• Energy Zero Building

    Energy Zero Building: agevolazioni sugli oneri

    Presentato un emendamento alla delibera sugli oneri di costruzione straordinari previsti dallo “Sblocca Italia” per favorire gli Energy Zero Building, ovvero le costruzioni a consumo energetico tendente a zero.

    Energy Zero Building“Cominciare ad indirizzare il tessuto produttivo locale legato all’edilizia verso un nuovo modo di costruire, attento sia all’efficienza energetica che alla qualità del vivere, perchè per uscire dalla crisi è indispensabile che il nostro comparto delle costruzioni punti all’innovazione, a partire dagli Energy Zero Building”. Questo il senso dell’emendamento presentato da Leonardo Fiorentini, consigliere comunale indipendente eletto nella lista di SEL, alla delibera sull’applicazione degli oneri di costruzione straordinari previsti dalla “Sblocca Italia” sull’incremento di valore di immobili e terreni a seguito di varianti alla pianificazione urbanistica.

    Agevolazioni a scalare per gli Energy Zero Building

    “Con l’emendamento – continua Fiorentini – vorremmo introdurre una ulteriore agevolazione rispetto a quelle già previste, per gli edifici costruiti secondo i criteri della direttiva UE sugli Energy Zero Building, ovvero gli edifici a consumo energetico tendente a zero. Una agevolazione a scalare negli anni, visto che la direttiva sarà applicata obbligatoriamente nella nostra regione dal 1 gennaio 2019: -30% per gli interventi autorizzati nel 2016, -20% per quelli nel 2017 e -10% nel 2018. In questo modo diamo attuazione ad un indirizzo già espresso dal consiglio comunale a seguito dell’approvazione di un Odg proprio sugli Energy Zero Building, e allo stesso tempo speriamo di incentivare le aziende locali a cominciare a sperimentare le più recenti ed innovative tecniche costruttive ed impiantistiche. E’ importante che la filiera dell’edilizia non si faccia trovare impreparata all’appuntamento del 2019, ed allo stesso tempo va ribadito che qualità ed innovazione sono le uniche strade per uscire competitivi da una crisi del settore che dura da troppo tempo”

    Energy Zero Building e Stop al consumo del territorio

    “E’ altrettanto importante – conclude il consigliere – che nella delibera siano già previste ulteriori agevolazioni, oltre che il recepimento nei progetti dei rquisiti volontari di sostenibilità ambientale previsti dal RUE, anche per la ristrutturazione e la riqualificazione edilizia, mentre viene penalizzato il consumo di territorio “vergine”. Dobbiamo smettere di consumare suolo, ed al tempo stesso spingere con forza verso la riqualificazione del nostro patrimonio edilizio, notoriamente di scarsa qualità, e verso la rigenerazione dei vuoti urbani esistenti, anche per prevenire le situazioni di degrado che noi tutti ben conosciamo.”

    L’emendamento sarà discusso insieme alla delibera Oneri di urbanizzazione – Contributo straordinario per interventi in variante o in deroga agli strumenti urbanistici vigenti” nella seduta consiliare di lunedì 4 marzo 2016.

    Vai all’emendamento.

  • Energy Zero Building

    Zero Energy Building: emendamento alla delibera sugli oneri straordinari

    Ecco l’emendamento per favorire gli Zero Energy Building nell’individuazione dell’importo del nuovo onere di costruzione straordinario previsto dal Decreto Sblocca Italia.

    Ferrara, 31 marzo 2016

    P.G. n.36374

    Al Presidente del Consiglio Comunale

    Oggetto: emendamento alla delibera PG 20342/2016 avente ad oggetto “Oneri di urbanizzazione – Contributo straordinario per interventi in variante o in deroga agli strumenti urbanistici vigenti”.

    Si emenda il punto 3 dell’allegato A alla delibera in oggetto aggiungendo, in calce all’elenco, il seguente ulteriore punto:

    d. interventi ai sensi della direttiva 2010/31/UE (Zero Energy Building) di cui alla Delibera di Giunta regionale ER n. 967 del 20 luglio 2015: -30% se il titolo edilizio è rilasciato entro il 31/12/2016; -20% se il titolo edilizio è rilasciato entro il 31/12/2017; -10% se il titolo edilizio è rilasciato entro il 31/12/2018.

    Inoltre, dopo le parole “il punto 1.6, co. 2,” si aggiungono le seguenti: “della delibera consiliare P.G. 18498/1998 e s.m.i.“.

    Il Presidente del Gruppo Consiliare

    Leonardo Fiorentini

  • «L’insegna McDonald’s? Non dovrebbe stare lì»

    L’assessore Fusari: bisogna curarsi di più del senso del bello e del rispetto storico Il diniego al negozio Vodafone e la compatibilità con il regolamento comunale «L’insegna McDonald’s? Non dovrebbe stare lì» Stefano Ciervo per la Nuova Ferrara del 19 luglio 2015 Le grandi “M” di McDonald’s appese alle volte del Palazzo della Ragione, sono legittime? A rispondere nel merito della questione posta dai consiglieri Leonardo Fiorentini (Sel) e Ilaria […]

    L’assessore Fusari: bisogna curarsi di più del senso del bello e del rispetto storico
    Il diniego al negozio Vodafone e la compatibilità con il regolamento comunale

    «L’insegna McDonald’s? Non dovrebbe stare lì»

    Stefano Ciervo per la Nuova Ferrara del 19 luglio 2015
    Le grandi “M” di McDonald’s appese alle volte del Palazzo della Ragione, sono legittime? A rispondere nel merito della questione posta dai consiglieri Leonardo Fiorentini (Sel) e Ilaria Baraldi (Pd) dovrà essere l’assessore al Commercio, Roberto Serra, “titolare” del Regolamento per la pubblicità nel centro storico, ma nel frattempo si è avviata la macchina dei commenti sui social, oltre che in piazza, e c’è chi ne approfitta per affrontare il tema sotto altri profili. «Secondo me quelle “M” non dovrebbero stare lì – è ad esempio il parere espresso dall’assessore all’Urbanistica, Roberta Fusari – Non so come all’epoca sia stato possibile installarle, di certo bisognerebbe curarsi di più del senso del bello e del rispetto degli edifici e degli ambiti storici. Anche perché altri possono chiedere di fare lo stesso». Il riferimento di Fusari non è casuale, in quanto risulta che un’insegna del genere sia stata di recente richiesta dalla Vodafone, con esito però negativo per via, a quanto sembra, del parere della Soprintendenza. «Non è nostra intenzione creare problemi agli imprenditori che investono a Ferrara, però bisogna porsi problemi di uniformità» sottolinea l’assessore. L’insediamento del ristorante McDonald’s risale all’inizio degli anni Novanta, quando il palazzo era stato lasciato libero dall’Upim, e subito si pose la questione dell’insegna che ne uscì ridotta e dal classico colore giallo-dorato, caratteristiche che la rendono più compatibile con le caratteristiche estetiche dell’edificio e della piazza. La stessa interpellanza dei due consiglieri si basa su questioni di compatibilità tra l’insegna e il regolamento, ma poi richiede al Comune «di porre in atto le azioni volte a ripristinare non solo la legittimità, ma soprattutto il decoro del palazzo e della principale piazza cittadina». Anche per Fiorentini e Baraldi, dunque, c’è anche un problema d’impatto estetico dell’insegna. Dal punto di vista della compatibilità con il regolamento comunale, l’articolo citato dai due consiglieri è il 13 comma 2 lettera B: «All’interno dell’abitato è vietata l’installazione di insegne e impianti pubblicitari di qualunque tipo, sui parapetti dei balconi, terrazze e cornici dei tetti, dentro le luci delle finestre, sulle facciate degli edifici adibiti esclusivamente ad uso residenziale, nelle arcate frontali e di testa dei portici, prospicenti la strada pubblica». Un eventuale intervento da parte della Soprintendenza, è il ragionamento di Fiorentini, dovrebbe in caso essere inteso «a maggior tutela», cioè per stringere ulteriormente i vincoli del regolamento, non può derogarlo. L’insegna in questione, poi, non è lì da abbastanza tempo per essere definita “storica”. (s.c.)

    L’interpellanza, i divieti e il vademecum

    L’interpellanza di Fiorentini (Sel) e Baraldi (Pd) è indirizzata direttamente al sindaco, vi sono allegate le foto dell’insegna McDonald’s che «parrebbero ricadere nel divieto» dell’attuale Regolamento per l’installazione della pubblicità stradale dei centri abitati, nei confronti «di installazioni d’insegne e impianti pubblicitari nelle arcate frontali e di testa dei portici, prospicenti la pubblica via». È forse ispirato, ma non direttamente riferito, alle novità del regolamento stesso, approvate martedì scorso dal consiglio comunale su proposta dell’assessore Serra. La delibera recepisce tra l’altro «l’accordo con la Soprintendenza belle arti e paesaggio» per «gli elaborati grafici contenenti le caratteristiche delle insegne, tende e targhe installate in centro storico».
  • Dichiarazione di voto sul Documento degli obiettivi del 2° POC del Comune di Ferrara

    I 12.000 alloggi sfitti* non sono una svista, un errore, un caso. Hanno un genitore, legittimo o illeggitimo che sia da qualche mese non è più importante neanche per lo Stato italiano: sono figli di un sistema di potere che ha governato questa città per anni, che ha ideato, costruito e approvato nel 1995 un PRG che prevedeva espansioni in ogni dove, e che alla richiesta degli ecologisti di allora […]

    I 12.000 alloggi sfitti* non sono una svista, un errore, un caso.

