• Allergie: esiste un servizio allergologico a Ferrara?

    Interrogazione di Leonardo Fiorentini, consigliere comunale indipendente per Sinistra Italiana, sui tempi di attesa delle visite legate alle allergie a Ferrara.

    Allergie: esiste un servizio allergologico a Ferrara?
    Interrogazione di Leonardo Fiorentini, consigliere comunale indipendente per Sinistra Italiana, sui tempi di attesa delle visite allergologiche a Ferrara.

    Dichiarazione di Leonardo Fiorentini, consigliere comunale indipendente per Sinistra Italiana

    E’ primavera ed è tempo, purtroppo, di allergie. Pare, da una segnalazione giuntami da una cittadina, che i tempi di attesa per le prime visite allergologiche a Ferrara siano lunghissimi: una richiesta fatta a fine febbraio ha avuto come prima data utile luglio 2018.
    E’ evidente che tempi di risposta del genere mettono in serio dubbio l’esistenza stessa di un servizio.
    E visto il noto aumento di patologie allergiche nella popolazione generale (confermato dall’OMS), se questi tempi fossero confermati ufficialmente, sarebbero inaccettabili per la nostra città. Anche perchè l’unica alternativa è rivolgersi privatamente, come fatto del resto dalla concittadina che aveva bisogno di una risposta in tempi ragionevoli.
    Per questo ho presentato una interrogazione che chiede di fare il punto sui servizi sanitari legati alle patologie allergologiche a Ferrara.

    Per leggere l’interrogazione:
    http://www.leonardofiorentini.it/consiglio/2017/04/21/tempi-attesa-delle-visite-allergologiche-ferrara/

    L’ufficio stampa

    Ferrara, 21 aprile 2017

  • OPG: non torniamo all’orrore degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari

    Il 19 aprile Leonardo Fiorentini, consigliere comunale indipendente per Sinistra Italiana, aderisce al digiuno contro il ritorno agli OPG.

    In questi anni in Italia c’è stata una grande riforma di civiltà passata sotto silenzio, quasi che ce ne dovessimo vergognare. La legge 81/2014 ha infatti chiuso gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, orrore sopravvissuto alla riforma psichiatrica di Basaglia e colpevolemente giunto sino ai nostri tempi. Il passaggio alle Residenze per le Misure di Sicurezza (Rems) non è stato certo facile e indolore, ma è avvenuto senza incidenti e serenamente, anche grazie a chi – come l’ex commissario straordinario del Governo per il superamento degli OPG Franco Corleone – in questi anni ha posto la chiusura degli OPG come un obiettivo di civiltà da raggiungere al più presto.

    Un obiettivo centrato sul concetto di responsabilità e di cura, e non più di abbandono dietro le sbarre, raggiunto finalmente da poche settimane. Ma proprio in queste settimane è ricominciata la mobilitazione della società civile, raccolta nel comitato StopOPG, allarmata dal testo di un comma del Disegno di Legge “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e all’ordinamento penitenziario” (art. 1 comma 16 lettera d AC 4368, approvato al Senato e ora in discussione alla Camera AC 4368) che, se confermato, rischia di riaprire la terrificante stagione degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (Opg). Viene infatti di fatto ripristinata la vecchia normativa disponendo il ricovero di detenuti nelle Residenze per le Misure di Sicurezza (Rems) come se fossero i vecchi OPG.

    Una tragicomica beffa: a pochi giorni dalla chiusura dei manicomi giudiziari, le Rems rischiano quindi di diventare a tutti gli effetti i nuovi Opg, travolgendone e stravolgendone la funzione. Vanificando, come scrive StopOPG “lo straordinario lavoro degli operatori che ha portato in questi mesi ad oltre 500 dimissioni. E smentendo la grande riforma che ha chiuso gli OPG, la legge 81/2014, che vede nelle misure alternative alla detenzione, costruite sulla base di un progetto terapeutico riabilitavo individuale, la risposta prevalente da offrire. Non abbiamo chiuso gli OPG per vederli riaprire sotto mentite spoglie.

    Per questo StopOPG  ha proposto una staffetta del digiuno, durante la discussione del DdL alla Camera, per ottenere lo stralcio della norma in questione a cui ho aderito. Oggi – mercoledì 19 aprile 2017 – digiunerò nella speranza che altri si possano unire alla mobilitazione e che il Parlamento ascolti le voci che si alzano a difesa di una conquista di civiltà e non torni, ancora una volta, indietro.

    Leonardo Fiorentini
    Consigliere comunale indipendente per Sinistra Italiana

    Ferrara, 19 aprile 2017

    L’appello
    “IO DIGIUNO perché non devono tornare gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Per la Salute Mentale: uscire dalla logica manicomiale, diritti, doveri e cittadinanza”.

    “Esprimiamo grande preoccupazione a proposito del testo di un comma del Disegno di Legge “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e all’ordinamento penitenziario” art. 1 comma 16 lettera d AC 4368, approvato al Senato e ora in discussione alla Camera AC 4368, che, se confermato, rischia di riaprire la stagione degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (Opg).  Viene infatti ripristinata la vecchia normativa disponendo il ricovero di detenuti nelle Residenze per le Misure di Sicurezza (Rems) come se fossero i vecchi OPG.

    A pochi giorni dalla chiusura dei manicomi giudiziari, così le Rems rischiano di diventare a tutti gli effetti i nuovi Opg, travolgendone e stravolgendone la funzione. Vanificando l’ straordinario lavoro degli operatori che ha portato in questi mesi ad oltre 500 dimissioni. E smentendo la grande riforma che ha chiuso gli OPG, la legge 81/2014, che vede nelle misure alternative al detenzione, costruite sulla base di un  progetto terapeutico riabilitavo individuale, la riposta prevalente da offrire. Non abbiamo chiuso gli OPG per vederli riaprire sotto mentite spoglie.

    Per questo stopOPG sta effettuando una nuova staffetta del digiuno, durante la discussione del DdL alla Camera, per ottenere lo stralcio della norma in questione e garantire davvero il diritto alla salute e alle cure dei detenuti.“ .

