• Amici come prima

    http://www.youtube.com/watch?v=6IHmzPrLUMQ&feature=player_embedded

  • Gli USA contro gli indigeni

    Con un comunicato stampa di poche righe dell’Ambasciata americana in Bolivia, gli USA hanno annunciato che si opporranno formalmente alla richiesta avanzata dal Presidente boliviano Evo Morales di stralciare la masticazione della foglia di coca dai divieti previsti dalle convenzioni ONU sulle droghe.

    “Gli Stati Uniti rispettano la cultura delle popolazioni indigene e riconoscono che la masticazione della coca è un’usanza tradizionale della cultura boliviana” – si legge nell’ipocrita comunicato dell’ambasciatore americano a Sucre – “e esprimono la volonta di lavorare con il governo boliviano per creare un quadro di rispetto di questa millenaria pratica” ma ritengono più importante “mantenere l’integrità della Convenzione del 1961, che rappresenta un importante mezzo nella lotta globale contro il narcotraffico”.

    Nei giorni scorsi numerosi stati avevano risposto negativamente alle pressioni americane perchè si opponessero all’emendamento Morales, che in assenza di opposizioni formali sarebbe stato accolto. Evidentemente il pressing degli Stati Uniti non ha avuto risultati, e così il Governo USA ha deciso di esporsi in prima persona contro un’emendamento che non fa altro che applicare la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti degli indigeni, per la quale la masticazione della foglia di coca è protetta in quanto pratica culturale indigena.

    (post per il blog di fuoriluogo.it)

  • Ciao Malangatana

    Ho avuto la fortuna di conoscere uno dei più grandi pittori africani contemporanei quando venne a Ferrara, ospite dell’Arci per il Festival dei Diritti dedicato all’Africa. Era la fine del 2003, ho passato insieme a lui un paio di fredde giornate, avendo anche la possibilità di registrare una cassetta mentre dipingeva. Quei visi, che con una semplicità disarmante comparivano sulla tela con solo qualche pennellata, sono qualcosa che neanche le immagini non possono rendere e fan parte di quello sconosciuto universo che è il genio umano.

    Era una persona spassosissima, vuoi per un viso ed un corpo che sprizzavano simpatia da tutti i pori, vuoi per il modo di porsi. Lo ricordo una sera a cena, in una nota pizzeria ferrarese, che in attesa della pizza (annaffiata poi rigorosamente con Gin-Lemon) si mise a scarabocchiare sulla tovaglietta di carta. Un po’ come facciamo tutti, con ben altri risultati ovviamente. Vi lascio solo immaginare cosa tirarono fuori le sue mani e una penna da quel foglio di carta ingiallita. Ad un certo punto passò il cameriere che, senza sapere chi aveva di fronte, commentò “bello il disegno”. Malangatana, con il fare orgoglioso di chi è felice che la propria opera piaccia, glielo regalò immediatamente, facendo crepare di invidia l’intera tavolata. Ancor oggi, invidioso, mi chiedo che fine ha fatto quel disegno…

    Ngwenya Malangatana Valente è morto lo scorso 5 gennaio in Portogallo. Il Mozambico in questi momenti lo sta onorando sia come grande artista che come protagonista della storia nazionale, prima come membro del Frelimo (il movimento guerrigliero che portò all’indipendeza da Portogallo, adesione che lo portò a scontare 18 mesi di carcere) poi come esponente del movimento pacifista, parlamentare, Artista per la Pace per l’ONU e promotore di numerosi progetti culturali nel suo paese.

    Mi ero ripromesso prima o poi di ricavare da quel dv un piccolo video. Forse è venuto il tempo di farlo.

  • Chi ha assassinato chi?

    Quiz con ripasso di storia contemporanea.
    Assenge rilascia un’intervista al Guardian in cui dichiara di temere di essere ucciso negli usa. Più precisamente teme di “being killed “Jack Ruby-style” in the US prison system”.
    I due più importanti quotidiani italiani – Repubblica e Corriere – traducono l’intervista, ma ne traggono due conclusioni diverse.
    LA DOMANDA E’: Secondo voi Assnge teme di fare la fine di Jack Ruby o di Lee Harvey Oswald?
    Corriere della Sera:

    Repubblica:

    La risposta corretta la potete (forse) intuire da soli, sfogliando le pagine di Jack Ruby e di Lee Harvey Oswald su Wikipedia.
    Attenzione, perchè potrebbe essere una domanda a trabocchetto!

