”, un costruttore potrebbe esaudire abbondantemente l’obbligo del 20% minimo di superficie a verde, e quindi asfaltare tutta l’area rimanente per vendere posti auto. Le soluzioni legate a coperture e schermature verdi vanno fortemente incentivate con uno scomputo degli oneri (motivato dal fatto che effettivamente permettono un minore carico del costruito sulle infrastrutture di servizio e migliorano il microclima cittadino), e possibilmente anche nella città costruita. Si deve quindi pensare a sconti rilevanti sul contributo di costruzione in caso di realizzazione di terrazze verdi “fruibili” anche su quelli che prima erano tetti a falda (ad esempio sui vani accessori nell’intero centro storico, o sugli immobili e ambiti privi di tutela)

Area scoperta. L’area scoperta di risulta, che non è superficie edificata né verde è un’area che spesso viene utilizzata per strade di accesso, parcheggi, etc.  E’ necessario fissare una soglia minima media di permeabilità in modo da evitare inutili cementificazioni che oltre a peggiorare la qualità delle abitazioni aumentano il rischio idraulico nella città.

Legno e strutture antisismiche. Il legno è un materiale poco usato storicamente nel nostro territorio ma che sta ritrovando recentemente un maggiore utilizzo sia per le sue peculiarità che per lo sviluppo delle tecniche di bioarchitettura. Si tratta di un materiale che, oltre a permettere di costruire molto velocemente, ha note caratteristiche antisismiche e che combinato con altri materiali naturali permette grandi risultati dal punto di vista dell’efficienza energetica. Anche se viene usualmente utilizzato legno di origine alpina (abete larice e pino) recentemente si è aperta anche la strada all’utilizzo del pioppo (non quello da cellulosa, ovviamente), che nelle nostre campagne cresce in poco più di 10 anni. Si potrebbe quindi cogliere l’occasione per promuovere una filiera a kmzero, prevedendo incentivi e stimolando le imprese a investire in formazione proprio in questo momento in cui la tragedia del terremoto ci ha messo di fronte al problema di come ricostruire presto e bene.

Sopraelevazioni. Infine va segnalato, perchè condiviso, lo stimolo proveniente da Italia Nostra rispetto al pericolo derivante dalla possibilità di sopraelevazione (spostando volumi presenti, come i vani accessori che occupano molti giardini e cortili) anche in immobili classificati di un certo pregio. Va trovata una soluzione che permetta sì un processo di miglioramento del costruito e di liberazione delle aree scoperte nell’edificato, ma senza inficiare il paesaggio urbano storico, impedendo quindi la sola sopraelevazione per gli edifici delle prime 4 classi.

Ecco le proposte degli ecologisti assunte nel parere sul RUE della Circoscrizione 1:

  • Una maggiore chiarificazione delle normative cogenti e facoltative anche se rinviate a norme sovraordinate integrando gli allegati con schede di più facile consultazione.
  • Gli incentivi alle costruzioni “a consumo 0 (o quasi 0)” non devono essere sulla capacità edificatoria bensì essere rappresentati da forti sconti sul contributo di costruzione, in particolare sulla voce “costo di costruzione” in modo da rendere le nuove costruzioni più competitive sul mercato e indirizzare così le aziende costruttrici all’adeguamento progressivo alla direttiva europea 2010/31/CE. In questo senso gli incentivi dovrebbero essere previsti a scalare ogni anno sino all’efficacia (2019/20) delle previsioni della normativa europea.
  • Il buon orientamento degli edifici deve divenire requisito cogente negli interventi sottoposti a PUA e deve essere maggiormente favorito con incentivi negli interventi diretti.
  • Dalla percentuale di copertura a verde minima devono essere escluse le coperture a verde orizzontali e verticali. Tali coperture vanno invece incentivate con sconti sul contributo di costruzione sia per le nuove costruzioni che per le ristrutturazioni, anche per favorirne la realizzazione nella città già edificata.
  • Fatta salva la permeabilità propria delle aree verdi, le ulteriori aree scoperte, poste a servizio del costruito devono mantenere un coefficiente di permeabilità medio il più vicino possibile a quello naturale.
  • Si invita inoltre l’amministrazione a prevedere all’interno del RUE ma anche con gli altri strumenti di programmazione e di intervento, incentivi e strumenti di promozione per la creazione di una filiera locale per la costruzione di case antisismiche e passive utilizzando legname proveniente da coltivazioni rinnovabili locali.

