• Foto Comune di Ferrara

    Scuole davvero più sicure? Droghe, la prevenzione all’incontrario della Giunta Fabbri

    Diciamo le cose come stanno. L’operazione “Scuole sicure”, lanciata in pompa magna dallo stakanovista del dovere istituzionale, l’ex Ministro della Paura Salvini, è stato un ridicolo fallimento. Pochi chili di sostanza sequestrata, molti giovani segnalati alla prefettura per garantirne il disagio sociale, e 4 milioni di euro buttati al vento. Del resto il Ministro trasvolatore è sempre quello che, mentre aumentavano del 20% in due anni i morti per overdose, ha dichiarato guerra alla cannabis light, ovvero il vecchio e ben conosciuto a Ferrara canapone. Pur non avendo effetti psicoattivi, avere la cannabis nelle vetrine dei negozi dava così fastidio che è stata oggetto di una campagna persecutoria che forse oggi grazie alla prossima finanziaria finalmente finirà. Oggi, a tempo scaduto, l’amministrazione ferrarese decide di lanciarsi nella crociata, guardacaso con una canna sulla locandina.

    La parificazione delle sostanze, ovvero la DROGA al singolare rivendicata dal Vice Sindaco e dall’Assessora Kusiak, pare essere la base ideologica (vecchia) che guiderà i prossimi interventi di “prevenzione” dell’amministrazione comunale di Ferrara. Una “prevenzione” all’incontrario che porta da un lato alla banalizzazione delle sostanze più pericolose, in quanto equiparate alla cannabis i cui effetti sono i primi conosciuti dai ragazzi visto il consumo ormai normalizzato nella società; dall’altro questa assimilazione ha portato all’aumento spropositato delle azioni delle forze dell’ordine nei confronti della cannabis a scapito di quelle contro cocaina ed eroina (i dati della diminuzione delle operazioni contro queste ultime sono piuttosto sconcertanti a seguito della Fini-Giovanardi).

    Anche l’ultima relazione del governo uscite l’altro giorno – ma che doveva essere consegnata lo scorso 30 giugno dall’altro stakanovista Ministro leghista Fontana che però in un anno è stato troppo impegnato a lottare contro la “modica quantità” (che non esiste più da 30 anni) per poter assolvere i propri doveri istituzionali – conferma che anche fra i giovani i consumi di cannabis sono sostanzialmente stabili, mentre a salire sono quelli di sostanze molto più pericolose, come l’eroina. Eppure viene rivendicata la scelta dello “spinello fumante” in locandina, quasi a confermare la teoria della cannabis droga di passaggio. Teoria smentita prima dalla logica, il 99% degli eroinomani hanno cominciato con il latte materno (per poi passare a caffè e sigarette), e poi dalle ricerche che confermano come non vi sia alcun legame fra consumo di cannabis e eroina se non il mercato illegale a cui le persone si rivolgono. Anzi, le ricerche ci dicono che l’uso di cannabis, in particolare un uso molto frequente, ha un effetto deterrente all’uso di altre sostanze. Del resto il 95% delle persone che hanno consumato cannabis non hanno mai consumato eroina nella vita.

    Eppure siamo ancora lì. Si buttano a mare anni di lavoro ben fatto a Ferrara da Promeco e ci si affida all’ideologizzazione della lotta alla DROGA. Invece di spiegare che le sostanze sono diverse, hanno diversi effetti e differenti pericoli, a Ferrara siamo ritornati, contro ogni evidenza scientifica e dato pratico, alla DROGA al singolare. Già l’operazione panchine ha reso nudo un (vice)Re incapace di andare oltre l’operazione di facciata. Non conta neanche che la lotta allo spaccino fatta con la rimozione dell’arredo urbano sia cosa ridicola in sè, addirittura oggi pare si pensi di rimuovere addirittura i portabiciclette. I fenomeni sociali non si arrestano nè impoverendo la città del suo patrimonio urbano, nè con la repressione dello spaccio, nè con quella del consumo e nemmeno con qualche telecamera davanti alle scuole. O, peggio, delegando educazione e prevenzione ai cani che annusano gli zaini dei ragazzi che vanno a Scuola. Sono 30 anni che la dura repressione sulle droghe vige in italia, 50 nel mondo, eppure le sostanze illecite non sono mai state così diffuse come oggi. Che si portino la sedia da casa, che appoggino la bici ad un muro, gli spacciatori al limite si sposteranno altrove. Come hanno già fatto, generando allarme sociale in altri contesti. E non serve nemmeno “arrestarli tutti” e tenerli in prigione come vorrebbe la Ministra Lamorgese. E’ già così: oggi le prigioni sono piene di spacciatori: rappresentano infatti il 35% della popolazione detenuta. Il tasso di successo dei processi per droga è superiore al 50%, contro il 10% dei processi per resti contro la persona o la proprietà. E comunque sia le organizzazioni criminali continueranno ad avere mano d’opera a basso costo e a bassa speranza grazie a leggi criminogene come Bossi-Fini e Decreti Minniti-Salvini.

    Oggi, non si avesse il paraocchi, si comprenderebbe anche in Italia che è tempo di cominciare a pensare come regolare legalmente questi fenomeni sociali, a partire dal regolare mercati e consumi, oggi più liberi che mai. E che bisogna cominciare a farlo a partire dalla sostanza più diffusa e meno pericolosa come succede in Uruguay, Canada e 11 stati USA. Parliamo proprio della cannabis, quella della locandina della “prevenzione” all’incontrario di Lodi e Kusiak.

  • carcere emilia romagna

    10 dicembre: si parla di Carcere, a Ferrara e non solo

    carcere ferraraSi terrà domani, martedì 10 dicembre 2019 alle ore 18 presso la Sala Convitto del Consorzio Factory Grisù la presentazione del Primo Rapporto sulle condizioni di detenzione in Emilia Romagna realizzato dalla sede regionale dell’Associazione Antigone.

    L’iniziativa, promossa da la Società della Ragione e da Antigone, proprio il 10 dicembre Giornata mondiale dei Diritti dell’Uomo, vuole ricordare che solo con il rispetto di questi è possibile rendere effettivo il dettato costituzionale che vede la pena come mezzo per il reinserimento nella società del reo. L’incontro inizierà con i saluti del Garante delle persone private della libertà della Regione Emilia Romagna, il ferrarese Marcello Marighelli e di Alvise Sbraccia, Coordinatore del comitato scientifico di Antigone. Interverrano la Prof.ssa Stefania Carnevale, Garante dei Diritti dei detenuti del Comune di Ferrara, Giulia Fabini di fra le curatrici del rapporto per Antigone Emilia Romagna e il Prof. Andrea Pugiotto, Ordinario di Diritto Costituzionale Università di Ferrara. Coordinerà i lavori Leonardo Fiorentini, La Società della Ragione ONLUS.

