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  • Multa

    http://www.youtube.com/watch?v=_tuvj7xGYgM

  • Viva l’alta velocità virtuale!

    Ieri per la prima volta ho provato l’ebbrezza dell’Alta Velocità. Sono andato a Firenze, dove il Frecciargento sopravvissuto al taglio degli Eurostar che fermano a Ferrara mi doveva portare in 1h e 1m. 10 Minuti di ritardo all’andata, 10 minuti di ritardo anche al ritorno. A quanto pare nella media dei ritardi della tanto “acclamata” alta velocità ora nel mirino di Guariniello.

    L’anno scorso gli eurostar, molto più frequenti, mi ci avrebbero portato in 1h e 29m.

    Ma al posto di spender tutti questi soldi per l’Alta Velocità e cementare mezza italia, non potevano semplicemente cambiare  l’orario?

    Chessò, a saperlo prima che il ritardo entro i 15 minuti non è considerato tale “per consuetudine europea”, potevamo avere – senza spendere un soldo – un’alta velocità virtuale che ci portava da Ferrara a Firenze in 1h e 15m.

    E magari risorse per qualche treno in più per i pendolari e qualche tratta ferroviaria nuova…

    Commenti anche da: Aldo Bonaventura, lafolle + jumbolo + alessio, Barbara Gozzi. (via blogbabel)

  • Notizie della settimana (01.2010)

    Buon anno con la Pisanu. Prorogata la legge Pisanu che obbliga il WiFi negli esercizi pubblici ad autorizzazione preventiva e identificazione degli utenti. Sconfitta la carta dei 100 per il libero wifi. Ultimo appello in aula, alla conversione del decreto milleproroghe, ma le speranze sono davvero poche. (via Sergio Maistrello)

    Brunetta e il significato del Nulla. Dopo aver riposto la frusta nel cassetto, il Ministro Brunetta apre il 2010 anno delle Riforme e dell’Amore con una proposta shock di riforma costituzionale inclusa in un’intervista a Libero: “stabilire che l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro non significa assolutamente nulla”. In rete già ci si chiede cosa dia più fastidio al ministro: dove si dice che “L’Italia è una Repubblica democratica” o dove dice “fondata sul lavoro”? (via Cave Canem)

    Grillo Censurato? Il Movimento a 5 stelle è censurato da wikipedia! O almeno così appare leggendo il post di Vittorio Bertola sul suo tentativo di (re)inserire la pagine sulla compagine elettorale di Grillo. Un problema di censura o un’interessante caso di scuola per la definizione di enciclopedicità di una voce inserita in Wikipedia? Una discussione in corso che mette insieme la riflessione sulla partecipazione dal basso, sulle regole delle comunità virtuali, e sulla condivisione del sapere e sulla fallibilità di tutto questo. Cose da approfondire prima di preapararsi a dire “che bello, sto inserendo una voce su wikipedia”. (via Frieda)

    L’invidia di Facebook. Se anche Gasparri se la prende con Facebook e lascia nel dimenticatoio gli odiati blog, per un blogger comincia il tempo delle riflessioni. Così Galatea ha aperto un momento di approfondimento sull’evoluzione del mondo dei blog. Una svolta per la blogosfera? (Via Il Nuovo mondo di Galatea)

    Quel fattaccio brutto di Ryan Air. Ryan Air ha annunciato la sospensione dal 23 gennaio delle tratte nazionali per un dissidio con ANAC sulle modalità di identificazione dei passeggeri, limitati a Carta d’Identità e Passaporto per la compagnia Low Cost ma che l’ente italiano vuole estendere anche a tutti i documenti di identificazione ammessi dalla legge italiana (patente, tesserini dei ministeri e così via). Alla base della disputa secondo il Corriere della Sera la richiesta da parte della giovanissima deputata Giammanco (che ha poi smentito dopo che la notizia ha fatto il giro dei blog) e di alti papaveri di Stato di salire a bordo esibendo i tesserini delle singole amministrazioni in luogo di una più comune, forse troppo comune, e soprattutto riconoscibile Carta d’identità. (via Marcello Saponaro)

  • E portarsi dietro la carta d’identità, no?

    E io che mi pensavo che un qualche burocrate della Pubblica Istruzione fiero possessore del suo tesserino ministeriale fosse la causa di tutto il pandemonio sui voli nazionali di Ryan Air…

    Invece no, Saponaro ci informa che è la signorina onorevole PDL che dopo aver provato a far la scalata alle reti mediaset (vedi foto scovata su google) si è accontentata di scalare il parlamento italiano.

    Lei è Gabriella Giammanco, giovane parlamentare siciliana del PDL, più famosa per i bigliettini di Berlusconi che per il numero di interrogazioni presentate (2).

    L’ennesimo favore ad Alitalia, il tentativo di tagliare le ali a Ryanair e ad ogni possibile concorrenza al piccolo monopolista, l’incredibile vertenza sui documenti necessari per l’imbarco nei voli nazionali nasce da lei, dalla richiesta di essere identificata dal tesserino parlamentare (che se è uguale a quello del Consiglio Regionale è un pezzo di carta con incollata una foto tessera).

    Da lì il rifiuto di una dipendente Ryanair, da lì l’intervento del Presidente dell’ENAC Vito Riggio, da lì ricorso, etc…

    Lo sappiano i lavoratori bergamaschi che gravitano nel 7% di PIL prodotto e indotto da Orio al Serio. Lo sappiano gli studenti, i giovani, i manager che vorrebbero continuare a viaggare a 38 euro (di media). Lo sappiano anche gli altri semplicemente un po’ inc***ti. Sappiano che i ringraziamenti dovranno essere rivolti a una trentaduenne parlamentare per caso che non contenta di viaggiare gratis, non contenta di imbarcarsi senza coda dall’ingresso piloti (come tutti i parlamentari ed eventuale accompagnatore), non contenta di tornare a casa quel giorno, voleva pure esibire un documento diverso da quello che lei stessa aveva accettato con il check in telematico sul sito di Ryanair.

    PS: qui la smentita dell’onorevole.

    PS2: Saponaro è stato querelato.

  • Io a Monaco non ci sono mai stato…

    Un treno fantasma delle Bahn tedesche e austriache si aggira per l’Italia.

    Qui il racconto originale, sbaracato anche su repubblica, altrove la discussione (da blogbabel).

  • Piccoli problemi tecnici

    ponteMa i lavori non dovevano partire il 23 dicembre?

