• Dichiarazione di voto sul Documento degli obiettivi del 2° POC del Comune di Ferrara

    I 12.000 alloggi sfitti* non sono una svista, un errore, un caso. Hanno un genitore, legittimo o illeggitimo che sia da qualche mese non è più importante neanche per lo Stato italiano: sono figli di un sistema di potere che ha governato questa città per anni, che ha ideato, costruito e approvato nel 1995 un PRG che prevedeva espansioni in ogni dove, e che alla richiesta degli ecologisti di allora […]

    I 12.000 alloggi sfitti* non sono una svista, un errore, un caso.

    Hanno un genitore, legittimo o illeggitimo che sia da qualche mese non è più importante neanche per lo Stato italiano: sono figli di un sistema di potere che ha governato questa città per anni, che ha ideato, costruito e approvato nel 1995 un PRG che prevedeva espansioni in ogni dove, e che alla richiesta degli ecologisti di allora di puntare invece sulla riqualificazione rispondeva, salomonicamente, aggiungendo le aree di riqualificazione a quelle di espansione, con indici, ovviamente, spropositati. Un sistema di potere che si è sgretolato politicamente 15 anni fa ma che solo successivamente ha dovuto realmente fare i conti con le fondamenta di cartapesta su cui era imbastito. La crisi economica e lo scoppio della bolla immobiliare hanno poi reso evidente a tutti l’insensatezza di una politica urbanistica di espansione in una città i cui residenti sono in continua decrescita demografica dal 1965.

    Vi si è messa una pezza con il PSC, che ricordiamolo ha diminuito le aree di espansione già previste dal Piano Regolatore precedente. Il primo POC però è stata un’occasione persa. Perché già si sapeva quando lo si preparava, o quanto meno si sospettava, che la situazione degli alloggi sfitti era grave. Eppure si decise di prevedere comunque espansione, anche se limitata a metà della nuova residenza prevista. Un colpo al cerchio un uno alla botte. Anche per questo, direi soprattutto per questo, votai contro in circoscrizione già alla presentazione del documento preliminare, nel lontano 2010.

    Ma bisogna aver pazienza, i processi di presa di coscienza politica hanno bisogno di tempo, e qui non abbiamo fretta, almeno io di pazienza ne ho tanta e non ho paura di aspettare. Volendo aprire una parentesi magari il Pianeta ha un po’ più di fretta, ma non è il caso di aprirla ora. Del resto poi i processi politici hanno bisogno di meno tempo se incocciano contro la peggiore crisi economica del dopoguerra.

    Quindici anni fa qualcuno auspicava un corso di formazione per specializzare gli operai nel restauro e nella riqualificazione edilizia. Purtroppo si preferì mangiare terreno agricolo per costruire, male, villette e casermoni (scusate, si chiamavano nuovi bastioni), incamerare oneri di urbanizzazione e voti. Oggi non solo molte di quelle villette e di quei casermoni sono vuoti, ma ci troviamo con un patrimonio edilizio storico che sconta la mancata lungimiranza di allora che ha svuotato il centro dalla residenza e portato la residenza laddove non c’erano servizi, scuole, trasporto pubblico.

    Perché si è costruito troppo e troppo male: oggi la vera sfida è avviare una politica industriale che proietti il nostro settore edilizio fuori dalla crisi con l’innovazione. E innovazione in edilizia oggi significa riqualificazione, energetica in primis, restauro e rigenerazione. L’unico settore in cui il Comune puo’ fare una politica industriale perché detiene nelle sue mani molti degli elementi regolatori, dalla pianificazione territoriale alla tassazione sul patrimonio edilizio, è proprio questo. Certo servirebbero anche risorse, chessò un grande fondo di rotazione per avviare un grande processo di riqualificazione del nostro centro storico attivando risorse dei privati, come peraltro suggerito in altri termini dal sindacato. Ma questo è un passo successivo.

    Prima prendiamo tutti coscienza che da questa crisi se ne esce solo innovando. A cominciare dalle politiche urbanistiche. La presentazione di questo secondo POC è un primo, decisivo, passo. Finalmente si ferma il consumo del territorio.

    Cominciamo a ragionare quindi sul settore produttivo, puntando sulla rigenerazione del già costruito e il completamento di aree artigianali, industriali e commerciali già in parte attive. Un’attenzione particolare dovremmo dare all’area del petrolchimico. Perché è da anni in crisi, perché sono a rischio posti di lavoro, perché è necessario completarne la bonifica, ma anche perché rappresenta una risorsa incredibile in termini di superfici a disposizione in un’area che già ha infrastrutture a suo servizio ed un piano di gestione comune delle emergenze. Un’area che va quindi valorizzata con attività economiche che ne garantiscano la continuità produttiva, la sostenibilità economica ed infine, ma non ultimo, la progressiva diminuzione dell’impatto ambientale.

