• Perdite acqua

    Perdite nella rete dell’acquedotto di Ferrara a gestione Hera

    Interpellanza di Leonardo Fiorentini (SI) sul livello delle perdite nella rete idrica dell’acquedotto del Comune di Ferrara gestito da Hera. On line la risposta dell’Assessore Modonesi.

    Oggetto: perdite nella rete dell’acquedotto di Ferrara.

    Il sottoscritto consigliere comunale

    PREMESSO

    che il rapporto “Ecosistema Urbano 2016” reso pubblico da Legambiente in questi giorni ha rilevato, fra le molte positività della situazione ambientale della città anche alcune criticità;

    che una di queste è la percentuale di perdite dell’acquedotto di Ferrara che viene riportata nel 38,9%[1].

    CONSIDERATO

    che questo, a memoria dell’interpellante, è il valore di dispersione più alto di questo secolo.

    TENUTO CONTO

    che ai tempi della fusione per incorporazione di Agea e del ramo di gestione acqua di Acosea Spa con Hera uno dei motivi che veniva addotto da chi sosteneva il passaggio del servizio al colosso multiservizi bolognese era la capacità di investimento sulla rete e sugli impianti al fine di migliorare anche il dato della dispersione;

    RILEVATO

    • che prendendo per veritiero il dato pubblicato da Legambiente ci sarebbe stato un aumento del 21,56% delle perdite nella rete idrica del Comune di Ferrara dal 32% del 2004, anno del passaggio alla gestione di Hera Spa[2];
    • che da una analisi dei Bilanci di Hera si evince che nel periodo 2010-2014, pur rimanendo stabili in termini assoluti gli investimenti, il rapporto fra questi ed i ricavi del servizio idrico integrato è diminuito del 25%[3];
    • che tale evidenza, se confermata, parrebbe una dichiarazione di fallimento, dopo 12 anni, della gestione di Hera, almeno per ciò che riguarda la riduzione delle dispersioni.

    CHIEDE

    all’amministrazione comunale di Ferrara:

    • quale sia la serie storica del dato della dispersione idrica e degli investimenti previsti ed effettivamente realizzati da Hera Spa sulle reti per limitare la dispersione;
    • se sia mai stata fatta dall’Amministrazione o dall’Agenzia d’ambito una valutazione sull’efficacia di tali investimenti;
    • quali siano gli intendimenti dell’Amministrazione rispetto ad iniziative volte a incidere positivamente su questo preoccupante dato.

    Cordiali saluti.

    Ferrara, 18 novembre 2016

    Il Presidente del Gruppo Consiliare

    Leonardo Fiorentini

    [1] Fonte: Legambiente, Ecosistema Urbano [Comuni, dati 2015] Elaborazione: Ambiente Italia

    [2] Fonte: Bilancio ambientale del Comune di Ferrara – Consuntivo 2011-2013

    [3] Fonte: elaborazione Forum Nazionale Acqua Bene Comune su dati Hera (novembre 2015)

  • Laboratorio Pontelagoscuro

    Che cosa succede alla centrale di potabilizzazione di Pontelagoscuro?

    Fiorentini (SEL) ha presentato una interpellanza in Consiglio comunale su quella che “appare una progressiva smobilitazione” del presidio alla Centrale di potabilizzazione di Pontelagoscuro.

    Fiorentini (SEL) ha presentato una interpellanza in Consiglio comunale su quella che “appare una progressiva smobilitazione” del presidio alla Centrale di potabilizzazione di Pontelagoscuro.

    E’ stata protocollata ieri in Comune a Ferrara una interpellanza presentata da Leonardo Fiorentini, consigliere comunale eletto come indipendente nella lista di SEL, sulla situazione del personale addetto alla centrale di potabilizzazione di Pontelagoscuro.

    A maggio infatti, secondo le informazioni venute in possesso del consigliere di cui si chiede conferma nell’interpellanza, si ridurranno ulteriormente i turni di presenza del personale che presidia la “Fabbrica dell’acqua” di Ferrara arrivando ad un turno spezzato per soli 5 giorni alla settimana.