    PONTE STRETTO: DISCO VERDE CIPE A FASE PROGETTAZIONE
    Disco verde del Cipe, a quanto si apprende, alla fase di progettazione del Ponte sullo Stretto di Messina. E’ uno degli argomenti trattati nel corso della riunione di questa mattina a palazzo Chigi. Saranno necessarie, sempre a quanto si apprende, alcune verifiche su quelli che vengono definiti piccoli problemi tecnici. Anche in questo caso, come per l’adeguamento delle tariffe aeroportuali, sara’ necessaria una nuova riunione del Cipe che dovrebbe tenersi entro il prossimo 1 dicembre.

    Insomma prima cominciano a spostare ferrovie e a costruire rampe, poi se risolvono i “piccoli problemi tecnici“, pensano di iniziare la fase di progettazione (progettazione, non costruzione, progettazione) del Ponte…

    Siamo pazzi.

  • FrecciaRossa: Milano-Roma in 10 minuti

    Dal sito di Trenitalia

    Dal sito di Trenitalia

    Dal 13 dicembre inizia infatti la vera rivoluzione della mobilità italiana. 72 Frecciarossa al giorno fra Roma e Milano, 20 in più di oggi, di cui 28 in grado di collegare le due città in due ore e 59 minuti, e sei in due ore e 45, fra Tiburtina e Rogoredo.

    Trenitalia lancia la vera rivoluzione della mobilità italiana, in fondo basta intendersi meglio sulle stazioni: fra “Milano Orte” e “Roma Settebagni” 72 frecciarossa collegheranno Milano e Roma in 10 minuti… (via estense.com)

  • Il treno regionale 6471 delle ore 10 e 45 oggi è soppresso. I signori viaggiatori sono pregati di osservare un minuto di silenzio.

  • C’entro in bici? Mica tanto…

    Il Comune congela l’acquisto di nuove biciclette pubbliche. Perchè? Ecco l’interpellanza.

    Oggetto: interpellanza sul “congelamento” del Progetto C’entro in Bici.

    Con la presente sono ad inoltrare la seguente interpellanza:

    Premesso

    –       che si è appreso tramite la stampa locale che la Giunta nella seduta del 4 agosto ha “congelato” la delibera riguardante l’acquisto di ulteriori biciclette per il progetto C’entro in bici.

    Evidenziato che

    –       Le biciclette pubbliche hanno riscosso un buon successo dell’utenza: secondo l’ultimo monitoraggio disponibile on line sul sito dell’Anno della Bicicletta (riferito all’anno 2007) l’87,6% degli utenti intervistati ha ritenuto che il servizio sia tra l’ottimo ed il discreto e le lamentele si sono concentrate oltre che sulla pesantezza della bicicletta stessa, proprio sul fatto che le biciclette fossero numericamente insufficienti;

    –       che al 2007 risultavano oltre 300 utenti del servizio (e quindi potenzialmente oltre 300 autovetture in meno ogni giorno per le strade del Centro Storico)

    –       l’allargamento del progetto C’entro in Bici era contenuto tra gli obiettivi più condivisi del Piano urbano della Mobilità approvato dal Comune di Ferrara;

    –       Si è appena chiuso l’Anno della Bicicletta promosso dal Comune di Ferrara.

    Considerato

    –       che il progetto delle biciclette pubbliche (che il nostro Comune fra i primi in Italia ha promosso) riveste una grande importanza nelle gestione presente e futura della mobilità in Centro Storico, in particolare per quei cittadini non residenti che lo frequentano quotidianamente per lavoro.

    Considerato inoltre

    –       che il progetto di allargamento ed acquisto di nuove biciclette pubbliche è stato cofinanziato dalla Provincia di Ferrara con fondi regionali nell’ambito dell’approvazione del “nuovo programma degli interventi di riserva per l’utilizzo delle economie risultanti  dalla  realizzazione  dei  progetti  del  Piano Triennale di Tutela  Ambientale” (Deliberazione n.  110 del 22.10.2008 – Prot. Gen.  81509) per 40.000 euro sui 74.950 complessivi (quindi per oltre il 53%)

    –       che peraltro tali fondi sono stati così resi indisponibili ad altre iniziative poste in essere dalle amministrazioni locali ferraresi.

    Si interpella questa amministrazione al fine di conoscere:

    – quanti siano gli utenti del servizio alla data odierna e se siano state fatte ulteriori analisi sull’andamento del progetto nell’anno 2008;

    – se la presenza di un cofinanziamento regionale per oltre la metà dell’importo del progetto C’entro in bici non ponga tale investimento tra le priorità dell’amministrazione, e quali siano le effettive intenzioni dell’Amministrazione al fine di garantire un allargamento del servizio delle biciclette pubbliche volto a migliorare la mobilità in Centro Storico;

    – se non sia possibile, tramite una collaborazione anche economica di FerraraTua che gestisce il servizio, reperire ulteriori risorse di cofinanziamento al fine di rendere possibile l’acquisto di nuove biciclette per i fruitori del Centro Storico della città.

    Si richiede risposta scritta.

    Cordiali saluti.

  • Perché la crisi del Passante di Mestre

    passante_di_mestreScopro, grazie a Monica Frassoni, due interessanti articoli di commento alla crisi del Passante di Mestre dal sito Eddyburg.it. Eccoli.

    In un commento e in un’intervista di eddyburg il parere di due autorevoli esperti delle infrastrutture, che conoscono i fatti e non sono al servizio delle concessionarie. Speciale per eddyburg.it, 2 agosto 2009

    Una storia esemplare
    di Mariarosa Vittadini

    L’entusiasmo per la rimozione del collo di bottiglia è durato poco. 30 chilometri di coda sul passante di Mestre nuovo di zecca nel grande esodo di agosto stanno lì a dimostrare l’inanità della rincorsa infrastrutturale a problemi che non possono avere una risposta solo infrastrutturale. Quanti successivi colli di bottiglia? dove finisce la bottiglia? 10 chilometri di coda alla barriera del Lisert, sulla stessa direttrice, ma altrettanti chilometri verso la Svizzera a Como e, c’è da giurarlo, sulla Salerno-Reggio Calabria o alle uscite verso le spiaggie romagnole.

    I manuali americani (che stanno base della cultura ingegneristica italiana) dicono che occorre dimensionare le infrastrutture per far fronte alla “trentesima ora di punta” ovvero quella quantità di traffico che non viene superata per più di trenta volte l’anno. Andare oltre significa costruire capacità inutile, sprecare denari e ambiente. Dunque, con buona grazia del coro (ampio per la verità) che trae occasione dall’accaduto per rivendicare nuove autostrade, nuove pedemontane, nuove corsie, aumentare la capacità stradale per l’esodo d’agosto è una eminente sciocchezza.