    Abbiamo chiesto alle/ai deputate/i di presentare emendamento (il termine per la presentazione degli emendamenti scade il 27 aprile).

    Leggi qui il testo completo dell’Appello

    la pagina web dedicata IO DIGIUNO

  • Panni e prostituzione. Emendamenti al nuovo regolamento di Polizia Urbana

    Presentati oggi da Leonardo Fiorentini (indipendente Sinistra Italiana) due emendamenti al Regolamento di Polizia Urbana in discussione in consiglio comunale su panni stesi e prostituzione.

    Ho presentato questa mattina due emendamenti al Regolamento di Polizia Urbana in approvazione oggi in Consiglio Comunale, entrambi cassativi.

    Panni stesi

    Il primo si propone di rimuovere il divieto, previsto dal nuovo regolamento, di stendere biancheria e panni “alle finestre e ai balconi che prospettano sulle vie all’interno dei centri abitati“. La motivazione è semplice: pur riconoscendo che in astratto la problematica potrebbe anche interessare un centro storico patrimonio dell’UNESCO come quello di Ferrara, non mi ricordo “emergenze panni” in giro per le vie monumentali della città tali da motivare tale intervento. Ed anche in commissione non è stato dato alcun riscontro in questo senso. E’ un divieto che assomiglia tanto – troppo – alle disposizioni di Silvio Berlusconi prima di Genova 2001. Poi la previsione di comprendere tutti i centri abitati del Comune rende evidente non solo l’assurdità della norma così scritta, in contrasto col buon senso comune, ma anche la sua inapplicabilità. Rimango disposto, in caso di effettive situazioni problematiche relativi all’esposizione della biancheria, a approvare provvedimenti più mirati, ma al momento il divieto sembra solo un regalo ai produttori di asciugatrici.

    Prostituzione

    La norma prevista dall’art. 41 del nuovo regolamento è un tentativo di seguire una strada che già altri comuni hanno intrapreso (quello di multare i clienti delle prostitute), che non mi vede concorde. Non solo perchè non mi risulta che laddove tale disposizione è stata assunta, il fenomeno della prostituzione si sia risolto, non solo perchè è giuridicamente discutibile, ma soprattutto perchè risulta negli effetti incoerente con il fine ultimo che si prefigge. Ovvero, come ci è stato detto più volte, la lotta alla tratta di esseri umani. Spingere la prostituzione anche più al buio non aiuta certo chi lavora tutti i giorni per liberare le persone dalla schiavitù, nè chi lavorando sulla strada ha ben poche tutele rispetto alla propria salute, alle violenze, furti, sopraffazione che sono purtroppo corollario della vita anche di chi non è vittima di tratta. Non lo dico io, lo dicono piani, programmi e rapporti dei principali organismi internazionali, e lo dicono le associazioni che si occupano, anche a Ferrara, di questi temi. Paradossalmente poi, il prevedere le multe su tutto il territorio del comune, disarma anche il Sindaco dal poter emettere ordinanze puntuali per gestire il fenomeno rispetto a spazi e tempi più definiti. E l’unica cosa certa è che non sarà grazie ad un Regolamento di Polizia Urbana che si risolverà il problema della prostituzione.

  • Disposizioni Anticipate di Trattamento e Testamento Biologico

    Presto la discussione in Consiglio comunale a Ferrara. Dichiarazione di Leonardo Fiorentini, consigliere comunale indipendente per Sinistra Italiana.

    Ordine del Giorno sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento e Testamento Biologico
    Presto la discussione in Consiglio comunale a Ferrara

    Dichiarazione di Leonardo Fiorentini, consigliere comunale indipendente per Sinistra Italiana:

    Venerdì 25 febbraio ho presentato questo ordine del giorno sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento e Testamento Biologico per la discussione in Consiglio Comunale a Ferrara.

    Purtroppo in questo week end il tema del fine vita è tornato all’attenzione della stampa non per la presa di coscienza da parte del Parlamento dell’urgenza di un intervento legislativo – che invece è stato ulteriormente rinviato – bensì per la tragica decisione di Fabiano Antoniani di recarsi in Svizzera per porre fine con dignità alle sofferenze di un “inferno di dolore”, senza che il suo appello al Presidente della Repubblica abbia avuto nemmeno un cenno di risposta.

    Nelle ultime settimane mi sono messo più volte nei panni di Fabo. E tutte le volte mi mancava il respiro. La certezza è solo una: non si possono chiudere gli occhi ancora una volta, il nostro parlamento deve legiferare sul fine vita, subito.

    L’ufficio Stampa

    Ferrara, 27 febbraio 2017

    Ordine del giorno sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento e il Testamento Biologico:
    http://www.leonardofiorentini.it/consiglio/2017/02/24/disposizioni-anticipate-trattamento-testamento-biologico/

    Ecco il testo approvato dal consiglio comunale.

  • Carcere: più fondi per le attività del Garante

    Con l’emendamento dei consiglieri Baraldi (PD) e Fiorentini (Indipendente per Sinistra Italiana) il fondo per attività in carcere passerebbe da 500 a 5000€.

    Carcere: più fondi per le attività del Garante
    Con l’emendamento dei consiglieri Baraldi (PD) e Fiorentini (Indipendente per Sinistra Italiana) il fondo passerebbe da 500 a 5000 euro.

    E’ stato presentato dai consiglieri Ilaria Baraldi (PD) e Leonardo Fiorentini (Indipendente per Sinistra Italiana) un emendamento al bilancio di previsione 2017/19 del Comune di Ferrara volto a reperire nuove risorse per le attività del garante dei detenuti.