  • 30 anni senza John Lennon

  • Anche quest’anno si obietta!

    Anche quest’anno Rete Lilliput  Ferrara,  propone di aderire ALLA CAMPAGNA OSM (OBIEZIONE ALLE SPESE MILITARI). UN’AZIONE SEMPLICE PER UN GESTO CONCRETO DI PACE.

    Ogni anno in Italia viene svolta la Campagna di Obiezione alle Spese Militari per La Difesa Popolare Nonviolenta che tende ad ampliare i seguenti obiettivi: OPZIONE FISCALE, D.P.N. (difesa popolare nonviolenta), OBIEZIONE DI COSCIENZA AL MILITARE E ALLE SPESE MILITARI, RIDUZIONE DELLE SPESE MILITARI e DISARMO. Alla campagna Osm può aderire qualsiasi cittadino/a che vuole concorrere alla costruzione di un’alternativa alla difesa armata e perché lo Stato costruisca percorsi coerenti per la Pace. Negli ultimi anni le spese militari sono in costante aumento e occorre cambiare modello di difesa e operare perché la Pace non sia pensata solo durante e dopo i conflitti, perchè la difesa non rimanga in mano solo ai militari, perchè lo Stato crei apparati per la Pace e un modello di difesa nuovo che difenda non gli interessi economici, ma le persone e la democrazia di un territorio

    Le forme di adesione sono diverse, quella che la Rete Lilliput di Ferrara propone è la più facile da realizzare.

    Sono alcuni anni che sostengo questa iniziativa, che mi fa piacere riproporvi:

    Come nodo locale (dopo una serie di contatti con la Fondazione Langer) abbiamo confermato la  scelta di sostenere anche  quest’anno il progetto di pace “Adopt Srebrenica”, seguito dalla  Fondazione Langer, che ha come obiettivo l’ aggregazione  dei giovani di Srebrenica delle diverse etnie presenti sul territorio, attraverso la diffusione di una cultura  di gestione nonviolenta dei conflitti. Questa scelta consente alla Fondazione Langer di avere una continuità anche economica a sostegno del progetto e al territorio ferrarese di consolidare un legame con Srebrenica che dura ormai da 5 anni.

    Il percorso da seguire è dunque analogo a quello del 2009

    Vi ricordo che nel 2009 abbiamo avuto 140 adesioni e raccolto 3325 euro

    Come lo scorso anno, io mi prendo l’incarico di raccogliere la quota che ognuno ha intenzione di destinare all’iniziativa ( cifra minima  15 euro a testa) . Si firma  il modello di adesione alla campagna che si trova in allegato (modulo di adesione osm 2010 per Ferrara ), indicando la cifra di contributo al versamento, mi consegnerete, insieme ai soldi, la dichiarazione compilata e poi provvederò ad effettuare un unico versamento, a fotocopiare la ricevuta, in modo che ogni dichiarazione riporti la cifra totale, a spedire tutti i moduli al presidente della Repubblica e al coordinamento nazionale OSM.

    In pratica voi dovete solo decidere il contributo in denaro , compilare la dichiarazione (eccola in formato pdf: adesione_osm_2010) e contattare Davide Scaglianti (davide.scagliantiATposte.it) per consegnare il tutto.

    Segue una breve relazione sull’andamento del progetto e alcune informazioni sulla Fondazione Langer

    Davide Scaglianti

    Rete Lilliput Ferrara

    P.S.  il modulo di adesione: adesione_osm_2010

    ADOPT SREBRENICA

    Srebrenica è stata per molto tempo una città internazionale, con una vita culturale intensa, con relazioni tra etnie diverse che si svolgevano quotidianamente. Poi la guerra ha portato via… molto.

    Sono ancora visibili le tracce della guerra sulle case, la divisione persistente tra i gruppi, il dolore ancora impresso sui volti delle persone, dei bambini ….

