• Carcere: più fondi per le attività del Garante

    Con l’emendamento dei consiglieri Baraldi (PD) e Fiorentini (Indipendente per Sinistra Italiana) il fondo per attività in carcere passerebbe da 500 a 5000€.

    Carcere: più fondi per le attività del Garante
    Con l’emendamento dei consiglieri Baraldi (PD) e Fiorentini (Indipendente per Sinistra Italiana) il fondo passerebbe da 500 a 5000 euro.

    E’ stato presentato dai consiglieri Ilaria Baraldi (PD) e Leonardo Fiorentini (Indipendente per Sinistra Italiana) un emendamento al bilancio di previsione 2017/19 del Comune di Ferrara volto a reperire nuove risorse per le attività del garante dei detenuti.

    Si tratta – spiega Fiorentini – di un piccolo emendamento che non va ad incidere sull’attuale compenso del Garante, che pure rimane ormai puramente simbolico rispetto all’impegno del ruolo, ma che si prefigge di aumentare le risorse a disposizione del garante per iniziative non solo di sensibilizzazione ma anche di intervento diretto in attività di educazione, socializzazione e formazione professionale all’interno del carcere di Ferrara. Nell’ultima relazione il garante uscente Marighelli aveva illustrato al consiglio come i pochi fondi a sua disposizione (500 euro, che ora vogliamo portare a 5000) aveva acquistato la vernice per far verniciare ai detenuti alcune pareti del luogo in cui vivono e le marche da bollo per i diplomi dei carcerati che avevano seguito corsi di istruzione durante la detenzione. Mi piacerebbee se riuscissimo a rendere possibile ritinteggiare l’intero carcere entro al fine del mandato, e magari permetterci qualche diploma in più…

    Per la consigliera Ilaria Baraldi “il ruolo del garante è determinante per la diffusione della cultura della tutela dei diritti delle persone detenute. In essa rientra appieno l’idea che il tempo passato in carcere debba essere un tempo utile al detenuto, nella logica rieducativa e non solo punitiva, attraverso un percorso di cambiamento che renda efficace il suo reinserimento. I dati confermano che più il detenuto è occupato in attività formative e laboratori che lo aiutino ad acquisire nuove competenze, minori sono le probabilità che torni a delinquere perché maggiori saranno gli strumenti che avrà per affrontare il suo rientro nella comunità.” Per Baraldi infine “l’attività del garante serve, da un lato, a raccontare fuori quello che accade dentro al carcere, dall’altro a portare in carcere idee, attività, persone, volontari per uno scambio continuo che confermi il carcere come una parte della città.

    L’emendamento sarà ora oggetto di vaglio tecnico dell’ufficio Ragioneria e del Collegio dei Revisori per poi approdare al voto del Consiglio nella sessione di bilancio che avrà inizio lunedì 27 febbraio.

    L’ufficio Stampa

    Ferrara, 22 febbraio 2017

    Aggiornamento del 1 marzo 2017

    Emendamento approvato con 20 voti a favore (SI, FC e PD) e 5 astensioni (M5S). Contrari Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia, GOL.

  • Il fallimento del carcere 250 anni dopo Beccaria

    Regione Toscana – Consiglio Regionale Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Toscana Festa della toscana 2014 DELITTI E PENA: 250 ANNI DOPO BECCARIA Il fallimento del carcere 21-22 NOVEMBRE 2014 SANT’APOLLONIA – VIA SAN GALLO – FIRENZE DELITTI E PENA: 250 ANNI DOPO BECCARIA Il Convegno intende riflettere sul senso della pena, sulla funzione dell’istituzione carceraria e su nuove, possibili, prospettive sanzionatorie che riducano il […]

    Regione Toscana – Consiglio Regionale
    Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Toscana
    Festa della toscana 2014

    DELITTI E PENA: 250 ANNI DOPO BECCARIA
    Il fallimento del carcere

    21-22 NOVEMBRE 2014
    SANT’APOLLONIA – VIA SAN GALLO – FIRENZE

    DELITTI E PENA: 250 ANNI DOPO BECCARIA
    Il Convegno intende riflettere sul senso della pena, sulla funzione dell’istituzione carceraria e su nuove, possibili, prospettive sanzionatorie che riducano il ricorso alla carcerazione.
    L’ambizione è quella di costruire una piattaforma capace di guardare lontano e di tracciare una riforma del sistema penale e penitenziario innovativa e credibile. L’attenuazione del sovraffollamento carcerario è certamente un primo, importante, passo, ma non risolve il problema generale ed il Convegno – a due secoli e mezzo dalla pubblicazione dell’opera Dei delitti e delle pene di Cesare Beccaria – vuol richiamare tutti alla responsabilità, in un momento in cui: tardano ad arrivare le nomine del Capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e del Garante nazionale; il percorso di superamento degli OPG in Italia appare ancora molto incerto; non è ancora stato introdotto il reato di tortura; molte persone si trovano ancora ristrette dopo la bocciatura della Fini-Giovanardi da parte della Corte costituzionale.

    Il Convegno è stato organizzato in collaborazione con:
    – DIPARTIMENTO DI SCIENZE GIURIDICHE DELL’UNIVERSITÀ DI FIRENZE
    – FONDAZIONE GIOVANNI MICHELUCCI
    L’iniziativa è realizzata nell’ambito della FESTA DELLA TOSCANA che celebra l’abolizione della pena di morte nel Granducato di Toscana (1786).

    La partecipazione al Convegno darà titolo all’acquisizione dei CREDITI FORMATIVI in materia penale, riconosciuti dall’Ordine degli Avvocati di Firenze.
    Info crediti: Segreteria del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Toscana.

    21 NOVEMBRE 2014

    ORE 09.30 PRIMA SESSIONE
    SALUTI ISTITUZIONALI
    Alberto Monaci Presidente del Consiglio regionale della Toscana
    Enrico Rossi Presidente della Giunta regionale della Toscana
    Sigfrido Fenyes Vicepresidente Ordine degli avvocati di Firenze
    INTRODUZIONE
    Franco Corleone Garante delle persone sottoposte a misure
    restrittive della libertà personale della Toscana
    RELAZIONE GENERALE
    No Prison, senza se e senza ma
    Massimo Pavarini Professore Ordinario di Diritto penale,
    Università di Bologna

    CARCERE DEI DIRITTI
    INTRODUZIONE
    Emilio Santoro Professore Ordinario di Filosofia del diritto,
    Università di Firenze
    INTERVENTI
    Stefano Anastasia Ricercatore Filosofia e sociologia del Diritto,
    Università di Perugia
    Marcello Bortolato Magistrato di Sorveglianza di Padova
    Alberto Di Martino Professore di Diritto penale, Scuola
    Superiore Sant’Anna di Pisa
    Antonietta Fiorillo Presidente Tribunale di Sorveglianza di Firenze
    Glauco Giostra Professore Ordinario di Procedura penale,
    Università La Sapienza, Roma
    Eriberto Rosso Presidente della Camera Penale di Firenze