    Per tutto questo voterò favorevolmente al documento degli obiettivi del 2° POC del Comune di Ferrara.

    *5400/7400 alloggi sfitti, il restante in costruzione e/o autorizzati

  • Territorio

    Sulle scelte urbanistiche l’amministrazione è stata troppo timida. In una città dove si è costruito troppo e male, dove ci sono migliaia di alloggi sfitti, il POC ha deciso di continuare a consumare territorio. Era l’occasione per fermarsi, fare il punto e dare una sterzata netta: solo riqualificazione urbana e miglioramento della qualità edilizia dell’ esistente. Sarebbe stato uno stimolo alla conversione del settore dell’edilizia verso la qualità e la […]

    Sulle scelte urbanistiche l’amministrazione è stata troppo timida. In una città dove si è costruito troppo e male, dove ci sono migliaia di alloggi sfitti, il POC ha deciso di continuare a consumare territorio. Era l’occasione per fermarsi, fare il punto e dare una sterzata netta: solo riqualificazione urbana e miglioramento della qualità edilizia dell’ esistente. Sarebbe stato uno stimolo alla conversione del settore dell’edilizia verso la qualità e la sostenibilità, e sarebbe stata l’occasione per trovare soluzione ai grandi vuoti urbanistici che si sono creati in questi decenni, dalle zone ex-industriali sino all’area dell’ex ospedale Sant’Anna.

    Invece dei 2000 nuovi alloggi del POC la metà saranno costruiti su territorio vergine (oltre agli altri 2000 resi possibili col RUE).Per questo ho votato contro la delibera ed ho proposto numerosi emendamenti al RUE.

    Nel programma del candidato Sindaco Tagliani c’è scritto “stop al consumo del territorio”: attenderò i fatti.

    Nel frattempo, ecco alcune proposte:

    • applicare riduzioni sugli oneri di urbanizzazione proporzionali alla qualità energetica degli edifici sia per abbattere nel breve termine il costo finale di tali edifici che al momento, a causa della scarsa diffusione di conoscenza tecnica e dei costi dell’impiantistica risultano “fuori mercato” sia per indirizzare il tessuto imprenditoriale locale nella transizione verso costruzioni e soluzioni oggi innovative ma dopodomani (2021) obbligatorie;
    • creare un sistema di incentivi e strumenti di promozione per la creazione di una filiera locale per la costruzione di case antisismiche e passive utilizzando legname proveniente da coltivazioni rinnovabili locali;
    • impostare un nuovo POC realmente a consumo zero;
    • ecocatasto: lavorare nell’ambito della tanto attesa riforma catastale per inserire nel nuovo Catasto anche i dati di qualità energetica e ambientale degli edifici, in modo da prevedere sconti sulle imposte per gli edifici più virtuosi (e non – ad esempio – colpire con maggiore imposizione chi ha dotato i propri immobili di impianti fotovoltaici sopra i 3kw, come succede oggi secondo le ultime intepretazioni dell’Agenzia delle Entrate).
  • vendesi

    Perchè dico no al POC

    I tempi sono cambiati. Sono molto cambiati da quel 1993 in cui veniva alla luce il PRG “esplosivo” della giunta Soffritti. Non sono solo passati gli anni: si sono “affinate” le coscienze (anche quelle di alcuni decisori politici dell’epoca) e pian piano sempre di più ci siamo resi conto delle conseguenze della cementificazione selvaggia del nostro territorio. Oggi non solo il dissesto idrogeologico è una delle maggiori emergenze del paese, […]

    vendesiI tempi sono cambiati. Sono molto cambiati da quel 1993 in cui veniva alla luce il PRG “esplosivo” della giunta Soffritti. Non sono solo passati gli anni: si sono “affinate” le coscienze (anche quelle di alcuni decisori politici dell’epoca) e pian piano sempre di più ci siamo resi conto delle conseguenze della cementificazione selvaggia del nostro territorio. Oggi non solo il dissesto idrogeologico è una delle maggiori emergenze del paese, ma la crisi ha inevitabilmente colpito con forza il bulimico mercato immobiliare e ci ritroviamo con migliaia di alloggi sfitti, scheletri di condomini nel deserto e lottizzazioni fantasma.

