• Risoluzione sulla variazione di bilancio 2015

    Il consiglio comunale di Ferrara riunito in data 26 maggio 2015 in occasione dell’approvazione della delibera sulle Variazioni al Bilancio di Previsione 2015 e al Bilancio Pluriennale 2015-2017

    Premesso

    che il Comune di Ferrara avendo approvato il proprio bilancio nei tempi previsti dalla normativa ordinaria, ovvero prima della definitiva approvazione della legge di stabilità, è ora costretto ad intervenire con una manovra in variazione.

    Considerato

    che negli ultimi anni i governi – tecnici e politici – che si sono succeduti hanno tutti puntualmente e progressivamente tagliato i trasferimenti agli enti locali, comprimendo la capacità di spesa corrente e di investimento delle amministrazioni periferiche, al fine del rispetto dei vincoli di bilancio concordati con l’Unione Europea.

    Considerato inoltre

    • che in questi anni il Comune di Ferrara ha ridotto sensibilmente sia la propria spesa corrente (quella discrezionale di circa il 22%) che il debito (29% circa), arrivando ad un riequilibrio economico del bilancio e liberando progressivamente risorse mantenendo sostanzialmente invariati, fra mille difficoltà, i servizi.
    • che queste poche risorse recuperate, derivanti da percorsi virtuosi di buona gestione, sono state in gran parte assorbite da tagli che non hanno mai tenuto conto di percorsi di risanamento, ma che hanno semplicemente scaricato su Comuni ed enti locali incrementi di spesa a livello centrale.
    • che anche la legge del 23/12/2014, n. 190 (legge di stabilità 2015) ha previsto un taglio alle assegnazioni ai Comuni del Fondo di solidarietà comunale 2015, mentre ulteriori tagli sono previsti per effetto del DL 66/2014 (80 euro);

    Rilevato

    che secondo la Banca d’Italia nel corso del 2014 “il debito delle Amministrazioni centrali è cresciuto di 75,6 miliardi, a 2.035,6, mentre quello delle Amministrazioni locali è diminuito di 9,4 miliardi, a 99,2; il debito degli Enti di previdenza è rimasto sostanzialmente invariato”;

    Rilevato inoltre

    che il Patto di Stabilità, confermato anche dal governo in carica, nelle sue eccentriche modalità di applicazione di fatto mette gli enti locali nell’assurda situazione di non poter spendere le poche risorse disponibili, paralizzando di fatto l’attività di investimento a livello locale, utile anche in funzione anticiclica in questo momento di crisi.

    Riconoscendo

    nel federalismo fiscale un principio cardine di un miglior governo della cosa pubblica, volto alla responsabilizzazione delle amministrazioni locali e per la loro efficienza, nonché per la capacità di controllo da parte dei cittadini.

    Condanna

    il processo di scaricamento sulle amministrazioni periferiche degli oneri del risanamento del bilancio dello Stato avvenuto in questi anni, nonché la tacita assegnazione agli enti locali, Comuni in primis, del ruolo di esattori conto terzi.

    Auspica

    che i parlamentari ferraresi si adoperino perché nella nuova legge di stabilità vi sia un riequilibrio negli sforzi di bilancio del sistema pubblico italiano, garantendo un reale federalismo fiscale che garantisca un gettito ai Comuni tale da assicurare che vi siano le risorse necessarie a garantire i servizi, margini di flessibilità di cassa che permettano di procedere ad investimenti di cui sia già garantito l’equilibrio economico (ed ai relativi pagamenti in corso d’opera) e che infine favorisca e non penalizzi i percorsi virtuosi di risanamento dei bilanci locali.

    Chiede al Sindaco e alla Giunta

    di adoperarsi tramite l’Anci per avviare una forte iniziativa politica presso il Governo perché la definizione della nuova Local Tax avvenga in modo condiviso con le amministrazioni locali, garantendo livelli di entrate adeguati ai servizi offerti, agibilità sul fronte degli investimenti, favorendo gli enti che sono intervenuti virtuosamente sui propri bilanci e non incidendo ulteriormente sulla pressione fiscale dei cittadini.

    Approvata a larga maggioranza (favorevole PD, SEL, FC astenuta l’opposizione)

     

  • Ordine del giorno su ricerca e coltivazione nonchè sfruttamento idrocarburi nel territorio provinciale

    Al Sig. Sindaco

    Al Sig. Presidente del Consiglio Comunale

    Oggetto: Ordine del giorno su ricerca e coltivazione nonchè sfruttamento idrocarburi nel territorio provinciale.

    Il Consiglio Comunale di Ferrara

    Premesso

    – che il 18 marzo u.s. . è stato presentato a Bologna da Assomineraria in collaborazione con Confindustria Emilia-Romagna, alla presenza di istituzioni, rappresentanti delle imprese, sindacati, e stakeholder. lo studio del RIE, Ricerche Industriali ed Energetiche, su “La coesistenza tra idrocarburi e territorio in Italia” il gruppo di lavoro bolognese – sotto la guida del Prof. Alberto Clô – ha pubblicato il primo lavoro di approfondimento regionale sulla questione territorio-idrocarburi, concentrandosi sull’Emilia Romagna

    – che “Le dichiarazioni dei Presidenti di Assomineraria e Confindunstria emilia- romagna   mettono in evidenza che le attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi non hanno avuto né hanno alcuna relazione con gli eventi sismici”. non ci tranquillizzano anzi non affrontano il problema nella giusta ottica.

