• I conti della serva

    Aveta mai incrociato qualcuno che, sostenendo la necessità del ritorno all’atomo, vi ha rinfacciato che tanto noi l’energia nucleare la importiamo dalla Francia?

    Da oggi potete schiaffargli in faccia un bel 1,5%. Ovvero la percentuale di energia prodotta da centrali nucleari che effettivamente importiamo. E lo sapete perchè la importiamo? Perchè il nucleare è una forma talmente intelligente di produzione di energia che di notte non la si puo’ fermare, per cui il suo costo (per note regole di mercato) crolla nel momente in cui vi è il picco minimo di richiesta elettrica.

    Facendo quindi i conti dell’energia importata in relazione a quella prodotta con il nucleare si scopre che importiamo circa 8.000 Gwh di energia elettrica prodotta dalle centrali nucleari francesi, 9.700 Gwh dalle centrali svizzere e 2.550 Gwh dall’unica centrale slovena. Si scopre così che solo il 2,5% del fabbisogno nazionale è coperto dal nucleare francese, il 3,05% dal nucleare svizzero e lo 0,8% da quello sloveno.

    Questo in chiave teorica, ma se si guarda la tabella che il Gestore Servizi Energetici pubblica ogni anno per indicare la composizione del Mix Medio Nazionale utilizzato per la produzione dell’energia elettrica (ivi comprese quella importata dall’estero), l’energia nucleare è pari solo al 1.5% poichè l’energia elettrica importata è identificata dal GSE per il 69,2% come fonte rinnovabile. (qui i dati)

    Da il Fatto, via ilKuda.

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