    Ciò non significa che occorra rassegnarsi all’incivile spettacolo di ieri.

    Escluso il potenziamento infrastrutturale cosa si poteva e si doveva fare?

    Innanzi tutto informare. Nell’epoca delle conclamate “strade intelligenti”, nell’epoca delle tecnologie dell’informazione nessun messaggio orientativo è stato dato agli ignari automobilisti per evitare di imbottigliarsi. Bella differenza con le strategie e le tecniche di ramp metering con le quali in paesi più civili del nostro si dosano le entrate in autostrada sul presupposto di dover garantire al “cliente” ragionevoli livelli di servizio. Taluni giornali riferiscono persino che la vecchia tangenziale manteneva amplissimi margini di capacità non utilizzata. Ma tant’è: avvertire di non entrare o di uscire quando si è ancora a tempo significa, per le concessionarie, perdere entrate da pedaggio. E dunque non si fa, anche quando ci sarebbero i mezzi tecnici per farlo.

    In secondo luogo occorre ammodernare radicalmente la rete autostradale introducendo ultramature tecnologie di riconoscimento telematico dei veicoli e di esazione automatica del pedaggio, che consentono di moltiplicare le connessioni con la rete ordinaria, di evitare caselli e rallentamenti. Con l’avvertenza che per funzionar bene la capacità autostradale deve essere coerente con la capacità della rete ordinaria; le strade ordinarie devono essere in grado di ricevere i flussi in uscita e anche di far fronte alle emergenze come quella di ieri.

    Per l’emergenza occorre predisporre piani capaci di mettere d’accordo enti locali, concessionarie, aziende di trasporto al fine di predisporre le misure per utilizzare l’intera capacità (autostrade più viabilità ordinaria) con i minori inconvenienti possibili (pericolosità, inquinamento, ecc,). Piani difficili dunque dal punto di vista politico e istituzionale, ma resi ancor più difficili dalle caratteristiche di una rete autostradale pensata per massimizzare il pedaggio.

    Le misure per l’emergenza, ma anche quelle per il razionale utilizzo quotidiano delle reti, confliggono oggettivamente con la struttura di uscite rade e lontane tra loro e con l’assenza di intermedie vie di fuga di sicurezza. E confliggono con problemi della viabilità ordinaria nella gran parte dei casi sovraccarica di domanda locale consegnata alla strada anche dall’enorme ritardo delle città italiane in materia di trasporto pubblico locale.

    Occorrerebbe un governo unitario della rete stradale, di tutta la rete, autostrade, strade statali e strade regionali comprese, come era stato proposto dal compianto Piano generale dei trasporti rapidamente affossato dalla Legge obiettivo e dalla bulimia infrastrutturale (promessa) che ne è conseguita. Un governo che manca così come manca un credibile governo del sistema dei trasporti, oggi frammentato in potentati settoriali tra loro concorrenti e conflittuali. Come stupirsi dunque della endemica inefficienza del sistema, della scarsa coerenza tra i pur costosi interventi infrastrutturali, dell’uso inefficace delle risorse e della resistenza corporativa ad introdurre una buona volta tariffe di efficienza in sostituzione delle tariffe di (improbabile) finanziamento della infrastruttura? La completa assenza di diagnosi sulla reale natura dei problemi non lascia ben sperare per un futuro meno assurdamente difficile della giornata trascorsa ieri sul Passante di Mestre.

    Errori di sistema ed errori di progetto
    intervista a Carlo Giacomini

    Carlo Giacomini è un esperto in infrastrutture del traffico e ha lavorato molto sul sistema della mobilità, in particolare nel Veneto. Ha collaborato con puntuali relazioni alla critica dei piani provinciali e regionali, in particolare al piano regionale dei trasporti e al recente Ptrc del Veneto. Chiediamo il suo parere sullo scandalo del giorno: la crisi del nuovissimo Passante di Mestre, inaugurato da Silvio Berlusconi e Giancarlo Galan pochi mesi or sono. Secondo la stampa il passante è entrato in crisi perché si è creata una strozzatura quando il traffico dal nuovo Passante (3 corsie) e la vecchia tangenziale (2 corsie) si è immesso nella A4 in direzione Trieste (2 corsie).

    Giacomini, ma è possibile che qualcuno abbia potuto progettare un sistema nel quale la sezione si riduce istantaneamente da cinque corsie a due corsie?
    “La questione principale non è questa. Bisogna fare una premessa: non si possono progettare le autostrade rincorrendo la domanda dei giorni e delle ore di punta. É l’errore si è fatto per il Passante di Mestre e che si è fatto e si sta facendo per qualunque altra infrastruttura dal Ponte sullo Stretto alle autostrade che si stanno progettando (per esempio quelle dolomitiche) ai raccordi autostradali (per esempio quello di Mestre)

    Come si fa allora a risolvere il problema del maggior traffico nei periodi di punta?
    “Bisogna intervenire sulla domanda, bisogna regolare la domanda di traffico limitando quello che si prevede siano i picchi, sia del traffico veicolare sia ambientali. Le moderne tecnologie consentono di farlo in molti modi. Già oggi, per esempio con la tariffazione differenziata: se nei momenti di cui sono previste punte di traffico la tariffa è triplicata, l’automobilista lo sa e quindi si regola. In prospettiva ravvicinata si può ricorrere anche alla prenotazioni via internet (come avviene per le ferrovie) ed ad altri strumenti analoghi. Altrimenti le autostrade non basteranno mai: ogni crisi anche momentanea provocherà un aumento della sezione, ogni allargamento in un punto giustificherà l’allargamento di altri pezzi della rete”.

    Veniamo al Passante di Mestre. Oggi, vista la strozzature che si è manifestata, la richiesta è di portare a tre corsie l’autostrada A4 verso Trieste.
    “Questo è un vero scandalo. La costruzione della terza corsia era prescritta fin dal rinnovo della concessione negli anni 80. Perché non è stata realizzata? Perché nessuno ha contestato alla società concessionaria questa vistosa inadempienza?”.