    – che il Consiglio Comunale di Ferrara ribadisce la sua posizione espressa anche in seno al Consiglio Comunale di Ferrara attraverso l’approvazione, il 27 ottobre 2014, dell’ odg PG 96614 che richiedeva la modifica dell’art 38 del DL 133/2014 “Sblocca Italia”in quanto l’articolo in questione riporta in capo ai Ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico il potere decisorio sulle autorizzazioni ambientali e vincola le concessioni in terra a generiche intese con le regioni interessate esautorando di fatto la pianificazione locale e regionale, riducendo i tempi di consultazione e di decisione sui territori.

    Considerato

    – che la ricerca e la coltivazione di idrocarburi nonchè l’attività del rigassificatore posto nel mare di fronte a Porto levante (Ro) producono impatto sull’attività agricola e piscatoria della nostra provincia;

    – che in particolare il nostro sistema territoriale ferrarese, soggetto a fenomeni di subsidenza conclamata e alla necessità di provvedere al sollevamento meccanico delle acque supèrficiali, potrebbe essere messo a dura prova. Infatti la Pianura Ferrarese è un’area già interessata da fenomeni di subsidenza che generano e acuiscono criticità territoriali, quali: allagamenti di aree recentemente bonificate; generano maggiore vulnerabilità nei confronti di fenomeni alluvionali, aumentano i costi di mantenimento delle aree bonificate, danneggiamento di infrastrutture e riduzioni della capacità agricola delle aree coltivate.

    Pertanto il Consiglio comunale di Ferrara

    Invita il Sindaco e la Giunta

    – a ribadire   le posizioni già assunte, negli anni passati sia dal Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara, sia dal Comune di Ferrara di forte preoccupazione e contrarietà rispetto all’attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi nel nostro territorio sollecitando la Regione a prendere posizione in merito;

    – a farsi promotore, in qualità di Presidente della Provincia, presso i restanti Comuni del territorio ferrarese della presentazione di un ordine del giorno che ribadisca la forte preoccupazione e contrarietà rispetto alla tematica suddetta;

    – a farsi promotore affinchè la Giunta regionale prenda posizione nei confronti della Regione Veneto e del Ministero dell’Ambiente per quanto concerne l’impatto del Rigassificatore di Porto Levante sull’ecosistema marino dell’Alto Adriatico.

    I Consiglieri Comunali PD, SEL, FC

  • Ordine del giorno per rimpatrio spoglie Burci

    Ferrara, 24 marzo 2015

    PG 30056/2015

    Al Signor Sindaco

    Al Signor Presidente del Consiglio

     

    Oggetto: ordine del giorno per rimpatrio spoglie Burci.

    PREMESSO CHE

    • In data 21 marzo del 2008 il corpo carbonizzato di Paula Burci, ragazza rumena di 19 anni, venne ritrovato nella zona golenale di Zocca di Ro; la ragazza era stata avviata alla prostituzione appena giunta in Italia, poco tempo prima; le successive indagini operate da carabinieri e squadra mobile di Ferrara portarono all’arresto di due persone sospettate del cruento omicidio, Sergio Benazzo, idraulico rodigino, e Gianina Pistroescu, prostituta rumena, gli stessi sfruttatori,
    • il successivo processo per omicidio volontario pluriaggravato e distruzione di cadavere dimostrerà come Paula Burci venne costretta a prostituirsi dai suoi aguzzini sulle strade di Ferrara,
    • la ragazza tentò di fuggire da quella vita e per questo venne massacrata con incredibile violenza e crudeltà, con calci, pugni, martellate e infine bruciata viva
    • che il 17 luglio 2012 la Corte d’Assise di Ferrara condannò i due imputati all’ergastolo, verdetto confermato il 7 giugno 2013 dalla Corte d’Assise d’Appello di Bologna
    • che il 16 luglio 2014 la Cassazione ha annullato quel verdetto a causa di una eccezione di competenza territoriale e che in conseguenza della decadenza dei termini di custodia cautelare i due omicidi sono stati scarcerati (oggi sono sottoposti all’obbligo di dimora e di firma)
    •  che quanto sopra riportato non rende certo giustizia alla morte di Paula Burci e anzi aumenta il dolore dei famigliari della ragazza, come testimoniato direttamente dal fratello della vittima, Aurelian Burci, giunto a Ferrara per vedere dove è sepolta la sorella
    •  che i resti del corpo di Paula Burci sono sepolti nel cimitero degli indigenti a Mizzana
    •  che la famiglia della ragazza ha espresso il desiderio di poter far tornare in patria, a Segarcea, in Romania, le spoglie di Paula Burci

    CONSIDERATO CHE

    è stata depositata in Senato una interrogazione rivolta al Ministro della Giustizia Orlando (a firma, tra gli altri, Puppato, Bertuzzi, Idem, Lo Giudice) per chiedere un intervento e una valutazione sulla legislazione che approfondisca gli effetti di un vizio di forma come l’incompetenza territoriale

