• Oggi in piazza per i diritti delle famiglie

    Dichiarazione di Leonardo Fiorentini, consigliere comunale.

    Il vescovo di Ferrara Negri parla di famiglia come costretta “da una mentalità consumista e tecnoscientifica” a essere “periferia” della società e in questi giorni oggetto di “decisioni gravissime che si stanno prendendo nei confronti della famiglia [stessa], su cui è fondata la convivenza sociale, ovvero il tentativo del disegno di legge Cirinnà di mettere le condizioni per mutare nella sostanza il concetto stesso di famiglia”.

    Orbene, annuncio al mondo – evidentemente da tecnoscientifico ed anche un po’ consumista – che io invece considero la famiglia come centro della società in quanto luogo dell’amore fra gli esseri umani, mariti e mogli, padri e madri, figli e figlie. E considero tutte le famiglie, comunque siano formate, meritevoli di tutela giuridica.

    E siccome io i “nostri” figli li voglio davvero difendere, ma da chi rimpiange le crociate e la società medioevale, non certo da coloro che cercano di tutelare i loro diritti, oggi sarò in piazza – con il Big Ben di famiglia – insieme alle associazioni LGBT ferraresi per chiedere l’approvazione del DLL Cirinnà nella stesura attuale e senza ulteriori, indigeribili, mediazioni al ribasso.

    Fonte: http://www.estense.com/?p=523034

  • Niente catene anti movida davanti al Duomo

    Tagliani: “Intervento sospeso nel dubbio che possa essere letto come provocatorio e dunque controproducente”

    Niente catene anti movida davanti al Duomo

    Tagliani: “Intervento sospeso nel dubbio che possa essere letto come provocatorio e dunque controproducente”

    sagratoOra è ufficiale. Il Comune non ha, al momento almeno, alcuna intenzione di mettere le catene contro il “disdoro” della movida nel sagrato della cattedrale.

    La conferma arriva direttamente dal sindaco Tiziano Tagliani che ha risposto all’interpellanza presentata l’anno scorso dal consigliare comunale di Sel Leonardo Fiorentini.

    “Sull’opera in questione – scrive il primo cittadino – non ci sono preventivi né capitolati essendo rimasta a mero livello di ipotesi sulla quale raccogliere un parere preventivo della Soprintendenza”. Ma che l’idea non sia destinata a diventare realtà arriva qualche riga più in basso: “In merito all’esecuzione della stessa – afferma ancora Tagliani -, valutata la funzione ‘simbolica’ dell’intervento rispetto alle problematiche evidenziate dal Capitolo della Cattedrale, l’amministrazione, nel dubbio che l’intervento potesse essere letto come ‘provocatorio’ e quindi addirittura controproducente ha deciso di sospendere, allo stato, l’esecuzione”.

    Esecuzione che, se mai dovesse ritrovare sostegno, “trattandosi di intervento su onere comunale, con ripristino della antica ‘cordonatura’ mediante catene e fittoni”, sarebbe – “ovviamente, a carico dell’amministrazione comunale”.

    Eppure sembrava davvero che l’amministrazione si dovesse piegare alla reprimenda del ‘postribolo’ del vescovo Negri. La precedente risposta a Fiorentini, questa volta dell’assessore Aldo Modonesi, aveva infatti reso noto sia il parere positivo da parte della Soprintendenza al ripristino delle catene così come erano prima del 1924, contro il “disdoro” della movida, sia gli eventuali costi: 30mila euro, giustificati dal fatto che “il valore e il rispetto del patrimonio storico-artistico dell’Italia dovrebbe essere sempre alla base dell’educazione di ogni generazione, con particolare attenzione quando si stanziano fondi pubblici per progetti che ridanno splendore alle nostre città”.

    Questo a inizio ottobre, prima dell’ennesima – forse la più roboante – polemica che ha investito monsignor Negri, quella pubblicata dal Fatto Quotidiano.