    Si tratta – spiega Fiorentini – di un piccolo emendamento che non va ad incidere sull’attuale compenso del Garante, che pure rimane ormai puramente simbolico rispetto all’impegno del ruolo, ma che si prefigge di aumentare le risorse a disposizione del garante per iniziative non solo di sensibilizzazione ma anche di intervento diretto in attività di educazione, socializzazione e formazione professionale all’interno del carcere di Ferrara. Nell’ultima relazione il garante uscente Marighelli aveva illustrato al consiglio come i pochi fondi a sua disposizione (500 euro, che ora vogliamo portare a 5000) aveva acquistato la vernice per far verniciare ai detenuti alcune pareti del luogo in cui vivono e le marche da bollo per i diplomi dei carcerati che avevano seguito corsi di istruzione durante la detenzione. Mi piacerebbee se riuscissimo a rendere possibile ritinteggiare l’intero carcere entro al fine del mandato, e magari permetterci qualche diploma in più…

    Per la consigliera Ilaria Baraldi “il ruolo del garante è determinante per la diffusione della cultura della tutela dei diritti delle persone detenute. In essa rientra appieno l’idea che il tempo passato in carcere debba essere un tempo utile al detenuto, nella logica rieducativa e non solo punitiva, attraverso un percorso di cambiamento che renda efficace il suo reinserimento. I dati confermano che più il detenuto è occupato in attività formative e laboratori che lo aiutino ad acquisire nuove competenze, minori sono le probabilità che torni a delinquere perché maggiori saranno gli strumenti che avrà per affrontare il suo rientro nella comunità.” Per Baraldi infine “l’attività del garante serve, da un lato, a raccontare fuori quello che accade dentro al carcere, dall’altro a portare in carcere idee, attività, persone, volontari per uno scambio continuo che confermi il carcere come una parte della città.

    L’emendamento sarà ora oggetto di vaglio tecnico dell’ufficio Ragioneria e del Collegio dei Revisori per poi approdare al voto del Consiglio nella sessione di bilancio che avrà inizio lunedì 27 febbraio.

    L’ufficio Stampa

    Ferrara, 22 febbraio 2017

    Aggiornamento del 1 marzo 2017

    Emendamento approvato con 20 voti a favore (SI, FC e PD) e 5 astensioni (M5S). Contrari Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia, GOL.

  • Canile: presentato emendamento al Bilancio dopo il bando andato deserto

    20mila euro in più per il canile proposti dai consiglieri Fiorentini (Indipendente SI) e Bertolasi (PD)

    Canile: presentato emendamento al Bilancio dopo il bando andato deserto
    20mila euro in più proposti dai consiglieri Fiorentini (Indipendente SI) e Bertolasi (PD)

    E’ andato deserto, lunedì scorso, il bando per l’assegnazione della gestione del Canile Municipale per il 2017. Condizione questa che lascia grandissima incertezza sulle sorti di un servizio che le amministrazioni comunali sono tenute, per legge, a fornire e che sul mercato non ha trovato riscontro da parte di nessuno, compresa l’associazione (AVEDEV) che da quasi 30 anni gestisce il canile anche grazie alla propria capacità di autofinanziarsi.

    Vista la situazione, e la necessità di dare anche garanzie ai lavoratori che vi lavoreranno, i consiglieri comunali Leonardo Fiorentini (indipendente per Sinistra Italiana) e il consigliere Davide Bertolasi (PD) hanno presentato ieri un emendamento al Bilancio di previsione 2017 che stanzia ulteriori 20.000 euro per la gestione del Canile.

    Si tratta di 20.000 euro veri, a differenza di altri emendamenti intrisi di demagogia e opportunisti presentati dall’opposizione, trovati andando a spulciare le voci del bilancio comunale una per una” commenta Fiorentini che aveva presentato nelle settimane scorse un’interpellanza che aveva messo in evidenza la criticità della situazione della gesione del Canile. “Sono risorse – continua Fiorentini – che permettono di dare un minimo orizzonte di sicurezza alla gestione del canile, nell’augurio che, a seguito della regolare gara che andrà ora ripetuta, il gestore – vecchio o nuovo che sia – abbia le risorse per riuscire a renderla sostenibile anche economicamente. Per adesso va ringraziata AVEDEV che responsabilmente ha continuato a prendersi cura dei cani ospiti accettando le ripetute proroghe, pur nelle evidenziate difficoltà di copertura dei costi.”

    Per Davide Bertolasi “con questo emendamento vogliamo tutelare maggiormente un servizio, come quello del canile, che da sempre è un fiore all’occhiello per il nostro comune. Occorrono sicuramente maggiori risorse per mantenere standard qualitativi elevati, per la vita dei nostri amici a quattro zampe, che non hanno ancora avuto la fortuna di trovare una famiglia. Sarebbe bellissimo non aver più bisogno del canile, ma sebbene il fenomeno del randagismo sia sensibilmente in diminuzione, non si può ancora dire estinto. In questi 28 anni AVEDEV ha svolto un lavoro superlativo e per questo vanno ringraziati“.

    L’emendamento sarà ora oggetto di vaglio tecnico dell’ufficio Ragioneria e del Collegio dei Revisori per poi approdare al voto del Consiglio nella sessione di bilancio che avrà inizio lunedì 27 febbraio.

    Aggiornamento del 1 marzo 2017

    Emendamento approvato con 16 voti a favore (SI e PD) e 4 astensioni (Maresca, Vitelletti PD, Balboni FdI, Rendine Gol) Non hanno partecipato al voto i gruppi consiliari di Ferrara Concreta, Forza Italia, Lega Nord e Movimento 5 Stelle e il consigliere Talmelli (PD).

  • Onori senza oneri

    Dichiarazione di Leonardo Fiorentini (Indipendente Sinistra Italiana) sulle polemiche sul turismo a Ferrara

    Dopo aver contestato l’istituzione della Tassa di Soggiorno, senza che il tessuto economico cittadino – pur ampiamente sollecitato – abbia nemmeno provato a dare un’alternativa percorribile per il finanziamento delle mostre di Ferrara Arte, ora Ascom chiede una cabina di regia. Ovvero vorrebbe in qualche modo avere voce in capitolo sulla destinazione di quelle risorse.
    Risorse che hanno consentito al Comune, lasciato solo nell’onere, di garantire un’offerta espositiva di alto livello qualitativo e quantitativo, come dimostrato dal successo delle ultime due mostre.
    Oggi che è evidente a tutti che la Tassa di Soggiorno non ha influito sulle presenze, cosa vuole Ascom? Onori senza oneri? O forse intercettare qualche spicciolo?
    Il Comune non ha mai rifiutato il confronto, anzi l’ha sempre stimolato. Ma per confrontarsi servono idee e risorse.