    Per intervenire su questa situazione è nato Il progetto “Adopt Srebrenica”, è un’iniziativa avviata nel luglio 2005 dalla Fondazione Alexander Langer di Bolzano e dall’associazione Tuzlanska Amica. Nel tempo ha coinvolto numerose persone, associazioni e istituzioni in Bosnia Erzegovina, in Italia ed in Europa, per promuovere a Srebrenica la nascita  di realtà portatrici di una cultura di pace, attraverso una raccolta della memoria e una trasformazione nonviolenta dei conflitti., con un forte coinvolgimento dei gruppi giovanili locali.

    In questi anni è stato attivato un punto informativo di riferimento del progetto, si è costituito un gruppo di giovani di circa 30 persone composto da diverse etnie, che è impegnato nella ricostruzione di una convivenza pacifica e del tessuto sociale, attraverso la rielaborazione delle vicende del passato. Le ferite da ricucire sono ancora vive e grandi, pertanto il lavoro incontra molte difficoltà, ma va avanti puntando soprattutto sulle iniziative relazionali che danno risultati a lungo termine.

    Le principali iniziative realizzate nel 2009 e 2010

    1. attività continuative svolte a Srebrenica a supporto del gruppo locale di volontari,
    2. viaggi, visite ed eventi con la presenza di persone internazionali a Srebrenica,
    3. divulgazione e sensibilizzazione in Italia.

    1)Realizzazione di una serie di workshop di empowerment per il gruppo locale di Adopt Srebrenica e per altri soggetti promotori di una cultura di pace e di convivenza a Srebrenica

    Dopo i due workshop realizzati nell’autunno 2008, si è svolto dall’8 all’11 marzo 2009 un viaggio studio a Strasburgo che ha coinvolto undici giovani di Srebrenica e dintorni, assieme ad altra 19 provenienti da Prijedor (Bosnia Erzegovina), Kraljevo (Serbia), Peja-Pec (Kosovo) e Italia

    Realizzazione di un ciclo di corsi di lingua inglese per i giovani della città di Srebrenica e dei villaggi attorno

    Sostegno alle attività di sensibilizzazione del territorio; visita di 50 esponenti di associazioni ed enti locali bresciani e cremonesi. Visita di circa 50 studenti delle classi quarta e quinta del Liceo Classico Minghetti di Bologna. Visita di un gruppo ristretto di studiosi e ricercatori sul tema della memoria e dell’elaborazione del conflitto.

    2). Viaggio studio “Memory and dealing with the past in former Yugoslavia space”

    Dal 25 al 31 maggio si è svolto un viaggio studio per ricercatori storici e operatori per approfondire il tema dell’elaborazione del conflitto e della memoria delle guerre passate in Croazia e Bosnia Erzegovina.

    Partecipazione alla cerimonia di commemorazione delle vittime del genocidio di Srebrenica l’11 luglio

    Viaggio di conoscenza “Bosnia Erzegovina: il futuro ha memoria”Dal 25 luglio al 2 agosto si è svolto il viaggio di conoscenza con la partecipazione di oltre 40 iscritti

    Organizzazione della Settimana internazionale della memoria 2010

    Dall’1  all’ 8 agosto si è svolta la terza Settimana internazionale della memoria, con la presenza a Srebrenica di una sessantina di persone provenienti dall’Italia ed il coinvolgimento di diverse realtà locali.

    3). Eventi di sensibilizzazione in Italia

    A livello nazionale nel periodo in oggetto si sono svolti i seguenti incontri di presentazione e promozione:

    3 aprile a Reggio Emilia “La memoria e il futuro: ridare vita e voce a Srebrenica” con Sabina Langer, Fabio Levi e Marino Vocci, serata nell’ambito della manifestazione “Arte, visioni, messaggi da Sarajevo”

    –         28 aprile a Siena “L’arte di fare la pace” con Mauro Cereghini, Paola Coppi e Simona Cieri, promosso assieme al Forum provinciale senese della Cooperazione e Solidarietà Internazionale ed alla Provincia di Siena

    –         11 giugno a Cesano Maderno (MI) “Bosnia Erzegovina: il futuro ha memoria” con Sabina Langer e Marzio Marzorati, promosso dal Centro Alexander Langer