    Ci sarà stata l’opposizione degli ambientalisti…
    “Chi lo dicesse direbbe una balla. Ho seguito la cosa fin dall’inizio, e non c’è mai stata la minima critica da parte di nessuno. Ma è comodo attribuire la colpa agli ambientalisti. La verità è che queste inadempienze delle società concessionarie derivano da mere speculazioni, calcoli basati sull’interesse aziendale , spesso in contrasto con l’interesse pubblico. Rinviare di decennio in decennio la terza corsia consente alla concessionaria di rinegoziare l’ulteriore proroga, e nel frattempo di non adeguarsi alle normative per la sicurezza: sulla Mestre-Trieste non hanno adeguato i guardrail e questo continua a provocare incidenti e morti. Dare le opere in concessione è una scelta delicatissima, che può provocare problemi anche gravi”.

    Eddyburg ha spesso criticato il trasferimento di competenze dal pubblico al privato, soprattutto dove ci sono o si creano posizioni di monopolio: questo ce l’avevano insegnato economisti liberali, come Luigi Einaudi. Soprattutto dove lo Stato è debole e la pubblica amministrazione è considerata la cenerentola anzichè lo strumento essenziale dell’interesse pubblico. Ma il pensiero comune spera almeno che gli interessi aziendali privilegino la qualificazione tecnica degli interventi. Qui, invece, sembra che siano stati commessi pesanti errori di impostazione e tecnici.
    “C’è un errore di fondo, ed è aver privilegiato un segmento (il tratto a cavallo di Mestre) sull’insieme della rete e del suo equilibrio, e di aver privilegiato una esigenza (velocizzare il traffico di lunga percorrenza) sulle esigenze complessive del traffico. Lo stesso dimensionamento del Passanta è stato fatto in relazione a una previsione di traffico che ci sarà solo in una prospettiva molto lontana nel tempo, che richiederebbe un potenziamento complessivo della rete. E chiaro che finchè questa condizione non si realizzerà e si rafforzerà solo un segmento il complesso della rete andrà in crisi”.

    Oltre a questo errori di fondo ci sono anche degli errori tecnici?
    “Certamente, e anche questi li avevamo argomentatamente contestati in un’osservazione che avevamo presentato al progeto del Passante come Ecoistituto Alexander Lange. É sbagliata, per esempio, la progettazione dei nodi tra il Passante e il resto della rete. Ma c’è un altro errore, un’altra critica di cui ciò che è successo ha dimostrato la giustezza: è stato un errore di progettare i 30 km del passante come un’autostrada con il sistema chiuso, e non un’arteria a sistema aperto, sempre a pedaggio ma con un sistema diverso e con più possibilità d’entrata e d’uscita: come la stessa provincia aveva chiesto, come è adoperato nella Vecchia tangenziale di Mestre e in quella di Milano, Torino a altri segmenti”.

    Già. In effetti i tecnici dell’autostrada hanno invitato gli automobilisti a scegliere la Tangenziale come alternativa al Passante.
    “Un’autostrada a pedaggio aperta al territorio, oltre tutto, è molto più utile ai cittadini e offre a tutti maggiori garanzie di sicurezza: puoi uscirne più facilmente, puoi reagire meglio ai momenti di crisi o di difficoltà. Più utile e più sicura per le persone, anche se forse pone qualche maggiore difficoltà di gestione (e quindi torniamo al contrasto d’interessi tra pubblico e concessionaria). A proposito di persone vorrei fare un’altra osservazione. Il blocco del Passante ha provocato danni molto consistenti ai numerosissimi abitanti delle aree attraversate: c’è stato un forte aggravamento dell’inquinamento atmosferico e di quello acustico”.

    Non si era fatta la valutazione d’impatto ambientale (VIA) sul progetto dell’autostrada?
    “Certo ma, come abbiamo puntualmente rilevato nell’osservazione, la VIA è stata fatta male. Intanto, il dimensionamento della sezione è fatto sulle punte di traffico, mentre le previsioni ambientali trascurano le giornate critiche. E poi non è stato considerato l’impatto sul sistema idraulico, che è gravissimo e prima o poi presenterà il suo conto. Il Passante ha un fortissimo debito ambientale, sul versante atmosferico, acustico e idraulico”.

    Questo debito aumenterà ancora se saranno realizzate le previsioni del Piano territoriale regionale di coordinamento, il “Piano territoriale regionale di cementificazione”, come l’abbiamo ribattezzato.
    “Come ricorderai abbiamo messo pienamente in evidenza il peggioramento che deriverà al traffico, all’inquinamento, al degrado territoriale e ambientale sulla Tangenziale (che tornerà alla drammatica situazione del passato) e sull’autostrada verso Padova, se se si realizzeranno le “nuove città” (Veneto City, Marco Polo City) e gli altri insediamenti lungo la rete autostradale previsti da quel piano”.

    Un’ultima domanda. Lo snellimento del traffico su gomma attorno al nodo di Mestre e stato oggetto di numerose proposte, sulle quali si è discusso per anni. Poi è stato istituito un commissariato per tagliare il nodo gordiano e giungere rapidamente a una soluzione. A me sembra che ci sia una relazione tra questa decisione e la crisi di ieri.
    “Sono pienamente d’accordo. Il commissario raggiunge l’obiettivo che gli si affida come quello primario, ma non tiene conto del complesso delle relazioni e delle condizioni. Il territorio è una realtà complessa, ogni decisione coinvolge moltissime questioni, che sono reali, non possono essere ignorate. Privilegiarne una significa sacrificare tutte le altre. E allora, per velocizzare il traffico dal punto A al punto B si sacrifica tutto quello che c’è in mezzo: dal traffico tra i punti intermedi, dall’equilibrio complessivo della rete, fino alle varie componenti dell’ambiente e alle condizioni di vita delle popolazioni. Per rendere rapidamente efficaci le decisioni si tagliano tutti i passaggi procedurali, ignorando che ciascuno di essi è garanzia di un aspetto che esiste nella realtà e, se sarà trascurato, si vendicherà. Purtroppo in questo senso la crisi del Passante è l’anticipazione di ciò che succederà in molte altre situazioni, visto che il metodo del commissariamento sempre essere quello che Brlusconi predilige, e gli altri non gli contestano. É significativo che, contestualmente alla denuncia della crisi del Passante, la stampa locale abbia dato la notizia che la Regione, per la Pedemontana e per la Caamionale dei Brenta ricorrerà al commissariamento e taglierà corto con le critiche, le opposizioni e le contestazioni di legalità.”.

    Del resto lo stesso presidente del consiglio ha minacciato, pochi giorni fa, che le autostrade si faranno nonostante le proteste delle “minoranze organizzate”. E calpestare la legalità privilegiando il decisionismo rispetto alla democrazia è diventato norma nel nostro paese.