    QUALE PENA
    INTRODUZIONE
    Luciano Eusebi Professore Ordinario di Diritto penale, Università
    Cattolica di Milano
    INTERVENTI
    Silvia Cecchi Sostituto Procuratore presso la Procura di Pesaro
    Gherardo Colombo ex-Magistrato
    Michele Passione Avvocato
    Carlo Renoldi Magistrato
    ORE 13.30-14.30 BUFFET

    ORE 14.30 SECONDA SESSIONE
    IL CARCERE, LA DIGNITÀ E GLI SPAZI DELLA PENA
    INTRODUZIONE
    Mauro Palma Presidente del Consiglio europeo per la cooperazione nell’esecuzione penale
    INTERVENTI
    Carmelo Cantone Provveditore Regionale dell’Amministrazione penitenziaria della Toscana
    Carla Ciavarella Direttore della CC di Nuoro e della CR di Tempio Pausania
    Patrizio Gonnella Presidente della Associazione Antigone
    Francesco Maisto Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Bologna
    Alberto Magnaghi Architetto urbanista, Professore Emerito, Università di Firenze
    Corrado Marcetti Direttore della Fondazione Michelucci
    Leonardo Scarcella Architetto, Responsabile tecnico del Ministero della Giustizia
    Mario Spada Architetto urbanista, coordinatore della Biennale dello spazio pubblico
    Maria Stagnitta Presidente di Forum Droghe
    Luca Zevi Architetto
    Grazia Zuffa Psicologa, componente del Comitato Nazionale di Bioetica
    ORE 17.30 SPAZIO DIBATTITO E DISCUSSIONE

    22 NOVEMBRE 2014

    ORE 09.30 INIZIO LAVORI
    INTRODUZIONE
    Livio Ferrari Giornalista, scrittore e cantautore, promotore del
    Manifesto No Prison

    ATTUALITÀ E PROSPETTIVE DELL’ABOLIZIONISMO
    SESSIONE INTERNAZIONALE
    INTRODUZIONE
    Giuseppe Mosconi Professore Ordinario di Sociologia del diritto, Università di Padova
    INTERVENTI
    Erich Schops Anvp di Parigi
    Sebastian Scheerer Professore Emerito di Criminologia, Università di Amburgo
    David Scott Senior lecturer in Criminology, Liverpool John Moores University

    ORE 11.30 VERSO GLI STATI GENERALI DEL CARCERE
    SINTESI DELLE SESSIONI DI LAVORO PRECEDENTI

    ORE 12.00 TAVOLA ROTONDA
    L’UTOPIA CONCRETA
    MODERA
    Laura Zanacchi Redattrice di “Fahrenheit” e curatrice di “Dei delitti e delle pene. 250 anni dopo Beccaria”, Rai Radio 3
    PARTECIPANO
    Guido Calvi Avvocato
    Francesco Cascini Magistrato, Vice capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria
    Donatella Ferranti Presidente Commissione Giustizia Camera dei Deputati
    Pier Giorgio Morosini Componente del CSM
    Andrea Pugiotto Professore Ordinario di Diritto costituzionale, Università di Ferrara
    ORE 13.30 CONCLUSIONI
    ORE 14.00 FINE LAVORI E BUFFET

    É STATO INVITATO IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA ANDREA ORLANDO

    DAL MANIFESTO “NO PRISON”

    […] Con l’avvento dell’era moderna, la società occidentale ha ritenuto che la pena privativa della libertà – cioè il carcere – avesse sia la virtù di minimizzare la sofferenza della reazione penale, sia la capacità di intimidire i potenziali violatori dal delinquere, nonché di educare i condannati a non recidivare.
    […] I dati di questo fallimento sono davanti agli occhi di tutti coloro che intendono il vero senza pregiudizi ideologici: il carcere non solo tradisce la sua mission preventiva, cioè non produce sicurezza dei cittadini nei confronti della criminalità, ma nel suo operare viola sistematicamente i diritti fondamentali.[…]
    La prigione, sempre ed ovunque, viola i diritti fondamentali e compromette gravemente la dignità umana dei condannati. Certo: non tutte le carceri sono uguali sotto il profilo del rispetto dei diritti dei detenuti. […] Ma non esiste esempio storico di un carcere capace di limitare la sofferenza del condannato a quella sola che consegue alla privazione della libertà personale.[…]
    Il riformismo penitenziario può oggi giustificarsi solo in una strategia di riduzione del danno. Si può, se lo si vuole, limitare quantitativamente le pene detentive; si può, se lo si vuole, contenere la sofferenza del carcere. […] Ma così operando non si converte il fallimento carcerario in successo. Anche il carcere migliore è nella sostanza inaccettabile. […]
    Liberarsi dalla necessità del carcere perché pena inutile e crudele non comporta affatto rinunciare a tutelare il bene pubblico della sicurezza dalla criminalità. Anzi: per il solo fatto di rinunciare al carcere si produce più sicurezza dal pericolo criminale, stante che il carcere è fattore criminogeno esso stesso. Una società senza prigioni è più sicura, come più sicura è una società senza pena di morte. […]
    La risposta al delitto non può che essere un intervento volto ad educare ad una libertà consapevole attraverso la pratica della libertà. Questa deve essere la regola. […] Nei limitati casi in cui questo non sia immediatamente possibile, solo eccezionalmente, si possono prevedere risposte di tipo custodiale nei confronti della criminalità più pericolosa, ma in quanto extrema ratio a precise condizioni. […]
    Per superare la cultura della pena e del carcere e riportare le persone che hanno violato la legge alla legalità ed al rispetto delle regole è assolutamente necessario che anche le regole siano rispettose delle persone! Dalle persone non possiamo pretendere cose anche giuste ma in modo ingiusto!

    Per informazioni:

    UFFICIO DEL GARANTE DELLE PERSONE SOTTOPOSTE A MISURE RESTRITTIVE
    DELLA LIBERTÀ PERSONALE DELLA TOSCANA
    Via de’ Pucci, n°4 – 50122 Firenze
    Segreteria organizzativa:
    EMANUELAMASOLINi – telefono: 055.2387806
    email: e.masolini@consiglio.regione.toscana.it
    KATIA PONETI – telefono: 055.2387814
    email: k.poneti@consiglio.regione.toscana.it
    FABIO PRATESi – telefono: 055.2387802
    email: f.pratesi@consiglio.regione.toscana.it

  • Libertà è partecipazione. Senza diritti siamo tutti detenuti.

    Libertà è partecipazione. Senza diritti siamo tutti detenuti. Diritti privati e doveri sociali sono al centro della riflessione che verrà svolta il 18 Novembre alle 20,30 presso il Ristorante 381. Sono i poli intorno ai quali si costruisce un nuovo welfare “generativo” dove chi è ai margini può esercitare la propria cittadinanza. Si darà ampio spazio al tema del ruolo educativo del carcere e la possibilità delle misure alternative come […]

    locandina_libertaepartcipazioneLibertà è partecipazione.

