• E fra un mese la stessa ordinanza per Piazza Ariostea?

    Ora, al di là della follia della logica emergenziale per il secondo episodio di violenza in 15 anni di mercoledì in piazza, mi permetterei di far notare come l’ordinanza, ci informa estense.com, non solo impedirà al Rag. Rossi di prendersi la pizza+birra da asporto nella pizzeria sotto casa dopo una lunga giornata di lavoro, ma soprattutto come il divieto di consumare all’esterno nulla c’entri con la “prevenzione dell’abuso”. E’ un divieto fine a se stesso.

    Se l’ordinanza (qui la versione ufficiale) si fosse limitata a vietare le vendite promozionali di alcolici, beh, sarei stato pure d’accordo: purtroppo non riesco però a spiegarmi perchè ogni volta c’è questa corsa alla proibizione, come se non si stesse aspettando altro, e le mani prudessere sulla tastiera del computer.

    Come qualcuno suggerisce su Twitter passeremo al #giovedìuniv?

    O basterà spostarsi in Piazza Ariostea?

  • Per un centro vivo e vivibile. Riunione il 28 giugno

    Riunione del gruppo di Facebook “Contro il coprifuoco a Ferrara. Per un centro vivo e vivibile.” che sta per raggiungere i 300 iscritti per discutere insieme, scambiare un po’ di idee e elaborare una serie di proposte e un percorso per modificare l’attuale impianto della Bozza di regolamento sugli orari dei Pubblici Esercizi del Comune di Ferrara.

    lunedì 28 giugno 2010 alle ore 19.00
    Saletta Ferretti Circoscrizione 1
    Via Boccaleone 19
    Ferrara

    Fai le tue proposte nell’area discussioni
    http://www.facebook.com/group.php?gid=129246633764677&v=app_2373072738&ref=ts

  • No al coprifuoco

    Questa città, dove è già difficile poter mangiare un piatto di pasta dopo uno spettacolo teatrale al Comunale, non ha certo bisogno di tornare a quando passeggiare di sera in centro era fare una camminata in un deserto nebbioso, più vicino alla morte civile che al riecheggiare di lontani orizzonti metafisici. Perchè un centro vivo e vivibile anche di sera e di notte è un centro più sicuro e attraente. E diciamolo, anche più divertente.

    Il Comune di Ferrara sta avviando l’iter istituzionale sul Regolamento sugli orari dei Pubblici esercizi. Chiusura entro le 24 nel centro medievale nei giorni feriali (salvo deroghe) e all’1 e 30 venerdì e sabato, chiusura all’1 al di fuori del perimetro definito da corso giovecca, viale cavour, via ugo bassi, carlo mayr, ripagrande e isonzo.

    Ci ho pensato un po’, e non son riuscito a trovare altra definizione che quella di coprifuoco. Vi sono possibilità di deroga (sino all’una), ma il dato politico è che si è fatta una scelta per limitare i danni dovuti alla “movida” ferrarese, quella di cercare di impedire alle persone di vivere la città anche di notte.

    Così ho scritto questo, preannunciando il voto contrario in Circoscrizione, e ho creato questo gruppo su Facebook per cercare di promuovere dal basso la riflessione e le proposte per costruire un’altra visione di come vorremmo il Centro Storico della nostra città.

  • Contro il coprifuoco. Per un centro vivo e vivibile.

    La proposta contenuta nel regolamento sugli orari dei Pubblici Esercizi del Comune di Ferrara che sarà presto al vaglio del Consiglio Circoscrizionale, così come è scritta ora non avrà il voto favorevole dei Verdi.

    Il principio che per “limitare” i danni dovuti alla presenza di giovani all’esterno dei locali si debba dichiarare un coprifuoco a mezzanotte nella parte più centrale della città, è un principio inaccettabile per una amministrazione che voglia fare del dialogo e della collaborazione con i propri cittadini, anche i più giovani, il fulcro della sua azione politica.