    Hanno un genitore, legittimo o illeggitimo che sia da qualche mese non è più importante neanche per lo Stato italiano: sono figli di un sistema di potere che ha governato questa città per anni, che ha ideato, costruito e approvato nel 1995 un PRG che prevedeva espansioni in ogni dove, e che alla richiesta degli ecologisti di allora di puntare invece sulla riqualificazione rispondeva, salomonicamente, aggiungendo le aree di riqualificazione a quelle di espansione, con indici, ovviamente, spropositati. Un sistema di potere che si è sgretolato politicamente 15 anni fa ma che solo successivamente ha dovuto realmente fare i conti con le fondamenta di cartapesta su cui era imbastito. La crisi economica e lo scoppio della bolla immobiliare hanno poi reso evidente a tutti l’insensatezza di una politica urbanistica di espansione in una città i cui residenti sono in continua decrescita demografica dal 1965.

    Vi si è messa una pezza con il PSC, che ricordiamolo ha diminuito le aree di espansione già previste dal Piano Regolatore precedente. Il primo POC però è stata un’occasione persa. Perché già si sapeva quando lo si preparava, o quanto meno si sospettava, che la situazione degli alloggi sfitti era grave. Eppure si decise di prevedere comunque espansione, anche se limitata a metà della nuova residenza prevista. Un colpo al cerchio un uno alla botte. Anche per questo, direi soprattutto per questo, votai contro in circoscrizione già alla presentazione del documento preliminare, nel lontano 2010.

    Ma bisogna aver pazienza, i processi di presa di coscienza politica hanno bisogno di tempo, e qui non abbiamo fretta, almeno io di pazienza ne ho tanta e non ho paura di aspettare. Volendo aprire una parentesi magari il Pianeta ha un po’ più di fretta, ma non è il caso di aprirla ora. Del resto poi i processi politici hanno bisogno di meno tempo se incocciano contro la peggiore crisi economica del dopoguerra.

    Quindici anni fa qualcuno auspicava un corso di formazione per specializzare gli operai nel restauro e nella riqualificazione edilizia. Purtroppo si preferì mangiare terreno agricolo per costruire, male, villette e casermoni (scusate, si chiamavano nuovi bastioni), incamerare oneri di urbanizzazione e voti. Oggi non solo molte di quelle villette e di quei casermoni sono vuoti, ma ci troviamo con un patrimonio edilizio storico che sconta la mancata lungimiranza di allora che ha svuotato il centro dalla residenza e portato la residenza laddove non c’erano servizi, scuole, trasporto pubblico.

    Perché si è costruito troppo e troppo male: oggi la vera sfida è avviare una politica industriale che proietti il nostro settore edilizio fuori dalla crisi con l’innovazione. E innovazione in edilizia oggi significa riqualificazione, energetica in primis, restauro e rigenerazione. L’unico settore in cui il Comune puo’ fare una politica industriale perché detiene nelle sue mani molti degli elementi regolatori, dalla pianificazione territoriale alla tassazione sul patrimonio edilizio, è proprio questo. Certo servirebbero anche risorse, chessò un grande fondo di rotazione per avviare un grande processo di riqualificazione del nostro centro storico attivando risorse dei privati, come peraltro suggerito in altri termini dal sindacato. Ma questo è un passo successivo.

    Prima prendiamo tutti coscienza che da questa crisi se ne esce solo innovando. A cominciare dalle politiche urbanistiche. La presentazione di questo secondo POC è un primo, decisivo, passo. Finalmente si ferma il consumo del territorio.

    Cominciamo a ragionare quindi sul settore produttivo, puntando sulla rigenerazione del già costruito e il completamento di aree artigianali, industriali e commerciali già in parte attive. Un’attenzione particolare dovremmo dare all’area del petrolchimico. Perché è da anni in crisi, perché sono a rischio posti di lavoro, perché è necessario completarne la bonifica, ma anche perché rappresenta una risorsa incredibile in termini di superfici a disposizione in un’area che già ha infrastrutture a suo servizio ed un piano di gestione comune delle emergenze. Un’area che va quindi valorizzata con attività economiche che ne garantiscano la continuità produttiva, la sostenibilità economica ed infine, ma non ultimo, la progressiva diminuzione dell’impatto ambientale.

    Per tutto questo voterò favorevolmente al documento degli obiettivi del 2° POC del Comune di Ferrara.

    *5400/7400 alloggi sfitti, il restante in costruzione e/o autorizzati

  • vendesi

    Perchè dico no al POC

    I tempi sono cambiati. Sono molto cambiati da quel 1993 in cui veniva alla luce il PRG “esplosivo” della giunta Soffritti. Non sono solo passati gli anni: si sono “affinate” le coscienze (anche quelle di alcuni decisori politici dell’epoca) e pian piano sempre di più ci siamo resi conto delle conseguenze della cementificazione selvaggia del nostro territorio. Oggi non solo il dissesto idrogeologico è una delle maggiori emergenze del paese, […]

    vendesiI tempi sono cambiati. Sono molto cambiati da quel 1993 in cui veniva alla luce il PRG “esplosivo” della giunta Soffritti. Non sono solo passati gli anni: si sono “affinate” le coscienze (anche quelle di alcuni decisori politici dell’epoca) e pian piano sempre di più ci siamo resi conto delle conseguenze della cementificazione selvaggia del nostro territorio. Oggi non solo il dissesto idrogeologico è una delle maggiori emergenze del paese, ma la crisi ha inevitabilmente colpito con forza il bulimico mercato immobiliare e ci ritroviamo con migliaia di alloggi sfitti, scheletri di condomini nel deserto e lottizzazioni fantasma.

    Tempi diversi e coscienze diverse necessitano scelte politiche diverse. Basta espansione: oggi è il tempo di riqualificare il patrimonio edilizio, migliorare l’efficienza energetica e la qualità generale del nostro abitare e bonificare e recuperare aree urbanizzate e abbandonate. Eppure, mentre migliaia di appartamenti, centinaia di villette a schiera, decine di condomini pietra a vista continuano a rimanere lì, vuoti, il Comune di Ferrara si appresta ad approvare il nuovo Piano Operativo Comunale prevedendo circa 1900 nuovi alloggi. Di questi solo 800 sono gli alloggi ricavati dalla riqualificazione urbanistica di aree dismesse: il resto, un migliaio, sono previsti su territorio più o meno vergine.

    Secondo un conto fatto in casa (in assenza di dati ufficiali) sono oggi forse più di 10.000 gli alloggi sfitti, costruendi o comunque autorizzati nella nostra città. Un patrimonio immobiliare enorme che è, esso stesso, la migliore prova di come non serva al mercato stesso pensare a nuova espansione bensì sia necessario puntare ad un  forte processo di riqualificazione edilizia, energetica e sismica dell’esistente. Se proprio si voleva dare anche un segnale ai “grandi investitori” sarebbe bastato puntare sulla riqualificazione urbanistica dei grandi comparti dismessi, sia pubblici che privati. Invece, un po’ troppo timidamente, gli interventi di questo tipo rappresentano meno della metà di quelli previsti nel POC (per la verità già abbondantemente sufficienti a esaudire le reali necessità abitative della città per i prossimi 15 anni), mentre del PUA del Sant’Anna, l’area di riqualificazione urbana di interesse pubblico probabilmente più importante (e pericolosa se lasciata all’abbandono) per la città, non si sa più nulla.

    Una grande occasione rischia così di essere sprecata: aiutare il tessuto imprenditoriale locale legato al mattone a spostarsi progressivamente dalla costruzione alla riqualificazione, dalla quantità alla qualità. Una conversione ineludibile, perchè il territorio, come tutte le risorse, è una risorsa finita. Un processo che sarebbe stato e un favore anche per gli stessi imprenditori, che oggi si ritrovano con migliaia di alloggi invenduti, e che avrebbero così il tempo di smaltire le loro “rimanenze di magazzino” prima che altri arrivino sul mercato.

    Serviva più coraggio. Per questo ho votato no al Piano Operativo Comunale di Ferrara.

    Leonardo Fiorentini
    Consigliere ecologista Circoscrizione 1

  • Consumo del territorio: il Comune risponderà al censimento “Salviamo il Paesaggio”?

    Leonardo Fiorentini, consigliere ecologista della Circoscrizione 1, ha presentato nei giorni scorsi un’interpellanza per conoscere le intenzioni dell’Amministrazione comunale di Ferrara nei confronti della campagna di censimento  “Salviamo il Paesaggio” promossa dal FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER LA TERRA E IL PAESAGGIO. “I promotori – spiega Fiorentini – hanno voluto lanciare con questo censimento prima inchiesta capillare mai realizzata in Italia per quantificare il numero delle abitazioni e degli immobili […]

    Leonardo Fiorentini, consigliere ecologista della Circoscrizione 1, ha presentato nei giorni scorsi un’interpellanza per conoscere le intenzioni dell’Amministrazione comunale di Ferrara nei confronti della campagna di censimento  “Salviamo il Paesaggio” promossa dal FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER LA TERRA E IL PAESAGGIO.

    “I promotori – spiega Fiorentini – hanno voluto lanciare con questo censimento prima inchiesta capillare mai realizzata in Italia per quantificare il numero delle abitazioni e degli immobili ad uso commerciale e terziario non utilizzati, vuoti e sfitti.”