    Senza diritti siamo tutti detenuti.

    Diritti privati e doveri sociali sono al centro della riflessione che verrà svolta il 18 Novembre alle 20,30 presso il Ristorante 381.

    Sono i poli intorno ai quali si costruisce un nuovo welfare “generativo” dove chi è ai margini può esercitare la propria cittadinanza.

    Si darà ampio spazio al tema del ruolo educativo del carcere e la possibilità delle misure alternative come strumenti di partecipazione alla vita sociale.

    Modera
    Leonardo Fiorentini – Consigliere Comunale SEL

    Intervengono:
    Daniele Lugli – Difensore Civico Regione Emilia Romagna

    Marcello Marighelli – Garante dei Diritti delle persone private della libertà personale

    Raffaele Rinaldi – Candidato al Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna nella lista SEL

    Magno – Ex detenuto e scrittore

    Concluderà con una piacevole sorpresa
    Genesio Nardoni (artista)

  • Droghe e Carcere: libro bianco e pene illegittime

    Conferenza stampa di presentazione alla stampa del V° Libro Bianco sugli effetti della legge Fini Giovanardi sulle droghe e di lancio anche a Ferrara della campagna contro le sentenze rese illegittime dalla Corte Costituzionale con la pronuncia del febbraio scorso, come recentemente confermato dalla Corte di Cassazione. Saranno presenti all’incontro Franco Corleone, Garante dei Detenuti della Regione Toscana, Marcello Marighelli, Garante dei Detenuti di Ferrara, Andrea Pugiotto, prof. di Diritto […]

    volantinoConferenza stampa di presentazione alla stampa del V° Libro Bianco sugli effetti della legge Fini Giovanardi sulle droghe e di lancio anche a Ferrara della campagna contro le sentenze rese illegittime dalla Corte Costituzionale con la pronuncia del febbraio scorso, come recentemente confermato dalla Corte di Cassazione.

    Saranno presenti all’incontro Franco Corleone, Garante dei Detenuti della Regione Toscana, Marcello Marighelli, Garante dei Detenuti di Ferrara, Andrea Pugiotto, prof. di Diritto Costituzionale dell’Università di Ferrara, Irene Costantino, Camera Penale ferrarese e Ilaria Baraldi, consigliera comunale.

    Coordina Leonardo Fiorentini, Direttore di Fuoriluogo e consigliere comunale.

  • Fiorentini (Sel): “Garantire diritto di voto ai detenuti”

    Appello del candidato alla direzione del carcere e al Garante dei diritti dei detenuti

    Fiorentini (Sel): “Garantire diritto di voto ai detenuti”

    Appello del candidato alla direzione del carcere e al Garante dei diritti dei detenuti

    admin-ajax (19)“La direzione dell’istituto ferrarese deve farsi parte attiva per favorire la partecipazione dei detenuti alle prossime elezioni”. Così Leonardo Fiorentini, candidato indipendente di Sel alle prossime elezioni amministrative, lancia un appello alla direzione del Carcere di Ferrara e al Garante dei diritti dei detenuti per garantire il diritto di voto ai detenuti del carcere di via Arginone.

    “Il tema del voto è strettamente legato a quello della risocializzazione – continua Fiorentini – perché una persona può tornare ad una vita all’interno della società solo se al di fuori del carcere trova luoghi dove vivere, lavorare ed esprimersi. E questo processo deve necessariamente cominciare in carcere mentre si sconta la pena: il lavoro in primis, ma l’espressione delle proprie capacità in generale e quindi anche delle idee sono passaggi fondamentali nella costruzione di una vita al di fuori che allontani dalla possibile recidiva”.

    “In Toscana una circolare del Dap ha chiesto di andare oltre la mera informativa ai detenuti, credo che vada seguito l’esempio e chiedo quindi alla Direzione, che si è dimostrata molto sensibile in passato rispetto al tema della partecipazione, di promuovere interventi anche “porta a porta” per informare e garantire il voto dei carcerati che ne hanno diritto. Perché la partecipazione deve cominciare dagli ultimi.”

    “Sarebbe bello – conclude Fiorentini – che si potessero organizzare anche confronti fra i candidati all’interno del carcere. Ma probabilmente è tardi e lo pongo come auspicio per le prossime elezioni”.

    Da Estense.com

  • Garantire il diritto di voto ai detenuti. Appello di Fiorentini (SEL)

    La Partecipazione deve cominciare dagli ultimi: prendere esempio da Toscana e contattare uno per uno i detenuti che hanno diritto di voto

    Comunicato Stampa
    Garantire il diritto di voto ai detenuti. Appello di Fiorentini (SEL)
    La Partecipazione deve cominciare dagli ultimi: prendere esempio da Toscana e contattare uno per uno i detenuti che hanno diritto di voto

    Carcere“La direzione dell’istituto ferrarese deve farsi parte attiva per favorire la partecipazione dei detenuti alle prossime elezioni”. Così Leonardo Fiorentini, candidato indipendente di SEL alle prossime elezioni amministrative, lancia un appello alla direzione del Carcere di Ferrara e al Garante dei Diritti dei Detenuti per garantire il diritto di voto ai detenuti del carcere di Via Arginone.

    “Il tema del voto è strettamente legato a quello della risocializzazione – continua Fiorentini – perché una persona può tornare ad una vita all’interno della società solo se al di fuori del carcere trova luoghi dove vivere, lavorare ed esprimersi. E questo processo deve necessariamente cominciare in carcere mentre si sconta la pena: il lavoro in primis, ma l’espressione delle proprie capacità in generale e quindi anche delle idee sono passaggi fondamentali nella costruzione di una vita al di fuori che allontani dalla possibile recidiva”.

    “In Toscana una circolare del DAP ha chiesto di andare oltre la mera informativa ai detenuti, credo che vada seguito l’esempio e chiedo quindi alla Direzione, che si è dimostrata molto sensibile in passato rispetto al tema della partecipazione, di promuovere interventi anche “porta a porta” per informare e garantire il voto dei carcerati che ne hanno diritto. Perché la Partecipazione deve cominciare dagli ultimi.”

    “Sarebbe bello – conclude Fiorentini – che si potessero organizzare anche confronti fra i candidati all’interno del carcere. Ma probabilmente è tardi e lo pongo come auspicio per le prossime elezioni”.

    L’ufficio stampa

  • Carcere. Serve una sessione parlamentare straordinaria

    E’ stata pubblicato sabato sul settimanale LEFT la lettera aperta delle Associazioni che hanno dato vita al comitato promotore delle #3leggi su Tortura, Carcere e Droghe rivolta al Ministro della Giustizia e ai Parlamentari della Repubblica Italiana. Dopo l’attenzione istituzionale e mediatica sul carcere, prima grazie al messaggio del Presidente della Repubblica, e poi per il caso “Ligresti” pare infatti tornato il silenzio sulla drammatica situazione nelle nostre prigioni. Nel […]

    Appello-3leggiE’ stata pubblicato sabato sul settimanale LEFT la lettera aperta delle Associazioni che hanno dato vita al comitato promotore delle #3leggi su Tortura, Carcere e Droghe rivolta al Ministro della Giustizia e ai Parlamentari della Repubblica Italiana.

