• Open source&Banda larga

    Una legge per il sostegno del software libero a partire dalle Pubbliche Amministrazioni, sviluppo delle infrastrutture telematiche nei Piani Urbanistici per una banda larga accessibile a tutti.

    E’ necessario avviare finalmente (come abbiamo più volte richiesto nel corso delle ultime legislature, anche attraverso documenti approvati dai Consigli degli Enti locali ferraresi, ma purtroppo mai concretamente attuati) un processo di progressiva sostituzione del software utilizzato dalle pubbliche amministrazioni (dal sistema operativo alle applicazioni di base) verso programmi Open Source.

    Una legge regionale che promuova fortemente questo processo permetterebbe di investire ciò che viene risparmiato sui costi di licenza dei vari software propretari sia nella formazione informatica del personale degli enti localini che nell’assistenza e nello sviluppo di software dedicato, facendo quindi crescere la filiera di imprese locali che lavorano sul software libero.

    Va assicurato a tutti, nonostante il disimpegno governativo, imprese, studenti e cittadini l’accesso alla banda larga. Per questo i Piani Operativi Comunali devono prevedere fra le infrastrutture da implementare anche quelle telematiche, rendendo così possibile l’ampliamento dell’utenza raggiunta sia dalle reti a fibre ottiche che dalle reti WIFI pubbliche.

  • La tripla gabella (anzi quadrupla e quintupla)

    Oggi Repubblica riporta del tentativo di riscossione nei confronti di Bar, Ristoranti, Hotel che diffondono musica registrata da parte del consorzio dei fonografici Scf, che riunisce le case discografiche e tutela oltre 300 imprese, dei “diritti relativi alla registrazione discografica (cioè all’incisione su supporto dell’opera musicale). Tali diritti sono da corrispondere al produttore della registrazione e all’artista che ha prestato la propria interpretazione all’incisione”, come si legge sul sito della Scf. Che sono quindi cosa diversi dai Diritti SIAE, che tutelano invece la composizione, come da legge 633 del 22 aprile 1941.

    Insomma la Radio paga la SIAE, i bar pagano la SIAE e come se non bastasse ora gli tocca pure la tripla gabella della Scf. Che diventa quadrupla se ci si permette di immaginare che anche le Radio debbano pagare di diritti alla registrazione discografica, come peraltro confermato da Confesercenti. Quintuplo se anche la Siae da gennaio  riscuoterà il diritto connesso per conto dell’Afi, l’Associazione fonografici italiani.

    Due domande, retoriche: quando chiederanno di pagare i diritti sull’immagine dell’autore evocata dall’ascolto della registrazione ddiscografica di una composizione musicale? E soprattutto, quanti di questi diritti vanno effettivamente all’autore (di composizione o esecuzione) e quanti a mantenere in vita quel baraccone che sono SIAE e Case Discografiche?

    PS: per approfondire lo stato del mercato della musica italiana segnalo questo rapporto IULM (via rockol)

  • Copyleft elettorale

    Mentre il programma dei verdi è on line (nella versione pdf, l’html lo vedrete completo nel pomeriggio) cito da Kromeblog:

    Ci crederesti se ti dicessero che nel tuo paese l’Italia dei Valori sta distribuendo un volantino scritto dalla Casa delle Libertà?

    Impossibile vero? Bene allora continua a leggere.

    Quest’anno ci saranno le elezioni comunali e L’Italia dei Valori sembra essere intenzionata presentare una propria lista.

    Il sabato mattina è la giornata in cui le forze politiche presenti sul territorio distribuiscono i loro volantini e da un paio di settimane anche l’Italia dei Valori ha approntato il suo gazebo. Come tutti i sabati sono passato da buon cittadino a recuperare tutti questi volantini e, naturalmente li ho anche letti.

    Quello dell’Italia dei Valori mi ha colpito.

    Il volantino ciclostilato fronte-retro reca sotto la firma “Coordinamento Provinciale Brianza Est Italia dei Valori di Monza e Brianza” una lettera di un cittadino cavenaghese.

