• Carcere: più fondi per le attività del Garante

    Con l’emendamento dei consiglieri Baraldi (PD) e Fiorentini (Indipendente per Sinistra Italiana) il fondo per attività in carcere passerebbe da 500 a 5000€.

    Carcere: più fondi per le attività del Garante
    Con l’emendamento dei consiglieri Baraldi (PD) e Fiorentini (Indipendente per Sinistra Italiana) il fondo passerebbe da 500 a 5000 euro.

    E’ stato presentato dai consiglieri Ilaria Baraldi (PD) e Leonardo Fiorentini (Indipendente per Sinistra Italiana) un emendamento al bilancio di previsione 2017/19 del Comune di Ferrara volto a reperire nuove risorse per le attività del garante dei detenuti.

    Si tratta – spiega Fiorentini – di un piccolo emendamento che non va ad incidere sull’attuale compenso del Garante, che pure rimane ormai puramente simbolico rispetto all’impegno del ruolo, ma che si prefigge di aumentare le risorse a disposizione del garante per iniziative non solo di sensibilizzazione ma anche di intervento diretto in attività di educazione, socializzazione e formazione professionale all’interno del carcere di Ferrara. Nell’ultima relazione il garante uscente Marighelli aveva illustrato al consiglio come i pochi fondi a sua disposizione (500 euro, che ora vogliamo portare a 5000) aveva acquistato la vernice per far verniciare ai detenuti alcune pareti del luogo in cui vivono e le marche da bollo per i diplomi dei carcerati che avevano seguito corsi di istruzione durante la detenzione. Mi piacerebbee se riuscissimo a rendere possibile ritinteggiare l’intero carcere entro al fine del mandato, e magari permetterci qualche diploma in più…

    Per la consigliera Ilaria Baraldi “il ruolo del garante è determinante per la diffusione della cultura della tutela dei diritti delle persone detenute. In essa rientra appieno l’idea che il tempo passato in carcere debba essere un tempo utile al detenuto, nella logica rieducativa e non solo punitiva, attraverso un percorso di cambiamento che renda efficace il suo reinserimento. I dati confermano che più il detenuto è occupato in attività formative e laboratori che lo aiutino ad acquisire nuove competenze, minori sono le probabilità che torni a delinquere perché maggiori saranno gli strumenti che avrà per affrontare il suo rientro nella comunità.” Per Baraldi infine “l’attività del garante serve, da un lato, a raccontare fuori quello che accade dentro al carcere, dall’altro a portare in carcere idee, attività, persone, volontari per uno scambio continuo che confermi il carcere come una parte della città.

    L’emendamento sarà ora oggetto di vaglio tecnico dell’ufficio Ragioneria e del Collegio dei Revisori per poi approdare al voto del Consiglio nella sessione di bilancio che avrà inizio lunedì 27 febbraio.

    L’ufficio Stampa

    Ferrara, 22 febbraio 2017

    Aggiornamento del 1 marzo 2017

    Emendamento approvato con 20 voti a favore (SI, FC e PD) e 5 astensioni (M5S). Contrari Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia, GOL.

  • Perdite acqua

    Perdite nella rete dell’acquedotto di Ferrara a gestione Hera

    Interpellanza di Leonardo Fiorentini (SI) sul livello delle perdite nella rete idrica dell’acquedotto del Comune di Ferrara gestito da Hera. On line la risposta dell’Assessore Modonesi.

    Oggetto: perdite nella rete dell’acquedotto di Ferrara.

    Il sottoscritto consigliere comunale

    PREMESSO

    che il rapporto “Ecosistema Urbano 2016” reso pubblico da Legambiente in questi giorni ha rilevato, fra le molte positività della situazione ambientale della città anche alcune criticità;

    che una di queste è la percentuale di perdite dell’acquedotto di Ferrara che viene riportata nel 38,9%[1].

    CONSIDERATO

    che questo, a memoria dell’interpellante, è il valore di dispersione più alto di questo secolo.

    TENUTO CONTO

    che ai tempi della fusione per incorporazione di Agea e del ramo di gestione acqua di Acosea Spa con Hera uno dei motivi che veniva addotto da chi sosteneva il passaggio del servizio al colosso multiservizi bolognese era la capacità di investimento sulla rete e sugli impianti al fine di migliorare anche il dato della dispersione;

    RILEVATO

    • che prendendo per veritiero il dato pubblicato da Legambiente ci sarebbe stato un aumento del 21,56% delle perdite nella rete idrica del Comune di Ferrara dal 32% del 2004, anno del passaggio alla gestione di Hera Spa[2];
    • che da una analisi dei Bilanci di Hera si evince che nel periodo 2010-2014, pur rimanendo stabili in termini assoluti gli investimenti, il rapporto fra questi ed i ricavi del servizio idrico integrato è diminuito del 25%[3];
    • che tale evidenza, se confermata, parrebbe una dichiarazione di fallimento, dopo 12 anni, della gestione di Hera, almeno per ciò che riguarda la riduzione delle dispersioni.

    CHIEDE

    all’amministrazione comunale di Ferrara:

    • quale sia la serie storica del dato della dispersione idrica e degli investimenti previsti ed effettivamente realizzati da Hera Spa sulle reti per limitare la dispersione;
    • se sia mai stata fatta dall’Amministrazione o dall’Agenzia d’ambito una valutazione sull’efficacia di tali investimenti;
    • quali siano gli intendimenti dell’Amministrazione rispetto ad iniziative volte a incidere positivamente su questo preoccupante dato.

    Cordiali saluti.

    Ferrara, 18 novembre 2016

    Il Presidente del Gruppo Consiliare

    Leonardo Fiorentini

    [1] Fonte: Legambiente, Ecosistema Urbano [Comuni, dati 2015] Elaborazione: Ambiente Italia

    [2] Fonte: Bilancio ambientale del Comune di Ferrara – Consuntivo 2011-2013

    [3] Fonte: elaborazione Forum Nazionale Acqua Bene Comune su dati Hera (novembre 2015)

  • Turismo: la mappa turistica di Ferrara

    Turismo: question time sulle presenze turistiche a Ferrara

    Question time sul Turismo a Ferrara presentato da Leonardo Fiorentini (SI) a cui sarà data risposta nel consiglio del 21 novembre 2016

    Oggetto: Turismo, question time sulle presenze turistiche a Ferrara.

    Il sottoscritto consigliere comunale

    CONSIDERATO

    che l’interrogante ha notato con piacere nelle scorse settimane una notevole presenza di turisti nella nostra città, insolita per la stagione, ed in particolare durante il “ponte” del 1° novembre scorso.

    CHIEDE

    all’amministrazione quali siano stati i dati più aggiornati di presenza in città, nelle strutture alberghiere e nei musei cittadini, raffrontandoli con quelli degli anni precedenti.

    Cordiali saluti.