    Dopo l’attenzione istituzionale e mediatica sul carcere, prima grazie al messaggio del Presidente della Repubblica, e poi per il caso “Ligresti” pare infatti tornato il silenzio sulla drammatica situazione nelle nostre prigioni. Nel testo le associazioni ricordano che entro la primavera del 2014 l’Italia dovrà non solo dar vita ad “un organismo terzo di garanzia nei luoghi di detenzione” ma soprattutto “dare alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che è pronta a condannare per tortura l’Italia e a risarcire migliaia di detenuti per il trattamento subito nelle nostre carceri sovraffollate”.

    Vista l’urgenza umanitaria, sociale e politica determinata dall’inazione di Governi e Parlamenti che si sono succeduti negli anni, sono state depositate alla Camera dei Deputati quattro proposte di legge (PdL Camera 1799/1800/1801/1802 a prima firma Coccia, Migliore, Raciti e Scalfarotto) che riprendono le proposte di iniziativa popolare e contengono “provvedimenti seri ed efficaci” per risolvere in modo duraturo il problema del sovraffollamento carcerario.

    Le Associazioni propongono “un cambio radicale della legislazione sulle sostanze stupefacenti per smettere di reprimere i consumatori e far uscire i tossicodipendenti dal carcere; politiche di decongestionamento delle carceri a partire dall’abrogazione della legge Cirielli sulla recidiva, da un minore uso della custodia cautelare e dalla depenalizzazione di tutto ciò che riguarda l’immigrazione; l’introduzione del delitto di tortura nel codice penale; l’istituzione del Garante nazionale dei diritti dei detenuti”. Per questo propongono di “finirla con gli interventi retorici o le polemiche strumentali” e avviare una sessione parlamentare straordinaria sulle carceri che permetta di incardinare ed approvare in tempi brevi “riforme che durino nel tempo” come quelle contenute nelle #3leggi.

    Sul testo della lettera aperta è stata inoltre avviata in queste ore una raccolta di adesioni on line reperibile all’indirizzo www.3leggi.it/sessioneparlamentare

  • Droghe, carcere e diritti umani: depositate alla Camera le #3leggi

    Il 12 novembre sono state depositate alla camera dei Deputati i testi delle proposte di legge di iniziativa popolare della Campagna Tre leggi per la giustizia e i diritti. Tortura, carceri, droghe a firma degli Onorevoli Laura Coccia (Pd – Giovani democratici), Gennaro Migliore (Sel), Fausto Raciti (Pd – Giovani Democratici) e Ivan Scalfarotto (Pd). Vista l’urgenza dei temi trattati, su richiesta del Comitato promotore della Campagna e in attesa […]

    camera-dei-deputatiIl 12 novembre sono state depositate alla camera dei Deputati i testi delle proposte di legge di iniziativa popolare della Campagna Tre leggi per la giustizia e i diritti. Tortura, carceri, droghe a firma degli Onorevoli Laura Coccia (Pd – Giovani democratici), Gennaro Migliore (Sel), Fausto Raciti (Pd – Giovani Democratici) e Ivan Scalfarotto (Pd).

    Vista l’urgenza dei temi trattati, su richiesta del Comitato promotore della Campagna e in attesa della verifica della regolarità formale delle firme raccolte nelle centinaia di banchetti organizzati nei mesi passati, si è deciso di anticiparne la presentazione. Nello specifico l’On.le Coccia ha presentato la proposta riguardante L’introduzione del garante nazionale dei detenuti e norme per la tutela giurisdizionale dei diritti dei detenuti; l’On.le Migliore quella riguardante Norme contro il sovraffollamento carcerario e per la legalità negli istituti di pena, l’On.le Raciti quella riguardante l’Introduzione del reato di tortura, l’On.le Scalfarotto, infine, quella recante Modifiche al testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope recanti la depenalizzazione del consumo e la riduzione dell’impatto penale. I testi completi sono disponibili sul sito 3leggi.it e presto anche in quello della Camera dei Deputati.

    Tutte le proposte hanno l’obiettivo di ripristinare la legalità nella carceri e di contrastare in modo sistemico il sovraffollamento agendo anche su quelle leggi che producono carcerazione senza produrre sicurezza.

    La proposta per L’introduzione del garante nazionale dei detenuti e norme per la tutela giurisdizionale dei diritti dei detenuti si muove nella direzione dell’istituzione della figura del Garante nazionale delle persone private della libertà da intendersi come organo di garanzia, autorità autonoma e indipendente, con funzioni di tutela delle persone private o limitate della libertà personale. In Europa una figura analoga esiste già negli ordinamenti di Austria, Ungheria, Danimarca, Finlandia, Norvegia, Spagna, Portogallo, Inghilterra e Francia.

    Il disegno Norme contro il sovraffollamento carcerario e per la legalità negli istituti di pena vuole intervenire in materia di diritti dei detenuti e di riduzione dell’affollamento penitenziario, rafforzando il concetto di misura cautelare intramuraria come extrema ratio, proponendo modifiche alla legge Cirielli sulla recidiva, imponendo l’introduzione di una sorta di “numero chiuso” sugli ingressi in carcere, affinché nessuno vi entri qualora non ci sia posto. Nella proposta è presente anche la richiesta di abrogazione del reato di clandestinità.

    Con la proposta dell’Introduzione del reato di tortura nel codice penale, si vuole sopperire ad una lacuna normativa grave mancando in Italia il crimine di tortura nonostante vi sia un obbligo internazionale in tal senso. Il testo prescelto è quello codificato nella Convenzione delle Nazioni Unite. La proibizione legale della tortura qualifica un sistema politico come democratico.

    L’ultimo disegno di legge Modifiche al testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope recanti la depenalizzazione del consumo e la riduzione dell’impatto penale propone la modifica dell’attuale legge sulle droghe che tanta carcerazione inutile produce nel nostro Paese: chiedendo il superamento del paradigma punitivo della legge Fini-Giovanardi, la depenalizzazione dei consumi, la diversificazione del destino dei consumatori di droghe leggere da quello di sostanze pesanti, diminuendo le pene e restituendo centralità ai servizi pubblici per le tossicodipendenze.

    A Ferrara il comitato è composto da Arci, Associazione Federico Aldrovandi, Cgil, Cgil – Fp, Forum droghe, Società della Ragione, Camera penale ferrarese, Cittadini del Mondo e dal Garante dei diritti dei detenuti di Ferrara.