    –         20 agosto ad Ariano Irpino (AV) serata dedicata a Srebrenica con Edvige Ricci, nell’ambito di Ariano Folk Fetival 2009

    Considerazioni finali

    Pur premettendo, in tutta onestà, che i risultati di un progetto come questo di “Adopt Srebrenica” non sono facilmente quantificabili, possiamo ritenere che, grazie anche al sostegno della Rete Lilliput, unito a quello a quello degli altri partner, sono stati fatti diversi passi nella direzione giusta per il raggiungimento degli obiettivi indicati, in particolare per la rivitalizzazione culturale della Città, l’avvio di percorsi di dialogo sia a livello istituzionale che della società civile, il sostegno alla formazione di un gruppo di volontari locali, aperti alla collaborazione con altre realtà internazionali, disposti a impegnarsi per il ristabilimento di un clima di rispetto e di fiducia, nonché di gestione nonviolenta dei conflitti, che non neghi le ragioni delle vittime, in una realtà estremamente difficile e ancora segnata da profonde ferite.

    Fondazione Alexander Langer Stiftung

    La Fondazione Alexander Langer Stiftung, Onlus è stata fondata il 4 luglio 1999 grazie al sostegno finanziario privato di 233, tra rappresentanti di associazioni umanitarie ed ambientali, imprenditori, giornalisti, insegnanti, parlamentari italiani ed europei, consiglieri regionali, semplici cittadini.
    E’ stata riconosciuta dal Ministero dei Beni culturali con decreto del 18.11.1999 ed iscritta nel registro delle organizzazioni di volontariato della Provincia di Bolzano con decreto n.128/1.1 del 24.8.2000.
    La Fondazione ha ricevuto contributi da istituzioni pubbliche e private, ma vive essenzialmente grazie al lavoro volontario e alle donazioni private.

    FONDAZIONE ALEXANDER LANGER STIFTUNG – Onlus

    Fondata/Gegründet: 04.07.1999 – Anerkannt/Riconosciuta dal Ministero per i beni culturali: 18.11.1999

    Iscritta nel registro delle organizzazioni di volontariato della Provincia di Bolzano –

    Eingetragen in das Verzeichnis der ehrenamtlichen Organisationen des Landes Südtirol (Decreto n. 128/1.1 del 24.08.2000)

    Via Latemar Straße 3, I – 39100 BOLZANO/BOZEN

    Tel.+Fax. +39 0471 977691 – E-Mail: langer.foundation@tin.it, www.alexanderlanger.org

    Cassa di Risparmio BZ – Südtiroler Sparkasse: BBAN S 06045 11613 000000 555000

    C.F. 94069920216 St.Nr.

  • Il fiore

  • A lavorare!

    Eh, si ecco.

    In nord corea si è materializzato il sogno dei tifosi delle curve di tutto il mondo.

    Il ct Kim Jong-hun, infatti, sarebbe stato mandato a lavorare in un cantiere edile, mentre l’intera squadra è stata costretta a restare in piedi il 2 luglio scorso su un palco allestito al Palazzo della Cultura popolare, appena tre giorni dopo il rientro dal Sudafrica, per essere sottoposta a una feroce critica ideologica di sei ore.

    Ma, non so perchè, io continuo a pensare che questi metodi siano da lasciare ai regimi dittatoriali.

    Se poi la squadra non aveva nessuna possibilità di vincere…

  • Pescare o rubare?

    Ho aderito a questa petizione all’UNIONE EUROPEA lanciata dal Western Sahara Resource Watch per fermare l’ennesimo scippo al popolo saharawi. Firmate anche voi.

    Al Commissario di Pesca dell’Unione Europea,

    Nessuno stato al mondo ha riconosciuto l’annessione del Sahara Occidentale al Marocco. Nonostante ciò, l’UE consegna al Marocco ogni anno milioni di Euro affinché le barche dell’UE possano pescare nelle acque saharawi. Le attività dell’UE nel Sahara Occidentale devono cessare immediatamente.

