• Ferrara aderisce alla Coalizione Italiana per il Clima

    E’ stato approvatodal consiglio comunale di Ferrara il documento presentato da Leonardo Fiorentini per l’adesione del Comune alla Coalizione italiana per il Clima

    E’ stato approvato ieri in consiglio comunale a Ferrara l’ordine del giorno presentato da Leonardo Fiorentini, consigliere eletto come indipendente nelle file di SEL, per l’adesione del Comune alla Coalizione italiana per il Clima che organizza domenica 29 novembre  una grande mobilitazione in vista del summit di Parigi dell’ONU sui cambiamenti climatici (COP21). Il documento, oltre a richiamare gli impegni già assunti dall’amministrazione estense in tema di riduzione delle emissioni climalteranti con il Patto dei Sindaci e il Piano d’Azione per l’Energia sostenibile, chiede una presa di posizione forte del nostro governo in vista della conferenza ed invita Parlamentari e Consiglieri Regionali a fare la loro parte. Dal canto suo il Comune si è impegnato a monitorare con attenzione i risultati del PAES e dare attuazione alla recente regionale sull’economia circolare.

    “La manifestazione di Roma del 29 novembre – commenta Fiorentini – sarà un grande momento per porre l’attenzione dell’opinione pubblica sui gravi problemi derivanti dall’antropizzazione del Pianeta e nello stesso tempo una forma di pressione democratica nei confronti dei governi affinchè prendano impegni seri e stringenti al fine di limitare il surriscaldamento globale. Certamente questi impegni avranno un costo, anche economico. Ma il costo dell’adattamento sarà sicuramente minore rispetto al conto in vite umane ed economico che ogni anno ci portano alluvioni, smotamenti ed eventi climatici sconosciuti alle nostre latitudini. Se non si inverte seriamente la marcia ora purtroppo i nostri figli dovranno pagare un prezzo ben più salato.”

    Anche a Ferrara il 29 novembre, alle 15 da Piazza Municipale ci sarà in contemporanea con Roma una marcia per il clima, che ha già avuto il patrocinio del Comune di Ferrara.

    Il documento presentato è stato modificato con un emendamento a firma Renato Finco (PD) (le parti modificate sono riportate in corsivo) accettato dal proponente e approvato con 22 voti a favore e 7 contrari. Il testo finale qui sotto riportato è stato approvato dal Consiglio comunale di Ferrara con 22 voti a favore (SEL, PD, FC, M5S) e 6 contrari (FI, LN, GOL).

    Il consiglio comunale di Ferrara riunito in data 23 novembre 2015

    Premesso

    – che dal 30 novembre all’11 dicembre 2015 si terrà il Summit ONU sui cambiamenti climatici (COP21)

    – che la Coalizione Italiana Clima ha lanciato un appello alla mobilitazione che culminerà con la Marcia per il clima che si terrà a Roma il prossimo 29 novembre e negli stessi giorni in numerose città (compresa il 29 stesso a Ferrara)

    Considerato

    che la principale richiesta che la Coalizione Italiana per il Clima pone ai rappresentanti italiani al summit è che dalla prossima COP21 scaturisca un accordo equo, legalmente vincolante, che consenta di limitare il riscaldamento globale legato alle attività umane ben al di sotto di 2°C (possibilmente 1,5°C) accelerando la transizione verso la decarbonizzazione e lo sviluppo sostenibile.

    Considerato inoltre

    – che l’articolo 4, comma 2, punto e dello Statuto recita che il nostro Comune “individua nella sostenibilità e sicurezza ambientale il criterio imprescindibile per orientare ogni azione di sviluppo economico e sociale; tutela e valorizza le risorse ambientali, naturali, storiche, artistiche e culturali del territorio comunale, al fine di salvaguardare, anche in nome delle future generazioni, l’organico ed equilibrato assetto del territorio”.

    – che il Comune di Ferrara aderisce alla rete europea “Alleanza per il Clima”, che raccoglie gli enti locali e territoriali impegnati per la salvaguardia del clima;

    Rilevato

    che il Comune di Ferrara, attraverso il Patto dei Sindaci ed il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile dell’Associazione dei Comuni “Terre Estensi” che punta alla riduzione entro il 2020 di circa il 25% rispetto al 2007 le emissioni di gas climalteranti dal territorio di competenza.

    Rilevato inoltre

    che lo stesso PAES prevede periodiche verifiche dello stato di attuazione.

    Riconoscendo

    nella sfida alle alterazioni climatiche indotte dall’antropizzazione una sfida dalla quale dipende la sopravvivenza del Pianeta come lo conosciamo e della stessa civilizzazione umana.

    Sollecita il Governo italiano

    a portare alla prossima COP21 una posizione che preveda:

    – un impegno a seguire una traiettoria discendente delle emissioni che ponga limiti stringenti possibilità di emettere altra anidride carbonica in atmosfera.

    – un meccanismo che permetta di ancorare gli obiettivi e i piani dichiarati dai Paesi a revisioni basate sulle indicazioni della comunità scientifica e sul principio di equità, prevedendo anche incentivi per azioni più significative e sforzi congiunti.

    – un accordo che infondendo fiducia sulla conversione energetica verso fonti rinnovabili possa mobilitare e spostare investimenti pubblici e privati a livello nazionale, regionale e internazionale, dai combustibili fossili a uno sviluppo sostenibile e sicuro per il clima.

    – un quadro solido che, fermo restando il principio di equità, assicuri la responsabilità e la trasparenza, che consenta la comparabilità tra Paesi e che permetta alla comunità internazionale di valutare i progressi compiuti per limitare il riscaldamento globale e impegnando i paesi più avanzati non solo a ridurre le loro emissioni, ma anche ad offrire agli altri paesi il sostegno, sia in termini economici che di trasferimento tecnologico.

    – un accordo che renda vincolanti gli impegni di riduzione delle emissioni e gli impegni finanziari assunti da ciascun paese, prevedendo obiettivi di medio e lungo periodo, nonché indicatori per il monitoraggio.

    – un accordo che impegni a costruire la resilienza climatica, anche attraverso uno specifico obiettivo di adattamento, e che garantisca assistenza a coloro che già subiscono l’impatto del cambiamento climatico, riconoscendo il fatto che nel lungo periodo è molto più costoso adattarsi al cambiamento climatico che mitigarlo attraverso la decarbonizzazione.

    – l’avvio di una giusta transizione, sostenendo l’impegno per la decarbonizzazione dell’economia con una solida agenda sociale che comprenda investimenti per la creazione di posti di lavoro di qualità, la riqualificazione delle competenze e dei curriculum verso i nuovi settori dello sviluppo sostenibile, la ricollocazione dei lavoratori dei settori altamente inquinanti che verranno dismessi, la protezione sociale e il rispetto dei diritti del lavoro.

    – la partecipazione di tutti i gruppi della società civile quale importante e necessario prerequisito allo sviluppo sostenibile, promuovendo anche un’adeguata strategia informativa e formativa tesa a promuovere una cittadinanza attiva e critica e diffondere i comportamenti e la cultura dello sviluppo sostenibile

    Invita i parlamentari e i consiglieri regionali eletti in questa Circoscrizione elettorale

    – a impegnarsi affinche il nostro paese si dori di un Piano di Azione per il Clima, che preveda obiettivi chiari e indicatori certi, che indirizzi il nostro paese ad una completa transizione verso fonti di energia rinnovabili e impegni a politiche stringenti sull’efficienza energetica.

    – a sollecitare il Governo a definire un piano straordinario per la progettazione e realizzazione delle bonifiche del territorio, la messa in sicurezza e la manutenzione del territorio dal rischio idrogeologico, la messa in sicurezza sismica del patrimonio immobiliare pubblico e privato, la tutela del patrimonio artistico e culturale quali vere opere strategiche indifferibili e urgenti di cui il nostro paese ha bisogno.

    – a promuovere la riconversione sostenibile del trasporto pubblico locale, la riqualificazione della produzione automobilistica verso la mobilità sostenibile, l’auto elettrica, l’uso dei mezzi collettivi, il trasporto su ferro, l’uso della bicicletta e degli spostamenti a piedi anche indirizzando a questa riconversione sostenibile tutte le forme di incentivo fiscale sottraendole all’autotrasporto su gomma e sostenendo misure a sostegno di una maggiore compatibilità ambientale e innovazione del trasporto marittimo.

    – a promuovere la diffusione di buone pratiche in agricoltura favorendo una gestione del suolo atta a incrementare le funzioni di assorbimento della CO2;

    a prendere come modello, anche a livello nazionale, il percorso attivato nella predisposizione   della Legge Regionale n. 16/2015 “DISPOSIZIONI A SOSTEGNO DELL’ECONOMIA CIRCOLARE, DELLA RIDUZIONE DELLA PRODUZIONE DEI RIFIUTI URBANI, DEL RIUSO DEI BENI A FINE VITA, DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA E MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 19 AGOSTO1996 N. 31 (DISCIPLINA DEL TRIBUTO SPECIALE PER IL DEPOSITO IN DISCARICA DEI RIFIUTI SOLIDI)” come indicato anche dalle principali associazioni ambientaliste in quanto ha visto attuato il percorso dal basso attraverso il recepimento di una proposta di legge di iniziativa popolare lanciata da associazioni, Comitati, Gruppi, Amministratori locali e cittadini al fine di promuovere i principi dell’economia circolare.

    Impegna il Consiglio comunale

    • a monitorare l’attuazione del PAES attraverso periodiche riunioni della commissione competente;
    • ad inviare il presente documento ai promotori della Marcia per il Clima, al Governo, ai Parlamentari e ai consiglieri regionali eletti nella Circoscrizione.

    Chiede al Sindaco e alla Giunta

    • di aderire come amministrazione comunale alla “Coalizione Italiana per il Clima”;
    • di dare sostegno alle iniziativa promosse nella nostra città dai cittadini e dalle associazioni rispetto ai cambiamenti climatici;
    • di collaborare allo sviluppo dei principi dell’economia circolare partecipando all’attuazione di quanto già previsto dai commi 3 e 4 dell’art 1 della Legge Regionale n. 16/2015;
    • di rafforzare ulteriormente le attività di informazione, condivisione e promozione della diffusione di comportamenti volti alla diminuzione dell’impronta ecologica dell’uomo sul nostro territorio e sul clima.

     

  • Dichiarazione di voto sul Documento degli obiettivi del 2° POC del Comune di Ferrara

    I 12.000 alloggi sfitti* non sono una svista, un errore, un caso. Hanno un genitore, legittimo o illeggitimo che sia da qualche mese non è più importante neanche per lo Stato italiano: sono figli di un sistema di potere che ha governato questa città per anni, che ha ideato, costruito e approvato nel 1995 un PRG che prevedeva espansioni in ogni dove, e che alla richiesta degli ecologisti di allora […]

    I 12.000 alloggi sfitti* non sono una svista, un errore, un caso.