  • Un digiuno per 3 leggi: domani è il turno di Leonardo Fiorentini

    Comunicato Stampa Un digiuno per 3 leggi: domani è il turno di Leonardo Fiorentini Molte le adesioni all’iniziativa di sensibilizzazione su droghe, carcere e diritti umani in vista del 26 giugno. E’ giunto al settimo giorno il digiuno a staffetta lanciato dal garante dei diritti dei detenuti di Firenze Franco Corleone, a sostegno della campagna delle 3 leggi su droghe, carcere e diritti umani. Il promotore dell’iniziativa che continua il […]

    3leggi_preview-01Comunicato Stampa
    Un digiuno per 3 leggi: domani è il turno di Leonardo Fiorentini

    Molte le adesioni all’iniziativa di sensibilizzazione su droghe, carcere e diritti umani in vista del 26 giugno.

    E’ giunto al settimo giorno il digiuno a staffetta lanciato dal garante dei diritti dei detenuti di Firenze Franco Corleone, a sostegno della campagna delle 3 leggi su droghe, carcere e diritti umani. Il promotore dell’iniziativa che continua il diguno ha dichiarato: “La mobilitazione per il giorno 26 giugno per una grande raccolta delle firme sulle tre proposte di legge di iniziativa popolare sta prendendo corpo, con l’obbiettivo di raggiungere le 50mila firme da consegnare in Parlamento proprio per fine giugno. E’ confermata l’intenzione del Governo di emanare un decreto legge sulle questioni del carcere nei prossimi giorni. E’ uno strumento unico e irripetibile che non può essere sprecato con provvedimenti minimali e parziali. Per questo suggerisco che con le associazioni e con i movimenti si faccia il massimo di pressione affinché il decreto legge contenga le proposte elaborate dal Cartello per le leggi di iniziativa popolare e integralmente i contenuti della Commissione del CSM presieduta dal professor Giostra.”

    Oggi è quindi partito il digiuno a staffetta con l’adesione del giornalista Renzo Magosso, mentre domani raccoglierà il testimone Leonardo Fiorentini, webmaster di Fuoriluogo.it e del sito www.3leggi.it. Fiorentini, che è anche consigliere ecologista della Circoscrizione 1, ha dichiarato: “anche nella nostra provincia i continui arresti per la coltivazione di poche piante di canapa dimostrano come la repressione sulle droghe colpisca troppo spesso anche i semplici consumatori, mentre purtroppo le morti per overdose di questi giorni testimoniano come proprio la legge Fini-Giovanardi non permetta di tutelare la salute delle persone. E’ quindi necessario far fronte al più presto con misure serie e durature al sovraffollamento carcerario, non solo abolendo le leggi criminogene (come la Fini-Giovanardi o la Bossi-Fini) ma anche permettendo finalmente di dare attuazione al dettato costituzionale che vuole il reinserimento del detenuto nella società. Le misure alternative alla detenzione, messe in secondo piano dal ventennio securitario, vanno oggi rimesse in gioco anche perchè le statistiche provano un crollo della recidiva per coloro che, in tutto o in parte, accedono a forme alternative di pena. Le sentenze sulla Diaz e su Bolzaneto, la vicenda di Stefano Cucchi, Federico Aldrovandi, Giuseppe Uva e tanti altri sono lì a dimostrare che è necessario che il nostro paese finalmente introduca il reato di Tortura nel Codice Penale. come gli obblighi internazionali ci impongono. Per questo ho aderito al digiuno a sostegno della campagna delle 3 leggi in vista dell’appuntamento del 26 giugno”.

    Ricordiamo che a Ferrara e provincia è possibile firmare ogni giorno presso i comuni (dettaglio e orari su http://www.3leggi.it), mentre il 26 giugno, in occasione della giornata mondiale contro la tortura e l’abuso di droghe sarà possibile firmare presso il Volto del Cavallo.

  • Carcere. Quali rimedi per il sovraffollamento? 31 maggio a Ferrara

    CAMERA PENALE FERRARESE “AVV. FRANCO ROMANI” aderente all’Unione delle Camere Penali Italiane LA CONDANNA DELL’ITALIA PER IL SOVRAFFOLLAMENTO CARCERARIO: QUALI RIMEDI? Riflessioni su una proposta di legge popolare per la riforma del sistema carcerario Ferrara, 31 maggio 2013, ore 17.00 Castello Estense – Sala dei Comuni Intervengono: Avv. Stefano Sambugaro Avvocato del Foro di Genova – Componente dell’Osservatorio Carceri UCPI Prof. Andrea Pugiotto Professore Ordinario di Diritto Costituzionale presso il […]

    locandina-31maggio-ferraraCAMERA PENALE FERRARESE
    “AVV. FRANCO ROMANI”
    aderente all’Unione delle Camere Penali Italiane

    LA CONDANNA DELL’ITALIA PER IL SOVRAFFOLLAMENTO CARCERARIO: QUALI RIMEDI?
    Riflessioni su una proposta di legge popolare per la riforma del sistema carcerario

    Ferrara, 31 maggio 2013, ore 17.00
    Castello Estense – Sala dei Comuni

    Intervengono:
    Avv. Stefano Sambugaro
    Avvocato del Foro di Genova – Componente dell’Osservatorio Carceri UCPI
    Prof. Andrea Pugiotto
    Professore Ordinario di Diritto Costituzionale presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Ferrara
    Dott. Marcello Marighelli
    Garante per i diritti dei detenuti del Comune di Ferrara
    Dott. Massimo Ziccone
    Coordinatore Regionale FP CGIL Emilia Romagna

    Modera:
    Avv. Alessandra Palma
    Avvocato del Foro di Ferrara – Presidente della Camera Penale Ferrarese “Avv. Franco Romani”

    Per la partecipazione all’evento è stato chiesto il riconoscimento di n. 3 crediti formativi per gli avvocati.
    Iscrizioni tramite il sistema RICONOSCO

    Con il Patrocinio di Provincia e Comune di Ferrara

    Con la collaborazione del Comitato promotore locale delle 3 Leggi
    ARCI, Associazione Federico Aldrovandi, CGIL FP, Cittadini del Mondo, Forum Droghe, Società della Ragione e Garante dei diritti dei Detenuti di Provincia e Comune di Ferrara

    Nel corso della Tavola Rotonda sarà possibile sottoscrivere tre proposte di legge di iniziativa popolare su “carcere, droghe e tortura” – #3leggi
    http://www.3leggi.it

    L’evento è su Facebook
    https://www.facebook.com/events/157294061110052/

    I prossimi appuntamenti:
    7 Giugno. Castello Estense, ore 17: Presentazione della proposta di legge sulle droghe
    14 Giugno. Castello Estense, ore 17: Presentazione della proposta di legge sulla tortura

  • Il 9 maggio si firma anche a Ferrara per la Campagna sulle 3 leggi

    Tre leggi per la giustizia e i diritti. Tortura, carceri, droghe Il 9 maggio si firma per la Campagna nelle Università di tutta Italia Bari, Campobasso, Roma, Bologna, Ferrara, Napoli, Milano, Parma, Pescara, Modena, Torino, Trento, Padova, Cassino, Reggio Emilia, Lecce e tante altre città ancora: il 9 maggio 2013, dalle ore 9 alle ore 14, nelle Università di tutta Italia i promotori della Campagna Tre leggi per la giustizia […]

    roma8Tre leggi per la giustizia e i diritti. Tortura, carceri, droghe
    Il 9 maggio si firma per la Campagna nelle Università di tutta Italia