    Da alcuni anni gli osservatori e le osservatrici di Antigone presenti in regione garantiscono che ciascun carcere sia visitato almeno una volta all’anno, assicurando continuità nell’attività di monitoraggio e scambio con gli operatori e le operatrici del settore. Altrettanti\e militanti dell’associazione si occupano di raccogliere informazioni sugli istituti provenienti da altre fonti, cercando, archiviando e analizzando contributi giornalistici, comunicati sindacali, report provenienti da altre associazioni e dagli uffici dei garanti (regionale e comunali) e realizzando talvolta colloqui e interviste con testimoni privilegiati all’esterno del carcere. L’integrazione di questi strumenti ha spinto Antigone a lavorare al primo rapporto regionale sulle condizioni di detenzione con l’intento di comporre un quadro regionale sulla base del confronto dei materiali raccolti con riferimento alle singole strutture: le case circondariali di Bologna, Ferrara, Forlì, Modena, Ravenna, Piacenza, Reggio Emilia e Rimini; la casa di reclusione di Parma, la casa di lavoro di Castelfranco Emilia. Il rapporto regionale, suddiviso in otto capitoli, traccia un quadro di tutti gli istituti di pena presenti nel territorio regionale procedendo per area tematica, dopo una panoramica di sintesi sui dati statistici disponibili a partire da fonti istituzionali, ma soprattutto dai dati raccolti direttamente dagli osservatori nel corso delle visite e dai e dalle militanti prima e dopo di queste, offre una descrizione delle attività dell’Osservatorio parallelo. Il capitolo 4 è dedicato alla dimensione architettonico-strutturale delle prigioni collocate in regione. I capitoli 5 e 6 affrontano le specificità regionali della detenzione minorile e femminile. Nel capitolo 7 è analizzata la delicatissima questione dell’organizzazione delle modalità di sorveglianza, nel tentativo di tracciare un primo bilancio regionale degli effetti prodotti dalle circolari ministeriali che hanno ridefinito, in particolare, gli assetti normativi e gestionali del lavoro di polizia nelle sezioni detentive (sorveglianza dinamica e regime a celle aperte) nell’ultimo quinquennio. Il capitolo di chiusura è interamente dedicato all’area della sanità penitenziaria. Le osservazioni proposte afferiscono peraltro anche alle dimensioni gestionali, rendendo conto delle differenze di carattere organizzativo che si possono riscontrare in Emilia-Romagna nelle aree sanitarie delle prigioni.

    Ecco il programma:

    Sala Convitto
    Consorzio Factory Grisù
    Via Poledrelli 21 – Ferrara
    Ore 18.00 – 20.00

    Presentazione del
    PRIMO RAPPORTO SULLE CONDIZIONI DI DETENZIONE
    IN EMILIA ROMAGNA
    ANNO 2018
    A cura di Antigone Emilia-Romagna

    Saluti iniziali
    Marcello Marighelli
    Garante delle persone private della libertà della Regione Emilia Romagna

    Alvise Sbraccia
    Coordinatore del comitato scientifico di Antigone

    Intervengono
    Stefania Carnevale
    Garante dei Diritti dei detenuti del Comune di Ferrara
    Giulia Fabini
    Antigone Emilia Romagna
    Andrea Pugiotto
    Ordinario di Diritto Costituzionale Università di Ferrara

    Coordina
    Leonardo Fiorentini
    La Società della Ragione ONLUS

  • Leonardo Fiorentini a Radio Dolce Vita

    Legalizzazione della cannabis a Radio Dolce Vita

    La mia intervista a Radio Dolce Vita di Ferrara sulla legalizzazione della cannabis in Italia.

  • Cannabis, presentate a Roberto Fico le firme per la legalizzazione della cannabis

    Legalizzazione cannabis. Aprire la discussione, subito

    Ieri pomeriggio Leonardo Fiorentini è stato ricevuto dal Presidente della Camera Roberto Fico insieme ad una delegazione della manifestazione promossa da Associazione Luca Coscioni, Radicali Italiani, Forum Droghe, Fuoriluogo, la Società della Ragione, A Buon Diritto, Antigone a sostegno dell’inizio della discussione della legge di iniziativa popolare per la legalizzazione della cannabis. Nell’occasione Antonella Soldo (Radicali Italiani), Filomena Gallo e Marco Perduca (Associazione Luca Coscioni) hanno consegnato le 25.000 firme raccolte sulla petizione per avviare il dibattito in Parlamento sulla legalizzazione della cannabis a partire dalla legge di iniziativa popolare su cui si sono raccolte oltre 67.000 firme nel 2016. Fiorentini, che è Direttore di Fuoriluogo.it e tesoriere de la Società della Ragione, ha invece consegnato al Presidente Fico il decimo Libro Bianco sulle droghe, che lo vede fra i curatori. Con loro c’era anche Walter De Benedetto, il paziente toscano che nelle settimane scorse ha subito il sequestro delle piante che era costretto a coltivarsi per curarsi, vista l’inadeguatezza dell’approvigionamento di cannabis terapeutica. Un suo amico che lo aiutava nella cura delle piante è stato denunciato per coltivazione, ed oggi rischia da 2 a 6 anni di carcere.

    E’ stato molto importante poter presentare al Presidente della Camera – racconta Fiorentini – non solo i dati dell’inefficacia e dei danni delle attuali politiche repressive, ma anche il volto di una delle sue più recenti vittime, Walter De Benedetto. Siamo di fronte al paradosso che chi coltiva la propria pianta per evitare di foraggiare le narcomafie viene colpito con pene spesso spropositate, come potrebbe succedere agli amici che hanno aiutato Walter a casa sua. Addirittura nel suo caso ci si accanisce contro persone malate proprio mentre continuano i problemi di approvigionamento della cannabis terapeutica“.

    “La repressione colpisce i pesci piccoli, ed in particolare la cannabis come dimostriamo nel Libro Bianco. Ne è un esempio anche l’ultima operazione antidroga ferrarese, pur preannunciata in pompa magna dai novelli amministratori locali, dove non è stato contestato alcun reato associativo. Le forze dell’ordine sono costrette ad un enorme sforzo, i tribunali sono sommersi di procedimenti per droga con il solo risultato che non ci sarebbe sovraffollamento carcerario senza i detenuti per spaccio. Il sistema della sicurezza è così impegnato nelle operazioni antidroga che mentre 1 processo per droga su 2 si conclude con una condanna, solo 1 su 9 per furto o rapina riesce a portare all’individuazione di un responsabile e ad una condanna. Sprechiamo enormi risorse professionali ed economiche per non avere alcun risultato. Nè sul lato della diminuzione dell’offerta, con gli spacciatori che vengono facilmente sostituiti dopo poche ore, nè sul fronte della riduzione della domanda, come dimostrano i dati italiani, europei e mondiali”.