    Ferrara, 14 novembre 2016

     

    Il Presidente del Gruppo Consiliare

    Leonardo Fiorentini

  • Cannabis consegnate oggi le firme per la legalizzazione alla Camera dei Deputati

    Oltre 1400 firme per la regolamentazione legale della cannabis provengono da Ferrara. Ora la palla passa al Parlamento

    Cannabis consegnate oggi le firme per la legalizzazione alla Camera dei Deputati
    Oltre 1400 provengono da Ferrara

    Oggi Radicali Italiani e Associazione Luca Coscioni, promotori di Legalizziamo!, insieme alle altre organizzazioni che sostengono la campagna, hanno consegnato alla Camera dei deputati le oltre 60 mila firme raccolte in sei mesi sulla legge popolare per la legalizzazione della cannabis e la decriminalizzazione dell’uso personale di tutte le sostanze. Alle 11 si è formata un corteo in fila indiana, con gli scatoloni pieni di firme, dalla sede radicale di via di Torre Argentina in direzione Montecitorio, dove si è tenuta la conferenza stampa prima del deposito presso gli uffici della Camera. Erano presenti, tra gli altri, Riccardo Magi (segretario di Radicali Italiani), Marco Cappato (tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni), Marco Perduca (coordinatore della campagna Legalizziamo), Filomena Gallo (segretario dell’Associazione Luca Coscioni), Antonella Soldo (presidente di Radicali Italiani), Luigi Manconi (Senatore del PD), Pippo Civati (Deputato e leader di Possibile), Hassan Bassi (Forum Droghe), Leonardo Fiorentini (FuoriLuogo e Società della Ragione), Andrea Trisciuoglio (La PiantiAmo), Luca Marola (coordinamento nazionale e portavoce growshop italiani).

    Per Fiorentini, rappresentante anche del Comitato promotore locale ferrarese, “è stato un grande successo. Si tratta della più grande campagna antiproibizionista da quella del referendum del ‘93 sulla Jervolino –Vassalli. A Ferrara abbiamo raccolto oltre 1400 firme (1414 per l’esattezza) superando in scioltezza l’obiettivo iniziale delle 1000 firme. Vanno ringraziati tutti i volontari che da Ferrara a Roma hanno permesso di raccogliere le firme ai banchetti e poi ottenere i certificati elettorali per un procedimento democratico di partecipazione popolare imbrigliato da una inaccettabile, nel 2016, burocrazia.”

    “La strada della regolamentazione legale della cannabis è la via maestra per la riforma delle politiche sulle droghe. – continua Fiorentini ricordando i recenti risultati dei referendum in USA – Una via intrapresa ormai con convinzione anche nella patria della War on Drugs, gli Stati Uniti d’America, dove questo martedì altri 4 stati (fra cui la California) hanno legalizzato la cannabis per gli adulti, mentre sono ormai più di 30 gli stati in cui è legale la marijuana terapeutica”.

    “È evidente che anche il nostro paese, dove tuttora oltre il 50% dei reati per droga e delle operazioni di polizia è legato ai cannabinoidi, è maturo per arrivare alla regolamentazione legale di una sostanza molto meno dannosa di alcol e tabacco. Essa avrebbe solo effetti positivi. Sui consumi in primis, che sarebbero più sicuri e controllati, e nel medio-lungo termine tenderebbero a calare, come avvenuto ovunque si è proceduto a depenalizzazioni e legalizzazioni. Ma anche sul sistema della sicurezza e della giustizia ora appesantito da una mole incredibile di lavoro che impegna in una inutile repressione le forze dell’ordine (come recentemente ribadito dalla Direzione Nazionale Antimafia) e intasa i tribunali (quasi 200.000 i processi penali pendenti per fatti di droga). E oltre a liberare risorse utili a garantire veramente la sicurezza dei cittadini – invece che stanare coltivatori di qualche piantina di cannabis per uso personale – la regolamentazione legale della cannabis renderebbe disponibili nella casse dello Stato una enorme quantità di denaro – dai 5 ai 10 miliardi di euro – ora appannaggio della criminalità organizzata.”

  • RIFORMA COSTITUZIONALE. L’esercizio del dubbio

    RIFORMA COSTITUZIONALE l’esercizio del dubbio Giovedì 6 ottobre 2016 ore 21 Sala della Musica Chiostri di San Paolo | Via Boccaleone 19 | Ferrara Daniele Lugli dialoga con Walter Tocci Senatore PD Introduce e coordina Leonardo Fiorentini consigliere comunale “Il dubbio mi scuoteva. Vedevo in esso un’apertura alla complessità della vita: dubitare mi sembrava l’impulso primo a cercare, aprirsi al molteplice del mondo. Sì, vivevo il piacere del dubbio”. Pietro […]

    cartolina2RIFORMA COSTITUZIONALE
    l’esercizio del dubbio

    Giovedì 6 ottobre 2016 ore 21
    Sala della Musica
    Chiostri di San Paolo | Via Boccaleone 19 | Ferrara

    Daniele Lugli
    dialoga con
    Walter Tocci Senatore PD

    Introduce e coordina
    Leonardo Fiorentini consigliere comunale

    “Il dubbio mi scuoteva. Vedevo in esso un’apertura
    alla complessità della vita: dubitare mi sembrava
    l’impulso primo a cercare, aprirsi al molteplice del
    mondo. Sì, vivevo il piacere del dubbio”.
    Pietro Ingrao

    Gruppo Consiliare Sinistra Italiana del Comune di Ferrara
    http://www.leonardofiorentini.it/consiglio

    WALTER TOCCI. Laureato all’Università di Roma La Sapienza, prima in Fisica e poi in Filosofia. Ha iniziato l’esperienza politica nella periferia romana, come presidente dell’allora Quinta Circoscrizione (la Tiburtina). E’ stato vicesindaco di Roma dal 1993 al 2001. Come assessore alla mobilità ho impostato la strategia della “cura del ferro”, avviando il potenziamento del trasporto pubblico nella capitale. Eletto alla Camera dei Deputati e poi al Senato si è occupato di ricerca e università, tornando agli interessi giovanili che aveva maturato come ricercatore nell’industria elettronica. Ha affiancato al lavoro parlamentare un’attività di studio, pubblicando libri e saggi su Roma e sulla scienza. E’ stato Direttore del Centro per la Riforma dello Stato, che si occupa di riforme istituzionali.

  • Referendum costituzionale: l’esercizio del dubbio

    Incontro col Senatore Walter Tocci del Partito Democratico e Daniele Lugli giovedì 6 ottobre alla Sala della Musica.

    Referendum Costituzionale. L'esercizio del dubbioReferendum costituzionale: l’esercizio del dubbio
    Incontro col Senatore Walter Tocci del Partito Democratico e Daniele Lugli giovedì 6 ottobre alla Sala della Musica.

    Si possono avere dubbi sulla riforma costituzionale senza finire nel novero dei “nemici della patria“? Si può discutere nel merito senza lasciarsi andare a beceri populismi e slogan raffazzonati? Si può esprimere un’opinione libera senza vedersi rinfacciare improbabili personaggi che la pensano in maniera simile? E’ questo il tentativo dell’iniziativa che si terrà giovedì 6 ottobre alle ore 21 presso la Sala della Musica del complesso di San Paolo (ingresso da via Boccaleone 19).

    L’incontro, promosso dal Gruppo consiliare di Sinistra Italiana del Comune di Ferrara ed introdotto dal consigliere Leonardo Fiorentini, vedrà protagonisti Daniele Lugli e Walter Tocci, senatore del Partito Democratico.

    Walter Tocci, Senatore del Partito Democratico, è stato fra i più critici all’interno della maggioranza di governo rispetto all’ipotesi di riforma costituzionale, ed ha promosso una lunga battaglia parlamentare – sempre alla ricerca del dialogo sul merito – volta a modificarne gli aspetti più deletari, giungendo alla fine, inascoltato, ad esprimere voto contrario. E’ anche fra i 10 parlamentari del PD che hanno scelto di lanciare un appello per il NO.

    Tocci nella sua carriera politica e istituzionale, oltre ad essere stato l’assessore della “cura del ferro” per la mobilità romana, è stato anche direttore del Centro per la Riforma dello Stato ed è quindi erede di quella storia politica che ha visto in Pietro Ingrao un riferimento. L’Ingrao del dubbio, ma anche il Pietro Ingrao del monocameralismo e del proporzionale.

    Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/113079632486735/

    Referendum e Riforma: dal sito di Walter Tocci

  • Nonviolenza e Forze dell’Ordine. Se ne parla domani a Ferrara.

    Si parla di formazione alla nonviolenza per i tutori dell’ordine pubblico martedì 2 agosto alle 19 al Chiosco al Pinguino

    Nonviolenza e Forze dell'Ordine - Azione Nonviolenta Maggio Giugno 2016Comunicato Stampa

    Nonviolenza e Forze dell’Ordine
    Si parla di formazione alla nonviolenza per i tutori dell’ordine pubblico martedì 2 agosto alle 19 al Chiosco al Pinguino

    Si terrà domani, martedì 2 agosto 2016, alle ore 19 presso il Chiosco al Pinguino di Via Cassoli (angolo Ticchioni) a Ferrara l’incontro di presentazione dell’ultimo numero di Azione Nonviolenta dedicato a “Nonviolenza e Forze dell’Ordine”.

    Il bimestrale del Movimento Nonviolento ha infatti dedicato questo numero alla formazione alla nonviolenza delle Forze dell’Ordine, in particolare a seguito di un importante convegno organizzato lo scorso aprile su iniziativa del Centro studi nonviolenza del Movimento Nonviolento, del sindacato Silp CGIL della Toscana e di Azione Nonviolenta.

    All’incontro, promosso dal Gruppo Consiliare di Sinistra Italiana del Comune di Ferrara, parteciperanno Daniele Lugli, presidente emerito del Movimento Nonviolento, e Leonardo Fiorentini, consigliere comunale.

    L’ufficio stampa

    Ferrara, 1 agosto 2016

  • 15 anni fa a Genova

    Una generazione politica che al G8 di Genova diceva cose giuste e le praticava, è stata distrutta dalla repressione ed oggi ha il difficile compito di riprendere in mano quel filo disperso.

    15 anni fa faceva più o meno lo stesso caldo di oggi. Ero a Genova da qualche giorno con alcuni amici e tanti, tanti altri sconosciuti. Avevo qualche capello in più e qualche chilo in meno.

    Oggi rispetto ad allora ho ancora tanti dubbi ed una sola certezza in più: che quel movimento diceva le cose giuste e praticava le giuste modalità. Oggi che i nodi stanno venendo al pettine, dalle guerre alle migrazioni sino alla crisi senza fine del modello economico-finanziario, è sempre più chiaro. Ed è proprio perché quel movimento era nel giusto che è stato distrutto prima coi lacrimogeni, i manganelli e le pistole e poi vilipeso e diffamato.

    Siamo stati forse deboli noi a non saper reagire, facendoci disperdere – quasi volentieri – in tanti piccoli rivoli incapaci di influire sulla società nel suo complesso. Oggi quella generazione – che i fatti di oggi ci dimostrano non essere di folli sognatori ma di giovani con i piedi ben piantati per terra – ha la responsabilità di riprendere quel percorso e soprattutto quelle modalità. Che includevano prima che escludere e che mettevano l’ascoltare prima del parlare. Non è facile, ma lo dobbiamo a quelli che, nel frattempo, sono divenuti i nostri figli.

    Leonardo Fiorentini
    Consigliere comunale

  • Lo stato fb di Nicola Naomo Lodi

    Dei “venditori di morte”, delle “merde”, e della legalizzazione della cannabis

    Nota dei Consiglieri comunali Ilaria Baraldi (PD) e Leonardo Fiorentini (SI)

    Lo stato fb di Nicola Naomo Lodi

    Lo stato fb di Nicola Naomo Lodi

    Dei “venditori di morte”, delle “merde”, e della legalizzazione della cannabis

    Nota dei Consiglieri comunali Ilaria Baraldi (PD) e Leonardo Fiorentini (SI)

    Prendiamo atto di come l’appello a “abbassare i toni” lanciato nei giorni scorsi dal sig. Nicola Lodi non sia stato raccolto dal sig. Naomo Lodi. Il quale peraltro non si capisce bene con chi se la prenda quando parla di “venditori di morte”: con le decine di migliaia di Tabaccai che vendono sigarette (circa 70.000 morti l’anno correlati all’uso di tabacco in Italia), con le centinaia di migliaia di esercizi pubblici che vendono alcolici (circa 30.000 morti l’anno correlati all’uso dell’alcol in Italia) o a chi sostiene la legalizzazione della cannabis (0 morti nel mondo correlati all’uso di marijuana). Per quanto poi riguarda gli epiteti a noi rivolti, consigliamo agli amici dei signori Lodi (Nicola e Naomo) di aiutarli ad evitarsi guai: questa volta se la prendono con due consiglieri molto pazienti e che soprattutto credono in un sistema penale minimo. Ma in caso di reiterazione potrebbero cambiare idea, come del resto ha cambiato idea la Lega, che nella legislatura 1996/2001 aveva firmato con Maroni la proposta Corleone per la legalizzazione della cannabis.

    Per quanto riguarda invece il consigliere Spath, ci spiace dire che difficilmente ha potuto fermare qualcosa perché assente – peraltro giustificato – al momento della discussione del nostro Ordine del Giorno su UNGASS 2016 in Consiglio comunale. Invitiamo poi lo Spath medico a rileggersi la letteratura scientifica, anche recente, sugli effetti della cannabis e confrontarla con quella degli effetti dell’alcol o del tabacco. E poi, almeno per provare ad uscire un poco dalla sua bolla di ipocrisia, da politico cominciare a raccogliere firme per la proibizione di questi ultimi. Noi infatti crediamo che, nonostante il fatto che l’abuso della cannabis – in particolare in età adolescenziale – possa provocare danni (che non sono però i buchi nel cervello di serpelloniana memoria richiamati da Spath), proprio la sua legalizzazione, ovvero la sua regolamentazione legale, possa aiutare la prevenzione e l’educazione come dimostrano i fatti e gli studi.

    Perché a differenza di quanto vuol metterci in bocca il consigliere di Fratelli d’Italia, va ribadito con forza che la liberalizzazione è di fatto quella che abbiamo oggi, ed è una tale evidenza che la Direzione Nazionale Antimafia nella sua relazione 2015 ha avuto “il dovere di evidenziare a chi di dovere, che, oggettivamente, e nonostante il massimo sforzo profuso dal sistema nel contrasto alla diffusione dei cannabinoidi, si deve registrare il totale fallimento dell’azione repressiva”.

    I consiglieri comunali

    Ilaria Baraldi e Leonardo Fiorentini

  • La destra, l’obiezione di coscienza, le unioni civili, il Sindaco di Ferrara e la Città del Vaticano

    Dichiarazione di Leonardo Fiorentini, consigliere comunale indipendente per Sinistra Italiana

    Schermata 2016-05-31 alle 10.18.41Mi pare che a destra (e a destra oggi c’è anche un pezzo che una volta si diceva di sinistra) ci sia un uso disinvolto della definizione (giuridica ed etica) del diritto di “obiezione di coscienza” invocandolo spesso a sproposito e travisandone ancor più spesso il senso.

    L’ultimo caso è quello del consigliere Spath, che nelle dichiarazioni al Resto del Carlino di oggi si incarta in un volo pindarico su se stesso nel tentativo di giustificare l’obiezione di coscienza nei confronti della legge sulle unioni civili, non solo come modalità di lotta politica, ma addirittura come diritto già acquisito in virtù di chissà quale principio. E non contento richiama il Sindaco del nostro Comune all’ortodossia enunciata dai massimi rappresentanti di una confessione religiosa.