    Bari, Campobasso, Roma, Bologna, Ferrara, Napoli, Milano, Parma, Pescara, Modena, Torino, Trento, Padova, Cassino, Reggio Emilia, Lecce e tante altre città ancora: il 9 maggio 2013, dalle ore 9 alle ore 14, nelle Università di tutta Italia i promotori della Campagna Tre leggi per la giustizia e i diritti. Tortura, carceri, droghe raccoglieranno le firme per le tre proposte di legge di iniziativa popolare depositate lo scorso gennaio in Cassazione. Proposte che costituiscono un vero e proprio programma di governo per ripristinare la legalità nel nostro sistema penale e penitenziario.

    A Ferrara l’appuntamento è dalle 9 alle 13 di Giovedì 8 maggio presso il banchetto in Corso Martiri, a fianco del Volto del Cavallo, mentre si puo’ firmare in Comune all’Ufficio Protocollo negli orari di apertura (dal lunedì al venerdì dalle ore 9:00 alle ore 13:00; martedì e giovedì pomeriggio dalle ore 15:00 alle ore 17:00).

    La prima, Introduzione del reato di tortura nel codice penale, vuole sopperire ad una lacuna normativa grave. In Italia manca il crimine di tortura nonostante vi sia un obbligo internazionale in tal senso. Il testo prescelto è quello codificato nella Convenzione delle Nazioni Unite. La proibizione legale della tortura qualifica un sistema politico come democratico.
    La seconda, Per la legalità e il rispetto della Costituzione nelle carceri, vuole intervenire in materia di diritti dei detenuti e di riduzione dell’affollamento penitenziario, rafforzando il concetto di misura cautelare intramuraria come extrema ratio, proponendo modifiche alla legge Cirielli sulla recidiva, imponendo l’introduzione di una sorta di “numero chiuso” sugli ingressi in carcere, affinché nessuno vi entri qualora non ci sia posto. Insieme alla richiesta di istituzione di un Garante nazionale per i diritti dei detenuti, viene anche proposta l’abrogazione del reato di clandestinità.
    Infine la terza proposta, Modifiche alla legge sulle droghe: depenalizzazione del consumo e riduzione dell’impatto penale, vuole modificare la legge sulle droghe che tanta carcerazione inutile produce nel nostro Paese. Viene superato il paradigma punitivo della legge Fini-Giovanardi, depenalizzando i consumi, diversificando il destino dei consumatori di droghe leggere da quello di sostanze pesanti, diminuendo le pene, restituendo centralità ai servizi pubblici per le tossicodipendenze.

    Al sito www.3leggi.it la mappa di tutti luoghi dove sarà possibile sottoscrivere le tre proposte, che sono promosse da: A Buon diritto, Acat Italia, L’Altro Diritto, Associazione 21 luglio, Associazione difensori di Ufficio, A Roma, insieme – Leda Colombini, Antigone, Arci, Associazione Federico Aldrovandi, Associazione nazionale giuristi democratici, Associazione Saman, Bin Italia, Cgil, Cgil – Fp, Conferenza nazionale volontariato giustizia, Cnca, Coordinamento dei Garanti dei diritti dei detenuti, Fondazione Giovanni Michelucci, Forum Droghe, Forum per il diritto alla salute in carcere, Giustizia per i Diritti di Cittadinanzattiva Onlus, Gruppo Abele, Gruppo Calamandrana, Il detenuto ignoto, Itaca, Libertà e Giustizia, Medici contro la tortura, Naga, Progetto Diritti, Ristretti Orizzonti, Rete della Conoscenza, Società della Ragione, Società italiana di Psicologia penitenziaria, Unione Camere penali italiane, Vic – Volontari in carcere. (info@3leggi.it)

    Vai all’elenco delle città dove si potrà firmare il 9 maggio:
    www.3leggi.it/evento/3-leggi-il-9-maggio-si-firma-davanti-alle-universita-di-tutta-italia/

    Vai all’elenco dei Comuni dove è possibile firmare negli orari d’apertura degli uffici:
    www.3leggi.it/dove-firmare/

    Vai all’elenco dei banchetti dove è possibile firmare:
    www.3leggi.it/eventi/mese/

  • Metamorfosi penitenziarie

    La Società della Ragione ONLUS Arci Ferrara in collaborazione con IBS Bookshop Ferrara con il Patrocinio del Comune di Ferrara Presentazione del libro di Stefano Anastasia Metamorfosi penitenziarie Carcere, pena e mutamento sociale Dialoga con l’autore Andrea Pugiotto ordinario di Diritto Costituzionale dell’Università di Ferrara è previsto il saluto di Massimo Maisto Vice Sindaco di Ferrara Ferrara Giovedì 4 aprile ore 17:30 Libreria IBS Palazzo San Crispino (Piazza Trento e […]

    cop-metamorfosiLa Società della Ragione ONLUS
    Arci Ferrara
    in collaborazione con IBS Bookshop Ferrara
    con il Patrocinio del Comune di Ferrara

    Presentazione del libro di Stefano Anastasia

    Metamorfosi penitenziarie
    Carcere, pena e mutamento sociale

    Dialoga con l’autore
    Andrea Pugiotto
    ordinario di Diritto Costituzionale dell’Università di Ferrara

    è previsto il saluto di Massimo Maisto Vice Sindaco di Ferrara

    Ferrara
    Giovedì 4 aprile
    ore 17:30
    Libreria IBS
    Palazzo San Crispino
    (Piazza Trento e Trieste)

    La fine del «secolo breve» ha portato con sé la riscoperta del carcere e della privazione della libertà, di cui il sovraffollamento penitenziario italiano è solo un episodio. Questo è stato l’esito di un trasferimento di risorse economiche e simboliche dal welfare state a quello che è stato chiamato il prisonfare.

    Determinante, in questo mutamento, il modo in cui l’ideologia neo-liberista ha accompagnato il processo di globalizzazione, in nome di una flessibilità che si è risolta in precarietà sociale ed esistenziale, alimentando così una domanda di controllo penale della marginalità sociale. Al termine di un lungo ciclo durato più di trent’anni, le democrazie occidentali sono chiamate a fare i conti – anche in questo campo – con le loro promesse non mantenute, a partire dalla garanzia dei diritti fondamentali delle persone private della libertà.

    La mass incarceration è finita sotto processo e i nostri regimi politici sono di fronte a un bivio: continuare a perseguire politiche di sicurezza fondate sulla privazione della libertà o invertire la rotta e riscoprire politiche di sicurezza sociale compatibili con il rispetto dei diritti fondamentali di tutti i loro abitanti?

