• Interrogazione sugli effetti del processo di esternalizzazione dei servizi scolastici comunali

    Interrogazione sul processo di esternalizzazione dei servizi scolastici comunali presentata da Leonardo Fiorentini, consigliere comunale indipendente per Sinistra Italiana.

    Il sottoscritto consigliere comunale

    PREMESSO

    che nel corso del 2014 è stato avviato un percorso che ha portato, a partire dall’anno scolastico 2015/2016, ad ulteriori esternalizzazioni dei servizi educativi comunali che andranno a regime nel corso dell’a.s. 2017/2018.

    TENUTO CONTO

    che tale processo ha già avuto un suo riscontro nei bilanci consuntivi 2015 e 2016.

    INTERROGA L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

    al fine di conoscere:

    • gli effetti per ogni anno, rispetto al bilancio consuntivo per il 2015 e 2016 e preventivo per il 2017 e 2018, delle ulteriori esternalizzazioni in termini di diminuzione di spesa di personale (educatori e ausiliari) e di aumento di costo dei servizi relativi in appalto e di tutti gli altri effetti sui centri di costo interessati dal processo;
    • in particolare, per quello che riguarda il personale relativo ai servizi esternalizzati, il dato numerico delle posizioni cessate (per pensionamenti o altre motivazioni), quello dei dipendenti trasferiti ad altre mansioni all’interno dell’Istituzione Scuola e quello di quelli trasferiti ad altri servizi comunali.

    Ferrara, 2 maggio 2017

    Il Presidente del Gruppo Consiliare

    Leonardo Fiorentini

  • Intervento sul Bilancio consuntivo 2016 dell’Istituzione Scuola

    Traccia dell’intervento in Consiglio comunale, 28 aprile 2017

    Devo confessare che sono molto in imbarazzo nell’intervenire su questo bilancio consuntivo dell’Istituzione Scuola del 2016.

    Per tre motivi.

    Il primo motivo, recente e del tutto inaspettato, è l’assenza oggi dell’assessora all’approvazione della delibera del bilancio consuntivo dei servizi di propria principale competenza. Ovvero al momento in cui si da conto delle politiche e delle azioni intraprese dall’amministrazione, in questo caso nella forma Istituzione, sotto la propria responsabilità. Non è la prima volta che succede nel corso di questo mandato. E proprio per questo, senza nulla togliere alla presenza del Presidente dell’Istituzione, la trovo un’assenza grave, irrispettosa nei confronti dei colleghi di giunta, dei consiglieri, di maggioranza e di opposizione e quindi di tutti i cittadini.

    Resta che ci è impossibile oggi un confronto con chi ogni giorno segue le politiche educative e scolastiche per conto dell’amministrazione comunale. Non credo peraltro sia un’assenza dovuta alle imbarazzanti notizie uscite oggi sulla stampa locale – pur subito smentite dagli organi nazionali di MDP – rispetto al nuovo presunto coordinatore locale della forza politica a cui ha recentemente deciso di aderire.

    A questo però è legato il secondo motivo, tutto politico, di imbarazzo per me.

    Peccato che l’assessora non sia qui, perché le avrei semplicemente chiesto chi rappresenta. Questo gruppo consiliare non credo l’abbia mai rappresentato, anche nella sua denominazione originale. E parlo di rappresentanza e condivisione nelle politiche applicate direttamente dall’assessorato, come del mancato contributo politico alla dialettica di giunta rispetto al governo complessivo della città. Non solo rispetto alla forza politica ma più in generale rispetto alla sinistra di questa città. Finché è stato nelle mie disponibilità, ho favorito le condizioni perché venisse impedito a personaggi politicamente incompatibili, certamente con me, credo anche con questa maggioranza, di assumere un ruolo decisionale all’interno della forza politica che rappresentavo e che rappresento. Oggi, a quanto ne so, non è ancora giunta alcuna smentita diretta rispetto al legame fra l’assessora e l’ex Sindaco di Ferrara, corresponsabile politico del Palazzo degli Specchi, del Piano Regolatore che ha distrutto la campagna periurbana e ci ha consegnato migliaia di alloggi vuoti ed un settore edilizio al collasso e della collocazione del nuovo Ospedale a Cona, giusto per citarne tre. E questo, per me, ma credo anche per altri, è un grosso problema. E non è, sia chiaro, un problema di rapporto con MDP che è una forza politica con la quale il sottoscritto ed il gruppo consiliare che rappresento ha interesse ad aprire dialogo, confronto e anche collaborazione. Ma con quei personaggi, che a prescindere da qualsiasi pensiero politico, passano da una parte all’altra pensando solo a salvaguardare sé stessi.

