• Costi della politica: quando i ricchi tagliano ai poveri

    Articolo pubblicato su Giornalettismo.com

    Le norme di Calderoli sembrano aver l’obiettivo di diminuire la rappresentanza, invece di contenere la spesa

    Si è parlato molto, in questi anni, in particolare dalla pubblicazione del libro di Stella “La Casta”, della riduzione dei costi della politica. La spinta dell’opinione pubblica ha portato ad una serie di provvedimenti, da parte degli ultimi due governi, che dopo i grandi proclami, hanno sempre partorito un topolino.

    LA GENESI – Aveva cominciato il governo Prodi, che con i ministri Santagata e Lanzillotta in prima linea: aveva annunciato la più grande sforbiciata mai vista. Nel ddl proposto si parlava di risparmi per oltre 1 miliardo e 300 milioni di euro, 500 milioni dei quali per gli enti locali. Il ddl fece una brutta fine anche se in alcune sue parti fu ripreso dalla legge finanziaria del 2008. Così gli interventi più rilevanti furono l’introduzione di limiti al numero delle circoscrizioni (una ogni 30.000 abitanti, e solo nei comuni al di sopra dei 100.000 abitanti), l’esclusione dell’aspettativa per i Presidenti dei Consigli di Circoscrizione e per i consiglieri comunali e provinciali, oltre ad altri interventi sulle spese “extra” degli enti locali e sulle comunità montane. Guardacaso nessun intervento su Regioni e Parlamento, forse in virtù della loro autonomia costituzionale, forse per evitarsi troppe grane. Le Circoscrizioni evidentemente davano particolare fastidio. Vuoi perchè effettivamente vi erano situazioni di evidente spreco, soprattutto nelle regioni meridionali dove in alcune città anche i semplici consiglieri percepivano indennità vicine ad uno stipendio medio, vuoi perchè rappresentano l’ultima ruota del carro, quella più facile da smontare. Infatti con la finanziaria 2010 e la manovra correttiva approvata a luglio l’ulteriore taglio: via le circoscrizioni nei comuni sino a 250.000 euro, via il gettone di presenza per i consiglieri ancora in carica e annuncio di taglio del 7% delle indennità di tutti gli amministratori locali. Indennità che già furono tagliate dal governo Prodi del 10%, e che soprattutto nei comuni più piccoli rappresentano un compenso assolutamente inadeguato per il lavoro e le responsabilità in capo a Sindaci e assessori.* Tutte norme anticipatrici della riforma degli enti locali (a firma Calderoli, sic!) che prevede anche una riduzione del numero dei consiglieri comunali. Anche qui nessun intervento sul Parlamento e sulle Regioni, anche se va dato atto al Parlamento di aver provveduto, sull’onda dei provvedimenti anticrisi, ad una diminuzione di 1000 euro delle indennità di deputati e senatori, ed un taglio ai benefit degli ex parlamentari.

    GLI EFFETTI – Ma quali sono stati gli effetti reali sulla vita degli enti locali? Quali i benefici per le casse comunali, e quali gli effetti sulla partecipazione alla cosa pubblica? Prendiamo un comune medio, che a seguito della riforma del 2008 ha già dimezzato i consigli di circoscrizione, come il Comune di Ferrara, che è anche capoluogo di Provincia. I primi effetti della sforbiciata derivano dalla finanziaria 2008 (Governo Prodi): fra limiti alle spese di rappresentanza e limitazioni al rimborso dei contribuiti di Presidenti di Circoscrizione e consiglieri lo Stato ha tagliato (in anticipo) il trasferimento ordinario di 723.015,35 euro. Fatto sta che a fine 2008 il Comune ha certificato una minore spesa per effetto di quei provvedimenti di soli 75.433,00, al fine di ottenere il rimborso del sovrataglio. Fra i provvedimenti però, potrebbe sottolineare qualcuno, vi era anche la limitazione del numero delle circoscrizioni (una ogni 30.000) che è andata a regime solo dopo le elezioni amministrative del 2009. Beh, una volta fatti i conti, il dimezzamento delle circoscrizioni del capoluogo estense (da 8 a 4) ha comportato un risparmio nella seconda metà del 2009 di circa 50.000 euro. Possiamo quindi quantificare in circa 175.000 euro, un quarto di quanto tagliato in anticipo dal governo, l’effettivo risparmio annuo a regime per il comune, che peraltro si è visto “restituire” come rimborso per il taglio sovrastimato solo 235.000 euro, e solo per l’anno 2008. Insomma, in 3 anni, il primo provvedimento antisprechi, è costato al Comune di Ferrara e ai suoi cittadini più di 1.500.000 euro in mancati trasferimenti. Si comprende quindi perchè nelle Ragionerie generali dei Comuni italiani già tremano a pensare al taglio sui trasferimenti a seguito della manovra correttiva tremontiana. In soldoni, sotto la maschera del taglio agli sprechi della politica, ampiamente condivisa dall’opinione pubblica, si è provveduto ad un taglio indiscriminato alle risorse ordinarie degli Enti Locali. Si sono disarmati così gli amministratori locali che – essendo pur sempre politici – difficilmente si sarebbero opposti alla ventata “anticasta”, con l’unico effetto reale per i cittadini è stato però il taglio ai servizi comunali. Ma non solo: se il Comune ha comunque mantenuto gran parte dei servizi decentrati, l’accorpamento delle Circoscrizioni ha generato disagi ai cittadini, che soprattutto nel forese hanno perso il primo riferimento dell’amministrazione comunale a cui rivolgersi. E fare l’amministratore è sempre più difficile. Fare il Presidente o il consigliere di Circoscrizione, mestiere ormai in via d’estinzione, se fatto con dedizione è un lavoro complicato, che occupa molto tempo, a stretto contatto con i bisogni dei cittadini e spesso con mezzi limitati per intervenire su territori sempre più vasti e complicati.