    “E’ bene ricordare che a Ferrara il dato, risalente al 2010 ovvero al momento della discussione del documento degli obiettivi del Piano Operativo Comunale, era di circa 9000 alloggi sfitti o non utilizzati. Sarebbe quindi molto interessante, ora che il POC è in via di elaborazione, avere un aggiornamento di questo dato che, visto il mercato immobiliare fermo, difficilmente potrà essere migliorato.”

    Con l’interpellanza il consigliere ecologista intende non solo sensibilizzare il Comune di Ferrara rispetto all’iniziativa nazionale, ma anche ricordare come il giudizio sul POC dipenderà molto dalle scelte dell’amministrazione: “andranno fatte scelte sia in termini quantitativi che qualitativi: sarebbe davvero coraggioso, ma non dovrebbe essere così, se il Comune prendesse atto dell’enorme quantità di costruito inutilizzato e scegliesse di limitare al minimo le nuove costruzioni, promuovendo per i prossimi cinque anni esclusivamente interventi di riqualificazione urbanistica e ristrutturazione edilizia. Questo permetterebbe – continua Fiorentini – non solo al mercato “drogato” dalla bolla edilizia di recuperare un minimo di equilibrio, ma anche di dare maggiore respiro ad importanti interventi di riqualificazione di aree di interesse pubblico, e soprattutto di risparmiare al nostro territorio ulteriori colate di cemento”.

    Vai al sito della Campagna: http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/

    Vai al testo dell’interpellanza: https://www.leonardofiorentini.it/consiglio/2012/03/01/interpellanza-sul-censimento-salviamo-il-paesaggio-difendiamo-i-territori/

     

  • Interpellanza sul censimento “Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i territori”.

    Ferrara, 1 marzo 2012 A Girolamo Calò Presidente della Circoscrizione 1 Comune di Ferrara E pc A Roberta Fusari Assessora all’Urbanistica Comune di Ferrara Oggetto: interpellanza sul censimento “Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i territori”. Con la presente sono ad inoltrare la seguente interpellanza: premesso – che presso gli uffici del Comune di Ferrara è in via di definizione la proposta di Piano Operativo Comunale; – che il 27 febbraio è […]

    Ferrara, 1 marzo 2012

    A Girolamo Calò
    Presidente della Circoscrizione 1
    Comune di Ferrara

    E pc
    A Roberta Fusari
    Assessora all’Urbanistica
    Comune di Ferrara

    Oggetto: interpellanza sul censimento “Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i territori”.

    Con la presente sono ad inoltrare la seguente interpellanza:

    premesso
    – che presso gli uffici del Comune di Ferrara è in via di definizione la proposta di Piano Operativo Comunale;
    – che il 27 febbraio è partita la campagna di censimento nazionale del Forum “Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i territori” per mettere in luce quante abitazioni e quanti edifici produttivi siano già costruiti ma non utilizzati, vuoti, sfitti sul territorio italiano;
    – che tale campagna, indirizzata a tutti i Comuni italiani, ha l’obiettivo di ridurre il consumo di territorio attraverso un’oculata gestione dello stesso;

    Rilevato
    che già in sede di documento programmatico del POC fu fatta una stima degli edifici vuoti, non utilizzati o abbandonati, e che tale stima superava abbondantemente le necessità di nuove costruzioni derivanti dai fenomeni socio-demografici previsti.

    Ritenuto
    – che un’attenta pianificazione territoriale deve prevedere un’oculata gestione del territorio intesa come Bene Comune da tutelare per l’interesse generale;
    – che un’amministrazione lungimirante e consapevole deve poter governare il proprio Comune svincolata da interessi particolari e da pressioni speculative di singoli;
    – che un’accorta amministrazione deve rispondere alle esigenze dei suoi cittadini garantendo loro il benvivere e la sicurezza;

    Visto
    – che, sempre di più, fenomeni naturali di grandi intensità si manifestano nel territorio italiano con conseguenze devastanti sia fisiche, materiali e psicologiche dei cittadini;
    – che, spesso, nuove costruzioni non vengono occupate né per lavoro, né per residenze, con la conseguenza di nuovi volumi che occupano inutilmente spazi;
    – che molti edifici sono completamente abbandonati e fatiscenti;
    – che da vari decenni la politica urbanistica adottata dalle diverse amministrazioni ha comportato un’eccessiva “frenesia edificatoria” volta spesso alla realizzazione dell’edificato indipendentemente dalle reali necessità e bisogni della comunità o dalla qualità, o dalla sicurezza idrogeologica, compromettendo il paesaggio, il benvivere e la sicurezza stessa delle persone;
    – che oggi vi è sempre maggior necessità di edilizia sociale pubblica e che molti degli edifici vuoti potrebbero essere destinati a tale scopo;

    Considerato
    – che edifici vuoti sono sinonimo di mancanza di corretta pianificazione;
    – che edifici fatiscenti sono indice di un territorio mal gestito;
    – che è necessario ridurre il consumo di territorio, riqualificare l’esistente, recuperare gli edifici vuoti;
    – che è necessario mettere in sicurezza il territorio;

    Si interpella il Presidente della Circoscrizione e l’Amministrazione comunale per conoscere
    – se sia intenzione dell’Amministrazione comunale di Ferrara rispondere al questionario del Forum;
    – se sia intenzione dell’Amministrazione rivedere, alla luce delle considerazioni qui sopra, le quantità di nuove urbanizzazioni da inserire nel POC privilegiando invece gli interventi di riqualificazione e recupero urbanistico.

    Il Presidente del Gruppo Consiliare
    Leonardo Fiorentini

  • Piano di recupero dell’area ex Sant’Anna

    GIOVEDÌ 24 NOVEMBRE 2011 ore 17.00 – 19.30 Sala della Musica Via Boccaleone, 19 – Ferrara Analisi e discussione del Piano di Recupero dell’area ex Sant’Anna, alla luce delle osservazioni e delle proposte presentate dai cittadini e consegnate al Tavolo tecnico di Progettazione. Saranno l’Assessore all’Urbanistica Roberta Fusari e l’Arch. Zaira Sangiorgi, dell’Ufficio Progettazione del Comune di Ferrara, a illustrare nel dettaglio le scelte del Piano e a fornire gli […]

    GIOVEDÌ 24 NOVEMBRE 2011
    ore 17.00 – 19.30

    Sala della Musica
    Via Boccaleone, 19 – Ferrara

    Analisi e discussione del Piano di Recupero dell’area ex Sant’Anna, alla luce delle osservazioni e delle proposte presentate dai cittadini e consegnate al Tavolo tecnico di Progettazione.

    Saranno l’Assessore all’Urbanistica Roberta Fusari e l’Arch. Zaira Sangiorgi, dell’Ufficio Progettazione del Comune di Ferrara, a illustrare nel dettaglio le scelte del Piano e a fornire gli elementi su cui si aprire il confronto con i partecipanti, che, come di consueto, verrà guidato e facilitato dall’Arch. Giovanni Ginocchini. L’obiettivo dell’incontro è la restituzione puntuale di ciò che il nuovo Piano di Recupero dell’Area ha recepito delle Osservazioni dei cittadini consegnate al Tavolo tecnico di Progettazione.
    L’appuntamento sarà anche l’occasione presentare le future iniziative in programma, pensate per dare seguito al coinvolgimento e alla partecipazione dei cittadini al progetto “Quartiere San Rocco”.

    Vai all’area del percorso partecipato sul sito del Comune di Ferrara.

  • Una battaglia da…Poc

    Una battaglia da…Poc Il Piano operativo comunale oggi di scena in Consiglio Il Resto del Carlino del 19/07/2010 , articolo di STEFANO LOLLI ed. Ferrara p. 4 Scarica il file pdf: rdc_190710.pdf. di STEFANO LOLLI UNA BATTAGLIA da… Poc. L’ultimo scontro politico in Consiglio comunale prima del rompete le righe per le ferie estive, va in scena stamattina sul ‘piano operativo comunale’, uno dei principali strumenti di gestione urbanistica ma […]

    Una battaglia da…Poc
    Il Piano operativo comunale oggi di scena in Consiglio

    Il Resto del Carlino del 19/07/2010 , articolo di STEFANO LOLLI ed. Ferrara p. 4
    Scarica il file pdf: rdc_190710.pdf.

    di STEFANO LOLLI UNA BATTAGLIA da… Poc. L’ultimo scontro politico in Consiglio comunale prima del rompete le righe per le ferie estive, va in scena stamattina sul ‘piano operativo comunale’, uno dei principali strumenti di gestione urbanistica ma soprattutto la chiave, secondo associazioni di categoria e imprenditori del comparto immobiliare, per ridare ossigeno a un settore che da due-tre anni si trova nella morsa della crisi. Il rilievo principale è legato alla scelta strategica contenuta nel ‘Poc’ di prevedere la costruzione, in città, di circa 2 mila nuovi alloggi (oltre ai 1151 già convenzionati e non attuati, ed altri circa 900 alloggi diretti, legati al Regolamento Urbanistico Edilizio); su questo aspetto si sono levate critiche sia da parte dei Verdi che, più marginalmente, dal presidente della Circoscrizione 2 Fausto Facchini, che con una scelta clamorosa si è astenuto polemicamente. Il nodo, come afferma anche il capogruppo di Progetto per Ferrara Valentino Tavolazzi, è rappresentato da questa ulteriore massiccia edificazione che non incrocia i fabbisogni reali della città; ci sono «almeno 3 mila unità immobiliari invendute – afferma il civico -, ed al patrimonio edilizio residenziale non utilizzato, che lo stesso Comune stima in quasi 9 mila unità. Insomma, se non decidessimo nulla, arriverebbero comunque sul mercato 2 mila nuovi alloggi già convenzionati, ed ora Tagliani e la giunta vorrebbero aggiungerne altri 2 mila con il Poc». Tra questi, spiccano i 170 «da realizzarsi nell’ambito degli interventi per il riutilizzo dell’attuale ospedale Sant’Anna», si legge nel documento propedeutico al confronto in Consiglio. E proprio questa indicazione agita Tavolazzi: «Alla faccia del percorso di urbanistica partecipata – ironizza -, per decidere l’uso di quell’area, sventolato da sindaco, maggioranza e Partito Democratico nel corso del consiglio straordinario sul futuro dell’ospedale». Il secondo aspetto è evidenziato da Enrico Brandani, capogruppo del Pdl, che rilancia la richiesta «di più tempo per approfondire la questione: chiediamo che oggi l’assessore all’Urbanistica Roberta Fusari illustri la delibera e il maxi emendamento della giunta, e poi sia lasciato tempo sino a venerdì all’opposizione per… metabolizzare e valutare la questione. Visto il tempo che si è presa l’amministrazione per definire il Poc, non saranno pochi giorni in più a far saltare il banco!».

