• Castello Estense

    Par condicio e inaugurazione della mostra “La collezione Cavallini Sgarbi Da Niccolò dell’Arca a Gaetano Previati – Tesori d’arte per Ferrara”

    A Ferrara il 2 febbraio si inaugura in Castello la mostra della collezione Sgarbi-Cavallini. Presenti Dario Franceschini e Vittorio Sgarbi, candidati alle elezioni politiche. E la legge? Ecco l’interpellanza di Leonardo Fiorentini, consigliere comunale indipendente per Sinistra Italiana.

    Il sottoscritto consigliere comunale

    PREMESSO

    che come appare sul sito del Comune di Ferrara “venerdì 2 febbraio 2018 alle 18 nel Castello estense, in largo Castello 1 a Ferrara, la mostra “La collezione Cavallini Sgarbi. Da Niccolò dell’Arca a Gaetano Previati” verrà inaugurata dal ministro ai Beni e alle Attività culturali Dario Franceschini e dal sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani insieme con Elisabetta Sgarbi, Giuseppe Sgarbi e Vittorio Sgarbi con Caterina Cavallini.

    CONSIDERATO

    che la legge n. 28 del 2000 (Disposizioni per la parità di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie e per la comunicazione politica) all’art. 9, prevede che dalla data di “convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace svolgimento delle proprie funzioni”.

    RILEVATO

    che sia l’On.le Dario Franceschini che l’On.le Vittorio Sgarbi risulterebbero allo scrivente candidati alle prossime elezioni politiche nei collegi comprendenti il Comune di Ferrara.

    TENUTO CONTO

    che il Castello Estense, di proprietà dell’Amministrazione comunale è in gestione al Comune tramite apposita convenzione.

    PUR RITENENDO

    che tale norma di legge, così formulata e interpretata, vada ben oltre le pur condivisibili motivazioni di non interferenza delle pubbliche amministrazioni nelle competizioni elettorali, che hanno portato il legislatore ad approvarla.

    INTERPELLA L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

    al fine di chiedere:

    • quale sia l’interpretazione della norma citata che consentirebbe a due candidati alle prossime elezioni politiche di partecipare personalmente ad una conferenza stampa di un’attività promossa in collaborazione con istituzioni pubbliche che si svolgerà in un luogo in gestione all’amministrazione comunale e pubblicizzata dall’Ufficio stampa del Comune;
    • quali siano gli eventuali provvedimenti che verranno posti in essere dall’amministrazione.

    Ferrara, 30 gennaio 2018

    Il consigliere comunale

    Leonardo Fiorentini (SI)

  • La Patata Bollente. Intervista a Leonardo Fiorentini su Radio Dolce Vita

    Intervista sul futuro di Ferrara a Leonardo Fiorentini, consigliere indipendente per Sinistra Italiana, per il programma di Radio Dolce Vita condotto da Alberto Benazzi.

  • Sì ferrarese allo Ius soli tra “tifoserie” e polemiche

    Sì ferrarese allo Ius soli tra “tifoserie” e polemiche Maggioranza più Psi a favore: «Spinta dal basso utile, coinvolti 1.600 bambini» Platea strapiena: di qua le associazioni Gad e destra, di là le comunità straniere La Nuova Ferrara del 24/10/2017   p. 15 Anche Ferrara spinge per approvare «al più presto» la legge sullo Ius soli, in discussione al Senato. È questo il messaggio che arriva dall’ordine del giorno approvato […]

    Sì ferrarese allo Ius soli tra “tifoserie” e polemiche

    La Nuova Ferrara   p. 15

  • affitti

    Affitti sold out, appello al Comune

    Ferrara Concreta: usare la Casa del pellegrino. Fiorentini (Si): crisi prevedibile

    Affitti sold out, appello al Comune

  • Intervista a telestense sul carcere

    Fiorentini (SI): “Carcere Ferrara sovraffollato. Situazione pericolosa”

    Il carcere di Ferrara è al limite del sovraffollamento. Inoltre servono più educatori e più ricorso della messa in prova, nei casi meno gravi, come misura alternativa alla pena detentiva.

    Il carcere di Ferrara è al limite del sovraffollamento.

    Inoltre servono più educatori e più ricorso della messa in prova, nei casi meno gravi, come misura alternativa alla pena detentiva.

    E’ l’appello di Leonardo Fiorentini, consigliere comunale a Ferrara di Sinistra Italiana e componente della Società della Ragione, associazione on lus in prima linea su temi quali diritti, carcere e giustizia. “A Ferrara, nella struttura in Via dell’Arginone ci sono 375 detenuti ma la capienza tollerata è di 250. Una situazione che sta diventando ‘pericolosa’ spiega il consigliere comunale”

    carcereNel 2013 il livello della carcerazione in Italia era ritornato a livelli accettabili: nelle carceri italiane trattamenti inumani e degradanti aveva sottolineato una sentenza della Corte Europea. “il reati peraltro sono calati, questo per sfatare anche il luogo comune” sottolinea Fiorentini che ribadisce come il “carcere oggi non garantisca il reinserimento nella società. “Chi esce dopo aver scontato la pena detentiva ha il 70% delle possibilità di ripetere il reato, mentre chi ricorre a misure alternative (come la messa in prova) si ferma al 20%.