    Tempi diversi e coscienze diverse necessitano scelte politiche diverse. Basta espansione: oggi è il tempo di riqualificare il patrimonio edilizio, migliorare l’efficienza energetica e la qualità generale del nostro abitare e bonificare e recuperare aree urbanizzate e abbandonate. Eppure, mentre migliaia di appartamenti, centinaia di villette a schiera, decine di condomini pietra a vista continuano a rimanere lì, vuoti, il Comune di Ferrara si appresta ad approvare il nuovo Piano Operativo Comunale prevedendo circa 1900 nuovi alloggi. Di questi solo 800 sono gli alloggi ricavati dalla riqualificazione urbanistica di aree dismesse: il resto, un migliaio, sono previsti su territorio più o meno vergine.

    Secondo un conto fatto in casa (in assenza di dati ufficiali) sono oggi forse più di 10.000 gli alloggi sfitti, costruendi o comunque autorizzati nella nostra città. Un patrimonio immobiliare enorme che è, esso stesso, la migliore prova di come non serva al mercato stesso pensare a nuova espansione bensì sia necessario puntare ad un  forte processo di riqualificazione edilizia, energetica e sismica dell’esistente. Se proprio si voleva dare anche un segnale ai “grandi investitori” sarebbe bastato puntare sulla riqualificazione urbanistica dei grandi comparti dismessi, sia pubblici che privati. Invece, un po’ troppo timidamente, gli interventi di questo tipo rappresentano meno della metà di quelli previsti nel POC (per la verità già abbondantemente sufficienti a esaudire le reali necessità abitative della città per i prossimi 15 anni), mentre del PUA del Sant’Anna, l’area di riqualificazione urbana di interesse pubblico probabilmente più importante (e pericolosa se lasciata all’abbandono) per la città, non si sa più nulla.

    Una grande occasione rischia così di essere sprecata: aiutare il tessuto imprenditoriale locale legato al mattone a spostarsi progressivamente dalla costruzione alla riqualificazione, dalla quantità alla qualità. Una conversione ineludibile, perchè il territorio, come tutte le risorse, è una risorsa finita. Un processo che sarebbe stato e un favore anche per gli stessi imprenditori, che oggi si ritrovano con migliaia di alloggi invenduti, e che avrebbero così il tempo di smaltire le loro “rimanenze di magazzino” prima che altri arrivino sul mercato.

    Serviva più coraggio. Per questo ho votato no al Piano Operativo Comunale di Ferrara.

    Leonardo Fiorentini
    Consigliere ecologista Circoscrizione 1

  • Consumo del territorio: il Comune risponderà al censimento “Salviamo il Paesaggio”?

    Leonardo Fiorentini, consigliere ecologista della Circoscrizione 1, ha presentato nei giorni scorsi un’interpellanza per conoscere le intenzioni dell’Amministrazione comunale di Ferrara nei confronti della campagna di censimento  “Salviamo il Paesaggio” promossa dal FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER LA TERRA E IL PAESAGGIO. “I promotori – spiega Fiorentini – hanno voluto lanciare con questo censimento prima inchiesta capillare mai realizzata in Italia per quantificare il numero delle abitazioni e degli immobili […]

    Leonardo Fiorentini, consigliere ecologista della Circoscrizione 1, ha presentato nei giorni scorsi un’interpellanza per conoscere le intenzioni dell’Amministrazione comunale di Ferrara nei confronti della campagna di censimento  “Salviamo il Paesaggio” promossa dal FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER LA TERRA E IL PAESAGGIO.

    “I promotori – spiega Fiorentini – hanno voluto lanciare con questo censimento prima inchiesta capillare mai realizzata in Italia per quantificare il numero delle abitazioni e degli immobili ad uso commerciale e terziario non utilizzati, vuoti e sfitti.”

    “E’ bene ricordare che a Ferrara il dato, risalente al 2010 ovvero al momento della discussione del documento degli obiettivi del Piano Operativo Comunale, era di circa 9000 alloggi sfitti o non utilizzati. Sarebbe quindi molto interessante, ora che il POC è in via di elaborazione, avere un aggiornamento di questo dato che, visto il mercato immobiliare fermo, difficilmente potrà essere migliorato.”

    Con l’interpellanza il consigliere ecologista intende non solo sensibilizzare il Comune di Ferrara rispetto all’iniziativa nazionale, ma anche ricordare come il giudizio sul POC dipenderà molto dalle scelte dell’amministrazione: “andranno fatte scelte sia in termini quantitativi che qualitativi: sarebbe davvero coraggioso, ma non dovrebbe essere così, se il Comune prendesse atto dell’enorme quantità di costruito inutilizzato e scegliesse di limitare al minimo le nuove costruzioni, promuovendo per i prossimi cinque anni esclusivamente interventi di riqualificazione urbanistica e ristrutturazione edilizia. Questo permetterebbe – continua Fiorentini – non solo al mercato “drogato” dalla bolla edilizia di recuperare un minimo di equilibrio, ma anche di dare maggiore respiro ad importanti interventi di riqualificazione di aree di interesse pubblico, e soprattutto di risparmiare al nostro territorio ulteriori colate di cemento”.