  • Negri sull’eresia dei 5 stelle: solidarietà agli attivisti del movimento 5 stelle di Leonardo Fiorentini

    Dichiarazione di Leonardo Fiorentini, consigliere comunale indipendente eletto nelle liste di Sel:

    Negri sull’eresia dei 5 stelle: solidarietà agli attivisti del movimento 5 stelle di Leonardo Fiorentini

    Dichiarazione di Leonardo Fiorentini, consigliere comunale indipendente eletto nelle liste di Sel:

    Devo confessare che da questa mattina faccio un po’ fatica a nascondere l’invidia nei confronti del Movimento 5 stelle oggetto della “scomunica” da parte del vescovo di Ferrara. Tornando serio, non mi stupisce invece particolarmente la posizione di Monsignor Negri, nè sinceramente mi appassionano le teorie Teo-telematiche di Casaleggio.
    Mi preme invece, da persona che non va a messa per scelta, e che proprio per questo rispetta profondamente chi fa la scelta opposta, esprimere solidarietà umana e politica agli attivisti 5 stelle di fede cattolica. Umana perché mi pare grave colpire in modo così violento le coscienze intime delle persone per fini che paiono un po’ lontani da quelli del “buon pastore”; e anche perché, a proposito delle presenze settimanali a messa, sinceramente Negri sembra interessarsi della pagliuzza mentre dovrebbe occuparsi di ben altri travi.
    Solidarietà politica, perché nonostante lo si voglia nascondere dietro un fantomatico dibattito culturale, rispolverare, certamente non a caso, il termine eresia (dopo aver riesumato postriboli, crociate e indulgenze plenarie) e “scomunicare” così – sparando nel mucchio – un intero movimento politico sembra pratica di tempi che mi sembrava fossero passati. Mi sembrava.

  • E a Ferrara regna un Vescovo tritatutto

    Il Venerdi di Repubblica del 20/02/2015 N.1405 – 20 febbraio 2015 p. 37 – Rosario Di Raimondo

    E a Ferrara regna un Vescovo tritatutto
    TRA SERMONI A EFFETTO E BACCHETTATE AL SINDACO, NEGRI SCATENA BUFERE. MA CHI DI STRIGLIATE FERISCE…

    Bologna. Dal pulpito ammonisce i fedeli e tuona contro i politici. E scuote la tranquilla Ferrara al punto di essere diventato un personaggio pop: la sua faccia severa è ?nita sulla locandina di un concerto, poi rimossa con le scuse dell’Arci. L’ultima intemerata? «La crisi economica è colpa dell’aborto». Monsignor Luigi Negri, 73 anni, milanese, vescovo della città estense, esponente di Cl, non teme certo le bufere. Uno zoccolo duro di ferraresi cattolici lo ammira, un’altra parte non lo sopporta. Nel 2013, a soli cento giorni dalla nomina, Negri lanciò una dura reprimenda contro la movida e disse che la piazza antistante la cattedrale era diventata un «postribolo», minacciando di recintarla. Era solo l’inizio. Negri ha de?nito Ferrara una città «reazionaria». Ha punzecchiato il sindaco, cui ha chiesto «di non insegnargli a fare il vescovo», si è scagliato contro «i nuovi faraoni», i politici locali che vogliono chiudere l’ospedale di Comacchio. Halloween «è un tentativo di banalizzare la morte», le manifestazioni di Arcigay contro le Sentinelle in piedi fanno sì «che la nostra libertà sia sempre più ridotta». Fino all’ultima reprimenda contro l’aborto, che ha anche un risvolto comico. È cascato in uno scherzo del programma radiofonico La Zanzara : un ?nto Papa lo ha chiamato rimproverandolo per le sue parole. E lui? Intimido, ha promesso che in futuro sarà più prudente.

    Il Venerdi di Repubblica del 20/02/2015 N.1405 – 20 febbraio 2015 p. 37 – Rosario Di Raimondo

  • «La crisi economica colpa dell’aborto»

    Polemiche dopo le parole del Vescovo anche sull’omofobia «È un delitto contro Dio e l’umanità». Le reazioni di Pd e Sel

    «La crisi economica colpa dell’aborto»
    Polemiche dopo le parole del Vescovo anche sull’omofobia «È un delitto contro Dio e l’umanità». Le reazioni di Pd e Sel