    Hanno un genitore, legittimo o illeggitimo che sia da qualche mese non è più importante neanche per lo Stato italiano: sono figli di un sistema di potere che ha governato questa città per anni, che ha ideato, costruito e approvato nel 1995 un PRG che prevedeva espansioni in ogni dove, e che alla richiesta degli ecologisti di allora di puntare invece sulla riqualificazione rispondeva, salomonicamente, aggiungendo le aree di riqualificazione a quelle di espansione, con indici, ovviamente, spropositati. Un sistema di potere che si è sgretolato politicamente 15 anni fa ma che solo successivamente ha dovuto realmente fare i conti con le fondamenta di cartapesta su cui era imbastito. La crisi economica e lo scoppio della bolla immobiliare hanno poi reso evidente a tutti l’insensatezza di una politica urbanistica di espansione in una città i cui residenti sono in continua decrescita demografica dal 1965.

    Vi si è messa una pezza con il PSC, che ricordiamolo ha diminuito le aree di espansione già previste dal Piano Regolatore precedente. Il primo POC però è stata un’occasione persa. Perché già si sapeva quando lo si preparava, o quanto meno si sospettava, che la situazione degli alloggi sfitti era grave. Eppure si decise di prevedere comunque espansione, anche se limitata a metà della nuova residenza prevista. Un colpo al cerchio un uno alla botte. Anche per questo, direi soprattutto per questo, votai contro in circoscrizione già alla presentazione del documento preliminare, nel lontano 2010.

    Ma bisogna aver pazienza, i processi di presa di coscienza politica hanno bisogno di tempo, e qui non abbiamo fretta, almeno io di pazienza ne ho tanta e non ho paura di aspettare. Volendo aprire una parentesi magari il Pianeta ha un po’ più di fretta, ma non è il caso di aprirla ora. Del resto poi i processi politici hanno bisogno di meno tempo se incocciano contro la peggiore crisi economica del dopoguerra.

    Quindici anni fa qualcuno auspicava un corso di formazione per specializzare gli operai nel restauro e nella riqualificazione edilizia. Purtroppo si preferì mangiare terreno agricolo per costruire, male, villette e casermoni (scusate, si chiamavano nuovi bastioni), incamerare oneri di urbanizzazione e voti. Oggi non solo molte di quelle villette e di quei casermoni sono vuoti, ma ci troviamo con un patrimonio edilizio storico che sconta la mancata lungimiranza di allora che ha svuotato il centro dalla residenza e portato la residenza laddove non c’erano servizi, scuole, trasporto pubblico.

    Perché si è costruito troppo e troppo male: oggi la vera sfida è avviare una politica industriale che proietti il nostro settore edilizio fuori dalla crisi con l’innovazione. E innovazione in edilizia oggi significa riqualificazione, energetica in primis, restauro e rigenerazione. L’unico settore in cui il Comune puo’ fare una politica industriale perché detiene nelle sue mani molti degli elementi regolatori, dalla pianificazione territoriale alla tassazione sul patrimonio edilizio, è proprio questo. Certo servirebbero anche risorse, chessò un grande fondo di rotazione per avviare un grande processo di riqualificazione del nostro centro storico attivando risorse dei privati, come peraltro suggerito in altri termini dal sindacato. Ma questo è un passo successivo.

    Prima prendiamo tutti coscienza che da questa crisi se ne esce solo innovando. A cominciare dalle politiche urbanistiche. La presentazione di questo secondo POC è un primo, decisivo, passo. Finalmente si ferma il consumo del territorio.

    Cominciamo a ragionare quindi sul settore produttivo, puntando sulla rigenerazione del già costruito e il completamento di aree artigianali, industriali e commerciali già in parte attive. Un’attenzione particolare dovremmo dare all’area del petrolchimico. Perché è da anni in crisi, perché sono a rischio posti di lavoro, perché è necessario completarne la bonifica, ma anche perché rappresenta una risorsa incredibile in termini di superfici a disposizione in un’area che già ha infrastrutture a suo servizio ed un piano di gestione comune delle emergenze. Un’area che va quindi valorizzata con attività economiche che ne garantiscano la continuità produttiva, la sostenibilità economica ed infine, ma non ultimo, la progressiva diminuzione dell’impatto ambientale.

    Per tutto questo voterò favorevolmente al documento degli obiettivi del 2° POC del Comune di Ferrara.

    *5400/7400 alloggi sfitti, il restante in costruzione e/o autorizzati

  • Risoluzione sulla variazione di bilancio 2015

    Risoluzione presentata in occasione dell’approvazione della variazione di Bilancio 2015 del Comune di Ferrara. Approvata a larga maggioranza (favorevole PD, SEL, FC astenuta l’opposizione)

    Il consiglio comunale di Ferrara riunito in data 26 maggio 2015 in occasione dell’approvazione della delibera sulle Variazioni al Bilancio di Previsione 2015 e al Bilancio Pluriennale 2015-2017

    Premesso

    che il Comune di Ferrara avendo approvato il proprio bilancio nei tempi previsti dalla normativa ordinaria, ovvero prima della definitiva approvazione della legge di stabilità, è ora costretto ad intervenire con una manovra in variazione.

    Considerato

    che negli ultimi anni i governi – tecnici e politici – che si sono succeduti hanno tutti puntualmente e progressivamente tagliato i trasferimenti agli enti locali, comprimendo la capacità di spesa corrente e di investimento delle amministrazioni periferiche, al fine del rispetto dei vincoli di bilancio concordati con l’Unione Europea.

    Considerato inoltre

    • che in questi anni il Comune di Ferrara ha ridotto sensibilmente sia la propria spesa corrente (quella discrezionale di circa il 22%) che il debito (29% circa), arrivando ad un riequilibrio economico del bilancio e liberando progressivamente risorse mantenendo sostanzialmente invariati, fra mille difficoltà, i servizi.
    • che queste poche risorse recuperate, derivanti da percorsi virtuosi di buona gestione, sono state in gran parte assorbite da tagli che non hanno mai tenuto conto di percorsi di risanamento, ma che hanno semplicemente scaricato su Comuni ed enti locali incrementi di spesa a livello centrale.
    • che anche la legge del 23/12/2014, n. 190 (legge di stabilità 2015) ha previsto un taglio alle assegnazioni ai Comuni del Fondo di solidarietà comunale 2015, mentre ulteriori tagli sono previsti per effetto del DL 66/2014 (80 euro);

    Rilevato

    che secondo la Banca d’Italia nel corso del 2014 “il debito delle Amministrazioni centrali è cresciuto di 75,6 miliardi, a 2.035,6, mentre quello delle Amministrazioni locali è diminuito di 9,4 miliardi, a 99,2; il debito degli Enti di previdenza è rimasto sostanzialmente invariato”;

    Rilevato inoltre

    che il Patto di Stabilità, confermato anche dal governo in carica, nelle sue eccentriche modalità di applicazione di fatto mette gli enti locali nell’assurda situazione di non poter spendere le poche risorse disponibili, paralizzando di fatto l’attività di investimento a livello locale, utile anche in funzione anticiclica in questo momento di crisi.

    Riconoscendo

    nel federalismo fiscale un principio cardine di un miglior governo della cosa pubblica, volto alla responsabilizzazione delle amministrazioni locali e per la loro efficienza, nonché per la capacità di controllo da parte dei cittadini.

    Condanna

    il processo di scaricamento sulle amministrazioni periferiche degli oneri del risanamento del bilancio dello Stato avvenuto in questi anni, nonché la tacita assegnazione agli enti locali, Comuni in primis, del ruolo di esattori conto terzi.

    Auspica

    che i parlamentari ferraresi si adoperino perché nella nuova legge di stabilità vi sia un riequilibrio negli sforzi di bilancio del sistema pubblico italiano, garantendo un reale federalismo fiscale che garantisca un gettito ai Comuni tale da assicurare che vi siano le risorse necessarie a garantire i servizi, margini di flessibilità di cassa che permettano di procedere ad investimenti di cui sia già garantito l’equilibrio economico (ed ai relativi pagamenti in corso d’opera) e che infine favorisca e non penalizzi i percorsi virtuosi di risanamento dei bilanci locali.

    Chiede al Sindaco e alla Giunta

    di adoperarsi tramite l’Anci per avviare una forte iniziativa politica presso il Governo perché la definizione della nuova Local Tax avvenga in modo condiviso con le amministrazioni locali, garantendo livelli di entrate adeguati ai servizi offerti, agibilità sul fronte degli investimenti, favorendo gli enti che sono intervenuti virtuosamente sui propri bilanci e non incidendo ulteriormente sulla pressione fiscale dei cittadini.

    Approvata a larga maggioranza (favorevole PD, SEL, FC astenuta l’opposizione)

     

  • Movida a Ferrara: a cosa serve e chi pagherà la recinzione davanti al Duomo?

    Interpellanza in Consiglio comunale di Leonardo Fiorentini (indipendente SEL): “no alle crociate del Vescovo, sì ad iniziative di sensibilizzazione ed educazione a partire dalla reintroduzione del vuoto a rendere.”

    movida a ferrara: la recinzione intorno al sagrato del duomo? (da La Nuova Ferrara)Comunicato Stampa

    Movida a Ferrara: a cosa serve e chi pagherà la recinzione davanti al Duomo?
    Interpellanza in Consiglio comunale di Leonardo Fiorentini (indipendente SEL): “no alle crociate del Vescovo, sì ad iniziative di sensibilizzazione ed educazione a partire dalla reintroduzione del vuoto a rendere.

    Si allega l’interpellanza presentata oggi dal consigliere comunale Leonardo Fiorentini, eletto come indipendente nelle file di SEL.

    Il consigliere Fiorentini ha dichiarato:

    “Mi chiedo a cosa serva e soprattutto chi pagherà questo intervento che pone mille dubbi, sia dal punto di vista banale dell’efficacia, che da quello meno banale del tipo di approccio con un fenomeno sociale complesso e da conoscere meglio come il ritrovo serale di giovani (e meno giovani), e non ultimo da un punto di vista strettamente architettonico. Mi auguro l’amministrazione possa rivedere le proprie posizioni, perchè mentre tutti noi siamo ancora in fremente attesa di vedere una qualche sera le scene boccacesche del “postribolo” evocato dal Vescovo, quasi ogni mattina siamo testimoni, e non solo di fronte al Duomo, di un problema di senso civico ed educazione di molti (ma non tutti) i frequentatori notturni del centro storico. Non vorrei però che si assecondasse una crociata contro il diritto al divertimento con il pretesto del pur imprescindibile rispetto dei monumenti e del decoro urbano in genere.”
    “Per questo credo che gli interlocutori principali debbano essere i frequentatori del nostro Centro Storico con iniziative di sensibilizzazione ed educazione e magari anche con provvedimenti come la reintroduzione del vuoto a rendere per gli esercizi che vendono bevande al di fuori dei locali o delle distese, abitudine consolidata in mezza europa, che potrebbe essere sia un incentivo al miglioramento della consapevolezza e del senso civico generale, che un aiuto alla riduzione del rifiuto lasciato sui selciati che poi, ricordiamolo, viene indirizzato all’incenerimento”.