    Chiunque può pubblicare questi articoli alla condizione di citare gli autore e la fonte ( http://eddyburg.it)

  • Un Grande Piano

    Siamo in una botte di ferro!

    ESODO: PASSANTE MESTRE SARA’ CHIUSO CON CODE DI 10 KM

    Il passante di Mestre verra’ chiuso, nel prossimo fine settimana, se eventuali code supereranno non i 15 ma i 10 chilometri. Lo ha deciso oggi un vertice in prefettura a Venezia tra le Concessionarie, la Polstrada, i Vigili del Fuoco, i Carabinieri, l’Anas e la Protezione civile. La chiusura sara’ comunque non superiore ad un’ora. Il traffico verra’ deviato sulla tangenziale di Mestre e se dovessero verificarsi code anche in questo caso, superiori comunque ai 5 chilometri, le auto saranno inoltrate verso l’autostrada A27, fino a Conegliano, da dove uscirebbero sulla statale Pontebbana, per rientrare nell’autostrada A28 a Pianzano o Sacile e scendere verso Portogruaro, pari a circa un’ora di percorso. La fase di emergenza iniziera’ nella notte tra venerdi’ e sabato. Un altro vertice si terra’ domani in prefettura a Treviso.

    AGGIORNAMENTO: stamattina alle 5.40 (cinque e quaranta) coda di 11km, passante chiuso, via al piano di emergenza. Un successo del Governo.

  • Alla faccia della libertà di circolare…

    coda-passanteLa situazione più critica sulla A4 intorno Venezia, dove si sono registrati rallentamenti e code per 32 chilometri sul passante di Mestre. Poco dopo le 14, con 20 chilometri di auto in coda, il passante è stato chiuso. Il traffico è stato deviato sulla tangenziale.

    Così la Repubblica ieri sull’esodo del 1 agosto. Avete letto bene: hanno costruito il passante di Mestre, inaugurandolo in pompa magna, ed al primo esodo estivo (incredibile, era imprevedibile che in italia il 1 agosto ci fosse traffico) hanno deviato il traffico sulla tangenziale di Mestre.

    Oggi l’annuncio di un’inchiesta sul nuovo passante di Mestre da poco inaugurato dal nostro sinistro Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. In quell’occasione il Presidente della Regione Veneto Galan era riuscito a dire:

    “è la fine di un incubo quello del tristemente famoso Valico di Mestre dove finiva troppo spesso la libertà di circolare, quella libertà che oggi abbiamo finalmente riconquistato”

    Io ho percorso tante volta la tangenziale di Mestre, come tante volte ho passato il valico appenninico sull’A1, per cui mi rendo conto delle criticità di quei tratti autostradali. Questa vicenda però toglie almeno il mito che costruendo nuove autostrade si risolvono i problemi di mobilità del paese. Purtroppo finchè si continuerà a costruire nuove strade ed autostrade (e non ad esempio nuove ferrovie) la gente continuerà a usare auto, sempre di più e sempre più grandi… Fino a che la scarsità di Petrolio ci impedirà di viaggiare con l’auto privata e lascerà a piedi il 90% della popolazione. Alla faccia della libertà di circolare…

    Chissà se riusciremo a capirlo in tempo…

  • Sig. Salvini, mi permetta una domanda.

    Matteo Salvini è ormai un esponenti di spicco della Lega Nord per meriti sul campo. Da quando esternò “Carrozze metro solo per milanesi” di acqua sotto ai ponti ne è passata e il nostro è cresciuto tanto da causare scandalo in tutta la nazione con i suoi canti da “stadio” durante la festa padana…

    Ma tant’è, veniamo al dunque. Il Sig. Salvini oggi si scaglia contro la sentenza del Tribunale del Lavoro di Milano che ha dato ragione all’aspirante autista di Metro extracomunitario che era stato escluso in virtù di un Regio Decreto del 1931, imponendo all’ATM di “rimuovere la richiesta di cittadinanza italiana o europea tra i requisiti per l’assunzione”:

    “la sentenza è aberrante”: “E’ arrivata l’ora che questi giudici si trasferiscano in Marocco – dice – dove potranno assaporare le virtù del sistema giudiziario marocchino. A Milano i mezzi pubblici dovranno essere guidati solo da cittadini italiani. Chiamerò immediatamente Elio Catania (presidente di Atm, ndr) perché Milano e i milanesi siano rispettati e tutelati e gli fornirò centinaia di curricula di aspiranti autisti lombardi”

    Ricordiamo che la “motivazione forte” dell’applicazione del decreto era che gli stranieri, per il semplice fatto di essere ‘non cittadini’, sono fonte di rischi per la sicurezza pubblica, come scritto a pag. 41 della memoria scritta di ATM:

    “Il servizio di pubblico trasporto involge delicati aspetti di sicurezza pubblica, ed è particolarmente esposto, ad esempio, a rischi di attentati. È proprio di questi giorni la notizia, apparsa sulle maggiori testate giornalistiche, che cinque terroristi magrebini avrebbero organizzato un attentato nella metropolitana milanese che avrebbe dovuto realizzarsi prima delle elezioni del 2006”. E ancora: “Il legame personale del cittadino allo Stato dà maggiori garanzie in relazione alla sicurezza e incolumità pubblica”

    Giusto qualche giorno fa, lo stesso Sig. Salvini ha difeso con forza l’appalto alla Blue Berets per la “sicurezza” (SI-CU-REZ-ZA) all’interno della Metropolitana, nonostante l’organizzazione, presieduta da tal Vincenzo Scavo, iscritto all’MSI di Saja, utilizzi personale extracomunitario, come riporta l’inchiesta di Repubblica Milano (un cubano ed un ecuadoriano, nel caso specifico), sparandola grossa:

    “Qualcuno mi deve spiegare perché dovremmo togliere l’appalto Blue Berets. Solo perché c’è uno del Msi dentro? Ma chissenefrega. Per me – spiega il deputato del Carroccio – potrebbero essere pure coordinate da Rifondazione Comunista. Ogni euro speso per la sicurezza è speso bene. E ogni berretto, di qualunque colore, in giro sui mezzi pubblici è benvenuto. L’altra sera – racconta Salvini – ero in metropolitana e gli ho visti ed è meglio che ci siano. Probabilmente gli amici del Pd hanno preso i mezzi pubblici quattro anni fa. Non mi interessano le simpatie politiche e non vado a chiedere ai volontari che cosa hanno votato l’ultima volta. L’essenziale è che facciano un buon lavoro”

    Ora, Sig. Salvini, mi permetta una domanda e mi spieghi bene, perchè non capisco proprio bene il suo ragionamento sulle due vicende: l’attenuante che secondo lei permetterebbe ad un extracomunitario di lavorare presso la Metropolitana di Milano garantendo la SICUREZZA del servizio è l’essere grosso e nerboruto, l’essere di carnagione bianca (o al massimo olivastra) o più semplicemente l’essere fascista?