    Le parole del Vescovo Luigi Negri su aborto e omofobia accendono le polemiche. Nella conferenza organizzata nell’ambito della Giornata per la vita, il Vescovo ha parlato di aborto sottolineando la necessità di modificare «la mentalità volgare e diffusa che è la cultura della morte, contro la vita umana dono di Dio e per questo indisponibile a ogni potere umano». Ma sull’aborto, monsignor Negri ha anche criticato la legge che «non ha consentito di venire al mondo ad oltre sei milioni di italiani e la scarsità di figli ha fatto sprofondare in questa crisi economica». Dunque, tra le cause della crisi anche l’aborto, il cui numero di pratiche autorizzate dalle strutture, pone la nostra regione al terzo posto in Italia: «Per questo occorre contrastare la cultura di morte». Sull’omofobia, le parole del vescovo sono state dirette e provocatorie, vista la reazione dei Giovani Democratici e del consigliere di Sel, Leonardo Fiorentini. Che si scagliano in difesa della legge contro l’omofobia, la legge Scalfarotto, che invece per il vescovo Negri «è un delitto contro Dio e contro l’umanità». Una legge voluta e pensata da una «deriva laicistica della società italiana». Fiorentini, consigliere comunale di Sel, bolla le parole del vescovo come «una crociata incapace di misurarsi contro il nostro tempo». I Giovani democratici invece spiegano che «bloccare l’iter del ddl Scalfarotto che inserisce o fra le discriminazioni quelle omofobe e transfobe, significherebbe non solo rendere difficilmente punibili chi compie questi atti discriminatori, ma affermare che offendere nella intimità persone con orientamenti sessuali differenti dal proprio sia consentito e lecito».

    Scarica in formato pdf: nuova_fe_03022015-vescovo.pdf.

  • “La crisi è colpa dell’aborto”: bufera sul vescovo di Ferrara

    Il prelato, vicino a Cl: “La scarsità di figli ci ha fatto sprofondare nella recessione”. L’ira di Sel e Giovani Democratici

    “La crisi è colpa dell’aborto”: bufera sul vescovo di Ferrara

    Il prelato, vicino a Cl: “La scarsità di figli ci ha fatto sprofondare nella recessione”. L’ira di Sel e Giovani Democratici

    FERRARA – E’ scoppiata la polemica a Ferrara per alcune parole, sulla legge contro l’omofobia e sull’aborto, del vescovo Luigi Negri. “La legge contro l’omofobia – ha detto il prelato, vicino a Cl – è un delitto contro Dio e contro l’umanità. La legge sull’aborto invece non ha consentito di venire al mondo ad oltre sei milioni di italiani e la scarsità di figli ci ha fatto sprofondare in questa crisi economica”.

    Frasi che hanno fatto arrabbiare i Giovani Democratici che, con una lunga lettera pubblicata dalla “Nuova Ferrara”, hanno definito “intellettualmente disonesto” il sostenere la tesi “che l’aborto sia responsabile della crisi così come lo è il cercare consensi in materia utilizzando un nervo scoperto come le difficoltà economiche
    delle famiglie”.

    Contro Negri anche Sel. “Comprendo – ha detto il consigliere comunale Leonardo Fiorentini – che il vescovo di Ferrara debba coltivarsi il proprio orticello nell’ultradestra cattolica, continuando a contrapporre, in una rinnovata crociata, la sua visione assolutistica a quello Stato laico nato dal Risorgimento e dalla Resistenza. Faccio un pò più fatica a capire come tutto questo possa aiutare la comunità cattolica ferrarese”.

  • Crisi: per il Vescovo di Ferrara colpa dell’aborto, il commento di Fiorentini (SEL)

    Per Luigi Negri, Vescovo di Ferrara, la crisi è colpa dell’aborto. Fiorentini (SEL): “una crociata incapace di misurarsi con il nostro tempo”

    Comunicato Stampa
    Crisi: per il Vescovo di Ferrara colpa dell’aborto
    Fiorentini (SEL): “una crociata incapace di misurarsi con il nostro tempo”

    “La legge contro l’omofobia è un delitto contro Dio e contro l’umanità. La legge sull’aborto invece non ha consentito di venire al mondo ad oltre sei milioni di italiani e la scarsità di figli ci ha fatto sprofondare in questa crisi economica” [cit. Luigi Negri, Vescovo di Ferrara, fonte http://www.estense.com/?p=436801]

    Dichiarazione di Leonardo Fiorentini, consigliere comunale indipendente eletto nelle liste di SEL:

    “Se ben conosciamo le idee di Luigi Negri sulla legge sull’omofobia, scopriamo oggi che per il nostro Vescovo la causa della crisi economica è la legge sull’aborto. Niente bolla immobiliare, niente crisi dei mutui subprime, niente crisi del debito, niente crisi da sovra-produzione. L’aborto.