    Per questo una serie di città di tutti gli orientamenti, da Verona a Modena, passando per Ferrara, hanno deciso di avviare una campagna di raccolta firme a sostegno della salvaguardia dell’esperienza ultratrentennale del decentramento amministrativo, perchè luogo di rappresentanza più vicino ai bisogni dei cittadini, risorsa della politica e non costo.

    I TAGLI SOSTENIBILI – D’altra parte lo stesso comune di Ferrara che abbiamo preso ad esempio ha intrapreso strade autonome di contenimento delle spese della politica come la nomina di amministratori unici nelle società controllate – iniziata già nella scorsa legislatura – ed il taglio degli assessori: la sola scelta del nuovo Sindaco di diminuire i componenti della Giunta da 12 a 8 ha fatto risparmiare circa 180.000 euro, e solo nella seconda parte del 2009. E’ stato quindi sufficiente tagliare 4 assessori per risparmiare di più di quanto si risparmierà con l’abolizione totale di uno strumento di partecipazione come le Circoscrizioni.

    L’ATTACCO ALLA RAPPRESENTANZA – E qui è il punto. Anche nella bozza di riforma degli Enti Locali, pomposamente chiamata da Calderoli “Carta delle autonomie Locali” in discussione in Parlamento, vi sono norme volte a comprimere la rappresentanza, con la diminuzione del numero dei consiglieri comunali e provinciali. Diminuzione che interviene su un quadro normativo, quello che ha portato all’elezione diretta del sindaco, che voleva da un lato rafforzare il potere esecutivo, con l’elezione diretta con sistema maggioritario a doppio turno del Sindaco, ma dall’altro garantire a tutta la comunità locale la rappresentanza all’interno dei consigli, con un sistema proporzionale con premio di maggioranza e sbarramento al 3%. La diminuzione del numero dei consiglieri, alza inevitabilmente questo sbarramento, con l’effetto potenziale di lasciar fuori dalle istituzioni locali le forze politiche piccole (in particolare d’opposizione) facendo quindi indirettamente un favore ai grandi partiti che si troveranno più facilmente ad avere la maggioranza assoluta nei consigli. Stiamo parlando di liste civiche, o anche piccoli partiti, che quando sono capaci di svincolarsi da vizi e vizietti della politica, rappresentano spesso la parte più dinaminca della comunità locale. Tutto ciò senza in alcun modo intervenire invece sulle funzioni del Consiglio comunale, che la riforma dei primi anni 90 ha svuotato di poteri e che, una volta escluse le forze non omologate saranno sempre più spesso ridotti a notai delle decisioni dell’esecutivo.

    *vale la pena ricordare che l’indennità corrisposta agli amministratori locali è erogata per 12 mensilità, non dà diritto ad alcuna liquidazione (a parte che per Sindaco e Presidente della Provincia). Nell’ipotesi, poi tramontata, di eliminazione dell’aspettativa per gli assessori anche i contributi finivano a carico dell’amministratore. Il risultato di tale accanimento sulla figura dell’amministratore locale è quello di limitare gli aspiranti amministratori a 4 fasce di cittadini: i disoccupati, gli studenti in cerca di occupazione, i pensionati, i ricchi di famiglia. Alla faccia del diritto all’elettorato passivo.

  • Costi della politica: quando i ricchi tagliano ai poveri

    Il taglio dei costi della politica, gli enti locali e la partecipazione.

