• Ordine del Giorno sul pieno riconoscimento dei diritti e dei doveri di tutte le famiglie

    Ecco il testo finale approvato dal consiglio comunale con 22 voti favorevole e 9 contrari.

    PG 78427/2015

    Al Sig Sindaco

    Al Presidente del Consiglio Comunale

    Ferrara, lì 27 luglio 2015

    OGGETTO: ORDINE DEL GIORNO SULLA TRASCRIZIONE DEI MATRIMONI SAME-SEX CONTRATTI ALL’ESTERO

    PREMESSO CHE

    In Italia è da tempo in corso un dibattito socio-culturale sull’estensione dei diritti di cui godono i cittadini che contraggono matrimonio secondo le norme del codice civile vigente anche alle coppie formate da persone dello stesso sesso e che a tale dibattito si affianca una corposa giurisprudenza europea e italiana

    CONSIDERATO CHE

    Il Parlamento Europeo, ha chiesto più volte agli Stati dell’Unione di rimuovere “gli ostacoli frapposti al matrimonio di coppie omosessuali ovvero a un istituto giuridico equivalente, garantendo pienamente diritti e vantaggi del matrimonio e consentendo la registrazione delle unioni”

    La Corte Europea dei Diritti Umani ha stabilito che la relazione sentimentale e sessuale tra due persone dello stesso sesso rientra nella nozione di “vita familiare”, il cui rispetto è garantito dall’articolo 8: dunque le coppie omosessuali rientrano a pieno titolo nella nozione giuridica di “famiglia” (sentenza Schalk and Kopf), estensione pienamente recepita nella giurisprudenza italiana in particolare dalla Cassazione sentenza n. 601/13

    La CEDU, con pronuncia del 21 luglio 2015, stabilisce che l’Italia ha fallito nell’osservare gli obblighi positivi che derivano dall’articolo 8 Cedu e che consistono nella necessità di prevedere almeno una forma di riconoscimento giuridico della relazione stabile tra persone dello stesso sesso. In particolare:  “La Corte ribadisce che ha già ritenuto che le coppie omosessuali sono capaci come le coppie eterosessuali di costituire relazioni stabili e impegnative, e che sono in una situazione notevolmente simile a una coppia eterosessuale per quanto riguarda il loro bisogno di riconoscimento legale e di protezione della loro relazione”; essa ha già riconosciuto che le coppie dello stesso sesso sono protette dalla norma che assicura tutela alla “vita familiare”, e rileva che “a dispetto di alcuni tentativi lungo tre decenni, il legislatore italiano è stato incapace di approvare la relativa normativa” e ciò nonostante la Corte costituzionale italiana e la Corte di cassazione avessero già rilevato più volte una lesione della Costituzione italiana (articolo 2) e sollecitato un intervento del Parlamento.

    L’art.9 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea approvata a Nizza il 7 dicembre del 2000 afferma che “Il diritto di sposarsi e il diritto di costituire una famiglia sono garantiti secondo le leggi nazionali che ne disciplinano l’esercizio”. La distinzione del diritto di sposarsi dal diritto di costituire una famiglia definisce in modo chiaro il  diritto ad essere considerati famiglia anche al di fuori dell’istituto del matrimonio

    La stessa Carta di Nizza, recepita all’interno del Trattato costituzionale europeo già approvato dal Parlamento italiano, afferma all’art.21 il contrasto ad ogni forma di discriminazione diretta o indiretta motivata da orientamento sessuale

    L’estensione del matrimonio civile alle coppie dello stesso sesso è stata introdotta in undici Paesi europei (Paesi Bassi, Belgio, Spagna, Norvegia, Svezia, Portogallo, Islanda, Danimarca, Francia, Regno Unito, Lussemburgo). Nel maggio 2015 l’Irlanda è stato il primo paese al mondo ad aver introdotto il matrimonio egualitario tramite referendum. Il matrimonio è previsto in altre aree del mondo: Canada, Repubblica Sudafricana, Argentina, Uruguay, Nuova Zelanda, il distretto federale di Città del Messico, la capitale americana Washington DC ed in ben trentadue Stati USA su cinquanta; altri Paesi hanno deciso di estendere alle coppie omosessuali alcuni o tutti i diritti del matrimonio attraverso nuovi istituti giuridici analoghi al matrimonio: così in Germania, Finlandia, Svizzera, Austria, Repubblica Ceca, Andorra, Ungheria, Slovenia, Estonia. In Europa occidentale l’Italia è rimasta fra i pochi Stati (insieme a Repubblica di San Marino, Principato di Monaco, Città del Vaticano e Grecia) a non prevedere alcun riconoscimento giuridico delle coppie dello stesso sesso

    Con la sentenza Obergefell v. Hodges del giugno 2015, la Corte Suprema degli Stati Uniti (che qui richiamiamo nelle sue motivazioni poiché esse attingono a concetti universali – validi, quindi, al di là della legislazione di riferimento – per quanto attiene la tutela dei nuclei familiari in particolare con minori) riconosce il diritto costituzionale al matrimonio per persone gay e lesbiche. Tra i motivi più significativi per il riconoscimento del diritto al matrimonio, la Corte ricorda “che esso tutela i bambini e le famiglie e per questo trae significato dal diritto di procreare, di crescere ed educare i figli”. “In base alle leggi statali, alcune delle tutele per i bambini derivanti dal matrimonio sono di natura materiale. Ma dando riconoscimento e stabilità sul piano giuridico alle unioni tra i loro genitori, il matrimonio permette anche ai bambini di comprendere l’integrità e l’intimità della propria famiglia e la sua armonia con le altre famiglie della loro comunità e della loro vita quotidiana. Il matrimonio permette, inoltre, quella stabilità e permanenza che è importante per la tutela degli interessi del bambino”. Dopo aver, dunque, richiamato la realtà delle molte coppie omosessuali con figli, la sentenza conclude che “escludere le coppie dello stesso sesso dal matrimonio contraddice una premessa centrale dello stesso diritto al matrimonio. Senza il riconoscimento, la stabilità, e la prevedibilità che il matrimonio offre, i loro bambini soffrono lo stigma derivante dal ritenere le loro famiglie come qualcosa di minore importanza. … Le leggi sul matrimonio che vengono in considerazione ai fini di questa pronuncia dunque danneggiano ed umiliano i bambini delle coppie dello stesso sesso”. Anche per questo i giudici americani ritengono indispensabile il loro intervento anche contro la volontà del Legislatore, perché “Gli individui non possono attendere l’azione del legislatore perché sia loro riconosciuto un diritto fondamentale”. “L’idea della Costituzione è quella di sottrarre certi temi alle vicissitudini della lotta politica e di porli oltre la portata delle maggioranze e dei funzionari pubblici”

