Testamento Biologico, diritti per le coppie di fatto, Canapa Terapeutica, sostegno alla medicina omeopatica e alle discipline olistiche, garanzie per la pillola del giorno dopo.
Testamento Biologico
Non si può rimanere inermi di fronte ad uno Stato che impedisce alle persone di scegliere, con un consenso informato, a quali trattamenti essere sottoposti in caso di malattia incurabile o di stato di incoscienza irreversibile. La libertà di cura è anche la libertà di non essere sottoposti ad accanimento terapeutico. Per questo è necessario che anche le regioni si muovano per garantire a tutti la possibilità di decidere del proprio fine vita, lontani dagli accanimenti medici ed etici di chi vuol decidere per gli altri.
Diritti delle Coppie di fatto
Bisogna dar seguito alla legge regionale da poco approvata per garantire conseguenze pratica, in tutti i Comuni della Regione, al riconoscimento di alcuni diritti alle coppie di fatto. Le famiglie, di qualunque tipo, vanno tutelate. Garantire diritti a chi non sceglie (o non può scegliere) il matrimonio non significa togliere diritti a chi si sposa. Significa soltanto garantire elementari diritti, come ad esempio conoscere lo stato di salute del proprio caro, che la società ha il dovere di garantire a tutti.
Canapa medica
I principi attivi contenuti nella pianta della canapa, coltivata per secoli nella nostra campagna, sono ormai indiscutibilmente ritenuti utili nella cura e nella terapia di moltissime malattie (dalla sclerosi multipla al glaucoma) e sono utili palliativi per limitare le conseguenze di alcune terapie (ad esempio per la cura dei tumori). Al momento, a causa dell’inutile politica proibizionista sulle droghe che il nostro paese ha intrapreso con miopia, i malati che fanno richiesta di utilizzare i derivati della marijuana devono sottostare a complicate procedure burocratiche per riuscire a ottenere l’autorizzazione all’importazione in Italia dei costosi prodotti a base di canapa. Per questo è necessario che le regioni si facciano promotrici di un’azione concertata per rendere più facilmente disponibili ai malati le medicine che li possono aiutare e a limitare gli ingenti costi amministrativi e di rimborso delle medicine per le ASL.
Medicine non convenzionali
Le Medicine Non Convenzionali sono portatrici di visioni non complementari all’attuale medicina ufficiale che, pur con i suoi innegabili meriti, è ben lungi dall’avere un’immagine completa dell’essere umano e del mondo. Integrarsi significa confrontarsi e mettersi e mettere in discussione. Fondamentale la qualità della formazione dei medici esperti, sia tramite scuole accreditate che tramite una università qualificata. Essenziale anche una nuova normativa, in linea con i Paesi Europei, sui medicinali omeopatici e antroposofici in particolare, che oggi vede ancora l’Italia penalizzarli rispetto ad altri Paesi dell’Unione. Una giusta e snella normativa nazionale che qualifichi i medici e garantisca i cittadini che a loro si rivolgono costituisce un obiettivo politico desiderabile, così come, a livello locale, l’avvio e il consolidamento di progetti basati sulle medicine non convenzionali, utilizzando i finanziamenti regionali messi a disposizione su proposta dei Verdi.
Pillola del giorno dopo
Ogni ospedale deve garantire la disponiblità della pillola del giorno dopo che non è una pillola abortiva, come spesso qualcuno subdolamente lascia intendere, bensì un mezzo contraccettivo d’emergenza che deve essere prescritto da qualunque medico, senza possibilità per loro di appellarsi ad una obiezione di coscienza (garantita dalla legge l’aborto) che non c’entra nulla con la necessità di evitare una gravidanza non voluta (e quindi un eventuale aborto dopo).