    Vai al sito della Campagna: http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/

    Vai al testo dell’interpellanza: https://www.leonardofiorentini.it/consiglio/2012/03/01/interpellanza-sul-censimento-salviamo-il-paesaggio-difendiamo-i-territori/

     

  • Interpellanza sul censimento “Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i territori”.

    Ferrara, 1 marzo 2012 A Girolamo Calò Presidente della Circoscrizione 1 Comune di Ferrara E pc A Roberta Fusari Assessora all’Urbanistica Comune di Ferrara Oggetto: interpellanza sul censimento “Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i territori”. Con la presente sono ad inoltrare la seguente interpellanza: premesso – che presso gli uffici del Comune di Ferrara è in via di definizione la proposta di Piano Operativo Comunale; – che il 27 febbraio è […]

    Ferrara, 1 marzo 2012

    A Girolamo Calò
    Presidente della Circoscrizione 1
    Comune di Ferrara

    E pc
    A Roberta Fusari
    Assessora all’Urbanistica
    Comune di Ferrara

    Oggetto: interpellanza sul censimento “Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i territori”.

    Con la presente sono ad inoltrare la seguente interpellanza:

    premesso
    – che presso gli uffici del Comune di Ferrara è in via di definizione la proposta di Piano Operativo Comunale;
    – che il 27 febbraio è partita la campagna di censimento nazionale del Forum “Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i territori” per mettere in luce quante abitazioni e quanti edifici produttivi siano già costruiti ma non utilizzati, vuoti, sfitti sul territorio italiano;
    – che tale campagna, indirizzata a tutti i Comuni italiani, ha l’obiettivo di ridurre il consumo di territorio attraverso un’oculata gestione dello stesso;

    Rilevato
    che già in sede di documento programmatico del POC fu fatta una stima degli edifici vuoti, non utilizzati o abbandonati, e che tale stima superava abbondantemente le necessità di nuove costruzioni derivanti dai fenomeni socio-demografici previsti.

    Ritenuto
    – che un’attenta pianificazione territoriale deve prevedere un’oculata gestione del territorio intesa come Bene Comune da tutelare per l’interesse generale;
    – che un’amministrazione lungimirante e consapevole deve poter governare il proprio Comune svincolata da interessi particolari e da pressioni speculative di singoli;
    – che un’accorta amministrazione deve rispondere alle esigenze dei suoi cittadini garantendo loro il benvivere e la sicurezza;

    Visto
    – che, sempre di più, fenomeni naturali di grandi intensità si manifestano nel territorio italiano con conseguenze devastanti sia fisiche, materiali e psicologiche dei cittadini;
    – che, spesso, nuove costruzioni non vengono occupate né per lavoro, né per residenze, con la conseguenza di nuovi volumi che occupano inutilmente spazi;
    – che molti edifici sono completamente abbandonati e fatiscenti;
    – che da vari decenni la politica urbanistica adottata dalle diverse amministrazioni ha comportato un’eccessiva “frenesia edificatoria” volta spesso alla realizzazione dell’edificato indipendentemente dalle reali necessità e bisogni della comunità o dalla qualità, o dalla sicurezza idrogeologica, compromettendo il paesaggio, il benvivere e la sicurezza stessa delle persone;
    – che oggi vi è sempre maggior necessità di edilizia sociale pubblica e che molti degli edifici vuoti potrebbero essere destinati a tale scopo;

    Considerato
    – che edifici vuoti sono sinonimo di mancanza di corretta pianificazione;
    – che edifici fatiscenti sono indice di un territorio mal gestito;
    – che è necessario ridurre il consumo di territorio, riqualificare l’esistente, recuperare gli edifici vuoti;
    – che è necessario mettere in sicurezza il territorio;

    Si interpella il Presidente della Circoscrizione e l’Amministrazione comunale per conoscere
    – se sia intenzione dell’Amministrazione comunale di Ferrara rispondere al questionario del Forum;
    – se sia intenzione dell’Amministrazione rivedere, alla luce delle considerazioni qui sopra, le quantità di nuove urbanizzazioni da inserire nel POC privilegiando invece gli interventi di riqualificazione e recupero urbanistico.

