• Interpellanza sul bando regionale per l’efficienza energetica degli edifici

    Ferrara, 20 luglio 2015

    Al Sindaco di Ferrara

    Interpellanza: bando regionale per l’efficienza energetica degli edifici

    Il sottoscritto consigliere comunale

    Premesso

    che la Regione Emilia Romagna ha aperto il 9 luglio scorso un bando per l’assegnazione di fondi del “Programma per interventi diretti a migliorare l’efficienza energetica e l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili a favore degli utenti finali in edifici pubblici utilizzati per finalità sociali”.

    Tenuto conto

    che possono presentare richiesta di finanziamento i soggetti pubblici titolari di immobili quali Edifici di edilizia residenziale pubblica, Centri di riabilitazione per anziani e disabili, Case di riposo, Centri di accoglienza e case famiglia, Edifici di edilizia sociale di proprietà degli enti locali.

    Tenuto conto inoltre

    che posso essere finanziate varie tipologie di intervento fra le quali:

    • Potenziamento della capacità termo coibente degli edifici, sia delle strutture murarie che degli infissi.
    • Potenziamento del rendimento degli impianti di produzione energia termica, con la sostituzione dei generatori con nuovi più efficienti e l’adozione della valvole termostatiche, a contabilizzazione separata per alloggio.
    • Adozione di sistemi di regolazione automatica della temperatura all’interno degli alloggi in relazione agli sbalzi di temperatura esterna.
    • Adozioni di nuovi impianti di produzione di energia termica che preveda il ricorso a sistemi che utilizzano l’energia rinnovabile come vettore principale (pompe di calore geotermiche, p.d.c. elettriche aria/acqua, p.d.c. a gas metano aria/acqua).
    • Utilizzo dell’energia solare per la produzione di acqua calda ad uso sanitario e/o come sistema integrativo all’impianto di riscaldamento.
    • Utilizzo di energia solare fotovoltaica per la produzione di energia elettrica per l’illuminazione degli spazi comuni ed il funzionamento degli impianti termici.

    Considerato

    che il Comune di Ferrara ha affidato ad ACER il proprio patrimonio ERP e ERS, mentre ad ASP la gestione dei servizi sociali, compresa l’assistenza residenziale agli anziani non autosufficienti.

    Considerato inoltre

    che ACER ha in previsione interventi di manutenzione programmata e straordinaria che potrebbero essere integrati con interventi di miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici, mentre il bilancio di ASP potrebbe essere aiutato dal risparmio di costi di gestione energetica.

    Interpella l’amministrazione comunale

    per sapere se vi sia intenzione di procedere direttamente, o tramite ACER e ASP o altri soggetti pubblici potenzialmente idonei, alla richiesta di finanziamento rispetto al bando regionale e per quali interventi, per quali immobili, e con quali effetti di miglioramento attesi.

    Si richiede risposta scritta.

    Con osservanza.

    Il Presidente del Gruppo Consiliare

    Leonardo Fiorentini

  • Efficienza energetica e Agenda Digitale. Approvati gli emendamenti di SEL.

    Efficienza energetica e Agenda Digitale
    Approvati gli emendamenti di SEL con un’ampia maggioranza.

    Sono stati approvati dal Consiglio comunale i due emendamenti presentati da Leonardo Fiorentini, consigliere indipendente eletto nelle liste di SEL, al Bilancio 2015 del Comune di Ferrara.

    “Si tratta di un nuovo stanziamento di euro 30.000 sul bilancio corrente dell’Assessorato all’Ambiente per interventi di efficienza energetica” ha spiegato Fiorentini. “Uno stanziamento se vogliamo limitato dal punto di vista assoluto, ma che rappresenta – per la prima volta da alcuni anni – un’inversione di tendenza rispetto ad un bilancio che sull’ambiente è passato dai circa 800.000 euro del 2008 ai circa 100.000 del 2014. Un aumento del 30% in termini relativi in un settore chiave per il futuro non solo della nostra città ma anche del pianeta”. L’emendamento è stato approvato con un’ampia maggioranza, 28 voti favorevoli e solo 2 astenuti.

    “L’altro emendamento – continua il consigliere ecologista – prevede di dare gambe, con uno stanziamento di 15.000 euro, all’Agenda Digitale Locale, che tramite un percorso partecipato il prossimo anno potrà così metter in atto azioni per la crescita e la consapevolezza dei cittadini in un mondo che va inesorabile verso la rivoluzione digitale”. L’emendamento è stato approvato con un’ampia maggioranza, 26 voti favorevoli e solo 3 astenuti.

