• Con quella faccia un po’ così

    Con quella faccia un po’ così
    quell’espressione un po’ così
    che abbiamo noi prima di andare a Genova
    che ben sicuri mai non siamo
    che quel posto dove andiamo
    non c’inghiotte e non torniamo più.

    Eppur parenti siamo un po’
    di quella gente che c’è lì
    che in fondo in fondo è come noi, selvatica,
    ma che paura ci fa quel mare scuro
    che si muove anche di notte e non sta fermo mai.

    Genova per noi
    che stiamo in fondo alla campagna
    e abbiamo il sole in piazza rare volte
    e il resto è pioggia che ci bagna.
    Genova, dicevo, è un’idea come un’altra.
    Ah, la la la la la la

    Ma quella faccia un po’ così
    quell’espressione un po’ così
    che abbiamo noi mentre guardiamo Genova
    ed ogni volta l’annusiamo
    e circospetti ci muoviamo
    un po’ randagi ci sentiamo noi.

    Macaia, scimmia di luce e di follia,
    foschia, pesci, Africa, sonno, nausea, fantasia…
    e intanto, nell’ombra dei loro armadi
    tengono lini e vecchie lavande
    lasciaci tornare ai nostri temporali
    Genova ha i giorni tutti uguali.

    In un’immobile campagna
    con la pioggia che ci bagna
    e i gamberoni rossi sono un sogno
    e il sole è un lampo giallo al parabrise…

    Con quella faccia un po’ così
    quell’espressione un po’ così
    che abbiamo noi che abbiamo visto Genova
    che ben sicuri mai non siamo
    che quel posto dove andiamo
    non c’inghiotte e non torniamo più.

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