  • Si decide su nuove case e indici di edificazione

    Si decide su nuove case e indici di edificazione La Nuova Ferrara del 13/07/2010 ed. Nazionale p. 10 Scarica l’articolo in formato pdf: nuova_fe_13072010.pdf. Solo un terzo del terreno è utilizzabile per costruire ma la proporzione è destinata a cambiare – In forse la ‘quota 800′ base del meccanismo della perequazione La giunta comunale ha attivato il percorso che dovrà portare, nel prossimo ottobre, al varo del bando per la […]

    Si decide su nuove case e indici di edificazione
    La Nuova Ferrara del 13/07/2010 ed. Nazionale p. 10
    Scarica l’articolo in formato pdf: nuova_fe_13072010.pdf.

    Solo un terzo del terreno è utilizzabile per costruire ma la proporzione è destinata a cambiare – In forse la ‘quota 800′ base del meccanismo della perequazione

    La giunta comunale ha attivato il percorso che dovrà portare, nel prossimo ottobre, al varo del bando per la costruzione di 2.000 nuove case in cinque anni, più tutti gli altri interventi previsti dal Piano operativo comunale. Il primo passo è appunto il Documento degli obiettivi del Poc, presentato dall’assessore Roberta Fusari, che contiene le modifiche derivanti dalle tre settimane di consultazioni con circoscrizioni, categorie economiche, ordini professionali e associazioni culturali. Oggi pomeriggio la 3ª commissione consiliare vedrà l’audizione congiunta di ordini professionali e categorie economiche, mentre domani ci sarà la discussione e il via libera al passaggio del documento al Consiglio comunale in programma lunedì 19 luglio.
    Le circoscrizioni hanno dato parere favorele pure in presenza di distinguo che anticipano una discussione politica sicuramente impegnativa: trattasi, peraltro, del documento fondamentale della programmazione urbanistica della consiliatura, con cifre a sette zeri che circolano sui diritti edificatori in distrubuzione. Proprio su alcuni indici si sta tessendo in queste ore il rapporto tra il Comune e le forze economiche, in particolare, che anche ieri ha visto impegnato direttamente il sindaco Tiziano Tagliani. La questione centrale resta quella in qualche maniera anticipata dal presidente della circoscrizione 2, Fausto Facchini, e “marcata” dalla sua astensione. Troppo bassi gli indici edificatori concessi in rapporto alle aree obbligatoriamente da reperire con il meccanismo della perequazione. Un ettaro di terreno edificabile, in sostanza, genera 2.500 metri quadrati di superfice utile ma solo una piccola parte di quest’ultima è immediatamente utilizzabile: un terzo, per la precisione, a partire quindi da 800 metri quadrati. Per arrivare a impiegare gli altri due terzi, il proprietario deve acquisire diritti perequativi, attraverso l’acquisto di aree blu (servizi pubblici) o verdi da cedere poi al Comune così come sono o con opere pubbliche da lui realizzate. Il meccanismo serve evidentemente per valorizzare anche le aree non edificabili e semplificare la vita al Comune, ma questa proporzione così sbilanciata ha fatto da subito storcere il naso a imprenditori e professionisti. E’ appunto sulla soglia-800, la base della piramide perequativa, che si sta discutendo in queste ore: dalle associazioni arriverà una richiesta di sensibile ritocco verso l’alto, dalla commissione di questo pomeriggio, presieduta da Antonio Pavoni (Pd), si capirà qualcosa sulle intenzioni della giunta in merito. Il “fantasma” di un bando con pochissime adesioni al Poc e oneri urbanistici inferiori al previsto nelle casse comunali, sta agitando in queste ore il sonno di parecchi amministratori. Restano d’altra parte aperti anche i temi posti dal verde Leonardo Fiorentini, che ha votato contro il Poc in circoscrizione: case nuove previste con tantissime abitazioni vuote e sfitte, aree di riqualificazione da incentivare ulteriormente rispetto alle zone “vergini”. (s.c.)

  • Nuove case, settimana cruciale Nei quartieri c’è stato scontro

    Nuove case, settimana cruciale Nei quartieri c’è stato scontro La Nuova Ferrara del 12/07/2010 ed. Nazionale p. 6 Scarica in formato pdf: nuova_fe_120710.pdf. Non è certo stato liscio il percorso nelle circoscrizioni del Piano operativo comunale, cioè l’applicazione del Psc che prevede la costruzione di 2.000 nuove abitazioni in cinque anni. In Centro si è addirittura creata una situazione di potenziale bocciatura, con la maggioranza “salvata” dall’astensione di Lega e […]

    Nuove case, settimana cruciale Nei quartieri c’è stato scontro
    La Nuova Ferrara del 12/07/2010 ed. Nazionale p. 6
    Scarica in formato pdf: nuova_fe_120710.pdf.

    Non è certo stato liscio il percorso nelle circoscrizioni del Piano operativo comunale, cioè l’applicazione del Psc che prevede la costruzione di 2.000 nuove abitazioni in cinque anni. In Centro si è addirittura creata una situazione di potenziale bocciatura, con la maggioranza “salvata” dall’astensione di Lega e Pdl, a causa delle assenza e del voto contrario di Leonardo Fiorentini (Verdi). Alla “2” si è invece registrata l’astensione del presidente Fausto Facchini (Prc-Pdci). Benzina sul fuoco di una discussione che si preannuncia animata di suo, nelle due commissioni (domani audizione dei professionisti) precedenti alla presentazione del documento degli obiettivi, lunedì prossimo in consiglio comunale. Curiosamente, le osservazioni di Fiorentini e Facchini sono di segno quasi opposto. Il verde ricorda che ci sono già 9.077 alloggi non utilizzati, «anche se fosse la metà sarebbero la prova provata che si è costruito troppo e male negli anni scorsi», e quindi «se mai dei nuovi alloggi devono essere realizzati, questi devono essere esclusivamente collocati nelle zone di riqualificazione indicate dal Psc». Per Facchini, invece, c’è rischio che il bando previsto per ottobre vada deserto, «perchè se ad una piccola impresa imponi 400 metri quadrati di perequazione (opere pubbliche dove decide il Comune, ndr) per costruirne 800, non ce la fa. Una grande sì. Tra le cose che non tornano c’è anche la quota di edilizia popolare: i 2.000 nuovi alloggi sono già di fatto esauriti, non vedo posto per i 400 promessi di edilizia popolare».

  • Il Comune trovi il coraggio di frenare l’uso del territorio

    «Il Comune trovi il coraggio di frenare l’uso del territorio» Il Resto del Carlino del 10/07/2010 ed. Ferrara p. 15 Scarica in formato pdf: rdc_10_7_2010.pdf DOPO IL presidente della Circoscrizione Fausto Facchini, anche dai Verdi arriva una secca bocciatura per il Poc, il Piano Operativo Comunale: «Serve più coraggio, il Comune deve dire stop al consumo del territorio – afferma Leonardo Fiorentini, unico eletto degli ecologisti nelle istituzioni ed ex […]

    «Il Comune trovi il coraggio di frenare l’uso del territorio»
    Il Resto del Carlino del 10/07/2010 ed. Ferrara p. 15

    Scarica in formato pdf: rdc_10_7_2010.pdf

    DOPO IL presidente della Circoscrizione Fausto Facchini, anche dai Verdi arriva una secca bocciatura per il Poc, il Piano Operativo Comunale: «Serve più coraggio, il Comune deve dire stop al consumo del territorio – afferma Leonardo Fiorentini, unico eletto degli ecologisti nelle istituzioni ed ex presidente della Circoscrizione Centro -; sono troppi i 2000 alloggi previsti dalla strumentazione urbanistica, e manca una proposta concreta per la riqualificazione della città urbanizzata». IL DOCUMENTO è condiviso dalla federazione provinciale dei Verdi: «Bisogna decidere se lasciare a un mercato, che come è evidente non sa regolarsi, la proposta su dove e come costruire, oppure indicare dove costruire, e in che modo, ciò che serve alla città – affermano gli ecologisti -. Non viviamo certo su Marte: sappiamo che il settore edile deve pur… costruirsi un futuro, ma sappiamo anche che alcune delle aree di riqualificazione individuate (Foro Boario, Stu, lo stesso Sant’Anna, la caserma di Cisterna del Follo) sono di proprietà pubblica e rappresentano alcuni dei nodi fondamentali da sciogliere per il futuro di questa città, mentre tante aree di espansione sono oggi campagna». PERCIO’ si chiede «un atto politico di netta discontinuità con il passato. Non basta la perequazione che favorisce la riqualificazione – incalzano i Verdi -: se mai dei nuovi alloggi devono essere realizzati, questi devono essere esclusivamente collocati nelle zone di riqualificazione indicate dal Psc». Di qui l’invito «a scrivere nel Poc che per i prossimi 5 anni il Comune dirà stop al consumo del suo territorio, che non si cementificherà ulteriore suolo perché è interesse di tutti che ciò non avvenga, e che invece si riqualificheranno parti di città in disuso che hanno urgente bisogno di un intervento urbanistico perché hanno perso da tempo le loro funzioni o le perderanno presto. Il Comune deve avere il coraggio di dire che prima di costruire nuovi condomini o villette, nel centro come nel forese è indispensabile ristrutturare e riqualificare quelle esistenti, abitate e poi abbandonate o come spesso è successo in questi anni, mai abitate».