    Quando i politici “ricchi” tagliano ai “poveri” e mettono a rischio la partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica.

    Ecco l’articolo che Giornalettismo.com ha gentilmente ospitato.

  • “Ho un sacco di deleghe, quelle che sono scritte … qualsiasi cosa ci sia scritto”.

    Devo ammettere che anche io faccio fatica ad esprimere un pensiero dopo aver riascoltato l’intervista telefonica a Brancher. Credo anche Napolitano, costretto ad una davvero irrituale nota per la stampa.

    Così semplicemente vi invito ad ascoltare il neo ministro della Repubblica Italiana:

    http://www.youtube.com/watch?v=EOAA4IbUHw0&feature=player_embedded

    PS: l’unica cosa sensata che può venire da tutta questa storia, visto che sono stati costretti a tirar fuori dal cappello il decentramento, è che facciano 31 e reintroducano le Circoscrizioni…

  • Alla faccia di Tremonti

    Nonostante quel genio di Tremonti abbia tagliato a quegli scialaquoni, privilegiati e scansafatiche di consiglieri circoscrizionali il gettone di presenza, ieri sera pienone in Consiglio per discutere di quelle poche strade, marciapiedi e piste ciclabili che l’Amministrazione sarà in grado di mettere a posto quest’anno.

    Si perchè anche se il Comune li avesse i soldi (e qualche soldo in più ci sarebbe), non li potrebbe spendere. Ad esempio il prossimo anno con i soldi risparmiati dai gettoni di quegli scialaquoni, privilegiati e scansafatiche dei consiglieri circoscrizionali non si potrebbero manco asfaltare i 100 metri in più di strada che ci salterebbero fuori, perchè non si potrebbe pagare la ditta senza sbilanciare i flussi di cassa.

    Sempre grazie a quel genio del Ministro del Tesoro.

  • Trovate le differenze

    A volte, anche solo giocherellando fra capigruppo per redigere un regolamento per il funzionamento delle commissioni circoscrizionali, le differenze saltano agli occhi. In particolare quelle fra il regolamento del Decentramento, recentemente rinnovato a seguito della diminuzione per legge delle Cirocscrizioni e quello di funzionamento del Consiglio comunale.

    Così ho protocollato ieri questa interpellanza (qui l’interpellanza in formato pdf) giusto per “curiosità”:

    Premesso
    – che il vigente regolamento del Decentramento prevede al nono comma dell’articolo 29 (Istituzione, composizione e finalità delle Commissioni permanenti)
    “I Presidenti dei Gruppi Consiliari possono partecipare, senza gettone di presenza, anche alle Commissioni di cui non sono componenti, con diritto di parola, ma senza diritto di voto.”
    – che il vigente regolamento del Consiglio comunale prevede invece al secondo comma dell’art. 40 (Partecipazione ai lavori della Commissione)
    Possono altresì partecipare alle sedute delle Commissioni i Presidenti dei Gruppi consiliari senza diritto di voto, ma con il riconoscimento del gettone di presenza.

    Tenuto conto
    delle garanzie di rappresentanza dei singoli gruppi in commissione garantite dal regolamento del consiglio comunale, a differenza di quello del decentramento, e che risultano differenti sia la periodicità di convocazione delle riunioni che l’entità del gettone.

    Tenuto conto altresì
    che il vigente regolamento del Decentramento è stato approvato con il parere favorevole di tutte le circoscrizioni e che non risultavano, almeno al sottoscritto, emendamenti proposti sull’articolo citato in premessa.

    Si interroga questa amministrazione al fine di conoscere:
    – se vi sia una qualche motivazione alla base di questa “curiosa” differenza di trattamento;
    – se l’amministrazione, onde contribuire direttamente alla riduzione dei costi della politica, abbia intenzione di adeguare le previsioni del regolamento del consiglio comunale al più recente regolamento del Decentramento;

    Nei giorni in cui il governo sta decidendo, fra le altre scempiaggini, l’eliminazione di quello che io credo sia uno dei luoghi fondamentali della partecipazione e della democrazia nelle nostre città, ovvero il decentramento amministrativo, credo che sia anche questo un classico esempio di come sia facile, anche a livello locale, giocare a scaricabarile sui costi della politica…

    Non so se avrò mai risposta dal Comune di Ferrara. Certo che invece dal governo federal-leghista tutto ci si aspetterebbe fuorchè un taglio così netto alla sussidiarietà.

    Ma siamo in italia, il paese in cui l’ipocrisia è dietro l’angolo.