    Comprendo che il Vescovo di Ferrara debba coltivarsi il proprio orticello nell’ultradestra cattolica, continuando a contrapporre, in una rinnovata crociata, la sua visione assolutistica a quello Stato laico nato dal Risorgimento e dalla Resistenza. Una contrapposizione che parte dal rivalutare le crociate dimenticando nel contempo la breccia di Porta Pia, la fine del potere temporale dei Papi e addirittura il Concordato, per non parlare poi di Darwin, del metodo scientifico (e forse anche dello stesso Galileo) e – ultimi in ordine di tempo – di 400 anni di teoria economica. E’ la crociata di chi non riesce evidentemente a misurarsi con serenità con il nostro tempo. Figuriamoci cosa può quindi capitare quando si affrontano temi come il diritto all’autodeterminazione della donna, la speranza di una coppia sterile di avere un bambino, o il diritto delle persone di vivere la propria vita ed i propri amori liberamente.

    Faccio invece un po’ più fatica a capire come tutto questo possa aiutare la comunità cattolica ferrarese che egli presiede, ma questa è questione che lascio, volentieri, ai cattolici.

    Leonardo Fiorentini
    Presidente Gruppo Consiliare Sinistra Ecologia e Libertà
    Comune di Ferrara

    ps: per chi mi contesterà il fatto che io “contesti” le parole del Vescovo: avete ragione, come ho spesso ribadito il Vescovo può dire quello che vuole  e peraltro, visto quello che dice, mi butterei la zappa sui piedi ad impedirglielo. Io però, a costituzione vigente, posso commentare liberamente.”

  • Vescovo Luigi Negri sui matrimoni omosessuali

    Per Natale regalerò un calendario al Vescovo di Ferrara

    Commento alle parole del Vescovo di Ferrara Luigi Negri sul Carlino di oggi

    Vescovo Luigi Negri sui matrimoni omosessualiCi vorrebbe sempre la consulenza di un buon medievalista per interpretare le parole del vescovo di Ferrara Negri che sembra essere legato affettivamente un po’ troppo al tempo che fu delle crociate e del potere temporale della chiesa. Purtroppo per lui il Papa ha smesso di essere Re a Ferrara nel 1859, e gli annuncio, casomai non se ne fosse accorto, che da allora la dottrina cattolica non è legge in questo Stato.

    Nessuno vuole imporre a Negri di officiare matrimoni fra omosessuali, anche se credo molte coppie gay credenti aspirerebbero a sposarsi in chiesa (magari non da Negri): semplicemente con la trascrizione dei matrimoni all’estero e presto, mi auguro, anche con la regolamentazione di unioni di fatto e matrimoni omosessuali si vuole che lo Stato garantisca a persone che si amano la tutela di diritti e doveri.

    Davvero non si capisce perché il Vescovo voglia continuare ad imporre la sua visione, incattivita, del mondo. Forse è solo un tentativo di guadagnare medagliette per accreditarsi fra chi si oppone al nuovo corso di Papa Francesco, che mi pare abbia, su molti temi (ma non su tutti), posizioni ben più aperte e moderne.

    Almeno so cosa regalagli per Natale: un calendario del 2015, così che ogni giorno possa ricordarsi che il medioevo è finito da tempo.

  • «Se non lo ha chiesto il vescovo, perché il Duomo in catene?»

    Fiorentini (Sel) replica al sindaco, il ‘suo’ assessore prudente. Le opposizioni: progetto inutile, serve altro per la movida.

    «Se non lo ha chiesto il vescovo, perché il Duomo in catene?»
    Fiorentini (Sel) replica al sindaco, il ‘suo’ assessore prudente
    Le opposizioni: progetto inutile, serve altro per la movida