    TENUTO CONTO

    • dell’impegno contro la tratta degli esseri umani che questa Amministrazione sta portando avanti negli anni, come dimostra la consegna del Premio Pace Città di Ferrara a Isoke Aikpitanyi, e la costante e proattiva attenzione per i fatti di cronaca che evidenzino la difficoltà e la disperazione nella quale sono costrette a vivere le persone sole ed emarginate
    • altresì della recente costituzione della Commissione Pari Opportunità in seno al Consiglio Comunale di Ferrara, segnale di evidente e costante interesse e impegno delle istituzioni circa i temi della violenza contro le donne e di tutte le situazioni di disparità la cui rimozione sta alla base del principio delle pari opportunità

    IL CONSIGLIO COMUNALE
    IMPEGNA
    IL SINDACO E LA GIUNTA

     A valutare la possibilità di sostenere, in tutto o in parte, come Amministrazione di Ferrara, le spese per l’espatrio della salma di Paula Burci, come segno di civiltà e ultimo, piccolo, riconoscimento alla dignità umana di una ragazza di 19 anni che la società non ha saputo difendere e alla quale il sistema giudiziario, ad oggi, non ha saputo rendere giustizia.

    I Consiglieri Comunali, componenti della Commissione Pari Opportunità:

    Gruppo P.D.

    Marescotti Deanna

    Baraldi Ilaria

    Soriani Elisabetta

    Maresca Dario

    Turri Pietro

    Vitellio Luigi

     

    Gruppo S.E.L.

    Fiorentini Leonardo

     

    Gruppo Ferrara Concreta

    Bova Alberto

     

    Gruppo F. I.

    Peruffo Paola

    Fornasini Matteo

     

    Gruppo M5S

    Mantovani Silvia

    Bazzocchi Alessandro

     

    Gruppo Fratelli d’Italia – A.N.

    Spath Paolo

     

    Gruppo Lega Nord Padania

    Cavicchi Giovanni

     

    Gruppo G.O.L.

    Rendine Francesco

  • Ordine del Giorno sull’adesione alla campagna “Un’altra difesa è possibile”.

    PG 28938/15 – Ordine del Giorno sull’adesione alla campagna “Un’altra difesa è possibile”.

    Il consiglio Comunale di Ferrara, riunito in data _________________________

    Premesso che

    L’Art. 11 della Costituzione Italiana recita “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

    L’art. 52 della Costituzione Italiana recita “La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino.

    Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge. Il suo adempimento non pregiudica la posizione di lavoro del cittadino, né l’esercizio dei diritti politici. L’ordinamento delle Forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica.

    A partire dalla sentenza 184/85 della Corte Costituzionale, ripresa dalla sentenza della stessa Corte 228/2004, la giurisprudenza stabilisce che la difesa della Patria prevista dall’articolo 52 della Costituzione è concretizzabile in varie modalità; quella prettamente armata e militare è solo una delle possibili, accanto a varie forme di difesa civile. Oltre a quello dei pronunciamenti generali, anche sul piano legislativo (dapprima con la legge 230/98 “Nuove norme in materia di obiezione di coscienza” e poi con la legge 64/2001 “Istituzione del Servizio Civile Nazionale”) si è ormai consolidata stabilmente nel nostro ordinamento da oltre venti anni la pluralità dei modi di difendere la Patria.

    In ambito Europeo l’Italia ha sottoscritto il Trattato che adotta una Costituzione per l’Europa che sottolinea nell’articolo I-3 come obiettivi dell’Unione quello “di promuovere la pace, i suoi valori e il benessere dei suoi popoli” e aggiunge come all’interno delle relazioni “con il resto del mondo l’Unione afferma e promuove i suoi valori e interessi. Contribuisce alla pace, alla sicurezza, allo sviluppo sostenibile della Terra, alla solidarietà e al rispetto reciproco tra i popoli, al commercio libero ed equo, all’eliminazione della povertà e alla tutela dei diritti umani, in particolare dei diritti del minore, e alla rigorosa osservanza e allo sviluppo del diritto internazionale, in particolare al rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite”.

    Tenuto conto

    che è in corso la raccolta firme per una legge di iniziativa popolare per l’Istituzione del Dipartimento per la Difesa Civile Nonviolenta all’interno del Ministero della Difesa.

    Considerato che

    Lo Statuto del Comune di Ferrara all’articolo 4 comma 2, lettera b recita: “individua nella pace un bene essenziale per tutti i popoli e indica nel rispetto rigoroso dei diritti democratici, politici e umani la condizione indispensabile atta a preservarla; a questo fine promuove e divulga iniziative culturali di ricerca, di educazione e di informazione tese a fare del territorio comunale un luogo di pace che sappia favorire forme concrete di cooperazione internazionale, anche con le Associazioni che promuovono i valori della pace e della solidarietà internazionale”.

    Nel corso degli anni, il Consiglio Comunale di Ferrara si è più volte espresso a favore della pace, sia prendendo posizioni su difficili e drammatiche crisi internazionali pronunciandosi affinchè alle armi e alla violenza si sostituissero il dialogo e le trattative, che ribadendo la priorità della difesa dei diritti umani e della via diplomatica nella risoluzione dei conflitti.

    Questo Consiglio Comunale il 30 giugno 2014 ha approvato un Ordine del Giorno in merito al riconoscimento internazionale del diritto umano alla pace.