    Ma il carcere di Ferrara lamenta anche un’altra grave carenza: “rispetto alla pianta organica ci sarebbe la metà degli educatori, figure importanti che interagiscono con i detenuti per avviare processi di scolarizzazione e di reinserimento nella società” conclude Fiorentini
    [Fonte Telestense]

  • Cannabis. Le legalizzazioni nordamericane

    Canada ed USA: le forme più avanzate di regolamentazione della cannabis, incontro promosso nell’ambito della 5ª Edizione di IndicaSativa Trade in programma nei giorni 12, 13 e 14 maggio 2017.

    Promosso nell’ambito della 5ª Edizione di IndicaSativa Trade in programma nei giorni 12, 13 e 14 maggio 2017.

    Registrazione video del dibattito dal titolo “Le legalizzazioni nordamericane. Canada ed USA: le forme più avanzate di regolamentazione della cannabis”, registrato a Bologna venerdì 12 maggio 2017 alle ore 17:23.

    Sono intervenuti: Luca Marola (titolare del negozio Canapaio Ducale di Parma), Richard Elliot (componente del Canadian HIV/AIDS Legal Network), Davide Fortin (componente del Marijuana Policy Group), Leonardo Fiorentini (direttore di Fuoriluogo.it e consigliere del Comune di Ferrara), Marco Perduca (coordinatore della campagna Legalizziamo.it).

    Da Radioradicale.

  • carife carlino

    Carife, lunedì in Consiglio si torna a discutere della cessione

    Ordine del giorno d’urgenza di Fiorentini (SI): «Serve chiarezza» IL DOCUMENTO «A rischio la capacità di fare impresa e la tenuta dell’occupazione»

    Carife, lunedì in Consiglio si torna a discutere della cessione
  • Cariparma, Paglia invita alla cautela «No alla cessione senza condizioni»

    Cariparma, Paglia invita alla cautela «No alla cessione senza condizioni» DECRETO SALVABANCHE Per la Cassa di Ferrara è stato un provvedimento improvvido. Non ha risolto i guai e ha aperto il dramma dei risparmiatori Il deputato Sel dopo un incontro con i sindacati: «Va preteso un piano» Il Resto del Carlino del 30/11/2016   ed. Ferrara – STEFANO LOLLI « ATTENZIONE a non farsi prendere dall’euforia, per l’eventuale cessione a […]

    Cariparma, Paglia invita alla cautela «No alla cessione senza condizioni»
    DECRETO SALVABANCHE Per la Cassa di Ferrara è stato un provvedimento improvvido. Non ha risolto i guai e ha aperto il dramma dei risparmiatori Il deputato Sel dopo un incontro con i sindacati: «Va preteso un piano»

    Il Resto del Carlino   ed. Ferrara –

  • Carife, Sel: “Attenti al progetto Cariparma”

    Carife, Sel: “Attenti al progetto Cariparma” Attenzione a Cariparma-Cedit Agricole: è Giovanni Paglia, deputato di Sinistra Ecologia e Libertà piuttosto esperto di questioni bancarie, mettere in guardia nei confronti di quello che oggi è considerato il più probabile futuro acquirente della Nuova Carife. Stefano Ravaioli per Telestense “Cedere la Cassa di Risparmio di Ferrara a Cariparma – spiega il deputato ravennate – significherebbe cederla a un gruppo straniero; ma non […]

    Carife, Sel: “Attenti al progetto Cariparma”

    Attenzione a Cariparma-Cedit Agricole: è Giovanni Paglia, deputato di Sinistra Ecologia e Libertà piuttosto esperto di questioni bancarie, mettere in guardia nei confronti di quello che oggi è considerato il più probabile futuro acquirente della Nuova Carife.

    Stefano Ravaioli per Telestense

    “Cedere la Cassa di Risparmio di Ferrara a Cariparma – spiega il deputato ravennate – significherebbe cederla a un gruppo straniero; ma non è chiaro quale sarebbe il piano industriale del gruppo, e se verranno adeguatamente tutelati lavoratori e clienti.”

    Intanto, SEL sta conducendo una battaglia in favore di una categoria di obbligazionisti subordinati che rischiano di rimanere ingiustamente esclusi dagli indennizzi forfettari previsti dalla legge: si tratta di coloro che, per accordi con parenti o famigliari sono passati, solo formalmente, per il mercato secondario dei titoli. La commissione finanze della camere dei deputati ha accolto una risoluzione di Giovanni Pasglia per modificare l norme vigenti, ma il relativo emendamento non ha ancora trovato spazio per essere convertito in norma.