    “Ringrazio la Giunta ed i colleghi di maggioranza ed opposizione che hanno compreso l’importanza di questi, seppur piccoli, interventi e gli uffici che mi hanno coadiuvato nella stesura tecnica” ha commentato infine il consigliere Fiorentini.

    Il testo degli emendamenti approvati è disponibile qui.

  • Energia e Agenda Digitale, gli emendamenti di SEL al Bilancio del Comune di Ferrara

    Sono due gli emendamenti al Bilancio 2015 del Comune di Ferrara presentati da Leonardo Fiorentini, consigliere comunale eletto come indipendente nelle liste di Sinistra Ecologia e Libertà, ed ammessi alla discussione ed al voto in occasione delle sedute dedicate all’approvazione del preventivo dell’Amministrazione comunale.

    Il primo emendamento vuole istituire una apposita azione dedicata agli interventi sull’efficienza energetica sul bilancio corrente dell’Assessorato all’Ambiente. “Sono anni – commenta Fiorentini – che il Bilancio dell’Assessorato all’Ambiente del Comune subisce tagli. Credo sia importante dare un segnale di inversione di tendenza, e credo sia importante farlo puntando su iniziative sulle quali l’amministrazione credo dovrà riuscire a far la differenza nei prossimi anni”. “Il Patto dei Sindaci, e comunque gli impegni presi dal nostro paese e dall’Unione Europea per la riduzione delle emissioni, ci chiede di promuovere direttamente e indirettamente azioni volte al risparmio energetico anche a livello locale. Peraltro – chiude sul tema Fiorentini – proprio queste azioni potranno essere propedeutiche per l’accesso ai nuovi fondi regionali FESR”.

    Il secondo invece prevede un nuovo stanziamento che vuole “dare gambe alle iniziative dell’Agenda Digitale locale avviata nelle ultime settimane dal Comune grazie a fondi regionali”. “In particolare – continua il consigliere ecologista – appare necessario per dare respiro alle azioni che saranno proposte dal percorso partecipato che sarà avviato il prossimo anno. Ipotizzo l’apertura di un bando di co-finanziamento aperto a imprese, associazioni e scuole che possa quindi mettere in moto anche altre risorse non pubbliche. E importante – viste le continue promesse non mantenute a livello nazionale – cominciare almeno ad avviare attività proposte dal basso volte alla diffussione della conoscenza, della cultura e della consapevolezza nell’uso degli strumenti digitali da parte dei cittadini, a partire da quelli con più ritrosia all’uso del computer come gli anziani, sino a quelli più disinvolti, a volte troppo, per i quali ad esempio potrebbero essere utili azioni per l’uso consapevole dei social network”.

    Scarica gli emendamenti: emendamenti_2014.pdf.

     

     

  • Basta bugie sulle rinnovabili

    Vi riporto qui sotto il comunicato stampa inviato come portavoce di Ecologisti e Reti Civiche di Ferrara

    Ecologisti: basta bugie sulle rinnovabili
    Nonostante gli incentivi stiamo già risparmiando sulla bolletta energetica grazie energie rinnovabili, e risparmieranno sino a 37,7 miliardi di euro al 2030

    E’ vergognosa la manovra a tenaglia che hanno dovuto subire in questi mesi le fonti energetiche rinnovabili nel nostro paese. Da una parte i Governi Berlusconi e Monti che grazie ai loro interventi sul conto energia hanno creato prima confusione e poi provvedimenti tali da porre a serio rischio un intera filiera produttiva che si è creata attorno alle rinnovabili. Dall’altra parte oggi troviamo organi di informazione che seguendo superficialmente le veline dell’AEGG addossano al recupero degli incentivi nelle bollette la causa dell’aumento dei costi per l’approvigionamento dell’energia elettrica da parte delle famiglie.

    Se l’intervento governativo del precedente esecutivo (ma anche dell’attuale) era scontato e doloso, l’accanimento dei mezzi di informazione nazionali sul tema incentivi-rinnovabili-bolletta si spera sia, come ha giustamente sottolineato l’Associazione Azione Solare in questi giorni, solo sintomo di leggerezza e non di malafede.