    E poi ci saranno oneri e onori.

  • Abusivo chi?

    Dichiarazione di Leonardo Fiorentini, consigliere comunale indipendente per Sinistra Italiana.

    Oggi su il Resto del Carlino è stato pubblicato un articolo a firma di Stefano Lolli in cui in soldoni mi si chiede conto della mia “non appartenenza” a Sinistra Italiana.

    E’ evidente che chi si sorprende del mio mancato tesseramento a Sinistra Italiana era molto distratto alle scorse elezioni (forse perchè impegnato a dar vita e sostenere una lista contro il candidato Tiziano Tagliani) quando mi candidai nella lista di SEL come indipendente, chiarendolo esplicitamente prima dell’accettazione della candidatura anche alla segretaria provinciale di allora e poi pubblicamente durante tutta la campagna elettorale. E così non ho mai preso la tessera di SEL, neanche con la quota agevolata per i “disoccupati” (come curiosamente fatto da altri). Nonostante questo – a differenza di altri amministratori di questa città – ho contribuito puntualmente al partito che mi ha eletto con una quota delle indennità percepite, nonostante i regolamenti interni di SEL mi “esentassero” dall’obbligo.
    La mia etica politica mi fa apparire corretto, iniziato un mandato istituzionale da indipendente, terminarlo come tale. Comprendo però che in un mondo composto da gattopardi, trasformisti e saltapoltrona questa possa apparire un’eresia.

    Sicuramente appare incomprensibile a chi oggi mi contesta di non essere iscritto a Sinistra Italiana, quando sino a ieri mi accusava proprio della “scellerata” scelta (compiuta peraltro in accordo con i vertici nazionali, regionali e provinciali di SEL) di rinominare il gruppo in Sinistra Italiana (sigh!), riteneva “il passaggio da Sel a Sinistra Italiana un’operazione ridicola” (sigh!) e che giusto a fine novembre ha fondato un comitato di sostegno al Sì al referendum costituzionale (sigh!).

    Giudichino oggi i lettori (e gli elettori nel 2019) chi è più abusivo, nella sinistra e nella maggioranza che governo questa città, fra il sottoscritto e il responsabile politico – giusto per dirne 4 – del Piano Regolatore Generale che ha distrutto la campagna periurbana della città Unesco lasciandoci in eredita quasi 8.000 alloggi sfitti, un intero comparto economico al collasso e intere aree della città da riqualificare, il Palaspecchi, la metropolitana di superficie (il cui progetto quest’anno diventa maggiorenne) e l’Ospedale di Cona.

  • Delle persone. E dei rifiuti.

    Dichiarazione di Leonardo Fiorentini, consigliere comunale indipendente per Sinistra Italiana, sulla manifestazione della Lega a San Bartolomeo in Bosco.

    Dichiarazione di Leonardo Fiorentini, consigliere comunale indipendente per Sinistra Italiana, sulla manifestazione della Lega a San Bartolomeo in Bosco.

    “Mentre il Prefetto smentisce l’arrivo di profughi nel paese, qualcuno organizza manifestazioni sul nulla al grido di “San Bartolomeo non è la pattumiera di Ferrara”. Slogan che si commenterebbe da sè, visto che parliamo di esseri umani. Ma siamo in Italia nel 2017 e quindi è meglio chiarire che riferirsi a persone come rifiuti è cosa che sconfina dal terreno della semplice scortesia “antibuonista” per toccare quello del razzismo. Consapevole o inconsapevole che sia.”

    L’ufficio stampa

    [foto da Estense.com]

  • canile ferrara

    Che fine farà il canile di Ferrara?

    Dichiarazione di Leonardo Fiorentini, consigliere comunale indipendente (Sinistra Italiana)

    Che fine farà il canile di Ferrara?
    Dichiarazione di Leonardo Fiorentini, consigliere comunale indipendente (Sinistra Italiana)

    “Anche se mancano pochissimi giorni al 31 gennaio, giorno in cui termina la convenzione fra il Comune e l’associazione AVEDEV per la gestione del canile municipale di Ferrara, non vi sono tracce del bando per il rinnovo.

    E’ necessario non solo garantire la continuità del servizio, ma anche recuperare risorse che garantiscano livelli di qualità inalterati e il rispetto dei diritti dei lavoratori, nell’interesse dei cani ospitati e della città. L’associazione gestrice ha già evidenziato le difficoltà, stante l’importo attualmente destinato al servizio, a far fronte ai costi, in particolare per mantenere la regolarità dei rapporti di lavoro con gli attuali operatori impiegati in modo stabile nel canile a cui poi si affiancano i volontari dell’associazione.

    In questo quadro preoccupa che si possano affacciare soggetti interessati più al “profitto” che al benessere dei cani e al rispetto dei diritti dei lavoratori. Abbiamo già avuto una brutta esperienza con il gattile, che non vorremmo veder ripetuta. Per questo ho chiesto all’amministrazione con una interpellanza protocollata oggi quali siano le intenzioni rispetto al futuro del Canile municipale.”

    Ecco l’interpellanza

    Ecco la risposta

    L’ufficio stampa

    Ferrara, 20 gennaio 2017

  • Treni a 70km/h: richiesta commissione di approfondimento in Comune

    Le linee Ferrara-Suzzara e Ferrara-Codigoro a 70km/h. Serve subito un intervento per risolvere la questione sicurezza, ma anche una strategia di sviluppo del servizio ferroviario locale.

    Alla Stampa locale

    Comunicato Stampa

    Treni a 70km/h: richiesta commissione di approfondimento in Comune
    Le linee Ferrara-Suzzara e Ferrara-Codigoro a 70km/h. Serve subito un intervento per risolvere la questione sicurezza, ma anche una strategia di sviluppo del servizio ferroviario locale.

    Dichiarazione di Leonardo Fiorentini, consigliere comunale (indipendente, Sinistra Italiana) e Presidente della III^ Commissione consiliare.