    La catenella di “rispetto” anti-movida attorno al Duomo si farà per volere del Comune e non su richiesta del vescovo, ha chiarito il sindaco Tiziano Tagliani, e questa assunzione di responsabilità (e di spesa a carico del pubblico) da un lato tiene la Curia al riparo dalle polemiche, ma dall’altro rischia di creare un caso politico. Il primo ad esprimere i suoi dubbi è Leonardo Fiorentini, il consigliere di maggioranza che ha presentato un’interpellanza al proposito: «Se non la vuole il vescovo, non la chiede la Curia come ho letto sul giornale, ma allora perché si fa una cosa del genere? A mio avviso sarebbe molto più utile spendere quei soldi, invece che in catene, in iniziative di sensibilizzazione ed educazione, visto che anch’io trovo scandaloso usare Duomo e Palazzo paradiso come orinatoi. No, non ci penso proprio a presentare un esposto alla Corte dei conti, penso invece – conclude Fiorentini – che preparerò un emendamento al bilancio per dirottare quei soldi in capitoli più utili». A educazione e diffusione del senso civico dovrebbe provvedere l’assessore all’Istruzione, Annalisa Felletti, pure segretaria di Sel, che anche per questo sulla vicenda si muove con i piedi di piombo: «No, non ne abbiamo parlato in giunta, di iniziative su cultura del dialogo e del civismo si può senz’altro discutere. L’interpellanza di Fiorentini? Non ne sapevo nulla, l’ho letta sui giornali: mi pare comunque che il sindaco abbia già dato una risposta». È di fatto il primo caso all’interno della nuova maggioranza, anche perché la risposta del sindaco a Fiorentini non è stata accomodante. Le opposizioni, che affilano le armi dialettiche per il dibattito di domani sulle alleanze di area vasta, non perdono naturalmente l’occasione per mettere il dito sugli aspetti più controversi della vicenda. «Personalmente – dice il capogruppo di Forza Italia, Vittorio Anselmi – non ho problemi su una barriera di separazione fisica sul sagrato, e non mi sembra neanche che il problema sia la spesa pubblica. Però non può essere questa la risposta che il Comune dà ai problemi della movida, c’è piuttosto bisogno di cestini, wc e vigili. Poi, non mi scandalizza il fatto che la Curia possa chiedere un intervento, ma Tagliani non può venirci a raccontare che si tratta di una sua iniziativa. È un atteggiamento puerile». Piccona alla base l’impostazione data dal Comune alla vicenda, invece, il capogruppo M5S, Ilaria Morghen: «Qui bisogna lavorare all’inclusione della gente, all’apertura della piazza, non a creare ulteriori barriere. Spendiamo i soldi pubblici per fare uno scivolo per disabili sulla scalinata del Duomo, piuttosto, non è il caso di far politica su questi temi. La catenella di divisione non ha senso, se proprio il vescovo vuole chiudere il Duomo ci costruisca attorno una cancellata. A sue spese, però». Anche Morghen, però, è d’accordo sul fatto che «tra usare la città e sporcarla c’è una bella differenza», e si ritorna al punto di partenza della polemica, un anno fa. Da allora a oggi, solo una catenella. Stefano Ciervo

    Scarica in formato pdf: nuovafe_24082014_movida.pdf.

  • Tagliani rivendica il Duomo ‘incatenato’

    Tagliani rivendica il Duomo ‘incatenato’ La Nuova Ferrara del 23/08/2014 ed. Nazionale p. 13 Dura risposta del sindaco a Fiorentini (Sel): l’intervento è nostro, la Curia non ci ha sollecitato. Puerile chiedere chi paga La catenella da mettere attorno al Duomo per inoculare rispetto per il monumento anche nei frequentatori dei mercoledì alcolici «ha già fatto scrivere più di Guerra e pace di Tolstoi», Tagliani dixit, ma il dibattito non […]

    Tagliani rivendica il Duomo ‘incatenato’
    La Nuova Ferrara del 23/08/2014 ed. Nazionale p. 13

