• La contromanovra Fiorentini

    Siccome ogni giorno se ne sentiva una, mi sembrava il caso che anche da questo blog si contribuisse al dibattito agostano sulla manovra anticrisi. Siccome poi gli eventi della vita hanno preso il sopravvento, non ho fatto in tempo a condividere con il mondo queste quattro/cinque ovvietà politico-contabili. E siccome finalmente la questione della spesa militare sembra uscire dal limbo dei soliti quattro gatti, mi pare opportuno contribuire a farla emergere ancora un poco.

    Ecco quindi la contro manovra Fiorentini imperniata su liberalizzazioni e legalizzazioni (vere), e risparmi di spesa inutile (veramente inutile).

    Minori uscite

    • Taglio del 50% dell’8 per mille (che diventa 4 per mille): 500.000.000 di euro (strutturali)
    • Taglio del 20% alle spese militari: 4.000.000.000 di euro (strutturali)
    • Ritiro dall’Afghanistan: 750.000.000 di euro (strutturali)
    • Obbligo di utilizzo di soluzione Open Source nelle amministrazioni pubbliche: 2.000.000.000 di euro (strutturali)

    Maggiori Entrate

    • Patrimoniale 5/1000 su patrimoni oltre 3.000.000 euro (ipotesi Sbilanciamoci): 10.500.ooo.000 euro (strutturali)
    • Tobin Tax sulle transazioni finanziarie e valutarie (0,02, il resto 0,03 potrebbe andare a finanziare i fondi strutturali europei): 800.000.000 di euro (strutturali, ma la stima è stata attualizzata da dati 2000)
    • Taglio agevolazioni IRES Chiesa cattolica: 1.ooo.ooo.ooo di euro (Strutturali)
    • ICI su immobili non dedicati al culto della Chiesa Cattolica 400.000.000 di euro (strutturali)
    • Aumento di 0,50 euro della tassazione sui derivati del tabacco: 1.400.000.000 di euro (strutturali)
    • tassazione rendite finanziarie al 23%: 2.000.000.000 di euro (strutturali)
    • tassa automobilistica sull’emmissione di Co2: 500.000.000 di euro (strutturali)

    Legalizzazione dei derivati della cannabis:

    • Minori costi del proibizionismo sulle sostanze: 2.000.000 di euro (strutturali)
    • Entrate da legalizzazione derivati della Cannabis: 4.000.000.000 di euro, esclusa la tassazione del nuovo indotto portato alla luce (strutturali)

    Legalizzazione della prostituzione:

    • Stima delle maggiori entrate dall’emersione: 1.000.000.000 di euro (strutturali e molto prudenziali)
    • non si hanno dati per stimare il costo della repressione, ma visto come stimano al ministero delle entrate la riduzione dei costi della politica, possiamo azzardare una cifra: 250.000.000 di euro

    Questi importi fanno circa 31.000.000.000 di euro all’anno, per tre anni fanno oltre 90 miliardi di euro che possono bastare per pareggiare il bilancio e forse anche per fare un po’ delle cose qui sotto indicate:

    Piccoli interventi per la “solidarietà generazionale” (da stimare e finanziabili in parte con il saldo positivo della gestione separata)

    • Cumulabilità della contribuzione ordinaria con la gestione separata
    • Previsione di restituzione ai fini di “TFR” della contribuzione versata come gestione separata e non utile ad ottenere una pensione.
    • ammortizzatori sociali per co.pro e parasubordinati: costo 3.600.000.000 euro

    Liberalizzazioni, accesso alle professioni e al pubblico impiego

    • abolizione del valore legale del titolo di studio
    • abolizione degli ordini professionali

    Costi della Politica

    • dimezzamento delle indennità dei consiglieri regionali
    • dimezzamento delle indennità dei parlamentari
    • ripristino dei livelli di rappresentanza nei consigli comunali e provinciali
    • ripristino delle circoscrizioni nei comuni con più di 100.000 abitanti e capoluoghi di provincia
    • mantenimento delle province e trasferimento su di loro di tutte le competenze ora in capo ad ATO ed Agenzie varie di livello sovracomunale, eventuale trasferimento del servizio idrico integrato (da discutere).