    Per Fiorentini “pare evidente la progressiva smobilitazione attuata da Hera rispetto all’impianto di potabilizzazione ferrarese. Dopo la chiusura del Laboratorio analisi  avvenuta nel corso del 2009 – continua il consigliere ecologista – si è pian piano passati da una presenza 24/24 ore 7/7 giorni ad una presenza su un solo turno spezzato 7 giorni su sette. Secondo quanto sono venuto a sapere da maggio l’orario di presenza sarà ulteriormente ridotto, lasciando scoperti tuttu i week end.”

    “Se da un lato desta una certa preoccupazione – sottolinea ancora Fiorentini – l’ipotesi che per più di 48 ore non vi siano tecnici presenti all’interno dell’impianto che rende bevibile l’acqua del Po per i cittadini ferraresi, dall’altro questa progressiva smobilitazione sembrerebbe essere in contrasto con gli impegni presi dall’Azienda quando nel corso del dibattito sulla chiusura del laboratorio di analisi acqua, si garantiva una valorizzazione delle professionalità con la non tanta velata intenzione di fare diventare l’impianto ferrarese un polo di sperimentazione all’avanguardia.”

    “Immagino che negli anni siano state garantite tutte le procedure di sicurezza per il bene dei cittadini e non dubito che lo saranno ancora. Ma la domanda adesso – conclude il consigliere – è soprattutto un’altra: cosa è rimasto, a Ferrara, del know how acquisito in decenni di lavoro sulle acque del grande fiume?”

    Leggi l’interpellanza.

  • Laboratorio Pontelagoscuro

    Sulla smobilitazione del presidio della centrale di potabilizzazione dell’acqua di Pontelagoscuro

    Ecco l’interpellanza sul presidio della centrale di potabilizzazione dell’acqua di Pontelagoscuro presentata dal consigliere Leonardo Fiorentini

    Ferrara, 28 aprile 2015

    Al Sindaco del Comune di Ferrara

    Oggetto: Interpellanza sul presidio della centrale di potabilizzazione dell’acqua di Pontelagoscuro.

    Premesso

    • che nell’estate del 2006 è iniziata la riorganizzazione dei laboratori di analisi acque potabili di Hera Spa che ha avuto come conseguenza la chiusura del laboratorio di Pontelagoscuro dall’agosto-settembre 2009

    Tenuto conto

    • che il Consiglio comunale, nel corso del Consiglio Comunale Straordinario del 31 Agosto 2009, è intervenuto all’unanimità a difesa del laboratorio, chiedendo la modifica del percorso di ristrutturazione e precise garanzie sulla qualità dell’acqua potabile che arriva nelle case dei cittadini;

    Considerato

    • che il presidio umano nel punto di prelievo 24/24 ore 7/7 giorni appare allo scrivente l’unica reale garanzia di una capacità di intervento immediata sugli impianti in caso di anomalia o emergenza.

    Venuto a conoscenza

    • che negli anni Hera avrebbe via via depotenziato il presidio umano nella centrale di potabilizzazione passando nel 2012 dai 3 turni giornalieri (24/24ore 7/7 giorni) a 2 turni (16/24 ore 7/7 giorni) e quindi da marzo 2014 all’orario spezzato 7/7 giorni
    • che inoltre dal prossimo mese (maggio 2015) il personale addetto passerebbe ad un orario spezzato su 5 giorni alla settimana, lasciando quindi senza presenza umana gli impianti per tutto il week end

    Il sottoscritto consigliere comunale,
    INTERPELLA
    l’amministrazione per conoscere:

    • se sia vero quanto qui sopra riportato rispetto alla turnazione del personale a Pontelagoscuro;
    • se l’amministrazione ritenga adeguato tale presidio, che oltre a evidenziare il progressivo depotenziamento dell’attività della multiutility bolognese sul nostro territorio, pone interrogativi seri sugli impegni presi in sede di dismissione del laboratorio di analisi acqua di Pontelagoscuro;
    • se siano o meno a regime i progetti di implementazione dei controlli a Pontelagoscuro ed i processi “valorizzazione delle professionalità esistenti” per i quali l’azienda e l’allora ATO6 si erano impegnati e che vengono messi quantomeno in dubbio dalla smobilitazione progressiva del personale di cui si è avuta notizia.