  • Del parcheggiare

    Parcheggiare a Cuneo, da E io che mi pensavo:

    Mi scusi, entra una signora nel mio ufficio e mi dice, Mi scusi, secondo lei mi fanno la multa se lascio la macchina qui di fianco, dove c’è quel garage? Può capitare, le dico, non capita tutti i giorni ma capita, e poi le dico Guardi, dieci metri più in là c’è un parcheggio libero, e lei E già, ma ha le strisce blu, mi tocca pagare, e io, Signora, se vuol parcheggiare in centro, mi sa che le tocca pagare quasi ovunque. Lei ci pensa, mi dice Ma lei, mi scusi, dove ha parcheggiato? E io, Ha presente quel garage davanti al quale ha parcheggiato? Ecco, lì dentro. Ah, mi dice.

    Potrebbe parcheggiare giù, dalle piscine, signora, le dico, tanto hanno fatto l’ascensore panoramico gratuito*, parcheggia lì sotto e poi viene su in ascensore, non deve neanche camminare. Eh, dice lei, io lì sotto ci abito. Allora, le dico, mi sa che non posso esserle d’aiuto.

  • Ferrara in bici: aria di libertà

    immagine-28A seguito al primo concorso fotografico “Ferrara in bici: aria di libertà“, indetto dall’Agenzia AMI e dal Comune di Ferrara nel contesto delle celebrazioni dell’anno della Bicicletta, sarà realizzata una mostra in collaborazione con la Circoscrizione Centro Cittadino per l’esposizione delle sei opere premiate (tre vincitrici e tre segnalate dalla giuria), e delle altre 49 opere ammesse, scelte tre le 333 partecipanti.

    La mostra, allestita presso il Chiostro di San Paolo a Ferrara con entrata da Piazzetta Schiatti 7, dal 7 al 13 maggio 2009, sarà liberamente visitabile nella fascia oraria tra le 16.00 alle 19.00 di ogni giorno.

    L’apertura avverrà alle ore 16.00 di giovedì 7 maggio.

    La premiazione si svolgerà sabato 9 maggio alle ore 16.30.

    Vai al sito dell’Anno della Bicicletta.

  • Storie di SUV e lotta di classe in quel di Modena

    Michele Serra su Repubblica di ieri:

    A Modena un signore con evidenti turbe ha dato fuoco a una quindicina di gipponi, prima di essere acciuffato. Molto sgradevole e molto pericoloso. Fortunatamente, a introdurre nell´emergenza cittadina un momento di divertimento, è intervenuto il locale capo del Pdl, l´avvocato Enrico Aimi, che ha deciso di denunciare la chiara matrice politica del piromane: “non vorrei che ci fosse dietro una forma di lotta di classe”.
    L´Aimi, che è proprietario di un gippone tra i più terrifici che il mercato mette a disposizione, deve avere della lotta di classe un´idea molto personale: è di destra possedere il gippone, di sinistra incendiarlo, di centro intervenire con l´estintore gridando “si salvi chi può”. A noi la lotta di classe fa venire in mente gli scioperi di fabbrica, a lui il rischio che qualcuno gli righi il Cayenne. Si riapre l´annosa questione delle “due Italie”: come conciliare la sensibilità di chi ha letto il risvolto di copertina di qualche libro, con la sensibilità (ugualmente degna, sia chiaro) di chi si è formato leggendo “Quattroruote”? Mi propongo come mediatore: leggo da una vita “Quattroruote”, ma non disdegno altre branche minori dello scibile umano, come le scienze sociali e la storia. Si rassicuri, avvocato Aimi, la lotta di classe può ancora essere fermata, o almeno parcheggiata in doppia fila.

  • Controlli a campione.

    Da Marcello ho intuito che le Ferrovie Nord milanesi non brillano certo per efficienza.