    Stefano Anastasia, Presidente onorario di Antigone, è ricercatore di filosofia e sociologia del diritto nell’Università di Perugia. Ha pubblicato Patrie galere. Viaggio nell’Italia dietro le sbarre (con P. Gonnella, Carocci 2005) e L’appello ai diritti. Diritti e ordinamenti nella modernità e dopo (Giappichelli 2008). Recentemente ha curato Contro l’ergastolo. Il carcere a vita, la rieducazione, la dignità della persona (con F. Corleone, Ediesse 2009), Il corpo e lo spazio della pena. Architettura, urbanistica e politiche penitenziarie (con F. Corleone e L. Zevi, Ediesse 2011) e Diritto e democrazia nel pensiero di Luigi Ferrajoli (Giappichelli 2011).

    Scarica la cartolina in formato pdf: anastasia.pdf.

    Durante l’incontro sarà possibile firmare per le 3 leggi di iniziativa popolare su Tortura, Carcere e Droghe.

  • Digiuno per il carcere

    Le carceri non sono Grand Hotel. Non lo sono mai state: non lo erano ai tempi di Cesare Beccaria, non lo erano ai tempi di Castelli Ministro di Giustizia (sigh!), non lo sono ancor di più oggi, quando il sovraffollamento sta facendo scoppiare le carceri italiane. Non basta un televisore in una cella progettata per due persone che ne ospita 4, 5 o forse 6 ad aumentare le “stelle” della […]

    Le carceri non sono Grand Hotel. Non lo sono mai state: non lo erano ai tempi di Cesare Beccaria, non lo erano ai tempi di Castelli Ministro di Giustizia (sigh!), non lo sono ancor di più oggi, quando il sovraffollamento sta facendo scoppiare le carceri italiane. Non basta un televisore in una cella progettata per due persone che ne ospita 4, 5 o forse 6 ad aumentare le “stelle” della struttura. Soprattutto se sempre più spesso in carcere nel nostro paese ci finiscono gli ultimi, i poveracci, come se la detenzione fosse utilizzata come una sorta di discarica sociale.

    Leggi criminogene, come la Fini-Giovanardi sulle droghe che incarcera anche i semplici consumatori o la Bossi-Fini sull’immigrazione generano decine di migliaia di ingressi ogni anno, senza che vi siano reali offese alla sicurezza dei cittadini. Il carcere in un sistema penale equilibrato dovrebbe essere riservato ai criminali realmente pericolosi per la società: gli altri dovrebbero poter scontare la propria pena con percorsi alternativi alla carcerazione, che peraltro come testimoniano i numeri, sono molto più efficaci nell’abbassare la percentuali di recidività e garantire il pieno recupero nella società. Ma altre leggi nate sotto l'”emergenza securitaria” dell’ultimo decennio, come per quel che riguarda proprio la recidiva, impediscono di attuare con efficacia il principio della risocializzazione del condannato che la nostra Costituzione pone come cardine della pena.

    La soluzione non è certo costruire nuove carceri, o ingrandire gli attuali costruendo nei pochi spazi liberi all’interno del recinto, come si sta facendo per quello di Ferrara. Come scrive il Garante dei Diritti dei Detenuti di Ferrara “l’ampliamento del carcere di Ferrara, così come è stato pensato riduce, non amplia gli spazi utilizzabili”, facendo gravare il raddoppio della capienza “regolamentare” sulla perdita di molti spazi comuni in cui sono concentrate le attività sociali e lavorative dei detenuti (a partire dagli spazi aperti, ad esempio gli orti).

    La strada maestra è nel breve un decreto legge contro il sovraffollamento delle carceri, che cancelli subito le norme della legge sulle droghe che incarcerano per fatti di lieve entità e impediscono l’uscita dei tossicodipendenti. Le altre richieste al Parlamento e all’Amministrazione Penitenziaria sono le seguenti: approvazione della legge sull’introduzione del reato di tortura, approvazione della legge sull’affettività in carcere, approvazione dell’istituzione della figura del Garante nazionale dei diritti dei detenuti, applicazione integrale del Regolamento del 2000 per assicurare condizioni di vita dignitose.

    Per questo oggi digiuno, aderendo alla mobilitazione nazionale promossa da Franco Corleone che ieri ha lanciato con una lettera aperta un appello al Governo sottoscritto fra gli altri da Don Andrea Gallo, Don Armando Zappolini, Patrizio Gonnella, Giorgio Bignami, Stefano Anastasia, Luigi Manconi, Mauro Palma, Luca Zevi, molti Garanti dei detenuti e numerosi operatori del settore.

    Leonardo Fiorentini
    co-portavoce di Ecologisti e Reti Civiche – Verdi europei di Ferrara

  • La famiglia Cucchi, una come tante

    La famiglia Cucchi, una come tante La sorella del ragazzo morto nell’ottobre 2009 ha presentato in città “Vorrei dirti che non eri solo” Da Estense.com Venerdì sera presso la Sala della musica dell’ex convento di San Paolo, Ilaria Cucchi ha presentato il libro scritto con Giovanni Bianconi  “Vorrei dirti che non eri solo”. Ad aprire la presentazione è stato il vicesindaco Massimo Maisto con un breve saluto ai presenti. A […]

    La famiglia Cucchi, una come tante

    La sorella del ragazzo morto nell’ottobre 2009 ha presentato in città “Vorrei dirti che non eri solo”

    Venerdì sera presso la Sala della musica dell’ex convento di San Paolo, Ilaria Cucchi ha presentato il libro scritto con Giovanni Bianconi  “Vorrei dirti che non eri solo”. Ad aprire la presentazione è stato il vicesindaco Massimo Maisto con un breve saluto ai presenti.

    A un anno dalla scomparsa di Stefano Cucchi, la sorella Ilaria racconta la storia di una famiglia italiana come tante, con le debolezze e i difficili rapporti con un ragazzo che a periodi entra ed esce dal tunnel della droga.
    Un libro toccante che non nasconde nulla, ricco di unicità, ma che richiama un tema purtroppo comune a molte famiglie, come ha sottolineato Franco Corleone, presidente della Società della Ragione Onlus e Garante per i diritti dei detenuti.

    La presentazione di Ilaria Cucchi, breve e spontanea, ha  messo in luce una totale consapevolezza della “difficile situazione” del fratello che era “alla continua ricerca della propria libertà”; e il titolo stesso del libro “è la dimostrazione di come la sua famiglia provi tutt’oggi un senso di colpa per quei sei giorni in cui Stefano restò in carcere, abbandonato”.

    Durante il suo intervento Corleone ha richiamato inoltre l’attenzione al problema del “pregiudizio verso la tossicodipendenza, come causa scatenante di queste tragedie, in cui spesso i ragazzi coinvolti, da vittime diventano colpevoli della propria morte, perché considerati cittadini non a pieno titolo in quanto tossicodipendenti”.

