• “che levasse di quella città giudei e marrani”

    Intervento dei Verdi di Ferrara sulla polemica sull’apertura del Centro Islamico in Via Traversagno:

    A proposito del Centro Islamico…
    Dopo il terribile terremoto che colpì Ferrara nel 1570 il duca Alfonso II d’Este chiese al Papa una pubblica benedizione della città, che il Papa, Pio V, rifiutò con durezza: “Noi abbiamo fatto dire altre volte al signor duca che levasse di quella città giudei e marrani, e non ha mai fatto niente; crediamo che fosse stato bene ci avesse creduto”. Paolo Rumiz, su “Repubblica” di alcuni giorni fa, ricorda che a Ferrara vi erano oltre duemila ebrei e la loro presenza rappresentava un pilastro della ricchezza anche intellettuale della città; Rumiz ripercorre la risposta del duca – “Beatissimo Padre né giudei né marrani  hanno causato il terremoto, essendo cosa naturale” – e gli avvenimenti successivi: il clima sempre più pesante, i cappuccini fanatici venuti da Bologna che portano in processione i cadaveri e annunciano l’imminente sprofondamento della città e poi la decisione di Alfonso II di riappropriarsi della città, di avviare la ricostruzione, di sollecitare “fisici ed esperti di accidenti diversi” ad indagare sulle cause dell’evento. Rumiz scrive, infine “Ascolto le cicale attorno alla Certosa e mi chiedo se la solarità e la calma di Ferrara non nascano anche dalla storica vittoria della Civitas sulle forze dell’oscurantismo, perfidamente alleate alle forze del Profondo”.

    Crediamo che occorra l’impegno di tutti per far sì che Ferrara resti una comunità laica e aperta, orgogliosa che la Costituzione italiana garantisca a tutti, credenti e non credenti, il diritto di incontrarsi in luoghi idonei per organizzare iniziative, studiare, pensare, e anche pregare, se lo si desidera. Una comunità che non pensa che qualcuno “se si integra” vada trattato con “benevolenza”, ma che pretende, semplicemente, da tutti il rispetto dei diritti e dei doveri sanciti dalla Costituzione.

    I VERDI di Ferrara