    Nessuno vuole mettere in dubbio il diritto al riposo ai residenti del Centro, ma allo stesso tempo una città universitaria che voglia continuare ad attrarre giovani nel proprio tessuto sociale ed economico (come è successo per gli studenti fuorisede che spesso sono rimasti a Ferrara anche per avviare la propria vita professionale) non si può permettere di limitare in modo così forte il diritto al divertimento, anche serale e sempre nel rispetto degli altri, dei propri cittadini. Come del resto quella che vuol essere una città di cultura e turismo non può trasformarsi in una città museo vivibile solo in orari che paiono degni del peggior museo statale italiano.

    Non si può continuare a sparare nel mucchio, fare di tutta un’erba un fascio, colpirne 100 per educarne 1. A Ferrara vivono migliaia di giovani, studenti e non, che hanno il diritto di vivere la loro vita. La loro vita è fatta anche di divertimento. E’ certamente necessaria una grande operazione culturale ed educativa per condividere con alcuni di loro i principi del rispetto dei diritti altrui, compreso quello al riposo. Ma questa è la strada, politicamente più difficile, che il Comune deve avere il coraggio di intraprendere abbandonando quella tecnicamente più facile della regolamentazione oraria e geografica.

    Come proposto e discusso nella Circoscrizione 1 sono necessari maggiori meccanismi premiali sugli orari per gli esercizi che si attrezzano per limitare la rumorosità all’interno e all’esterno del locale, che si impegnano con apposite convenzioni alla pulizia della parte di città interessata dalla propria attività, che avviano percorsi di sensibilizzazione degli avventori e di condivisione dei disagi dei vicini. Allo stesso tempo sono necessarie limitazioni orarie – e sanzioni ulteriori per coloro che non rispettano le regole – per le esercizi che si disinteressano di ciò che accade all’interno ed all’esterno del proprio esercizio.

    Questa città, dove è già difficile poter mangiare un piatto di pasta dopo uno spettacolo teatrale al Comunale, non ha certo bisogno di tornare a quando passeggiare di sera in centro era fare una camminata in un deserto nebbioso, più vicino alla morte civile che al riecheggiare di lontani orizzonti metafisici. Perchè un centro vivo e vivibile anche di sera e di notte è un centro più sicuro e attraente. E diciamolo, anche più divertente.

    Leonardo Fiorentini
    Presidente Gruppo consiliare Verdi per la Pace
    Circoscrizione 1 – Comune di Ferrara

  • Regolamento street bar, le associazioni contro la Marescotti Palmieri (Ascom): «Opposizione ferma e totale»

    LA BOZZA di regolamento sugli street bar fa imbufalire le associazioni di categoria. Che, principalmente, puntano il dito contro la scelta del Comune di far terminare la movida anzitempo, leggi a mezzanotte, con deroghe eventuali attorno ai trenta minuti. E oggi era in programma un incontro proprio tra l’assessore e le associazioni di categoria ma, a meno di incredibili colpi di scena della mattinata, i commercianti e gli imprenditori della notte diserteranno. «La bozza presentata è non accettabile – tuona Mario Palmieri (Fipe e Ascom-Confcommercio) -. Non è stato recepito alcun tipo di meccanismo premiale per i locali virtuosi e, anzi, si tende a punire tutte le attività esistenti. La situazione, in particolare sugli orari, davvero non ha senso. Ci chiediamo tra l’altro il perché di questa modalità di far ricevere la bozza di regolamento alle associazioni: non abbiamo avuto il tempo materiale di convocare la base associativa per discuterne insieme. Inoltre appare anomale la tempistica della presentazione e delle discussioni anche nelle sedi istituzionali. Il nostro intento comunque è quello di chiedere un incontro al sindaco». E, aggiungiamo, sul delicato fronte degli orari la guerra sarà totale: «La nostra opposizione sarà ferma e decisa, totale, agiremo in tutte le sedi competenti», dice Palmieri. La base di partenza, secondo l’Ascom, deve essere il regolamento che, in bozza, è stato proposto dalla circoscrizione, con l’una come orario di chiusura e meccanismi premiali ad hoc. «ANDREMO in consiglio non più tardi del 12 luglio», aveva detto ieri al Carlino l’assessore Deanna Marescotti. Il Comune ha inviato giovedì scorso alle parti in causa la bozza di regolamento per le eventuali osservazioni e, da quel momento in poi, ci sono dieci giorni per inviare richieste di chiarimento o critiche al Comune. «Lunedì vedremo quanto arriverà – aveva spiegato Marescotti – nel frattempo proseguirà il lavoro di commissioni e organi istituzionali. Io sono disponibile a dare qualsiasi chiarimento e il testo non è blindato. Anzi, ascolteremo ogni consigliere, le modifiche potranno essere apportate e il percorso è apertissimo. Ma è chiaro che, dopo anni di attesa, bisogna iniziare a produrre fatti concreti»