    Questo tema è emerso anche nell’intervento di Patrizia Moretti, mamma di Federico Aldrovandi, ormai diventata supporto morale da cui Ilaria trae forza e tenacia per arrivare alla verità. Due donne che vogliono semplicemente capire la verità, non per vendetta ma per denunciare le loro storie, decidendo anche di pubblicare foto forti e scioccanti,  per svegliare le coscienze e fare in modo che non accada nuovamente.

    Alla presentazione è intervenuto anche l’avvocato ferrarese Fabio Anselmo, che dopo aver difeso la famiglia Aldrovandi è stato scelto quale legale anche dalla famiglia Cucchi. Secondo Anselmo il sistema giudiziario che governa questi casi è “minato da un problema culturale presente nelle istituzioni, che troppo spesso davanti a queste situazioni si “chiudono a riccio” cercando di salvaguardare l’immagine a difesa di chi viene processato, spesso interferendo nel processo e creando un disagio psicologico alle famiglie delle vittime”.

  • Il lungo calvario di Ilaria Cucchi

    Il lungo calvario di Ilaria Cucchi La sorella di Stefano, morto mentre era in stato di arresto, ha presentato il suo libro a Ferrara Da La Nuova Ferrara del 5 dicembre 2010. «Il libro di Ilaria racconta di una famiglia italiana, delle difficoltà dei rapporti, dell’amore e della cura: non è un libro di denuncia ma c’è la cronaca di un calvario lungo sei giorni durante i quali la famiglia […]

    Il lungo calvario di Ilaria Cucchi

    La sorella di Stefano, morto mentre era in stato di arresto, ha presentato il suo libro a Ferrara

    Da La Nuova Ferrara del 5 dicembre 2010.

    «Il libro di Ilaria racconta di una famiglia italiana, delle difficoltà dei rapporti, dell’amore e della cura: non è un libro di denuncia ma c’è la cronaca di un calvario lungo sei giorni durante i quali la famiglia di Stefano Cucchi, morto il 22 ottobre 2009 all’ospedale Sandro Pertini di Roma mentre era in stato d’arresto, si è trovata abbandonata e poi maltrattata dalle istituzioni, quelle stesse istituzioni nelle quali avevano nutrito fiducia».

    Con queste parole Franco Corleone, presidente della Società Ragione e Garante dei Diritti dei detenuti, ha presentato venerdì sera presso la Sala della Musica il libro “Vorrei dirti che non eri solo” di Ilaria Cucchi e Giovanni Bianconi, edito da Rizzoli.

    «Il primo problema che la mia famiglia si è trovata ad affrontare è stato la mancanza di verità. Abbiamo saputo della sua morte grazie alla notifica del decreto del giudice che aveva richiesto l’autopsia del cadavere dopo giorni di attesa fuori la porta dell’ospedale, dove i medici ci rassicuravano dicendoci che Stefano era tranquillo – ha spigato la Cucchi -. Lui sapeva che nelle difficoltà avrebbe potuto sempre contare su di noi ed invece in quei giorni avrà pensato che l’avevamo abbandonato, questo ci dà ancora più dolore ed alimenta la nostra rabbia. Chi ha il diritto di decidere che una persona debba essere improvvisamente privata dei suoi diritti civili e debba morire da solo, ucciso dal pregiudizio di chi lo ha etichettato come un tossicodipendente? Io sono stata fortunata, ho trovato delle persone intorno a me che hanno saputo indirizzarmi, come Patrizia Moretti, che mi hanno sostenuto fino ad ora. Quando ci hanno fatto vedere il cadavere di mio fratello in una teca di vetro, senza poterlo neanche accarezzare, abbiamo capito che solo la verità avrebbe restituito dignità a Stefano e un po’ di pace a noi».

    Di pregiudizio hanno parlato anche Patrizia Moretti e l’avvocato Fabio Anselmo, legale della famiglia Cucchi. «Il prezzo che queste persone stanno pagando è troppo alto perchè sia accettato da una società civile – ha affermato Anselmo -. Se la legge è uguale per tutti, i rappresentanti delle istituzioni, che indossino o meno la divisa e che vengono accusati di avere approfittato del loro potere devono essere spogliati di quest’ultimo e posti a giudizio quali cittadini, sullo stesso piano delle proprie vittime. Invece, di fronte a tragedie come queste, le istituzioni si chiudono a riccio a protezione della propria immagine e si schierano a fianco dei propri operatori e non di tutti i cittadini. Il perpretarsi di questa cultura di impunità del potere è inaccettabile perché, cullata dai media e sospinta dalla pubblica opinione, partorisce i casi Cucchi ed Aldrovandi. La denuncia è l’unico mezzo per cambiare questa mentalità ma lo Stato chiede trasparenza ai cittadini e poi non è in grado di assicurarla agli stessi: il pm e il giudice che hanno interrogato Stefano Cucchi hanno dichiarato di non aver notato lo stato di salute del ragazzo per non averlo mai guardato in faccia».

    Scarica l’articolo in forma to pdf: nuovaferrara4dic2010.pdf.

  • Appello per il rispetto del regolamento penitenziario

    Ho aderito a quest’appello lanciato da Antigone, A buon diritto, Carta per dare il via a una vera e propria vertenza nei confronti delle istituzioni affinché siano rispettati i diritti delle persone detenute. Vai all’appello sul sito di Carta. In carcere non si rispettano le leggi. Chi non le rispetta fuori, viene messo dentro; chi mette dentro, le istituzioni democratiche, non le rispetta e basta. Quasi niente, nelle carceri, è […]

    Ho aderito a quest’appello lanciato da Antigone, A buon diritto, Carta per dare il via a una vera e propria vertenza nei confronti delle istituzioni affinché siano rispettati i diritti delle persone detenute. Vai all’appello sul sito di Carta.

    In carcere non si rispettano le leggi. Chi non le rispetta fuori, viene messo dentro; chi mette dentro, le istituzioni democratiche, non le rispetta e basta. Quasi niente, nelle carceri, è come dovrebbe essere, funziona come dovrebbe funzionare, rispetta il dettato delle norme che dovrebbero regolare la vita penitenziaria. È trascorso quasi un anno dalla sentenza della Corte europea dei Diritti umani che ha condannato l’Italia per aver detenuto persone in meno di tre metri quadri. Una violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea, un’ipotesi di tortura o trattamento inumano o degradante. Oggi la situazione è peggiore di allora.

    Il prossimo 20 settembre saranno dieci anni dall’entrata in vigore del Regolamento penitenziario, che guardava verso condizioni più dignitose di detenzione. In cinque anni era fissato il termine per adeguare le carceri ad alcuni parametri strutturali. Che ci fosse l’acqua calda, per fare solo un esempio. Ne sono passati dieci, di anni, e quasi ovunque gli edifici sono ancora fuori legge. Noi ci riteniamo da oggi in vertenza contro le istituzioni. Utilizzeremo ogni strumento legale a disposizione per far sì che lo Stato paghi il prezzo della propria illegalità.