    Il terzo motivo di imbarazzo è tutto amministrativo. Ci ritroviamo, per il secondo anno consecutivo, con un bilancio dell’istituzione in avanzo. Ed ovviamente il problema non è l’essere in avanzo in sé, bensì l’entità di questo. 1,8 milioni di euro di avanzo libero nel 2016, su un bilancio complessivo di competenza di 25 milioni fanno un avanzo, libero, che arriva a rappresentare oltre il 7% del bilancio (5% considerando l’avanzo accantonato dall’anno scorso). Quasi il doppio del dividendo di Hera. Ora il problema è proprio qui. Capisco le novelle frequentazioni (o del futuro molto prossimo) dell’assessora, ma i servizi scolastici non sono una spa. Noi infatti raccogliamo i soldi dei cittadini-utenti di quei servizi, aggiungiamo una quota – 5,5 milioni se non ricordo male (vuol dire che l’avanzo libero rappresenta oggi quasi metà del contributo del comune all’Istituzione), e forniamo appunto servizi, alcuni a pagamento, altri no.

    Fondamentalmente da due anni abbiamo, per una serie di ragioni, in primis la nuova ISEE e il secondo processo di esternalizzazioni dei servizi scolastici, raccolto di più e speso di meno un avanzo strutturale di 1 milione di euro. E, riguardato velocemente il bilancio triennale, a dati endogeni ed esogeni invariati, replicabile da qui al 2019.

    In commissione, a domanda, credo del consigliere Fornasini, l’assessora ha risposto che “si sta valutando”. Ora, detta come va detta, è davvero imbarazzante venire a sapere che chi ha la responsabilità politica di un servizio fondamentalmente non sappia ancora cosa farsene non solo dell’avanzo del 2016, ma anche di gran parte quello del 2015. Sarò di vecchia scuola ma, al netto di tutte le comprensibili prudenze di bilancio, se si hanno disponibilità di risorse – e si hanno idee – queste si usano. Si può decuplicare l’investimento in manutenzione ordinaria delle scuole e dei loro giardini, si possono diminuire le tariffe, si possono offrire maggiori aperture dei servizi per le famiglie, si possono aumentare i posti ai nidi e alle materne comunali, si possono investire in maggiore qualità di ciò che esce dalle mense oppure – dico quasi una cosa blasfema – venuto a mancare la principale motivazione, ovvero la mancanza di risorse, si può – se davvero vogliamo ragionare al di fuori delle ideologie – ripensare al processo di esternalizzazione che ha scaricato sui lavoratori, in termini di stipendi più bassi, i risparmi dell’amministrazione. Insomma, di cose se ne possono fare tante. Ed io fra queste preferirei offrire maggiori e nuovi servizi visto che finalmente, anche grazie ad una ritrovata equità contributiva, abbiamo le risorse per pensarli e realizzarli. Purtroppo però, sino ad oggi, c’è solo assenza e silenzio.

    Per queste ragioni non parteciperò al voto su questo bilancio, uscendo dall’aula, e nel contempo chiedo al Sindaco e a tutta la maggioranza di aprire un confronto serio su questioni che non mi paiono più rimandabili.