    Infine, secondo la Corte Costituzionale l’espressione “società naturale” non comporta alcun rimando al diritto naturale poiché con tale espressione si volle sottolineare che la famiglia ha diritti originari e preesistenti allo Stato, che questo deve riconoscere. Secondo la Corte, inoltre, i concetti di famiglia e di matrimonio, siccome dotati della duttilità propria dei principi costituzionali, non si possono ritenere “cristallizzati” con riferimento all’epoca in cui la Costituzione entrò in vigore e, quindi, vanno interpretati tenendo conto delle trasformazioni dell’ordinamento e dell’evoluzione della società e dei costumi.

    RILEVATO CHE

    Oggi esiste nella società italiana una realtà assai diffusa di convivenze omosessuali stabili, spesso con figli, che alla luce del sole reclamano tutela giuridica e uguaglianza dei diritti

    Il legislatore nazionale tarda a dare seguito a tutte le sollecitazioni delle Corti italiana ed europea e a legiferare in materia di unioni omosessuali e a nulla valgono, ad oggi, e ancora, i richiami alla pazienza, assistendo la comunità che chiede tutela ad uno slittamento continuo della definizione della loro situazione, ritenuta sempre subalterna ad altre innumerevoli, altrettanto ma non più importanti, questioni

    Numerosi Comuni italiani, già dagli anni’90, hanno dato vita a Registri delle Unioni civili o rilasciano Attestati di costituzione di famiglia basata sui vincoli affettivi come risposta alla crescente richiesta di tutela da parte delle coppie di conviventi di fatto, soprattutto sulla spinta delle coppie gay e lesbiche a cui è ad oggi negato il diritto  al riconoscimento giuridico della loro relazione.

    Sono in numero crescente le coppie omosessuali che si recano all’estero per potere accedere a un diritto negato in patria e dare suggello pubblico alla loro relazione e al loro progetto di vita comune

    L’art. 28 della legge 218/1995 prevede che “il matrimonio è valido, quanto alla forma, se è considerato tale dalla legge del luogo di celebrazione o dalla legge nazionale di almeno uno dei congiunti al momento della celebrazione o dalla legge dello stato di comune residenza in tale momento”

    L’impossibilità di potere accedere al riconoscimento pubblico della propria condizione sociale di coppia non rappresenta solo una violazione del principio di uguaglianza nell’accesso a diritti concreti ma comporta anche una lesione della propria dignità individuale e di coppia. Questo rappresenta un ostacolo al benessere individuale e una fonte di stress sociale a cui viene ingiustamente sottoposta una parte della popolazione a causa di una condizione personale, in violazione del principio di non discriminazione per orientamento  sessuale

    DATO ATTO

    Della riserva assoluta di legge per quanto concerne l’introduzione nell’ordinamento nazionale del matrimonio o di istituto che produca effetti analoghi

    Che la trascrizione dei matrimoni omosessuali contratti all’estero non è contraria all’ordine pubblico

    RITENUTO CHE

    Le norme comunitarie e la Convenzione dei Diritti dell’Uomo, attraverso la loro ratifica, dispieghino già i loro effetti nell’ordinamento giuridico italiano anche in assenza di una normativa ad hoc

    Un’Amministrazione Comunale abbia l’onere di predisporre tutte le azioni idonee a combattere atteggiamenti discriminatori e sia in suo potere contribuire alla crescita socio-culturale della propria comunità anche attraverso atti con forte valenza simbolica

    L’esercizio di tale potere non sia in contrasto con l’attribuzione dei poteri tra Parlamento ed Enti Locali

    Sia interesse dell’Amministrazione disporre di informazioni circa la capacità matrimoniale dei cittadini residenti, ossia circa l’esistenza di rapporti familiari validamente costituiti in base ad altri ordinamenti esteri, soprattutto in considerazione del fatto che l’art. 28 della legge 218/1995 prevede che “il matrimonio è valido, quanto alla forma, se è considerato tale dalla legge del luogo di celebrazione o dalla legge nazionale di almeno uno dei coniugi al momento della celebrazione o dalla legge dello Stato di comune residenza in tale momento”

    TENUTO CONTO CHE

    Il giorno 17 luglio sono state depositate presso il Comune 1300 firme (di cui 100 autenticate) di cittadini che chiedono che anche a Ferrara possano essere trascritti i matrimoni same-sex celebrati e registrati all’estero

    Negli ultimi mesi si sono succedute numerose sentenze di tribunali ordinari e amministrativi (da ultimo, Corte d’Appello di Napoli, sent. 13.3.2015; Tribunale di Grosseto, decreto 17.2.2015; TAR Lazio, sent. 9.3.2015 che dichiara illegittimo il provvedimento prefettizio di annullamento della trascrizione del matrimonio) che confermano la necessità di riconoscere a persone sposate all’estero il loro vincolo di coniugio e i diritti-doveri che ne discendono anche in Italia

    CONSIDERATO INFINE

    Che il Comune di Ferrara assolve alle proprie funzioni ispirandosi ai principi della Costituzione, a quelli della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea (Statuto comunale, art.4 punto 1); in particolare promuove la piena affermazione dei diritti inviolabili della persona e consolida ed estende i valori di giustizia, libertà e democrazia (art.4 punto 2 lett. a); promuove la solidarietà della comunità ferrarese (art. 4 punto 2 lett. h)

    Preso atto

    della recentissima sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato la decisione del TAR del Lazio che aveva rilevato l’incompetenza di Ministero e Prefetti a cancellare i matrimoni same sex trascritti nei registri di Stato Civile.