    L’ufficio stampa

    http://www.leonardofiorentini.it/consiglio/2014/08/22/movida-ferrara-interpellanza-recinzione-sagrato-duomo/

  • vendesi

    Perchè dico no al POC

    I tempi sono cambiati. Sono molto cambiati da quel 1993 in cui veniva alla luce il PRG “esplosivo” della giunta Soffritti. Non sono solo passati gli anni: si sono “affinate” le coscienze (anche quelle di alcuni decisori politici dell’epoca) e pian piano sempre di più ci siamo resi conto delle conseguenze della cementificazione selvaggia del nostro territorio. Oggi non solo il dissesto idrogeologico è una delle maggiori emergenze del paese, […]

    vendesiI tempi sono cambiati. Sono molto cambiati da quel 1993 in cui veniva alla luce il PRG “esplosivo” della giunta Soffritti. Non sono solo passati gli anni: si sono “affinate” le coscienze (anche quelle di alcuni decisori politici dell’epoca) e pian piano sempre di più ci siamo resi conto delle conseguenze della cementificazione selvaggia del nostro territorio. Oggi non solo il dissesto idrogeologico è una delle maggiori emergenze del paese, ma la crisi ha inevitabilmente colpito con forza il bulimico mercato immobiliare e ci ritroviamo con migliaia di alloggi sfitti, scheletri di condomini nel deserto e lottizzazioni fantasma.

    Tempi diversi e coscienze diverse necessitano scelte politiche diverse. Basta espansione: oggi è il tempo di riqualificare il patrimonio edilizio, migliorare l’efficienza energetica e la qualità generale del nostro abitare e bonificare e recuperare aree urbanizzate e abbandonate. Eppure, mentre migliaia di appartamenti, centinaia di villette a schiera, decine di condomini pietra a vista continuano a rimanere lì, vuoti, il Comune di Ferrara si appresta ad approvare il nuovo Piano Operativo Comunale prevedendo circa 1900 nuovi alloggi. Di questi solo 800 sono gli alloggi ricavati dalla riqualificazione urbanistica di aree dismesse: il resto, un migliaio, sono previsti su territorio più o meno vergine.

    Secondo un conto fatto in casa (in assenza di dati ufficiali) sono oggi forse più di 10.000 gli alloggi sfitti, costruendi o comunque autorizzati nella nostra città. Un patrimonio immobiliare enorme che è, esso stesso, la migliore prova di come non serva al mercato stesso pensare a nuova espansione bensì sia necessario puntare ad un  forte processo di riqualificazione edilizia, energetica e sismica dell’esistente. Se proprio si voleva dare anche un segnale ai “grandi investitori” sarebbe bastato puntare sulla riqualificazione urbanistica dei grandi comparti dismessi, sia pubblici che privati. Invece, un po’ troppo timidamente, gli interventi di questo tipo rappresentano meno della metà di quelli previsti nel POC (per la verità già abbondantemente sufficienti a esaudire le reali necessità abitative della città per i prossimi 15 anni), mentre del PUA del Sant’Anna, l’area di riqualificazione urbana di interesse pubblico probabilmente più importante (e pericolosa se lasciata all’abbandono) per la città, non si sa più nulla.

    Una grande occasione rischia così di essere sprecata: aiutare il tessuto imprenditoriale locale legato al mattone a spostarsi progressivamente dalla costruzione alla riqualificazione, dalla quantità alla qualità. Una conversione ineludibile, perchè il territorio, come tutte le risorse, è una risorsa finita. Un processo che sarebbe stato e un favore anche per gli stessi imprenditori, che oggi si ritrovano con migliaia di alloggi invenduti, e che avrebbero così il tempo di smaltire le loro “rimanenze di magazzino” prima che altri arrivino sul mercato.

    Serviva più coraggio. Per questo ho votato no al Piano Operativo Comunale di Ferrara.

    Leonardo Fiorentini
    Consigliere ecologista Circoscrizione 1

  • RUE, le proposte degli ecologisti

    Mercoledì scorso si è svolto il consiglio della Circoscrizione 1 sull’esame del nuovo Regolamento Urbanistico Edilizio del Comune di Ferrara, che fra pochi giorni tornerà in giunta per iniziare il percorso istituzionale verso l’approvazione. Ecco quindi le prime considerazioni degli ecologisti sul RUE, peraltro poi assunte nel parere della Circoscrizione. Maggiore facilità di comprensione. Un primo sforzo va fatto sulla struttura del RUE, che è sinceramente di difficile gestione, in […]

    Mercoledì scorso si è svolto il consiglio della Circoscrizione 1 sull’esame del nuovo Regolamento Urbanistico Edilizio del Comune di Ferrara, che fra pochi giorni tornerà in giunta per iniziare il percorso istituzionale verso l’approvazione. Ecco quindi le prime considerazioni degli ecologisti sul RUE, peraltro poi assunte nel parere della Circoscrizione.

    Maggiore facilità di comprensione. Un primo sforzo va fatto sulla struttura del RUE, che è sinceramente di difficile gestione, in particolare per chi non ha conoscenze tecniche. Il sistema dei rinvii oltre ad essere a volte incoerente è di difficile seguito, con norme che rimandano a norme, che rimandano a norme. Crediamo sarebbe cosa utile inserire negli allegati schede interpretative, anche perchè va ricordato che ormai moltissimi interventi possono essere realizzati anche senza l’intervento obbligatorio di un tecnico, per cui più il Regolamento Urbanistico Edilizio è comprensibile, miglior servizio facciamo ai cittadini.

    Incentivi. Risulta incoerente, anche con gli obiettivi del piano, incentivare il risparmio energetico promuovendo il consumo del territorio. Fatto salvo l’incentivo “tecnico” per facilitare soluzioni edilizie avanzate (+5% per chi migliora del 30% l’efficienza energetica dell’edificio rispetto agli standard), l’incentivo (+30% su superficie utile e rapporto di copertura) sulle costruzioni a consumo zero – o quasi 0 – va applicato non sulla capacità edificatoria, bensì sul contributo di costruzione, ed in particolare sullla componente “costo di costruzione”. Questo con una modalità decrescente nel tempo visto che entro il 2020 tali requisiti saranno cogenti come da direttiva UE (Direttiva 2010/31/CE). Bisogna fare così per due ordini di motivi: il primo che è necessario abbattere nel breve termine il costo finale di tali edifici che al momento, a causa della scarsa diffusione di conoscenza tecnica e dei costi dell’impiantistica risulta per così dire “fuori mercato”; il secondo che è compito del Comune indirizzare il tessuto imprenditoriale locale nella transizione verso costruzioni e soluzioni oggi innovative ma dopodomani obbligatorie. Forse ci perderemo nel breve termine un po’ di entrate dagli oneri, ma ci aiuterebbe ad evitare le multe europee nel lungo termine.

    Orientamento edifici. Il buon orientamento degli edifici è un requisito determinante per la qualità delle costruzioni. Per questo bisogna trovare soluzioni normative che lo rendano obbligatorio nei PUA e fortemente raccomandato, magari con incentivi anche qui sul costo di costruzione, negli interventi diretti dove magari è più difficile a causa delle limitazioni dei lotti.

    Verde minimo. Nel verde minimo non puo’ essere ricompreso il verde derivante da tetti e pareti verdi. Deve trattarsi di verde fruibile, sia per la qualità della vita di chi vivrà in quelle abitazioni, che per la qualità complessiva della Città. Paradossalmente con la previsione attuale, realizzando una “copertura verde”, un costruttore potrebbe esaudire abbondantemente l’obbligo del 20% minimo di superficie a verde, e quindi asfaltare tutta l’area rimanente per vendere posti auto. Le soluzioni legate a coperture e schermature verdi vanno fortemente incentivate con uno scomputo degli oneri (motivato dal fatto che effettivamente permettono un minore carico del costruito sulle infrastrutture di servizio e migliorano il microclima cittadino), e possibilmente anche nella città costruita. Si deve quindi pensare a sconti rilevanti sul contributo di costruzione in caso di realizzazione di terrazze verdi “fruibili” anche su quelli che prima erano tetti a falda (ad esempio sui vani accessori nell’intero centro storico, o sugli immobili e ambiti privi di tutela)

    Area scoperta. L’area scoperta di risulta, che non è superficie edificata né verde è un’area che spesso viene utilizzata per strade di accesso, parcheggi, etc.  E’ necessario fissare una soglia minima media di permeabilità in modo da evitare inutili cementificazioni che oltre a peggiorare la qualità delle abitazioni aumentano il rischio idraulico nella città.

    Legno e strutture antisismiche. Il legno è un materiale poco usato storicamente nel nostro territorio ma che sta ritrovando recentemente un maggiore utilizzo sia per le sue peculiarità che per lo sviluppo delle tecniche di bioarchitettura. Si tratta di un materiale che, oltre a permettere di costruire molto velocemente, ha note caratteristiche antisismiche e che combinato con altri materiali naturali permette grandi risultati dal punto di vista dell’efficienza energetica. Anche se viene usualmente utilizzato legno di origine alpina (abete larice e pino) recentemente si è aperta anche la strada all’utilizzo del pioppo (non quello da cellulosa, ovviamente), che nelle nostre campagne cresce in poco più di 10 anni. Si potrebbe quindi cogliere l’occasione per promuovere una filiera a kmzero, prevedendo incentivi e stimolando le imprese a investire in formazione proprio in questo momento in cui la tragedia del terremoto ci ha messo di fronte al problema di come ricostruire presto e bene.

    Sopraelevazioni. Infine va segnalato, perchè condiviso, lo stimolo proveniente da Italia Nostra rispetto al pericolo derivante dalla possibilità di sopraelevazione (spostando volumi presenti, come i vani accessori che occupano molti giardini e cortili) anche in immobili classificati di un certo pregio. Va trovata una soluzione che permetta sì un processo di miglioramento del costruito e di liberazione delle aree scoperte nell’edificato, ma senza inficiare il paesaggio urbano storico, impedendo quindi la sola sopraelevazione per gli edifici delle prime 4 classi.

    Ecco le proposte degli ecologisti assunte nel parere sul RUE della Circoscrizione 1:

    • Una maggiore chiarificazione delle normative cogenti e facoltative anche se rinviate a norme sovraordinate integrando gli allegati con schede di più facile consultazione.
    • Gli incentivi alle costruzioni “a consumo 0 (o quasi 0)” non devono essere sulla capacità edificatoria bensì essere rappresentati da forti sconti sul contributo di costruzione, in particolare sulla voce “costo di costruzione” in modo da rendere le nuove costruzioni più competitive sul mercato e indirizzare così le aziende costruttrici all’adeguamento progressivo alla direttiva europea 2010/31/CE. In questo senso gli incentivi dovrebbero essere previsti a scalare ogni anno sino all’efficacia (2019/20) delle previsioni della normativa europea.
    • Il buon orientamento degli edifici deve divenire requisito cogente negli interventi sottoposti a PUA e deve essere maggiormente favorito con incentivi negli interventi diretti.
    • Dalla percentuale di copertura a verde minima devono essere escluse le coperture a verde orizzontali e verticali. Tali coperture vanno invece incentivate con sconti sul contributo di costruzione sia per le nuove costruzioni che per le ristrutturazioni, anche per favorirne la realizzazione nella città già edificata.
    • Fatta salva la permeabilità propria delle aree verdi, le ulteriori aree scoperte, poste a servizio del costruito devono mantenere un coefficiente di permeabilità medio il più vicino possibile a quello naturale.
    • Si invita inoltre l’amministrazione a prevedere all’interno del RUE ma anche con gli altri strumenti di programmazione e di intervento, incentivi e strumenti di promozione per la creazione di una filiera locale per la costruzione di case antisismiche e passive utilizzando legname proveniente da coltivazioni rinnovabili locali.