    “La recente decisione dell’Agenzia Nazionale della Sicurezza Ferroviaria di limitare a 70km/h la velocità massima consentita sulle linee ad un solo binario non dotate di particolari sistemi di sicurezza sta creando prevedibili e preoccupanti conseguenze sulle due linee ferroviarie locali che collegano la nostra città con Suzzara e Codigoro.

    Proprio nelle settimane in cui sono massimi i livelli di inquinamento nella pianura padana – e quindi anche nella nostra città – è inconcepibile che si sia ormai al punto che sia più veloce il collegamento tramite Bus sostitutivo che il servizio ferroviario locale, peraltro ancora in parte non elettrificato. Servono investimenti certi e veloci per rendere queste due linee ferroviarie efficienti e degne di un servizio viaggiatori da paese civile.

    Per questo ho proposto un approfondimento in commissione consiliare per poter poi avviare un percorso politico-istituzionale volto ad avere garanzia di intervento rapido per risolvere il problema odierno ma anche per assicurare una strategia di sviluppo del sistema ferroviario locale degna dei problemi, anche ambientali, che ci troviamo a dover affrontare.”

    L’ufficio stampa

    Ferrara, 12 dicembre 2016

  • carife carlino

    Carife, lunedì in Consiglio si torna a discutere della cessione

    Ordine del giorno d’urgenza di Fiorentini (SI): «Serve chiarezza» IL DOCUMENTO «A rischio la capacità di fare impresa e la tenuta dell’occupazione»

    Carife, lunedì in Consiglio si torna a discutere della cessione
  • Un piano industriale per CARIFE e chiarezza per i rimborsi

    Presentato dal consigliere Leonardo Fiorentini (indipendente SI) un ordine del giorno su CARIFE che sarà discusso, con procedura d’urgenza, lunedì prossimo.

    Un piano industriale per CARIFE e chiarezza per i rimborsi
    Presentato dal consigliere Leonardo Fiorentini (indipendente SI) un ordine del giorno su CARIFE che sarà discusso, con procedura d’urgenza, lunedì prossimo.

    Facendo seguito all’incontro di martedì scorso con l’On.le Paglia, capogruppo di SI/SEL in Commissione Finanze della Camera dei Deputati, nel quale si è fatto il punto sulla situazione di CARIFE sia rispetto al ristoro dei risparmiatori che delle prosepttive di cessione di Nuova CARIFE Spa, è stato presentato ieri un ordine del giorno da parte del Gruppo Consiliare di Sinistra Italiana.

    Nel testo, firmato dal consigliere comunale Leonardo Fiorentini, si invita il Parlamento ed il Governo a giungere ad un intervento legislativo con il primo provvedimento utile al fine di garantire i rimborsi automatici ai risparmiatori che hanno effettuati passaggi di titolarità delle obbligazioni subordinati fra familiari.

    Inoltre si impegna il Sindaco e la Giunta “a vigilare sul processo di cessione della banca e richiedere la presentazione da parte del soggetto acquirente di un serio piano industriale che garantisca la continuità dell’azione di istituto di credito sul territorio, a garanzia sia della tenuta dei livelli occupazionali e dell’efficienza della banca, sia del tessuto economico locale.”

    Il documento, sul quale è stato giocato il cosiddetto “Jolly” a disposizione dei Gruppi consiliari per la trattazione d’urgenza in consiglio comunale (art. 101, comma 3 del regolamento consiliare) sarà discusso già nella seduta di lunedì 5 dicembre.

    L’ufficio Stampa

    Ferrara, 1 dicembre 2016

    L’ordine del giorno presentato.

  • Cariparma, Paglia invita alla cautela «No alla cessione senza condizioni»

    Cariparma, Paglia invita alla cautela «No alla cessione senza condizioni» DECRETO SALVABANCHE Per la Cassa di Ferrara è stato un provvedimento improvvido. Non ha risolto i guai e ha aperto il dramma dei risparmiatori Il deputato Sel dopo un incontro con i sindacati: «Va preteso un piano» Il Resto del Carlino del 30/11/2016   ed. Ferrara – STEFANO LOLLI « ATTENZIONE a non farsi prendere dall’euforia, per l’eventuale cessione a […]

    Cariparma, Paglia invita alla cautela «No alla cessione senza condizioni»
    DECRETO SALVABANCHE Per la Cassa di Ferrara è stato un provvedimento improvvido. Non ha risolto i guai e ha aperto il dramma dei risparmiatori Il deputato Sel dopo un incontro con i sindacati: «Va preteso un piano»

    Il Resto del Carlino   ed. Ferrara –

  • Carife, Sel: “Attenti al progetto Cariparma”

    Carife, Sel: “Attenti al progetto Cariparma” Attenzione a Cariparma-Cedit Agricole: è Giovanni Paglia, deputato di Sinistra Ecologia e Libertà piuttosto esperto di questioni bancarie, mettere in guardia nei confronti di quello che oggi è considerato il più probabile futuro acquirente della Nuova Carife. Stefano Ravaioli per Telestense “Cedere la Cassa di Risparmio di Ferrara a Cariparma – spiega il deputato ravennate – significherebbe cederla a un gruppo straniero; ma non […]

    Carife, Sel: “Attenti al progetto Cariparma”

    Attenzione a Cariparma-Cedit Agricole: è Giovanni Paglia, deputato di Sinistra Ecologia e Libertà piuttosto esperto di questioni bancarie, mettere in guardia nei confronti di quello che oggi è considerato il più probabile futuro acquirente della Nuova Carife.

    Stefano Ravaioli per Telestense

    “Cedere la Cassa di Risparmio di Ferrara a Cariparma – spiega il deputato ravennate – significherebbe cederla a un gruppo straniero; ma non è chiaro quale sarebbe il piano industriale del gruppo, e se verranno adeguatamente tutelati lavoratori e clienti.”

    Intanto, SEL sta conducendo una battaglia in favore di una categoria di obbligazionisti subordinati che rischiano di rimanere ingiustamente esclusi dagli indennizzi forfettari previsti dalla legge: si tratta di coloro che, per accordi con parenti o famigliari sono passati, solo formalmente, per il mercato secondario dei titoli. La commissione finanze della camere dei deputati ha accolto una risoluzione di Giovanni Pasglia per modificare l norme vigenti, ma il relativo emendamento non ha ancora trovato spazio per essere convertito in norma.