    TUTTO CIO’ PREMESSO

    Il Consiglio Comunale

    Invita

    il Governo ed il Parlamento italiano a rimuovere gli ostacoli giuridici e amministrativi che, al momento, la più recente giurisprudenza amministrativa considera ostativi alla trascrizione dei matrimoni same-sex contratti all’estero nei registri di Stato Civile dei Comuni.

    Sollecita

    il Parlamento ad approvare urgentemente una normativa conforme al diritto internazionale sul riconoscimento civile delle famiglie omo ed eterosessuali così come previsto nella proposta di legge cosiddetta “Cirinnà” nella sua attuale estensione e senza ulteriori restrizioni nella disciplina organica dei diritti e dei doveri dei componenti.

    Impegna

    la giunta a presentare al più presto al Consiglio Comunale una proposta di regolamento dell’Elenco delle unioni Civili del Comune di Ferrara.

     

  • Emendamento all’OdG sulle trascrizioni

    Emendamento all’Ordine del Giorno PG 78427 28/07/15 “sulla trascrizione dei matrimoni same-sex contratti all’estero”

    Si propone il seguente emendamento:

    sostituire il titolo con il seguente:

    “Ordine del Giorno sul pieno riconoscimento dei diritti e dei doveri di tutte le famiglie”

    Sostituire il testo seguente:

    TUTTO CIO’ PREMESSO

    IL CONSIGLIO COMUNALE

     INVITA

     Il Sig. Sindaco ad emanare una apposita Direttiva con la quale dispone che il Servizio anagrafe, stato civile ed elettorale del Comune di Ferrara e, per esso, i delegati alle funzioni di Ufficiale di Stato civile provvederanno a trascrivere nell’archivio di cui all’art. 10 DPR 396/2000, su richiesta degli interessati, previo scrutinio della documentazione prodotta ai sensi degli artt. 21 e 22 del medesimo DPR, gli atti attestanti la celebrazione di matrimoni contratti all’estero tra persone dello stesso sesso.”

    Con il seguente testo

    Preso atto

    della recentissima sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato la decisione del TAR del Lazio che aveva rilevato l’incompetenza di Ministero e Prefetti a cancellare i matrimoni same sex trascritti nei registri di Stato Civile.

    TUTTO CIO’ PREMESSO

    Il Consiglio Comunale

    Invita

    il Governo ed il Parlamento italiano a rimuovere gli ostacoli giuridici e amministrativi che, al momento, la più recente giurisprudenza amministrativa considera ostativi alla trascrizione dei matrimoni same-sex contratti all’estero nei registri di Stato Civile dei Comuni.

    Sollecita

    il Parlamento ad approvare urgentemente una normativa conforme al diritto internazionale sul riconoscimento civile delle famiglie omo ed eterosessuali così come previsto nella proposta di legge cosiddetta “Cirinnà” nella sua attuale estensione e senza ulteriori restrizioni nella disciplina organica dei diritti e dei doveri dei componenti.

    Impegna

    la giunta a presentare al più presto al Consiglio Comunale una proposta di regolamento dell’Elenco delle unioni Civili del Comune di Ferrara.

     

    Ferrara, 6 novembre 2015

    I Consiglieri comunali:

    Leonardo Fiorentini SEL

    Ilaria Baraldi PD

    Paola Peruffo FI

    Sergio Mariano Simeone M5S

  • TrascriviAMO: il plauso LGBT ai consiglieri bipartisan

    Con il deposito dell’odg in merito alle tracrizioni dei matrimoni tra persone dello stesso sesso contratti all’estero, anche Ferrara ha fatto il primo passo verso il riconoscimento di un diritto e della dignità delle persone omosessuali e delle loro famiglie, come già avviene in tanti comuni italiani ed emiliani (Bologna e Reggio Emilia in primis). Le associazioni LGBT ferraresi (Circomassimo: Arcigay e Arcilesbica, Agedo e Famiglie Arcobaleno) esprimono la loro […]

    Con il deposito dell’odg in merito alle tracrizioni dei matrimoni tra persone dello stesso sesso contratti all’estero, anche Ferrara ha fatto il primo passo verso il riconoscimento di un diritto e della dignità delle persone omosessuali e delle loro famiglie, come già avviene in tanti comuni italiani ed emiliani (Bologna e Reggio Emilia in primis).

    Le associazioni LGBT ferraresi (Circomassimo: Arcigay e Arcilesbica, Agedo e Famiglie Arcobaleno) esprimono la loro piena soddisfazione per questo Odg, e una viva speranza sull’esito favorevole del dibattito consiliare che si terrà fra qualche mese, vista la convergenza su questo tema di quattro consiglieri appartenenti a diverse forze politiche (Pd, Sel, Movimento5stelle, Forza Italia).

    Questa convergenza di ideali tra varie forze politiche è il segno che la nostra battaglia non è ideologica e non ha una sola bandiera politica, ma è trasversale e riguarda tutte quelle formazioni civili e politiche che riconoscono ai cittadini uguali diritti e doveri.

    Purtroppo negli ultimi tempi abbiamo docvuto registrare alcune “infelici” esternazioni di consiglieri, anche del Partito Democratico, che rendono tristemente evidente che sulle trascrizioni dei matrimoni same-sex contratti all’estero ci sono prese di posizioni basate più sul pregiudizio (più o meno omofobico) che sulla conoscenza della realtà dei fatti e del diritto.