    Leonardo Fiorentini
    Consigliere ecologista Circoscrizione 1

    La documentazione del RUE è scaricabile dal sito del Comune di Ferrara:
    http://urbanistica.comune.fe.it/index.phtml?id=192

  • Cambia il regolamento «Lotta a degrado e volantini»

    Cambia il regolamento «Lotta a degrado e volantini» QN – Il Resto del Carlino del 02/02/2012 , articolo di BENEDETTA SALSI ed. Ferrara p. 12 Scarica l’articolo in formato pdf: rdc_02022012.pdf. SI CAMBIA perché era vecchio (classe 1984); si cambia perché era lungo (90 articoli) e perché le abitudini e le esigenze, in questi 28 anni, sono mutate in maniera profonda. Ecco dunque il nuovo regolamento di polizia urbana, che […]

    Cambia il regolamento «Lotta a degrado e volantini»
    QN – Il Resto del Carlino del 02/02/2012 , articolo di BENEDETTA SALSI ed. Ferrara p. 12
    Scarica l’articolo in formato pdf: rdc_02022012.pdf.

    SI CAMBIA perché era vecchio (classe 1984); si cambia perché era lungo (90 articoli) e perché le abitudini e le esigenze, in questi 28 anni, sono mutate in maniera profonda. Ecco dunque il nuovo regolamento di polizia urbana, che dovrebbe essere approvato nel consiglio comunale del 13 febbraio; con sanzioni più pesanti (verranno definite dalla giunta) contro l’inciviltà. «Basterebbe la buona educazione e l’empatia verso i propri simili e non si sarebbe neanche dovuto mettere queste norme per iscritto», sorrideva Laura Trentini , comandante della polizia municipale. Focus sulla sicurezza delle persone, dunque; sullo sgombero di neve e ghiaccio, sul decoro, sulla lotta all’imbrattamento di muri e vetrine; più controllo e pulizia dei luoghi privati. Obiettivi da raggiungere attraverso lo snellimento del testo (si è passati a 45 articoli), eliminando norme già presenti in altri regolamenti comunali, leggi nazionali o regionali. Le principali novità? FERRARA, città delle biciclette, spesso anche abbandonate dove capita. Non più. Ora bisognerà stare molto attenti a dove si lascia o si lega la propria ‘dueruote’. «Posto che le biciclette devono essere collocate prioritariamente negli appositi porta cicli – si legge – è vietato collocarle, appoggiarle, legarle ad alberi, arbusti e piante, monumenti e loro barriere di protezione, colonne, elementi di arredo urbano, manufatti urbani di pubblica utilità, altri manufatti prospicienti gli immobili di rilevante valore architettonico». E comunque, «in ogni caso di sosta o di fermata non deve essere recato intralcio alla circolazione pedonale e veicolare, lasciando liberi gli accessi alle entrate di negozi, case, passi carrai e garantendo la fruizione del marciapiede». E non basterà una multa, perché «se il velocipede non viene spostato dal conducente entro 48 ore dall’accertamento, verrà rimosso coattivamente». Poi restituito, certo. Ma solo dopo il pagamento delle spese di rimozione e deposito. VOLANTINI. «Lotta dura al buchettaggio selvaggio». Lo slogan lo lancia direttamente Tagliani. Vietati in strade, piazze, giardini e parchi comunali (in generale, negli spazi pubblici), «il lancio, la distribuzione, la diffusione e l’affissione di volantini e adesivi pubblicitari, opuscoli, quotidiani o riviste gratuite o altro materiale divulgativo». Bene indicato ci dovrà essere il nome di «un responsabile della distribuzione in ambito comunale». Le pubblicazioni, anche gratuite, andranno consegnati «a mano alle persone». Niente cassette postali strabordanti, quindi («non più di un esemplare» o «dove presente l’apposita buchetta per la pubblicità, non esorbitare la capienza»); né foglietti sotto l’uscio o il tergicristallo. DECORO. Case, città, spazi pubblici. A tutto tondo. «Le inferriate, i davanzali delle finestre, le porte, le persiane, le vetrine, i cartelli, le insegne e ogni altro infisso sulle vie pubbliche devono essere conservati in condizioni decorose, puliti dalla polvere e ragnatele». È vietato lo «scarico di liquidi su suolo pubblico provenienti da impianti di condizionamento, anche con l’utilizzo di recipienti». Scarichi che dovranno essere opportunamente collegati alla rete fognaria. E avanti. Vietato anche «deturpare o imbrattare i muri degli edifici e le porte esterne, i monumenti e i manufatti pubblici». Al bando macchie, colori, matite, carbone. Il Comune potrà poi decidere «l’immediata eliminazione dei deturpamenti». Spese (è ovvio) a carico del trasgressore. Si dovranno pulire anche le erbacce (sempre di tasca propria) lungo il fronte delle proprie case e i muri di cinta. Fronde, rami e arbusti non dovranno debordare sulla strada «ad altezza inferiore a 5 metri». Ma più decoro è richiesto dall’amministrazione Tagliani anche per le vetrine dei negozi («i proprietari prima della chiusura dell’attività devono rimuovere eventuali espositori e porta dépliant»). E per lungo i vicoli. Fuori dagli esercizi commerciali e artigianali, infatti, non potrà più essere esposta la merce senza autorizzazione («come avviene ora in San Romano, ad esempio», ha indicato il sindaco). Unica deroga per piante e fiori («quelli, almeno, abbelliscono la città»). Ma anche gli ‘strilloni’ non avranno vita facile («vietato agli operatori su area pubblica di bandire la vendita della loro merce con grida smodate, sconvenienti o moleste o facendo uso di apparecchi per la diffusione del suono»). PURE sul divertimento, poi, si cambiano le regole del gioco. L’uso di bracieri, griglie e barbecue è vietato su area pubblica a eccezione delle aree appositamente attrezzate. Troppo spesso «queste situazioni diventavano pericolose per la sicurezza». Il sindaco è didascalico. Largo alle grigliate, dunque. Ma solo in casa propria. Non è finita. «Vietata qualsiasi specie di campeggio o attendamento anche rudimentale, al di fuori delle aree appositamente attrezzate e autorizzate»; dormire sulle panchine («qualora se ne impedisca la libera fruizione ad altri cittadini») o compiere atti di pulizia personale nei giardini pubblici. Rinnovati anche gli orari delle ‘attività rumorose’ (feriali 8-13 e 15-19; sabato e festivi 9-12 e 16-19). Gli street bar però, con il loro regolamento, fanno capitolo a parte INFINE, la diffida. Rientra nei poteri della polizia municipale. In tutti i casi nei quali sia constatata una violazione delle norme del regolamento (indipendentemente dalla multa) il vigile potrà «diffidare l’autore o il responsabile a eliminare lo stato di fatto arbitrario, a sospendere l’attività illegale, a ripristinare lo stato dei luoghi o a rimuovere le opere abusive». Tutto entro 30 giorni. Altrimenti lo farà il Comune. E il portafoglio che si aprirà, di nuovo, sarà quello del trasgressore.

    Dal testo ‘spariscono’ le palle di neve
    FARE a pallate: lecito oppure no? «Vista l’ilarità che la questione ha scatenato sulla stampa e sui blog – ha ironizzato il sindaco – abbiamo tolto dal testo la dicitura specifica. Rimane però vietato lanciare qualsiasi oggetto che possa causare danno agli altri. Anche una palla di neve ghiacciata può ferire. La sanzione, quindi, verrà valutata caso per caso».

  • Regolamento di Polizia urbana, ecco le novità

    Regolamento di Polizia urbana, ecco le novità Telestense del 02/02/2012 Servizio del 01/02/2012 – Quando smetterà di nevicare ogni ferrarese dovrà spalare la neve davanti a casa. Pena una sanzione da 15 euro. Eccolo uno dei 45 articoli contenuti nel nuovo regolamento di Polizia urbana del Comune di Ferrara. Partorito nel 1985 con 90 articoli, il regolamento è stato recentemente rivisto e ripulito. Rispetto a 27 anni fa, ora gli […]

    Regolamento di Polizia urbana, ecco le novità
    Telestense del 02/02/2012

    Servizio del 01/02/2012 – Quando smetterà di nevicare ogni ferrarese dovrà spalare la neve davanti a casa. Pena una sanzione da 15 euro. Eccolo uno dei 45 articoli contenuti nel nuovo regolamento di Polizia urbana del Comune di Ferrara. Partorito nel 1985 con 90 articoli, il regolamento è stato recentemente rivisto e ripulito. Rispetto a 27 anni fa, ora gli articoli sono la metà. Secondo il sindaco Tiziano Tagliani e la comandate della Polizia municipale Laura Trentini, si tratta di norme che devono essere alla base della convivenza civile e della buona educazione. Salate le sanzioni per chi trasgredirà, con multe che partono dai 15 euro fino ad arrivare ai 60 euro. Oltre a spalare i marciapiedi, ai ferraresi sarà vietato lanciare le palle di neve. In città infatti non si possono scagliare oggetti o cose che possono provocare lesioni alle persone. Vietato anche distendersi sulle panchine in modo da non far sedere altre persone. Con il nuovo regolamento, sanzioni più pesanti per chi imbratterà i muri con scritte e graffiti. I musicisti di strada invece, se autorizzati, potranno suonare massimo 30 minuti, esclusi i Buskers naturalmente. L’intero regolamento dovrebbe essere approvato nei prossimi giorni ed entrerà in vigore dopo il passaggio in consiglio comunale.
    Vai al servizio sul sito di telestense: http://www.telestense.it/news/regolamento-di-polizia-urbana-ecco-le-novita.html

  • Le palle di neve sono consentite, ma senza far danni

    Le palle di neve sono consentite, ma senza far danni La Nuova Ferrara del 02/02/2012 ed. Nazionale p. 15 Scarica l’articolo in formato pdf: nuova_fe_02022012.pdf. Ma allora, si può giocare a palle di neve a Ferrara? Con giudizio, sì. L’articolo 7 sui giochi vietati ha stralciato il riferimento preciso, presente nel vecchio regolamento, ad un passatempo gradito specie ai bambini. Accogliendo così i tanti rilievi critici, rimbalzati anche oltre i […]

    Le palle di neve sono consentite, ma senza far danni
    La Nuova Ferrara del 02/02/2012 ed. Nazionale p. 15

    Scarica l’articolo in formato pdf: nuova_fe_02022012.pdf.