    Ecco, vorrei sommessamente ricordare al consigliere Spath che se proprio ci tiene all’ortodossia cattolica, al prossimo giro si può candidare alle elezioni presso la Città del Vaticano…

  • risposta a negri

    «Il Vangelo non discrimina Io, da ateo, dico: tutti figli di Dio»

    Risposta al Vescovo Negri sulle dichiarazione riguardo le povertà nel nostro paese. Dal Resto del Carlino di Ferrara del 30 aprile 2016.

    «Il Vangelo non discrimina Io, da ateo, dico: tutti figli di Dio»

    QN – Il Resto del Carlino del 30/04/2016 ed. Ferrara p. 2
    LEONARDO FIORENTINI (SEL)

    «MI SCUSO se non sono esperto di catechismo quanto l’arcivescovo Negri, ma credo di non sbagliare ricordando che il Vangelo non faccia distinzione tra i poveri. ‘Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto’: mi pare che Gesù dica così ai suoi apostoli, senza precisare poi che la solidarietà debba avere un colore, una terra, una lingua. Perciò nelle parole di monsignor Negri scorgo innanzitutto una contraddizione: si dice preoccupato per l’insorgenza di una possibile guerra tra poveri, ma sembra essere proprio lui il primo a metterli in contrapposizione. Parla di italiani e di migranti, di ferraresi che patiscono la crisi e di disperati che arrivano perché nei loro Paesi ci sono crisi e guerre. Per me, pur da ateo e non da cristiano, sono tutti ugualmente figli di quel Dio in nome di cui l’arcivescovo predica. Quello su cui invece concordo con monsignor Negri, è che ci sia bisogno di maggiori risorse per il welfare e per la solidarietà: le istituzioni si impegnano per tutti, provando a garantire accoglienza ai richiedenti asilo, fondi e assistenza per gli sfrattati, case popolari. Il sistema, certamente migliorabile, esiste e sono le risorse che purtroppo scarseggiano. La distanza di vedute aumenta quando si parla del traffico di esseri umani: è evidente che il fenomeno esiste ed è gravissimo, ma non è arrestando i trafficanti che si risolveranno i problemi. Queste persone scappano, e bussano alle nostre porte, perché nei loro Paesi ci sono conflitti terribili e crisi devastanti; situazioni che non si risolvono con bombardamenti, ma provando ad attuare interventi politici e di buona volontà che coinvolgano non tanto le amministrazioni locali e nazionali, ma soprattutto le istituzioni internazionali, comprese quelle religiose. Senza evocare, come mi pare abbia fatto qualche tempo fa l’arcivescovo Negri, un ritorno alle Crociate. Se quello è davvero il suo pensiero, e non una semplificazione giornalistica, mi verrebbe da dire che smentirebbe l’appello che fa ora al dialogo e alla conoscenza reciproca.

    *Consigliere comunale Sel

  • Fiorentini: «Io non cambio maggioranza»

    SEL IL CONSIGLIERE REPLICA ALLA BRACCHI: «DUE ANNI FA ERA IN LISTA CONTRO TAGLIANI»

  • Intitolazione ponticello ciclopedonale ad Alex Langer

    Piccolo ricordo di Alex Langer

    Ecco le tracce del mio piccolo intervento in occasione dell’incontro in ricordo di Alex Langer per l’intitolazione del ponticello ciclopedonale di accesso al Parco Urbano.

    In ricordo di Alex LangerInnanzitutto mi preme ringraziare la Vulandra che ci ospita questa mattina, l’arci, la Cgil di Ferrara che ci hanno aiutato ad organizzare questo piccolo ricordo di Alex Langer.

    Quando l’anno scorso, a vent’anni dalla scomparsa di uno dei padri dell’ecologismo politico italiano, ci siamo chiesti come ricordarlo degnamente la prima cosa è stata cercare un ponte da intitolargli. Perché Langer, come sapete, era un costruttore di ponti, fra le persone e fra i popoli. Ma quale ponte? Volendo avremmo potuto chiedere di dedicargli il Ponte della Pace, ma era pur sempre stato il ponte dell’impero ed è pur sempre un ponte che serve solo alle auto. Così ci è venuto in mente il ponticello di accesso al Parco urbano. Sì è piccolo, ma forse proprio perché così piccolo pensiamo sarebbe piaciuto a Langer. Ma soprattutto è ciclopedonale e permette di accedere a migliaia di cittadini ogni anno ad un luogo di svago e riposo qual è il Parco Urbano. Il luogo degli aquiloni, delle mongolfiere, ma soprattutto delle corse sui prati dei bambini. Un po’ il futuro di Alex: più lenti, più profondi, più dolci.

    Ci sono volte in cui mi trovo un po’ spaesato a essere definito quello più a sinistra in consiglio comunale. altre volte invece penso al fatto che sono l’unico rappresentante nelle istituzioni della nostra città che raccoglie direttamente l’eredità politica che è stata anche di Alex Langer ed allora dallo spaesamento passo direttamente al senso di inadeguatezza.

    Non ho conosciuto personalmente Langer. Ho cominciato a far politica poco prima del 1995, l’anno in cui ci ha lasciato. Ma ho potuto conoscerlo successivamente, con i suoi scritti e le sue idee. Sono sicuro che Daniele Lugli e Marzio Marzorati a cui lascerò subito la parola sapranno raccontarlo meglio di me.

    Prima però c’è una citazione di Langer che mi piacerebbe ricordare oggi: “Le cause dell’emergenza ecologica non risalgono a una cricca dittatoriale di congiurati assetati di profitto e di distruzione, bensì ricevono quotidianamente un massiccio e pressoché plebiscitario consenso di popolo.”

    Una frase attualissima che oltre a smontare qualsiasi complottismo latente ci riporta da un lato alla responsabilità individuale dell’accettazione di un modello di sviluppo che non conosce il concetto di limite, dall’altra alla responsabilità collettiva di cambiare strada. Una responsabilità individuale che Langer traduceva anche nel suo modo di far politica. 20 anni prima delle polemiche sulla casta Alex Langer rendicontava minuziosamente dove e come spendeva il suo compenso da europarlamentare. Quella che oggi chiamiamo antikasta allora per lui era semplicemente ecologia della politica.

    Una responsabilità collettiva che tradusse in un tentativo, forse utopico, di un soggetto politico ecologista in Italia. Alex Langer fu anche quello che 30 anni fa per primo, riferendosi ai Verdi appena nati, li definì “né di destra né di sinistra”. Una affermazione che crea polemiche oggi, figuriamoci allora, ma che per come la rileggo io oggi, voleva semplicemente significare come l’ecologismo politico non fosse necessariamente inquadrabile nella sinistra italiana così come storicamente individuata nel blocco di ispirazione socialista, ancorato allora (ma in parte anche oggi) alle ideologie ottocentesche ed agli schemi marxisti. Langer scriveva che non necessariamente il pensiero ecopacifista dovesse passare nella cruna del dogma rosso. Perché la sinistra, era – e forse ancora è – legata ai dogmi dello statalismo, del centralismo, dell’industrialismo, del “lavorismo”, e dalla diffidenza verso l’individuo non organizzato (sia economicamente che politicamente, dal lavoratore autonomo al libero pensatore), e dalla diffidenza rispetto ai temi ambientali nella misura in cui mettono in crisi i dogmi precedenti. Ma, e qui stava l’utopia di Langer, lui immaginava una forza politica ecologista e pacifista capace di diventare attrazione, non essere attratta. Purtroppo i Verdi in Italia non hanno mai raggiunto la massa critica per esserlo. Altrove sì. Non ci resta che sperare che qualcuno raccolga il testimone.