  • Autocertificazione per Famiglie Arcobaleno nelle scuole comunali

    Interpellanza dei consiglieri comunali Ilaria Baraldi (PD) e Leonardo Fiorentini (indipendente SI) sull’introduzione di un modulo autocertificativo per le famiglie arcobaleno con validità nelle scuole comunali. La risposta in allegato.

    Al Sig. Sindaco

    Al Presidente del Consiglio Comunale

    OGGETTO: INTERPELLANZA SULLA PREDISPOSIZIONE DEI MODULI AUTOCERTIFICATIVI PER FAMIGLIE ARCOBALENO CON VALIDITA’ PRESSO NIDI E MATERENE

     PREMESSO

    • che il Comune di Ferrara ha intrapreso, nei mesi marzo, aprile, maggio del 2015, un percorso partecipativo, promosso dall’Assessorato Pari Opportunità, chiamato Nuovi Diritti Nuove Famiglie;
    • che tale percorso ha avuto lo scopo di promuovere la cultura del rispetto delle differenze, tramite la conoscenza reciproca e il superamento di stereotipi spesso alla base di ingiustificabili discriminazioni [recita infatti l’incipit del progetto: “1 – Creare spazi di dibattito in città sul tema della convivenza tra persone. 2 – Raccogliere proposte e avere un quadro delle esigenze e delle posizioni presenti in città per supportare due ordini di decisioni da parte dell’Amministrazione Comunale: l’azione di aggiornamento dell’Elenco delle unioni civili; le azioni di promozione delle pari opportunità e dell’educazione alle differenze”];
    • che l’azione di aggiornamento dell’Elenco delle Unioni Civili si rendeva necessaria in quanto detto Elenco, dalla sua istituzione, era privo di regolamento, quindi, di fatto, improduttivo di effetti reali.

    CONSIDERATO

    • che una delle esigenze espresse dalle famiglie omogenitoriali riguarda la cogestione dei figli nel loro rapporto con le istituzioni scolastiche, necessitando il genitore sociale, in assenza di diverse previsioni normative, di apposita delega da parte del genitore biologico per il ritiro dei figli a scuola (così come per qualsiasi attività, dall’accompagnamento alle gite alla partecipazione alle assemblee);
    • che, pertanto, uno degli obiettivi del percorso partecipato voleva, fin dall’inizio, poter superare tale differenza di trattamento di bambini e genitori (per quel che di competenza di un Comune, quindi con riferimento alle scuole di infanzia);
    • che nel maggio del 2016 è stata approvata la legge 20 maggio 2016 n. 76, cd Cirinnà, che disciplina le unioni civili tra persone dello stesso sesso e le convivenze;
    • che il testo di legge succitato non contiene alcun riferimento ai figli e quindi nulla dice rispetto a diritti e doveri del genitore sociale nelle famiglie omogenitoriali;
    • che, pertanto, il tema della necessità della delega da parte del genitore biologico al genitore sociale per qualsiasi attività inerente i figli, permane, non essendo stato affrontato in sede legislativa;
    • che il percorso partecipato ha trovato la sua definitiva conclusione nella delibera di Giunta del 21 giugno 2016, nella quale si legge “di rimandare la restituzione sulle proposte avanzate dai gruppi di discussione e di lavoro sul tema “Unioni Civili”, previa emanazione e pubblicazione dei Decreti attuativi della Legge 20 Maggio 2016 n.76 recante “Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze” entrata in vigore il 5 giugno scorso”.

    TENUTO CONTO

    • che tale questione, per quanto concerne i nidi e le materne, è stata affrontata e risolta dal Comune di Bologna tramite un modulo di autocertificazione di famiglia omogenitoriale, nel quale entrambi i genitori, congiuntamente, a inizio anno, dichiarano di voler condividere le funzioni genitoriali rispetto ai figli minori;
    • che dell’introduzione di tale possibilità, e del relativo modulo, si è discusso nella Commissione Pari Opportunità del 22/9/2015 allorchè, durante l’audizione dei rappresentanti di Famiglie Arcobaleno di Ferrara, fu illustrata la problematica e indicate le possibili soluzioni per ovviarla;
    • che, pertanto, è già in possesso di codesta Amministrazione il canovaccio cui poter fare riferimento per la predisposizione di una modulistica da fornire a inizio anno scolastico per ovviare al problema della delega.