  • POC. Ci vuole più coraggio: il Comune dica stop al consumo del territorio.

    I Verdi votano contro il documento degli obiettivi e i 2000 nuovi alloggi del Piano Operativo Comunale  di Ferrara e fanno una proposta per la riqualificazione della Città urbanizzata. Una premessa. Il tempo che ci è stato concesso per analizzare il documento degli obiettivi del Piano Operativo Comunale, nei fatti una settimana, non ha certo permesso un’analisi approfondita. Ci si è dovuto, per il momento, limitare ai “conti della serva”. […]

    I Verdi votano contro il documento degli obiettivi e i 2000 nuovi alloggi del Piano Operativo Comunale  di Ferrara e fanno una proposta per la riqualificazione della Città urbanizzata.

    Una premessa. Il tempo che ci è stato concesso per analizzare il documento degli obiettivi del Piano Operativo Comunale, nei fatti una settimana, non ha certo permesso un’analisi approfondita. Ci si è dovuto, per il momento, limitare ai “conti della serva”.

    Che sono presto fatti, e non tornano. Il documento prende come riferimento una previsione di crescita della popolazione che richiederebbe circa 1500 nuovi alloggi nei prossimi cinque anni. Circa 700 sono gli alloggi già realizzabili da PUA già approvati ma non ancora attuati, altri 800/900 sono i nuovi alloggi stimati da interventi diretti che non richiedendo Piani attuativi saranno regolati dal RUE. Gli alloggi necessari sarebbero così esauriti ancor prima di aprire il bando del POC. In più la situazione del mercato immobiliare ferrarese è sotto gli occhi di tutti: i 9077 alloggi (stima dataci in Commissione) non utilizzati sono troppi. Per intenderci sono praticamente quelli previsti come crescita della città dall’intero PSC. Anche se fossero la metà sarebbero la prova provata che si è costruito troppo e male negli anni scorsi, come spesso abbiamo denunciato ricordando sempre la strenua opposizione dei Verdi al PRG soffrittiano. Per questo nelle passate due legislature abbiamo fortemente voluto un PSC che ha diminuito di 3 volte la capacità edificatoria residua del PRG del 95 e imporrà tramite il RUE una migliore qualità del costruito.

    Eppure oggi si propongono 2000 nuovi alloggi. Bisogna decidere quale è l’obiettivo di questo POC: se lasciare ad un mercato, che come è evidente non sa regolarsi, la proposta su dove e come costruire, oppure se indicare dove costruire – e in che modo – ciò che serve alla città. Ci vuole coraggio, perché è proprio nei momenti di difficoltà e di crisi economica che il decisore politico deve indirizzare un mercato incapace di funzionare verso una ristrutturazione di se stesso, o meglio – parlando di urbanistica – ad una riqualificazione di se stesso. Non viviamo certo su Marte: sappiamo che il settore edile deve pur “costruirsi” un futuro, ma sappiamo anche che alcune delle aree di riqualificazione individuate (Foro Boario, STU, lo stesso Sant’Anna, la Caserma di Cisterna del Follo) sono di proprietà pubblica e soprattutto rappresentano alcuni dei nodi fondamentali da sciogliere per il futuro di questa città, mentre tante aree di espansione sono oggi campagna.

    Per questo da ecologisti crediamo che il Comune debba fare una scelta forte e compiere un atto politico di netta discontinuità con il passato di questa città. Per fare questo non basta la perequazione che favorisce la riqualificazione: se mai dei nuovi alloggi devono essere realizzati, questi devono essere esclusivamente collocati nelle zone di riqualificazione indicate dal PSC.

    15 anni fa proponemmo un corso di formazione su ristrutturazione e restauro per i dipendenti della Coopcostruttori. Ne avremmo guadagnato tutti, probabilmente anche i soci della cooperativa di Argenta. Oggi proponiamo che si indichi con decisione la strada da intraprendere per un settore, quello dell’edilizia, che ha fortissima necessità di innovarsi e di ritrovare la qualità perduta. Proponiamo che si scriva nel POC, e abbiamo il tempo per farlo, che per i prossimi 5 anni il Comune di Ferrara dirà STOP al consumo del suo territorio, che non si cementificherà ulteriore suolo perché è interesse di tutti che ciò non avvenga, e che invece con le risorse umane ed economiche cittadine si riqualificheranno parti di città in disuso che hanno urgente bisogno di un intervento urbanistico perché hanno perso da tempo le loro funzioni o perchè le perderanno presto. Il Comune deve avere il coraggio di dire che prima di costruire nuovi condomini o nuove villette, nel centro come nel forese è indispensabile ristrutturare e riqualificare quelle esistenti, abitate e poi abbandonate o come spesso è successo in questi anni, mai abitate.

    E’ necessario infine che sul processo di formazione del POC vi sia una più forte partecipazione. Non solo degli operatori del settore, che probabilmente fino ad oggi hanno partecipato anche troppo alla pianificazione urbanistica nel nostro paese, ma dei cittadini e delle forze organizzate nella società.

    Come ecologisti ci impegneremo nei prossimi mesi per tutto questo.

    Concludendo con la partecipazione torniamo alla premessa: troppo poco è il tempo concesso all’iter istituzionale di discussione di questo importante atto di indirizzo, e ci pare scarsissima la discussione preventiva in una città ancora orfana nei fatti dell’Urban Center. Il metodo e la sostanza ci hanno  così spinto, con dispiacere, a esprimere un voto contrario in Consiglio sul Documento degli Obiettivi del POC.

    Leonardo Fiorentini
    Presidente Gruppo Verdi per la Pace Circoscrizione 1

  • Riduzione del danno derivante dal futuro passaggio al Digitale Terrestre

    Oggetto: proposta di mozione sulla “riduzione del danno derivante dal futuro passaggio al Digitale Terrestre”. Il consiglio della Circoscrizione 1, riunito in data __________________ premesso che Nel corso del secondo semestre del 2010 l’Emilia Romagna, e quindi Ferrara, sarà interessata dallo Switch Off delle trasmissioni televisive analogiche a causa del passaggio al Digitale Terrestre; tenuto conto dei vari problemi che si sono verificati nelle regioni dove tale passaggio è già […]

    Oggetto: proposta di mozione sulla “riduzione del danno derivante dal futuro passaggio al Digitale Terrestre”.

    Il consiglio della Circoscrizione 1, riunito in data __________________

    premesso che

    Nel corso del secondo semestre del 2010 l’Emilia Romagna, e quindi Ferrara, sarà interessata dallo Switch Off delle trasmissioni televisive analogiche a causa del passaggio al Digitale Terrestre;

    tenuto conto
    dei vari problemi che si sono verificati nelle regioni dove tale passaggio è già stato effettuato, ed in particolare:

    • dismissione “incontrollata”, spesso ai lati dei cassonetti, di migliaia di televisori sprovvisti di sintonizzatore digitale
    • difficoltà a causa dell’errato orientamento o dalla necessità di adeguamento dei sistemi di ricezione (antenne individuali e condominiali)
    • difficoltà derivanti dall’installazione dei decoder aggiuntivi o dalla risintonizzazione dei televisori già abilitati alla ricezione digitale, in particolare per la popolazione anziana presente nel territorio circoscrizionale

    Ritenendo indispensabile

    Attivare politiche e programmi che riducano il danno (ambientale e sociale) derivante dal passaggio al Digitale Terrestre.

    Considerato

    che dal 18 giugno secondo il regolamento sulla gestione dei RAEE (DM 8 marzo 2010, n. 65, Ministero dell’Ambiente) sarà obbligo dei distributori in caso di vendita di provvedere al ritiro gratuito degli apparecchi dismessi informandone preventivamente la clientela, ma che comunque potrebbero essere alcune migliaia i televisori dismessi in modo non conforme o comunque ancora utilizzabili da parte di scuole e/o associazioni come postazioni di videoproiezione.

    Viste

    le numerose esperienze positive in ambito di riuso di apparecchiature informatiche e di alfabetizzazione tecnologica come ad esempio il programma di riuso dei Personal Computer “TiRicicloPC” promosso a Ferrara anche dall’Amministrazione comunale, o come il progetto del Comune di Bressanone che ha attivato un servizio per la popolazione più anziana curato dagli studenti di due scuole professionali i quali si sono recati a domicilio dei richiedenti per l’installazione, la sintonizzazione e la comprensione dei nuovi decoder e dei nuovi telecomandi.