    Il Marocco continua a rifiutarsi di cooperare nel processo di decolonizzazione del Sahara Occidentale, sfidando più di 100 risoluzioni dell’ONU che riaffermano il diritto di autodeterminazione del popolo sahraui. Allo stesso tempo, le autorità marocchine commettono serie violazioni dei diritti umani di quei sahraui che alzano la voce per manifestare. Né l’ONU né nessuno Stato Membro dell’UE riconoscono la sovranità del Marocco sul Sahara Occidentale.

    In questo contesto, qualunque cooperazione col Marocco nello sfruttamento delle risorse naturali del Sahara Occidentale è del tutto immorale e mette chiaramente in pericolo gli sforzi delle Nazioni Unite per trovare una soluzione pacifica del conflitto.

    Secondo l’ONU, le risorse naturali del Sahara Occidentale non possono essere sfruttate senza tenere conto dei desideri e degli interessi del popolo sahraui. Tuttavia, l’UE sta consegnando il denaro dei contribuenti al governo del Marocco in cambio dell’accesso alle acque del Sahara Occidentale, senza neanche consultare il popolo sahraui.

    L’UE ha l’obbligo legale e morale di non alterare il processo di pace del Sahara Occidentale iniziato dall’ONU, rispettando il diritto di autodeterminazione del popolo sahraui sulla propria terra e sulle proprie risorse.

    Sollecitiamo la Commissione Europea affinché cessi immediatamente la concessione di licenze a barche dell’UE che pescano in acque del Sahara Occidentale, e chiediamo che non si eserciti più attività di pesca dell’UE nel Sahara Occidentale fino a che si sia trovata una soluzione pacifica al conflitto.

    Firma la petizione!

  • Quattrocentoventidue vaffanculo

    L’Italia spende poco per gli armamenti. Al convegno Pd sulla politica estera, Massimo D’Alema ha detto una cosa che un tempo avremmo definito “di destra”, ma che in realtà è saggia, ragionevole e controcorrente rispetto alle posizioni del suo partito (che chiede tagli alla Difesa) e dell’informazione di area («Manovra di guerra», ha esagerato l’Unità). Internet e il sistema di navigazione Gps nascono dalla ricerca e dallo sviluppo finanziato dal complesso militare-industriale, così come decine di soluzioni medico-sanitarie che hanno allungato la nostra vita.

    Le scelte di politica estera di D’Alema sono andate maturando con la sua esperienza personale e politica. È passato dalla protesta con-figlio-in-spalla di piazza San Pietro contro la guerra sotto egida Onu anti Saddam (1991) alla partecipazione come premier nella coalizione che mise fine ai conflitti etnici nei Balcani e al regime di Milosevic, raid su Belgrado inclusi. È stato criticato perché troppo «amico degli americani» (Cermis), ma è anche andato a braccetto con Hezbollah. Il D’Alema odierno è lungimirante e capace di dire scomode verità sull’utilità degli investimenti per la Difesa. Amici e avversari farebbero bene ad ascoltarlo.

    Non so se sia peggio D’Alema o il commento del Sole 24 Ore.

    Perchè non solo

    Tagliando la commessa per 131 i caccia bombardieri F-35 si possono risparmiare 15 miliardi di euro. Altri 5 miliardi si possono recuperare dall’ultima trance del programma per l’acquisto di 121 caccia Eurofighter (per il quale sono già stati spesi 13 miliardi). Fermando l’acquisto delle 10 fregate ‘FREMM’ per la marina militare si risparmiano altri 5 miliardi di euro e fermando la commessa per 100 elicotteri NH90 restano a disposizione altri 4 miliardi di euro.

    Complessivamente si possono reperire ben 29 miliardi di euro, di più di quanto Tremonti sia riuscito a mettere nella sua Manovra di ‘lacrime e sangue‘ per i cittadini più deboli.

    ma quegli stessi 29 miliardi di euro – che sia ben chiaro non sono investimenti diretti in ricerca, bensì semplici forniture militari – sono 422 volte i fondi raccolti da AIRC e FIRC per la ricerca sul cancro nel 2009. Quattrocentoventidue. In un anno.

    Ma vaffanculo! 422 volte.

    Non rivolto a D’Alema, sia beninteso: questo è per promemoria personale, per quando penserò “ma in fondo D’Alema è un politico intelligente”.

    Mi è capito, nel passato, lo confesso.

    Anche su Civati, Metilparaben, Rangle.