    Le Associazioni LGBT ferraresi sono disponibili a incontrare tutti i gruppi consiliari – come fra l’altro condiviso anche nell’ultimo incontro con il segretario e capogruppo PD Luigi Vitellio, il quale ha manifestato al proposito un’ampia e positiva disponibilità – e i rappresentanti delle forze politiche che hanno proposto l’Odg, di maggioranza e di opposizione, al fine di potere contribuire alla qualità del dibattito consiliare in materia di trascrizioni.

    Riteniamo che questa possa essere un’occasione importante per la vita politica ferrarese per lasciarsi alle spalle inutili disquisizioni ideologiche e scrivere finalmente una pagina di civiltà dopo troppi anni di tentennamenti che non fanno onore alla nostra città.

    Massimiliano Degiovanni e Cristina Zanella – Circomassimo (Arcigay e Arcilesbica)

    Patrizia Malacarne – Agedo Ferrara

    Henry Gallamini e Roberta Zangoli – Famiglie Arcobaleno Ferrara

    Da Estense.com

  • Trascrizioni: presentato Odg “bipartisan” in Consiglio Comunale a Ferrara

    Lo hanno depositato i consiglieri comunali Ilaria Baraldi (PD), Leonardo Fiorentini (SEL), Silvia Mantovani (M5S) e Paola Peruffo (FI)

    Comunicato Stampa
    Trascrizioni: presentato Odg “bipartisan” in Consiglio Comunale a Ferrara
    Lo hanno depositato i consiglieri comunali Ilaria Baraldi (PD), Leonardo Fiorentini (SEL), Silvia Mantovani (M5S) e Paola Peruffo (FI)

    I consiglieri comunali Ilaria Baraldi (PD), Leonardo Fiorentini (SEL), Silvia Mantovani (M5S) e Paola Peruffo (FI) hanno depositato un Ordine del Giorno a firma congiunta per chiedere la trascrizione dei matrimoni same sex contratti all’estero.

    Dopo la consegna delle 1300 firme della campagna TrascriviAMO da parte delle associazioni LGBT di Ferrara e dopo mesi di dichiarazioni sui quotidiani e nei social network, i presentatori hanno ritenuto opportuno che la discussione approdi finalmente in Consiglio Comunale.

    “Auspichiamo – spiegano i presentatori – che il tema della trascrizione dei matrimoni “same sex” contratti all’estero, così strettamente connesso ai diritti e alle libertà delle persone, venga affrontato con la necessaria serenità e in modo non ideologico da tutti i gruppi consiliari. Non è una battaglia di parte, ma solo di civiltà, e per questo abbiamo scelto di presentare un documento comune superando schieramenti precostituiti. Ci auguriamo che tale spirito possa essere trasferito anche nella discussione consiliare che si terrà nei prossimi mesi.”

  • Ordine del giorno sulla trascrizione dei matrimoni omosessuali contratti all’estero

    Ordine del Giorno sulla trascrizione dei matrimoni omosessuali presentato dai consiglieri Fiorentini (SEL), Mantovani (5 Stelle), Peruffo (FI) e Baraldi (PD).

    PG 78427/2015

    Al Sig Sindaco

    Al Presidente del Consiglio Comunale

    Ferrara, lì 27 luglio 2015

    OGGETTO: ORDINE DEL GIORNO SULLA TRASCRIZIONE DEI MATRIMONI SAME-SEX CONTRATTI ALL’ESTERO

    PREMESSO CHE

    In Italia è da tempo in corso un dibattito socio-culturale sull’estensione dei diritti di cui godono i cittadini che contraggono matrimonio secondo le norme del codice civile vigente anche alle coppie formate da persone dello stesso sesso e che a tale dibattito si affianca una corposa giurisprudenza europea e italiana

    CONSIDERATO CHE

    Il Parlamento Europeo, ha chiesto più volte agli Stati dell’Unione di rimuovere “gli ostacoli frapposti al matrimonio di coppie omosessuali ovvero a un istituto giuridico equivalente, garantendo pienamente diritti e vantaggi del matrimonio e consentendo la registrazione delle unioni”

    La Corte Europea dei Diritti Umani ha stabilito che la relazione sentimentale e sessuale tra due persone dello stesso sesso rientra nella nozione di “vita familiare”, il cui rispetto è garantito dall’articolo 8: dunque le coppie omosessuali rientrano a pieno titolo nella nozione giuridica di “famiglia” (sentenza Schalk and Kopf), estensione pienamente recepita nella giurisprudenza italiana in particolare dalla Cassazione sentenza n. 601/13

    La CEDU, con pronuncia del 21 luglio 2015, stabilisce che l’Italia ha fallito nell’osservare gli obblighi positivi che derivano dall’articolo 8 Cedu e che consistono nella necessità di prevedere almeno una forma di riconoscimento giuridico della relazione stabile tra persone dello stesso sesso. In particolare:  “La Corte ribadisce che ha già ritenuto che le coppie omosessuali sono capaci come le coppie eterosessuali di costituire relazioni stabili e impegnative, e che sono in una situazione notevolmente simile a una coppia eterosessuale per quanto riguarda il loro bisogno di riconoscimento legale e di protezione della loro relazione”; essa ha già riconosciuto che le coppie dello stesso sesso sono protette dalla norma che assicura tutela alla “vita familiare”, e rileva che “a dispetto di alcuni tentativi lungo tre decenni, il legislatore italiano è stato incapace di approvare la relativa normativa” e ciò nonostante la Corte costituzionale italiana e la Corte di cassazione avessero già rilevato più volte una lesione della Costituzione italiana (articolo 2) e sollecitato un intervento del Parlamento.