    Vai all’intervista: http://www.telestense.it/carife-sel-attenti-al-progetto-cariparma-intervista-20161129.html

  • Bondisti esclusi, tempi stretti per cambiare la legge

    L’appello del deputato di Sel Giovanni Paglia: «Sbarrati gli emendamenti, occorre far pressione sul Milleproroghe. Cariparma? Si rischia il salto nel buio»

    CARIFE: troppe incognite sulla Banca

    Bondisti esclusi, tempi stretti per cambiare la legge

    L’appello del deputato di Sel Giovanni Paglia: «Sbarrati gli emendamenti, occorre far pressione sul Milleproroghe. Cariparma? Si rischia il salto nel buio»

    A poco più di un mese dalla scadenza per le domande di accesso al rimborso automatico, per i bondisti “indiretti” Carife la strada resta sbarrata. I tentativi di trovare una soluzione politica per modificare la normativa – segnala il deputato di Sel Giovanni Paglia, capogruppo in Commissione Finanze – finora si sono puntualmente frantumati sulla barriera dell’inamissibilità. Ieri, accanto al consigliere comunale di Sinistra Italiana Leonardo Fiorentini, il parlamentare ha ribadito l’importanza di esercitare una forte pressione, a tutti i livelli, per ottenere l’inclusione dei bondisti co-intestatari (un migliaio a Ferrara) rimasti fuori perché considerati, di fatto, speculatori. «Il diritto al rimborso – spiega Paglia – è stato negato a quei bondisti che, pur rientrando nei parametri previsti, hanno acquistato titoli sul mercato secondario. Sulla carta ciò viene considerata una pratica tipica di investitori esperti, di fatto in questa tipologia rientra anche chi ha semplicemente cointestato un’obbligazione con un parente». Improvvido, da parte del Parlamento, riconosce Paglia, non averci pensato. Per porvi rimedio «ho presentato una risoluzione in Commissione Finanze per obbligare il Governo a modificare in tempo utile la legge parificando la situazione dei parenti degli obbligazionistu in vita con quella degli eredi». La risoluzione è stata approvata un mese fa all’unanimità. Il Governo, a quel punto, poteva prendere due treni: quello del Decreto Fiscale e quello della Legge di Bilancio ma in entrambi i casi l’emendamento presentato da Paglia è stato respinto con la stessa ragione: estraneità alla materia. Prima del 3 gennaio, data di scadenza per l’accesso al rimborso automatico, resta il Milleproroghe, ma i tempi sono strettissimi e le possibilità si assottigliano. Da qui il rinnovato appello, alle istituzioni come alle associazioni di risparmiatori o di consumatori, per riammettere ai rimborsi gli obbligazionisti che sono rimasti fuori: «Non sarebbe troppo oneroso, vista l’esiguità dei numeri, e senza l’impiego di denaro pubblico». Non meno preoccupante, avverte Paglia, lo scenario di un eventuale acquisizione di Carife da parte di Cariparma «che suona italiano, ma vuol dire Credit Agricole. Bisogna fare molta attenzione perché il rischio è che venga costruita una via d’uscita che consenta al Fondo di risoluzione di sfilarsi dando carta bianca a Cariparma, a cominciare dalla soluzione degli incagli. Il contraccolpo, anche solo sul fronte del recupero dei crediti, sarebbe molto pesante in un territorio che paga ancora gli effetti della crisi. Per questo va preteso un piano industriale prima che il Fondo di risoluzione si sfili», conclude il parlamentare rimandando la questione a un incontro con le organizzazioni sindacali. In ogni caso, a un anno dalla «improvvida risoluzione di Carife», il bilancio degli effetti del Salvabanche, «è disastroso. Il governo era convinto di aver trovato la soluzione ideale, senza essere consapevole delle conseguenze per i risparmiatori. Il paradosso è che ad apprezzare il decreto è stata soprattutto Bankitalia, perché si otteneva il salvataggio delle banche. Sì, ma a prezzo di innescare una sfiducia nel sistema bancario mai vista prima in Italia». Una lezione che ora andrebbe ricordata per gli otto istituti considerati a rischio crac: «Se si lasciano bruciare otto alberelli, andrà a fuoco tutta la foresta». (a.m.)
    Da La Nuova Ferrara del 30 novembre 2016
  • Carife sacrificata sull’altare della Tasi

    Giovanni Paglia ricostruisce le responsabilità politiche dietro al fallimento del Salvabanche: “Da dimissioni del ministro dell’economia”

    Carife sacrificata sull’altare della Tasi

    Giovanni Paglia ricostruisce le responsabilità politiche dietro al fallimento del Salvabanche: “Da dimissioni del ministro dell’economia”

    Ruggero Veronese per Estense.com

    IMG-20161019-WA0002Obbligazionisti delle banche ricapitalizzate ‘sacrificati’ sull’altare del libero mercato, per consentire al governo Renzi l’abolizione della Tasi sulla prima casa e meno vincoli di bilancio dall’Unione Europea.

    E’ una ricostruzione che non può passare inosservata quella del deputato Giovanni Paglia (Sinistra Italiana), a Ferrara insieme al consigliere comunale Leonardo Fiorentini per incontrare i sindacati dei bancari e fare il punto della situazione sulla vicenda Carife.

    Nel descrivere un incerto futuro per l’istituto di credito ferrarese – unica delle tre banche ricapitalizzate un anno fa a non rientrare nei piani di acquisizione del gruppo Ubi – il parlamentare non nasconde infatti le proprie convinzioni (“confermate in ogni sede”, sottolinea) sulle “responsabilità politiche” che, prima ancora degli aspetti tecnici, nel novembre scorso avrebbero impedito l’intervento del Fondo Interbancario (Fidt) nel salvataggio di Carife.