    Vai all’intervista: http://www.telestense.it/carife-sel-attenti-al-progetto-cariparma-intervista-20161129.html

  • Bondisti esclusi, tempi stretti per cambiare la legge

    L’appello del deputato di Sel Giovanni Paglia: «Sbarrati gli emendamenti, occorre far pressione sul Milleproroghe. Cariparma? Si rischia il salto nel buio»

    CARIFE: troppe incognite sulla Banca

    Bondisti esclusi, tempi stretti per cambiare la legge

    L’appello del deputato di Sel Giovanni Paglia: «Sbarrati gli emendamenti, occorre far pressione sul Milleproroghe. Cariparma? Si rischia il salto nel buio»

    A poco più di un mese dalla scadenza per le domande di accesso al rimborso automatico, per i bondisti “indiretti” Carife la strada resta sbarrata. I tentativi di trovare una soluzione politica per modificare la normativa – segnala il deputato di Sel Giovanni Paglia, capogruppo in Commissione Finanze – finora si sono puntualmente frantumati sulla barriera dell’inamissibilità. Ieri, accanto al consigliere comunale di Sinistra Italiana Leonardo Fiorentini, il parlamentare ha ribadito l’importanza di esercitare una forte pressione, a tutti i livelli, per ottenere l’inclusione dei bondisti co-intestatari (un migliaio a Ferrara) rimasti fuori perché considerati, di fatto, speculatori. «Il diritto al rimborso – spiega Paglia – è stato negato a quei bondisti che, pur rientrando nei parametri previsti, hanno acquistato titoli sul mercato secondario. Sulla carta ciò viene considerata una pratica tipica di investitori esperti, di fatto in questa tipologia rientra anche chi ha semplicemente cointestato un’obbligazione con un parente». Improvvido, da parte del Parlamento, riconosce Paglia, non averci pensato. Per porvi rimedio «ho presentato una risoluzione in Commissione Finanze per obbligare il Governo a modificare in tempo utile la legge parificando la situazione dei parenti degli obbligazionistu in vita con quella degli eredi». La risoluzione è stata approvata un mese fa all’unanimità. Il Governo, a quel punto, poteva prendere due treni: quello del Decreto Fiscale e quello della Legge di Bilancio ma in entrambi i casi l’emendamento presentato da Paglia è stato respinto con la stessa ragione: estraneità alla materia. Prima del 3 gennaio, data di scadenza per l’accesso al rimborso automatico, resta il Milleproroghe, ma i tempi sono strettissimi e le possibilità si assottigliano. Da qui il rinnovato appello, alle istituzioni come alle associazioni di risparmiatori o di consumatori, per riammettere ai rimborsi gli obbligazionisti che sono rimasti fuori: «Non sarebbe troppo oneroso, vista l’esiguità dei numeri, e senza l’impiego di denaro pubblico». Non meno preoccupante, avverte Paglia, lo scenario di un eventuale acquisizione di Carife da parte di Cariparma «che suona italiano, ma vuol dire Credit Agricole. Bisogna fare molta attenzione perché il rischio è che venga costruita una via d’uscita che consenta al Fondo di risoluzione di sfilarsi dando carta bianca a Cariparma, a cominciare dalla soluzione degli incagli. Il contraccolpo, anche solo sul fronte del recupero dei crediti, sarebbe molto pesante in un territorio che paga ancora gli effetti della crisi. Per questo va preteso un piano industriale prima che il Fondo di risoluzione si sfili», conclude il parlamentare rimandando la questione a un incontro con le organizzazioni sindacali. In ogni caso, a un anno dalla «improvvida risoluzione di Carife», il bilancio degli effetti del Salvabanche, «è disastroso. Il governo era convinto di aver trovato la soluzione ideale, senza essere consapevole delle conseguenze per i risparmiatori. Il paradosso è che ad apprezzare il decreto è stata soprattutto Bankitalia, perché si otteneva il salvataggio delle banche. Sì, ma a prezzo di innescare una sfiducia nel sistema bancario mai vista prima in Italia». Una lezione che ora andrebbe ricordata per gli otto istituti considerati a rischio crac: «Se si lasciano bruciare otto alberelli, andrà a fuoco tutta la foresta». (a.m.)
    Da La Nuova Ferrara del 30 novembre 2016
  • Carife sacrificata sull’altare della Tasi

    Giovanni Paglia ricostruisce le responsabilità politiche dietro al fallimento del Salvabanche: “Da dimissioni del ministro dell’economia”

    Carife sacrificata sull’altare della Tasi

    Giovanni Paglia ricostruisce le responsabilità politiche dietro al fallimento del Salvabanche: “Da dimissioni del ministro dell’economia”

    Ruggero Veronese per Estense.com

    IMG-20161019-WA0002Obbligazionisti delle banche ricapitalizzate ‘sacrificati’ sull’altare del libero mercato, per consentire al governo Renzi l’abolizione della Tasi sulla prima casa e meno vincoli di bilancio dall’Unione Europea.

    E’ una ricostruzione che non può passare inosservata quella del deputato Giovanni Paglia (Sinistra Italiana), a Ferrara insieme al consigliere comunale Leonardo Fiorentini per incontrare i sindacati dei bancari e fare il punto della situazione sulla vicenda Carife.

    Nel descrivere un incerto futuro per l’istituto di credito ferrarese – unica delle tre banche ricapitalizzate un anno fa a non rientrare nei piani di acquisizione del gruppo Ubi – il parlamentare non nasconde infatti le proprie convinzioni (“confermate in ogni sede”, sottolinea) sulle “responsabilità politiche” che, prima ancora degli aspetti tecnici, nel novembre scorso avrebbero impedito l’intervento del Fondo Interbancario (Fidt) nel salvataggio di Carife.

