• Si decide su nuove case e indici di edificazione

    Si decide su nuove case e indici di edificazione
    La Nuova Ferrara del 13/07/2010 ed. Nazionale p. 10
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    Solo un terzo del terreno è utilizzabile per costruire ma la proporzione è destinata a cambiare – In forse la ‘quota 800′ base del meccanismo della perequazione

    La giunta comunale ha attivato il percorso che dovrà portare, nel prossimo ottobre, al varo del bando per la costruzione di 2.000 nuove case in cinque anni, più tutti gli altri interventi previsti dal Piano operativo comunale. Il primo passo è appunto il Documento degli obiettivi del Poc, presentato dall’assessore Roberta Fusari, che contiene le modifiche derivanti dalle tre settimane di consultazioni con circoscrizioni, categorie economiche, ordini professionali e associazioni culturali. Oggi pomeriggio la 3ª commissione consiliare vedrà l’audizione congiunta di ordini professionali e categorie economiche, mentre domani ci sarà la discussione e il via libera al passaggio del documento al Consiglio comunale in programma lunedì 19 luglio.
    Le circoscrizioni hanno dato parere favorele pure in presenza di distinguo che anticipano una discussione politica sicuramente impegnativa: trattasi, peraltro, del documento fondamentale della programmazione urbanistica della consiliatura, con cifre a sette zeri che circolano sui diritti edificatori in distrubuzione. Proprio su alcuni indici si sta tessendo in queste ore il rapporto tra il Comune e le forze economiche, in particolare, che anche ieri ha visto impegnato direttamente il sindaco Tiziano Tagliani. La questione centrale resta quella in qualche maniera anticipata dal presidente della circoscrizione 2, Fausto Facchini, e “marcata” dalla sua astensione. Troppo bassi gli indici edificatori concessi in rapporto alle aree obbligatoriamente da reperire con il meccanismo della perequazione. Un ettaro di terreno edificabile, in sostanza, genera 2.500 metri quadrati di superfice utile ma solo una piccola parte di quest’ultima è immediatamente utilizzabile: un terzo, per la precisione, a partire quindi da 800 metri quadrati. Per arrivare a impiegare gli altri due terzi, il proprietario deve acquisire diritti perequativi, attraverso l’acquisto di aree blu (servizi pubblici) o verdi da cedere poi al Comune così come sono o con opere pubbliche da lui realizzate. Il meccanismo serve evidentemente per valorizzare anche le aree non edificabili e semplificare la vita al Comune, ma questa proporzione così sbilanciata ha fatto da subito storcere il naso a imprenditori e professionisti. E’ appunto sulla soglia-800, la base della piramide perequativa, che si sta discutendo in queste ore: dalle associazioni arriverà una richiesta di sensibile ritocco verso l’alto, dalla commissione di questo pomeriggio, presieduta da Antonio Pavoni (Pd), si capirà qualcosa sulle intenzioni della giunta in merito. Il “fantasma” di un bando con pochissime adesioni al Poc e oneri urbanistici inferiori al previsto nelle casse comunali, sta agitando in queste ore il sonno di parecchi amministratori. Restano d’altra parte aperti anche i temi posti dal verde Leonardo Fiorentini, che ha votato contro il Poc in circoscrizione: case nuove previste con tantissime abitazioni vuote e sfitte, aree di riqualificazione da incentivare ulteriormente rispetto alle zone “vergini”. (s.c.)

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