    Si richiede risposta scritta.

    Cordiali saluti.

    Il Presidente del Gruppo Consiliare
    Leonardo Fiorentini

  • Azioni Hera

    Hera, patto di sindacato e statuto

    Intervento in occasione della discussione sulla delibera per il rinnovo del contratto di sindacato e le variazioni dello Statuto di Hera SPA sulla quale ho espresso voto contrario. La delibera è stata approvata con 20 voti a favore (PD e Ferrara Concreta) e 13 contrari.

    Intervento in occasione della discussione sulla delibera per il rinnovo del contratto di sindacato e le variazioni dello Statuto di Hera SPA sulla quale ho espresso voto contrario. La delibera è stata approvata con 20 voti a favore (PD e Ferrara Concreta) e 13 contrari.

    La mia posizione su Hera è nota perché già espressa qualche mese fa con il voto contrario in occasione dell’ultimo breve rinnovo del patto di sindacato, cercherò per questo di non ripetermi troppo, anche perché credo che sia il caso di affrontare in modo laico la questione.

    Per farlo dobbiamo premettere una cosa: Hera, società per azioni quotata in borsa, non la controlliamo – noi soci pubblici – oggi con il 58%, e non la controlleremo domani con il 45, o il 40 o il 38 per cento che sia. E’ poi ovvio che il Comune di Ferrara con la sua minima quota non può certo arrogarsi il diritto di averne il controllo, ma è un fatto che sinora il fatto di far parte del contratto di sindacato non ha permesso al comune di Ferrara di conoscere prima, ed indirizzare poi, le politiche aziendali, soprattutto a livello locale.

    La disposizione legislativa per la quale oggi ci troviamo a discutere delle modifiche statutarie di Hera appare, nella pratica, un aggiramento del referendum: dopo i tentativi di reintrodurre l’obbligo di vendita, falliti per manifesta incostituzionalità, si è voluto lavorare sull’incentivazione della cessione di quote di società pubbliche garantendo una sorta di golden share e stralciandone i ricavi patrimoniali dal blocco degli investimenti dovuto al patto di stabilità. Questo per essere sicuri che, in tempi di insopportabile stretta delle finanze locali da parte dello Stato, i Comuni seguissero l’invito del Governo reperendo così i fondi necessari per poter realizzare investimenti necessari alle proprie comunità.

    E questa è la prima ragione per cui sono contrario a questo rinnovo del contratto di sindacato e alle modifiche statutarie. Nei fatti continuiamo a seguire pedissequamente un leit motiv che in questi ultimi vent’anni si è ormai affermato come dogma. Ovvero che il privato è meglio del pubblico, a prescindere. Per far cambiare idea, o anche solo rifletterci un po’ su, non sono bastati 7 anni di crisi economica le cui cause scatenanti sono privatissime, mentre le risorse per farvi fronte assolutamente pubbliche. Una crisi che ha effetti pesanti anche a poche centinaia di metri da noi. Io credo laicamente che vi siano spazi del vivere economico che possono essere gestiti direttamente dal pubblico, e che questo possa garantirne l’efficienza come e forse più del privato. E che vi siano in particolare alcuni servizi essenziali per il vivere umano, per i quali vada escluso ogni interesse di tipo privatistico: ovviamente mi riferisco in particolare all’acqua. Si badi bene, per evitare incomprensioni, non sono qui a rimpiangere la proprietà pubblica dei beni di produzione, teoria che peraltro non mi è mai stata particolarmente cara, ma credo che i servizi pubblici locali possano essere nel novero delle attività nelle quali il ruolo proprietario degli enti locali non solo degli impianti ma anche della gestione è, laicamente, accettato. In fondo si chiamano pur sempre Servizi Pubblici Locali.

    In particolare per l’acqua, ma anche per gli altri servizi credo che non basti il ruolo di controllore, come contraente di un contratto di servizio o tramite autorità terze di controllo.