    Ora scopro che per controllare i biglietti si fanno aiutare dai poliziotti…

    DEL FATTO CHE SIAMO IN UN REGIME MILITARE, E NESSUNO DICE NIENTE
    anche a volersi coprire gli occhi con le fette di salame, fare finta di niente,  dirsi che è tutto normale, non si può negare la realtà: la realtà è che in questa nazione, negli ultimi mesi, si sta sprofondando sempre più in un regime di polizia. tra soldati dell’esercito che passano il tempo a fumare in piazza, ronde padane e non che vigilano sui vostri sonni, poliziotti che non hanno soldi per mettere la benzina nell’alfettone, e medici che volendo possono denunciare stranieri senza permesso di soggiorno che si fanno curare (col risultato che un medico su mille denuncerà, ma uno straniero su due eviterà di farsi curare).
    ieri pomeriggio, treno che passa alle 16.52 da merone, direzione milano cadorna. ferrovie nord milano: un nome, una garanzia. si aprono le porte del vagone, e spuntano due poliziotti. con me, dalla stessa porta, entrano due ragazzi di colore, più un ragazzo, mulatto, con zaino in spalla. i due poliziotti, sulla porta, chiedono ai due ragazzi se hanno il biglietto, loro gli dicono di no, e i poliziotti allora fanno “ma cosa cazzo salite a fare, allora. state giù. dove cazzo volete andare se non avete il biglietto?”. nel frattempo, anche al ragazzo con lo zainetto, dall’altro poliziotto, viene controllato il biglietto, fronte e retro. io, che salgo di fianco a loro, vestito in giacca e cravatta, non vengo controllato. subito dopo, mentre mi siedo, e dico al ragazzo mulatto, mortificato per la scena, “dimmi te dove cazzo viviamo”, i due poliziotti iniziano a passeggiare. avanti e indietro per il vagone, e chiedono i documenti d’identità a due immigrati: parlottano con loro, fanno controlli, chiamano la centrale per le verifiche di rito. e, ad ogni fermata, si avvicinano alla porta, per controllare chi sale, e casualmente, chiedono sempre, solo ed esclusivamente alle persone che all’apparenza sembrano straniere, di mostrare un titolo di viaggio valido.
    io, nonostante abbia il pc acceso, non sto lavorando, ma continuo a fissarli, per capire cosa diavolo sta succedendo. ad ogni fermata, continuano a passeggiare per i vagoni, e chiedono sempre di mostrare il biglietto alle persone straniere, non chiedono solo se ce l’hanno, vogliono vederlo, lo scrutano attentamente, controllano sul retro che sia vidimato.
    quando arriva il controllore, un controllore donna, le chiedo come sia possibile che i poliziotti controllino i biglietti alla gente. lo faccio a voce alta. il controllore mi spiega che è un normale servizio di controllo, sul treno, da parte della polizia di stato, ed io gli obietto che possono tranquillamente fare il loro servizio di controllo, i poliziotti, ma che non è un loro diritto controllare il biglietto, che quello è il suo lavoro, non è il lavoro della polizia, e che se il poliziotto avesse chiesto a me il biglietto, mi sarei rifiutato di mostrarlo. la signorina riprova ad obiettare che è un loro diritto controllare che i passeggeri abbiano il biglietto, ma nel momento in cui le replico “non credo proprio che i poliziotti abbiano il diritto di controllare i biglietti, non è il loro compito”, il controllore, che capisce di non avere proprio tutte le ragioni di questo mondo, mi dice “deve chiederlo a loro, perché controllano i biglietti”, lavandosene le mani.
    “loro”, intanto, avendomi sentito parlare ad alta voce, si affacciano nel vagone, e chiedono se “il signore avesse da lamentarsi di qualcosa”. mi giro verso di loro, e gli dico “mi stavo chiedendo per quale motivo controlliate i biglietti, dato che quello non è il vostro compito, ma è il compito del controllore”, e lui replica che “a seguito di lamentele a proposito di cittadini italiani e stranieri che viaggiano senza biglietto, loro stavano effettuando questo controllo”. il colpo di genio del poliziotto, all’ennesima mia replica sul fatto che loro non avessero nessun diritto per controllare i biglietti del treno, è stato rispondermi che “noi non controlliamo i biglietti. il controllore, controlla i biglietti. noi, li osserviamo. OS SER VA RE. noi li osserviamo e basta. ma se lei ha il biglietto in regola, non ha niente di cui preoccuparsi”. ho riguardato in faccia il controllore, mentre i poliziotti continuavano ad osservarmi, e le ho detto “guardi che loro non possono controllare il biglietto. e lei lo sa bene. e non lo osservavano, ma controllavano fronte e retro. e stanno controllando il biglietto solo a quelli di colore. e infine, ultima cosa, non stanno facendo salire sul treno la gente senza biglietto: se io sono senza biglietto, fino a prova contraria, sulle ferrovie nord, posso fare il biglietto sul treno, con un sovrapprezzo. i due poliziotti non hanno il diritto di fare i buttafuori all’entrata, soprattutto con le persone che individuano loro. ma han fatto così per tutto il viaggio”.
    la cosa più triste, mentre la signorina mi guardava con uno sguardo tra il rassegnato e l’indifferente, i poliziotti tornavano nell’altro vagone per la loro ronda “paga biglietto”, è che, delle altre persone sul treno, nessuno ha detto niente, per appoggiare il mio discorso. solo un ragazzo di colore, alla fine, mi ha sorriso. ma a me non importava, ero incazzato nero, anche perché sapevo che i controllori (e così è stato), le altre volte che han continuato il loro giro (ma hanno smesso di chiedere i biglietti), se non mi han chiesto i documenti, per effettuare un controllo, era solo perché ero su quel treno in giacca e cravatta, e con un pc. se fossi stato vestito in “borghese”, come mi vesto al di là dell’orario lavorativo, sicuramente, in qualche modo, me l’avrebbero fatto pagare, quell’atto di “ribellione”.
    se non altro, ora so che la polizia di stato, per risolvere i problemi dovuti ai tagli dei fondi a loro destinati, si muovono con le ferrovie nord: quindi, se avete bisogno di un poliziotto, vedete di farvi rapinare, o violentare, in un paese dotato di stazione ferroviaria e, trattandosi di ferrovie nord, almeno dieci minuti di ritardo, metteteli in conto.
    adesso, com’è ovvio, anche se so che non serve a niente, questo post, viene spedito alle ferrovie nord, per protestare.

    Via wittgenstein links.

  • Indebitatevi, ma spendete

    Via Luca De Biase scopro alcune cose.

    La prima è il governo vuole che si spenda, anche indebitandosi, ma in fondo lo sapevamo già. Del resto da una crisi dovuta a consumi gonfiati si esce gonfiando i consumi.

    Ma anche che i computer sono diventati elettrodomestici, e che per avere la detrazione su questi bisogna anche ristrutturare qualcosa in casa.

    Prima di firmare il modulo da inviare all’agenzia delle entrate pare sia anche necessario un avvitamento carpiato, recitare due padre nostro e toccarsi il naso con le dita dei piedi. Il tutto certificato da un filmato da inviare all’agenzia o da inserire nell’apposito canale di youtube.

    Bonus anche per il computer. Voce per voce tutti gli incentivi
    di Nicoletta Cottone

    Auto, veicoli commerciali leggeri, motocicli, arredamento, elettrodomestici.Sbarca in Gazzetta Ufficiale l’11 febbraio il decreto legge con gli incentivi per riavviare i consumi, con misure per circa 2 miliardi di euro. Ci sono anche contributi per impianti a Gpl o metano, per acquistare auto ecologiche, per installare dispositivi antiparticolato sui mezzi pubblici. Ma anche, ultima novità, per acquistare computer e tv, a patto che si ristrutturi la casa. Per il credito al consumo per l’acquisto dei beni agevolati dai bonus sarà un decreto Economia, già previsto dal decreto anti-crisi (Dl 185/2008, convertito dalla legge 2/2009), a fissare le modalità per favorire l’intervento di Sace spa nella prestazione di garanzie per agevolare la concessione di finanziamenti. Fra le ultime novità introdotte nel provvedimento passa da dieci a 5 anni il periodo per ripartire la detrazione per l’acquisto di elettrodomestici e mobili. Resta inviato il tetto di 10mila euro su cui calcolare la detrazione. Le norme sulla rottamazione e sugli acquisti di auto e motocicli si applicano sugli acquisti effettuati dal 7 febbraio al 31 dicembre 2009, a patto che le vetture siano immatricolate non oltre il 31 marzo 2010.
    Ecco, nel dettaglio, le misure adottate.