    L’art.9 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea approvata a Nizza il 7 dicembre del 2000 afferma che “Il diritto di sposarsi e il diritto di costituire una famiglia sono garantiti secondo le leggi nazionali che ne disciplinano l’esercizio”. La distinzione del diritto di sposarsi dal diritto di costituire una famiglia definisce in modo chiaro il  diritto ad essere considerati famiglia anche al di fuori dell’istituto del matrimonio

    La stessa Carta di Nizza, recepita all’interno del Trattato costituzionale europeo già approvato dal Parlamento italiano, afferma all’art.21 il contrasto ad ogni forma di discriminazione diretta o indiretta motivata da orientamento sessuale

    L’estensione del matrimonio civile alle coppie dello stesso sesso è stata introdotta in undici Paesi europei (Paesi Bassi, Belgio, Spagna, Norvegia, Svezia, Portogallo, Islanda, Danimarca, Francia, Regno Unito, Lussemburgo). Nel maggio 2015 l’Irlanda è stato il primo paese al mondo ad aver introdotto il matrimonio egualitario tramite referendum. Il matrimonio è previsto in altre aree del mondo: Canada, Repubblica Sudafricana, Argentina, Uruguay, Nuova Zelanda, il distretto federale di Città del Messico, la capitale americana Washington DC ed in ben trentadue Stati USA su cinquanta; altri Paesi hanno deciso di estendere alle coppie omosessuali alcuni o tutti i diritti del matrimonio attraverso nuovi istituti giuridici analoghi al matrimonio: così in Germania, Finlandia, Svizzera, Austria, Repubblica Ceca, Andorra, Ungheria, Slovenia, Estonia. In Europa occidentale l’Italia è rimasta fra i pochi Stati (insieme a Repubblica di San Marino, Principato di Monaco, Città del Vaticano e Grecia) a non prevedere alcun riconoscimento giuridico delle coppie dello stesso sesso

    Con la sentenza Obergefell v. Hodges del giugno 2015, la Corte Suprema degli Stati Uniti (che qui richiamiamo nelle sue motivazioni poiché esse attingono a concetti universali – validi, quindi, al di là della legislazione di riferimento – per quanto attiene la tutela dei nuclei familiari in particolare con minori) riconosce il diritto costituzionale al matrimonio per persone gay e lesbiche. Tra i motivi più significativi per il riconoscimento del diritto al matrimonio, la Corte ricorda “che esso tutela i bambini e le famiglie e per questo trae significato dal diritto di procreare, di crescere ed educare i figli”. “In base alle leggi statali, alcune delle tutele per i bambini derivanti dal matrimonio sono di natura materiale. Ma dando riconoscimento e stabilità sul piano giuridico alle unioni tra i loro genitori, il matrimonio permette anche ai bambini di comprendere l’integrità e l’intimità della propria famiglia e la sua armonia con le altre famiglie della loro comunità e della loro vita quotidiana. Il matrimonio permette, inoltre, quella stabilità e permanenza che è importante per la tutela degli interessi del bambino”. Dopo aver, dunque, richiamato la realtà delle molte coppie omosessuali con figli, la sentenza conclude che “escludere le coppie dello stesso sesso dal matrimonio contraddice una premessa centrale dello stesso diritto al matrimonio. Senza il riconoscimento, la stabilità, e la prevedibilità che il matrimonio offre, i loro bambini soffrono lo stigma derivante dal ritenere le loro famiglie come qualcosa di minore importanza. … Le leggi sul matrimonio che vengono in considerazione ai fini di questa pronuncia dunque danneggiano ed umiliano i bambini delle coppie dello stesso sesso”. Anche per questo i giudici americani ritengono indispensabile il loro intervento anche contro la volontà del Legislatore, perché “Gli individui non possono attendere l’azione del legislatore perché sia loro riconosciuto un diritto fondamentale”. “L’idea della Costituzione è quella di sottrarre certi temi alle vicissitudini della lotta politica e di porli oltre la portata delle maggioranze e dei funzionari pubblici”

    Infine, secondo la Corte Costituzionale l’espressione “società naturale” non comporta alcun rimando al diritto naturale poiché con tale espressione si volle sottolineare che la famiglia ha diritti originari e preesistenti allo Stato, che questo deve riconoscere. Secondo la Corte, inoltre, i concetti di famiglia e di matrimonio, siccome dotati della duttilità propria dei principi costituzionali, non si possono ritenere “cristallizzati” con riferimento all’epoca in cui la Costituzione entrò in vigore e, quindi, vanno interpretati tenendo conto delle trasformazioni dell’ordinamento e dell’evoluzione della società e dei costumi.

    RILEVATO CHE

    Oggi esiste nella società italiana una realtà assai diffusa di convivenze omosessuali stabili, spesso con figli, che alla luce del sole reclamano tutela giuridica e uguaglianza dei diritti

    Il legislatore nazionale tarda a dare seguito a tutte le sollecitazioni delle Corti italiana ed europea e a legiferare in materia di unioni omosessuali e a nulla valgono, ad oggi, e ancora, i richiami alla pazienza, assistendo la comunità che chiede tutela ad uno slittamento continuo della definizione della loro situazione, ritenuta sempre subalterna ad altre innumerevoli, altrettanto ma non più importanti, questioni

    Numerosi Comuni italiani, già dagli anni’90, hanno dato vita a Registri delle Unioni civili o rilasciano Attestati di costituzione di famiglia basata sui vincoli affettivi come risposta alla crescente richiesta di tutela da parte delle coppie di conviventi di fatto, soprattutto sulla spinta delle coppie gay e lesbiche a cui è ad oggi negato il diritto  al riconoscimento giuridico della loro relazione.