    Perché vi è, nei grossi gruppi industriali del settore energetico, un allarme rispetto al successo del fotovoltaico e dell’eolico nel nostro paese. Pochi sanno che proprio grazie alle rinnovabili in questi anni è diminuito il costo dell’energia nelle ore di punta, tanto da rendere non competitive le grandi centrali termoelettriche[1] nelle ore soleggiate della giornata. E la nostra bolletta energetica sta già godendo di questi risparmi nelle ore diurne. Infatti secondo uno studio di ASPO Italia[2], ogni GWp di fotovoltaico è in grado di generare una riduzione del prezzo dell’energia elettrica pari a 500 milioni di €, mentre costa in incentivi 450 milioni di €. Cioè per ogni GWp installato la bolletta energetica complessiva cala di 50 milioni di €! Ma non è tutto: secondo uno studio di Althesys[3] sommando costi e benefici si ricava un saldo positivo che vale, al 2030, tra i 21,8 e i 37,7 miliardi di euro. Insomma sui “costi” delle rinnovabili nella bolletta elettrica qualcuno ci sta marciando, e non sono certo le migliaia di cittadini che hanno installato sul loro tetto un impianto fotovoltaico.

    In effetti poi, su una bolletta media di 515 euro annue a famiglia, solo il 57% è rappresentato dal costo dell’energia. Ben 220 euro sono altre voci di costo (dal supporto alle ferrovie alla dismissione delle centrali nucleari): di queste però solo 55 euro sono imputabili direttamente agli incentivi alle fonti rinnovabili.

    Insomma neanche 5 euro al mese possono valere un enorme beneficio ambientale, migliore qualità della vita, più salute, maggiore indipendenza da fonti energetiche importate e dal costo del petrolio, un minor costo dell’energia nelle ore di punta, entrate fiscali create da una filiera che nonostante la crisi ha saputo costruire 150.000 posti di lavoro? Gli ecologisti, ma anche tutti coloro che hanno a cuore il proprio futuro e quello dei propri figli, credono di sì.

    E per questo come Ecologisti e Reti Civiche – Verdi Europei saremo al fianco delle Associazioni, delle imprese e dei lavoratori del settore per difendere le energie rinnovabili e per imprimere una decisa accelerazione alla svolta energetica nel nostro paese.

    Leonardo Fiorentini e Marzia Marchi
    Portavoce Ecologisti e Reti Civiche – Circolo di Ferrara


    [1] “I prezzi e i profili di offerta tipici degli impianti eolici e fotovoltaici hanno l’effetto di comprimere i prezzi di equilibrio su MGP (Mercato del Giorno Prima) in molte ore, riducendo significativamente il numero di ore in cui gli impianti termoelettrici hanno l’opportunità di coprire, oltre ai loro costi variabili, almeno parte dei loro costi fissi.” Rapporto AEGG 1 marzo 2012.

    [3] http://www.althesys.com/sviluppo-di-conoscenze/osservatori-e-centri-di-ricerca/irex-monitor/annual-report/

  • 4 passi nella transizione

    Dalla collaborazione delle Biblioteche Ferraresi, il Centro Idea, il Centro Mediazione Ferrara Città Solidale e Sicura e Ferrara in Transizione è nato questo ciclo di incontri e film su Economia, Clima, Energia e “Transizione” che mi fa piacere segnalarvi.

    Si chiama 4 passi nella transizione e parte da questa domanda:

    Una delle poche costanti è il cambiamento, come possiamo immaginare l’economia, il clima, l’energia e la transizione verso il nostro futuro?

    Ecco il programma completo:

    quale economia?
    FILM : “Debtocracy” 72’ di A.Hatzistefanou e K.Kitidi
    18 GENNAIO h. 17.00 – Biblioteca Ariostea
    23 GENNAIO h. 21.00 – Sala Polivalente presso Centro Mediazione

    INCONTRO : Pierluigi Paoletti – Arcipelago SCEC
    28 GENNAIO h. 16.00 – Biblioteca Bassani

    che tempo farà?
    FILM: “The Age of Stupid” 92’ di F.Armstrong
    15 FEBBRAIO h. 17.00 – Biblioteca Ariostea
    20 FEBBRAIO h. 21.00 – Sala Polivalente presso Centro Mediazione

    INCONTRO : Luca Lombroso – Meteorologo Previsore
    25 FEBBRAIO h. 16.00 – Biblioteca Bassani

    quanta energia?

    FILM : “Vivere senza Petrolio” 53’ di Faith Morgan
    14 MARZO h. 17.00 – Biblioteca Ariostea
    19 MARZO h. 21.00 – Sala Polivalente presso Centro Mediazione

    INCONTRO : Vincenzo Balzani – Chimico
    24 MARZO h. 16.00 – Biblioteca Bassani

    la transizione?