    Ma allora, si può giocare a palle di neve a Ferrara? Con giudizio, sì. L’articolo 7 sui giochi vietati ha stralciato il riferimento preciso, presente nel vecchio regolamento, ad un passatempo gradito specie ai bambini. Accogliendo così i tanti rilievi critici, rimbalzati anche oltre i confini ferraresi e originati dalla presa di posizione “antiproibizionista” del consigliere circoscrizionale dei Verdi Leonardo Fiorentini. Rimane però nel testo la condizione di non danneggiare le altre persone: nel dettaglio, “è vietato lanciare pietre, frutta o qualunque altro oggetto o cosa che possa risultare di pregiudizio, cagionare molestia, danno o pericolo alle persone, alla circolazione, alle proprietà altrui”. Ancora in tema di neve, si ribadisce l’obbligo fatto ai residenti di rimuoverla dai marciapiedi e dai sottoportici, lungo tutto il fronte prospiciente alle relative attività o pertinenze. «In mancanza del marciapiede – dice l’articolo 12 – da ambo i lati della strada, l’obbligo si limita allo sgombero di un solo metro dal fronte delle case. La neve deve essere ammassata ai margini dei marciapiedi, mentre è vietato ammassarla sul verde pubblico a ridosso di siepi o piante, o a ridosso dei cassonetti per la raccolta dei rifiuti». Riformulato l’articolo 24: «I proprietari o i conduttori degli edifici hanno l’obbligo di provvedere ad estirpare l’erba lungo il fronte delle proprie case e lungo i relativi muri di cinta. Devono altresì assicurare che fronde, rami ed arbusti non debordino sulla sede stradale ad altezza inferiore a metri 5». (f.t.)

  • W le palle di neve e il coricarsi sui prati: nuovo regolamento di Polizia Urbana e proposte di emendamento

    La prossima settimana il consiglio di Circoscrizione darà il parere sul nuovo Regolamento di Polizia Urbana della nostra città. Il precedente testo risaliva all’85, per cui è stato rivisitato in molte parti, aggiornato alle normative più recenti e ripulito dalle materie oggetto di altri regolamenti nel frattempo approvati. In particolare le novità riguardano: art.5 co.3; art.14 co.3 scolo in strada dei condizionatori; art.20 sosta abbandono di velocipedi in luoghi non […]

    La prossima settimana il consiglio di Circoscrizione darà il parere sul nuovo Regolamento di Polizia Urbana della nostra città. Il precedente testo risaliva all’85, per cui è stato rivisitato in molte parti, aggiornato alle normative più recenti e ripulito dalle materie oggetto di altri regolamenti nel frattempo approvati.

    In particolare le novità riguardano:

    art.5 co.3; art.14 co.3 scolo in strada dei condizionatori; art.20 sosta abbandono di velocipedi in luoghi non contemplati dal cds, viene prevista inoltre la veloce risoluzione del problema con la rimozione coattiva del veicolo a spese del trasgressore. Modalità e tempi di restituzione potranno essere determinati,seguendo la falsariga dell’ordinanza già predisposta; art.21 commi 2 e 3; art 22 pulizia degli edifici imbrattati  a carico dei trasgressori; art.24 co.2 articolo totalmente riformulato relativamente agli obblighi di pulizia a carico dei privati; art.25 decoro delle vetrine; art.27 distribuzione dei volantini; art.32 divieto di campeggio in sostituzione dell’ordinanza vigente che risale ad alcuni decenni fa; art.36 adeguamento delle attività rumorose agli orari della legge e delibera di giunta regionale; art.39 rispetto al quale si veda anche l’opposta previsione contenuta nel nuovo regolamento del commercio sulle aree pubbliche; art.41 esposizione esterna della merce; art. 45 istituto della diffida a carico della P.M.

    Il regolamento, come potrete notare, tratta alcuni dei temi “fondamentali” per il vivere civile in una comunità: dal divieto di buttare cicche per terra in strada allo sgombero della neve. Fra queste moltissime previsioni di buon senso e minima educazione. Fra queste però ci sono anche residui di disposizioni ormai superate (o quantomento superabili). Mi è balzato all’occhio il divieto antistorico di “coricarsi nei luoghi erbosi o recintati” dei giardini e parchi pubblici (art. 31, comma1, lettera b), che metterebbe fuorilegge la maggior parte dei frequentatori del Parco Urbano o del Parco Massari, ma anche il divieto di lanciare palle di neve mi parrebbe in qualche modo superabile (art.7 comma 2).

    Così visto che avrei intenzione di presentare un po’ di emendamenti per accompagnare il parere della circoscrizione 1, voglio fare un piccolo esperimento di revisione partecipata, chiedendo a chi sta leggendo queste righe di provare a darmi una mano. Nel regolamento trovate qualcosa da cambiare, o trovate che manchi qualcosa? Provate a scriverlo nei commenti di questo post, e discutiamone insieme.

    Scarica il regolamento in approvazione: Regolamento-polizia-urbana.pdf.

  • Bando fotovoltaico: apriamo alla partecipazione

    Nei mesi scorsi il Comune di Ferrara ha promosso un bando per la “Selezione del soggetto privato a cui affidare la realizzazione del progetto fotovoltaico a Ferrara”. Il progetto prevedeva la messa a disposizione di falde di immobili e terreni di proprietà comunale a privati che investendo nella realizzazione dell’impianto avrebbero incamerato il contributo previsto dal Conto Energia. Il comune avrebbe invece usufruito del risparmio in bolletta derivante dallo scambio […]

    Nei mesi scorsi il Comune di Ferrara ha promosso un bando per la “Selezione del soggetto privato a cui affidare la realizzazione del progetto fotovoltaico a Ferrara”. Il progetto prevedeva la messa a disposizione di falde di immobili e terreni di proprietà comunale a privati che investendo nella realizzazione dell’impianto avrebbero incamerato il contributo previsto dal Conto Energia. Il comune avrebbe invece usufruito del risparmio in bolletta derivante dallo scambio sul posto dell’energia prodotta col fotovoltaico, mentre una percentuale (variabile a secondo dell’offerta) dell’eccesso di produzione sarebbe stata incassata dal privato.

    Il bando, nonostante una proroga di circa un mese del termine di presentazione delle proposte, è andato deserto. Così Leonardo Fiorentini, capogruppo dei Verdi della Circoscrizione 1, ha inviato un’interpellanza all’amministrazione comunale per conoscere quale siano state le cause dell’insuccesso del bando nelle valutazioni dell’amministrazione, quale sia lo stato attuale delle trattative con i privati (si è appreso dalla stampa che si è avviata una contrattazione a trattativa privata con numerose ditte interessate) e soprattutto se vi sia lo spazio per replicare anche a Ferrara alcune interessanti iniziative promosse in giro per l’Italia.

    Fiorentini cita l’esperienza del Comune di Peccioli nella quale “un impianto da 1000 KWp è stato finanziato e ne è stata avviata la costruizione grazie al contributo di 350 cittadini che hanno sottoscritto il prestito obbligazionario emesso da una società comunale che ha commissionato la realizzazione dell’impianto”, ma anche le esperienze dei Gruppi di Acquisto Solidali (GAS), numerosi anche nella nostra città, che potrebbero essere interessati a proporre ai propri iscritti l’investimento in impianti fotovoltaici su edifici messi a disposizione dall’ente pubblico..

    Ma non solo. Recentemente è stato presentato da AzzeroCO2 e Legambiente il progetto “Provincia Eternit Free” per aiutare gli enti locali a individuare e sostituire coperture in amianto ancora presenti in edifici pubblici e privati del nostro paese. “Quest’anno il Comune ha previsto lavori di rifacimento di coperture di stabili comunali, peraltro anche con necessità di bonifica da amianto (tipologia di intervento premiata ulteriormente dal Conto Energia) come quello della Piscina di Via Pastro. Perchè non si è colta l’occasione?”, si chiede Fiorentini.

    “Ho apprezzato lo sforzo dell’amministrazione, che in una situazione molto difficile per quel che riguarda le risorse economiche degli enti locali, ha intrapreso comunque la strada verso le energie rinnovabili. Credo che l’insuccesso del Bando dia oggi l’occasione per sperimentare nuove modalità: siamo ancora in tempo – conclude il consigliere ecologista – per aprire alla partecipazione dei cittadini la scelta dell’investimento nella riconversione energetica del nostro territorio”.

  • Una battaglia da…Poc

    Una battaglia da…Poc Il Piano operativo comunale oggi di scena in Consiglio Il Resto del Carlino del 19/07/2010 , articolo di STEFANO LOLLI ed. Ferrara p. 4 Scarica il file pdf: rdc_190710.pdf. di STEFANO LOLLI UNA BATTAGLIA da… Poc. L’ultimo scontro politico in Consiglio comunale prima del rompete le righe per le ferie estive, va in scena stamattina sul ‘piano operativo comunale’, uno dei principali strumenti di gestione urbanistica ma […]

    Una battaglia da…Poc
    Il Piano operativo comunale oggi di scena in Consiglio

    Il Resto del Carlino del 19/07/2010 , articolo di STEFANO LOLLI ed. Ferrara p. 4
    Scarica il file pdf: rdc_190710.pdf.

    di STEFANO LOLLI UNA BATTAGLIA da… Poc. L’ultimo scontro politico in Consiglio comunale prima del rompete le righe per le ferie estive, va in scena stamattina sul ‘piano operativo comunale’, uno dei principali strumenti di gestione urbanistica ma soprattutto la chiave, secondo associazioni di categoria e imprenditori del comparto immobiliare, per ridare ossigeno a un settore che da due-tre anni si trova nella morsa della crisi. Il rilievo principale è legato alla scelta strategica contenuta nel ‘Poc’ di prevedere la costruzione, in città, di circa 2 mila nuovi alloggi (oltre ai 1151 già convenzionati e non attuati, ed altri circa 900 alloggi diretti, legati al Regolamento Urbanistico Edilizio); su questo aspetto si sono levate critiche sia da parte dei Verdi che, più marginalmente, dal presidente della Circoscrizione 2 Fausto Facchini, che con una scelta clamorosa si è astenuto polemicamente. Il nodo, come afferma anche il capogruppo di Progetto per Ferrara Valentino Tavolazzi, è rappresentato da questa ulteriore massiccia edificazione che non incrocia i fabbisogni reali della città; ci sono «almeno 3 mila unità immobiliari invendute – afferma il civico -, ed al patrimonio edilizio residenziale non utilizzato, che lo stesso Comune stima in quasi 9 mila unità. Insomma, se non decidessimo nulla, arriverebbero comunque sul mercato 2 mila nuovi alloggi già convenzionati, ed ora Tagliani e la giunta vorrebbero aggiungerne altri 2 mila con il Poc». Tra questi, spiccano i 170 «da realizzarsi nell’ambito degli interventi per il riutilizzo dell’attuale ospedale Sant’Anna», si legge nel documento propedeutico al confronto in Consiglio. E proprio questa indicazione agita Tavolazzi: «Alla faccia del percorso di urbanistica partecipata – ironizza -, per decidere l’uso di quell’area, sventolato da sindaco, maggioranza e Partito Democratico nel corso del consiglio straordinario sul futuro dell’ospedale». Il secondo aspetto è evidenziato da Enrico Brandani, capogruppo del Pdl, che rilancia la richiesta «di più tempo per approfondire la questione: chiediamo che oggi l’assessore all’Urbanistica Roberta Fusari illustri la delibera e il maxi emendamento della giunta, e poi sia lasciato tempo sino a venerdì all’opposizione per… metabolizzare e valutare la questione. Visto il tempo che si è presa l’amministrazione per definire il Poc, non saranno pochi giorni in più a far saltare il banco!».