    Sono in numero crescente le coppie omosessuali che si recano all’estero per potere accedere a un diritto negato in patria e dare suggello pubblico alla loro relazione e al loro progetto di vita comune

    L’art. 28 della legge 218/1995 prevede che “il matrimonio è valido, quanto alla forma, se è considerato tale dalla legge del luogo di celebrazione o dalla legge nazionale di almeno uno dei congiunti al momento della celebrazione o dalla legge dello stato di comune residenza in tale momento”

    L’impossibilità di potere accedere al riconoscimento pubblico della propria condizione sociale di coppia non rappresenta solo una violazione del principio di uguaglianza nell’accesso a diritti concreti ma comporta anche una lesione della propria dignità individuale e di coppia. Questo rappresenta un ostacolo al benessere individuale e una fonte di stress sociale a cui viene ingiustamente sottoposta una parte della popolazione a causa di una condizione personale, in violazione del principio di non discriminazione per orientamento  sessuale

    DATO ATTO

    Della riserva assoluta di legge per quanto concerne l’introduzione nell’ordinamento nazionale del matrimonio o di istituto che produca effetti analoghi

    Che la trascrizione dei matrimoni omosessuali contratti all’estero non è contraria all’ordine pubblico

    RITENUTO CHE

    Le norme comunitarie e la Convenzione dei Diritti dell’Uomo, attraverso la loro ratifica, dispieghino già i loro effetti nell’ordinamento giuridico italiano anche in assenza di una normativa ad hoc

    Un’Amministrazione Comunale abbia l’onere di predisporre tutte le azioni idonee a combattere atteggiamenti discriminatori e sia in suo potere contribuire alla crescita socio-culturale della propria comunità anche attraverso atti con forte valenza simbolica

    L’esercizio di tale potere non sia in contrasto con l’attribuzione dei poteri tra Parlamento ed Enti Locali

    Sia interesse dell’Amministrazione disporre di informazioni circa la capacità matrimoniale dei cittadini residenti, ossia circa l’esistenza di rapporti familiari validamente costituiti in base ad altri ordinamenti esteri, soprattutto in considerazione del fatto che l’art. 28 della legge 218/1995 prevede che “il matrimonio è valido, quanto alla forma, se è considerato tale dalla legge del luogo di celebrazione o dalla legge nazionale di almeno uno dei coniugi al momento della celebrazione o dalla legge dello Stato di comune residenza in tale momento”

    TENUTO CONTO CHE

    Il giorno 17 luglio sono state depositate presso il Comune 1300 firme (di cui 100 autenticate) di cittadini che chiedono che anche a Ferrara possano essere trascritti i matrimoni same-sex celebrati e registrati all’estero

    Negli ultimi mesi si sono succedute numerose sentenze di tribunali ordinari e amministrativi (da ultimo, Corte d’Appello di Napoli, sent. 13.3.2015; Tribunale di Grosseto, decreto 17.2.2015; TAR Lazio, sent. 9.3.2015 che dichiara illegittimo il provvedimento prefettizio di annullamento della trascrizione del matrimonio) che confermano la necessità di riconoscere a persone sposate all’estero il loro vincolo di coniugio e i diritti-doveri che ne discendono anche in Italia

    CONSIDERATO INFINE

    Che il Comune di Ferrara assolve alle proprie funzioni ispirandosi ai principi della Costituzione, a quelli della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea (Statuto comunale, art.4 punto 1); in particolare promuove la piena affermazione dei diritti inviolabili della persona e consolida ed estende i valori di giustizia, libertà e democrazia (art.4 punto 2 lett. a); promuove la solidarietà della comunità ferrarese (art. 4 punto 2 lett. h)

    TUTTO CIO’ PREMESSO

    IL CONSIGLIO COMUNALE

    INVITA

    Il Sig. Sindaco ad emanare una apposita Direttiva con la quale dispone che il Servizio anagrafe, stato civile ed elettorale del Comune di Ferrara e, per esso, i delegati alle funzioni di Ufficiale di Stato civile provvederanno a trascrivere nell’archivio di cui all’art. 10 DPR 396/2000, su richiesta degli interessati, previo scrutinio della documentazione prodotta ai sensi degli artt. 21 e 22 del medesimo DPR, gli atti attestanti la celebrazione di matrimoni contratti all’estero tra persone dello stesso sesso.

    Ilaria Baraldi (PD), Leonardo Fiorentini (SEL), Silvia Mantovani (M5S) e Paola Peruffo (FI)

  • Diritti gay e confusione Pd

    Diritti gay e confusione Pd Fiorentini: “La trascrizione è competenza dei sindaci”. Zangoli: “I voti li hanno. C’è una precisa volontà politica” Da Estense.com del 27 luglio 2015 Ogni parola ha un significato. E, ultimamente, specialmente in politica, “troppo spesso si sbagliano le vocali”, per dirla con Leonardo Fiorentini, consigliere indipendente di Sel, che su Facebook implora un po’ di chiarezza in tema di diritti civili. A cominciare dalla confusione […]

    Diritti gay e confusione Pd

    Fiorentini: “La trascrizione è competenza dei sindaci”. Zangoli: “I voti li hanno. C’è una precisa volontà politica”

    Da Estense.com del 27 luglio 2015

    gayOgni parola ha un significato. E, ultimamente, specialmente in politica, “troppo spesso si sbagliano le vocali”, per dirla con Leonardo Fiorentini, consigliere indipendente di Sel, che su Facebook implora un po’ di chiarezza in tema di diritti civili. A cominciare dalla confusione su unioni civili, matrimoni omosessuali e trascrizioni.

    “Il Ddl Cirinnà infatti, se mai sarà approvato dal Parlamento italiano – sostiene Fiorentini -, ci porterà, grazie ad un testo di retroguardia, ad essere i penultimi in Europa sul riconoscimento delle unioni civili omosessuali”. Argomento che “nulla c’entra il registro delle Unioni Civili comunale, che riguarda anche le coppie eterosessuali, sul quale si è incentrato il processo partecipativo “Nuovi Diritti, Nuove Famiglie” promosso dal Comune di Ferrara”.

    Come nulla c’entra la trascrizione sui registri anagrafici comunali dei matrimoni fra persone dello stesso sesso regolarmente celebrati all’estero. È questo che chiedono, al momento inascoltate, le associazioni Lgtb a sindaco e giunta, forti delle 1300 firme in loro favore raccolte in città in appena 8 giorni.