    Il Resto del Carlino del 17/06/2010 ed. Ferrara p. 7

  • Street bar, le nuove regole non convincono

    Callegarini (Confesercenti): «Passo indietro». Palmieri (Ascom): «Subito incontro con il sindaco». I rappresentanti di Ascom e Confesercenti non si sono presentati all’incontro in municipio per dare un parere sulla bozza di regolamento che modifica gli orari di chiusura dei locali pubblici e stabilisce norme più restrittive per le attività all’interno del perimetro delimitato da via Ripagrande, corso Isonzo, viale Cavour, corso Giovecca, via Ugo Bassi e via Carlo Mayr.

    La motivazione per aver disertato l’incontro di martedì 15 è identica. La bozza di regolamento le associazioni l’hanno ricevuta giovedì 10 e non c’è stato il tempo materiale per discutere con i diretti interessati (i titolari di street bar innanzitutto, ma i titolari anche di ristoranti, pizzerie e altri pubblici esercizi) le nuove norme e per presentare all’assessore alle attività economiche Deanna Marescotti eventuali modifiche e contro proposte.
    Ma se servono altri giorni per raccogliere gli umori degli associati, i dirigenti delle due organizzazioni esprimono fin d’ora fortissime perplessità sulla bozza.
    «Dobbiamo consultare la nostra base – dice Luca Callegarini (Confesercenti) – mi pare comunque che abbiano peggiorato l’impostazione inziale, prima di poteva chiudere all’una, ora a mezzanotte». Il riferimento è ai locali entro il perimetro che devono chiudere a mezzanotte, tranne venerdì e sabato quando l’apertura arriva fino all’1.30. Per Callegarini è discutibile anche la ratio delle deroghe: «Anche una gelateria se volesse tenere aperto fino all’una dovrebbe ottenere l’autorizzazione acustica, mi sembra eccessivo. Noi restiamo dell’idea che bisogna premiare chi rispetta le regole e usare la mano dura verso chi viola le norme».
    Mario Palmieri, vice presidente Ascom e presidente Fipe, non nasconde la sua delusione: «Il regolamento non soddisfa, non lo riteniamo premiante verso i gestori dei locali. Vediamo che c’è addirittura un restringimento dei parametri che penalizza chi, negli anni, non ha avuto alcun tipo di responsabilità». Palmieri ha da ridire sulle deroghe: «Obbligare i locali ad attrezzarsi e ad accollarsi di nuovi oneri per poter tenere aperto fino all’orario già previsto dalla licenza è una cosa che non convince. Secondo noi la base giusta per una discussione la forniva la bozza di regolamento della circoscrizione Centro, che prevedeva un meccanismo premiale: chiusura all’una con possibilità di arrivare alle due per chi si comporta bene». Palmieri ritiene a questo punto necessario un incontro con il sindaco per sbloccare la situazione e «arrivare a un compromesso tra le esigenze primarie dei residenti e le esigenze, anch’esse molto importanti, degli imprenditori».
    Come già pubblicato ieri, gli orari per i locali fuori del perimetro centrale sono diversi: possono tenere aperto fino all’una (quindi un’ora in più); venerdì e sabato valgono le stesse regole: serrande abbassate all’1.30.

    Da La Nuova Ferrara del 17 giugno 2010.