    “In particolare” – continua Fiorentini “negli ultimi 10 anni, mentre le operazioni delle Forze dell’ordine contro la cannabis sono aumentate del 36%, al contrario le operazioni con oggetto l’eroina sono diminuite addirittura del 46%. Siamo all’assurdo per cui la sostanza meno pericolosa è anche quella più oggetto di repressione, con un rapporto di 7 a 1. Dal 1990 quasi un milione di persone è poi stato segnalato per mero uso di cannabis, che rappresenta quasi l’80% del totale. Un’intera generazione, per lo più giovani, la cui vita è stata segnata, spesso con pesanti sanzioni amministrative, per aver consumato una sostanza che è meno pericolosa di alcol o del tabacco. E’ necessario porre fine a questa fallimentare ipocrisia ed avviare una seria riflessione sulla valutazione delle attuali politiche sulle droghe, a partire dalla cannabis.”

    Fiorentini, che rappresenta anche Forum Droghe all’ONU di Vienna, sottolinea inoltre come “laddove si è deciso di regolare legalmente un mercato come quello della cannabis – che oggi in Italia è più libero che mai – i risultati sono molto promettenti. Sia in termini di politiche di informazione e prevenzione degli abusi, finalmente realizzabili senza tabù, che in termini di riduzione della criminalità e di recupero di ingenti risorse economiche per lo Stato. Addirittura si verifica una riduzione dei consumi dei più giovani e non aumentano gli incidenti stradali. Senza dimenticare la nascita di un intero settore produttivo legale che potrebbe garantire in Italia almeno 300.000 posti di lavoro.”

    “Insomma – conclude Fiorentini – con i fatti della legalizzazione oggi si sono smontati tutti i miti proibizionisti. Occorre che il Parlamento italiano cominci a mettere in discussione le attuali politiche, a partire dai dati della realtà e della scienza. A Ferrara, nel 2016, raccogliemmo quasi 1500 firme a sostegno della proposta di legge per legalizzazione. Anche per questo chiediamo che inizi subito la discussione in commissione delle proposte di legge sulla regolamentazione legale della cannabis.”

     

    La registrazione di Radio Radicale della manifestazione, a 1h 29 minuti l’intervento di Leonardo Fiorentini in Piazza Montecitorio:

  • Presentazione del decimo Libro Bianco sulle droghe a Ferrara

    La guerra dei 30 anni
    Presentazione del Decimo libro bianco sulle droghe

    Giovedì 26 settembre
    Ore 18
    IBS+Libraccio Ferrara
    Palazzo San Crispino
    Piazza Trento e Trieste

    Il Libro bianco sulle droghe è un rapporto indipendente sui danni collaterali del Testo Unico sulle droghe. Illustra i dati relativi agli effetti della war on drugs sul sistema penale e penitenziario italiano, il commento alla giurisprudenza e presenta le riflessioni sulla ricerca, sul sistema dei servizi e sulle politiche di riduzione del danno oltre a un focus sulla cannabis a seguito della raccomandazione di riclassificazione da parte dell’OMS.

    Partecipano
    Ilaria Baraldi, la Società della Ragione Onlus
    Franco Corleone, Curatore del Libro Bianco
    Leonardo Fiorentini, Direttore di Fuoriluogo

    E’ stato invitato Vittorio Ferraresi, Sottosegretario alla Giustizia.

  • la città che vogliamo

    Prosegue il percorso di La Città Che Vogliamo e Coalizione Civica

    Lo scorso 16 settembre il gruppo civico La Città Che Vogliamo e la lista civica Coalizione Civica, hanno organizzato un’assemblea pubblica per proseguire il percorso condiviso iniziato un anno e mezzo fa.
    Una cinquantina di persone hanno preso parte all’incontro tenutosi al Consorzio Grisù, durante il quale è stata fatta un’analisi del post elezioni, una valutazione dei primi mesi di operato della nuova amministrazione grazie al contributo della consigliera Roberta Fusari e sono state avanzate e votate proposte per il futuro.

    Dai partecipanti all’assemblea è emersa la volontà di strutturare un’opposizione propositiva e costruire un’alternativa all’attuale governo locale.
    Il primo passo in questa direzione è la ripresa dei gruppi di lavoro, in continuità con quanto fatto fino alle scorse elezioni.
    La novità rispetto al passato è quella che, traversale a tutti i gruppi – che si riuniranno per approfondire tematiche diverse come lavoro, sviluppo, salute, paesaggio, inclusione, studio, eccetera – ci sarà la questione ambientale, indicato come prioritaria e ritenuta fondamentale per il presente ed il futuro.
    La suddivisione in gruppi dei cittadini parte del percorso partecipato, ha l’obiettivo di approfondire in modo più capillare i temi di interesse per il nostro territorio e formulare proposte, per poi passare ad azioni concrete a beneficio della comunità.

    Accanto a questo, l’assemblea ha votato un esecutivo provvisorio che traghetti La Città che Vogliamo e Coalizione Civica verso un assetto più strutturato nel corso dell’anno prossimo. Questa scelta è stata maturata per ragioni organizzative, politiche e di rappresentanza. Le persone che hanno accettato di impegnarsi per il futuro della città sono Adam Atik, Federico Battistini, Irene Bregola, Leonardo Fiorentini, Nicole Gallerani, Marco Gozzelino, Arianna Poli, Ingrid Prosser e Martina Turola.
    Già in questi giorni, l’esecutivo civico è impegnato per riunire i gruppi ed organizzare un’iniziativa di festa e riflessione entro la fine dell’anno. Oltre che impostare una scuola di politica e ricostruire le relazioni con gli altri soggetti che hanno una idea di città aperta, inclusiva, felice, coraggiosa e gentile.

  • Overdose. Prevenire le morti con “self test” e naloxone

    Overdose a Ferrara. Fiorentini si appella alle autorità: rendete pubblici i risultati e diramate un’allerta. Diffondere naloxone e “self test” sulle sostanze.

    Dichiarazione di Leonardo Fiorentini, consigliere comunale indipendente per Sinistra Italiana:

    Come le associazioni che si occupano di politiche sulle droghe hanno denunciato nell’ultimo Libro bianco sulle droghe sono cambiate non solo le sostanze, ma anche le modalità ed i contesti di assunzione, ma i servizi sono fermi al modello di consumo degli anni 80. Mentre si fanno campagne allarmistiche su sostanze senza effetti psicotropi (come la cosiddetta cannabis light) si ignorano pericolosi mutamenti dell’uso di sostanze molto pericolose, come l’eroina, in contesti individuali e occasionali e quindi dove è più difficile l’intervento in caso di overdose.

    La morte per sospetta overdose di questa settimana è una tragedia che ripone all’attenzione delle Istituzioni quali politiche pubbliche attuare per prevenire le morti per overdose che pur con numeri assolutamente incomparabili con le emergenze overdose in altri paesi, stanno ricominciando a crescere nel nostro paese. Una di queste è la diffusione del naloxone, il farmaco che usato in caso di sospetta overdose, permette di salvare vite umane. Questo salvavita, e le modalità di somministrazione, devono diventare patrimonio comune non solo delle persone che usano sostanze “più esperte”, ma anche dei consumatori occasionali e di amici e familiari di questi. Stessa cosa per il kit di “self testing” introdotto recentemente dalla Regione Emilia Romagna, che però non può rimanere limitato alla distribuzione nei SERD. In questa campagna di informazione e distribuzione può essere fondamentale il contributo del Comune con le sue Farmacie“.