    Lo scenario descritto da Paglia è quello di una doppia trattativa tra Roma e Bruxelles: in un tavolo si discuteva del salvataggio pubblico delle quattro piccole banche italiane – ostacolato dalle norme sul bail-in -; dall’altra parte dell’alleggerimento delle imposte sulla prima casa, che richiedeva una minore austerity. “Ma L’Italia – spiega Paglia – non è nelle condizioni di poter trattare su due tavoli contemporaneamente. E infatti Renzi ha raggiunto il suo obiettivo sulla Tasi, che riguardava milioni di abitanti, rinunciando all’intervento del Fondo Interbancario per i salvataggi dei piccoli istituti, che avrebbe coinvolto solo qualche migliaio di cittadini”.

    Una “scelta molto cinica” che oggi secondo Paglia rischia di avere ripercussioni a valanga su tutta la politica nazionale e di portare l’esecutivo a una fine prematura. “Credo sia stato questo – continua il deputato – il vero grande errore del governo Renzi, che da quel momento è andato incontro a una crisi di fiducia da cui non si è più ripreso. Dando troppa importanza ai numeri in ballo, il governo non ha considerato che la grande paura degli italiani è quella di perdere i propri risparmi, come poi è successo. E infatti ha cercato di porre rimedio con il fondo di ristoro, ma troppo tardi”.

    Secondo Paglia infatti la questione dei rimborsi agli obbligazionisti subordinati fu drammaticamente sottovalutata dallo stesso primo ministro: “Renzi non ha competenze finanziarie e credo che con il decreto fosse davvero convinto di aver fatto bingo e di poter andare in tv a raccontare di aver salvato le banche. Ma prima di agire, il governo avrebbe dovuto chiedere alle banche a chi erano in mano le loro obbligazioni subordinate”.

    Da questa “improvvida risoluzione” derivano e deriveranno, secondo Paglia, migliaia di casi di mancati rimborsi. Il nodo della questione riguarda infatti i titoli comprati sul ‘mercato secondario’, per i quali non è previsto rimborso. Si tratta di quelle obbligazioni provenienti non dall’emittente originario (Carife nel caso dei propri titoli) ma da qualunque altro investitore. “Renzi era convinto che il mercato secondario fosse  una prerogativa dei grandi investitori, mentre è quello a cui tutti noi ci rivolgiamo quando compriamo titoli in banca”. Un equivoco particolarmente preoccupante proprio tra i clienti della banca ferrarese, che più di ogni altra ha proposto l’acquisto congiunto di titoli finanziari (tra coniugi, parenti, soci, etc). Un piccolo dettaglio tecnico porta infatti a conseguenze catastrofiche: quando una delle parti decide di vendere la propria quota, è necessario un rapidissimo passaggio dell’intera obbligazione nel ‘mercato secondario’ (un’operazione informatica di pochi istanti) per perfezionare l’operazione. Di conseguenza, tutte le obbligazioni Carife andate incontro a una singola o anche solo parziale operazione di compravendita non sono oggi rimborsabili.

    unnamed (9)E’ questo l’argomento su cui fa pressione il deputato di Sinistra italiana, che cercherà per la terza volta in pochi mesi di inserire un emendamento alla legge di bilancio per includere i risparmiatori esclusi nel circuito dei rimborsi. “E’ un impegno che il governo ha preso, ma su cui continua a tacere. Invito anche gli amministratori locali a fare pressione su questo tema, il governo deve inserire almeno una proroga prima della scadenza dei termini, il 3 gennaio”.

    Ma che dire, in conclusione, delle sorti di Carife? “Cariparma – afferma Paglia – è stata implorata di farsi carico di queste banche, che le verranno letteralmente regalate, visto che Ubi non è interessata a Carife. Il problema è che Cariparma, nonostante il nome, è francese, di proprietà del Credit Agricole. E finchè non presenterà un vero piano industriale le nostre preoccupazioni per il territorio rimangono immutate”. L’altro problema, ovviamente, sta in quella ingombrante parola pronunciata dal deputato: ‘regalate’. “Ubi e Cariparma – continua Paglia – hanno posto come condizione quella di non pagare neanche un euro. Se così sarà scatterà la clausola di salvaguardia verso Intesa SanPaolo, Unicredit e Ubi, che un anno fa hanno speso 1,6 miliardi per ricapitalizzare le banche puntando a una plusvalenza dopo la vendita degli asset. A ripagare l’intero investimento sarà la Cassa Depositi e Prestiti, cioè i capitali pubblici, per quanto c’è chi si ostini a dire che si tratta di un ente privato. Come epilogo è come minimo da dimissioni del ministro dell’economia”.

  • consegna cannabis radioradicale

    Cannabis: i Radicali consegnano alla Camera dei Deputati le firme sulla legge popolare LEGALIZZIAMO!

    Il video della consegna delle firme per la legalizzazione della cannabis da Radioradicale

    Radicali Italiani e Associazione Luca Coscioni, promotori di Legalizziamo!, insieme alle altre organizzazioni che sostengono la campagna, consegnano alla Camera dei deputati le 60 mila firme raccolte in sei mesi sulla legge popolare per la legalizzazione della cannabis e la decriminalizzazione dell’uso personale di tutte le sostanze.

    Alle ore 11, dirigenti radicali, militanti e volontari si muoveranno in fila indiana, con gli scatoloni pieni di firme, dalla sede radicale di via di Torre Argentina 76 in direzione Montecitorio, dove alle 12 si tiene un comizio/conferenza stampa prima del deposito presso gli uffici della Camera.