    FILM : “in transition 2.0” 68’ Film di Emma Goude
    11 APRILE h. 17.00 – Biblioteca Ariostea
    16 APRILE h. 21.00 – Sala Polivalente presso Centro Mediazione

    INCONTRO : Cristiano Bottone – Transition Italia
    21 APRILE h. 16.00 – Biblioteca Bassani

    Archibiblio Ferrara
    Biblioteca Ariostea : Via delle Scienze, 17 – tel. 0532 . 418200
    Biblioteca Bassani : via G. Grosoli, 42 – tel. 0532 . 797414
    http://www.artecultura.fe.it/index.phtml?id=235

    Centro Idea
    viale Alfonso I d’Este, 17 – tel 0532 . 744674
    http://www.comune.fe.it/idea

    Ferrara Città Solidale e Sicura
    Sala Polivalente presso Centro Mediazione
    Viale Cavour, 117 / 179 – tel 0532 . 770504
    http://servizi.comune.fe.it/index.phtml?id=2718

    Ferrara in Transizione
    blog : http://ferraraintransizione.wordpress.com
    mail : ferraraintransizione@gmail.com

  • Appello per la giornata di mobilitazione contro il carbone

    Sabato prossimo a Rovigo il convegno in preparazione della mobilitazione nazionale contro il carbone e la manifestazione ad Adria previste per sabato 29 ottobre. Qui trovate il programma del convegno, mentre qui sotto l’appello che vi invito a sottoscrivere mandando una mail a deltabenecomune@gmail.com.