    Il consigliere che ricorda una precedente interpellanza presentata il 4 ottobre 2017 e la relativa “insufficiente ed evasiva risposta” ha presentato ieri un question time per conoscere quali siano le modalità di distribuzione del naloxone in città.

    Fiorentini rivolge poi un appello alle autorità, sanitarie e di pubblica sicurezza: “rendano pubblici immediatamente i risultati dei test sulla sostanza rinvenuta, rivelando il grado di purezza e le presenze anomale, come fentanili (oppioidi sintetici che nel nord america sono complici di una epidemia di overdose che negli ultimi anni ha ucciso più che l’intera guerra del Vietnam) o altro. Così si salvano vite umane. Non certo diramando comunicati ad un anno di distanza come fatto dal “Sistema di Allerta Rapida” del Dipartimento nazionale antidroga, o parlando genericamente di “eroina gialla” – che significa solo identificare il luogo di provenienza (distretto di Helmand, in Afghanistan) e non certo il grado di purezza o la presenza di tagli pericolosi.

    Poi il consigliere comunale conclude con una piccola nota “è sicuramente positivo che il consigliere Balboni si preoccupi dell’abbandono di siringhe usate proponendo nuove macchine scambiasiringhe (una posizione davvero lungimirante, viste le posizioni storiche del suo partito su questi strumenti), che ovviamente mi vedono d’accordo. Aiuterà sicuramente da un lato la pulizia della città e dall’altro la prevenzione di HIV e HCV e altre malattie trasmissibili fra le persone che usano sostanze. Ma purtroppo nulla servono a prevenire le overdose. Mi piacerebbe ad esempio che a fianco a queste vi fossero anche distributori di naloxone gratuito e di “self test” delle sostanze.

  • Morte per overdose, question time

    Al Presidente del Consiglio Comunale di Ferrara

    Oggetto: question time sulle politiche di riduzione del danno e di prevenzione delle morti da overdose.

    Il sottoscritto consigliere comunale

    RICHIAMATA

    l’interpellanza presentata dallo scrivente il 4 ottobre 2017 e la relativa, insufficiente ed evasiva, risposta.

    TENUTO CONTO

    che purtroppo nella nostra città anche negli scorsi giorni è avvenuta una morte per sospetta overdose.

    CONSIDERATO

    che la diffusione nella popolazione delle informazioni e degli strumenti rispetto agli interventi di soccorso in caso di overdose, in particolare da oppiacei, può salvare vite umane.

    INTERROGA URGENTEMENTE L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

    al fine di chiedere nuovamente:

    • quale sia l’attività, di alta e bassa soglia anche tramite unità di strada, messa in campo dal SerD di Ferrara, con quale frequenza e in quali contesti, e se e con quali modalità venga distribuito il naloxone e se questo è disponibile presso tutte le Farmacie Comunali; .

    Ferrara, 29 marzo 2019

                                                                                        Il consigliere comunale
                                                                                       Leonardo Fiorentini (SI)


  • Lettera aperta al governo: cosa dirà sulle droghe all’Onu?

    A Vienna è in programma a marzo un importante vertice Onu sulle droghe: la 62esima sessione della Commission on Narcotic Drugs (Cnd). Articolo per il manifesto del 23 febbraio 2019.

    Nel mese di marzo è previsto a Vienna un importante vertice Onu sulle droghe. Si tratta della 62esima sessione della Commission on Narcotic Drugs (Cnd) che sarà anticipata, il 15 e 16 marzo, da un segmento governativo ad alto livello. Si tratta dell’appuntamento di chiusura di un ciclo politico sulle droghe, iniziato a New York nel 1998 con lo slogan «Un mondo libero dalla droga – possiamo farcela!». A oltre 20 anni da quel proclama, è evidente a tutti che l’obiettivo è fallito.

    La Società della Ragione, Forum Droghe, Associazione Luca Coscioni, Cnca, Lila e Cgil, con l’adesione di Antigone, Arci, A Buon Diritto e LegacoopSociali hanno inviato una lettera aperta al governo chiedendo un’occasione di dialogo in preparazione di Vienna. Come fu fatto in occasione della Sessione Speciale sulle droghe del 2016 (Un-Gass) quando addirittura la società civile, di tutte le visioni, fu inclusa nella delegazione governativa. Marco Perduca dell’Associazione Coscioni ha sottolineato che è necessario un dibattito pubblico e trasparente, magari anche in Parlamento.

    Sono quattro i punti cardine su cui si chiede una discussione. In primis il rapporto tra le politiche sulle droghe e il rispetto dei diritti umani. Dalla criminalizzazione del consumo alla sproporzionalità delle pene, fino alla pena di morte e alle esecuzioni stragiudiziali purtroppo in larga parte del mondo le politiche di contrasto alla droga si sono tradotte in azione in contrasto anche con i diritti umani. Serve poi una maggiore coerenza fra le azioni dell’Unodc (l’agenzia ONU che si occupa delle droghe) e quelle di altre agenzie come Who, Unaids e Undp, o come l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani che spesso si sono espresse per un cambio di rotta politica sulle droghe.

    Gli stessi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals) centrati sulla promozione della pace, della sicurezza, del benessere delle comunità sono messi a rischio dall’approccio della War on Drugs. Infine, c’è il grande tema dell’insufficiente disponibilità di sostanze psicoattive a uso medico (si pensi alla cannabis terapeutica in Italia, ma anche agli antidolorifici di base nei paesi poveri). Non è più tempo di proclami, ma è necessario trovare obiettivi ragionevoli, realistici e misurabili. Per questo i promotori chiedono “che il governo italiano sostenga l’istituzione di una commissione – cui la società civile partecipi – per la revisione e l’adeguamento degli indicatori di valutazione delle politiche globali”.

    Il confronto non potrà eludere temi anche nazionali, come la declinazione della Riduzione del Danno nei Livelli Essenziali di Assistenza, come ha ricordato Denise Amerini per la CGIL. Un confronto che, a dire di Grazia Zuffa (la Società della Ragione), avrebbe anche un valore pedagogico: ad esempio per far comprendere come la “modica quantità”, entrata recentemente nelle mire del Ministro Fontana, in effetti non esiste più da quasi 30 anni.

    Tutte le info su vienna2019.fuoriluogo.it

  • https://www.youtube.com/watch?v=TsqHnZRu1e0

    Verso Vienna 2019: la conferenza stampa

    Ecco la presentazione alla Sala Stampa della Camera la lettera aperta al Governo inviata dalle organizzazioni della Società Civile italiana che si occupano di politiche sulle droghe in vista del prossimo vertice ONU di Vienna.