    Sono presenti, tra gli altri, Riccardo Magi (segretario di Radicali Italiani), Marco Cappato (tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni), Marco Perduca (coordinatore della campagna Legalizziamo), Filomena Gallo (segretario dell’Associazione Luca Coscioni), Antonella Soldo (presidente di Radicali Italiani), Michele Capano (tesoriere di Radicali Italiani), Hassan Bassi (Forum Droghe), Leonardo Fiorentini (FuoriLuogo e Società della Ragione), Andrea Trisciuoglio (La PiantiAmo), Cristina Marino e Luca Marola (coordinamento nazionale e portavoce growshop italiani), Andrea Oleandri (Cild), rappresentanti delle associazioni Antigone e A Buon Diritto, e parlamentari dell’intergruppo cannabis legale.

  • «Il governo deve difendere quest’azienda»

    Pure Fiorentini (Si) contro Marattin. Anselmi (FI) paventa distruzioni. Fabbri (Lega): basta ping-pong

    «Il governo deve difendere quest’azienda»
    Pure Fiorentini (Si) contro Marattin. Anselmi (FI) paventa distruzioni. Fabbri (Lega): basta ping-pong
    Tutti contro Marattin e il Pd. Le dichiarazioni del consigliere economico di Palazzo Chigi sui dipendenti Carife hanno scatenato il centro-destra, ma anche Leonardo Fiorentini (Si), che sta in maggioranza nel consiglio comunale: «In effetti il governo Renzi ha già dato prova di riuscire a perdere un bel po’ di voti in pochi mesi, per cui non mi stupisco troppo che un suo consigliere economico pensi che sia un male difendere posti di lavoro – ha scritto Fiorentini – Solidarietà ai dipendenti Carife, che nel crac pilotato da Banca d’Italia e governo della banca ferrarese hanno spesso perso anche loro i risparmi di una vita, e una forte richiesta al governo di tener fede non solo agli impegni presi con i risparmiatori, ma anche all’impegno di difendere una delle più importanti aziende della nostra provincia. Un’azienda – conclude Fiorentini – portata al disastro da un management disastroso e da un governo nazionale incapace allora di percorrere la strada di una soluzione già pronta, incapace oggi di porre rimedio ai propri marchiani errori». Articolata la presa di posizione di Vittorio Anselmi, capogruppo di Forza Italia. I sacrifici fatti dai dipendenti («circa 400 in meno da inizio commissariamento a tutto il 2016»), secondo Marattin «non basteranno, per rendere appetibile sul mercato la banca occorrerà ridurre ulteriormente il numero dei dipendenti. Quindi, se la voce di Marattin è quella del governo – incalza Anselmi – ne dobbiamo dedurre che non è bastato deliberare l’intervento del Fitd poi bruscamente annullato, non è bastato svalutare i crediti e azzerare le obbligazioni subordinate, non è bastato cancellare con una spugna gli azionisti. La Carife evidentemente per il governo va letteralmente distrutta, e purtroppo ci stanno riuscendo perfettamente. Perché ciò che resterà alla fine di quella che una volta era una banca importante e solida del territorio, saranno solo “sportelli” e numeri di conto; ciò che accadrà ai dipendenti non è dato sapere, ma il tono infastidito usato da Marattin per commentare il numero di dipendenti della Cassa e il motivo per cui siano così “numerosi” non ci lascia per nulla tranquilli sulle sue idee in proposito». Anselmi chiama poi in causa il Pd, «Marattin è venuto a Ferrara per dirci che il governo ha fatto ciò che era giusto: ma a parte il sindaco che molto onestamente ha sempre fatto sentire la sua voce, nel Pd nessuno si vergogna di fronte a queste affermazioni? Non si vergognano quelli che (tutto l’apparato al completo) nell’incontro svoltosi al Teatro Comunale, si sono seduti in prima fila come al Politburo, per applaudire a scena aperta chi prima aveva definito “speculatori” gli azionisti e obbligazionisti, e poi hanno osannato Morando per il suo francamente inaccettabile discorso?». Parla di «imbarazzanti ping-pong all’interno del Pd» Alan Fabbri, capogruppo regionale Lega Nord, con riferimento al rovente scambio su Fb tra Marattin e il vicesindaco Massimo Maisto: «Roba da prima elementare, il Pd deve fare sapere cosa intende fare per i risparmiatori, in modo chiaro, senza schermaglie inutili sui social network». Fabbri ce l’ha anche con il Pd nazionale, «Carife è stata nel più totale silenzio, il banco di prova per far ricadere su risparmiatori, azionisti e obbligazionisti gli errori nella gestione della banca del territorio».
  • Carrello della spesa troppo caro? Colpa della Coppia ferrarese

    Il pane a Ferrara costa quasi il doppio rispetto ad altre città di riferimento. Daniele Oppo per Estense.com

    Carrello della spesa troppo caro? Colpa della Coppia ferrarese

    Il pane a Ferrara costa quasi il doppio rispetto ad altre città di riferimento

    Daniele Oppo per Estense.com

    Coppia-Ferrarese-IGPIl carrello della spesa a Ferrara è troppo caro? Colpa principalmente del pane che in città costa quasi il doppio rispetto ad altri capoluoghi di confronto come Parma, Ancona, Novara a Vicenza.