    Anche perché il ruolo controllore del pubblico è decisamente risibile, sia come proprietario di maggioranza/minoranza di una Spa quotata in borsa, che come autorità di controllo del mercato: oltre agli evidenti esempi di fallimento a livello nazionale, abbiamo Atersir a dimostrarci ogni giorno quanto sia difficile confrontarsi con colossi come le grandi Multiutility della nostra Regione.

    E qui veniamo al secondo motivo di contrarietà. In questo patto di sindacato, in questo modifiche dello statuto, non vedo passi avanti significativi nell’assetto della governance dell’azienda. Non possiamo continuare a lamentarci che di Hera non sappiamo nulla e poi continuare ad accettare questa assenza di governance nonostante i patti di sindacato ai quali abbiamo aderito sinora.

    Va dato atto al Comune, al Sindaco, alla giunta ed al Consiglio Comunale di avere ottenuto impegni sostanziali su una questione specifica che è lo smaltimento dei rifiuti oltre le quote stabilite previsto dallo sblocca italia, ma è evidente a tutti che non è efficiente un sistema che costringe a contrattare all’ultimo minuto, in una posizione di evidente squilibrio di forza, ogni singola questione.

    L’ultimo motivo di contrarietà è che l’accettazione di fatto della direzione di navigazione imposta dal governo, ovvero la vendita di parte dell’azionariato pubblico delle aziende pubbliche locali, da il via al dilapidamento progressivo di un importantissimo patrimonio produttivo (e sottolineo produttivo) pubblico in funzione di esigenze, legittime, di cassa degli enti locali. Vendere oggi per costruire un ponte o riqualificare una piazza, interventi certamente fondamentali per quella determinata comunità, significa nei fatti disperdere parte di un patrimonio costituito negli ultimi settant’anni (e forse più) ed impedire non solo operazioni future, dal mio punto di vista virtuose, come la ripubblicizzazione della gestione del servizio idrico, ma anche un eventuale totale cambio di strategia di intervento dell’ente locale, che ovviamente necessita di risorse tali che una vendita parziale renderebbe impossibile. Perché è vero che si pensa alle generazioni future mantenendo il debito a livelli sostenibili, ma è anche vero che alle stesse generazioni future dobbiamo render conto di come abbiamo conservato il patrimonio pubblico di cui siamo momentanei custodi.

    E’ vero, ed è segnale positivo: l’amministrazione non ha già deciso di vendere le azioni. Ma è un segnale purtroppo che vale solo per oggi e domani. Non sappiamo cosa succederà dopopodomani: basti pensare alla spending review del governo Renzi che, a quanto scrive la stampa oggi, è alla ricerca di 4 miliardi (su 6 totali) per il 2016…

     

  • «Il no di Hera dovuto alle nuove tariffe»

    «Il no di Hera dovuto alle nuove tariffe» Centrale bis, tra i consiglieri comunali prevale questa spiegazione sul passo indietro. Piace l’idea della geotermia soft La Nuova Ferrara del 16/12/2014   ed. Nazionale p. 11 L’acqua calda che era incredbilmente scomparsa dal dibattito durante la campagna elettorale. È riemersa in superficie sotto la spinta del ripensamento di Hera, che ha messo proprio una pietra sopra alla Geotermia bis, ma ha impostato […]

    «Il no di Hera dovuto alle nuove tariffe»

    Centrale bis, tra i consiglieri comunali prevale questa spiegazione sul passo indietro. Piace l’idea della geotermia soft
  • Interpellanza sul cambiamento unilaterale dei contratti gas a clienti domestici da parte di Hera Spa.

    Presentata il 19 settmbre 2014

    Al Sindaco di Ferrara
    Tiziano Tagliani

    All’Assessore alle Partecipazioni
    Luigi Marattin

    Oggetto: interpellanza sul cambiamento unilaterale dei contratti gas a clienti domestici da parte di Hera Spa.