    Lo scenario descritto da Paglia è quello di una doppia trattativa tra Roma e Bruxelles: in un tavolo si discuteva del salvataggio pubblico delle quattro piccole banche italiane – ostacolato dalle norme sul bail-in -; dall’altra parte dell’alleggerimento delle imposte sulla prima casa, che richiedeva una minore austerity. “Ma L’Italia – spiega Paglia – non è nelle condizioni di poter trattare su due tavoli contemporaneamente. E infatti Renzi ha raggiunto il suo obiettivo sulla Tasi, che riguardava milioni di abitanti, rinunciando all’intervento del Fondo Interbancario per i salvataggi dei piccoli istituti, che avrebbe coinvolto solo qualche migliaio di cittadini”.

    Una “scelta molto cinica” che oggi secondo Paglia rischia di avere ripercussioni a valanga su tutta la politica nazionale e di portare l’esecutivo a una fine prematura. “Credo sia stato questo – continua il deputato – il vero grande errore del governo Renzi, che da quel momento è andato incontro a una crisi di fiducia da cui non si è più ripreso. Dando troppa importanza ai numeri in ballo, il governo non ha considerato che la grande paura degli italiani è quella di perdere i propri risparmi, come poi è successo. E infatti ha cercato di porre rimedio con il fondo di ristoro, ma troppo tardi”.

    Secondo Paglia infatti la questione dei rimborsi agli obbligazionisti subordinati fu drammaticamente sottovalutata dallo stesso primo ministro: “Renzi non ha competenze finanziarie e credo che con il decreto fosse davvero convinto di aver fatto bingo e di poter andare in tv a raccontare di aver salvato le banche. Ma prima di agire, il governo avrebbe dovuto chiedere alle banche a chi erano in mano le loro obbligazioni subordinate”.

    Da questa “improvvida risoluzione” derivano e deriveranno, secondo Paglia, migliaia di casi di mancati rimborsi. Il nodo della questione riguarda infatti i titoli comprati sul ‘mercato secondario’, per i quali non è previsto rimborso. Si tratta di quelle obbligazioni provenienti non dall’emittente originario (Carife nel caso dei propri titoli) ma da qualunque altro investitore. “Renzi era convinto che il mercato secondario fosse  una prerogativa dei grandi investitori, mentre è quello a cui tutti noi ci rivolgiamo quando compriamo titoli in banca”. Un equivoco particolarmente preoccupante proprio tra i clienti della banca ferrarese, che più di ogni altra ha proposto l’acquisto congiunto di titoli finanziari (tra coniugi, parenti, soci, etc). Un piccolo dettaglio tecnico porta infatti a conseguenze catastrofiche: quando una delle parti decide di vendere la propria quota, è necessario un rapidissimo passaggio dell’intera obbligazione nel ‘mercato secondario’ (un’operazione informatica di pochi istanti) per perfezionare l’operazione. Di conseguenza, tutte le obbligazioni Carife andate incontro a una singola o anche solo parziale operazione di compravendita non sono oggi rimborsabili.

    unnamed (9)E’ questo l’argomento su cui fa pressione il deputato di Sinistra italiana, che cercherà per la terza volta in pochi mesi di inserire un emendamento alla legge di bilancio per includere i risparmiatori esclusi nel circuito dei rimborsi. “E’ un impegno che il governo ha preso, ma su cui continua a tacere. Invito anche gli amministratori locali a fare pressione su questo tema, il governo deve inserire almeno una proroga prima della scadenza dei termini, il 3 gennaio”.

    Ma che dire, in conclusione, delle sorti di Carife? “Cariparma – afferma Paglia – è stata implorata di farsi carico di queste banche, che le verranno letteralmente regalate, visto che Ubi non è interessata a Carife. Il problema è che Cariparma, nonostante il nome, è francese, di proprietà del Credit Agricole. E finchè non presenterà un vero piano industriale le nostre preoccupazioni per il territorio rimangono immutate”. L’altro problema, ovviamente, sta in quella ingombrante parola pronunciata dal deputato: ‘regalate’. “Ubi e Cariparma – continua Paglia – hanno posto come condizione quella di non pagare neanche un euro. Se così sarà scatterà la clausola di salvaguardia verso Intesa SanPaolo, Unicredit e Ubi, che un anno fa hanno speso 1,6 miliardi per ricapitalizzare le banche puntando a una plusvalenza dopo la vendita degli asset. A ripagare l’intero investimento sarà la Cassa Depositi e Prestiti, cioè i capitali pubblici, per quanto c’è chi si ostini a dire che si tratta di un ente privato. Come epilogo è come minimo da dimissioni del ministro dell’economia”.

  • consegna cannabis radioradicale

    Cannabis: i Radicali consegnano alla Camera dei Deputati le firme sulla legge popolare LEGALIZZIAMO!

    Il video della consegna delle firme per la legalizzazione della cannabis da Radioradicale

    Radicali Italiani e Associazione Luca Coscioni, promotori di Legalizziamo!, insieme alle altre organizzazioni che sostengono la campagna, consegnano alla Camera dei deputati le 60 mila firme raccolte in sei mesi sulla legge popolare per la legalizzazione della cannabis e la decriminalizzazione dell’uso personale di tutte le sostanze.

    Alle ore 11, dirigenti radicali, militanti e volontari si muoveranno in fila indiana, con gli scatoloni pieni di firme, dalla sede radicale di via di Torre Argentina 76 in direzione Montecitorio, dove alle 12 si tiene un comizio/conferenza stampa prima del deposito presso gli uffici della Camera.

    Sono presenti, tra gli altri, Riccardo Magi (segretario di Radicali Italiani), Marco Cappato (tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni), Marco Perduca (coordinatore della campagna Legalizziamo), Filomena Gallo (segretario dell’Associazione Luca Coscioni), Antonella Soldo (presidente di Radicali Italiani), Michele Capano (tesoriere di Radicali Italiani), Hassan Bassi (Forum Droghe), Leonardo Fiorentini (FuoriLuogo e Società della Ragione), Andrea Trisciuoglio (La PiantiAmo), Cristina Marino e Luca Marola (coordinamento nazionale e portavoce growshop italiani), Andrea Oleandri (Cild), rappresentanti delle associazioni Antigone e A Buon Diritto, e parlamentari dell’intergruppo cannabis legale.