  • Intervento su UNGASS 2016

    Intervento di Leonardo Fiorentini in consiglio comunale a Ferrara sull’Ordine del Giorno presentato insieme a Ilaria Baraldi in vista di UNGASS 2016

    Ban Ki Moon
    “Dobbiamo prendere in seria considerazione soluzioni diverse dalla criminalizzazione ed incarcerazione delle persone che usano droghe”

    OMS
    “I paesi membri dovrebbero lavorare per lo sviluppo di politiche e leggi che decriminalizzano l’iniezione e gli altri modi di consumo delle droghe e, per questo, ridurre l’incarcerazione.”

    UNAIDS
    “Le politiche e le leggi punitive violano il diritto alla salute delle persone e indeboliscono la comunità, sia che proibiscano la fornitura di siringhe sterili (strumenti sterili per l’iniezione) e le terapie sostitutive con oppiacei, sia che criminalizzino l’uso di droga e il possesso di strumenti per l’iniezione o che neghino l’accesso alle terapie anti Aids alle persone che usano droghe … Le azioni di risposta all’HIV dovrebbero travalicare le ideologie ed essere basate sulle evidenze scientifiche e coerenti con i principi dei diritti umani; dovrebbero sostenere e non punire coloro che ne sono sieropositive all’HIV”

    UNDP
    “Le leggi che criminalizzano l’uso di droga/il possesso di piccole quantità di droga per uso personale impediscono alle persone che fanno uso di droga l’accesso ai servizi di base quali la casa, l’istruzione, la tutela sanitaria, il lavoro, gli strumenti di protezione sociale e le cure.“

    Cosìè UNGASS

    Le Nazioni Unite da domani sino a giovedì terranno una sessione speciale sulle droghe dell’Assemblea Generale (UNGASS). Originariamente, l’Assemblea Generale Onu sulle droghe avrebbe dovuto tenersi nel 2019, ma i presidenti della Colombia, del Guatemala e del Messico hanno richiesto un anticipo, data l’urgenza dei problemi sul piatto. Negli ultimi anni infatti, la guerra internazionale alla droga, anziché risolvere, ha inasprito delle problematiche di salute pubblica, sono aumentate le carcerazioni, sono state alimentate la corruzione, la violenza e il mercato nero degli stupefacenti. I governi di molti paesi hanno iniziato a richiedere un nuovo approccio e a riformare le politiche e le legislazioni nazionali, stimolando uno slancio senza precedenti verso il cambiamento. C’è dunque bisogno di un dibattito aperto sulla validità delle politiche mondiali e sulla attuale cornice legislativa, rappresentata dalle Convenzioni internazionali: un dibattito che includa non solo tutte le agenzie Onu e i governi, ma anche i ricercatori, la società civile e i soggetti direttamente coinvolti, dai consumatori di sostanze ai contadini coinvolti nella coltivazione su piccola scala di piante illegali per ragioni di sussistenza.

    La Sessione speciale dell’Assemblea dell’ONU (UNGASS appunto) sulle droghe rappresenta il momento di più alto livello per valutare e discutere le politiche mondiali sulla droga, alla presenza dei capi di stato e di governo di tutti i paesi del mondo. Alla fine del meeting verrà approvata una Dichiarazione Politica e altri documenti più specifici. L’Assemblea Generale del 1998 di New York, apertasi sotto lo slogan “Un mondo senza droghe, possiamo farcela”, nella Dichiarazione Politica finale lanciò l’ambizioso obiettivo di “eliminare o ridurre significativamente” le coltivazioni di oppio, coca e cannabis in dieci anni. Da qui riprese slancio a livello di molti paesi produttori la “guerra alla droga”, attraverso interventi aggressivi di eradicazione forzata delle coltivazioni manu militari, come nel caso del Plan Colombia. Dieci anni dopo, al meeting Onu ad alto livello del 2009, l’obiettivo fu ribadito e spostato in avanti di altri dieci anni, senza alcuna vera valutazione delle politiche adottate, dei loro risultati e dei loro costi umani.

    Dopo cinque anni, molti leader politici e settori della società civile stanno mettendo in discussione quest’approccio di pura repressione, che si è rivelato inefficace e pericoloso.

    Già il meeting ad alto livello del 2009 aveva registrato la fine dell’unanimismo proibizionista, poiché un nutrito gruppo di paesi europei (fra cui Germania, Regno Unito, Spagna e Portogallo) sottoscrissero una “riserva” alla Dichiarazione Politica finale, in cui riaffermavano la volontà di applicare la strategia di Riduzione del Danno. Inoltre, mai prima d’ora così tanti governi nazionali hanno espresso dissenso con la politica di “guerra alla droga”. Più importante, in molti paesi la società civile ha messo in discussione le leggi sulle droghe, mediante proposte di riforma e referendum o campagne popolari (si vedano i referendum in moltissimi stati americani, ma anche i referendum degli anni novanta in Italia per la depenalizzazione dell’uso personale e in Svizzera a favore della riduzione del danno).

    A ciò si aggiunga che sono sempre più le evidenze scientifiche che mostrano l’efficacia, in termini di salute pubblica, degli interventi di riduzione del danno nella riduzione di overdose e malattie a trasmissione sessuale (in primis HIV). Per la prima volta, vi è significativo dissenso a livello locale, nazionale e internazionale.

    Gli effetti della War on Drugs

    Per sommi capi cercherò di far comprendere cosa significa la guerra alla droga nel mondo in termini di sicurezza, di rispetto della salute e dei diritti umani dei consumatori e dell’ambiente.

    Secondo un recente rapporto la war on drugs mette a rischio la sicurezza di 1 paese su 3 dei paesi ONU a casua dei suoi “effetti collaterali”. Molti di questi sono stati già riconosciuti dall’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC) – l’agenzia responsabile del sistema di controllo – che li descrive come le “conseguenze non intenzionali” della war on drugs. Esse possono anche essere state non volute, ma dopo più di 50 anni, non possono più essere viste come impreviste. Stiamo parlando ad esempio degli effetti della guerra alla droga inaugurata dall’ex presidente messicano Calderon che in 10 anni ha causato oltre 100.000 morti e più di 25.000 desaparecidos, senza scalfire, anzi aumentando se possibile, lo strapotere dei cartelli della droga messicana, che gestiscono insieme al traffico di droga anche quello di esseri umani e controllano vaste porzioni del territorio. In tema di diritti umani stiamo parlando delle centinaia di esecuzioni capitali per fatti di droga che avvengono ancora in giro per il mondo (412 nel 2014 in Cina, Iran e Arabia Saudita) o di sistemi di pene draconiane anche per i solo consumi di sostanze. Stiamo parlando dell’escalation della diffusione del virus HIV nei paesi dove sono vietate le forme più elementari di riduzione del danno come in Russia, per citarne uno, dove il contagio e le morti dovute ad HIV hanno avuto un’impennata esponenziale. E senza poter approfondire le conseguenze ambientali della war on drugs, a partire dalle fumigazioni che, ad esempio in Colombia, hanno distrutto non solo l’agricoltura locale ma messo a rischio lo stesso ecosistema sia con l’uso di erbicidi pericolosi (glifosato su tutti) che costringendo le coltivazioni illegali a spostarsi continuamente, ha perso circa 1800 chilometri quadrati di foresta colombiana. Non è un caso che proprio la Colombia, unilateralmente abbia recentemente deciso di recedere dal Plan Colombia e abbia richiesto la convocazione in anticipo di UNGASS. Dal punto di vista finanziario la war on drugs è stata un enorme sperpero di risorse (oltre un trilione di dollari speso dai soli stati uniti in 40 anni) senza alcun effetto se non permettere poi il finanziamento diretto o indiretto di organizzazioni terroristiche in giro per il mondo che a seconda dei casi si sono finanziate con il traffico o con la repressione dello stesso.