    Il Presidente del Gruppo Consiliare
    Leonardo Fiorentini

  • Una battaglia da…Poc

    Una battaglia da…Poc Il Piano operativo comunale oggi di scena in Consiglio Il Resto del Carlino del 19/07/2010 , articolo di STEFANO LOLLI ed. Ferrara p. 4 Scarica il file pdf: rdc_190710.pdf. di STEFANO LOLLI UNA BATTAGLIA da… Poc. L’ultimo scontro politico in Consiglio comunale prima del rompete le righe per le ferie estive, va in scena stamattina sul ‘piano operativo comunale’, uno dei principali strumenti di gestione urbanistica ma […]

    Una battaglia da…Poc
    Il Piano operativo comunale oggi di scena in Consiglio

    Il Resto del Carlino del 19/07/2010 , articolo di STEFANO LOLLI ed. Ferrara p. 4
    Scarica il file pdf: rdc_190710.pdf.

    di STEFANO LOLLI UNA BATTAGLIA da… Poc. L’ultimo scontro politico in Consiglio comunale prima del rompete le righe per le ferie estive, va in scena stamattina sul ‘piano operativo comunale’, uno dei principali strumenti di gestione urbanistica ma soprattutto la chiave, secondo associazioni di categoria e imprenditori del comparto immobiliare, per ridare ossigeno a un settore che da due-tre anni si trova nella morsa della crisi. Il rilievo principale è legato alla scelta strategica contenuta nel ‘Poc’ di prevedere la costruzione, in città, di circa 2 mila nuovi alloggi (oltre ai 1151 già convenzionati e non attuati, ed altri circa 900 alloggi diretti, legati al Regolamento Urbanistico Edilizio); su questo aspetto si sono levate critiche sia da parte dei Verdi che, più marginalmente, dal presidente della Circoscrizione 2 Fausto Facchini, che con una scelta clamorosa si è astenuto polemicamente. Il nodo, come afferma anche il capogruppo di Progetto per Ferrara Valentino Tavolazzi, è rappresentato da questa ulteriore massiccia edificazione che non incrocia i fabbisogni reali della città; ci sono «almeno 3 mila unità immobiliari invendute – afferma il civico -, ed al patrimonio edilizio residenziale non utilizzato, che lo stesso Comune stima in quasi 9 mila unità. Insomma, se non decidessimo nulla, arriverebbero comunque sul mercato 2 mila nuovi alloggi già convenzionati, ed ora Tagliani e la giunta vorrebbero aggiungerne altri 2 mila con il Poc». Tra questi, spiccano i 170 «da realizzarsi nell’ambito degli interventi per il riutilizzo dell’attuale ospedale Sant’Anna», si legge nel documento propedeutico al confronto in Consiglio. E proprio questa indicazione agita Tavolazzi: «Alla faccia del percorso di urbanistica partecipata – ironizza -, per decidere l’uso di quell’area, sventolato da sindaco, maggioranza e Partito Democratico nel corso del consiglio straordinario sul futuro dell’ospedale». Il secondo aspetto è evidenziato da Enrico Brandani, capogruppo del Pdl, che rilancia la richiesta «di più tempo per approfondire la questione: chiediamo che oggi l’assessore all’Urbanistica Roberta Fusari illustri la delibera e il maxi emendamento della giunta, e poi sia lasciato tempo sino a venerdì all’opposizione per… metabolizzare e valutare la questione. Visto il tempo che si è presa l’amministrazione per definire il Poc, non saranno pochi giorni in più a far saltare il banco!».

  • Si decide su nuove case e indici di edificazione

    Si decide su nuove case e indici di edificazione La Nuova Ferrara del 13/07/2010 ed. Nazionale p. 10 Scarica l’articolo in formato pdf: nuova_fe_13072010.pdf. Solo un terzo del terreno è utilizzabile per costruire ma la proporzione è destinata a cambiare – In forse la ‘quota 800′ base del meccanismo della perequazione La giunta comunale ha attivato il percorso che dovrà portare, nel prossimo ottobre, al varo del bando per la […]

    Si decide su nuove case e indici di edificazione
    La Nuova Ferrara del 13/07/2010 ed. Nazionale p. 10
    Scarica l’articolo in formato pdf: nuova_fe_13072010.pdf.