    A rivelarlo sono i dati che l’ufficio Statistica del Comune ha consegnato e spiegato alla commissione consiliare richiesta dal consigliere Leonardo Fiorentini (Si) dopo che il confronto sui carrelli della spesa delle diverse città italiane eseguito dal Sole 24 Ore mostrava Ferrara in seconda posizione per il caro prezzi.

    Un confronto utile per dare un’indicazione di massima, anche se lo stesso report dell’ufficio comunale ricorda che sia da prendere con le pinze perché usa dati raccolti per finalità che non sono quelle del confronto tra città. “La finalità della rilevazione Istat sui prezzi al consumo – spiegano i tecnici del Comune – è quella di misurare le variazioni temporali dei prezzi (inflazione), per esempio le differenze percentuali da un mese all’altro o da un anno all’altro, e non è costruita per misurare il livello dei prezzi di una città, né tanto meno le differenze da una città all’altra. Infatti per queste ragioni il Ministero stesso (in nota all’Osservatorio dei prezzi che pubblica) sconsiglia l’utilizzo dei dati sui livelli dei prezzi per confronti territoriali e intertemporali”. Le rilevazioni, inoltre, vengono eseguite sui prodotti più venduti nei punti vendita mese per mese e “questo comporta che vengano rilevati prodotti con caratteristiche (marca, varietà, confezione) diverse da una città all’altra e che quindi che i prezzi medi facciano riferimento a prodotti di diversa qualità/marca”.

    Prendendo comunque per buona la rilevazione del quotidiano di Confindustria, “si osserva come la spesa media totale di Ferrara – spiega l’ufficio Statistica – sia principalmente determinata dalla spesa per la carne, per il pane e, a seguire, per il prosciutto cotto e il parmigiano. Confrontando la spesa di Ferrara con quella di altre città di simili dimensioni, considerate dal Sole 24ore, notiamo come le maggiori differenze di spesa si verifichino proprio per i prodotti maggiormente acquistati a Ferrara e cioè carne e, soprattutto, pane”.

    Già, il pane. Il prezzo medio rilevato a giugno 2016 per un kg di pane è stato di 5,89 euro a Ferrara, 3,12 a Parma, 3,51 ad Ancona, 3,32 a Novara e 2,98 a Vicenza. Uno scostamento molto ampio, di qualche euro anziché di poche decine di centesimi.

    Tradotto in consumi, a Ferrara si spende praticamente il doppio per comprare il pane: stimando un consumo medio di 178 kg per famiglia, i ferraresi spendono 1.048 euro all’anno, contro i 555 di Parma, i 624 Ancona, i 590 di Novara e i 530 di Vicenza.

    Anche gli altri beni più acquistati (carne, prosciutto cotto e Parmigiano Reggiano) costano in generale un pochino di più rispetto alle città di riferimento, seppure con maggiore variabilità e percentuali decisamente inferiori rispetto al pane, e questo fa sì che effettivamente Ferrara risulti più cara. “Si evidenzia che effettivamente la presenza per Ferrara di alti valori medi dei prezzi rilevati per questi beni (carne, pane, prosciutto cotto e parmigiano reggiano), superiori a quelli di altre città, determina il posizionamento di Ferrara ai vertici della graduatoria del Sole 24ore – spiega l’ufficio Statistica -. In particolare il pane a Vicenza costa la metà. Ad esempio se a Ferrara costasse come a Vicenza ci posizioneremmo al 23esimo posto della classifica del Sole 24ore”.

    Ma perché questa enorme differenza? Prova a darne un’interpretazione Fiorentini – che, pur ribadendo la necessità di non dare troppo peso alla classifica de Il Sole 24 Ore per i suoi limiti metodologici – osserva come “l’analisi del nostro ufficio statistica dimostra che anche prendendo per buono paniere e prezzi, vi è in particolare un elemento che fa aumentare notevolmente la spesa locale, e questo è il pane come anch’io avevo supposto vedendo per la prima volta l’inchiesta del quotidiano economico di Confindustria. Visto che peraltro viene acquisito il prezzo del prodotto più venduto in ogni negozio, è evidente che tradizionalmente nella nostra città questo è la coppia ferrarese. Un tipo di pane che ha un prezzo decisamente più alto della media nazionale nella nostra città, ma che ha un prezzo giustificato da un processo artigianale che ha pochi eguali nel nostro paese. Che costa in effetti molto, ma che magari non raggiunge i 178 kg di consumo medio annuo e che certamente non può essere tolto dal paniere del ferrarese”.

    Fiorentini tocca infine anche un altro punto: “L’altra questione che poteva influire sui prezzi è una scarsa efficienza del mercato locale: ma – pur aperto ad un confronto sul merito – è un tema che visto quanto detto prima mi convince sempre meno. Sicuramente molto poco per quanto riguarda la costruzione di ‘cartelli’ locali (vista l’ampia presenza di marchi della grande distribuzione in città). Forse un poco di più su quanto la fidelizzazione dei clienti possa influire sull’efficienza del mercato”.