    Molte organizzazioni internazionali, tra cui IDPC, e nazionali, come quelle raccolte nel cosiddetto Cartello di Genova, hanno sollevato la questione di una reale partecipazione della società civile ad UNGASS 2016 e di una apertura del dibattito a tutte le voci in campo, che si traduca anche in un documento finale che non sia fredda fotocopia della prima bozza in circolo fra le burocrazie internazionali già da novembre scorso.

    La posizione italiana verso UNGASS

    Anche in Italia si è finalmente aperto un dibattito franco e aperto. Nel marzo scorso durante un seminario a Roma il Dipartimento antidroga e le amministrazioni centrali interessate (salute, esteri, interno) si sono confrontate con le ONG. Finalmente, dopo anni di oscurantismo ideologico, nel nostro paese, in una sede istituzionale ci si è potuti confrontare sulle politiche sulle droghe anche da punti di vista diversi.

    Non solo. Recentemente il governo, rispondendo ad una interrogazione parlamentare, ha esplicitato la propria posizione: “si evidenzia che, da parte italiana, si continuerà a partecipare costruttivamente ai negoziati in corso a Vienna, affinché il documento finale di UNGASS 2016 rifletta, nella maniera più adeguata alle nostre priorità, il nostro punto di vista, lo specifico contributo che l’Italia porta, tra cui il riferimento a politiche antidroga basate su un approccio di sanità pubblica e nel pieno rispetto dei diritti umani, l’abolizione della pena di morte per i reati in materia di droga, le misure per la riduzione dei rischi e dei danni, l’accesso alle medicine e la decriminalizzazione, anche in relazione al sovraffollamento carcerario.”

    Infine è di queste ultime ore l’ufficializzazione della composizione di una delegazione italiana in cui sono state incluse, a spese loro (e nonostante la caccia alla streghe tentata dagli immarcescibili Gasparri e Giovanardi), anche alcune ONG, rappresentanti tutti, ribadisco tutti, gli orientamenti presenti nella società italiana.

    Questo documento è quindi ormai superato dai fatti. Ci siamo chiesti in queste ore se fosse comunque utile continuare a richiedere anche dal basso di mantenere aperto il dibattito sulle politiche sulle droghe a livello mondiale, e dare un piccolo contributo ad un percorso di informazione e di presa di coscienza locale sulle implicazioni di 50 anni di war on drugs.

    Viste le polemiche davvero pretestuose di questi giorni, pare davvero difficile realizzare l’ambizione di aprire in questa sede un dibattito serio e soprattutto rispettoso delle questioni poste nel testo dell’ordine del giorno, che sono ben al di sopra delle pur preoccupanti ricadute locali della war on drugs. Siccome non vogliamo far perder tempo a nessuno, men che meno ai pochi che ci seguono qui in consiglio e in streaming e soddisfatte le richieste del documenti dalla posizione nel frattempo assunta dal governo e dalla formazione della delegazione che sarà guidata dal Ministro per la Giustizia Orlando ritiriamo l’ordine del giorno.

  • Luca Fiorini ritorna al lavoro

    Buon lavoro a Luca Fiorini, ora pensiamo al futuro del Petrolchimico

    Dichiarazione di Leonardo Fiorentini, consigliere comunale indipendente eletto nelle liste di SEL a Ferrara

    #iostoconlucafiorini
    Buon lavoro a Luca Fiorini, ora pensiamo al futuro del Petrolchimico

    Dichiarazione di Leonardo Fiorentini, consigliere comunale indipendente eletto nelle liste di SEL a Ferrara rispetto al reintegro di Luca Fiorini in Basell ordinato dal Giudice del Lavoro di Ferrara

    “Il reintegro di Luca Fiorini è la giusta conclusione di una vicenda paradossale e purtroppo indicativa del clima all’interno del Polo Chimico di Ferrara. Clima che non è certo aiutato dalla situazione industriale del Petrolchimico estense che tra incidenti troppo frequenti, ventilate cessioni, investimenti a singhiozzo e aree da bonificare, continua nonostante l’impegno di questi anni a navigare a vista.

    Ringrazio Luca Fiorini per la sua lotta, portata avanti con misura e grande dignità nel nome dei diritti dei lavoratori e dei loro rappresentanti e gli auguro, finalmente, buon lavoro.

    Da oggi è necessario allungare lo sguardo in avanti e capire che futuro può avere l’area industriale più grande della nostra provincia, partendo da una analisi seria sulla sostenibilità delle imprese presenti e sulle reali potenzialità di insediamento della Chimica Verde nonchè sulle possibilità di investimento alternative sulle aree da re industrializzare.

    Un confronto che deve coinvolgere le aziende, lavoratori, istituzioni ma che deve essere allargato a tutta la città, perché il petrolchimico, volenti o nolenti, appartiene a questa città.”

    L’ufficio stampa

  • Ferrara marcia per il clima

    Approvato dal consiglio comunale il documento per l’adesione alla Coalizione italiana per il Clima

    Ferrara marcia per il clima
    Approvato dal consiglio comunale il documento per l’adesione alla Coalizione italiana per il Clima

    Da Estense.com

    E’ stato approvato ieri in consiglio comunale a Ferrara l’ordine del giorno presentato da Leonardo Fiorentini, consigliere eletto come indipendente nelle file di Sel, per l’adesione del Comune alla Coalizione italiana per il Clima che organizza domenica 29 novembre una grande mobilitazione in vista del summit di Parigi dell’Onu sui cambiamenti climatici (COP21). Il documento, oltre a richiamare gli impegni già assunti dall’amministrazione estense in tema di riduzione delle emissioni climalteranti con il Patto dei sindaci e il Piano d’Azione per l’Energia sostenibile, chiede una presa di posizione forte del nostro governo in vista della conferenza ed invita parlamentari e consiglieri regionali a fare la loro parte. Dal canto suo il Comune si è impegnato a monitorare con attenzione i risultati del Paes e dare attuazione alla recente regionale sull’economia circolare.

    “La manifestazione di Roma del 29 novembre – commenta Fiorentini – sarà un grande momento per porre l’attenzione dell’opinione pubblica sui gravi problemi derivanti dall’antropizzazione del Pianeta e nello stesso tempo una forma di pressione democratica nei confronti dei governi affinchè prendano impegni seri e stringenti al fine di limitare il surriscaldamento globale. Certamente questi impegni avranno un costo, anche economico. Ma il costo dell’adattamento sarà sicuramente minore rispetto al conto in vite umane ed economico che ogni anno ci portano alluvioni, smotamenti ed eventi climatici sconosciuti alle nostre latitudini. Se non si inverte seriamente la marcia ora purtroppo i nostri figli dovranno pagare un prezzo ben più salato.”

    Anche a Ferrara il 29 novembre, alle 15 da Piazza Municipale ci sarà in contemporanea con Roma una marcia per il clima, che ha già avuto il patrocinio del Comune di Ferrara.

    Il documento presentato è stato modificato con un emendamento a firma Renato Finco (PD) (le parti modificate sono riportate in corsivo) accettato dal proponente e approvato con 22 voti a favore e 7 contrari. Il testo finale qui sotto riportato è stato approvato dal Consiglio comunale di Ferrara con 22 voti a favore (SEL, PD, FC, M5S) e 6 contrari (FI, LN, GOL).