    Solo un terzo del terreno è utilizzabile per costruire ma la proporzione è destinata a cambiare – In forse la ‘quota 800′ base del meccanismo della perequazione

    La giunta comunale ha attivato il percorso che dovrà portare, nel prossimo ottobre, al varo del bando per la costruzione di 2.000 nuove case in cinque anni, più tutti gli altri interventi previsti dal Piano operativo comunale. Il primo passo è appunto il Documento degli obiettivi del Poc, presentato dall’assessore Roberta Fusari, che contiene le modifiche derivanti dalle tre settimane di consultazioni con circoscrizioni, categorie economiche, ordini professionali e associazioni culturali. Oggi pomeriggio la 3ª commissione consiliare vedrà l’audizione congiunta di ordini professionali e categorie economiche, mentre domani ci sarà la discussione e il via libera al passaggio del documento al Consiglio comunale in programma lunedì 19 luglio.
    Le circoscrizioni hanno dato parere favorele pure in presenza di distinguo che anticipano una discussione politica sicuramente impegnativa: trattasi, peraltro, del documento fondamentale della programmazione urbanistica della consiliatura, con cifre a sette zeri che circolano sui diritti edificatori in distrubuzione. Proprio su alcuni indici si sta tessendo in queste ore il rapporto tra il Comune e le forze economiche, in particolare, che anche ieri ha visto impegnato direttamente il sindaco Tiziano Tagliani. La questione centrale resta quella in qualche maniera anticipata dal presidente della circoscrizione 2, Fausto Facchini, e “marcata” dalla sua astensione. Troppo bassi gli indici edificatori concessi in rapporto alle aree obbligatoriamente da reperire con il meccanismo della perequazione. Un ettaro di terreno edificabile, in sostanza, genera 2.500 metri quadrati di superfice utile ma solo una piccola parte di quest’ultima è immediatamente utilizzabile: un terzo, per la precisione, a partire quindi da 800 metri quadrati. Per arrivare a impiegare gli altri due terzi, il proprietario deve acquisire diritti perequativi, attraverso l’acquisto di aree blu (servizi pubblici) o verdi da cedere poi al Comune così come sono o con opere pubbliche da lui realizzate. Il meccanismo serve evidentemente per valorizzare anche le aree non edificabili e semplificare la vita al Comune, ma questa proporzione così sbilanciata ha fatto da subito storcere il naso a imprenditori e professionisti. E’ appunto sulla soglia-800, la base della piramide perequativa, che si sta discutendo in queste ore: dalle associazioni arriverà una richiesta di sensibile ritocco verso l’alto, dalla commissione di questo pomeriggio, presieduta da Antonio Pavoni (Pd), si capirà qualcosa sulle intenzioni della giunta in merito. Il “fantasma” di un bando con pochissime adesioni al Poc e oneri urbanistici inferiori al previsto nelle casse comunali, sta agitando in queste ore il sonno di parecchi amministratori. Restano d’altra parte aperti anche i temi posti dal verde Leonardo Fiorentini, che ha votato contro il Poc in circoscrizione: case nuove previste con tantissime abitazioni vuote e sfitte, aree di riqualificazione da incentivare ulteriormente rispetto alle zone “vergini”. (s.c.)

  • Nuove case, settimana cruciale Nei quartieri c’è stato scontro

    Nuove case, settimana cruciale Nei quartieri c’è stato scontro La Nuova Ferrara del 12/07/2010 ed. Nazionale p. 6 Scarica in formato pdf: nuova_fe_120710.pdf. Non è certo stato liscio il percorso nelle circoscrizioni del Piano operativo comunale, cioè l’applicazione del Psc che prevede la costruzione di 2.000 nuove abitazioni in cinque anni. In Centro si è addirittura creata una situazione di potenziale bocciatura, con la maggioranza “salvata” dall’astensione di Lega e […]

    Nuove case, settimana cruciale Nei quartieri c’è stato scontro
    La Nuova Ferrara del 12/07/2010 ed. Nazionale p. 6
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    Non è certo stato liscio il percorso nelle circoscrizioni del Piano operativo comunale, cioè l’applicazione del Psc che prevede la costruzione di 2.000 nuove abitazioni in cinque anni. In Centro si è addirittura creata una situazione di potenziale bocciatura, con la maggioranza “salvata” dall’astensione di Lega e Pdl, a causa delle assenza e del voto contrario di Leonardo Fiorentini (Verdi). Alla “2” si è invece registrata l’astensione del presidente Fausto Facchini (Prc-Pdci). Benzina sul fuoco di una discussione che si preannuncia animata di suo, nelle due commissioni (domani audizione dei professionisti) precedenti alla presentazione del documento degli obiettivi, lunedì prossimo in consiglio comunale. Curiosamente, le osservazioni di Fiorentini e Facchini sono di segno quasi opposto. Il verde ricorda che ci sono già 9.077 alloggi non utilizzati, «anche se fosse la metà sarebbero la prova provata che si è costruito troppo e male negli anni scorsi», e quindi «se mai dei nuovi alloggi devono essere realizzati, questi devono essere esclusivamente collocati nelle zone di riqualificazione indicate dal Psc». Per Facchini, invece, c’è rischio che il bando previsto per ottobre vada deserto, «perchè se ad una piccola impresa imponi 400 metri quadrati di perequazione (opere pubbliche dove decide il Comune, ndr) per costruirne 800, non ce la fa. Una grande sì. Tra le cose che non tornano c’è anche la quota di edilizia popolare: i 2.000 nuovi alloggi sono già di fatto esauriti, non vedo posto per i 400 promessi di edilizia popolare».