    Se poi andiamo agli investimenti, vediamo un po’ che cosa potrebbe succedere nel “meraviglioso mondo” sognato da questo blog:

    Minori spese per investimenti

    • Taglio dei programmi di spesa per acquisto di mezzi militari: 43.000.000.000
    • Taglio delle grandi opere inutili: 8.000.000.000

    Maggiori spese per investimenti

    • Trasporto pubblico locale: 10.000.000.000 euro
    • Implementazione rete ferroviaria “periferica”: 10.000.000.000 euro
    • Interventi di efficienza energetica sul patrimonio edilizio pubblico (in primis scuole): 10.000.000.000 euro
    • Interventi di salvaguardia del suolo: 10.000.000.000 euro
    • Interventi per la realizzazione di nuovi asili: 5.000.000.000 euro
    • Fondo per la ripubblicizzazione dell’acqua: 5.000.000.000 euro
    • Incentivazione ricerca e sviluppo fonti energetiche rinnovabili: 2.000.000.000 euro
  • Come reperire 30 miliardi e vivere più felici

    La crisi arriva in Italia, pure Tremonti se ne è accorto, Silvio ancora non ci crede.

    E’ tempo di lacrime e sangue? E’ venuto il tempo di condoni? Volendo no!

    In tre paginette ecco come reperire 30 miliardi e vivere più felici: la contromanovra finanziaria di Sbilanciamoci.

    30 MILIARDI CONTRO LA CRISI – La contromanovra di Sbilanciamoci! per il 2011-2012
    La manovra del governo è iniqua e sbagliata.

    I tagli massicci agli enti locali, alle regioni, alle prestazioni sociali e ai servizi delineano un quadro di ricadute gravi sul paese: colpiscono i cittadini, i lavoratori, la parte più debole del paese. La speculazione, la ricchezza, i privilegi, le rendite, i patrimoni non vengono toccati. E’ una manovra solo di tagli (sbagliati) e non di misure per fronteggiare la crisi, arginare l’emergenza sociale e rilanciare l’economia.

    La manovra del governo non taglia la spesa pubblica inutile e sbagliata come le spese militari, gli stanziamenti per il Ponte sullo Stretto e le grandi opere, i sussidi corporativi e clientelari.

    La campagna Sbilanciamoci! lancia oggi la sua “contromanovra” alternativa a quella del governo.

    30 miliardi di risorse che Sbilanciamoci! propone di reperire grazie alla riduzione delle spese militari e alla cancellazione degli stanziamenti delle grandi opere, alla tassazione delle rendite e dei patrimoni e alla re-introduzione della carbon tax.

    30 miliardi che Sbilanciamoci! propone di usare, oltre che per la riduzione del debito (10 miliardi), anche per gli ammortizzatori sociali ed il lavoro (4,5 miliardi), per la difesa dei redditi e delle pensioni (5 miliardi di euro) per il rilancio dell’economia (economia verde, piccole opere e innovazione per 6,5 miliardi di euro), per il welfare (scuola e università, servizi sociali, immigrazione, asili nido, per oltre 4 miliardi di euro).

    Il documento di Sbilanciamoci! si trova sul sito www.sbilanciamoci.org

    Aderiscono alla campagna Sbilanciamoci! Aiab, Altreconomia, Antigone, Arci, Arci Cultura e Sviluppo, Arci Servizio Civile, Associazione Obiettori Nonviolenti, Associazione per la Pace, Beati i Costruttori di Pace, Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, Carta, CIPSI, Cittadinanzattiva, CNCA, COCIS, Comunità delle Piagge Firenze, Comitato italiano contratto mondiale sull’acqua, Coop. ROBA dell’Altro Mondo, CTM Altromercato, Crocevia, Donne in nero, Emergency, Emmaus Italia, Fair, Finansol, Fondazione Culturale Responsabilità Etica, GESCO, Gruppo O.Romero SICSAL Italia, ICS, Icea, Legambiente, LILA, Lunaria, Mani Tese, Microfinanza srl, Movimento Consumatori, Nigrizia, Pax Christi, Rete Lilliput, Rete degli Studenti, Terre des Hommes, UISP, Unione degli Studenti, Unione degli Universitari, Un Ponte per…, WWF