    La Società della Ragione, Forum Droghe, Associazione Luca Coscioni, CNCA, LILA e CGIL, con l’adesione di Antigone, Arci, A Buon Diritto e LegacoopSociali chiedono “che il Governo avvii un confronto con la società civile in merito al prossimo Segmento ad Alto Livello della 62^ sessione della Commission on Narcotic Drugs (CND), durante il quale ministri e capi di stato dei paesi membri delle Nazioni Unite discuteranno della politica globale della droga.” Le associazioni, richiamando il documento finale di UNGASS 2016 che riconosceva come “le rappresentanze degli organismi della società civile dovrebbero essere messe in grado di svolgere un ruolo partecipativo …a supporto della valutazione delle politiche e dei programmi circa le droghe” chiedono al Governo un’occasione di dialogo pubblico in preparazione di Vienna 2019.

    Intervengono alla Conferenza Stampa Leonardo Fiorentini (Fuoriluogo/Forum Droghe), Grazia Zuffa (la Società della Ragione), Marco Perduca (Associazione Luca Coscioni), Denise Amerini (CGIL), Franco Corleone (Garante dei Detenuti della Toscana).

    Vai allo speciale di Fuoriluogo:
    https://www.fuoriluogo.it/home/speciali/vienna-2019/

  • Blitz di Forza Nuova: “Atto codardo e fascista”

    Da Estense.com

    Solidarietà a Tagliani da più parti. Le associazioni lgbt indicono un sit-in in piazza

    “Sono ignoranti in diritto quanto lo sono nella topografia della città, perché quella non è neanche casa mia. Chiedo scusa al vicinato per il disagio notturno creato da queste persone”. Minimizza e usa il sarcasmo Tiziano Tagliani per chiudere il “caso” dello striscione di Forza Nuova contro le adozioni gay, affisso di notte nei pressi della abitazione del sindaco ma sbagliando, evidentemente, bersaglio.

    Ma nonostante la volontà di Tagliani di non dare risalto alla vicenda, il blitz notturno di estrema destra ha sollevato un coro di sdegno proveniente da più parti. Si parte dalla “piena solidarietà al sindaco e ai suoi famigliari” che arriva dalla segreteria comunale del Partito Democratico di Ferrara, secondo cui “a compiere un gesto vigliacco e fastidioso non è stato un gruppuscolo di “retrogradi” come si definiscono da soli, bensì di frustrati che la società e la contemporaneità hanno ampiamente superato da tempo. Siamo orgogliosi della decisione del nostro sindaco di dare piena cittadinanza a una famiglia ferrarese, alla quale auguriamo il meglio”.

    Per Articolo Uno – Mdp di Ferrara si tratta di “un atto di intimidazione sconvolgente”, sia per le “modalità simil fasciste” sia per le ragioni “che ancora una volta ispirano questi gesti, ovvero indisponibilità a riconoscere diritti civili irrinunciabili, garantire i quali andrebbe nel senso della costruzione di una società più equa, laica e giusta. Il dilagare di comportamenti squadristi e violenti a sostegno di posizioni discriminatorie, quando non dichiaratamente razziste, è sintomatico di quanto anche la nostra realtà abbisogni di una difesa democratica unitaria e risoluta”.

    Per Articolo Uno – Mdp di Ferrara “il riconoscimento di una famiglia arcobaleno non è un illecito, è un atto dovuto, mentre l’esistenza di organizzazioni neofasciste è incostituzionale. Esse andrebbero perseguite e dovrebbe esserne imposto l’immediato scioglimento. L’unica perversione, vorremmo ricordarlo, è la disumanità che si va diffondendo”.

    Piena solidarietà arriva anche da +Europa, con il coordinatore Mario Zamorani che plaude Tagliani “per avere riconosciuto una bellissima famiglia arcobaleno con due bellissime gemelle. Una delle due mamme in passato è anche stata candidata con i Radicali alle elezioni regionali”.

    Per Rifondazione comunista si tratta di una “intimidazione da Ventennio”, “un ignobile atto, a sfregio dell’intera collettività ferrarese e contraria ad ogni forma di democrazia e di legittimità costituzionale”. Rifondazione Comunista reputa “follia tutto ciò che alimenta odio ed intolleranza nei confronti di ciò che si considera “diverso” e nella retorica della “famiglia tradizionale”, il fascismo è generalmente riconoscibile in tutto ciò che non riconosce i diritti altrui”.

    La segretaria della Federazione Prc di Ferrara Stefania Soriani ritiene “inaccettabili le manifestazioni di omofobia e sosteniamo i provvedimenti messi in atto dal sindaco, relativamente al riconoscimento dei diritti delle coppie omogenitoriali e ricordiamo la necessità di far rispettare il reato di apologia del fascismo con lo scioglimento delle organizzazioni di matrice fascista, così come previsto nella nostra Costituzione”.

    Solidarietà a Tagliani arriva anche da Bologna, con il consigliere regionale di Sinistra Italiana Igor Taruffi che “esprime piena e totale solidarietà per l’intimidazione subita la scorsa notte. È allarmante che nel 2019 un partito che si definisce neofascista continui, indisturbato, a utilizzare metodi che oltrepassano i limiti e intaccano la vita privata. Recarsi a volto coperto presso l’abitazione del Sindaco è un atto vile oltre che grave. Tagliani non è solo nella battaglia per i diritti civili”.

    Sempre da Sinistra Italiana arriva la presa di posizione del consigliere comunale indipendente Leonardo Fiorentini, che parla di “un atto vile perchè si sono aggirati di notte per le vie del centro medievale della città, un po’ come fanno i topi (che però a differenza loro non si incappucciano). E’ un atto intimidatorio perchè non hanno esposto questo striscione in piazza, su un ponte o sotto lo scalone municipale: hanno deciso, e non è la prima volta che compiono atti simili, di colpire la residenza privata del sindaco, ricordando così metodi che non si usano in questa città da circa 74 anni”.

    “Ragazzata? Bravata? Gesto di poco peso?” si chiede il segretario generale della Cgil di Ferrara Cristiano Zagatti, che si risponde da solo: “No, un atto vile, vigliacco, ignobile come da migliore tradizione fascista. Gesto di chi a volto coperto sputa sulla democrazia, calpesta il confronto e infesta di puzzo acre, maleodorante, di fogna la società. Codardi che a viso coperto vogliono soffocare il confronto civile.
    Il cambiamento che qualcuno vuole per questa città”.

    Il blitz poi è “un attacco gravissimo” per il Gad – Gruppo Anti Discriminazioni, secondo il quale “Tagliani, che sicuramente non è digiuno di diritto, trascrivendo l’adozione di due gemelle nate da una coppia di lesbiche, ha solo fatto il suo dovere. La nostra piena solidarietà va a questa famiglia e a tutte le famiglie arcobaleno. Noi siamo dalla loro parte che è la nostra parte. E lo siamo a volto scoperto, perché, a differenza di qualcun altro, non dobbiamo vergognarci delle nostre idee”.