    Premesso

    che nei giorni scorsi sulla stampa locale è apparsa la denuncia di Federconsumatori rispetto alla pratica di HERA, in forza dell’interpretazione estensiva di una recente delibera di Aeegsi, di trasformare unilateralmente alcuni contratti domestici per la fornitura del Gas dalla “Maggiore Tutela” al “Libero Mercato” senza alcuna comunicazione al cliente.

    Tenuto conto

    • che Hera è una società multiutility quotata in borsa il cui controllo risulterebbe in capo ad un patto di sindacato composto da Amministrazioni pubbliche;
    • che il Comune di Ferrara è socio di Hera;
    • che Hera si fregia di un “Codice Etico”;
    • che, anche nel caso di una corretta interpretazione delle norme, le minime regole di trasparenza e buon senso avrebbero imposto una comunicazione scritta al cliente oggetto di variazione contrattuale;
    • che Hera avrebbe risposto ad alcuni clienti che il tipo di contratto “acconti a consumi costanti” non sarebbe più inquadrabile nel servizio a “Maggior Tutela”;

    Considerato

    • che sono moltissimi i cittadini ferraresi clienti domestici Hera che si avvalgono del contratto Gas ad “Acconti a consumi costanti”;
    • che il passaggio al “Libero Mercato” può provocare nel futuro aumenti (come diminuzioni) del prezzo del gas indipendenti dalle tariffe fissate trimestralmente dall’Autorità e che tale eventualità dovrebbe essere possibile solo a seguita di scelta esplicita del cliente;
    • che pratiche poco trasparenti come quella che sarebbe stata posta in essere secondo Federconsumatori mettono in discussione non solo l’immagine della società Hera ma anche quella dei suoi soci, soprattutto in quanto Amministrazioni pubbliche.

    Si interpella l’amministrazione per chiedere:

    • se vi sono riscontri rispetto a quanto denunciato da Federconsumatori, ed in caso affermativo quanti contratti domestici siano interessati dal cambio unilaterale di contratto;
    • se il Comune, in quanto socio, abbia intenzione di intervenire, e con quali strumenti.

    Ferrara, 19 settembre 2014

    Il Presidente del Gruppo Consiliare

    Leonardo Fiorentini

  • Hera: cambio contratti Gas: interpellanza in consiglio comunale

    Documento presentato oggi da Leonardo Fiorentini (SEL)

    Hera: cambio contratti Gas: interpellanza in consiglio comunale
    Documento presentato oggi da Leonardo Fiorentini (SEL)

    E’ di questi giorni la denuncia di Federconsumatori rispetto alla pratica di HERA, in forza dell’interpretazione estensiva di una recente delibera di Aeegsi, di trasformare unilateralmente alcuni contratti domestici per la fornitura del Gas dalla “Maggiore Tutela” al “Libero Mercato” senza che vi sia stata alcuna comunicazione al cliente.

    Su questo Leonardo Fiorentini, consigliere comunale eletto come indipendente nelle liste di SEL, ha presentato oggi una interpellanza al Sindaco e all’Assessore alle partecipazioni. Il consigliere nel documento sottolinea come Hera sia una società il cui controllo dovrebbe essere in mano pubblica e che il Comune di Ferrara ne è socio. Secondo Fiorentini “anche nel caso di una corretta interpretazione delle norme, le minime regole di trasparenza e buon senso avrebbero imposto una comunicazione scritta al cliente oggetto di variazione contrattuale” soprattutto rilevato il fatto che “Hera si fregia di essersi dotata di un “Codice Etico””.

    “Peraltro – aggiunge il consigliere – se fosse vero quanto anticipato da Hera ad alcuni clienti e reso pubblico da Federconsumatori, ovvero che il tipo di contratto “acconti a consumi costanti” non sarebbe più inquadrabile nel servizio a “Maggior Tutela”, sarebbero moltissimi i cittadini interessati dal cambio di contratto. Cittadini che – rimarca Fiorentini – si troverebbero così ignari soggetti ai prezzi determinati dal “Libero Mercato” e non più a quelli decisi ogni trimestre dall’autorità.”