    I SOTTOSCRITTI CONSIGLIERI INTERPELLANO IL SINDACO E L’ASSESSORE COMPETENTE

    AL FINE DI CONOSCERE

    Se l’Amministrazione sia intenzionata ad adottare un semplice ed immediato sistema di autocertificazione come quello in uso da almeno un anno nel Comune di Bologna.

     

    Si richiede risposta scritta.

    Ilaria Baraldi

    Partito Democratico

    Leonardo Fiorentini

    Sinistra Italiana

  • Quale Scuola per il Paese?

    Martedì 17 novembre alle 17 alla Sala dell’Arengo tavola rotonda sulla scuola promossa dall’Istituto Gramsci in collaborazione con il gruppo consiliare SEL del Comune di Ferrara MARTEDI 17 NOVEMBRE 2015 ore 17 SALA DELL’ARENGO Tavola rotonda “Quale Scuola per il Paese?” NE PARLANO Giancarlo Cerini, Dirigente Tecnico MIUR E.R. Giovanni Fioravanti, già Dirigente Scolastico Girolamo De Michele, Insegnante di filosofia, Scrittore Coordina Daniela Cappagli

    Martedì 17 novembre alle 17 alla Sala dell’Arengo tavola rotonda sulla scuola promossa dall’Istituto Gramsci in collaborazione con il gruppo consiliare SEL del Comune di Ferrara

    MARTEDI 17 NOVEMBRE 2015 ore 17
    SALA DELL’ARENGO

    Tavola rotonda
    “Quale Scuola per il Paese?”

    NE PARLANO
    Giancarlo Cerini, Dirigente Tecnico MIUR E.R.
    Giovanni Fioravanti, già Dirigente Scolastico
    Girolamo De Michele, Insegnante di filosofia, Scrittore
    Coordina Daniela Cappagli

  • Interpellanza: Imposta sugli immobili destinati ad attività didattiche

    Interpellanza presentata in merito alla recente sentenza della cassazione sulla tassazione degli immobili destinati ad attività didattiche da parte di enti religiosi.

    Interpellanza: Imposta sugli immobili destinati ad attività didattiche.

    Il sottoscritto consigliere comunale

    Premesso

    che recentemente la Corte Suprema di Cassazione con sentenze 14225 e 14226 depositate l’8 luglio ha sancito l’applicabilità dell’imposta sugli immobili (ICI nel caso di specie oggetto della sentenza) per gli immobili gestiti da enti religiosi utilizzati per finalità didattiche con pagamento di retta.

    Tenuto conto

    che l’esclusione dalla tassazione sugli immobili, in particolare quelli a destinazione non esclusivamente religiosa, è stata oggetto nel passato di indagine da parte della Commissione Europea tanto da giungere, dopo numerosi interventi legislativi, alla definitiva formulazione normativa dell’art. 91-bis del d.l. n. 1 del 2012 che esclude dall’imposizione solo gli immobili detenuti da enti senza fine di lucro “destinati esclusivamente allo svolgimento con modalità non commerciali di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, di ricerca scientifica, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive” nonché per le attività religiose e di culto.

    Considerato

    che la Corte nelle sentenze succitate ha inteso confermare che sia sufficiente a definire l’attività commerciale l’idoneità tendenziale dei ricavi a perseguire il pareggio di bilancio, e che non sia sufficiente ad escludere la finalità di lucro la qualità di congregazione religiosa dell’ente;

    Richiamato

    che la Costituzione della Repubblica italiana all’articolo 33, comma 3 recita: “Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.”

    interpella l’amministrazione comunale

    per sapere se vi siano casi nel nostro Comune di immobili destinati ad attività didattiche (paritarie e non) escluse dall’imposizione, quale sia la loro posizione rispetto alla tassazione comunale sugli immobili passata e presente, quanto sia l’eventuale valore di imposta non versato nelle casse comunali e nel caso come il Comune intenda procedere all’applicazione delle sentenze della Corte di Cassazione.