    Un atto infine “il cui “contenuto” non è degno di nessuna replica nel merito – commenta Famiglie Arcobaleno -, compiuto da un gruppo neofascista locale. Ancora una volta una intimidazione nei confronti di un rappresentante delle istituzioni che, nel pieno rispetto delle sue prerogative, è impegnato per allargare le tutele e i diritti a ogni tipo di famiglia presente sul territorio.

    In risposta al blitz di Forza Nuova, le associazioni lgbt ferraresi, insieme a numerose altre sigle, ha lanciato un appello, invitando tutta la cittadinanza a partecipare ad un sit-in domenica 20 gennaio alle ore 11 in Piazza del Municipio “per manifestare contro ogni espressione di odio e per la libertà, il riconoscimento e l’applicazione dei diritti fondamentali”.

  • forza nuova tagliani (FONTE ESTENSE.COM)

    Attacco di Forza Nuova: solidarietà al Sindaco Tagliani

    Dichiarazione di Leonardo Fiorentini, consigliere comunale indipendente per Sinistra Italiana sull’esposizione dello striscione di Forza Nuova a casa Tagliani.

    “Quattro sedicenti componenti del “dipartimento femminile” di Forza Nuova di Ferrara hanno compiuto un vile atto di intimidazione nei confronti del Sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani Sindaco. E’ un atto vile perchè si sono aggirati di notte per le vie del centro medievale della città, un po’ come fanno i topi (che però a differenza loro non si incappucciano). E’ un atto intimidatorio perchè non hanno esposto questo striscione in piazza, su un ponte o sotto lo scalone municipale: hanno deciso, e non è la prima volta che compiono atti simili, di colpire la residenza privata del Sindaco, ricordando così metodi che non si usano in questa città da circa 74 anni. La colpa del nostro Sindaco è quella di aver, giustamente, riconosciuto il vincolo familiare di alcuni bambini e bambine ferraresi con i loro genitori. Ovvero averne tutelato anagraficamente i rapporti affettivi e familiari. E’ quindi anche un atto contro quelle bambine e quei bambini, le loro famiglie e i loro diritti di crescere serenamente e gioiosamente nella nostra città.A Tiziano Tagliani e alla sua famiglia va tutta la mia solidarietà, personale e politica. Ai nostri concitttadini invece l’invito a non farsi ingannare da chi oggi inneggia alla novità, ma l’unico cambiamento che vuole è tornare indietro.”

  • Richiedenti asilo. Il Sindaco deve iscriverli all’anagrafe

    Presentata interpellanza sulla base di una interpretazione del decreto sicurezza che consente l’iscrizione dei richiedenti asilo nelle anagrafi comunali.

    L’iscrizione anagrafica è un diritto soggettivo, non a disposizione di una legge incostituzionale o di una circolare del Ministro degli Interni del momento. Il disegno criminogeno del sedicente decreto “sicurezza” è quello di spingere all’illegalità e alla marginalità i migranti, così da poterli rendere oggetto poi di una campagna elettorale. A partire dall’impossibilità di registrarsi all’anagrafe, sino all’espulsione dai percorsi di tutela umanitaria, Salvini prepara il campo alle sue scorribande mediatiche, incurante della sofferenza inflitta alle persone e dello Stato di Diritto.

    Ma in un parere legale molto argomentato curato dal Prof. Emilio Santoro e pubblicato sul sito de L’Altro Diritto viene data una interpretazione attenta al dettato costituzionale del sedicente decreto sicurezza. Questa sostiene che “i sindaci debbano continuare a fare le iscrizioni anagrafiche dei richiedenti asilo [in quanto] il Decreto Salvini non prevede l’abolizione del diritto dei richiedenti asilo di iscriversi all’anagrafe, ma solo l’abrogazione della procedura semplificata di iscrizione”. Per fortuna è in corso un dibattito a livello nazionale sulla costituzionalità del decreto e sull’applicabilità delle norme da parte dei Comuni. Numerosi Sindaci hanno annunciato di non voler applicare la norma che negherebbe la residenza alle persone richiedenti asilo, anche con l’intenzione di sollevare in sede giurisdizionale l’eccezione di costituzionalità della stessa.

    Ho quindi presentato nei giorni scorsi una interpellanza a Tiziano Tagliani Sindaco per chiedere cosa intende fare l’amministrazione rispetto all’iscrizione all’anagrafe nel nuovo quadro giuridico, anche alla luce del parere legale che ho allegato. Il parere è reperibile qui: http://www.altrodiritto.unifi.it/adirmigranti/parere-decreto-salvini.htm.

  • Auto ibride ed elettriche in zona pedonale e in Ztl.

    E’ stato questo il tema al centro del Question Time, in consiglio comunale. “A rischio c’è la mobilità dolce se non si interviene sull’emendamento del governo, in legge di bilancio, che ha introdotto il comma 103 che prevede questa possibilità” spiega il consigliere comunale, Leonardo Fiorentini di Sinistra Italiana.

    Da Telestense

    “Una norma che ha bypassato i regolamenti comunali e che, se non verrà stralciata al più presto, darà la possibilità alle automobili ibride, che a Ferrara nel 2017 erano già seicento, ed a quelle elettriche di circolare liberamente, ad esempio, in Piazza Municipale” continua Fiorentini che ha presentato una interrogazionein consiglio comunale.

    L’amministrazione comunale, per voce dell’assessore alla mobilità, Aldo Modonesi, si è impegnata a non modificare il regolamento: il divieto di accesso rimane per tutte le auto tranne che per quelle già autorizzate per la ztl ma, spiega Fiorentini, rimane il problema politico della modifica della norma.

  • Auto a sgommare in Piazza Municipale? no grazie

    A volte si scherza, come fosse uno spauracchio, sull’eventuale “arrivo dei barbari”. Poi si leggono i provvedimenti del Governo del cosiddetto cambiamento e si capisce che l’espressione comincia ad essere purtroppo più che attuale. Il Governo ha infatti previsto nella Legge di Bilancio, quella votata senza alcuna discussione con voto di fiducia negli ultimi giorni dell’anno scorso, di permettere “in ogni caso” l’ingresso alle auto ibride ed elettriche a ZTL ed Aree Pedonali previste dai Comuni.

    Una norma assurda, che consente a chiunque possegga un’auto a trazione anche solo parzialmente elettrica di entrare senza alcun titolo (o motivo reale) addirittura nelle aree pedonali. Una norma in contrasto con la ratio della normativa di tutela dei centri storici, di quella di tutela della qualità dell’aria e della sicurezza stradale. A Ferrara vorrebbe dire vedere quasi 600 auto (dati 2017) poter circolare un sabato pomeriggio di saldi in Bersaglieri del Po, Mazzini, Garibaldi e San Romano senza che nessuno possa fermarle. E poi magari vederle farsi una bella sgommata in Piazza Municipale.Perché se il tema è agevolare la transizione all’elettrico per la mobilità privata, la soluzione non è certo permettere ai SUV ibridi – che per dimensioni e motorizzazione consumano e inquinano quanto e più un’auto alimentata tradizionalmente – di entrare nei centri storici. Di fatto poi si promuove così un privilegio censuario, perchè anche la più piccola macchina elettrica o ibrida costa spesso molto di più, anche con gli incentivi governativi, dello stesso modello ad alimentazione fossile. Nei mesi scorsi abbiamo dibattuto anche in Consiglio Comunale sulla possibilità di permettere l’accesso alle sole ZTL ai veicoli elettrici. Era quella una discussione che – pur non convincendomi – forse poteva anche avere un senso, se limitata nel tempo, e visti i numeri molto limitati in ballo (6 auto elettriche nel nostro comune nel 2017).