    Il Comune di Ferrara fa parte del coordinamento nazionale degli Enti Locali per la Pace.

    Impegna il Sindaco e la Giunta

    Ad aderire e sostenere la Campagna “Un’altra difesa è possibile”, promossa dalle reti nazionali del movimento per la pace, la nonviolenza, il disarmo, il servizio civile facilitando la raccolta di firme per la Proposta di Legge di iniziativa popolare “Istituzione e modalità di finanziamento del Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta” annunciata nella GU 153/2014.

    A richiedere al Governo italiano una concreta diminuzione degli stanziamenti per spese militari (previsti nel 2015 per circa 23,5 miliardi di euro) per sostenere un aumento dello stanziamento al servizio civile nazionale (per il 2015 fermo a 155 milioni di euro) e alla cooperazione internazionale decentrata con l’obiettivo di sostenere i percorsi di crescita nei paesi in difficoltà, anche di carattere culturale, educativo e per la promozione dei diritti umani, allacciando e tessendo relazioni e contatti volte alla crescita delle comunità locali.

    A sostenere nelle sedi opportune e presso il governo la completa affermazione del processo di difesa europea in linea con le definizioni sancite nel trattato di Lisbona nel 2009 che rafforza la competenza dell’Unione in materia di politica comune di sicurezza e difesa così come riprese nel 2013 dal Consiglio Europea che ha ulteriormente sancito la necessità di una politica di difesa europea.

    A informare il Comitato promotore della campagna dell’adesione dell’Ente.

    Ferrara, 23 marzo 2015

    Primo firmatario Leonardo Fiorentini

    Odg approvato con 23 fav (SEL, PD, Ferrara Concreta, M5S) e 7 no (FI, FdI, Lega Nord, GOL)

  • Energy Zero Building

    Ordine del Giorno sull’incentivazione degli “Edifici a energia quasi zero

    Il consiglio comunale di Ferrara riunito in data ____________

    PREMESSO

    • che il settore edilizio anche nella nostra città risulta da alcuni anni in forte crisi;
    • che la crisi, dovuta anche a fattori internazionali, è aggravata dall’eccesso di offerta immobiliare di nuova e vecchia costruzione
    • che la Direttiva 2010/31/CE nel quadro degli obiettivi dell’Unione rispetto al piano di riduzione delle emissioni in atmosfera ha previsto l’obbligo entro il 1 gennaio 2021 per tutto il settore privato di costruire nuovi edifici esclusivamente secondo gli standard NZEB (Near Zero Energy Buildings, Edifici a energia quasi zero);
    • che tale obbligo scatta il 1 gennaio 2018 per gli edifici pubblici;
    • che il PAES adottato dall’Associazione di Comuni “Terre Estensi” prevede che il 65% della diminuzione totale di CO2 prevista con il Piano derivi da attività di efficientamento energetico degli edifici;

    TENUTO CONTO

    • che tale momento di crisi può essere più facilmente superato puntando sull’innovazione, sulla qualità e sulla sostenibilità delle tecniche di costruzione e ristrutturazione approfittando anche dei nuovi standard definiti a livello europea;
    • che risultano numerosi gli alloggi di recente costruzione inutilizzati, mentre una buona fetta del costruito della nostra città, risalente agli anni della ricostruzione post-bellica (ma non solo) necessita interventi di riqualificazione edilizia ed energetica;
    • che restano grandi vuoti urbanistici all’interno della città la cui riqualificazione è da considerare prioritaria rispetto al consumo di ulteriore territorio.

    CONSIDERATO

    • che appare necessario prevedere un sistema di oneri e costi di costruzione coerente con la necessità di incentivare da subito tale tipo di progettazione, sia per abbassare nel breve termine il costo finale di tali edifici sia per indirizzare il tessuto imprenditoriale locale nella transizione verso costruzioni e soluzioni oggi innovative ma presto (2021) obbligatorie;
    • che tale obbligo dell’Unione Europea, pur non essendo applicabile agli edifici esistenti, pone all’attenzione dell’amministrazione – in coerenza con il proprio PAES – la necessità di trovare soluzioni per incentivare la riqualificazione urbanistica e del patrimonio edilizio esistente anche tramite interventi di alleggerimento degli oneri e dei costi di costruzione laddove previsti
    • che il RUE già prevede incentivi in termini di maggiore superficie utile per interventi che migliorino l’efficienza energetica degli edifici costruiti rispetto ai requisiti resi già obbligatori dalle norme.

    Si impegna il Sindaco e la Giunta

    • a valutare l’applicazione di riduzioni sia per quel che riguarda il nuovo costruito sia per quel che riguarda la ristrutturazione edilizia e urbanistica, proporzionali rispetto alla qualità energetica dei nuovi edifici e al miglioramento di prestazione energetica per le ristrutturazioni e progressive rispetto alla scadenza del 2021;
    • di favorire con tutte le ulteriori azioni possibili gli interventi di riqualificazione energetica sul costruito e nei comparti di riqualificazione urbanistica;
    • ad attivare gli uffici tecnici interni ed esterni perché tutti i progetti per nuovi edifici pubblici – così come quelli di edilizia residenziale realizzati per conto del Comune da ACER o quelli delle società partecipate – siano realizzati con gli standard NZEB.