  • Ferrara, Pd e Sel contro Negri: la sua posizione sui gay roba da Medioevo

    Ferrara, Pd e Sel contro Negri: la sua posizione sui gay roba da Medioevo Bertolasi e Fiorentini intervengono su Facebook dopo la sortita del vescovo a Vicenza Le reazioni alle parole che l’arcivescovo Luigi Negri ha pronunciato venerdì a Schio non si sono fatte attendere. Anche a Ferrara, sempre e comunque attraverso i social network. Al meeting dei giovani del movimento mariano Regina dell’Amore, il monsignore aveva dichiarato: «Sono i […]

    Ferrara, Pd e Sel contro Negri: la sua posizione sui gay roba da Medioevo

    Bertolasi e Fiorentini intervengono su Facebook dopo la sortita del vescovo a Vicenza

    Le reazioni alle parole che l’arcivescovo Luigi Negri ha pronunciato venerdì a Schio non si sono fatte attendere. Anche a Ferrara, sempre e comunque attraverso i social network. Al meeting dei giovani del movimento mariano Regina dell’Amore, il monsignore aveva dichiarato: «Sono i gay i primi a discriminare chi non la pensa come loro. Ed è per questo che dico che l’intolleranza nasconde l’ignoranza. Ora che l’omosessualità sta ottenendo un riconoscimento sociale pensano di essere il meglio del meglio. Ma fino a poco tempo fa l’omosessualità era considerata un’anomalia». Immediata la reazione della comunità gay vicentina che, tra l’altro, domenica ha manifestato a Schio. Sul suo profilo Facebook ieri il consigliere comunale Pd di Ferrara Davide Bertolasi: “Troppo scontato dire come quelle del nostro esimio arcivescovo (rigorosamente con la ‘a’ minuscola) siano roba da medioevo vero?”. Numerosi i commenti. Come quelli che seguono l’opinione che il consigliere comunale Leonardo Fiorentini, di Sel, ha postato: “Cosa pensi Negri lo sappiamo. Certo potrebbe esprimerlo un po’ meglio, anche perché una frase come quella qui sopra potrebbe dar adito a mille interpretazioni. Quanto tempo fa? Che tipo di anomalia? Negri non si riferisce certo ai gay perseguitati durante la Santa Inquisizione, forse si riferiva agli anomali omosessuali come Oscar Wilde finiti in prigione nell’Ottocento, oppure a quelli finiti in carcere (quando va bene) più recentemente in giro per il mondo? Tendo ad escludere che si riferisse a quei gay anomali finiti nei campi di concentramento nazisti: probabilmente, anzi sicuramente, si riferiva semplicemente alle battutacce sui “froci” che tutti noi abbiamo sentito a scuola. Comunque sia fornitegli un ufficio stampa, vi prego”.

    Da La Nuova Ferrara del 18 agosto 2015

  • Diritti gay e confusione Pd

    Diritti gay e confusione Pd Fiorentini: “La trascrizione è competenza dei sindaci”. Zangoli: “I voti li hanno. C’è una precisa volontà politica” Da Estense.com del 27 luglio 2015 Ogni parola ha un significato. E, ultimamente, specialmente in politica, “troppo spesso si sbagliano le vocali”, per dirla con Leonardo Fiorentini, consigliere indipendente di Sel, che su Facebook implora un po’ di chiarezza in tema di diritti civili. A cominciare dalla confusione […]

    Diritti gay e confusione Pd

    Fiorentini: “La trascrizione è competenza dei sindaci”. Zangoli: “I voti li hanno. C’è una precisa volontà politica”

    Da Estense.com del 27 luglio 2015

    gayOgni parola ha un significato. E, ultimamente, specialmente in politica, “troppo spesso si sbagliano le vocali”, per dirla con Leonardo Fiorentini, consigliere indipendente di Sel, che su Facebook implora un po’ di chiarezza in tema di diritti civili. A cominciare dalla confusione su unioni civili, matrimoni omosessuali e trascrizioni.

    “Il Ddl Cirinnà infatti, se mai sarà approvato dal Parlamento italiano – sostiene Fiorentini -, ci porterà, grazie ad un testo di retroguardia, ad essere i penultimi in Europa sul riconoscimento delle unioni civili omosessuali”. Argomento che “nulla c’entra il registro delle Unioni Civili comunale, che riguarda anche le coppie eterosessuali, sul quale si è incentrato il processo partecipativo “Nuovi Diritti, Nuove Famiglie” promosso dal Comune di Ferrara”.

    Come nulla c’entra la trascrizione sui registri anagrafici comunali dei matrimoni fra persone dello stesso sesso regolarmente celebrati all’estero. È questo che chiedono, al momento inascoltate, le associazioni Lgtb a sindaco e giunta, forti delle 1300 firme in loro favore raccolte in città in appena 8 giorni.

    E la trascrizione, “come conferma la recente giurisprudenza – prosegue Fiorentini -, è competenza dei sindaci. E’ compito dei sindaci non solo dal punto di vista amministrativo, anche solo perché si dia pubblicità al fatto che una persona non è più in “stato libero”, ma anche politico perché significa riconoscere che anche quella famiglia, anche se si è sposata all’estero (spesso con mille sacrifici, anche economici) è parte della comunità. Perché in politica troppo spesso si sbagliano le vocali: non si tratta di un onere politico e amministrativo. Si tratta, più semplicemente, di un onore”.

    Per questo il consigliere promette di attivarsi affinché il Comune “si dia un regolamento avanzato sulle Unioni Civili e mi batterò perché i matrimoni omosessuali contratti all’estero siano trascritti nei registri anagrafici comunali”.

    Fiorentini non lo dice, ma le sue parole nascondo dalle recenti dichiarazioni di Tagliani e Vitellio, che sembrano sorvolare sul tema trascrizione per passare la patata bollente al parlamento.

    È più esplicita in vece Roberta Zangoli, rappresentante della Famiglie Arcobaleno, sposata con due bambine, che è “stanca di dover affidare la mia vita ad avvocati e notai perché far valere diritti che la politica non ci dà, sia a livello nazionale che locale”. E a livello locale “il segretario provinciale del Pd sta facendo una notevole confusione. Temo che non abbia capito di cosa stiamo parlando. Mi dicono che voglia invitare Monica Cirinnà a Ferrara. Bene, la senatrice potrà spiegargli la questione”.

    Ossia che “trascrizione in Comune del matrimonio contrato all’estero tra omosessuali, riconoscimento delle unioni civili e registro comunale delle coppie di fatto sono tre cose completamente diverse”. “La trascrizione è un atto amministrativo – spiega Zangoli – che serve a registrare in Italia il mio status di coniugata. Il registro delle coppie di fatto, che hanno tantissime città (a Ferrara è attivo dal 2006) serve per chi non è sposato, per particolari tutele – più formali che reali – relative alla convivenza. Il ddl Cirinnà invece, materia del parlamento, equipara grosso modo di fatto matrimonio e unioni civili, anche se rimangono lacune in tema di riconoscimento dei figli, che possono solo essere adottati. Un testo insomma già vecchio rispetto ad altri paesi europei”.

    Le associazioni Lgtb temono che l’attendismo del Pd di Ferrara, o la sua confusione terminologica, nascondano “una precisa volontà politica: i voti li hanno per far approvare qualunque cosa, quello di Vitellio e Tagliani è un discorso ideologico”.