    Ma oggi il Governo ha concesso alle vetture ibride ed elettriche di entrare addirittura nelle aree pedonali laddove, in teoria, anche le biciclette dovrebbero essere condotte a mano. Se ci aggiungiamo che la dotazione di fondi per la mobilità ciclabile è passata dai 372 milioni di euro per la rete ciclabile nazionale del Governo precedente ai 2 milioni per le “autostrade ciclabili” (pessimi anche nella forma) il quadro è chiaro. Attila forse non avrebbe fatto di peggio.

    Prendo atto del dietrofront di un Sottosegretario del M5S, che però conferma solo di governare a sua insaputa. Non sappiamo se, quando e come il provvedimento sarà abolito o modificato dai pentaleghisti. Nel frattempo è bene che il Comune trovi subito qualche escamotage per evitare il caos e salvare il nostro Centro Storico. Per questo ho presentato oggi un Question Time a cui sarà probabilmente data risposta già al prossimo consiglio comunale.

  • Interpellanza sull’impianto di riscaldamento dei campi da Tennis di Via Ortigara

    Interpellanza presentata a seguito del guasto dell’impianto di riscaldamento dei campi del Tennis Club Giardino.

    Il sottoscritto consigliere comunale

    PREMESSO

    che nel corso del 2018 il Tennis Club Giardino, gestore dei campi da Tennis di Via Ortigara ha verificato la necessità di completa sostituzione della caldaia che provvedeva al riscaldamento del pallone pressostatico in quanto gravemente ammalorata e pericolosa.

    RICORDATO

    • che i campi da Tennis in via Ortigara sono stati assegnati al Tennis Club Giardino nel corso del 2017, tramite bando pubblico, prevedendo un notevole impegno economico per la ristrutturazione degli spogliatoi, mentre la caldaia veniva definita funzionante e senza necessità di interventi;
    • che per posizione e funzione gli impianti sportivi di Via Ortigara sono molto importanti per mantenere viva socialmente una zona che sappiamo essere oggetto di criticità rispetto alla vivibilità urbana e la sicurezza.

    RILEVATO

    • che la sostituzione della caldaia è competenza dell’amministrazione comunale;
    • che le soluzioni messe in campo dall’amministrazione nelle scorse settimane si sono rivelate assolutamente tardive nei tempi ed insufficienti a garantire il riscaldamento minimo per la struttura che quindi, al momento e sino a data non definita, rimane chiusa.

    CONSIDERATO

    che questo genera non solo un problema organizzativo per il Tennis Club, costretto a trovare altre strutture per poter continuare la propria attività corsistica ed individuale, ma anche economico non potendo ammortizzare gli ingenti costi di ristrutturazione sostenuti per gli spogliatoi.

    INTERPELLA L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

    • al fine di chiedere:· che tipo di soluzione si pensa di adottare al fine di rendere funzionale la struttura, con quali costi e con quali tempi;·
    • se siano state messe in campo azioni per agevolare le attività del Tennis Club Giardino presso altre strutture comunali in gestione esterna.

    Ferrara, 28 dicembre 2018

    Il consigliere comunale
    Leonardo Fiorentini (SI)

  • Sulla criminalizzazione delle prostitute e il Regolamento di Polizia Urbana

    Interpellanza di Leonardo Fiorentini sullo stato di applicazione e gli effetti delle recenti modifiche al regolamento di Polizia Urbana.

    Ieri l’allarme lanciato dalle operatrici del Centro Donna Giustizia che in occasione della giornata mondiale contro la violenza alle sex workers che ricorre il 17 dicembre hanno denunciato l’aumento delle richieste di prestazioni sessuali senza uso del preservativo o addirittura forme di violenza “stealthing”, in cui il cliente si sfila o rompe appositamente il condom durante il rapporto, aumento delle forme di aggressione fisica e verbale in strada e delle vessazioni legate a “puttanofobia” o razzismo.

    Oggi ho presentato questa interpellanza, perchè rimango convinto che le modifiche fatte al nostro Regolamento di Polizia Urbana siano parte del problema di “criminalizzazione, stigmatizzazione e discriminazione” che rischia di “impedire l’accesso alla giustizia e ai servizi sociali e sanitari”. Vorrei infatti capire se le misure introdotte localmente siano state applicate e come siano state valutate da chi doveva farlo. Chiedo anche conto delle sanzioni rispetto all’”allarme panni stesi” (sono ironico, ndr) che aveva porta al divieto in centro storico e, più seriamente, rispetto alle multe ai locali che pur rispettando le norme del Regolamento del rumore sono stati sanzionati per i suoni “percepiti” in strada la cui valutazione di disturbo è stata fatta senza alcun sistema di misurazione (a differenza delle autorizzazioni ricevute).

  • Leonardo Fiorentini sfata il tabù: “La politica parli della cannabis”

    Leonardo Fiorentini sfata il tabù: “La politica parli della cannabis”

    Ilaria Baraldi: “La politica non ne parla in modo laico perché non sufficientemente informata”

    di Simone Pesci

    La cannabis torna a far parlare di sé. O, meglio, a far parlare di cannabis ci pensano, in un incontro tenutosi presso la libreria “Ibs + Libraccio”, Ilaria Baraldi, la Società della ragione e consigliera comunale del Pd, Luca Marola, ideatore Easyjoint, Franco Corleone, sottosegretario alla Giustizia fra il 1996 e il 2001 e Leonardo Fiorentini, consigliere comunale di Si e, soprattutto, curatore dei testi del libro “La cannabis fa bene alla politica”.

    Un titolo che è quasi una provocazione, nel senso che, come spiega Ilaria Baraldi, la politica “non riesce a parlare dell’argomento in modo laico perché non è sufficientemente informata”. Difatti, sottolinea Luca Marola, “in campagna elettorale ha parlato di cannabis, che fa meno male rispetto agli argomenti di repressione, solamente la lista radicale +Europa”.

    Che se ne sia parlato poco non stupisce più di tanto Franco Corleone. “Viviamo – afferma – un dibattito politico che rimuove gli argomenti definiti divisivi. Ovvero quelli che aumentano i livelli di intelligenza e che incrementano gli scambi in un dibattito. Su questo piano mi sento di dire che la crisi politica è dovuta a una crisi della cultura”.