    Dura risposta del sindaco a Fiorentini (Sel): l’intervento è nostro, la Curia non ci ha sollecitato. Puerile chiedere chi paga
    La catenella da mettere attorno al Duomo per inoculare rispetto per il monumento anche nei frequentatori dei mercoledì alcolici «ha già fatto scrivere più di Guerra e pace di Tolstoi», Tagliani dixit, ma il dibattito non finirà qui. Anzi, la dura interpellanza del consigliere di maggioranza Leonardo Fiorentini (Sel), e la prima, parziale risposta del sindaco, forniscono materiale per altri capitoli di una telenovela iniziata un anno fa, con il famoso intervento anti-movida del vescovo Luigi Negri che evocava appunto l’ipotesi di una recinzione di protezione della Cattedrale. «Il vescovo sollevò allora un problema vero, che va affrontato non con una cancellata divisoria ma con un segno di rispetto. Non c’è nulla di deciso, stanno valutando i tecnici, ma è bene precisare che la sollecitazione non è della Curia» è l’assunzione di responsabilità di Tagliani. Si tratta di una precisazione importante, perché l’interpellanza di Fiorentini attacca frontalmente il vescovo, quando annota che «il privato richiedente l’intervento risulterebbe proprietario dei locali in cui insistono da più di 15 anni almeno 4 esercizi pubblici con mescita di sostanze alcoliche», chiede «se gli oneri di progettazione e realizzazione dell’opera siano a carico dei cittadini o del privato richiedente» e, infine, «se risulti essere vero che nonostante le ripetute sollecitazioni da parte dell’amministrazione, il soggetto privato in questione non si è mai reso disponibile a reperire un locale da adibire a bagni pubblici». Della serie, chi è parte del problema (la Curia che affitta i locali della movida) poi non fa nulla per mitigarlo e chiede al pubblico di farsene carico. «L’intervento, per il quale ripeto nulla è deciso, si farà per iniziativa comunale e su suolo pubblico – sottolinea invece il sindaco – ma questa enfasi su chi paga mi fa pensare all’intenzione di ricorrere alla Corte dei conti: mi sembra un modo un po’ puerile di affrontare l’argomento». Anche il resto dell’interpellanza non fa sconti. I problemai innescati dalla movida, a giudizio del consigliere indipendente di Sel, vanno affrontati «con iniziative educative» mentre «ulteriori interventi inibitori provocheranno semplicamente lo spostamento del problema alla scalinata del monumento più prossimo a quella piazza o a quella adiacente»; e, del resto, «nel centro storico, oltre al Duomo, pur riconoscendone il valore non solo architettonico ma anche di simbolo della religiosità di molti concittadini, sono numerosi gli edifici vincolati e di particolare pregio, pubblici e privati, oggetto di “deturpazioni” simili». Sono diversi, insomma, i soggetti che potrebbero chiedere “catenelle” di fronte ai propri palazzi storici, e allora il Comune si potrebbe trovare in imbarazzo. Fiorentini chiude sollecitando «una campagna di educazione e sensibilizzazione alle buone pratiche, a partire dal senso civico», e «visto il fallimento evidente dell’ordinanza sul divieto della vendita in contenitori di vetro», chiede all’amministrazione di «valutare una sperimentazione sulla reintroduzione dell’obbligo di vuoto a rendere». Da questa sera, intanto, l’area da “proteggere” sarà nuovamente invasa dai Buskers e dal loro pubblico, e sono spuntati i cestini supplementari anti-rifiuti. Catene e nastrini sono rinviati a settembre. Stefano Ciervo
    Scarica in formato pdf: nuovafe_23082014_movida.pdf.

  • Movida a Ferrara: a cosa serve e chi pagherà la recinzione davanti al Duomo?

    Interpellanza in Consiglio comunale di Leonardo Fiorentini (indipendente SEL): “no alle crociate del Vescovo, sì ad iniziative di sensibilizzazione ed educazione a partire dalla reintroduzione del vuoto a rendere.”

    movida a ferrara: la recinzione intorno al sagrato del duomo? (da La Nuova Ferrara)Comunicato Stampa

    Movida a Ferrara: a cosa serve e chi pagherà la recinzione davanti al Duomo?
    Interpellanza in Consiglio comunale di Leonardo Fiorentini (indipendente SEL): “no alle crociate del Vescovo, sì ad iniziative di sensibilizzazione ed educazione a partire dalla reintroduzione del vuoto a rendere.

    Si allega l’interpellanza presentata oggi dal consigliere comunale Leonardo Fiorentini, eletto come indipendente nelle file di SEL.