  • Cena ‘stupefacente’, residenti infuriati: «Noi rispondiamo con un gelato per tutti»

    AL GAD ANDREA ROSSI, IL PORTAVOCE: «L’INIZIATIVA DI FIORENTINI È UNA PRESA IN GIRO»

     Cena ‘stupefacente’, residenti infuriati: «Noi rispondiamo con un gelato per tutti»
    AL GAD ANDREA ROSSI, IL PORTAVOCE: «L’INIZIATIVA DI FIORENTINI È UNA PRESA IN GIRO»
  • Un “gelato per la legalità” in Gad contro una “cena stupefacente”

    Iniziativa di alcuni residenti del quartiere in opposizione a quella del consigliere Fiorentini (Si)

    1447978744_66e88e2337La “cena stupefacente” organizzata dal consigliere comunale Leonardo Fiorentini per promuovere la legalizzazione della cannabis non piace a un gruppo di abitanti della zona Gad che hanno scelto di replicare con “un gelato per la legalità” e contro “la beffa” degli antiproibizionisti.

    L’evento si terrà il prossimo lunedì 19 settembre in risposta alla “cena stupefacente” organizzata (sempre nella Gad) da Fiorentini.

    “Siamo alla beffa – dichiara Andrea Rossi, residente in zona e fra gli organizzatori dell’appuntamento -, perché oltre ad essere quotidianamente in balìa di risse, spaccio e prostituzione, il quartiere è stato scelto come location di una cena per promuovere la legalizzazione degli stupefacenti. Si è superato ogni limite del buon gusto e della decenza”.

    Una valutazione condivisa anche da altri abitanti del quartiere che puntano il dito contro l’iniziativa promossa da Fiorentini: “Un componente della maggioranza che impiega le sue migliori energie per irridere con iniziative provocatorie chi vive quotidianamente il degrado ci pare davvero troppo – prosegue Rossi — Tra l’altro l’esponente di Sel (ora di Sinistra Italiana, ndr) presiede, almeno in via teorica, la commissione consiliare per la sicurezza; se questa è la sua visione della sicurezza, c’è da restare allibiti. O stupefatti, per restare al gergo del politico ferrarese”.

    Per chi intendesse partecipare, l’appuntamento è presso la gelateria “La Siberiana” di viale IV novembre, lunedì 19, alle ore 21.

    “Mi auguro che il gelato sia senza zucchero – replica ironicamente Fiorentini -. Il diabete di tipo 2 fa 20mila morti in Italia, la cannabis finora ne ha fatti zero. È evidente che ci si nasconde con ipocrisia dietro a un dito e si tenta di screditare iniziative che vogliono risolvere il problema dato che cinquant’anni di proibizionismo non lo hanno risolto, anzi, è peggiorato”.

  • Una cena ‘stupefacente’ «Canapa buona e salutare»

    POLEMICA PER L’INIZIATIVA DI FIORENTINI (SI)

    POLEMICA PER L’INIZIATIVA DI FIORENTINI (SI)
    Una cena ‘stupefacente’ «Canapa buona e salutare»

  • «Mobilità dolce, il Comune non perda il treno del bando»

    Fiorentini (sinistra italiana) da La Nuova Ferrara del 18 agosto 2016

    Fiorentini (sinistra italiana)
    «Mobilità dolce, il Comune non perda il treno del bando»
    Da La Nuova Ferrara del 18 agosto 2016

    Nei giorni scorsi è stato firmato il Decreto sulla mobilità sostenibile che assegnerà 35 milioni di euro (derivanti dal collegato ambientale alla finanziaria 2014) agli enti locali per promuovere forme di spostamento dolce, in particolare nelle città sopra i 100.000 abitanti che hanno sforato i limiti di legge di micropolveri e ossidi di azoto. Leonardo Fiorentini, consigliere comunale indipendente (Sinistra Italiana) ha presentato un’interpellanza per conoscere quale siano le intenzioni dell’amministrazione comunale rispetto al bando che sarà pubblicato nelle prossime settimane: «non sappiamo ancora – commenta Fiorentini – i contenuti precisi del bando, nè quando sarà effettivamente pubblicato, ma i soli 90 giorni a disposizione per presentare progetti rendono necessario che il Comune si attivi immediatamente per selezionare un progetto da candidare». «Il nostro Comune – continua il consigliere comunale – purtroppo è fra quelli che hanno segnato numerosi sforamenti dei limiti di legge rispetto alla qualità dell’aria, non solo per la propria posizione geografica, e la situazione climatica derivante. Occorre prendere di slancio l’opportunità derivante dal Pums (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) che è in via di redazione per fare scelte avanzate in tema di mobilità privata e pubblica». Per Fiorentini «l’occasione di questo bando è ghiotta proprio perché concede al nostro Comune la possibilità di anticipare e accompagnare la fase di redazione e discussione del Pums con azioni, sperimentali e non, di miglioramento della qualità della mobilità cittadina cofinanziate dallo Stato che, una volta inserite in un contesto partecipativo, possono far toccare con mano il miglioramento della qualità della vita dovuto a scelte coraggiose sulla mobilità». «La nostra città è graziata dal fatto che quasi il 30% dei suoi cittadini usa la bicicletta per i propri spostamenti, ma purtroppo il servizio di Trasporto Pubblico Locale è inadeguato e ce ne accorgiamo con la prima pioggia. Va ripensato tutto a partire dall’ottimo lavoro fatto con il quadro conoscitivo collegato alle linee di indirizzo del Pums da poco approvate dalla Giunta comunale. Gli esempi coraggiosi in giro per il mondo (molti in Europa) ormai sono tantissimi. Mi piacerebbe – conclude Fiorentini – che Ferrara fosse presa ad esempio come riferimento nazionale in tema di politiche sulla mobilità».