    Si richiede risposta scritta.

    Con osservanza.

    Il Presidente del Gruppo Consiliare

    Leonardo Fiorentini

     

  • La Lega, gli stranieri la Scuola e le nascite (italiane)

    Tagliani vigili sui reparti contraccettivi delle Farmacie comunali. Dichiarazione di Leonardo Fiorentini, consigliere comunale indipendente di SEL a Ferrara

    La Lega, gli stranieri la Scuola e le nascite (italiane)
    Tagliani vigili sui reparti contraccettivi delle Farmacie comunali

    Dichiarazione di Leonardo Fiorentini, consigliere comunale indipendente di SEL a Ferrara

    “Dopo il giro elettorale dei campi nomadi ieri la Lega Nord ci ha lasciato qualche indizio per la prossima iniziativa politica: sembrerebbe sia in preparazione il prossimo tour di Alan Fabbri armato di spillo in tutte le farmacie della regione. Chiedo al Sindaco di Ferrara di farsi carico della richiesta di maggiore vigilanza nelle farmacie comunali, individuando e perquisendo le persone che indossando cravatta o fazzoletto verde, o felpa equipollente, si avvicinino al settore dei contraccettivi.

    Tornando seri, la richiesta della Lega sulla limitazione delle presenze “straniere” nelle classi parte dal presupposto che l’integrazione “appare sempre più impossibile”, presupposto facilmente assumibile solo quando si smette di guardare agli esseri umani in quanto esseri umani, e nel caso particolare, ai bambini in quanto bambini. Presupposto peraltro smentibile semplicemente frequentando le scuole della nostra regione, dagli Asili Nido alle Università, dove grazie al lavoro delle Istituzioni e del personale docente e non docente, l’integrazione nel rispetto delle differenze è un fatto tangibile, sicuramente migliorabile, ma certo non un principio semplicemente affermato. Per fortuna la società è più avanti di alcuni suoi rappresentanti.

    Su una sola cosa ha ragione Fabbri: “il problema è tutto politico, e riguarda la nostra idea di società, ciò che siamo e ciò che vogliamo essere”. Appunto.”

    Leonardo Fiorentini
    consigliere comunale SEL Comune di Ferrara

  • Intervento in consiglio comunale sul Bilancio dell’Istituzione Scuola

    Intervento in consiglio comunale sul Bilancio dell’Istituzione Scuola martedì 9 dicembre 2014

    Non sono mai stato ideologicamente contrario alle esternalizzazioni dei servizi, a parte forse per l’acqua, ma anche lì non la reputo una posizione ideologica. Certo preferirei esternalizzare le biblioteche che gli asili, ma oggi ci troviamo nella paradossale situazione (per me) che mentre il Comune esternalizza le scuole dell’infanzia, allo stesso tempo reinternalizza la gestione delle biblioteche con il personale che non è più in grado di lavorare con i bambini.

    Oggi che il blocco delle assunzioni è acqua passata, la scelta sull’esternalizzazione appare meramente economica. Potrei alzare la bandiera della demagogia, e dire che è sufficiente azzerare i contributi alle scuole private per coprire il fabbisogno dell’Istituzione Scuola. Non lo faccio, perché mi pare inutile alzare bandiere che si sciolgono al sole del primo voto in consiglio (e anche perché probabilmente poi si aprirebbe un problema con altri genitori che non sanno più dove portare i figli).

    Non lo faccio perché vorrei dare quindi un contributo propositivo nonostante le mie personali perplessità, stante che l’impegno preso in campagna elettorale, ovvero non superare la soglia immaginata nel protocollo d’intesa con i sindacati, appare mantenuto.

