• «Se non lo ha chiesto il vescovo, perché il Duomo in catene?»

    Fiorentini (Sel) replica al sindaco, il ‘suo’ assessore prudente. Le opposizioni: progetto inutile, serve altro per la movida.

    «Se non lo ha chiesto il vescovo, perché il Duomo in catene?»
    Fiorentini (Sel) replica al sindaco, il ‘suo’ assessore prudente
    Le opposizioni: progetto inutile, serve altro per la movida

    La catenella di “rispetto” anti-movida attorno al Duomo si farà per volere del Comune e non su richiesta del vescovo, ha chiarito il sindaco Tiziano Tagliani, e questa assunzione di responsabilità (e di spesa a carico del pubblico) da un lato tiene la Curia al riparo dalle polemiche, ma dall’altro rischia di creare un caso politico. Il primo ad esprimere i suoi dubbi è Leonardo Fiorentini, il consigliere di maggioranza che ha presentato un’interpellanza al proposito: «Se non la vuole il vescovo, non la chiede la Curia come ho letto sul giornale, ma allora perché si fa una cosa del genere? A mio avviso sarebbe molto più utile spendere quei soldi, invece che in catene, in iniziative di sensibilizzazione ed educazione, visto che anch’io trovo scandaloso usare Duomo e Palazzo paradiso come orinatoi. No, non ci penso proprio a presentare un esposto alla Corte dei conti, penso invece – conclude Fiorentini – che preparerò un emendamento al bilancio per dirottare quei soldi in capitoli più utili». A educazione e diffusione del senso civico dovrebbe provvedere l’assessore all’Istruzione, Annalisa Felletti, pure segretaria di Sel, che anche per questo sulla vicenda si muove con i piedi di piombo: «No, non ne abbiamo parlato in giunta, di iniziative su cultura del dialogo e del civismo si può senz’altro discutere. L’interpellanza di Fiorentini? Non ne sapevo nulla, l’ho letta sui giornali: mi pare comunque che il sindaco abbia già dato una risposta». È di fatto il primo caso all’interno della nuova maggioranza, anche perché la risposta del sindaco a Fiorentini non è stata accomodante. Le opposizioni, che affilano le armi dialettiche per il dibattito di domani sulle alleanze di area vasta, non perdono naturalmente l’occasione per mettere il dito sugli aspetti più controversi della vicenda. «Personalmente – dice il capogruppo di Forza Italia, Vittorio Anselmi – non ho problemi su una barriera di separazione fisica sul sagrato, e non mi sembra neanche che il problema sia la spesa pubblica. Però non può essere questa la risposta che il Comune dà ai problemi della movida, c’è piuttosto bisogno di cestini, wc e vigili. Poi, non mi scandalizza il fatto che la Curia possa chiedere un intervento, ma Tagliani non può venirci a raccontare che si tratta di una sua iniziativa. È un atteggiamento puerile». Piccona alla base l’impostazione data dal Comune alla vicenda, invece, il capogruppo M5S, Ilaria Morghen: «Qui bisogna lavorare all’inclusione della gente, all’apertura della piazza, non a creare ulteriori barriere. Spendiamo i soldi pubblici per fare uno scivolo per disabili sulla scalinata del Duomo, piuttosto, non è il caso di far politica su questi temi. La catenella di divisione non ha senso, se proprio il vescovo vuole chiudere il Duomo ci costruisca attorno una cancellata. A sue spese, però». Anche Morghen, però, è d’accordo sul fatto che «tra usare la città e sporcarla c’è una bella differenza», e si ritorna al punto di partenza della polemica, un anno fa. Da allora a oggi, solo una catenella. Stefano Ciervo

    Scarica in formato pdf: nuovafe_24082014_movida.pdf.

    220 Visite totali, 1 visite odierne

Leave a reply.