  • Si decide su nuove case e indici di edificazione

    Si decide su nuove case e indici di edificazione La Nuova Ferrara del 13/07/2010 ed. Nazionale p. 10 Scarica l’articolo in formato pdf: nuova_fe_13072010.pdf. Solo un terzo del terreno è utilizzabile per costruire ma la proporzione è destinata a cambiare – In forse la ‘quota 800′ base del meccanismo della perequazione La giunta comunale ha attivato il percorso che dovrà portare, nel prossimo ottobre, al varo del bando per la […]

    Si decide su nuove case e indici di edificazione
    La Nuova Ferrara del 13/07/2010 ed. Nazionale p. 10
    Scarica l’articolo in formato pdf: nuova_fe_13072010.pdf.

    Solo un terzo del terreno è utilizzabile per costruire ma la proporzione è destinata a cambiare – In forse la ‘quota 800′ base del meccanismo della perequazione

    La giunta comunale ha attivato il percorso che dovrà portare, nel prossimo ottobre, al varo del bando per la costruzione di 2.000 nuove case in cinque anni, più tutti gli altri interventi previsti dal Piano operativo comunale. Il primo passo è appunto il Documento degli obiettivi del Poc, presentato dall’assessore Roberta Fusari, che contiene le modifiche derivanti dalle tre settimane di consultazioni con circoscrizioni, categorie economiche, ordini professionali e associazioni culturali. Oggi pomeriggio la 3ª commissione consiliare vedrà l’audizione congiunta di ordini professionali e categorie economiche, mentre domani ci sarà la discussione e il via libera al passaggio del documento al Consiglio comunale in programma lunedì 19 luglio.
    Le circoscrizioni hanno dato parere favorele pure in presenza di distinguo che anticipano una discussione politica sicuramente impegnativa: trattasi, peraltro, del documento fondamentale della programmazione urbanistica della consiliatura, con cifre a sette zeri che circolano sui diritti edificatori in distrubuzione. Proprio su alcuni indici si sta tessendo in queste ore il rapporto tra il Comune e le forze economiche, in particolare, che anche ieri ha visto impegnato direttamente il sindaco Tiziano Tagliani. La questione centrale resta quella in qualche maniera anticipata dal presidente della circoscrizione 2, Fausto Facchini, e “marcata” dalla sua astensione. Troppo bassi gli indici edificatori concessi in rapporto alle aree obbligatoriamente da reperire con il meccanismo della perequazione. Un ettaro di terreno edificabile, in sostanza, genera 2.500 metri quadrati di superfice utile ma solo una piccola parte di quest’ultima è immediatamente utilizzabile: un terzo, per la precisione, a partire quindi da 800 metri quadrati. Per arrivare a impiegare gli altri due terzi, il proprietario deve acquisire diritti perequativi, attraverso l’acquisto di aree blu (servizi pubblici) o verdi da cedere poi al Comune così come sono o con opere pubbliche da lui realizzate. Il meccanismo serve evidentemente per valorizzare anche le aree non edificabili e semplificare la vita al Comune, ma questa proporzione così sbilanciata ha fatto da subito storcere il naso a imprenditori e professionisti. E’ appunto sulla soglia-800, la base della piramide perequativa, che si sta discutendo in queste ore: dalle associazioni arriverà una richiesta di sensibile ritocco verso l’alto, dalla commissione di questo pomeriggio, presieduta da Antonio Pavoni (Pd), si capirà qualcosa sulle intenzioni della giunta in merito. Il “fantasma” di un bando con pochissime adesioni al Poc e oneri urbanistici inferiori al previsto nelle casse comunali, sta agitando in queste ore il sonno di parecchi amministratori. Restano d’altra parte aperti anche i temi posti dal verde Leonardo Fiorentini, che ha votato contro il Poc in circoscrizione: case nuove previste con tantissime abitazioni vuote e sfitte, aree di riqualificazione da incentivare ulteriormente rispetto alle zone “vergini”. (s.c.)

  • Nuove case, settimana cruciale Nei quartieri c’è stato scontro

    Nuove case, settimana cruciale Nei quartieri c’è stato scontro La Nuova Ferrara del 12/07/2010 ed. Nazionale p. 6 Scarica in formato pdf: nuova_fe_120710.pdf. Non è certo stato liscio il percorso nelle circoscrizioni del Piano operativo comunale, cioè l’applicazione del Psc che prevede la costruzione di 2.000 nuove abitazioni in cinque anni. In Centro si è addirittura creata una situazione di potenziale bocciatura, con la maggioranza “salvata” dall’astensione di Lega e […]

    Nuove case, settimana cruciale Nei quartieri c’è stato scontro
    La Nuova Ferrara del 12/07/2010 ed. Nazionale p. 6
    Scarica in formato pdf: nuova_fe_120710.pdf.

    Non è certo stato liscio il percorso nelle circoscrizioni del Piano operativo comunale, cioè l’applicazione del Psc che prevede la costruzione di 2.000 nuove abitazioni in cinque anni. In Centro si è addirittura creata una situazione di potenziale bocciatura, con la maggioranza “salvata” dall’astensione di Lega e Pdl, a causa delle assenza e del voto contrario di Leonardo Fiorentini (Verdi). Alla “2” si è invece registrata l’astensione del presidente Fausto Facchini (Prc-Pdci). Benzina sul fuoco di una discussione che si preannuncia animata di suo, nelle due commissioni (domani audizione dei professionisti) precedenti alla presentazione del documento degli obiettivi, lunedì prossimo in consiglio comunale. Curiosamente, le osservazioni di Fiorentini e Facchini sono di segno quasi opposto. Il verde ricorda che ci sono già 9.077 alloggi non utilizzati, «anche se fosse la metà sarebbero la prova provata che si è costruito troppo e male negli anni scorsi», e quindi «se mai dei nuovi alloggi devono essere realizzati, questi devono essere esclusivamente collocati nelle zone di riqualificazione indicate dal Psc». Per Facchini, invece, c’è rischio che il bando previsto per ottobre vada deserto, «perchè se ad una piccola impresa imponi 400 metri quadrati di perequazione (opere pubbliche dove decide il Comune, ndr) per costruirne 800, non ce la fa. Una grande sì. Tra le cose che non tornano c’è anche la quota di edilizia popolare: i 2.000 nuovi alloggi sono già di fatto esauriti, non vedo posto per i 400 promessi di edilizia popolare».

  • POC. Ci vuole più coraggio: il Comune dica stop al consumo del territorio.

    I Verdi votano contro il documento degli obiettivi e i 2000 nuovi alloggi del Piano Operativo Comunale  di Ferrara e fanno una proposta per la riqualificazione della Città urbanizzata. Una premessa. Il tempo che ci è stato concesso per analizzare il documento degli obiettivi del Piano Operativo Comunale, nei fatti una settimana, non ha certo permesso un’analisi approfondita. Ci si è dovuto, per il momento, limitare ai “conti della serva”. […]

    I Verdi votano contro il documento degli obiettivi e i 2000 nuovi alloggi del Piano Operativo Comunale  di Ferrara e fanno una proposta per la riqualificazione della Città urbanizzata.

    Una premessa. Il tempo che ci è stato concesso per analizzare il documento degli obiettivi del Piano Operativo Comunale, nei fatti una settimana, non ha certo permesso un’analisi approfondita. Ci si è dovuto, per il momento, limitare ai “conti della serva”.

    Che sono presto fatti, e non tornano. Il documento prende come riferimento una previsione di crescita della popolazione che richiederebbe circa 1500 nuovi alloggi nei prossimi cinque anni. Circa 700 sono gli alloggi già realizzabili da PUA già approvati ma non ancora attuati, altri 800/900 sono i nuovi alloggi stimati da interventi diretti che non richiedendo Piani attuativi saranno regolati dal RUE. Gli alloggi necessari sarebbero così esauriti ancor prima di aprire il bando del POC. In più la situazione del mercato immobiliare ferrarese è sotto gli occhi di tutti: i 9077 alloggi (stima dataci in Commissione) non utilizzati sono troppi. Per intenderci sono praticamente quelli previsti come crescita della città dall’intero PSC. Anche se fossero la metà sarebbero la prova provata che si è costruito troppo e male negli anni scorsi, come spesso abbiamo denunciato ricordando sempre la strenua opposizione dei Verdi al PRG soffrittiano. Per questo nelle passate due legislature abbiamo fortemente voluto un PSC che ha diminuito di 3 volte la capacità edificatoria residua del PRG del 95 e imporrà tramite il RUE una migliore qualità del costruito.

    Eppure oggi si propongono 2000 nuovi alloggi. Bisogna decidere quale è l’obiettivo di questo POC: se lasciare ad un mercato, che come è evidente non sa regolarsi, la proposta su dove e come costruire, oppure se indicare dove costruire – e in che modo – ciò che serve alla città. Ci vuole coraggio, perché è proprio nei momenti di difficoltà e di crisi economica che il decisore politico deve indirizzare un mercato incapace di funzionare verso una ristrutturazione di se stesso, o meglio – parlando di urbanistica – ad una riqualificazione di se stesso. Non viviamo certo su Marte: sappiamo che il settore edile deve pur “costruirsi” un futuro, ma sappiamo anche che alcune delle aree di riqualificazione individuate (Foro Boario, STU, lo stesso Sant’Anna, la Caserma di Cisterna del Follo) sono di proprietà pubblica e soprattutto rappresentano alcuni dei nodi fondamentali da sciogliere per il futuro di questa città, mentre tante aree di espansione sono oggi campagna.

    Per questo da ecologisti crediamo che il Comune debba fare una scelta forte e compiere un atto politico di netta discontinuità con il passato di questa città. Per fare questo non basta la perequazione che favorisce la riqualificazione: se mai dei nuovi alloggi devono essere realizzati, questi devono essere esclusivamente collocati nelle zone di riqualificazione indicate dal PSC.

    15 anni fa proponemmo un corso di formazione su ristrutturazione e restauro per i dipendenti della Coopcostruttori. Ne avremmo guadagnato tutti, probabilmente anche i soci della cooperativa di Argenta. Oggi proponiamo che si indichi con decisione la strada da intraprendere per un settore, quello dell’edilizia, che ha fortissima necessità di innovarsi e di ritrovare la qualità perduta. Proponiamo che si scriva nel POC, e abbiamo il tempo per farlo, che per i prossimi 5 anni il Comune di Ferrara dirà STOP al consumo del suo territorio, che non si cementificherà ulteriore suolo perché è interesse di tutti che ciò non avvenga, e che invece con le risorse umane ed economiche cittadine si riqualificheranno parti di città in disuso che hanno urgente bisogno di un intervento urbanistico perché hanno perso da tempo le loro funzioni o perchè le perderanno presto. Il Comune deve avere il coraggio di dire che prima di costruire nuovi condomini o nuove villette, nel centro come nel forese è indispensabile ristrutturare e riqualificare quelle esistenti, abitate e poi abbandonate o come spesso è successo in questi anni, mai abitate.

    E’ necessario infine che sul processo di formazione del POC vi sia una più forte partecipazione. Non solo degli operatori del settore, che probabilmente fino ad oggi hanno partecipato anche troppo alla pianificazione urbanistica nel nostro paese, ma dei cittadini e delle forze organizzate nella società.

    Come ecologisti ci impegneremo nei prossimi mesi per tutto questo.

