• Ciao Malangatana

    Ho avuto la fortuna di conoscere uno dei più grandi pittori africani contemporanei quando venne a Ferrara, ospite dell’Arci per il Festival dei Diritti dedicato all’Africa. Era la fine del 2003, ho passato insieme a lui un paio di fredde giornate, avendo anche la possibilità di registrare una cassetta mentre dipingeva. Quei visi, che con una semplicità disarmante comparivano sulla tela con solo qualche pennellata, sono qualcosa che neanche le immagini non possono rendere e fan parte di quello sconosciuto universo che è il genio umano.

    Era una persona spassosissima, vuoi per un viso ed un corpo che sprizzavano simpatia da tutti i pori, vuoi per il modo di porsi. Lo ricordo una sera a cena, in una nota pizzeria ferrarese, che in attesa della pizza (annaffiata poi rigorosamente con Gin-Lemon) si mise a scarabocchiare sulla tovaglietta di carta. Un po’ come facciamo tutti, con ben altri risultati ovviamente. Vi lascio solo immaginare cosa tirarono fuori le sue mani e una penna da quel foglio di carta ingiallita. Ad un certo punto passò il cameriere che, senza sapere chi aveva di fronte, commentò “bello il disegno”. Malangatana, con il fare orgoglioso di chi è felice che la propria opera piaccia, glielo regalò immediatamente, facendo crepare di invidia l’intera tavolata. Ancor oggi, invidioso, mi chiedo che fine ha fatto quel disegno…

    Ngwenya Malangatana Valente è morto lo scorso 5 gennaio in Portogallo. Il Mozambico in questi momenti lo sta onorando sia come grande artista che come protagonista della storia nazionale, prima come membro del Frelimo (il movimento guerrigliero che portò all’indipendeza da Portogallo, adesione che lo portò a scontare 18 mesi di carcere) poi come esponente del movimento pacifista, parlamentare, Artista per la Pace per l’ONU e promotore di numerosi progetti culturali nel suo paese.

    Mi ero ripromesso prima o poi di ricavare da quel dv un piccolo video. Forse è venuto il tempo di farlo.

Leave a reply.