    Corleone spende anche qualche parola sul volume “La cannabis fa bene alla politica”, definito da lui stesso un “manuale di informazione”, che aiuta a rompere i miti: “Quando si verifica che la canapa è terapeutica si sfata il mito che faccia male: anche l’aspirina fa morti, più della canapa, però la si prende”.

    Fiorentini illustra quello che è il volume, ovvero una serie di dati e di storie che raccontano come è cambiata, a livello globale, la visione della cannabis, che vede in America i suoi maggiori movimenti. “In Usa, che è un po’ una contraddizione perché è il primo paese al mondo per carcerazioni in larghissima parte dovute alle droghe, la cannabis è stata legalizzata in 8 stati per un referendum e in 1, il Vermont, per vie legislative”.

    Gli Stati Uniti, dunque, sono “il Paese più avanzato sulla legalizzazione”, ma non sono comunque gli unici, perché “l’Uruguay ha legalizzato la cannabis con una normativa rigida e statocentrica”, in Canada “se ne sta parlando” e in Nuova Zelanda “i Verdi, dopo aver sollevato la questione, hanno imposto un referendum al presidente”.

    Tutti questi paesi, comunque, hanno una cosa in comune, come rivela Fiorentini: “In Uruguay ha rivinto le elezioni il partito che ha legalizzato la cannabis, in Canada hanno vinto quelli che ne avevano parlato in campagna elettorale e in Nuova Zelanda i Verdi hanno avuto un boom”. La morale, è una sola: “La politica abbia il coraggio di parlare di questi argomenti, perché non è detto che faccia perdere voti”.

  • cannabis estense.com

    All’Ibs “La cannabis fa bene alla politica”

    All’Ibs “La cannabis fa bene alla politica”

    Con Leonardo Fiorentini si parlerà delle esperienze positive di regolamentazione

    Da Estense.com del 27 febbraio 2018

    Esperienze ormai consolidate e nuovi approcci sulla regolamentazione della cannabis, oltre il proibizionismo. Si parlerà di questo oggi, martedì 27 febbraio, alle 17.30, alla libreria Ibs+Libraccio, per la presentazione del libro “La cannabis fa bene alla politica”, con Leonardo Fiorentini, autore di alcuni testi. Con lui ci saranno il curatore Franco Corleone, Luca Marola ed Elisabetta Biavanti del comitato Pazienti Cannabis Medica. Presenta Ilaria Baraldi.

    Le politiche sulla cannabis sono in evoluzione in tutto il mondo. L’Uruguay e 9 Stati Usa hanno legalizzato quella ricreativa; il Canada si appresta a farlo, mentre le esperienze di Olanda e Portogallo sono note. In questo contesto internazionale appare evidente che la questione cannabis non sia più argomento tabù per la politica.

    Questo volume presenta una rassegna degli ultimi progressi legislativi, politici, parlamentari e di ricerca relativi alla cannabis in Italia. Allo stesso tempo, perché il proibizionismo è un “male” globale, presenta anche una panoramica di cosa si muove sul versante riformatore, principalmente nelle Americhe, con la speranza che le positive esperienze di legalizzazione sia dal punto di vista dei consumi, dei riflessi sociali ed economici, aiutino un processo di presa di coscienza che già attraversa tutte le generazioni.

  • cannabis nuova ferrara

    Cannabis, un libro per riaprire il dibattito politico in Italia

    cannabis nuova ferraraCannabis, un libro per riaprire il dibattito politico in Italia
    Fiorentini ha raccolto in un volume gli studi e le leggi nei Paesi dove è libera. «I dati sono inequivocabili: in calo i giovani che ne fanno uso e i reati violenti»
    Davide Bonesi da la Nuova Ferrara del 27 febbraio 2018
    Il dibattito sulla cannabis è molto lontano dall’essersi placato e c’è chi fa di tutto per tenere alta l’attenzione sull’argomento. Fra questi da anni è impegnato Leonardo Fiorentini (consigliere comunale di Sel), che ha raccolto dati e leggi relativi alla situazione in tutto il mondo sull’uso della cannabis, pubblicati nel volume La cannabis fa bene alla politica (Reality Book), presentato per la prima volta oggi pomeriggio a Ferrara.In Europa sono noti i casi di Olanda e Portogallo, negli Usa sono sempre più numerosi gli Stati che stanno modificando le proprie leggi, poi ci sono l’Uruguay, da poco il Canada ed a breve la Nuova Zelanda. Insomma, non propriamente il terzo mondo. Ma sono i dati che emergono in questi Paesi a rafforzare la teoria di Fiorentini: «Laddove la cannabis è stata legalizzata – spiega -, per uso terapeutico in primo luogo ma anche per l’uso creativo, i risultati complessivi sono migliori rispetto ai Paesi dove vige un divieto. D’altronde, proprio dove è vietata si sa che reperirla è molto semplice, ma innesca problemi legati allo spaccio e alla violenza. L’esempio più importante arriva dagli Stati Uniti: studi effettuati nelle nazioni dove è stata legalizzata dimostrano che negli adolescenti – ovvero la categoria dove ci possono essere maggiori rischi di effetti negativi legati all’abuso – l’utilizzo è diminuito. Inoltre, negli Stati americani dove è legalizzata i reati violenti sono in calo del 15%, mentre proprio in California la chiusura dei dispensari (dov’era facile reperire cannabis per usi che non erano terapeutici) ha visto aumentare i reati». Negli Usa proprio in California c’è stata la prima legalizzazione per uso terapeutico ormai nel lontano 1996, da allora allargato in totale a 30 Stati. Colorado e Oregon i primi a legalizzare la vendita commerciale, nel 2014, numero salito attualmente a quota 9. Ma l’esempio più vicino a noi resta ovviamente l’Olanda, dove il dibattito è sempre aperto: «Dagli anni ’70 la cannabis è disponibile nei coffee shop, ma nel complesso è tollerata, non legalizzata. Negli anni ci sono stati tentativi dei governi che si sono alternati di restringere le aree per i turisti, fermo restando le distanze minime da scuole e altri luoghi sensibili. Questo è poi il principio valido in tutti i Paesi dov’è legalizzata ed anche in Italia tutte le proposte partono da questo presupposto necessario». Altro aspetto presente nel volume da Fiorentini è quello legato al dato in calo relativo alle morti per overdose nei Paesi dove è stato legalizzato l’uso creativo, «perché dove non si trovano gli oppiacei è facile che chi ha problemi di droga ne vada a cercare di più pesanti, tipo l’eroina».L’obiettivo del libro è facile da immaginare: «Premesso che questa presentazione nulla ha a che vedere con la campagna elettorale – risponde Fiorentini -, quello che conta per me è che di questo argomento si possa parlare liberamente nell’attuale dibattito pubblico. In fondo, in Canada la legalizzazione della cannabis è servita a Justin Trudeau per diventare primo ministro, mentre in Nuova Zelanda la fresca neo primo ministro, Jacinda Ardern, ha accettato di aprire alla legalizzazione. Insomma, è un tema che può valere tanto…». (d.b.)