  • Sono passati ormai cinque anni…

    In questo momento in sala di Consiglio comunale si stanno presentando i Bilanci di Mandato delle 8 circoscrizioni cittadine.

    Ecco la presentazione di quello della Circoscrizione Centro Cittadino, che sarà presto on line:

    Sono passati ormai cinque anni da quando, nel luglio del 2004, la Circoscrizione Centro Cittadino ha ritrovato un governo stabile. Ereditavamo, infatti, una situazione
    non facile: gli anni che ci stavamo lasciando alle spalle erano stati convulsi, fatti di polemiche politiche e maggioranze instabili (quattro cambi di presidenza in cinque
    anni). La modifica del sistema elettorale approvata nel 2004 per eleggere i Consigli di Circoscrizione, ha certamente contribuito a rendere più stabile il governo delle
    istituzioni decentrate; ma, nel ripercorrere questi anni, bisogna anche dar atto all’opposizione di aver saputo ricoprire il suo ruolo in modo costruttivo, contribuendo nel merito delle piccole, ma importanti cose circoscrizionali.
    Abbiamo finalmente dato un senso agli interventi da realizzare, portando comunque a termine quelli che ci sono sembrati importanti e che non erano rientrati nella
    programmazione generale dell’Ente: in questo modo abbiamo ridato dignità a piccoli, ma apprezzabili luoghi della nostra città (Sant’Antonio in Polesine o Sant’Andrea);
    realizzato nuove aree giochi (Casa delle Vedove) e sistemato quelle storiche; provveduto alla manutenzione dei giardini scolastici.
    Ma non solo. Il Consiglio ha lavorato molto anche sul fronte politico: abbiamo avuto importanti convergenze, anche con l’opposizione, sui temi della mobilità e dei parcheggi; abbiamo dato indicazioni per il Piano Strutturale Comunale – nella pratica tutte assunte nel Piano approvato – volte a limitare al massimo ulteriori volumetrie nel centro cittadino (si pensi solo all’area del Sant’Anna).
    Abbiamo fornito, nei modi e tempi previsti, le indicazioni/osservazioni per il Piano Urbano della Mobilità, per il Master Plan del progetto di riqualificazione dell’area ex MOF, Darsena ed ex AMGA e per i nuovi impianti di telefonia cellulare nel centro storico. Su questo abbiamo avuto anche la soddisfazione di veder approvato il nuovo Regolamento, reiteratamente richiesto dalla Circoscrizione.
    Abbiamo sollecitato, all’interno del Programma Speciale d’Area, il restauro del complesso di San Paolo, con la realizzazione della tanto attesa sala conferenze nell’ex refettorio del convento, ed iniziato il ragionamento volto ad individuare la migliore destinazione da dare al complesso (con la proposta di Casa delle Associazioni fatta propria dalla Giunta comunale).
    All’interno del Programma Speciale d’Area, siamo anche riusciti a fare inserire interventi di riqualificazione delle piazze più periferiche: così piazzetta Colomba, Muzzina, Gusmaria, Lucchesi e Corelli, sono state incluse negli interventi dell’Accordo di programma, approvato e finanziato dalla Regione.
    Non ci siamo dimenticati neppure degli aspetti ambientali e sociali, collaborando attivamente al Progetto Giuseppina, che ha attivato una serie di importanti servizi per i nostri anziani, o sollecitando nuove modalità per la raccolta dei rifiuti, come la dislocazione dei bidoncini del vetro, laddove non era possibile collocare le campane, o la raccolta porta a porta della carta, o i nuovi cassonetti – prossimamente anche interrati – per la raccolta differenziata in tutto il centro storico.
    Un discorso a parte meritano le politiche culturali, da sempre fiore all’occhiello della nostra Circoscrizione, ma che in questo mandato hanno conosciuto un ulteriore sviluppo: Night&Blues è diventato un seguitissimo appuntamento finalmente integrato nella programmazione di Estate a Ferrara; così come lo sono divenuti gli spettacoli per bambini di Favole sotto gli Alberi, o come ci auguriamo lo diventino gli appuntamenti al Giardino delle Duchesse, voluti lo scorso anno fortemente proprio dalla Circoscrizione. Senza dimenticare la ormai classica Befana in piazza o l’appuntamento estivo con Darsena Rock, nè le mostre al Chiostro di San Paolo, divenuto sede di numerosi importanti appuntamenti anche di livello internazionale.
    Sono stati cinque anni intensi, vissuti in una situazione non sempre facile, sia per le note difficoltà economiche degli enti locali – la Circoscrizione ha subito in quattro anni tagli del 24% sui fondi ordinari -, ma anche per le difficoltà organizzative di una macchina comunale non ancora perfettamente pronta a recepire tutte le istanze provenienti dal territorio.
    Lo abbiamo visto con i Programmi Partecipati di Quartiere, che, se da un lato hanno messo in luce la grande voglia dei cittadini di avanzare proposte, dall’altro hanno rappresentato una sfida difficilissima per gli uffici comunali. In appendice abbiamo voluto inserire le schede con le proposte di intervento emerse durante i momenti di ascolto propedeutici alla definizione dei PPQ, segnalando le azioni realizzate e non: questo vuole anche essere un contributo, quasi un lascito, a chi si assumerà la responsabilità politica di guidare la Circoscrizione nel prossimo mandato. Saper mantenere un forte ruolo di interfaccia fra i cittadini e l’Amministrazione, trasformando in interazione quella che oggi è semplice (e a volte difficile) collaborazione: questa è la sfida per le nuove Circoscrizioni.
    Concludo con un ringraziamento sentito, a tutti i componenti di un Consiglio che credo si sia caratterizzato per una grande capacità di dibattito, di interlocuzione e di azione politica e che penso possa chiudere la legislatura con soddisfazione per il suo operato.
    Un caloroso ringraziamento va poi alle dipendenti della Circoscrizione, che in questi anni, non sempre facili, hanno collaborato con noi.
    Buona lettura.
    Leonardo Fiorentini
    Presidente della Circoscrizione
    Centro Cittadino