  • Caccia al Caccia

    Campagna di pressione lanciata da Sbilanciamoci! e da Rete Italiana per il Disarmo affinché il Governo italiano rinunci all’acquisto dei cacciabombardieri JSF-F35 e usi in maniera migliore per la popolazione gli oltre 16 miliardi di spesa previsti. In questa mobilitazione è confluita la raccolta di firme della “Campagna di indignazione nazionale” promossa da GrilloNEWS che ha raccolto da aprile a luglio 2009 oltre 8700 adesioni di cittadini. La campagna è sostenuta da Unimondo. Oltre alle adesioni online la campagna ha già raccolto 12.000 firme cartacee di sostegno.

    Aderite qui alla campagna

  • Presentato il rapporto sui diritti globali 2010

  • Aerei blu e manovre verdi

    Massimo Gramellini su La Stampa riprende la proposta di manovra economica dei Verdi contenuta nell’appello Svuotare gli arsenali per riempire i granai che trovate on line sul sito pronto da firmare (via Verdi di Ferrara).

    Nel giorno della parata militare lungo i Fori, oso sperare che nessuno sottovaluterà l’importanza dell’acquisto di centotrentuno cacciabombardieri F-35, centoventuno caccia Eurofighter e cento elicotteri NH90 da parte delle nostre Forze Armate. Con una certa malizia i Verdi fanno notare che lo scontrino complessivo di una spesa degna del set di «Apocalypse now» ammonta a 29 miliardi di euro, 5 in più della manovra (a proposito di apocalissi).

    Ma tutti sappiamo che, oggi come oggi, senza un cacciabombardiere non si va da nessuna parte. Quindi lungi da noi l’idea populista di rinunciare al rombo dei motori guerrieri per tutelare lo stipendio di un impiegato pubblico o la sopravvivenza di un ente culturale. Però, forse, almeno un accenno a questa eventualità poteva essere fatto da chi ci governa. Anche solo come gesto di trasparenza e di cortesia: cari italiani, vi chiediamo di stringere la cinghia, però sappiate che i vostri sacrifici non saranno vani, perché dei cacciabombardieri così belli non li ha nessuno. Per non parlare degli elicotteri.

    L’emozione sarebbe stata talmente forte che i dipendenti dello Stato avrebbero donato, se non l’oro (di cui al momento sono sprovvisti), i loro straordinari alla Patria, pur di consentirle di sfrecciare invitta e gloriosa nei cieli. E i poliziotti avrebbero sbandierato con orgoglio la mancanza di soldi per il carburante delle auto di servizio, con la tranquilla consapevolezza di chi sa che per combattere la mafia, stroncare la corruzione e proteggere i cittadini, nulla è più efficace di uno stormo di cacciabombardieri.

    NB: della manovra alternativa abbiamo già citato qui la proposta di Sbilanciamoci, che consiglio di approfondire.

  • 6 giugno: StoriediMondi

    Domenica prossima, dopo il picnic per la decrescita felice al Parco urbano ci si può spostare di solo qualche centinaio di metri al Centro Sociale di Via Canapa per la festa “Storiedimondi. Storie, canti, musiche, sapori, incontri” organizzata da Cies – Ferrara, “Vocidalsilenzio” e Associazione Cittadini del mondo, con la collaborazione di Sonika e il contributo del Comune di Ferrara, della Provincia di Ferrara e della Regione Emilia Romagna.

    STORIEDIMONDI
    Storie/Canti/Musiche/Sapori/incontri

    Domenica 6 giugno 2010

    Centro Sociale “Il Parco”, Via Canapa, Ferrara

    “… i cortili dei paesi nord africani, dove i “meddah” raccontavano le storie, non sono diversi dalle aie delle campagne padane, entrambi luoghi dello scambio e dei sentimenti. Luoghi delle risa e dei pianti” (Tahar Lamri)

    Domenica 6 giugno, presso il Centro sociale “Il Parco” di V. canapa 4,

    Cies – Ferrara, “Vocidalsilenzio” e Associazione Cittadini del mondo, con la collaborazione di Sonika e il contributo del Comune di Ferrara, della Provincia di Ferrara e della Regione Emilia Romagna, presentano:

    “Storiedimondi. Storie, canti, musiche, sapori, incontri”.