  • Il Comune trovi il coraggio di frenare l’uso del territorio

    «Il Comune trovi il coraggio di frenare l’uso del territorio» Il Resto del Carlino del 10/07/2010 ed. Ferrara p. 15 Scarica in formato pdf: rdc_10_7_2010.pdf DOPO IL presidente della Circoscrizione Fausto Facchini, anche dai Verdi arriva una secca bocciatura per il Poc, il Piano Operativo Comunale: «Serve più coraggio, il Comune deve dire stop al consumo del territorio – afferma Leonardo Fiorentini, unico eletto degli ecologisti nelle istituzioni ed ex […]

    «Il Comune trovi il coraggio di frenare l’uso del territorio»
    Il Resto del Carlino del 10/07/2010 ed. Ferrara p. 15

    Scarica in formato pdf: rdc_10_7_2010.pdf

    DOPO IL presidente della Circoscrizione Fausto Facchini, anche dai Verdi arriva una secca bocciatura per il Poc, il Piano Operativo Comunale: «Serve più coraggio, il Comune deve dire stop al consumo del territorio – afferma Leonardo Fiorentini, unico eletto degli ecologisti nelle istituzioni ed ex presidente della Circoscrizione Centro -; sono troppi i 2000 alloggi previsti dalla strumentazione urbanistica, e manca una proposta concreta per la riqualificazione della città urbanizzata». IL DOCUMENTO è condiviso dalla federazione provinciale dei Verdi: «Bisogna decidere se lasciare a un mercato, che come è evidente non sa regolarsi, la proposta su dove e come costruire, oppure indicare dove costruire, e in che modo, ciò che serve alla città – affermano gli ecologisti -. Non viviamo certo su Marte: sappiamo che il settore edile deve pur… costruirsi un futuro, ma sappiamo anche che alcune delle aree di riqualificazione individuate (Foro Boario, Stu, lo stesso Sant’Anna, la caserma di Cisterna del Follo) sono di proprietà pubblica e rappresentano alcuni dei nodi fondamentali da sciogliere per il futuro di questa città, mentre tante aree di espansione sono oggi campagna». PERCIO’ si chiede «un atto politico di netta discontinuità con il passato. Non basta la perequazione che favorisce la riqualificazione – incalzano i Verdi -: se mai dei nuovi alloggi devono essere realizzati, questi devono essere esclusivamente collocati nelle zone di riqualificazione indicate dal Psc». Di qui l’invito «a scrivere nel Poc che per i prossimi 5 anni il Comune dirà stop al consumo del suo territorio, che non si cementificherà ulteriore suolo perché è interesse di tutti che ciò non avvenga, e che invece si riqualificheranno parti di città in disuso che hanno urgente bisogno di un intervento urbanistico perché hanno perso da tempo le loro funzioni o le perderanno presto. Il Comune deve avere il coraggio di dire che prima di costruire nuovi condomini o villette, nel centro come nel forese è indispensabile ristrutturare e riqualificare quelle esistenti, abitate e poi abbandonate o come spesso è successo in questi anni, mai abitate».

  • POC. Ci vuole più coraggio: il Comune dica stop al consumo del territorio.

    I Verdi votano contro il documento degli obiettivi e i 2000 nuovi alloggi del Piano Operativo Comunale  di Ferrara e fanno una proposta per la riqualificazione della Città urbanizzata. Una premessa. Il tempo che ci è stato concesso per analizzare il documento degli obiettivi del Piano Operativo Comunale, nei fatti una settimana, non ha certo permesso un’analisi approfondita. Ci si è dovuto, per il momento, limitare ai “conti della serva”. […]

    I Verdi votano contro il documento degli obiettivi e i 2000 nuovi alloggi del Piano Operativo Comunale  di Ferrara e fanno una proposta per la riqualificazione della Città urbanizzata.

    Una premessa. Il tempo che ci è stato concesso per analizzare il documento degli obiettivi del Piano Operativo Comunale, nei fatti una settimana, non ha certo permesso un’analisi approfondita. Ci si è dovuto, per il momento, limitare ai “conti della serva”.