    Impegna il Presidente e la Commissione competente

    a elaborare un progetto di azione coinvolgendo le Amministrazioni locali, Hera, le associazioni di categoria, di volontariato e le scuole del territorio al fine di

    • prevedere un programma specifico di ritiro e riuso laddove possibile di apparecchi televisivi e vigilare sul rispetto del regolamento sui RAEE da parte degli esercenti.
    • laddove non previsti promuovere insieme alle associazioni del settore programmi di intervento a tariffa agevolata sugli impianti di ricezione, favorendo anche l’accorpamento delle antenne al fine di minimizzarne l’impatto sui tetti del centro storico patrimonio dell’Umanità.
    • promuovere un progetto sulla falsa riga dell’iniziativa messa in atto dal Comune di Bressanone per la consulenza a domicilio dei cittadini anziani della Circoscrizione a cura di studenti e/o volontari favorendo così anche il contatto e lo scambio tra le generazioni.

    Scarica il documento in formato pdf: digitaleterrestre.pdf.

  • Il regolamento edilizio si semplifica. Aiutiamo i cittadini?

    Questo è il testo di un’interpellanza a 6 mani (insieme a Vito Guzzinati Presidente del Gruppo PD in Circoscrizione 1 e a Tommaso Cristofori, consigliere comunale del PD) sulle modifiche al regolamento edilizio comunale e sulla proposta di uno sportello del Servizio Edilizia dedicato ai privati cittadini e di un abaco per gli interventi in centro storico. Al Presidente del Consiglio Comunale di Ferrara Francesco Colaiacovo Al Presidente della Circoscrizione […]

    Questo è il testo di un’interpellanza a 6 mani (insieme a Vito Guzzinati Presidente del Gruppo PD in Circoscrizione 1 e a Tommaso Cristofori, consigliere comunale del PD) sulle modifiche al regolamento edilizio comunale e sulla proposta di uno sportello del Servizio Edilizia dedicato ai privati cittadini e di un abaco per gli interventi in centro storico.

    Al Presidente del Consiglio Comunale di Ferrara
    Francesco Colaiacovo
    Al Presidente della Circoscrizione 1
    Girolamo Calò

    Oggetto: interpellanza sulle modifiche al Regolamento edilizio e per la proposta di istituire uno “sportello di aiuto e consulenza edilizia attività libera” per il cittadino

    Con la presente i sottoscritti sono ad inoltrare la seguente interpellanza:
    Premesso
    – che le modifiche al Regolamento edilizio approvate sul finire dello scorso mandato amministrativo andranno a regime il prossimo 1 ottobre;
    – che tali modifiche prevedono, fra le altre cose, il passaggio al regime di “Manutenzione Ordinaria” di numerose tipologie di intervento che prima erano soggette all’acquisizione di un titolo edilizio.

    Evidenziato che
    – interventi molto frequenti come quelli che riguardano in particolare l’involucro dell’edificio come: sui manti di copertura, impermeabilizzazioni, grondaie, pluviali, canne fumarie interne, canne di aspirazione, di aerazione, camini, gli intonaci e rivestimenti, le tinteggiature, l’installazione di infissi, inferriate, vetrine, tende parasole, i soppalchi, la demolizione e/o la traslazione di tramezzi, l’apertura o il tamponamento di porte interne, la realizzazione di griglie per adeguamento alle norme di sicurezza o igienico sanitarie per la ventilazione, ed inoltre le opere di arredo dei giardini come casette in legno, serre, gazebo e pergolati, tettoie dotate di copertura leggera o
    trasparente.

    Considerato
    – molti di questi interventi, pur non dovendo essere sottoposti ad una procedura per un titolo edilizio, per vincoli regolamentari (come ad esempio quelle che rimangono in vigore per la tutela del Centro Storico) o per rispetto della particolare delicatezza del contesto urbano del perimetro Unesco, rappresentano un potenziale problema sia per la loro aderenza alle norme di tutela potendo mutare l’aspetto complessivo del paesaggio cittadino (si pensi solamente ai colori o ai materiali delle tinteggiature nel Centro od alla installazione apparati impiantistici come condizionatori o parabole), sia per problemi di sicurezza (si pensi solo ai problemi statici di un errato intervento su una tramezza);
    – che il singolo cittadino, pur potendo in teoria agire in completa autonomia senza ricorrere a tecnici abilitati, ha poca familiarità con tali normative e tali verifiche tecniche;
    – che resta comunque doveroso per l’Amministrazione rendere più facile dal punto di vista burocratico e meno oneroso per il cittadino eseguire interventi sui propri immobili, che se eseguiti in armonia con il contesto in cui si trovano contribuiscono in modo determinante al miglioramento della qualità edilizia anche nel centro storico ed in tutta la città.

    Considerato inoltre
    – la circoscrizione Centro Cittadino ha proposto l’istituzione di uno sportello comunale di consulenza e informazione rispetto alle soluzioni da attuare, nel corso dell’esame delle linee guida del nuovo Regolamento Urbanistico Edilizio, del quale le modifiche all’attuale Regolamento
    Edilizio sono un’anticipazione, “per garantire il giusto controllo, e nello stesso tempo aiutare i cittadini nelle attività libere in particolare nel Centro Storico (piccoli impianti, manutenzioni ordinarie, etc)”.

    Si interpella questa amministrazione al fine di conoscere:
    – se sia intenzione di questa Amministrazione avviare un processo interno per istituire uno sportello dedicato ai privati cittadini, che possa venire incontro alle richieste di informazione e fornire loro consigli tecnici ed indicazioni sulla normativa. Tale attività peraltro, sebbene debba essere sotto la responsabilità dello Sportello Unico Edilizia, potrebbe essere avviata anche in collaborazione con l’Università di Architettura e con ERGO, nell’ambito dei progetti di stage formativo rivolto ai laureandi e ai neolaureati del nostro Ateneo. Tale sportello potrebbe inoltre collaborare a stretto contatto con le Circoscrizioni, prima interfaccia del Comuni con i cittadini;
    – se sia inoltre intenzione di questa Amministrazione redigere un abaco, collegato al nuovo Regolamento Urbanistico Edilizio, che contenga proposte di soluzioni (ad esempio colori, tipologia di infissi, tipologia di arredi) ammesse nelle aree tutelate dalle norme sul Centro Storico al fine di facilitare ai cittadini la scelta del tipo di intervento.
    – se sia infine intenzione dell’Amministrazione coinvolgere i Professionisti del settore al fine di favorire l’attività di consulenza tecnica gratuita (sulla falsariga dell’esperienza del “Notaio Amico”) da parte degli iscritti all’Albo dei Geometri, Architetti ed Ingegneri per i piccoli interventi di cui sopra, in particolare per quelli legati alla statica degli edifici.

    Ferrara, 4 settembre 2009

  • Piano casa. Due considerazioni, tre proposte e quattro voti.

    Pubblico l’intervento di ier sera in Consiglio di Circoscrizione sulla delibera comunale sul Piano Casa. Un pippotto politico, 3 proposte (a mio parere di assoluto buon senso), 3 voti contrari a larghissima maggioranza, un voto di astensione sulla delibera (il mio). “Il “piano casa” di B. non l’ha applicato lui, ma le regioni. Se questo non è regime, è almeno egemonia.” Così scrive Salvatore Settis, direttore della Scuola Normale Superiore […]

    immagine-15Pubblico l’intervento di ier sera in Consiglio di Circoscrizione sulla delibera comunale sul Piano Casa. Un pippotto politico, 3 proposte (a mio parere di assoluto buon senso), 3 voti contrari a larghissima maggioranza, un voto di astensione sulla delibera (il mio).

    “Il “piano casa” di B. non l’ha applicato lui, ma le regioni. Se questo non è regime, è almeno egemonia.” Così scrive Salvatore Settis, direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa, su La Repubblica il 2 settembre 2009

    Insomma, sul piano casa (come su tante altre cose) Berlusconi ha lanciato il sasso e nascosto la mano. Il Governo infatti, dopo i proclami, non ha fatto ancora il decreto promesso da lì a 10 giorni (del resto era pur sempre il 1° aprile). Siamo già a settembre e non ce ne è traccia.

    Non posso non essere d’accordo con Settis, ed è anche facile capire che le forze della betoniera facile in queste occasioni spuntano come funghi ovunque. Però mi pare ormai innegabile che il centro sinistra ha, come al solito, abboccato alla finta e fatto il lavoro sporco: vuoi spinti dall’orrore della prima versione del piano berlusconiano, vuoi spinti da un sincero desiderio di qualificare dal punto di vista energetico il nostro patrimonio edilizio, vuoi sulla pressione dei costruttori…

    Sia chiaro, altre Regioni, come la Lombardia hanno fatto cose ben peggiori e disastrose. Ma prego le forze della coalizione in cui mi riconosco e che magari si augurano un aumento di consenso per il provvedimento sull’ampliamento, di ricordarsi che – nonostante tutti gli sforzi – fra 1 o 4 anni che siano, il Piano Casa sarà nell’immaginario collettivo “quello di Berlusconi”. Nonostante non abbia fatto nulla, e a conferma della sua egemonia sulla politica degli ultimi vent’anni.