    Eppure “noi non chiediamo al sindaco di sposarsi, ma di ‘trascriverci’, di procedere come in altre città alla trascrizione in Comune dell’avvenuto matrimonio tra coppie omosessuali”. E invece “il segretario e capogruppo Pd ci risponde che in parlamento stanno già lavorando al ddl Cirinnà, come dire che volete di più? Noi vogliamo tutto quello che parifica le persone e non crea quello stress sociale che stiamo subendo a fronte di una discriminazione. I diritti sono diritti. E speriamo che Tagliani e Vitellio non facciano confusione anche su quelli”.

  • «L’insegna McDonald’s? Non dovrebbe stare lì»

    L’assessore Fusari: bisogna curarsi di più del senso del bello e del rispetto storico Il diniego al negozio Vodafone e la compatibilità con il regolamento comunale «L’insegna McDonald’s? Non dovrebbe stare lì» Stefano Ciervo per la Nuova Ferrara del 19 luglio 2015 Le grandi “M” di McDonald’s appese alle volte del Palazzo della Ragione, sono legittime? A rispondere nel merito della questione posta dai consiglieri Leonardo Fiorentini (Sel) e Ilaria […]

    L’assessore Fusari: bisogna curarsi di più del senso del bello e del rispetto storico
    Il diniego al negozio Vodafone e la compatibilità con il regolamento comunale

    «L’insegna McDonald’s? Non dovrebbe stare lì»

    Stefano Ciervo per la Nuova Ferrara del 19 luglio 2015
    Le grandi “M” di McDonald’s appese alle volte del Palazzo della Ragione, sono legittime? A rispondere nel merito della questione posta dai consiglieri Leonardo Fiorentini (Sel) e Ilaria Baraldi (Pd) dovrà essere l’assessore al Commercio, Roberto Serra, “titolare” del Regolamento per la pubblicità nel centro storico, ma nel frattempo si è avviata la macchina dei commenti sui social, oltre che in piazza, e c’è chi ne approfitta per affrontare il tema sotto altri profili. «Secondo me quelle “M” non dovrebbero stare lì – è ad esempio il parere espresso dall’assessore all’Urbanistica, Roberta Fusari – Non so come all’epoca sia stato possibile installarle, di certo bisognerebbe curarsi di più del senso del bello e del rispetto degli edifici e degli ambiti storici. Anche perché altri possono chiedere di fare lo stesso». Il riferimento di Fusari non è casuale, in quanto risulta che un’insegna del genere sia stata di recente richiesta dalla Vodafone, con esito però negativo per via, a quanto sembra, del parere della Soprintendenza. «Non è nostra intenzione creare problemi agli imprenditori che investono a Ferrara, però bisogna porsi problemi di uniformità» sottolinea l’assessore. L’insediamento del ristorante McDonald’s risale all’inizio degli anni Novanta, quando il palazzo era stato lasciato libero dall’Upim, e subito si pose la questione dell’insegna che ne uscì ridotta e dal classico colore giallo-dorato, caratteristiche che la rendono più compatibile con le caratteristiche estetiche dell’edificio e della piazza. La stessa interpellanza dei due consiglieri si basa su questioni di compatibilità tra l’insegna e il regolamento, ma poi richiede al Comune «di porre in atto le azioni volte a ripristinare non solo la legittimità, ma soprattutto il decoro del palazzo e della principale piazza cittadina». Anche per Fiorentini e Baraldi, dunque, c’è anche un problema d’impatto estetico dell’insegna. Dal punto di vista della compatibilità con il regolamento comunale, l’articolo citato dai due consiglieri è il 13 comma 2 lettera B: «All’interno dell’abitato è vietata l’installazione di insegne e impianti pubblicitari di qualunque tipo, sui parapetti dei balconi, terrazze e cornici dei tetti, dentro le luci delle finestre, sulle facciate degli edifici adibiti esclusivamente ad uso residenziale, nelle arcate frontali e di testa dei portici, prospicenti la strada pubblica». Un eventuale intervento da parte della Soprintendenza, è il ragionamento di Fiorentini, dovrebbe in caso essere inteso «a maggior tutela», cioè per stringere ulteriormente i vincoli del regolamento, non può derogarlo. L’insegna in questione, poi, non è lì da abbastanza tempo per essere definita “storica”. (s.c.)

    L’interpellanza, i divieti e il vademecum

    L’interpellanza di Fiorentini (Sel) e Baraldi (Pd) è indirizzata direttamente al sindaco, vi sono allegate le foto dell’insegna McDonald’s che «parrebbero ricadere nel divieto» dell’attuale Regolamento per l’installazione della pubblicità stradale dei centri abitati, nei confronti «di installazioni d’insegne e impianti pubblicitari nelle arcate frontali e di testa dei portici, prospicenti la pubblica via». È forse ispirato, ma non direttamente riferito, alle novità del regolamento stesso, approvate martedì scorso dal consiglio comunale su proposta dell’assessore Serra. La delibera recepisce tra l’altro «l’accordo con la Soprintendenza belle arti e paesaggio» per «gli elaborati grafici contenenti le caratteristiche delle insegne, tende e targhe installate in centro storico».
  • Fiorentini: “Anagrafe, personale dimezzato e prestazioni in aumento”

    Interpellanza del consigliere di Sel sul personale dello Sportello Centrale Anagrafico del Comune

    Fiorentini: “Anagrafe, personale dimezzato e prestazioni in aumento”

    Interpellanza del consigliere di Sel sul personale dello Sportello Centrale Anagrafico del Comune

    Estense.com

    “Nonostante sia lo sportello anagrafico più frequentato del Comune negli anni il personale è andato via via diminuendo senza essere sostituito ed ora i dipendenti non ce la fanno più”. Per questo Leonardo Fiorentini,  consigliere comunale indipendente eletto nelle liste di Sel, ha presentato una interpellanza al sindaco ed agli assessori competenti. “La pressione del pubblico che si rivolge allo Sca, lo sportello anagrafico centrale di Fausto Beretta è ormai insostenibile dal personale rimasto in servizio, nonostante mille sacrifici da parte dei dipendenti”.

    “Quando nacque lo Sca, per la fusione dei servizi anagrafici di 3 circoscrizioni (Centro, Gad e Via Bologna) – ricorda Fiorentini che allora era Presidente della Circoscrizione Centro Cittadino – si voleva da un lato razionalizzare gli uffici, dal lato offrire un miglior servizio ai cittadini garantendo un numero maggiore di sportelli (si ipotizzavano sino a 8 postazioni di lavoro), quindi meno attese e l’apertura al sabato, unendo le forze del personale prima diviso in tre sedi. Oggi siamo arrivati all’assurdo che a causa dei trasferimenti avvenuti in questi anni il personale in servizio si è praticamente dimezzato. Questo ovviamente provoca code e attesa per i cittadini ed al contempo un carico di lavoro ormai divenuto insostenibile per i dipendenti che vanno in difficoltà alla prima richiesta di ferie o malattia di un collega. Situazione ancora più paradossale se pensiamo che lo Sca compie circa il 60% delle prestazioni anagrafiche del Comune e che, nonostante semplificazioni amministrative e la lodevole iniziativa della certificazione on line, esse parrebbero in aumento da inizio anno”.

    Per questo Fiorentini nell’interpellanza chiede “quali siano i dati aggiornati di accesso allo SCA (serie storica) rispetto a tutti i centri anagrafici del Comune” e “quali le determinazioni dell’amministrazione rispetto al reintegro del personale al fine di garantire un servizio efficiente ed allo stesso tempo non continuare a far gravare un carico di lavoro ormai insostenibile sui dipendenti del servizio stesso”.