    “Per questo – conclude – temendo un danno di immagine per la Società ed i suoi soci, ho chiesto all’Amministrazione se vi sia un riscontro a quanto denunciato dall’associazione di consumatori e se il Comune abbia intenzione di intervenire ed in che modo, anche nella sua qualità di socio di Hera”.

    L’ufficio stampa

    Si allega il documento: Interpellanza_gas_hera.pdf.

  • Il peso dei rifiuti (non riciclabili)

    Questa intervista di Letizia Palmisano (via Marcello) mi permette di anticipare qualche ragionamento che proporrò al consiglio di Circoscrizione di domani, dedicato all’audizione dei vertici di Hera Ferrara. Queste considerazioni partono dalla mia esperienza personale e dimostrano che è possibile ridurre drasticamente la produzione dei rifiuti senza grossissimi sforzi e risparmiando decine di euro di TIA. Ho sempre fatto raccolta differenziata, e vi assicuro che farla da pigro amante della […]

    compostieraQuesta intervista di Letizia Palmisano (via Marcello) mi permette di anticipare qualche ragionamento che proporrò al consiglio di Circoscrizione di domani, dedicato all’audizione dei vertici di Hera Ferrara.

    Queste considerazioni partono dalla mia esperienza personale e dimostrano che è possibile ridurre drasticamente la produzione dei rifiuti senza grossissimi sforzi e risparmiando decine di euro di TIA.

    Ho sempre fatto raccolta differenziata, e vi assicuro che farla da pigro amante della birra quale sono in un bilocale di 60mq scarsi non è sempre facile, a meno che non si accetti di vivere fra bottiglie e cumuli di carta. Da quando è aperta la stazione ecologica in via Ferraresi però il conferimento è divenuto un po’ più semplice e soprattutto remunerativo. Complici 2 traslochi (+1 della cooperativa) in due anni con periodiche visite alla stazione ho praticamente azzerato la componente variabile della mia TIA (40/50 euro l’anno), diminuendo drasticamente l’apporto di rifiuti nei cassonetti grigi dell’indifferenziata.

    Da quando poi in famiglia abbiamo la fortuna di avere un giardino a disposizione abbiamo richiesto ad Hera la compostiera (o composteria) gratuita, ed abbiamo avviato un piccolo compostaggio in vista dell’orto prossimo venturo. Oltre allo sconto del 15% sulla parte variabile della TIA, che si aggiunge agli sconti per i conferimenti in stazione, si è così limitato al minimo i conferimenti di rifiuti indifferenziati (e quindi avviati all’incenerimento). Si sono ormai ridotti ad un sacchetto settimanale (inodore) di plastiche non riciclabili provenienti dagli imballaggi di cibi ed altri oggetti, che difficilmente raggiungono il peso di 1kg (per due persone).

    Questa esperienza mi fa trarre alcune conclusioni e proposte oltre all’auspicio, già espresso in altre occasioni, di uscire dalla contrapposizione ideologica fra sistema a cassonetti e sistema a porta a porta (si può tranquillamente immaginare un sistema misto che porti agli utenti ed ai gestori i vantaggi dei due sistemi limitandone gli svantaggi):

    • è necessario investire in nuove stazioni ecologiche, in modo da rendere più facile il conferimento dei rifiuti differenziati e più palpabili ai cittadini i vantaggi economici;
    • va studiato un sistema di raccolta dell’umido nella città che se puo’ essere porta a porta nel forese ed in periferia, difficilmente puo’ esserlo in centro, vuoi per il contesto urbanistico, vuoi per le condizioni di vita dei suoi cittadini (4 studenti in un bilocale difficilmente riuscirebbero a gestire in casa i vari bidoncini). Abbiamo sperimentato i bidoncini verdi del vetro, possiamo sperimentare compostiere o bidoncini marroni nelle aree verdi?
    • è fondamentale una legge che obblighi i produttori a confenzionare le merci con imballaggi riciclabili e di minor peso possibile.

    Qui invece qualche consiglio sulla plastica da Green Life un nuovo canale DeAgostini on line, totalmente gratuito e on demand, dedicato all’ambiente, al viver verde e in salute.