    Non ci si nasconda poi troppo dietro alla qualificazione energetica degli edifici, prevista per fortuna dalla nostra regione. Perché quasi in contemporanea c’è stato l’attacco governativo agli incentivi proprio riferiti agli interventi di qualificazione energetica, salvati solo in extremis dagli emendamenti al decreto anticrisi, il che la dice lunghe sulle reali intenzioni di questo governo.

    Detto questo nella scorsa legislatura abbiamo giustamente approvato una variante al Regolamento Edilizio che anticipa molto di quella sburocratizzazione dell’iter edilizio promessa dal Governo, ma abbiamo anche approvato, con tanta fatica, un PSC che prevede una diminuzione della volumetria complessiva rispetto alle previsioni del PRG vigente. E’ evidentemente grottesco come ora ci troviamo a dover subire un provvedimento che scarica sul territorio inteso come bene comune (e sulla domanda di cemento) l’incapacità della politica di dare risposte nuove alla crisi economica in atto (-5% di PIL, ricordarlo ogni tanto fa bene).

    Fatte queste considerazioni politiche su un provvedimento che ritengo geneticamente sbagliato sono ovviamente tendenzialmente favorevole a qualsiasi limitazione possa prevedere l’amministrazione, e per questo avevo presentato in luglio un’interpellanza sul tema.

    Però vorrei integrare le ulteriori limitazioni proposte, e precisamente:

    Condono
    Si propone, riprendendo una norma fatta propria dalla regione toscana, di escludere dall’applicazione delle norme del piano casa gli edifici che negli anni passati hanno già usufruito del loro “piano casa fai da te”. Premiare chi in sfregio delle norme urbanistiche ha edificato o ampliato, con una nuova possibilità di ampliamento mi sembra un po’ troppo. Per rispetto del Territorio, della legalità e degli altri cittadini rispettosi delle norme.

    Piano Aria
    La proposta è di prevedere anche l’esclusione per gli edifici residenziali collocati all’interno delle fasce di rispetto individuate dal Piano di Tutela e Risanamento della Qualità dell’Aria. All’art. 25, comma 3 delle NTA infatti lo strumento di pianificazione della nostra provincia prevede, e qui cito, “la definizione di distanze minime degli insediamenti dalle fonti emissive di notevole entità, comprese le infrastrutture di trasporto, idonee alla riduzione della popolazione esposta, attenendosi in linea di massima al principio di non approvare nuove previsioni urbanistiche che prevedano la realizzazione di nuovi insediamenti residenziali, sanitari o scolastici a distanze (calcolate su proiezione orizzontale) inferiori alle seguenti:

    • m 50 dal confine stradale delle strade extraurbane, esistenti o progettate, classificate come rete di base di interesse regionale, della viabilità extraurbana secondaria di rilievo provinciale o interprovinciale e delle strade classificate come strade di scorrimento;

    • m 150 dal confine stradale delle strade extraurbane, esistenti o progettate, classificate come rete autostradale e “grande rete” di interesse nazionale/regionale

    Tutela degli immobili da PSC
    Come si pone la norma rispetto alle classificazione di tutela degli immobili/categoria di intervento del nuovo PSC? Vale la categoria del vecchio PRG finchè non è approvato il RUE. Siccome è possibile che ci siano edifici per cui ora sono previsti “interventi di ripristino edilizio e di ristrutturazione edilizia e urbanistica” mentre nel PSC sono stati definiti di “interesse storico-architettonico” (si pensi solo a tutta l’architettura del novecento) la proposta, per esser certi di non dilapidare il lavoro fatto negli ultimi 10 anni di pianificazione urbanistica di escludere anche gli immobili definiti dal PSC vigente di “interesse storico-architettonico” (quelli maggiormente tutelati dal PSC).

    Voti sulle proposte di integrazione alla delibera:

    – escludere gli edifici che hanno usufruito di condono edilizio per aumento di superficie.
    3 favorevoli (Verdi, IDV, 1 PD), 16 contrari

    – escludere gli edifici residenziali collocati all’interno delle fasce di rispetto individuate dal Piano di Tutela e Risanamento della Qualità dell’Aria (art. 25, comma 3 delle NTA)
    1 favorevole (Verdi), 18 contrari

    – escludere gli immobili definiti dal PSC vigente di “interesse storico-architettonico”
    1 favorevole (Verdi), 18 contrari

    Vista l’indisponibilità ad accettare neanche una delle proposte all’interno del parere non vincolante della Circoscrizione mi sono visto costretto all’astensione sulla delibera (passato poi con 11 voti favorevoli e 8 astenuti).

  • Piano Casa: quali le conseguenze a Ferrara?

    Ho protocollato in data odierna la prima interpellanza da consigliere dei Verdi in Circoscrizione 1 sugli effetti della deliberazione 91/2009 della Regione Emilia Romagna recante il titolo “GOVERNO E RIQUALIFICAZIONE SOLIDALE DEL TERRITORIO“. L’interpellanza trae spunto da un intervento pubblico dell’assessore all’Urbanistica della precedente legislatura Raffaele Atti, il quale metteva in luce alcuni aspetti della normativa regionale – che traduce l’accordo Governo-Regioni sul cosiddetto “Piano Casa” di Berlusconi – che […]

    Ho protocollato in data odierna la prima interpellanza da consigliere dei Verdi in Circoscrizione 1 sugli effetti della deliberazione 91/2009 della Regione Emilia Romagna recante il titolo “GOVERNO E RIQUALIFICAZIONE SOLIDALE DEL TERRITORIO“. L’interpellanza trae spunto da un intervento pubblico dell’assessore all’Urbanistica della precedente legislatura Raffaele Atti, il quale metteva in luce alcuni aspetti della normativa regionale – che traduce l’accordo Governo-Regioni sul cosiddetto “Piano Casa” di Berlusconi – che potevano mettere in discussione la possibilità di intervento da parte dei Comuni, in particolare di quelli in fase di rinnovo, e quindi la loro stessa potestà pianificatoria.

    Se da un lato è da apprezzare il tentativo delle regioni di depotenziare gli effetti sul territorio del Piano Casa di Berlusconi, limitandone fortemente gli ambiti di intervento e salvaguardando i centri e gli insediamenti storici, dall’altro lato vi sono aspetti, come la genesi stessa dell’iniziativa o come quelli messi un luce qualche settimana fa da Atti, che non possono non preoccupare. Per questo ho chiesto quali siano stati gli eventuali contatti intervenuti tra l’Amministrazione comunale e la Regione e soprattutto se gli uffici comunali stiano procedendo ad una verifica dell’impatto della nuova normativa nella nostra Circoscrizione ed in tutta la città.

    Se infatti fosse confermato, così come pare il termine perentorio di 60g per escludere l’applicabilità delle norme sugli interventi di ampliamento e su quelli di demolizione e ricostruzione in relazione a immobili specifici o ambiti del proprio territorio, come recita la legge, “per ragioni di ordine urbanistico, edilizio, paesaggistico, ambientale e culturale ovvero stabilire limiti differenziati in ordine alle possibilità di ampliamento accordate da detti articoli, in relazione alle caratteristiche proprie dei singoli ambiti e del diverso loro grado di saturazione edilizia” sarebbe urgente una ricognizione dell’effettivo campo d’applicazione e l’assunzione di un provvedimento consiliare urgente onde evitare che un provvedimento che potrebbe anche avere positivi effetti sull’efficienza energetica e la qualità del costruito, non si tramuti in un aumento incontrollato e incontrollabile di cubatura nel perimetro urbano.

    Peraltro vi sono anche interessanti opportunità che si potrebbero aprire, a seconda dell’interpretazione della norma, in particolare per quel che riguarda gli edifici già definiti incongrui all’interno del Centro Storico di Ferrara che potrebbero essere finalmente delocalizzati liberando aree e spazi – non più edificabili – all’uso pubblico.

    Da scaricare, in formato pdf:
    Interpellanza del consigliere Fiorentini: piano_casa
    Lettera aperta del precedente assessore all’urbanistica: estensecom-piano-casa-atti-scrive-ad-errani-versione-stampabile
    Deliberazione 91/2009 del consiglio regionale: governo_territorio_2009

  • Parere Circoscrizione Centro Cittadino sull’adozione del PSC

    Il consiglio della Circoscrizione Centro Cittadino del Comune di Ferrara riunito nella seduta dell’11 luglio 2007 Premesso Che nel corso del 2006 il Consiglio è stato sollecitato ad esprimere alcune indicazioni ed indirizzi di merito, affinché  l’Amministrazione comunale, nell’ambito delle successive fasi di elaborazione del PSC e degli altri strumenti urbanistici attuativi previsti dalla L/R 20/2000, potesse opportunamente tenerne conto Rilevato Che la gran parte delle indicazioni espresse da questo […]

    Il consiglio della Circoscrizione Centro Cittadino del Comune di Ferrara riunito nella seduta dell’11 luglio 2007

    Premesso

    Che nel corso del 2006 il Consiglio è stato sollecitato ad esprimere alcune indicazioni ed indirizzi di merito, affinché  l’Amministrazione comunale, nell’ambito delle successive fasi di elaborazione del PSC e degli altri strumenti urbanistici attuativi previsti dalla L/R 20/2000, potesse opportunamente tenerne conto

    Rilevato

    Che la gran parte delle indicazioni espresse da questo Consiglio di Circoscrizione riferite al Centro Storico sono state recepite nella proposta di PSC portata all’esame per l’adozione

    Esprime
    le seguenti indicazioni:

    tav. Tutela Storico Culturale: considerata la scelta di individuare su questa tavola solamente due grandi categorie di edifici “di interesse storico Architettonico” e “di pregio storico-culturale e testimoniale”, costituendo di fatto due soli livelli di vincolo per tipo di intervento edilizio sul patrimonio esistente e constata altresì una notevole presenza di edifici all’interno del c.s. con un vincolo di interesse storico Architettonico (colore viola), riteniamo sia indispensabile che nel RUE sia prevista una più analitica classificazione per meglio definire una tipologia di intervento specifica edificio per edificio, con l’intento da un lato di tutelare effettivamente il ricco patrimonio architettonico della città prevedendo interventi di restauro conservativo e dall’altro evitare di imporre incongrui vincoli e divieti, e conseguenti lunghi tempi di rilascio delle concessioni, a fabbricati o porzioni di essi che dopo un oggettivo riscontro dello stato dei luoghi non risultassero di alcun interesse storico-culturale-architettonico. In questo modo si potrà favorire anche espressioni di architettura contemporanea e/o interventi con utilizzo di nuove tecnologie (bioedilizia, miglioramenti dell’efficienza energetica etc.).