    Leonardo Fiorentini (SEL)
    Tommaso Cristofori (PD)
    Vito Guzzinati (PD)

  • Mozione per l’istituzione dell’Albo degli spalatori (di neve)

    Mozione presentata dal consigliere Leonardo Fiorentini che andrà in discussione il 22 dicembre 2014.

    Il Consiglio comunale di Ferrara riunito in data ________________________

    Premesso

    che il Comune ogni anno predispone il Piano Neve da parte del Settore Opere pubbliche e Mobilità che ne gestisce le operazioni tramite una Centrale Operativa in servizio 24 ore su 24 in caso di precipitazioni nevose;

    Tenuto conto

    – che l’articolo 12 del Regolamento di Polizia Urbana obbliga “i conduttori, i proprietari residenti, e gli amministratori di qualsiasi stabile, i titolari di attività commerciali, artigianali e di pubblici esercizi, sono chiamati reciprocamente a collaborare alla spazzatura della neve dai marciapiedi e dai sottoportici, lungo tutto il fronte prospiciente alle relative attività o pertinenze”;

    – che nonostante l’obbligo regolamentare sono frequenti i casi di marciapiedi che non sono liberati dalla neve, vuoi per ignoranza delle norme, vuoi per impossibilità fisica (come può accadere ad esempio gli anziani soli) o per “indeterminatezza pratica” della responsabilità (si pensi ai condomini);

    – che spesso bastano piccoli sforzi aggiuntivi e volontari rispetto agli obblighi regolamentari per liberare prontamente interi marciapiedi, passaggi pedonali, piste ciclabili e percorsi prioritari per l’accesso ai servizi essenziali (Scuole, Farmacie, Uffici Postali etc) che in alcuni casi, vista l’estensione della rete stradale comunale, rimangono anche per giorni innevati;

    – che non sempre i cittadini hanno la possibilità di immagazzinare in casa strumenti e prodotti (pale e sale, ad esempio) utili a liberare dalla neve.

    Considerato

    • utile e necessario, in un’ottica di gestione partecipata e solidale dei beni comuni, provvedere a censire le disponibilità da parte dei cittadini rispetto a garantire un “pronto intervento” volontario e gratuito per la pulizia dalla neve e dal ghiaccio dei marciapiedi, delle piazze e dei percorsi pedonali e ciclabili anche al di là dei propri obblighi;
    • che tali disponibilità, potrebbero rappresentare una sorta di rete di protezione civile “morbida” diffusa e solidale, permettendo all’amministrazione di individuare eventualmente anche riferimenti certi per determinate vie o determinate strutture (pubbliche o private);
    • che l’amministrazione potrebbe utilizzare tale censimento per costituire un albo i cui iscritti potrebbero essere avvertiti celermente rispetto alle allerte metereologiche, messi in contatto con i volontari più prossimi, e quindi intervenire con maggiore efficacia in caso di nevicate;

    Impegna il Sindaco e la Giunta

    • a presentare una proposta al Consiglio per l’istituzione di un “Albo degli spalatori” che raccolga i soggetti disponibili a offrire la propria opera volontaria e gratuita in caso di nevicate;
    • a verificare la possibilità di garantire loro, nell’espletamento degli interventi volontari a favore della città, una minima copertura assicurativa a carico dell’amministrazione;
    • a mettere a disposizione dei volontari, laddove possibile e necessario, tramita la Centrale Operativa informazioni e mezzi per intervenire in modo coordinato, veloce ed efficace.
  • Energia e Agenda Digitale, gli emendamenti di SEL al Bilancio del Comune di Ferrara

    Sono due gli emendamenti al Bilancio 2015 del Comune di Ferrara presentati da Leonardo Fiorentini, consigliere comunale eletto come indipendente nelle liste di Sinistra Ecologia e Libertà, ed ammessi alla discussione ed al voto in occasione delle sedute dedicate all’approvazione del preventivo dell’Amministrazione comunale.

    Il primo emendamento vuole istituire una apposita azione dedicata agli interventi sull’efficienza energetica sul bilancio corrente dell’Assessorato all’Ambiente. “Sono anni – commenta Fiorentini – che il Bilancio dell’Assessorato all’Ambiente del Comune subisce tagli. Credo sia importante dare un segnale di inversione di tendenza, e credo sia importante farlo puntando su iniziative sulle quali l’amministrazione credo dovrà riuscire a far la differenza nei prossimi anni”. “Il Patto dei Sindaci, e comunque gli impegni presi dal nostro paese e dall’Unione Europea per la riduzione delle emissioni, ci chiede di promuovere direttamente e indirettamente azioni volte al risparmio energetico anche a livello locale. Peraltro – chiude sul tema Fiorentini – proprio queste azioni potranno essere propedeutiche per l’accesso ai nuovi fondi regionali FESR”.