  • Raccolta differenziata: cambio di rotta della Provincia e del Comune di Ferrara?

    Hanno stupito molto le dichiarazioni dell’Assessore provinciale Bellini, durante un Forum organizzato da un quotidiano locale, riguardanti la difficoltà di “mantenere le promesse”, ovvero gli obiettivi previsti da Piano Aria e Piano Rifiuti della Provincia. Lo stupore deriva sia dal fatto che si dimentica (o si vuole ignorare) che tali obiettivi non sono altro che la traduzione nella pianificazione locale di provvedimenti legislativi o accordi sovranazionali e che i Piani […]

    Hanno stupito molto le dichiarazioni dell’Assessore provinciale Bellini, durante un Forum organizzato da un quotidiano locale, riguardanti la difficoltà di “mantenere le promesse”, ovvero gli obiettivi previsti da Piano Aria e Piano Rifiuti della Provincia. Lo stupore deriva sia dal fatto che si dimentica (o si vuole ignorare) che tali obiettivi non sono altro che la traduzione nella pianificazione locale di provvedimenti legislativi o accordi sovranazionali e che i Piani stessi indicano modalità ed azioni utili a raggiungerli, ma soprattutto dal fatto che essi sono obiettivi posti dal precedente Consiglio Provinciale non certo per vezzo o sbadataggine, bensì per migliorare la salute del nostro ambiente e di chi lo vive.

    Purtroppo si tratta di un’operazione, quella di dichiarare impossibili obiettivi che mettono in primo piano la sostenibilità ambientale e la salute dei cittadini (ed in secondo gli interessi economici), che pare andare di gran voga di questi tempi – tempi in cui l’ecologismo politico è stato messo in un angolo dal vociare inconcludente del nostro paese – ed in modo assolutamente bipartisan. Tanto che Filippo Bernocchi, delegato ANCI alle Politiche ambientali, nonché Assessore ai rapporti istituzionali e alle grandi opere del PDL a Prato, Avvocato e membro fisso delle Commissioni VIA dei Governi Berlusconi, nelle settimane scorse ha potuto tranquillamente dire rappresentando i Comuni italiani che per quanto riguarda la differenziata “l’obbligo di legge che ci impone di arrivare al 65% non è sostenibile nè utile”.

    Per questo ho presentato un’interpellanza presso il consiglio circoscrizionale 1 chiedendo in primo luogo all’Assessore all’Ambiente del nostro Comune se condivida o meno le dichiarazioni dell’Assessore provinciale e del delegato Anci. Ma non solo. Al di là dell’interesse di conoscere quali siano i dati delle sperimentazioni avviate negli anni scorsi, anche su stimolo delle circoscrizioni (raccolta del vetro tramite i bidoncini nel centro medioevale, la raccolta porta a porta della carta nell’entromur, la concessione gratuita delle compostiere ai cittadini e alle scuole) e quali siano i dati di raccolta della nuova stazione ecologica (ed i tempi per la realizzazione delle nuove) credo che sia di interesse comune conoscere quali strade si intendono percorrere per raggiungere l’obiettivo di progressivo aumento della raccolta differenziata e diminuzione della produzione dei rifiuti che mi auguro sia ancora condiviso.

    In particolare riterrei utile continuare nella realizzazione di un sistema di raccolta integrato e misto, che preveda l’estensione del porta a porta nei quartieri la cui struttura edilizia e urbanistica lo permetta, la sistematizzazione della raccolta differenziata a livello condominiale, l’estensione delle raccolte puntuali (bidoncini, cassonetti interrati) nel centro storico, la sperimentazione di “compostiere sociali” da affidare ad esempio alla cura dei Comitati di gestione degli orti, ai Centri Sociali, ai condomini o a gruppi di cittadini. Senza poi dimenticare le azioni già avviate per la riduzione dei rifiuti, come il progetto finanziato dalla Regione Emilia Romagna di realizzazione di un centro del riuso e del recupero presso i locali dell’ex Macello di Ferrara (di cui si chiedono i tempi di realizzazione) e quali altre azioni siano state previste volte alla riduzione dei rifiuti alla fonte.