    Leggendo questa lettera la mia fronte ha cominciato ad aggrottarsi, tutto poteva sembrare fuorché una lettera scritta da un cavenaghese. Non penso infatti che alcun mio concittadino oserebbe definire il nostro paesino di provincia Città di Cavenago e per il resto si tratta di un testo molto vago che potrebbe andare bene per qualunque comune.

    Per questo motivo ho aperto Google per vedere se – per caso – la stessa lettera del sedicente cavenaghese fosse stata recapitata anche alle sedi dell’Italia dei Valori di altri paesi della Brianza Est.

    Usando un classico trucchetto da blogger trovo in internet un documento con un testo molto simile: il progetto politico di Roberto Cassamagnaghi, candidato sindaco al comune di Bresso nel 2008.

    Apro il documento, aspettandomi di trovarci il logo dell’Italia dei Valori e…

    Sorpresa!

    Ecco in bella vista i simboli di Popolo della Libertà, Lega Nord e UDC!

    Comincio a leggere il programma e vedo che la lettera del Cittadino cavenaghese è uguale parola per parola con quella del cittadino bressese.

    Ma c’è di più! Anche la risposta dell’Italia dei Valori alla lettera è copiata parola per parola da un paragrafo della proposta firmata da Roberto Cassamagnaghi!

    E andando avanti c’è altro: entrambe le pubblicazioni hanno una lista di proposte, in pratica un riassunto per punti del programma elettorale.

    Anche la lista delle proposte è stata copiata!

    Copiata copiata proprio no, fortunatamente chi ha redatto questo volantino ha avuto il buon gusto di togliere il punto 18 riferito a Parco Nord e Aeroporto!

    A questo punto immagino che vorrai confrontare i documenti:

  • La pensione di Victoria Beckham…

    victoriabeckhamSegnalo questa notizia, ed il commento di Monica Frassoni, perchè al di là delle istanze per la condivisione del sapere, il copyleft e le creative commons, io trovo soprattutto molto squallido che l’Unione Europea si preoccupi tanto di “garantire agli artisti un reddito regolare anche durante la vecchiaia” (nel caso di Victoria Beckham più o meno fino ai 115 anni) mentre centinaia di migliaia di giovani (almeno in Italia) sanno già che la vecchiaia, se va bene, la passerranno a lavorare per sopravvivere.

    Gruppo Verdi/ALE al Parlamento europeo
    Comunicato stampa – Bruxelles, 12 febbraio 2009

    Copyright
    Frassoni: “Il voto di oggi è musica solo per le orecchie delle grandi case discografiche”

    La proposta della Commissione europea di estendere il diritto d’autore per la musica da 50 a 95 anni (emendamento alla Direttiva 2006/116/EC) è stata approvata dalla commissione giuridica del Parlamento europeo che ha adottato quest’oggi la relazione di Brian Crowley su questo tema.

    Monica Frassoni, Presidente dei Verdi/ALE al Parlamento europeo e coordinatrice dei Verdi per la commissione giuridica, si è così espressa al termine del voto (1):

    “Il voto di oggi è musica solo per le orecchie delle grandi case discografiche e di un’elite di star della musica. Loro trarranno vantaggio dalle modifiche proposte alla legislazione sul diritto d’autore, mentre gli artisti meno noti e i consumatori ne pagheranno il prezzo.

    L’era digitale richiede una revisione innovativa della legislazione sul diritto d’autore. Un nuovo approccio potrebbe trovare un accordo migliore per gli artisti e permettere una fruizione più vasta dei contenuti creativi da parte del pubblico. I Verdi chiedono un completo rigetto della proposta al momento sul tavolo, che è destinata a rafforzare l’attuale, obsoleto approccio. Siamo fiduciosi di riuscire ad ottenere il sostegno necessario per rigettare la proposta al momento del voto in plenaria.”

    (1) 17 votes a favore, 5 contro, 2 astensioni

  • delle distrazioni…