    E la trascrizione, “come conferma la recente giurisprudenza – prosegue Fiorentini -, è competenza dei sindaci. E’ compito dei sindaci non solo dal punto di vista amministrativo, anche solo perché si dia pubblicità al fatto che una persona non è più in “stato libero”, ma anche politico perché significa riconoscere che anche quella famiglia, anche se si è sposata all’estero (spesso con mille sacrifici, anche economici) è parte della comunità. Perché in politica troppo spesso si sbagliano le vocali: non si tratta di un onere politico e amministrativo. Si tratta, più semplicemente, di un onore”.

    Per questo il consigliere promette di attivarsi affinché il Comune “si dia un regolamento avanzato sulle Unioni Civili e mi batterò perché i matrimoni omosessuali contratti all’estero siano trascritti nei registri anagrafici comunali”.

    Fiorentini non lo dice, ma le sue parole nascondo dalle recenti dichiarazioni di Tagliani e Vitellio, che sembrano sorvolare sul tema trascrizione per passare la patata bollente al parlamento.

    È più esplicita in vece Roberta Zangoli, rappresentante della Famiglie Arcobaleno, sposata con due bambine, che è “stanca di dover affidare la mia vita ad avvocati e notai perché far valere diritti che la politica non ci dà, sia a livello nazionale che locale”. E a livello locale “il segretario provinciale del Pd sta facendo una notevole confusione. Temo che non abbia capito di cosa stiamo parlando. Mi dicono che voglia invitare Monica Cirinnà a Ferrara. Bene, la senatrice potrà spiegargli la questione”.

    Ossia che “trascrizione in Comune del matrimonio contrato all’estero tra omosessuali, riconoscimento delle unioni civili e registro comunale delle coppie di fatto sono tre cose completamente diverse”. “La trascrizione è un atto amministrativo – spiega Zangoli – che serve a registrare in Italia il mio status di coniugata. Il registro delle coppie di fatto, che hanno tantissime città (a Ferrara è attivo dal 2006) serve per chi non è sposato, per particolari tutele – più formali che reali – relative alla convivenza. Il ddl Cirinnà invece, materia del parlamento, equipara grosso modo di fatto matrimonio e unioni civili, anche se rimangono lacune in tema di riconoscimento dei figli, che possono solo essere adottati. Un testo insomma già vecchio rispetto ad altri paesi europei”.

    Le associazioni Lgtb temono che l’attendismo del Pd di Ferrara, o la sua confusione terminologica, nascondano “una precisa volontà politica: i voti li hanno per far approvare qualunque cosa, quello di Vitellio e Tagliani è un discorso ideologico”.

    Eppure “noi non chiediamo al sindaco di sposarsi, ma di ‘trascriverci’, di procedere come in altre città alla trascrizione in Comune dell’avvenuto matrimonio tra coppie omosessuali”. E invece “il segretario e capogruppo Pd ci risponde che in parlamento stanno già lavorando al ddl Cirinnà, come dire che volete di più? Noi vogliamo tutto quello che parifica le persone e non crea quello stress sociale che stiamo subendo a fronte di una discriminazione. I diritti sono diritti. E speriamo che Tagliani e Vitellio non facciano confusione anche su quelli”.

  • #?trascriviamo?: perchè in politica troppo spesso si sbagliano le vocali…

    Mi pare che si faccia un po’ di confusione su unioni civili, matrimoni omosessuali e trascrizioni. Il DDL Cirinnà infatti, se mai sarà approvato dal Parlamento italiano, ci porterà – grazie ad un testo di retroguardia – ad essere i penultimi in Europa sul riconoscimento delle unioni omosessuali. Nulla c’entra il registro delle Unioni Civili comunale – che riguarda anche le coppie eterosessuali – sul quale si è incentrato il […]

    Mi pare che si faccia un po’ di confusione su unioni civili, matrimoni omosessuali e trascrizioni. Il DDL Cirinnà infatti, se mai sarà approvato dal Parlamento italiano, ci porterà – grazie ad un testo di retroguardia – ad essere i penultimi in Europa sul riconoscimento delle unioni omosessuali.

    Nulla c’entra il registro delle Unioni Civili comunale – che riguarda anche le coppie eterosessuali – sul quale si è incentrato il processo partecipativo “Nuovi Diritti, Nuove Famiglie” promosso dal Comune di Ferrara. Come nulla c’entra la trascrizione sui registri anagrafici comunali dei matrimoni fra persone dello stesso sesso regolarmente celebrati all’estero. Cosa che, recente giurisprudenza conferma, è competenza dei Sindaci (nonostante il governo sostenuto dal PD abbia emanato una circolare in senso contrario dichiarata illegittima dalla magistratura).

    E’ compito dei Sindaci non solo dal punto di vista amministrativo, anche solo perchè si dia pubblicità al fatto che una persona non è più in “stato libero”, ma anche politico perchè significa riconoscere che anche quella famiglia, anche se si è sposata all’estero (spesso con mille sacrifici, anche economici) è parte della comunità. Perchè in politica troppo spesso si sbagliano le vocali: non si tratta di un onere politico e amministrativo. Si tratta, più semplicemente, di un onore.

    Per questo prenderò il meglio di quello che verrà – prima o poi – dal Parlamento, ma nel frattempo lavorerò perchè il Comune si dia un regolamento avanzato sulle Unioni Civili e mi batterò perchè i matrimoni omosessuali contratti all’estero siano trascritti nei registri anagrafici comunali.

  • TrascriviAMO

    L’iniziativa TRASCRIVIAMO nasce dalla necessità di portare all’attenzione dei cittadini ferraresi il fatto che, il mancato riconoscimento dei matrimoni celebrati all’estero tra persone dello stesso sesso e l’attuale silenzio legislativo italiano sulla questione, abbia creato anche a Ferrara una vera e propria discriminazione nei confronti di concittadini. Si tratta di coppie, famiglie con figli che non hanno tutela giuridica, veri e propri cittadini di serie B. Coppie, famiglie fantasma. Persone […]

    Amore_DirittiL’iniziativa TRASCRIVIAMO nasce dalla necessità di portare all’attenzione dei cittadini ferraresi il fatto che, il mancato riconoscimento dei matrimoni celebrati all’estero tra persone dello stesso sesso e l’attuale silenzio legislativo italiano sulla questione, abbia creato anche a Ferrara una vera e propria discriminazione nei confronti di concittadini.