    Gestione dei vincoli:  si ritiene che mentre sia stato effettuata una attenta analisi con il quadro conoscitivo dell’area vasta, il c.s. richieda un  processo costante e più analitico e specifico volto ad acquisire ogni elemento non direttamente riscontrabile da una visione esteriore degli immobili (che peraltro non possiamo verificare e analizzare in questa sede come Circoscrizione). Data la prevista rigidità del sistema dei vincoli nel nucleo storico si invita quindi l’amministrazione a dare massima pubblicità alla tavola in oggetto e a definire una procedura di verifica dell’effettiva ragione del vincolo che preveda modalità e tempi certi per la risposta al cittadino.

    Tavola dei Sistemi: si condivide il progetto di futura mobilità che emerge dal Piano, con l’ipotesi di interruzione dei due assi di attraversamento della città per accorpare le zone a ztl e pedonali, con la conferma dei parcheggi esistenti e, previa realizzazione dei nuovi parcheggi di arroccamento, e con l’individuazione dei terminal pubblici, turistici e di interscambio. In particolare ricordiamo che è comunque necessario dare risposta alla sempre maggiore richiesta di parcheggi per il residenti del c.s. per almeno 3 ordini di motivi: 1) per favorire l’uso abitativo nel centro, 2) per evitare incongrui interventi sul patrimonio edilizio che sottraggono ambienti a  vocazione commerciale o artigianale e di conseguenza privano il centro di luoghi da destinare a queste attività, 3) togliere auto dalla strada a sicuro vantaggio del paesaggio urbano e della mobilità ciclabile. Si ritiene che nel medio-lungo termine i parcheggi interni al Centro (Mercato Coperto, S. Guglielmo, Cavallerizza ecc.) dovranno essere progressivamente riservato ai residenti ed alle attività economiche del Centro Storico. Riteniamo inoltre che su questa tavola possano essere maggiormente estese le direttrici di attraversamento ciclabile della città all’interno delle mura (colorazione azzurra) con particolare attenzione agli assi di Giovecca e Porta Mare/Porta Po.

    Si suggerisce di ampliare il subsistema attrezzature e spazi collettivi (l’area in blu) del monastero di s.Antonio in Polesine includendo anche il vicino lotto di proprietà del Demanio.

    Si suggerisce di ampliare l’area in blu della cara di riposo di Via Ripagrande anche l’area dell’ex Poliambulanza come di fatto ampliamento dei servizi dell’IPAB.

    Tav. Luoghi azioni – trasformazioni: Riteniamo possano essere segnalate  come “centralità” già esistenti o future, luoghi come il complesso di S. Maria della Consolazione, la Sinagoga di via Mazzini ed in particolare i locali ex Amga delle Mura rinascimentali (come centro ricreativo-culturale “cittadella della musica”) al fine di contribuire coerentemente a perseguire quella più volte espressa politica finalizzata al mantenimento e valorizzazione di questo straordinario patrimonio e al suo utilizzo da parte della città.

    Scheda d’ambito

    Rete fognaria: risultano problemi di allagamenti dovute a scarsa manutenzione/inadeguatezza del sistema fognario anche in: Via Ripagrande, Rampari di San Paolo/Via della Grotta, Via del Gambone

    Siti contaminati: risulterebbe la presenza di un deposito carburante interrato presso la Caserma di Cisterna del Follo

    Attività culturali, associative e politiche: a puro titolo di segnalazione rileviamo che sono 2 i centri sociali autogestiti presenti sul territorio mentre i circoli Arci presenti sono almeno 3 e le sedi di associazioni sicuramente più di 8.

    Obiettivi e requisiti RUE:
    – si propone di inserire una norma che preveda un percorso agevolato per la conversione e riqualificazione di tetti e tettoie (a volte fatiscenti) presenti nel centro storico con impianti fotovoltaici e solari, nel pieno rispetto dei vincoli urbanistici e monumentali, anche prevedendo una proposta progettuale elaborata dall’amministrazione in accordo con la competente soprintendenza

    – si propone di inserire una norma che preveda, per quel che riguarda il sistema fognario la separazione di acque bianche e scure, sfruttando laddove possibile la vicinanza con il canale del Po di Volano, in particolare per quel che riguarda gli ambiti di riqualificazione a sud della cinta muraria. Gli interventi di rifacimento del sistema fognario dovrebbero poi puntare al medesimo obbiettivo da raggiungere progressivamente anche nel nucleo storico edificato.

    Obiettivi e requisiti POC:

    – si propone di porre l’obbiettivo del progressivo spostamento del parcheggio residenziale dalle strade ai parcheggi già previsti dal sistema della mobilità, con la liberazione dalle auto della zona medievale e rinascimentale e con la realizzazione di collegamenti urbani ciclabili (con particolare riferimento a Corso Giovecca e all’asse Porta Po-Porta Mare)

    Si propone infine una verifica periodica della “salute urbana” della città storica individuata dal perimetro delle mura rinascimentali al fine di potere articolare nel tempo diversi interventi quali: un censimento delle situazioni di nuovo degrado del tessuto urbano e monumentale; monitoraggio e controllo sulle esigenze di manutenzione ordinaria e straordinaria; programmazione dei principali interventi di completamento del Progetto Mura in modo da trovare le soluzioni tramite interventi diretti dell’Amministrazione, obbligo di intervento dei privati o inserimento nei POC a seconda delle responsabilità e delle possibilità operative.

    Sottoambiti in deroga

    Per quello che riguarda i sottoambiti in deroga si ritiene, a livello generale, che possano essere concesse deroghe per l’aumento di volume solo laddove vi sia un immediato e prevalente interesse pubblico o una effettiva necessità di completamento urbanistico.

    In particolare:

    Sub. 1 Via Darsena: si conferma quanto precedentemente indicato nel parere sulla Bozza e peraltro recepito negli indici.

    Sub. 4 Piangipane: si conferma quanto precedentemente indicato nel parere sulla Bozza

    Sub. 8 S. Etienne: nella casella obiettivi e requisiti del POC venga inserita la riqualificazione dell’edificio dell’ex mercato con specifica destinazione a parcheggio prevalentemente destinato alla residenza, che nella prevista riqualificazione delle piazze venga espressamente perseguita la volontà di non adibirle a parcheggio e recuperarne il ruolo di luogo sociale urbano;

    Sub. 9 S. Romano: estendere l’area del sottoambito per includere anche l’area scoperta ed il vicolo di collegamento a via San Romano, al fine di vincolare l’eventuale intervento alla riqualificazione ad uso pubblico della zona.

    Sub. 10 Duomo: riteniamo la previsione di ricostruzione del volume dell’antica sacrestia (contenuta anche nel PRG vigente) ormai superata alla luce dei recenti interventi per la costruzione della nuova e per il recupero della zona dell’Abside della Cattedrale.

    Sub. 12 S. Francesco: non si ravvisano le condizioni di cui in premessa.

    Sub.  14 S. Anna: si richiama quanto precedentemente indicato nel parere sulla Bozza con l’invito di prevedere un concorso internazionale di progettazione per il riutilizzo dell’area

    Considerazioni finali

    Il PSC in quanto strumento urbanistico avrà prospettive di lunga durata nel tempo e si troverà ad operare in una società in costante mutazione, sotto l’aspetto demografico, economico sociale e culturale: l’evolversi della composizione sociale e dei complessi aspetti di integrazione della popolazione, renderà necessario mantenere aperto un “ufficio di piano” che anche dopo l’adozione del PSC continui a raccogliere le istanze dei cittadini, valuti proposte e indicazioni provenienti dalle istituzioni e dalla società civile, per tradurli in provvedimenti di modifica e correzione in modo da rendere anche  il quadro conoscitivo della città non un documento chiuso o a termine, ma uno strumento continuamente aggiornato.

    Per mantenere vivo e vitale il nostro c.s. occorre ricercare nuove discipline e  politiche che facilitino una utenza abitativa il più diversificata e stabile possibile e che permettano inoltre di agevolare gli insediamenti di tipo artigianale, artistico e commerciale.

    Sarà infine indispensabile che venga data la più ampia diffusione e spiegazione alla cittadinanza sui contenuti del piano, la nostra Circoscrizione si impegna si da ora a dare il proprio contributo in questa direzione.