    Il secondo invece prevede un nuovo stanziamento che vuole “dare gambe alle iniziative dell’Agenda Digitale locale avviata nelle ultime settimane dal Comune grazie a fondi regionali”. “In particolare – continua il consigliere ecologista – appare necessario per dare respiro alle azioni che saranno proposte dal percorso partecipato che sarà avviato il prossimo anno. Ipotizzo l’apertura di un bando di co-finanziamento aperto a imprese, associazioni e scuole che possa quindi mettere in moto anche altre risorse non pubbliche. E importante – viste le continue promesse non mantenute a livello nazionale – cominciare almeno ad avviare attività proposte dal basso volte alla diffussione della conoscenza, della cultura e della consapevolezza nell’uso degli strumenti digitali da parte dei cittadini, a partire da quelli con più ritrosia all’uso del computer come gli anziani, sino a quelli più disinvolti, a volte troppo, per i quali ad esempio potrebbero essere utili azioni per l’uso consapevole dei social network”.

    Scarica gli emendamenti: emendamenti_2014.pdf.

     

     

  • ttip approvata mozione a Ferrara

    Mozione sul Partenariato Trans-Atlantico su commercio e investimenti (TTIP)

    E’ stata approvata a larga maggioranza nel Consiglio comunale del 25 novembre 2014 una mozione sul Partenariato Trans-Atlantico su commercio e investimenti (TTIP).
    Il documento, presentato dal Movimento 5 Stelle, è stato approvato dopo l’approvazione degli emendamenti presentati dal gruppo SEL e PD e accettati dai proponenti.

    Qui potete scaricare gli emendamenti proposti da SEL: emendamenti ttip.pdf

    Qui potete scaricare gli emendamenti proposti dal PD: emendamenti-ttip-pd.pdf

    Qui sotto trovate il testo definitivo del documento approvato e la registrazione video del dibattito in Consiglio comunale

    Mozione sul Partenariato Trans-Atlantico su commercio e investimenti (TTIP)

    IL CONSIGLIO COMUNALE DI FERRARA

    Premesso che

    • nel giugno 2013, il presidente degli Stati Uniti Obama e il presidente della Commissione europea Barroso hanno lanciato ufficialmente i negoziati su un Partenariato Trans-Atlantico su commercio e investimenti (TTIP);
    • tali negoziati sono tuttora in corso, nella più totale opacità e segretezza, con l’obiettivo di concluderne l’iter entro la fine del 2015;
    • l’obiettivo prioritario di tale Partenariato parrebbe essere quello dell’eliminazione di tutte le barriere “non tariffarie”, ovvero le normative che limitano la piena libertà d’investimento e i profitti potenzialmente realizzabili dalle società transnazionali a est ed ovest dell’oceano Atlantico;
    • il Partenariato in corso di negoziazione prevederebbe addirittura il diritto per gli investitori transnazionali di citare in giudizio, presso un tribunale arbitrale creato ad hoc (ISDS, Investor-State Dispute Settlement) i governi sovrani e le autorità locali, qualora le loro società subissero perdite, anche potenziali, di profitti in seguito a decisioni di politica pubblica adottate dalle autorità medesime;

    Tenuto conto che

    • già in passato trattative e accordi economici, ad esempio gli accordi WTO di fine anni ’90, avvenuti anch’essi tenendo all’oscuro i luoghi di decisione democratica e l’opinione pubblica, hanno provocato processi di trasformazione economica non più governabili e quindi creato dissesti nei sistemi produttivi locali favorendo di fatto le grandi aziende multinazionali;
    • nel recente passato un grande movimento di opinione ha chiesto di riportare queste decisioni e questi processi nell’ambito delle decisioni democratiche, promuovendo politiche di globalizzazione dei diritti e non solo dei mercati.

    Considerato che

    • le cosiddette barriere “non tariffarie” altro non sono che norme volte alla tutela dei diritti dei lavoratori e dei cittadini, alla salvaguardia dei beni comuni, alla garanzia di standard per la sicurezza alimentare, per la tutela dell’ambiente e della dignità sociale;
    • il programma di deregolamentazione previsto dal TTIP mira a creare nuovi mercati con l’apertura dei servizi pubblici e dei contratti per appalti governativi alla concorrenza di imprese transnazionali, minacciando di provocare un’ulteriore ondata di privatizzazioni in settori chiave come la sanità e l’istruzione;
    • si ritiene necessario divulgare ulteriormente le direttive negoziali rese pubbliche dall’unione europea   il 9 ottobre 2014 e far conoscere la consultazione a mezzo web resa possibile dal 17 settembre al 15 dicembre 2014 aperta a tutti
    • il diritto degli investitori transnazionali a citare in giudizio i governi e le autorità locali, in seguito all’approvazione di norme e/o delibere di interesse generale che potrebbero pregiudicarne i profitti, costituirebbe un gravissimo ‘vulnus‘ democratico, un’inaccettabile compressione dell’autonomia delle autorità pubbliche e un’azione destrutturante sulla coesione sociale delle comunità territoriali;

    ESPRIME

    la propria preoccupazione nei confronti del Partenariato Trans-Atlantico su commercio e investimenti (TTIP), in corso di negoziazione tra Stati Uniti e Unione Europea e pertanto

    RITIENE

    • necessario monitorare la possibile lesione del principio costituzionale della sovranità delle autonomie locali, oltre che di quella dello Stato italiano e dell’Unione Europea
    • fondamentale un coinvolgimento dell’opinione pubblica e delle istituzioni rappresentanti i cittadini nelle trattative in corso, al fine di rendere trasparente il processo e condividerne o meno l’esito;

    IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

    1. ad intraprendere tutte le azioni di pressione di propria competenza volte a promuovere un processo di trasparenza rispetto alle trattative sul Partenariato TTIP, al fine di arrivare ad una decisione informata da parte del Parlamento Italiano e di quello Euorpeo e del Governo italiano sull’adesione o meno al TTIP;
    2. a promuovere, presso i cittadini del nostro territorio e presso tutti gli altri enti locali, azioni di sensibilizzazione e mobilitazione sul TTIP;
    3. ad inviare la presente deliberazione all’Anci, al Consiglio Regionale, al Consiglio dei Ministri, al Parlamento Italiano ed Europeo e alla Commissione Europea.