  • Cannabis consegnate oggi le firme per la legalizzazione alla Camera dei Deputati

    Oltre 1400 firme per la regolamentazione legale della cannabis provengono da Ferrara. Ora la palla passa al Parlamento

    Cannabis consegnate oggi le firme per la legalizzazione alla Camera dei Deputati
    Oltre 1400 provengono da Ferrara

    Oggi Radicali Italiani e Associazione Luca Coscioni, promotori di Legalizziamo!, insieme alle altre organizzazioni che sostengono la campagna, hanno consegnato alla Camera dei deputati le oltre 60 mila firme raccolte in sei mesi sulla legge popolare per la legalizzazione della cannabis e la decriminalizzazione dell’uso personale di tutte le sostanze. Alle 11 si è formata un corteo in fila indiana, con gli scatoloni pieni di firme, dalla sede radicale di via di Torre Argentina in direzione Montecitorio, dove si è tenuta la conferenza stampa prima del deposito presso gli uffici della Camera. Erano presenti, tra gli altri, Riccardo Magi (segretario di Radicali Italiani), Marco Cappato (tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni), Marco Perduca (coordinatore della campagna Legalizziamo), Filomena Gallo (segretario dell’Associazione Luca Coscioni), Antonella Soldo (presidente di Radicali Italiani), Luigi Manconi (Senatore del PD), Pippo Civati (Deputato e leader di Possibile), Hassan Bassi (Forum Droghe), Leonardo Fiorentini (FuoriLuogo e Società della Ragione), Andrea Trisciuoglio (La PiantiAmo), Luca Marola (coordinamento nazionale e portavoce growshop italiani).

    Per Fiorentini, rappresentante anche del Comitato promotore locale ferrarese, “è stato un grande successo. Si tratta della più grande campagna antiproibizionista da quella del referendum del ‘93 sulla Jervolino –Vassalli. A Ferrara abbiamo raccolto oltre 1400 firme (1414 per l’esattezza) superando in scioltezza l’obiettivo iniziale delle 1000 firme. Vanno ringraziati tutti i volontari che da Ferrara a Roma hanno permesso di raccogliere le firme ai banchetti e poi ottenere i certificati elettorali per un procedimento democratico di partecipazione popolare imbrigliato da una inaccettabile, nel 2016, burocrazia.”

    “La strada della regolamentazione legale della cannabis è la via maestra per la riforma delle politiche sulle droghe. – continua Fiorentini ricordando i recenti risultati dei referendum in USA – Una via intrapresa ormai con convinzione anche nella patria della War on Drugs, gli Stati Uniti d’America, dove questo martedì altri 4 stati (fra cui la California) hanno legalizzato la cannabis per gli adulti, mentre sono ormai più di 30 gli stati in cui è legale la marijuana terapeutica”.

    “È evidente che anche il nostro paese, dove tuttora oltre il 50% dei reati per droga e delle operazioni di polizia è legato ai cannabinoidi, è maturo per arrivare alla regolamentazione legale di una sostanza molto meno dannosa di alcol e tabacco. Essa avrebbe solo effetti positivi. Sui consumi in primis, che sarebbero più sicuri e controllati, e nel medio-lungo termine tenderebbero a calare, come avvenuto ovunque si è proceduto a depenalizzazioni e legalizzazioni. Ma anche sul sistema della sicurezza e della giustizia ora appesantito da una mole incredibile di lavoro che impegna in una inutile repressione le forze dell’ordine (come recentemente ribadito dalla Direzione Nazionale Antimafia) e intasa i tribunali (quasi 200.000 i processi penali pendenti per fatti di droga). E oltre a liberare risorse utili a garantire veramente la sicurezza dei cittadini – invece che stanare coltivatori di qualche piantina di cannabis per uso personale – la regolamentazione legale della cannabis renderebbe disponibili nella casse dello Stato una enorme quantità di denaro – dai 5 ai 10 miliardi di euro – ora appannaggio della criminalità organizzata.”

  • Referendum costituzionale: l’esercizio del dubbio

    Incontro col Senatore Walter Tocci del Partito Democratico e Daniele Lugli giovedì 6 ottobre alla Sala della Musica.

    Referendum Costituzionale. L'esercizio del dubbioReferendum costituzionale: l’esercizio del dubbio
    Incontro col Senatore Walter Tocci del Partito Democratico e Daniele Lugli giovedì 6 ottobre alla Sala della Musica.

    Si possono avere dubbi sulla riforma costituzionale senza finire nel novero dei “nemici della patria“? Si può discutere nel merito senza lasciarsi andare a beceri populismi e slogan raffazzonati? Si può esprimere un’opinione libera senza vedersi rinfacciare improbabili personaggi che la pensano in maniera simile? E’ questo il tentativo dell’iniziativa che si terrà giovedì 6 ottobre alle ore 21 presso la Sala della Musica del complesso di San Paolo (ingresso da via Boccaleone 19).

    L’incontro, promosso dal Gruppo consiliare di Sinistra Italiana del Comune di Ferrara ed introdotto dal consigliere Leonardo Fiorentini, vedrà protagonisti Daniele Lugli e Walter Tocci, senatore del Partito Democratico.

    Walter Tocci, Senatore del Partito Democratico, è stato fra i più critici all’interno della maggioranza di governo rispetto all’ipotesi di riforma costituzionale, ed ha promosso una lunga battaglia parlamentare – sempre alla ricerca del dialogo sul merito – volta a modificarne gli aspetti più deletari, giungendo alla fine, inascoltato, ad esprimere voto contrario. E’ anche fra i 10 parlamentari del PD che hanno scelto di lanciare un appello per il NO.

    Tocci nella sua carriera politica e istituzionale, oltre ad essere stato l’assessore della “cura del ferro” per la mobilità romana, è stato anche direttore del Centro per la Riforma dello Stato ed è quindi erede di quella storia politica che ha visto in Pietro Ingrao un riferimento. L’Ingrao del dubbio, ma anche il Pietro Ingrao del monocameralismo e del proporzionale.

    Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/113079632486735/

    Referendum e Riforma: dal sito di Walter Tocci