  • «Più selezione e formazione per tutte le forze dell’ordine»

    Articolo di Veronica Capucci da La Nuova Ferrara del 4 agosto 2016

    «Più selezione e formazione per tutte le forze dell’ordine»
    Da La Nuova Ferrara del 4 agosto 2016
    Anche l’ultimo numero della rivista “Azione nonviolenta”, è stato dedicato alla formazione alla non violenza per le forze dell’ordine, dopo l’attenzione che allo stesso tema la rivista aveva dedicato nel numero di febbraio. Presentato al chiosco Pinguino da Leonardo Fiorentini, consigliere Si, e Daniele Lugli, ha offerto l’occasione per dibattere di formazione delle forze dell’ordine, di responsabilità dei manifestanti, di reato di tortura, assente nel nostro paese. «Il rinvio dell’introduzione del reato di tortura, voluto da alcune forze politiche, perché lo considerano un attacco alle forze dell’ordine, è inopportuno oltreché un torto verso le stesse forze dell’ordine», introduce Leonardo Fiorentini. Di reato di tortura parla anche Lugli, spiegando come sia la stessa Costituzione all’articolo 13 a recitare che “è punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà”.Delicatissima la funzione di chi può esercitare la forza verso i cittadini. «E’ necessario dunque – rimarca Lugli – una adeguata selezione e formazione del personale. Se non cambia il rapporto tra la polizia e le persone e viceversa, potranno ripetersi altri episodi tragici». È sicuramente difficile agire all’interno di manifestazioni, ma «noi non crediamo che le manifestazioni debbano essere atti vandalici, ma che servano a rendere manifesta una cosa, per cui anche le persone devono rendersi responsabili di quello che fanno». «Anche chi manifesta – ha proseguito – deve essere educato alla non violenza. La formazione delle forze dell’ordine deve invece portarti a vedere davanti a te un cittadino, non un nemico da eliminare», sottolinea Lugli. La conclusione è affidata a Fiorentini, che ha voluto informare che «la scorsa settimana, il Silp Cgil ha reso noto che da 10 anni nella squadra mobile di Ferrara manca personale femminile». Veronica Capucci
  • I colleghi Cidas: scelta ingiusta. Fiorentini (Si): via la delibera

    I colleghi Cidas: scelta ingiusta. Fiorentini (Si): via la delibera Da La Nuova Ferrara del 4 agosto 2016 L’affidamento dei servizi di trasporto del 118 alle associazioni di volontariato è anche al centro di un’interpellanza del consigliere di Sinistra Italiana Leonardo Fiorentini che, rivolgendosi a sindaco e assessore alla Sanità chiede se la giunta abbia «intenzione di intervenire in Regione perché venga riveduta la politica di accreditamento “spinto” del volontariato […]

    I colleghi Cidas: scelta ingiusta. Fiorentini (Si): via la delibera
    Da La Nuova Ferrara del 4 agosto 2016
    L’affidamento dei servizi di trasporto del 118 alle associazioni di volontariato è anche al centro di un’interpellanza del consigliere di Sinistra Italiana Leonardo Fiorentini che, rivolgendosi a sindaco e assessore alla Sanità chiede se la giunta abbia «intenzione di intervenire in Regione perché venga riveduta la politica di accreditamento “spinto” del volontariato in questo settore, almeno per funzioni particolarmente delicate come il trasporto d’emergenza». L’invito è a chiedere all’Asl «di rettificare la delibera di affidamento imponendo clausole di garanzia per i lavoratori, minima clausola di civiltà che viene inserita ormai in qualsiasi affidamento esterno». Di «ingiusta vicenda nei confronti dei colleghi» parlano le Rsu Cidas, esprimendo solidarietà per gli autisti esautorati e dichiarando la propria contrarietà «a questa deriva che sta vedendo la sostituzione di posti di lavoro contrattualizzati e occupati da professionisti con un volontariato che, in questa caso, si trova in contrasto con i suoi valori originari», ovvero «integrativi e non sostitutivi». Alle proteste si unisce Rifondazione Comunista con la segretaria della Federazione di Ferrara, Stefania Soriani: «Il volontariato è un’ottima risorsa con condivisibili finalità, purchè non vada a discapito del lavoro di professionisti correttamente retribuiti, a favore di più economici “rimborsi spese”, che non possono che favorire il lavoro nero». A ribadire il concetto interviene poi il consigliere di Fdi-An, Paolo Spath: «La sanità deve essere dei professionisti. Esistono differenze di ruoli e di mansioni, che devono essere chiaramente stabilite dalla Regione che non può venire meno al proprio ruolo di legislazione: questo lo pretendiamo per non fare confusione e per dare il miglior servizio possibile alla Salute di tutti. E la logica non può essere quella del risparmio, a tutti i costi».