  • Approvato in Consiglio comunale a Ferrara l'odg contro lo Sblocca Italia

    Sblocca Italia: approvato l’odg presentato da Fiorentini

    Ordine del giorno su Rifiuti (e trivellazioni*) approvato con 24 voti a favore (SEL, PD, M5S) e 7 astensioni ieri in Consiglio comunale a Ferrara.

    Il Consiglio comunale riunito in data 27 ottobre 2014

    Premesso

    – che “Il decreto legge Sblocca Italia, approvato dalla Camera giovedì 23 ottobre, insieme a provvedimenti importanti dell’azione di Governo e del Parlamento, continua a contenere su energia e rifiuti e consumo del suolo, alcune scelte opposte e contrarie alla riduzione di impatti su ambiente e clima,”
    -che ai sensi della normativa nazionale e tenendo in considerazione la tutela del territorio e della salute dei cittadini la nostra Provincia si è data, sin dall’approvazione del primo Piano Rifiuti, l’obiettivo della progressiva riduzione dei rifiuti, del riuso, del riciclaggio e quindi dello smaltimento della sola parte residuale;
    – che tale programmazione ha previsto la progressiva chiusura delle discariche presenti nel territorio provinciale, degli impianti di smaltimento non più adeguati tecnologicamente e ha di fatto impostato la capacità di smaltimento dell’unico impianto di incenerimento provinciale sito nel Comune di Ferrara alla produzione di rifiuti non recuperabili dell’ambito della Provincia;

    Tenuto conto

    -che è in via di discussione in Parlamento la conversione in legge del decreto cosiddetto “Sblocca Italia” che al suo interno contiene sia l’articolo 35 che dichiarando “infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale” gli impianti di incenerimento esautora gli Enti Locali dalla programmazione in tema di rifiuti, che l’articolo 38 il quale interviene per la modifica delle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi e per le procedure di stoccaggio sotterraneo di gas naturale, in maniera indistinta e senza alcuna pianificazione preventiva in materia di ricerca ed estrazione;

    Tenuto conto altresì

    -che negli anni passati il Comune, la Provincia e i cittadini di Ferrara non si sono mai sottratti a prestare solidarietà ad altre realtà che stavano affrontando situazioni di emergenza nella gestione di rifiuti;
    -che se il nostro Paese vorrà veramente assumere un ruolo a livello Europeo, dovrà non solo rispettare le Direttive Europee, ma incentivare la raccolta differenziata dei Rifiuti Urbani, oggi solo al 41% di media nazionale mentre in Europa si registrano livelli del 60%;
    – che l’art 38,sulle competenze, riporta in capo ai Ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico il potere decisorio sulle autorizzazioni ambientali e vincola le concessioni in terra a generiche intese con le regioni interessate esautorando di fatto la pianificazione locale e regionale, riducendo i tempi di consultazione e di decisione sui territori”;
    – che il nostro sistema territoriale ferrarese è soggetto sia a fenomeni di subsidenza conclamata che alla necessità di provvedere al sollevamento meccanico delle acque superficiali, potrebbe essere messo a dura prova. Infatti la Pianura Ferrarese è un’area già interessata da fenomeni di subsidenza che generano e acuiscono criticità territoriali, quali allagamenti di aree recentemente bonificate; generano maggiore vulnerabilità nei confronti di fenomeni alluvionali, aumento dei costi di mantenimento delle aree bonificate, abbandono e ricostruzione di manufatti idraulici, danneggiamento di infrastrutture e riduzioni della capacità agricola delle aree coltivate.

    Considerato

    – che tale previsione normativa rende vani gli sforzi ultradecennali delle Istituzioni locali di una corretta pianificazione delle politiche di riduzione, riuso, riciclo e smaltimento dei rifiuti a livello territoriale, nonché di limitazione dell’ uso delle risorse fossili per una generale riduzione delle emissioni di CO2 obiettivo primario della politica ambientale a livello mondiale come stabilito nei protocolli di Kyoto e seguenti;
    – che essa stravolge e rende irrealizzabili gli impegni presi in questi anni dalle stesse Istituzioni nei confronti dei cittadini ferraresi, in particolare riguardo l’obbiettivo della progressiva riduzione della quantità di rifiuti non recuperati e quindi inviati allo smaltimento e la massima limitazione dell’impatto ambientale sul territorio e sulla popolazione e delle emissioni in atmosfera legate al trattamento dei rifiuti;
    – che il Sindaco di Ferrara ha già espresso la propria contrarietà all’impostazione della norma presente nel Decreto Legge in una lettera aperta firmata dai primi cittadini emiliano romagnoli;
    – che nel corso del dibattito in commissione alla Camera sono intervenute alcune modifiche che vanno incontro alle preoccupazioni espresse ma che non sembrano sufficienti a garantire una corretta programmazione a livello territoriale.