    Concludendo con la partecipazione torniamo alla premessa: troppo poco è il tempo concesso all’iter istituzionale di discussione di questo importante atto di indirizzo, e ci pare scarsissima la discussione preventiva in una città ancora orfana nei fatti dell’Urban Center. Il metodo e la sostanza ci hanno  così spinto, con dispiacere, a esprimere un voto contrario in Consiglio sul Documento degli Obiettivi del POC.

    Leonardo Fiorentini
    Presidente Gruppo Verdi per la Pace Circoscrizione 1

  • 28 febbraio. Blocco del traffico nell’area Padana, Ferrara aderisce?

    Ho presentato oggi un’interrogazione in merito allo stato della qualità dell’aria e alla posizione del Comune di Ferrara nei confronti della proposta dei Sindaci di Milano e Torino di un blocco del traffico in tutta l’area padana il prossimo 28 febbraio. Si tratta infatti di una presa di coscienza importante del problema della qualità dell’aria in tutta l’area padana e di come le soluzioni non possano che essere prese collettivamente […]

    Ho presentato oggi un’interrogazione in merito allo stato della qualità dell’aria e alla posizione del Comune di Ferrara nei confronti della proposta dei Sindaci di Milano e Torino di un blocco del traffico in tutta l’area padana il prossimo 28 febbraio.

    Si tratta infatti di una presa di coscienza importante del problema della qualità dell’aria in tutta l’area padana e di come le soluzioni non possano che essere prese collettivamente ed in modo coordinato. E’ stato necessario che i consiglieri comunali d’opposizione occupassero, mascherine al naso, la sala consiliare di Palazzo Marino, ma finalmente anche il Centro Destra milanese e il sindaco Moratti hanno capito come nascondere la testa nella sabbia non serva a nessuno e soprattutto non serva ai cittadini che respirano ogni giorno l’aria inquinata.

    Proprio “in previsione dell’incontro con gli amministratori dei comuni della Pianura Padana di venerdì prossimo a Milano (in cui saranno discusse anche proposte per individuare un programma di interventi strutturali per combattere l’inquinamento atmosferico in tutta la Pianura Padana), rilevato come “lo stato della qualità dell’aria nell’area padana in questo inizio d’anno risulti essere particolarmente preoccupante” e che in particolare a Ferrara “risultano essere 24 le giornate di sforamento rilevate nella centralina di Corso Isonzo” dall’inizio dell’anno, chiedo se vi sia intenzione di da parte dell’amministrazione di aderire alla proposta del blocco del traffico il 28 febbraio.

    Il testo che ho presentato continua chiedendo “se i dati dei primi mesi del 2010 siano o meno in controtendenza rispetto al progressivo miglioramento della qualità dell’aria registrato negli ultimi anni” e “se oltre alla chiusura di domenica 21 in occasione della Maratona vi sia intenzione di replicare ulteriormente le Domeniche senz’auto, iniziative che hanno sempre avuto un buon riscontro da parte della cittadinanza”. In conclusione domando all’amministrazione quali “interventi strutturali abbia intenzione di attuare l’amministrazione al fine del miglioramento della qualità dell’aria”.

    Scarica l’interrogazione in formato pdf: domenichesenzauto.pdf

  • M’illumino di meno: la Circoscrizione 1 aderisce. E il Comune?

    Ieri il Consiglio della Circoscrizione 1 ha approvato l’odg che avevo presentato per l’adesione alla giornata del risparmio energetico promossa da Caterpillar. Gli anni scorsi Comune e circoscrizioni oltre all’adesione avevano promosso un po’ di iniziative. E quest’anno? Comunicato stampa M’illumino di meno: soddisfazione dei Verdi per l’adesione della Circoscrizione 1 Soddisfazione dei Verdi per l’approvazione ieri sera durante il consiglio della Circoscrizione 1 dell’ordine del giorno presentato da Leonardo […]

    Ieri il Consiglio della Circoscrizione 1 ha approvato l’odg che avevo presentato per l’adesione alla giornata del risparmio energetico promossa da Caterpillar. Gli anni scorsi Comune e circoscrizioni oltre all’adesione avevano promosso un po’ di iniziative. E quest’anno?

    Comunicato stampa
    M’illumino di meno: soddisfazione dei Verdi per l’adesione della Circoscrizione 1

    Soddisfazione dei Verdi per l’approvazione ieri sera durante il consiglio della Circoscrizione 1 dell’ordine del giorno presentato da Leonardo Fiorentini, per l’adesione del a M’Illumino di Meno l’evento che la trasmissione radiofonica Caterpillar di RAI 2 organizza ogni anno in occasione dell’anniversario del trattato di Kyoto per la limitazione delle emissioni dei gas serra in atmosfera. Il documento è stato approvato all’unanimità dei presenti (PD, IDV, Verdi, PDCI/PRC, Io Amo Ferrara PDL, LegaNord).

    L’iniziativa, alla quale in passato hanno aderito sia alcune Circoscrizioni che il Comune di Ferrara, si propone non solo di sensibilizzare la popolazione sulla necessità di risparmiare energia, ma anche di ridurre in questa specifica giornata i consumi di energia attraverso una riduzione degli sprechi e delle inefficienze, che si può ottenere con una gestione più attenta nel quotidiano degli elettrodomestici, dell’illuminazione, del riscaldamento, con l’uso di elettrodomestici e lampade a maggiore efficienza e con l’introduzione di modifiche strutturali nei propri impianti energetici e negli edifici.

    Quest’anno l’ulteriore obiettivo della giornata, che si terrà il 12 febbraio prossimo è la promozione delle energie rinnovabili. Per questo nel dispositivo del documento presentato dai Verdi, oltre a impegnare il Presidente ed il Consiglio della Circoscrizione “ad inviare l’adesione a nome della Circoscrizione 1 alla Sesta Giornata nazionale del risparmio energetico, informando anche a mezzo stampa i cittadini ed i lavoratori della Circoscrizione sulle buone pratiche per risparmiare energia, a limitare negli uffici circoscrizionali nella giornata del 12 febbraio l’utilizzo di energia elettrica non indispensabile per il funzionamento degli stessi informando altresì i cittadini dell’iniziativa e ad avviare in collaborazione con le associazioni e gli operatori economici del territorio attività di promozione e sensibilizzazione in occasione del 12 febbraio” è stato inserito anche un impegno diretto della Circoscrizione ad “inserire fra gli interventi di legislatura, in collaborazione con l’Amministrazione comunale, un piano per l’implementazione di alcuni impianti di illuminazione pubblica alimentati con impianti fotovoltaici (sperimentandoli laddove possibile anche nell’entromura), o comunque per l’installazione di impianti fotovoltaici sugli edifici di proprietà comunale”. Il documento infine invita il Comune ad aderire a sua volta all’iniziativa, promuovendo l’informazione e la sensibilizzazione al risparmio energetico nei confronti della Città, come già fatto negli anni scorsi.

    “Sono felice – ha dichiarato Fiorentini – che il consiglio abbia condiviso nella sua totalità l’impegno volto alla sensibilizzazione contro gli sprechi di energia e per lo sviluppo delle fonti rinnovabili, per questo ringrazio Presidente e consiglieri che hanno unanimemente accolto la proposta. Mi auguro – continua il Presidente del Gruppo dei Verdi nella prima Circoscrizione – che il Comune segua l’esempio della Circoscrizione 1 e dei Comuni di Copparo e Vigarano Mainarda che già hanno aderito alla giornata”.

    Il sito dell’iniziativa:
    http://milluminodimeno.blog.rai.it/2008/12/18/millumino-di-meno-2009/
    L’elenco delle adesioni a Ferrara
    http://www.radio.rai.it/radio2/millumino/proposte.cfm?Q_PROV=FE&Q_ID=

    Allegati:
    documento approvato nella seduta del 4 febbraio: milluminodimeno.pdf

  • Del restare basiti e non poter votare il Bilancio

    Oggi in Consiglio di Circoscrizione dovemmo cominciare la discussione sul Bilancio preventivo del Comune di Ferrara. Gli anni scorsi, insieme alla documentazione del Bilancio predisposta dalla Ragioneria, veniva consegnato ai consiglieri un semplice quadro riassuntivo delle spese in capo degli Assessorati. Così un rappresentante dei cittadini poteva conoscere dove i singoli assessori avevano destinato i fondi che risultano accorpati nel documento contabile. Non aveva un gran valore contabile, ma rimaneva […]

    Oggi in Consiglio di Circoscrizione dovemmo cominciare la discussione sul Bilancio preventivo del Comune di Ferrara. Gli anni scorsi, insieme alla documentazione del Bilancio predisposta dalla Ragioneria, veniva consegnato ai consiglieri un semplice quadro riassuntivo delle spese in capo degli Assessorati. Così un rappresentante dei cittadini poteva conoscere dove i singoli assessori avevano destinato i fondi che risultano accorpati nel documento contabile. Non aveva un gran valore contabile, ma rimaneva un impegno politico preciso della Giunta. A puro titolo di esempio, per quel che riguarda le spese culturali, si diceva quanto era destinato al Teatro Comunale, quanto a Ferrara Arte, quanto a Estate a Ferrara e così via (qui il documento del 2008: spese_dettaglio_2008). In questo modo un rappresentante dei cittadini poteva esprimere un voto con un minimo di cognizione di causa.

    Sono rimasto sinceramente basito nello sfogliare la documentazione relativa alla discussione di stasera. Nessun quadro riassuntivo delle spese per assessorato, solo la documentazione, formalmente peraltro corretta, della Ragioneria. Davvero strano per due motivi: il primo è che l’Assessore al Bilancio è sempre lo stesso per cui mi aspettavo le stesse modalità della scorsa legislatura, il secondo è che questa amministrazione ed il suo Sindaco, che i Verdi hanno appoggiato, nel programma elettorale hanno indicati tra i primi impegni della Giunta (cito):

    Coinvolgere e includere i cittadini nelle scelte e nelle decisioni.
    La trasparenza delle informazioni, la loro comunicazione in forme comprensibili, il coinvolgimento dei cittadini nei processi di scelta e decisione della pubblica amministrazione, consentono l’attuazione di interventi e progetti che rispondono a criteri di efficienza, equità, saggezza, stabilità.

    Ma se non si riescono a coinvolgere manco i consiglieri di Circoscrizione sul voto più importante dell’anno, il Bilancio, come si farà con i cittadini? Vorrei sinceramente dissipare subito il dubbio che si insinua in me di una volontà di scarsa trasparenza, spero già da stasera. Però il doversi domandare dove andranno a finire gli x milioni di euro destinati alle politiche sociali o culturali per me, abituato a stare in una maggioranza che condivideva le scelte, è davvero piuttosto imbarazzante. Il mio timore, che spero venga smentito dai fatti, è che nel PD, che ha la maggioranza assoluta in consiglio comunale ed in quasi tutte le Circoscrizioni, ci sia la tentazione di “risolversela” all’interno, disinteressandosi degli alleati e dell’opposizione.

    Pare che le altre Circoscrizioni abbiano già espresso un parere, e schiettamente non so davvero come si possa esprimere un parere di merito su un bilancio con questa documentazione.

    Di certo, così come è presentato ad oggi, non è un bilancio votabile dai Verdi.