    Dalle ore 20, Cena multiculturale: sarà possibile gustare piatti di tradizione regionale che comporranno una cena “multiculturale”

    (informazioni e prenotazioni: tel. 328 1962192).

    Dalle 21.00 la sesta edizione di “Storiedimondi”: in continuità con il Convegno Nazionale “Culture e letteratura della migrazione” svolto nello scorso aprile, propone letture, canti, musiche e performance teatrali in un percorso tra linguaggi, suoni e culture sotto il comune segno del racconto dall’aroma interculturale.

    La prima parte della serata sarà dedicata alle “Zirudelle”, le poesie dialettali di antica tradizione popolare: sul palco, i poeti dialettali Giuseppe Collari (Cento, Ferrara) e Alberto Ridolfi (Ferrara).

    A seguire, la musica della Ginko Band.

    In caso di maltempo l’iniziativa si svolgerà presso la Sala grande del Centro sociale “Il Parco”.

    Informazioni e prenotazioni:

    tel. 328 1962192

    e-mail: info.vocidalsilenzio@tiscali.it

    http://www.comune.fe.it/vocidalsilenzio/storiedimondi09.htm

    Alla manifestazione sarà presente il Comitato Acqua Pubblica con un banchetto di raccolta firme del referendum

  • Abbiamo bisogno di un’altra cultura

  • Comunicazione di servizio

    Domenica 16 maggio si terrà la nuova edizione della Marcia per la Pace Perugia – Assisi.

    Per facilitare la partecipazione alla manifestazione, la Camera del lavoro di Ferrara e la “TAVOLA della PACE” del Comune di Ferrara organizzano un pullman che partirà domenica 16 dall’ex MOF (orario da stabilire).

    Per le iscrizioni rivolgersi ai numeri telefonici 0532 783275 o 0532 783111 della Camera del Lavoro.

  • Bella ciao

  • La Shell si scusa

    Un sito ed una conferenza stampa per scusarsi con le popolazioni del Delta del Niger devastato dalle compagnie petrolifere, prima fra queste la Shell.

    Purtroppo per gli Ogoni, per Ken Saro Wiwa, e per tutte le vittime dei disastri ambientali provocati dall’oro nero è solo una provocazione.

    Via Salva le Foreste.

  • Nativi americani

    Dal blog di Luigi Castaldi

    The Canadian Holocaust

    Per ultimo ne ha parlato Marco Cinque, su il manifesto di domenica 4 aprile (Genocidio canadese), ma i fatti erano noti già dal 2008, grazie alle testimonianze giurate di decine e decine di sopravvissuti, raccolte da Kevin Annet in un volume (The Canadian Holocaust) e in un documentario che allego in coda (da arcoiris.tv, sottotitolato in italiano).
    Parliamo di 50.000 bambini morti nelle scuole residenziali cattoliche del Canada tra il 1922 e il 1994, parliamo di torture e abusi sessuali, di una incredibile sequenza di crudeltà durata per tre quarti di secolo, con la complicità del governo canadese. Scariche elettriche alla testa, agli arti e ai genitali, aghi infilati in mani, guance, lingue, orecchie e genitali, docce gelate, somministrazione di cibi avariati, percosse, stupri, incredibili violenze fisiche e psicologiche, e tutto ai danni di bambini anche di soli 5 anni, con una sola colpa: essere indiani nativi, refrattari al cristianesimo.
    Un orrore senza fine, l’ennesimo di quelli consumati dalla più schifosa razza che mai abbia abitato la terra, quella dei preti cattolici. Un altro capitolo di violenza ai danni di minori che tornano a galla dall’inabissamento in capsule di omertosa complicità.
    Armatevi di stomaco prima di cliccare play.

  • Un mondo crudo

    Ecco, il World Press Photo è importante non solo per la bellezza delle foto che vincono il primo premio, ma anche per la crudissima realtà che le foto in concorso spesso rappresentano. Cruda realtà con cui siamo, almeno una volta l’anno, costretti a fare i conti.
    Come succede con questo servizio, secondo classificato nella categoria “storie”.
    E’ la crudezza del mondo in cui viviamo.