    Il consigliere Fiorentini ha dichiarato:

    “Mi chiedo a cosa serva e soprattutto chi pagherà questo intervento che pone mille dubbi, sia dal punto di vista banale dell’efficacia, che da quello meno banale del tipo di approccio con un fenomeno sociale complesso e da conoscere meglio come il ritrovo serale di giovani (e meno giovani), e non ultimo da un punto di vista strettamente architettonico. Mi auguro l’amministrazione possa rivedere le proprie posizioni, perchè mentre tutti noi siamo ancora in fremente attesa di vedere una qualche sera le scene boccacesche del “postribolo” evocato dal Vescovo, quasi ogni mattina siamo testimoni, e non solo di fronte al Duomo, di un problema di senso civico ed educazione di molti (ma non tutti) i frequentatori notturni del centro storico. Non vorrei però che si assecondasse una crociata contro il diritto al divertimento con il pretesto del pur imprescindibile rispetto dei monumenti e del decoro urbano in genere.”
    “Per questo credo che gli interlocutori principali debbano essere i frequentatori del nostro Centro Storico con iniziative di sensibilizzazione ed educazione e magari anche con provvedimenti come la reintroduzione del vuoto a rendere per gli esercizi che vendono bevande al di fuori dei locali o delle distese, abitudine consolidata in mezza europa, che potrebbe essere sia un incentivo al miglioramento della consapevolezza e del senso civico generale, che un aiuto alla riduzione del rifiuto lasciato sui selciati che poi, ricordiamolo, viene indirizzato all’incenerimento”.

    L’ufficio stampa

    http://www.leonardofiorentini.it/consiglio/2014/08/22/movida-ferrara-interpellanza-recinzione-sagrato-duomo/

  • I Postriboli sono altrove

    Incontrate il candidato indipendente di Sinistra Ecologia e Libertà Leonardo Fiorentini al banchetto presso il volto del Cavallo a Ferrara il 21 maggio 2014 dalle 21 alle 24.

    Incontrate il candidato indipendente di Sinistra Ecologia e Libertà Leonardo Fiorentini al banchetto presso il volto del Cavallo a Ferrara il 21 maggio 2014 dalle 21 alle 24.

  • «Quante contraddizioni nelle scelte di mons. Negri»

    «Quante contraddizioni nelle scelte di mons. Negri» La Nuova Ferrara del 08/05/2014 ed. Nazionale p. 12 Senato della Repubblica, lo scorso 6 marzo. Monsignor Luigi Negri e l’ex senatore Silvio Berlusconi fianco a fianco, in occasione della presentazione di un libro sulla persecuzione dei cattolici in Albania. È l’immagine scelta da Leonardo Fiorentini, nelle liste di Sel in qualità di indipendente, per una cartolina che sta arrivando direttamente nelle buchette […]

    «Quante contraddizioni nelle scelte di mons. Negri»
    La Nuova Ferrara del 08/05/2014 ed. Nazionale p. 12

    Senato della Repubblica, lo scorso 6 marzo. Monsignor Luigi Negri e l’ex senatore Silvio Berlusconi fianco a fianco, in occasione della presentazione di un libro sulla persecuzione dei cattolici in Albania. È l’immagine scelta da Leonardo Fiorentini, nelle liste di Sel in qualità di indipendente, per una cartolina che sta arrivando direttamente nelle buchette postali dei ferraresi. Il candidato ci aggiunge una scritta, “I postriboli sono altrove”, con evidente riferimento alla polemica innescata dall’arcivescovo l’anno scorso circa la movida, i giovani e il sagrato del duomo deturpato. «Voglio solo mettere in evidenza – spiega Fiorentini – le contraddizioni del vescovo; in quella foto siede accanto a chi ha fatto vero postribolo grazie alle sue frequentazioni “amorose”. E lo dico senza essere un bacchettone, per nulla». L’idea della cartolina di propaganda personale (la seconda, dopo quella che mostra l’ex presidente della circoscrizione Centro in posa yoga-ambientalista sul percorso delle Mura cittadine) gli è venuta proprio leggendo, l’altro giorno, l’appello di Negri agli elettori cattolici. «Io parlo da ateo – premette Fiorentini – e credo sicuramente sia giusto che il vescovo dica la sua in questo frangente. Spero comunque che i cittadini siano capaci di discernere e fare le loro scelte politiche con consapevolezza e libertà. Senza dover a tutti i costi prima confessarsi». Stando al gioco lanciato dal nostro giornale, il posizionamento nei confronti del capo della diocesi di Ferrara-Comacchio non può che essere di lontananza. «Diciamo che mi colloco entro il centinaio di chilometri di distanza dal vescovo; non di più, altrimenti – sorride l’ex iscritto ai Verdi – farei fatica poi a essere votato dai ferraresi…». (f.t.)
    Scarica in formato pdf: nuova_852014.