    Che sono presto fatti, e non tornano. Il documento prende come riferimento una previsione di crescita della popolazione che richiederebbe circa 1500 nuovi alloggi nei prossimi cinque anni. Circa 700 sono gli alloggi già realizzabili da PUA già approvati ma non ancora attuati, altri 800/900 sono i nuovi alloggi stimati da interventi diretti che non richiedendo Piani attuativi saranno regolati dal RUE. Gli alloggi necessari sarebbero così esauriti ancor prima di aprire il bando del POC. In più la situazione del mercato immobiliare ferrarese è sotto gli occhi di tutti: i 9077 alloggi (stima dataci in Commissione) non utilizzati sono troppi. Per intenderci sono praticamente quelli previsti come crescita della città dall’intero PSC. Anche se fossero la metà sarebbero la prova provata che si è costruito troppo e male negli anni scorsi, come spesso abbiamo denunciato ricordando sempre la strenua opposizione dei Verdi al PRG soffrittiano. Per questo nelle passate due legislature abbiamo fortemente voluto un PSC che ha diminuito di 3 volte la capacità edificatoria residua del PRG del 95 e imporrà tramite il RUE una migliore qualità del costruito.

    Eppure oggi si propongono 2000 nuovi alloggi. Bisogna decidere quale è l’obiettivo di questo POC: se lasciare ad un mercato, che come è evidente non sa regolarsi, la proposta su dove e come costruire, oppure se indicare dove costruire – e in che modo – ciò che serve alla città. Ci vuole coraggio, perché è proprio nei momenti di difficoltà e di crisi economica che il decisore politico deve indirizzare un mercato incapace di funzionare verso una ristrutturazione di se stesso, o meglio – parlando di urbanistica – ad una riqualificazione di se stesso. Non viviamo certo su Marte: sappiamo che il settore edile deve pur “costruirsi” un futuro, ma sappiamo anche che alcune delle aree di riqualificazione individuate (Foro Boario, STU, lo stesso Sant’Anna, la Caserma di Cisterna del Follo) sono di proprietà pubblica e soprattutto rappresentano alcuni dei nodi fondamentali da sciogliere per il futuro di questa città, mentre tante aree di espansione sono oggi campagna.

    Per questo da ecologisti crediamo che il Comune debba fare una scelta forte e compiere un atto politico di netta discontinuità con il passato di questa città. Per fare questo non basta la perequazione che favorisce la riqualificazione: se mai dei nuovi alloggi devono essere realizzati, questi devono essere esclusivamente collocati nelle zone di riqualificazione indicate dal PSC.

    15 anni fa proponemmo un corso di formazione su ristrutturazione e restauro per i dipendenti della Coopcostruttori. Ne avremmo guadagnato tutti, probabilmente anche i soci della cooperativa di Argenta. Oggi proponiamo che si indichi con decisione la strada da intraprendere per un settore, quello dell’edilizia, che ha fortissima necessità di innovarsi e di ritrovare la qualità perduta. Proponiamo che si scriva nel POC, e abbiamo il tempo per farlo, che per i prossimi 5 anni il Comune di Ferrara dirà STOP al consumo del suo territorio, che non si cementificherà ulteriore suolo perché è interesse di tutti che ciò non avvenga, e che invece con le risorse umane ed economiche cittadine si riqualificheranno parti di città in disuso che hanno urgente bisogno di un intervento urbanistico perché hanno perso da tempo le loro funzioni o perchè le perderanno presto. Il Comune deve avere il coraggio di dire che prima di costruire nuovi condomini o nuove villette, nel centro come nel forese è indispensabile ristrutturare e riqualificare quelle esistenti, abitate e poi abbandonate o come spesso è successo in questi anni, mai abitate.

    E’ necessario infine che sul processo di formazione del POC vi sia una più forte partecipazione. Non solo degli operatori del settore, che probabilmente fino ad oggi hanno partecipato anche troppo alla pianificazione urbanistica nel nostro paese, ma dei cittadini e delle forze organizzate nella società.

    Come ecologisti ci impegneremo nei prossimi mesi per tutto questo.

    Concludendo con la partecipazione torniamo alla premessa: troppo poco è il tempo concesso all’iter istituzionale di discussione di questo importante atto di indirizzo, e ci pare scarsissima la discussione preventiva in una città ancora orfana nei fatti dell’Urban Center. Il metodo e la sostanza ci hanno  così spinto, con dispiacere, a esprimere un voto contrario in Consiglio sul Documento degli Obiettivi del POC.

    Leonardo Fiorentini
    Presidente Gruppo Verdi per la Pace Circoscrizione 1