Leonardo Fiorentini
Consigliere ecologista Circoscrizione 1

La documentazione del RUE è scaricabile dal sito del Comune di Ferrara:
http://urbanistica.comune.fe.it/index.phtml?id=192

Il Parco Urbano in vendita? No solo “marketing” per l’esame…

9 marzo 2012

La notizia in effetti sarebbe di quelle da prima pagina: il Comune di Ferrara talmente al verde che pensa di edificare e vendere a lotti il Parco Urbano.

Ma il fantomatico comitato Parco a Pezzi non è altro che un gruppo di studenti di Architettura che ha deciso di promuovere così la presentazione di un loro lavoro per un corso all’Università estense.

Una promozione riuscita, chissà se varrà qualche voto in più. Nel frattempo però è talmente riuscita da suscitare l’interesse della stampa locale, fino metter in allarme l’intero Comune (si vocifera addirittura di una riunione urgente nell’ufficio del Sindaco), mentre siamo ancora in attesa del primo consigliere comunale che ci caschi (i commenti di estense.com sono invece assicurati).

Nel frattempo, a proposito di consumo del territorio e Piani Urbanistici, qui trovate il mio comunicato stampa sull’interpellanza sulla campagna di censimento  ”Salviamo il Paesaggio” promossa dal FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER LA TERRA E IL PAESAGGIO.

 

Piano di recupero dell’area ex Sant’Anna

23 novembre 2011

GIOVEDÌ 24 NOVEMBRE 2011
ore 17.00 – 19.30

Sala della Musica
Via Boccaleone, 19 – Ferrara

Analisi e discussione del Piano di Recupero dell’area ex Sant’Anna, alla luce delle osservazioni e delle proposte presentate dai cittadini e consegnate al Tavolo tecnico di Progettazione.

Saranno l’Assessore all’Urbanistica Roberta Fusari e l’Arch. Zaira Sangiorgi, dell’Ufficio Progettazione del Comune di Ferrara, a illustrare nel dettaglio le scelte del Piano e a fornire gli elementi su cui si aprire il confronto con i partecipanti, che, come di consueto, verrà guidato e facilitato dall’Arch. Giovanni Ginocchini. L’obiettivo dell’incontro è la restituzione puntuale di ciò che il nuovo Piano di Recupero dell’Area ha recepito delle Osservazioni dei cittadini consegnate al Tavolo tecnico di Progettazione.
L’appuntamento sarà anche l’occasione presentare le future iniziative in programma, pensate per dare seguito al coinvolgimento e alla partecipazione dei cittadini al progetto “Quartiere San Rocco”.

Vai all’area del percorso partecipato sul sito del Comune di Ferrara.

Area edificabile: come sfruttare le catacombe

11 ottobre 2011

Parte il percorso partecipato per l’Area Sant’anna

8 aprile 2011

Domani parte il percorso avvitato dall’amministrazione comunale per informare, condividere e far partecipare i cittadini alla fase di progettazione urbanistica dell’area dell’Ospedale Sant’Anna, una volta che le funzioni ospedaliere saranno trasferite a Cona.

Purtroppo negli anni novanta non si è riusciti ad impedire quella follia che si è poi dimostrata Cona (invano e nei tempi giusti chiedemmo, insieme a migliaia di cittadini di investire per ristrutturare il Sant’Anna) però oggi non si puo’ far finta che l’ospedale nuovo sia quasi pronto e che l’area debba trovare un futuro compatibile con le necessità della città.

Anche per questo – e per impedire ogni velleità speculativa – grazie ad un emendamento presentato dal sottoscritto e approvato dall’allora Circoscrizione Centro Cittadino, il Piano Strutturale Comunale prevede che non possano essere aumentate le cubature all’interno dell’area. Mi piace ricordarlo, ogni tanto.

Ecco il programma della prima giornata di lavoro:

SABATO 9 APRILE 2011

Programma della mattinata
Sala della Musica, Chiostro di San Paolo (Circoscrizione 1),
via Boccaleone n. 19, Ferrara
ore 9.30 Introduzione ai lavori
ore 10.30 Gruppi di discussione facilitati
ore 13.00 Colazione di lavoro

Programma del pomeriggio
Visita di studio:
ore 14.30 ritrovo in Piazzetta Sant’Anna, Ferrara.
L’antico Ospedale Sant’Anna, a cura di Francesco Scafuri.
ore 15.30 ritrovo presso l’Arcispedale Sant’Anna, ingresso corso Giovecca n. 189 (angolo via Mortara), Ferrara.
Le aree esterne e gli edifici esistenti, a cura dei tecnici del gruppo di progetto.
ore 17.00 Conclusione della giornata.