    Rottamazione auto. Si prevede un bonus di 1.500 euro, ma non è prevista alcuna esenzione dal pagamento del bollo. Il beneficio spetta a chi rottama auto Euro 0, Euro 1 o Euro 2 immatricolate fino al 31 dicembre 1999 e acquista una vettura Euro 4 o Euro 5 (con emissioni massime 140 grammi CO2/Km per i veicoli benzina e massimo 130 grammi CO2/Km per i diesel).

    Auto ecologiche. Incentivi, senza rottamazione, per l’acquisto di auto ecologiche di 1.500 euro per auto a metano, elettriche e a idrogeno con emissioni non superiori a 120 g/km di Co2. Questi incentivi sono cumulabili a quello per la rottamazione.

    Contributo per impianti a Gpl e a metano. Contributo statale di 500 euro per il Gpl e di 650 euro per il metano per chi vuole trasformare la propria auto da motori a benzine verso alimentazioni a basso impatto ambientale.

    Veicoli commerciali leggeri. Bonus è di 2.500 euro per l’acquisto di veicoli nuovi in seguito alla rottamazione di veicoli euro 0, 1 e 2 immatricolati entro il 31 dicembre 1999. Gli incentivi salgono a 4.000 euro per l’acquisto, senza rottamazione, di veicoli nuovi innovativi a metano, Gpl o idrogeno. L’incentivo è cumulabile a quello per la rottamazione.

    Autocarri e caravan. Per autoveicoli per trasporto promiscuo, autocarri leggeri entro le 3,5 tonnellte, autoveicoli per trasporti specifici, autoveicoli per uso speciale e autocaravan contributo di 2.500 euro per l’acquisto di veicoli nuovi Euro 4 ed Euro 5 a fronte della contestuale rottamazione di veicoli Euro 0, Euro 1 ed Euro 2 immatricolati prima del 31 dicembre 1999.

    Mezzi pubblici più verdi. Per l’installazione di dispositivi antiparticolato (contro i gas di scarico) sui mezzi del trasporto pubblico (categoria N3 e M3 di classe Euro 0, Euro 1 o Euro 2 di aziende che svolgono servizi di pubblica utilità) è previsto un finanziamento straordinario di 11 milioni di euro, ai quali, ha spiegato il ministero per lo Sviluppo economico, se ne aggiungeranno 44 recuperati dal maggior gettito Iva. Spetta il 25% delle spese sostenute per l’acquisto e, comunque, in misura non superiore a mille euro a dispositivo. I contributi non sono cumulabili con altri di natura nazionale, regionale o locale.

    Incentivi per le due ruote. Incentivo di 500 euro per la rottamazione di motocicli o ciclomotori Euro 0 o Euro 1 per acquistarne un motociclo nuovo Euro 3, fino a 400 di cilindrata.

    Detrazioni fiscali per mobili ed elettrodomestici. L’incentivo alle ristrutturazioni si estende anche all’acquisto di mobili ed elettrodomestici (frigoriferi, lavatrici, cucine, lavastoviglie, tv e computer) ad alta efficienza energetica, ma con un paletto. Se ne ha diritto solo se l’acquisto è legato a interventi di recupero del patrimonio edilizio. Prevista la detrazione Irpef del 20% da ripartire in 5 anni, calcolata su un importo massimo complessivo di 10mila euro per acquisti da sostenere entro il 31 dicembre 2009. La detrazione è cumulabile con quella per la sostituzione di frigoriferi, congelatori e loro conbinazioni prevista dalla Finanziaria per il 2008. Entro 30 giorni sarà definito un protocollo di intenti con i produttori di beni per i quali sono previsti gli incentivi. Il protocollo definirà, fra le altre, gli impegni in tema di mantenimento dei livelli occupazionali.

  • Alitalia, Malpensa e le valigie smarrite…

    Credo che Marcello sintetizzi bene la vicenda Alitalia.

    I debiti agli italiani, i crediti ai francesi, gli utili agli amici. Scommettiamo per le perdite?

    Per quella di Malpensa vi lascio invece al commento di Lia Celi:

    La Lega ha ragione! La Lombardia non può rinunciare all?unico scalo italiano dove funziona il teletrasporto: non ti sei ancora mosso dall?’Italia e ti senti già nel Terzo Mondo. Colaninno rassicura i lavoratori dell?’aeroporto lombardo: «Air France ci ha garantito che non chiuderà l?’aeroporto finché non salteranno fuori le valigie smarrite dai passeggeri del volo Parigi-Milano del 13 agosto 2002». Letizia Moratti insiste: «Malpensa è necessaria al benessere dei milanesi: vi immaginate cosa potrebbero fare centinaia di addetti allo smistamento bagagli a piede libero nelle strade di Milano?» Già pronto un piano per rilanciare l?aerostazione: per convincere gli aerei a scendere a Malpensa, sulle piste circoleranno attraenti aeree femmine disposte all?accoppiamento.

  • Fermo o spalo!

    Pensavo che fosse uno scherzo, ero stanco ieri sera e credevo di essermelo quasi sognato.

    Poi no, leggendo stamattina quotidianità del libertario – dal quale prendo a prestito il geniale titolo – ho avuto conferma dell’ultima geniale trovata della Sindaca Moratti, l’esercito antineve:

    Dopo aver fatto la guardia ai cestini, ora dovrebbero sgombrare le strade dalla neve.

    A me si è rotto lo scarico del cesso. Che faccio, do uno squillo ai lagunari?

    Il mio scarico è a posto, ma il Comune di Ferrara credo che abbia dovuto spendere più di 100.000 euro per l’ultima nevicata. Che facciamo scarichiamo anche noi i costi sul contribuente italiano o il fatto che intorno al Po d’inverno possa nevicare la consideriamo un’eventualità che un’amministrazione, e i suoi cittadini, devono prevedere?

    Sì anche i cittadini. Perchè sono d’accordo con chi dice che una nevicata a Milano o Torino (o Ferrara) non è niente di drammatico: ci si bagna i piedi e si sta attenti a non scivolare. Il problema è che abbiamo perso il rapporto con il vivere su un Pianeta che ha i suoi climi per ogni stagioni (sempre più vari…), e che ogni clima ha i suoi tempi. Con la neve bisogna sapere che è difficile circolare, qualsiasi sia la quantità di sale sparsa per le strade, che ci si metterà più tempo a spostarsi ed è possibile che non si riesca a fare tutto quello che ci si era prefissi di fare. Magari si chiudono anche le Scuole.

    Ma noi ormai abbiamo rimosso tutto questo, fra telefonini che ci trovano ovunque e SUV che vanno dappertutto (soprattutto sui marciapiedi), così telefoniamo alla direttaTV per l’emergenza neve….