    Leonardo Fiorentini
    Presidente Gruppo Verdi per la Pace Circoscrizione 1

    Scarica il testo dell’interpellanza in formato pdf: piano_rifiuti

    Scarica l’articolo in formato pdf del Forum de La Nuova Ferrara: forum_nuova

  • Quanto conta realmente il Comune di Ferrara in Hera? Vediamo le carte!

    Ho presentato oggi un’interrogazione sull’avvio delle procedura di chiusura del Laboratorio Analisi Acqua di Pontelagoscuro ed il trasferimento delle funzioni di controllo dell’acqua potabile presso il Centro Hera di Sasso Marconi annunciata da Hera in queste settimane. Nel documento ricordo come “l’Amministrazione comunale di Ferrara ha aderito da molti anni al Manifesto dell’Acqua, una delle iniziative del Comitato Internazionale per un contratto mondiale per l’acqua” e che più volte la […]

    Ho presentato oggi un’interrogazione sull’avvio delle procedura di chiusura del Laboratorio Analisi Acqua di Pontelagoscuro ed il trasferimento delle funzioni di controllo dell’acqua potabile presso il Centro Hera di Sasso Marconi annunciata da Hera in queste settimane.

    Nel documento ricordo come “l’Amministrazione comunale di Ferrara ha aderito da molti anni al Manifesto dell’Acqua, una delle iniziative del Comitato Internazionale per un contratto mondiale per l’acqua” e che più volte la precedente amministrazione, in sede di Consiglio e Giunta si era espressa fermamente contraria al trasferimento delle funzioni di controllo dell’acqua potabile cittadina a Sasso Marconi; anzi, solo pochi mesi fa, il “Consiglio comunale aveva auspicato che la comunità locale in futuro potesse riprendere la gestione diretta del ciclo idrico integrato, una scelta compiuta di recente, ad esempio, dal Comune di Parigi”.

    La scelta di Hera “pare unicamente volta a garantire un risparmio di costi interni all’azienda e non a garantire la sicurezza del servizio idrico affidatole dal Comune di Ferrara” e nello stesso tempo “pone interrogativi rispetto alla reale tutela del diritto dei cittadini ferraresi di avere controlli certi sulla qualità dell’acqua che prelevata dal Po e resa potabile, arriva nelle loro case e pone dubbi sulla capacità reale di interventi rapidi in caso di emergenza”. Per questo chiedo di essere informato su “quali siano nel dettaglio le procedure e i tempi di controllo e verifica della potabilità dell’acqua dopo la chiusura del laboratorio”.

    Ma c’è un altro aspetto molto importante da chiarire. A fronte di pronunciamenti univoci e ripetuti degli organi elettivi e rappresentativi della comunità locale (Sindaco, Giunta, Consiglio), la concessionaria del servizio idrico partecipata dal Comune stesso ha continuato nella sua riorganizzazione interna come se nulla fosse accaduto. Vorrei quindi conoscere “quali siano stati gli atti formali e informali dei rappresentanti del Comune di Ferrara in seno a Consiglio di amministrazione di Hera, Assemblea dei Soci, Consiglio di Hera Sot seguite ai diversi pronunciamenti del Consiglio Comunale al fine di scongiurare la chiusura del laboratorio di Pontelagoscuro”.

    Ho richiesto copia dei documenti prodotti in questi mesi all’interno di Hera dai rappresentanti del Comune: solo così si potrà finalmente avere percezione di quanto conti effettivamente il Comune – con il suo 2,4% di azioni – in Hera, e di quanto chi rappresenta i cittadini, direttamente o indirettamente, possa incidere sulle scelte operative della Società Multiservizi. Questo è un argomento molto dibattuto in città in queste settimane: certamente visti i risultati, la proposta dei Verdi, avanzata in tempi non sospetti (e con ben più elevati valori azionari), di uscire da Hera e reinvestire il ricavato per riprendersi il servizio idrico e diminuire il debito sembra sempre più un’occasione sprecata.

    Allegati: il testo dell’interrogazione (pdf)