Maggiori informazioni sul sito del Comune:
http://www.comune.fe.it/index.phtml?id=2715

Sant’Anna, l’assemblea del Comitato

7 dicembre 2010

Il Comitato Area Sant’Anna è un gruppo di cittadini ferraresi, a cui sta a cuore la futura riqualificazione dell’Area, che ha dato vita al Comitato per promuovere nuovi modelli partecipativi, con l’obiettivo di contribuire attivamente alle scelte che riguardano la città, attraverso la costituzione di laboratori di urbanistica partecipata.

Il Comitato ha convocato un’Assemblea pubblica il 14 dicembre

PARTECIPARE PER L’ AREA S. ANNA
quali scenari, quali strade,
quali opportunità?

incontro aperto con l’Assessore all’Urbanistica
del Comune di Ferrara

martedì 14 dicembre ore 20,45

Sala Rione San Benedetto
Corso Biagio Rossetti 5 – Ferrara

Cosa prevede il Piano Speciale d’Area?
Quali sono gli interessi in gioco?
In che modo i cittadini potranno partecipare
alla definizione del progetto?

Sono solo alcuni tra i quesiti che porremo all’Amministrazione Comunale.

Insieme al Comitato S. Anna, partecipa anche tu all’incontro con le tue domande e le tue opinioni

Ambasciator non porta pena

30 luglio 2010

E quello di Malta nemmeno riesce a ampliare la casetta a Capalbio:

http://www.youtube.com/watch?v=UsqfyvmDtNA

(al minuto 6:37) Dopo un lungo monologo di Berlusconi alla Farnesina e una battuta sul fascismo, sugli imprenditori che devono sponsorizzare di più i prodotti italiani all’estero (non una parola sulla Fiat), (al minuto 6:37) l’Ambasciatore a Malta Andrea Trabalza fa una domanda al Presidente del Consiglio sul famoso “piano Casa” e, denuncia, la sua impossibilità di ampliare la sua villa di Capalbio. Alla faccia della protesta dei diplomatici contro la Finanziaria! Infatti i tagli previsti sono stati eliminati dalla finanziaria e tutto è finito a tarallucci e vino. Un ambasciatore vive spesato ed ha uno stipendio stratosferico e non si accontenta, deve pure ampliare la villa a Capalbio! Se questo è un funzionario pubblico!

Il tutto succede alla Farnesina, quella stessa che chiede l’elemosina ai Sindaci

Un passo in avanti verso la proroga del 55%

25 luglio 2010

Ora che c’è l’ok della commissione paesaggio per i nuovi bungalow di Villa Certosa realizzati con il piano casa – quello che doveva servire a costruire la stanza in più, ndr – aumentano sensibilimente le possibilità di una proroga delle agevolazioni del 55%.

Sempre che Silvio voglia le finestre con i doppivetri…

Sul dono di sapere quando starsene zitti

21 luglio 2010

Anche Antonio Pavoni, il presidente pd della commissione urbanistica che ha fatto da trait d’union con le categorie economiche, commenta l’Aventino mattutino delle minoranze: «La verità è che non sapevano che risposte dare alle associazioni economiche, sul Poc i vari gruppi hanno posizioni diverse, per esempio Tavolazzi è più verde dei verdi». (la Nuova Ferrara del 20 luglio 2010)

Ecco, questa è una delle occasioni in cui una persona, in particolare un politico, dovrebbe aver la capacità di capire che forse è meglio starsene zitto. E’ un dono, il sapere quando è meglio tacere, e non si può fare una colpa al consigliere PD di non averlo ricevuto alla nascita.

Certo, a questo punto, si devono fare alcune considerazioni: non so sinceramente se Tavolazzi sia più “verde dei Verdi”; ancor più sinceramente lo dubito. Ma il punto vero è che intuisco da questa dichiarazione che per il Presidente della Commissione Urbanistica del Comune di Ferrara è un problema non poter dare risposte alle associazioni economiche mentre lo è molto meno dar respiro al nostro territorio. Anzi forse è quasi fastidioso il solo doversi porre il problema di un territorio comunale massacrato da anni di “happy hour” per villette e lottizzazioni.

Non so se questo sia il pensiero dell’intera maggioranza, mi preme solo ricordare che gli amministratori le risposte le devono dare non solo alle Associazioni economiche, ma a tutti i cittadini.

Un’ultima precisazione, giusto per chiarire i fatti a futura memoria: i Verdi sul documento di indirizzo del POC hanno votato contro, Tavolazzi non ha partecipato al voto.