  • Sia messo agli atti..

    …che mentre governi di destra e di sinistra tagliano il decentramento comunale (colpendo quei fannulloni dei consiglieri e presidenti circoscrizionali) o diminuiscono le “favolose” indennità degli amministratori locali (quelli che lavorano per la collettività dal lunedì al venerdì e molto spesso anche il sabato e la domenica, a differenza di chi vorrebbe passare dalla settimana corta alla settimana di vacanza) il Senato continua ad aumentare i suoi costi e i parlamentari continuano a non toccarsi l’indennità come non la toccano ai consiglieri regionali…

    Questa è la risposta della politica ai costi della politica: indebolire la rappresentanza del territorio, colpire le istituzioni più vicine al cittadino, salvaguardare i privilegi di chi può legiferare sugli altri.

    Eh, come sarebbe divertente se fossero le Circoscrizioni a definire l’indennità parlamentare…

  • Per la cronaca

    santagataOggi pomeriggio cominciamo la discussione dal basso sulla riduzione delle Circoscrizioni a Ferrara, nella  commissione partecipazione (ma anche tante altre cose) del nostro consiglio circoscrizionale.

    La finanziaria 2008 infatti, ha pensato bene di intervenire con una riduzione delle Circoscrizioni (eliminandole sotto i 100.000 abitanti e riducendole ad una ogni 30.000 abitanti dai 100 a 300.000 abitanti) per affrontare l’annoso tema dei costi della politica.

    Per i posteri che potranno fare i conti sul risparmio dovuto alla cancellazione di una importante forma di partecipazione alla vita pubblica cito, perchè mi è capitato sott’occhio giusto oggi, questo brano del comunicato stampa di quel geniaccio dell’ex Ministro all’Attuazione del Programma Giulio Santagata sui vantaggi economici dell’eliminazione delle Circoscrizioni:

    “eliminazione dell’istituzione obbligatoria dei consigli circoscrizionali nei Comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti Si puo’ stimare che, a regime, la norma comporti l’eliminazione delle circoscrizioni in circa 70 comuni (tra i 30.000 e i 100.000 abitanti). Se si considera che la carica di consigliere di circoscrizione e’ remunerata per 751 euro lordi mensili, si puo’ ottenere una stima prudenziale dei risparmi conseguibili in oltre 79 milioni di euro all’anno”

    Per la cronaca uno fra i nostri più assidui consiglieri fa fatica a raggiungere i 300 euro al trimestre dovuti ai gettoni di presenza, e stiamo parlando di una Circoscrizione di un Comune Capoluogo di Provincia e sopra i 100.000 abitanti. Il gettone per i consigli è infatti pari alla metà di quello del Consiglio Comunale (a sua volta parametrato alla popolazione) ed è ulteriormente dimezzato per le commissioni.

    Facendo un po’ di conti, e dando per scontato che anche nei comuni più piccoli vi sia un costo di 100 euro mensili per consigliere, a me risultano circa solo 11.000.000 di euro di risparmio, che giusto per la cronaca, è pari allo 0,73% del bilancio della sola Camera dei Deputati del 2007.

    Solo per ricordare che la Democrazia ha dei costi e gli sprechi della politica non sono certo nel decentramento comunale…