• Libertà di espressione (arbitrale)

    Non posso che solidalizzare, da ex collega, con il gestore di arbitri.com, convocato dalla procura arbitrale per aver gestito senza autorizzazione il sito, grazie al quale garantirebbe e promuoverebbe l’anonimato tra gli arbitri, in poche parole la libertà di espressione…
    Via wittgenstein, da cui traggo anche questo commento (in cui ritrovo molti miei ricordi)…

    La maggior parte di noi ha arbitrato al massimo in Eccellenza (credo) e qualcuno forse non l’ha nemmeno vista di straforo; ci alziamo la domenica mattina alle 6.15 per essere alle 8 in un campo fangoso a dirigere una allievi provinciali, con i genitori che ci urlano nella migliore delle ipotesi, che siamo dei figli di troia….
    Andiamo ad arbitrare con la febbre perché il presidente non ha nessuno da mandare; ci facciamo 100 km tra andata e ritorno per partecipare alla riunioni sezionali dove in un’ora e mezza ti dicono le stesse cose da vent’anni a questa parte pero’ ci piace perché rivediamo colleghi che vediamo raramente.
    Aspettiamo mesi (se non anni) per 25 euro che non coprono nemmeno l’usura delle gomme per arrivare al campo; riceviamo per 3 anni di seguito una divisa dello stesso colore e della stessa foggia, con il cui tessuto forse a malapena si ricavano straccetti per pulire gli occhiali. Dobbiamo comperarci scarpe da calcio e da calcetto, borse, tute, sottomaglie e forse dobbiamo sentirci dire, a -5°C, che non possiamo mettere gli scaldamuscoli, il copri collo o i guanti perché “non sta bene”.
    Sacrifichiamo anni della nostra vita perché ci piace. Non facciamo tardi il giorno prima della gara, quando i nostri amici sono in discoteca a divertirsi e a bere qualche bicchiere, ci tagliamo regolarmente i capelli e la barba per fare anche piacere ai nostri superiori. Magari abbiamo rinunciato anche ad andare in vacanza perché c’era il raduno o perché dovevamo allenarci per poi ricevere magari a fine anno un “grazie ma non ce l’hai fatta” e come nel mio caso continui ad arbitrare dopo 20 anni con lo stesso entusiasmo di quando arbitravi una gara di cartello di eccellenza,una gara di centroclassifica di giovanissimi provinciali, e sei contento quando tutti alla fine ti fanno i complimenti.