    Credo, e la reazione dei genitori interessati, ma direi di una buona fetta di città lo dimostra, come la presenza a questo consiglio di oggi del resto testimonia ampiamente, che sia necessario un percorso di informazione e partecipazione rivolto alla città, che dia conto dello stato delle esperienze fatte nelle scuole già esternalizzate e che spieghi a tutti il perché delle proposte e le motivazioni, anche quelle economiche, dell’esternalizzazione.

    Un percorso di dialogo che permetta di salvaguardare le peculiarità e risolvere i problemi di ciascun plesso, che sono diversi non solo per collocazione geografica ma anche per composizione sociale e storia didattica.

    Un percorso che permetta di valutare anche ipotesi di esternalizzazione progressiva delle scuole interessate in modo da garantire per quanto possibile la continuità didattica nel breve periodo ai bambini che oggi sono all’interno delle scuole.

    La continuità didattica va però garantita anche nel lungo periodo: se già non vi è, va inserito nel bando un sistema di controllo del turnover. Posso immaginare che la mobilità dei lavoratori nel privato (visto peraltro il jobs act) sia superiore rispetto al pubblico e per questo dobbiamo trovare un sistema, se non c’è, per garantire i bambini di non cambiare troppo spesso maestra.

    Credo, e credo sinceramente che sarebbe utile sia ai genitori che all’amministrazione, vada costituito un sistema di controllo trasparente: una sorta di “autorità” garante che coinvolga i consigli di partecipazione: sarebbe una garanzia per i genitori rispetto alla efficacia dei controlli, ma anche per l’amministrazione contro il diffondersi di leggende metropolitane.

    Per quel che riguarda invece i lavoratori credo che vada ascoltata una delle richieste più pressanti, ovvero il riconoscimento professionale degli educatori. Va ascoltata non solo perchè mi pare giusto che il lavoro effettuato in una scuola pubblica esternalizzata valga quanto quello in una scuola privata ai fini delle graduatorie, ma anche perché questi lavoratori, in gran parte giovani (e molto spesso mal considerati e bistrattati nelle riflessioni che ho letto in questi giorni sui giornali), hanno il sacrosanto diritto di vedersi riconosciuta la propria professionalità.

    Come credo che non sia possibile far vivere ad una persona una doppia precarietà: quella di non sapere se fra x anni la sua cooperativa rivincerà l’appalto e quindi se manterrà il suo lavoro e quella, giornaliera, di rischiare di non lavorare se il bambino che affianca resta malato per più di n giorni. E’ necessario in qualche modo garantire la continuità lavorativa per gli educatori che lavorano nel sostegno, ed aprendo una parentesi che meriterebbe una riflessione più ampia, ed in una sede e con interlocutori più appropriati, anche ripensando (ovviamente a seconda dei singoli casi) il modello che ora vede l’educatore legato al singolo bambino.

    Un’ultima riflessione infine: dal prossimo anno avremo un nuovo indicatore ISEE che non sappiamo come andrà a modificare il livello delle rette per le famiglie. Credo sia necessario aprire sin da subito aprire un riflessione sulla rimodulazione rette, valutare quale sia il livello di copertura del servizio per ogni fascia di reddito che garantisca il principio di solidarietà ma che allo stesso tempo eviti di trasformare la scuola pubblica in una scuola di classe.

    Finendo con le questioni economiche. Non è demagogico oggi ripensare a ciò che solo un anno fa è stato deciso in quest’aula, io non c’ero, ma scusate resta un mio pallino. Un taglio dell’addizionale irpef di 20 euro l’anno di media cui non si è accorto nessuno, mentre ci accorgiamo oggi come quelle risorse sarebbero state utili, e non solo per la scuola. Ci apprestiamo ad approvare il bilancio comunale con la spada di damocle della legge di stabilità, e forse dovremo rimetter mano alla tassazione locale per far fronte alla scure del cosiddetto buon-governo.

    Pensiamoci.