  • Raccolta differenziata: cambio di rotta della Provincia e del Comune di Ferrara?

    Hanno stupito molto le dichiarazioni dell’Assessore provinciale Bellini, durante un Forum organizzato da un quotidiano locale, riguardanti la difficoltà di “mantenere le promesse”, ovvero gli obiettivi previsti da Piano Aria e Piano Rifiuti della Provincia. Lo stupore deriva sia dal fatto che si dimentica (o si vuole ignorare) che tali obiettivi non sono altro che la traduzione nella pianificazione locale di provvedimenti legislativi o accordi sovranazionali e che i Piani […]

    Hanno stupito molto le dichiarazioni dell’Assessore provinciale Bellini, durante un Forum organizzato da un quotidiano locale, riguardanti la difficoltà di “mantenere le promesse”, ovvero gli obiettivi previsti da Piano Aria e Piano Rifiuti della Provincia. Lo stupore deriva sia dal fatto che si dimentica (o si vuole ignorare) che tali obiettivi non sono altro che la traduzione nella pianificazione locale di provvedimenti legislativi o accordi sovranazionali e che i Piani stessi indicano modalità ed azioni utili a raggiungerli, ma soprattutto dal fatto che essi sono obiettivi posti dal precedente Consiglio Provinciale non certo per vezzo o sbadataggine, bensì per migliorare la salute del nostro ambiente e di chi lo vive.

    Purtroppo si tratta di un’operazione, quella di dichiarare impossibili obiettivi che mettono in primo piano la sostenibilità ambientale e la salute dei cittadini (ed in secondo gli interessi economici), che pare andare di gran voga di questi tempi – tempi in cui l’ecologismo politico è stato messo in un angolo dal vociare inconcludente del nostro paese – ed in modo assolutamente bipartisan. Tanto che Filippo Bernocchi, delegato ANCI alle Politiche ambientali, nonché Assessore ai rapporti istituzionali e alle grandi opere del PDL a Prato, Avvocato e membro fisso delle Commissioni VIA dei Governi Berlusconi, nelle settimane scorse ha potuto tranquillamente dire rappresentando i Comuni italiani che per quanto riguarda la differenziata “l’obbligo di legge che ci impone di arrivare al 65% non è sostenibile nè utile”.

    Per questo ho presentato un’interpellanza presso il consiglio circoscrizionale 1 chiedendo in primo luogo all’Assessore all’Ambiente del nostro Comune se condivida o meno le dichiarazioni dell’Assessore provinciale e del delegato Anci. Ma non solo. Al di là dell’interesse di conoscere quali siano i dati delle sperimentazioni avviate negli anni scorsi, anche su stimolo delle circoscrizioni (raccolta del vetro tramite i bidoncini nel centro medioevale, la raccolta porta a porta della carta nell’entromur, la concessione gratuita delle compostiere ai cittadini e alle scuole) e quali siano i dati di raccolta della nuova stazione ecologica (ed i tempi per la realizzazione delle nuove) credo che sia di interesse comune conoscere quali strade si intendono percorrere per raggiungere l’obiettivo di progressivo aumento della raccolta differenziata e diminuzione della produzione dei rifiuti che mi auguro sia ancora condiviso.

    In particolare riterrei utile continuare nella realizzazione di un sistema di raccolta integrato e misto, che preveda l’estensione del porta a porta nei quartieri la cui struttura edilizia e urbanistica lo permetta, la sistematizzazione della raccolta differenziata a livello condominiale, l’estensione delle raccolte puntuali (bidoncini, cassonetti interrati) nel centro storico, la sperimentazione di “compostiere sociali” da affidare ad esempio alla cura dei Comitati di gestione degli orti, ai Centri Sociali, ai condomini o a gruppi di cittadini. Senza poi dimenticare le azioni già avviate per la riduzione dei rifiuti, come il progetto finanziato dalla Regione Emilia Romagna di realizzazione di un centro del riuso e del recupero presso i locali dell’ex Macello di Ferrara (di cui si chiedono i tempi di realizzazione) e quali altre azioni siano state previste volte alla riduzione dei rifiuti alla fonte.

    Leonardo Fiorentini
    Presidente Gruppo Verdi per la Pace Circoscrizione 1

    Scarica il testo dell’interpellanza in formato pdf: piano_rifiuti

    Scarica l’articolo in formato pdf del Forum de La Nuova Ferrara: forum_nuova

  • Piano casa. Due considerazioni, tre proposte e quattro voti.

    Pubblico l’intervento di ier sera in Consiglio di Circoscrizione sulla delibera comunale sul Piano Casa. Un pippotto politico, 3 proposte (a mio parere di assoluto buon senso), 3 voti contrari a larghissima maggioranza, un voto di astensione sulla delibera (il mio). “Il “piano casa” di B. non l’ha applicato lui, ma le regioni. Se questo non è regime, è almeno egemonia.” Così scrive Salvatore Settis, direttore della Scuola Normale Superiore […]

    immagine-15Pubblico l’intervento di ier sera in Consiglio di Circoscrizione sulla delibera comunale sul Piano Casa. Un pippotto politico, 3 proposte (a mio parere di assoluto buon senso), 3 voti contrari a larghissima maggioranza, un voto di astensione sulla delibera (il mio).

    “Il “piano casa” di B. non l’ha applicato lui, ma le regioni. Se questo non è regime, è almeno egemonia.” Così scrive Salvatore Settis, direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa, su La Repubblica il 2 settembre 2009

    Insomma, sul piano casa (come su tante altre cose) Berlusconi ha lanciato il sasso e nascosto la mano. Il Governo infatti, dopo i proclami, non ha fatto ancora il decreto promesso da lì a 10 giorni (del resto era pur sempre il 1° aprile). Siamo già a settembre e non ce ne è traccia.

    Non posso non essere d’accordo con Settis, ed è anche facile capire che le forze della betoniera facile in queste occasioni spuntano come funghi ovunque. Però mi pare ormai innegabile che il centro sinistra ha, come al solito, abboccato alla finta e fatto il lavoro sporco: vuoi spinti dall’orrore della prima versione del piano berlusconiano, vuoi spinti da un sincero desiderio di qualificare dal punto di vista energetico il nostro patrimonio edilizio, vuoi sulla pressione dei costruttori…

    Sia chiaro, altre Regioni, come la Lombardia hanno fatto cose ben peggiori e disastrose. Ma prego le forze della coalizione in cui mi riconosco e che magari si augurano un aumento di consenso per il provvedimento sull’ampliamento, di ricordarsi che – nonostante tutti gli sforzi – fra 1 o 4 anni che siano, il Piano Casa sarà nell’immaginario collettivo “quello di Berlusconi”. Nonostante non abbia fatto nulla, e a conferma della sua egemonia sulla politica degli ultimi vent’anni.

    Non ci si nasconda poi troppo dietro alla qualificazione energetica degli edifici, prevista per fortuna dalla nostra regione. Perché quasi in contemporanea c’è stato l’attacco governativo agli incentivi proprio riferiti agli interventi di qualificazione energetica, salvati solo in extremis dagli emendamenti al decreto anticrisi, il che la dice lunghe sulle reali intenzioni di questo governo.

    Detto questo nella scorsa legislatura abbiamo giustamente approvato una variante al Regolamento Edilizio che anticipa molto di quella sburocratizzazione dell’iter edilizio promessa dal Governo, ma abbiamo anche approvato, con tanta fatica, un PSC che prevede una diminuzione della volumetria complessiva rispetto alle previsioni del PRG vigente. E’ evidentemente grottesco come ora ci troviamo a dover subire un provvedimento che scarica sul territorio inteso come bene comune (e sulla domanda di cemento) l’incapacità della politica di dare risposte nuove alla crisi economica in atto (-5% di PIL, ricordarlo ogni tanto fa bene).

    Fatte queste considerazioni politiche su un provvedimento che ritengo geneticamente sbagliato sono ovviamente tendenzialmente favorevole a qualsiasi limitazione possa prevedere l’amministrazione, e per questo avevo presentato in luglio un’interpellanza sul tema.

    Però vorrei integrare le ulteriori limitazioni proposte, e precisamente:

    Condono
    Si propone, riprendendo una norma fatta propria dalla regione toscana, di escludere dall’applicazione delle norme del piano casa gli edifici che negli anni passati hanno già usufruito del loro “piano casa fai da te”. Premiare chi in sfregio delle norme urbanistiche ha edificato o ampliato, con una nuova possibilità di ampliamento mi sembra un po’ troppo. Per rispetto del Territorio, della legalità e degli altri cittadini rispettosi delle norme.

    Piano Aria
    La proposta è di prevedere anche l’esclusione per gli edifici residenziali collocati all’interno delle fasce di rispetto individuate dal Piano di Tutela e Risanamento della Qualità dell’Aria. All’art. 25, comma 3 delle NTA infatti lo strumento di pianificazione della nostra provincia prevede, e qui cito, “la definizione di distanze minime degli insediamenti dalle fonti emissive di notevole entità, comprese le infrastrutture di trasporto, idonee alla riduzione della popolazione esposta, attenendosi in linea di massima al principio di non approvare nuove previsioni urbanistiche che prevedano la realizzazione di nuovi insediamenti residenziali, sanitari o scolastici a distanze (calcolate su proiezione orizzontale) inferiori alle seguenti:

    • m 50 dal confine stradale delle strade extraurbane, esistenti o progettate, classificate come rete di base di interesse regionale, della viabilità extraurbana secondaria di rilievo provinciale o interprovinciale e delle strade classificate come strade di scorrimento;

    • m 150 dal confine stradale delle strade extraurbane, esistenti o progettate, classificate come rete autostradale e “grande rete” di interesse nazionale/regionale

    Tutela degli immobili da PSC
    Come si pone la norma rispetto alle classificazione di tutela degli immobili/categoria di intervento del nuovo PSC? Vale la categoria del vecchio PRG finchè non è approvato il RUE. Siccome è possibile che ci siano edifici per cui ora sono previsti “interventi di ripristino edilizio e di ristrutturazione edilizia e urbanistica” mentre nel PSC sono stati definiti di “interesse storico-architettonico” (si pensi solo a tutta l’architettura del novecento) la proposta, per esser certi di non dilapidare il lavoro fatto negli ultimi 10 anni di pianificazione urbanistica di escludere anche gli immobili definiti dal PSC vigente di “interesse storico-architettonico” (quelli maggiormente tutelati dal PSC).

    Voti sulle proposte di integrazione alla delibera:

    – escludere gli edifici che hanno usufruito di condono edilizio per aumento di superficie.
    3 favorevoli (Verdi, IDV, 1 PD), 16 contrari

    – escludere gli edifici residenziali collocati all’interno delle fasce di rispetto individuate dal Piano di Tutela e Risanamento della Qualità dell’Aria (art. 25, comma 3 delle NTA)
    1 favorevole (Verdi), 18 contrari

    – escludere gli immobili definiti dal PSC vigente di “interesse storico-architettonico”
    1 favorevole (Verdi), 18 contrari

    Vista l’indisponibilità ad accettare neanche una delle proposte all’interno del parere non vincolante della Circoscrizione mi sono visto costretto all’astensione sulla delibera (passato poi con 11 voti favorevoli e 8 astenuti).