• I rifiuti dello Sblocca Italia a Ferrara nessuno li vuole

    I rifiuti dello Sblocca Italia a Ferrara nessuno li vuole

    Approvato l’odg di SEL

    La Nuova Ferrara del 28/10/2014 ed. Nazionale p. 10

    Sull’ambiente, ieri pomeriggio è andato in scena un Consiglio comunale alla fin fine quasi unanime. Il dibattito è stato riacceso in questi giorni dal decreto-legge “Sblocca Italia”, che all’articolo 35 dichiara gli inceneritori “infrastrutture energetiche di preminente interesse nazionale”: il consigliere di Sinistra ecologia e libertà Leonardo Fiorentini ha presentato un ordine del giorno che impegna sindaco e giunta «a continuare a esercitare pubblicamente un’attività di controllo e pressione affinché il testo venga modificato al fine di salvaguardare le politiche virtuose intraprese in questi anni», e che inoltre chiede ai nostri parlamentari «un impegno diretto» nello stesso senso. D’accordo il Pd che, con il suo segretario comunale Renato Finco ha presentato un emendamento al testo di Fiorentini per aggiungere un passaggio su un altro articolo – il 38 – dello Sblocca Italia, relativo alle trivellazioni. Un articolo che «esautora la pianificazione locale e regionale» ha scritto il Pd, in un territorio come il nostro «soggetto sia a forti fenomeni di subsidenza sia alla necessità di provvedere al sollevamento meccanico delle acque superficiali». L’ordine del giorno emendato è passato con 24 sì (Sel, Pp, Ferrara Concreta, M5S) e sette astensioni, quelle di Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e Gol. Minor fortuna ha avuto invece un altro emendamento all’odg di Fiorentini, targato Movimento 5 stelle, che avrebbe aggiunto una censura al nostro Comune per «non aver ancora strutturato sistemi di misurazione della quantità di rifiuti effettivamente conferiti dalle singole utenze, raggiungendo finora una percentuale di differenziata pari al solo 54%». La proposta ha avuto 6 voti favorevoli, 21 contrari e 5 astenuti. Generale clima di intesa anche sull’odg dei pentastellati che impegnava il sindaco, in quanto azionista di Hera (ma ormai il Comune detiene lo 0,1%), a far sfilare la multiutility dalla costruzione di una centrale a carbone a Saline Joniche, provincia di Reggio Calabria. Dibattito acceso invece su un altro testo del M5S, che chiedeva il ritiro in toto dello Sblocca Italia, bollato dalla consigliera Silvia Mantovani come «la peggior norma mai scritta, che in un sol colpo fa scempio di ambiente e diritti favorendo la privatizzazione delle municipalizzate e non chiudendo gli inceneritori». Perfino Vittorio Anselmi di Forza Italia ha parlato di richiesta «sbrigativa e sbagliata», mentre il capogruppo Pd Luigi Vitellio ha ricordato che nel decreto ci sono anche la Cispadana e il salva-Genova. I pentastellati sono riusciti ad aggiungere ai propri quattro voti solo quelli di Fiorentini (Sel) e Mauro Malaguti (Fratelli d’Italia). Gabriele Rasconi

    Scarica in formato pdf: nuovafe_28102014.

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