    Si tratta di coppie, famiglie con figli che non hanno tutela giuridica, veri e propri cittadini di serie B. Coppie, famiglie fantasma. Persone che  lavorano, studiano, pagano le tasse e amano come i loro concittadini, ma a differenza di questi hanno diritti e doveri solo come singoli.

    Lo scenario italiano attuale ha recentemente visto l’iniziativa di alcuni sindaci illuminati, progressisti, i quali hanno proceduto alla trascrizione di questi matrimoni, scontrandosi con l’autoritario ordine di cancellazione del Ministro degli Interni.

    Mentre si cerca di venire a capo di questa odissea giuridico-amministrativa, la situazione attuale rimane surreale e mortificante: di fatto, due persone che contraggono il matrimonio all’estero, a cui viene  riconosciuto lo status di coniugi in quasi tutta Europa, appena ritornano in Italia perdono questo status insieme a tutti i diritti e i doveri che derivano dall’istituzione del matrimonio.

    Perché le associazioni LGBT (Circomassimo Arcigay e Arcilesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno) si rivolgono ai cittadini ferraresi?

    Perché la mancanza di diritti di alcuni concittadini, e di conseguenza delle loro famiglie, è una mancanza di diritti e una sconfitta per tutti.

    Perché anche a Ferrara ci sono coppie sposate all’estero che al momento non possono trascrivere il loro matrimonio.

    Perché il matrimonio omosessuale non toglie nulla al matrimonio tradizionale, ma riconosce l’amore e la promessa tra due persone, ne sancisce l’impegno e ne tutela i figli, rappresentando un’esperienza di cruciale importanza per la felicità e il benessere dell’individuo.

    Perché non ci sono impedimenti nella costituzione italiana alle trascrizioni; manca solo la volontà politica e il coraggio di prendere una posizione dando un segnale forte e chiaro senza timori o reticenze di carattere ideologico e formale.

    Ferrara è una città sensibile ai diritti civili. Il 14 febbraio avrà inizio la raccolta firme TRASCRIVIAMO che terminerà il 17 maggio in occasione della celebrazione della giornata mondiale contro l’omofobia e la transfobia: aspettiamo i cittadini ferraresi a sostenerci ai banchetti!

    Vi aspettiamo sotto al

    Volto del Cavallo nelle date:

    14 febbraio

    ore 10 – 12 e 15 – 17

    21 febbraio

    ore 10 – 12 e 15 – 17

    14 marzo

    ore 10 – 12 e 15 – 17

    28 marzo

    ore 10 – 12 e 15 – 17

    11 aprile

    ore 10 – 12 e 15 – 17

    18 aprile

    ore 10 – 12 e 15 – 17

    9 maggio

    ore 10 – 12 e 15 – 17

    Inoltre è possibile firmare a:

    – TAG Festival LGBT

    (Sala Estense

    27 febbraio – 1 marzo)

    – MIRANDA

    (c/o Zuni, via Ragno 15,

    tutti i giovedì sera)

    – NO ALL’OMOFOBIA
    (P.zzetta San Nicolò,
    sabato 16 maggio, sera)

  • «Matrimoni fra gay? Fiorentini vada a Cuba»

    «Matrimoni fra gay? Fiorentini vada a Cuba» QN – Il Resto del Carlino del 27/10/2014 ed. Ferrara p. 4 CARO CARLINO, leggo sempre con attenzione il sedicente umorista e consigliere comunale di SEL Leonardo Fiorentini, al quale, più che il medievalista consigliato a mons. Negri, servirebbe un bignamino di storia, o un giro superficiale su google; scoprirebbe così che non tanto “la chiesa” (di cui nulla sa, evidentemente: ma all’ignoranza […]

    «Matrimoni fra gay? Fiorentini vada a Cuba»

    QN – Il Resto del Carlino del 27/10/2014 ed. Ferrara p. 4

    CARO CARLINO, leggo sempre con attenzione il sedicente umorista e consigliere comunale di SEL Leonardo Fiorentini, al quale, più che il medievalista consigliato a mons. Negri, servirebbe un bignamino di storia, o un giro superficiale su google; scoprirebbe così che non tanto “la chiesa” (di cui nulla sa, evidentemente: ma all’ignoranza si rimedia) ma nessun partito socialista e poi comunista del mondo intero prevedeva alcunché per i gay nel periodo da lui preso in considerazione. E se facesse un giro a Cuba o in Cina propugnando il suo concetto di matrimonio, sono certo che sarebbe sorpreso della reazione non tanto dei politici, ma delle forze dell’ordine. Arrivando all’attualità, più che non capire Negri, mi pare che Fiorentini abbia dei problemi a capire la democrazia: succede e anche qui si può rimediare; in via breve visti gli spazi giornalistici, userò una parafrasi dell’immenso Vujaidin Boskov: “Legge è quando parlamento fa”. E se “parlamento non fa” non è colpa ne’ della Chiesa, ne’ del Papa, ne’ del Vescovo, ma della maggioranza che non c’è. Se poi la sua collega Annalisa Felletti vuole riproporre genialate alla Marino o alla Merola, è libera di farlo; ancor più libero il prefetto della plurale e democratica repubblica italiana, rappresentante del governo del nostro paese (capisco la banalità, ma nel caso di Fiorentini, una sottolineatura di elementi di diritto costituzionale non guasta), di provvedere a richiedere l’annullamento. Andrea Rossi, Udc Ferrara

    Scarica in formato pdf: rdc_27102014_rossi.