    Invita il Sindaco e la Giunta:

    – in prima istanza a continuare a sollecitare pubblicamente, anche tramite gli organi preposti dell’ANCI, i parlamentari perchè si provveda alla rimozione degli articoli citati dello Sblocca Italia;

    – in via subordinata a continuare ad esercitare pubblicamente un’attività di controllo e pressione affinchè il testo degli articoli 35 e 38 venga ulteriormente modificato al Senato al fine di salvaguardare le politiche virtuose intraprese in questi anni e nel senso di recuperare il coinvolgimento della cittadinanza e il potere decisionale degli Enti Locali e delle Regioni interessate;

    Chiede ai Parlamentari eletti nella nostra Circoscrizione

    – un impegno diretto affinché nelle prossima lettura al Senato del testo di legge, lo “Sblocca Italia” venga ulteriormente modificato negli articoli citati secondo le indicazioni suddette.

    Impegna il Presidente del Consiglio comunale

    – ad inviare tempestivamente il presente testo al Presidente della Repubblica, ai Presidenti delle Camere e a tutti i parlamentari eletti nella Circoscrizione elettorale dell’Emilia Romagna;
    – ad inviare il presente testo ai componenti del Consiglio Provinciale di Ferrara;
    – ad inviare il presente testo a tutti gli organi di informazione.

    *Ordine del giorno presentato da Leonardo Fiorentini (SEL) e emendato dal Gruppo PD.

  • Rifiuti sblocca italia

    Ordine del Giorno sulle norme sui rifiuti contenute nel decreto “Sblocca Italia”

    Ordine del Giorno presentato dal Presidente del Gruppo Consiliare di Sinistra Ecologia e Libertà Leonardo Fiorentini che andrà in discussione lunedì 27 ottobre nel consiglio comunale di Ferrara.

    Il Consiglio comunale riunito in data ______________

    Premesso

    – che ai sensi della normativa nazionale e tenendo in considerazione la tutela del territorio e della salute dei cittadini la nostra Provincia si è data, sin dall’approvazione del primo Piano Rifiuti, l’obiettivo della progressiva riduzione dei rifiuti, del riuso, del riciclaggio e quindi dello smaltimento della sola parte residuale;

    – che tale programmazione ha previsto la progressiva chiusura delle discariche presenti nel territorio provinciale, degli impianti di smaltimento non più adeguati tecnologicamente e ha di fatto impostato la capacità di smaltimento dell’unico impianto di incenerimento provinciale sito nel Comune di Ferrara alla produzione di rifiuti non recuperabili dell’ambito della Provincia;

    Tenuto conto

    che è in via di discussione in Parlamento la conversione in legge del decreto cosiddetto “Sblocca Italia” che al suo interno contiene una norma all’articolo 35 che dichiarando “infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale” gli impianti di incenerimento esautora gli Enti Locali dalla programmazione in tema di rifiuti

    Tenuto conto altresì

    che negli anni passati il Comune, la Provincia e i cittadini di Ferrara non si sono mai sottratti a prestare solidarietà ad altre realtà che stavano affrontando situazioni di emergenza nella gestione di rifiuti.

    Considerato

    • che tale previsione normativa rende vani gli sforzi ultradecennali delle Istituzioni locali di una corretta pianificazione delle politiche di riduzione, riuso, riciclo e smaltimento dei rifiuti a livello territoriale;
    • che essa stravolge e rende irrealizzabili gli impegni presi in questi anni dalle stesse Istituzioni nei confronti dei cittadini ferraresi, in particolare riguardo l’obbiettivo della progressiva riduzione della quantità di rifiuti non recuperati e quindi inviati allo smaltimento e la massima limitazione dell’impatto ambientale sul territorio e sulla popolazione e delle emissioni in atmosfera legate al trattamento dei rifiuti;
    • che il Sindaco di Ferrara ha già espresso la propria contrarietà all’impostazione della norma presente nel Decreto Legge in una lettera aperta firmata dai primi cittadini emiliano romagnoli
    • che nel corso del dibattito in commissione alla Camera sono intervenute alcune modifiche che vanno incontro alle preoccupazioni espresse ma che non sembrano sufficienti a garantire una corretta programmazione a livello territoriale.

    Invita il Sindaco e la Giunta:

    • a continuare ad esercitare pubblicamente, anche tramite gli organi preposti dell’ANCI, un’attività di controllo e pressione affinchè il testo venga ulteriormente modificato al fine di salvaguardare le politiche virtuose intraprese in questi anni;

    Chiede ai Parlamentari eletti nella nostra Circoscrizione

    • un impegno diretto affinché nelle prossime letture alle Camere del testo di legge la norma venga ulteriormente modificata.

    Impegna il Presidente del Consiglio comunale

    • ad inviare il presente testo al Presidente della Repubblica, ai Presidenti delle Camere e a tutti i parlamentari eletti nella Circoscrizione elettorale dell’Emilia Romagna;
    • ad inviare il presente testo ai componenti del Consiglio Provinciale di Ferrara;
    • ad inviare il presente testo a tutti gli organi di informazione.