    29 OTTOBRE: GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE CONTRO IL CARBONE

    CONTRO L’USO DEL CARBONE, PER UN LAVORO DEGNO, PER CONTRASTARE I CAMBIAMENTI CLIMATICI E TUTELARE LA SALUTE DANDO SPERANZA AL NOSTRO FUTURO
    APPELLO PER UNA MANIFESTAZIONE NAZIONALE A PORTO TOLLE E PRESIDI DAVANTI ?ALLE CENTRALI A CARBONELa scelta di incrementare l’uso del carbone per la produzione di energia elettrica è una scelta nociva e sbagliata, soprattutto oggi che i cambiamenti climatici costituiscono una minaccia per il futuro del Pianeta e le fonti rinnovabili, insieme all’efficienza energetica, rappresentano l’alternativa efficace e praticabile. La combustione del carbone in centrali elettriche rappresenta, infatti, la più grande fonte “umana” di inquinamento da CO2, più del doppio di quelle a gas. A parole tutti sono per la lotta ai cambiamenti climatici, ma in Italia si fanno scelte in senso contrario, nonostante l’Unione Europea abbia assunto la decisione di ridurre entro il 2020 di almeno del 20% le emissioni di gas serra, rispetto ai livelli del 1990.
    Il carbone è anche una grave minaccia per la salute di tutti: la combustione rilascia una cocktail di inquinanti micidiali (Arsenico, Cromo, Cadmio e Mercurio, per esempio), che coinvolgono un’area molto più vasta di quella intorno alla centrale. L’Anidride solforosa emessa, combinandosi con il vapore acqueo, provoca le piogge acide, per non parlare dei danni alla salute derivanti dalle polveri sottili.
    La consapevolezza del legame tra danno ambientale e minacce per la salute umana, con inevitabili costi per la collettività, dovrebbe ormai costituire una consapevolezza comune. Ciò nonostante, e per mere convenienze proprie legate all’attuale prezzo del carbone (peraltro in salita), alcune aziende insistono per costruire nuove centrali a carbone o riconvertire centrali  esistenti.
    Con i recenti referendum  oltre 26 milioni di italiani hanno rivendicato il diritto a decidere del proprio futuro, un futuro in cui i cambiamenti climatici non raggiungano livelli distruttivi per l’ambiente, il benessere e la stessa specie umana, un futuro di vera sicurezza energetica, un futuro di vera e stabile occupazione. Rivendichiamo anche il diritto a essere coinvolti in scelte chiare, fondate su strategie e piani condivisi e non  dettati dalle lobby energetiche, ma dall’interesse di tutti e dal bene comune.
    Proponiamo il territorio polesano come laboratorio nazionale per cominciare ad immaginare ed attuare l’alternativa energetica, per uscire dalle fonti fossili.Cominciamo questo percorso con una giornata di mobilitazione nazionale contro il carbone il 29 ottobre, e con una manifestazione nazionale nel Polesine.
    A Porto Tolle, l’ENEL vuole – anche con modifiche alle leggi e alle normali procedure, operate da una politica compiacente – convertire una centrale a olio combustibile in una centrale a carbone della potenza di 2000 MW, nel mezzo del parco del Delta del Po. Questa centrale a carbone emetterebbe in un solo anno 10 milioni di tonnellate di CO2 (4 volte le emissioni di Milano), 2800 tonnellate di ossidi di azoto (come 3.5 milioni di auto), 3700 tonnellate di ossidi di zolfo (più di tutti i veicoli in Italia), richiedendo lo smaltimento di milioni di tonnellate di gessi e altre sostanze.
    La centrale a carbone di Porto Tolle non ha alcun senso.
    La riconversione avverrebbe al di fuori e contro di ogni strategia di riduzione delle emissioni di anidride carbonica (strategia che ancora oggi non c’è) e persino di ogni logica energetica, dal momento che l’Italia ha una potenza istallata quasi doppia rispetto al picco della domanda, al punto che i produttori di energia elettrica lamentano che gli impianti vengono oggi usati per un terzo della loro potenzialità.
    Non solo: oggi le maggiori prospettive di nuovi posti di lavoro, nel mondo e in Italia, sono nei settori delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica, con numeri che in alcuni Paesi ormai superano l’industria tradizionale; al contrario, la centrale a carbone porrebbe a rischio l’occupazione già esistente, e quella futura, nell’agricoltura, nel turismo e nella pesca.
    La riconversione a carbone avverrebbe con una tecnologia di combustione che, pur spinta ai suoi migliori livelli, resta sempre assai più inquinante di quella basata sul gas naturale, e dannosa per la salute; nel caso di Porto Tolle, i dati di rilevazione e le epidemiologie mostrano che l’inquinamento e i danni sanitari si estenderebbero per buona parte della Pianura Padana.
    Il ricatto occupazionale di ENEL, dunque, va rifiutato da tutti con dignità e fermezza, perché oggi più che ieri il futuro è nell’economia sostenibile per l’ambiente e la salute, tanto più che, sul piano occupazionale, la bonifica dell’area ed una sua riconversione verso impianti e produzioni nel settore delle energie rinnovabili pulite darebbero lavoro stabile e sicuro ad un maggior numero di persone.
    Con la giornata del 29 ottobre ci rivolgiamo a tutti, anche a coloro che subiscono il ricatto occupazionale, nel Polesine e ovunque in Italia vi siano centrali a carbone o progetti di costruzione di nuove centrali o di ampliamento di quelle esistenti, per rifiutare tutti insieme la contrapposizione tra lavoro ambiente e salute, cominciando invece a costruire un lavoro dignitoso, una società basata sull’interesse comune e non sugli interessi di poche lobbies, sulla possibilità di un futuro per tutte e tutti.
  • Appello per la giornata di mobilitazione contro il carbone

    Sabato prossimo a Rovigo il convegno in preparazione della mobilitazione nazionale contro il carbone e la manifestazione ad Adria previste per sabato 29 ottobre. Qui trovate il programma del convegno, mentre qui sotto l’appello che vi invito a sottoscrivere mandando una mail a deltabenecomune@gmail.com.

    29 OTTOBRE: GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE CONTRO IL CARBONE

    CONTRO L’USO DEL CARBONE, PER UN LAVORO DEGNO, PER CONTRASTARE I CAMBIAMENTI CLIMATICI E TUTELARE LA SALUTE DANDO SPERANZA AL NOSTRO FUTURO
    APPELLO PER UNA MANIFESTAZIONE NAZIONALE A PORTO TOLLE E PRESIDI DAVANTI ?ALLE CENTRALI A CARBONELa scelta di incrementare l’uso del carbone per la produzione di energia elettrica è una scelta nociva e sbagliata, soprattutto oggi che i cambiamenti climatici costituiscono una minaccia per il futuro del Pianeta e le fonti rinnovabili, insieme all’efficienza energetica, rappresentano l’alternativa efficace e praticabile. La combustione del carbone in centrali elettriche rappresenta, infatti, la più grande fonte “umana” di inquinamento da CO2, più del doppio di quelle a gas. A parole tutti sono per la lotta ai cambiamenti climatici, ma in Italia si fanno scelte in senso contrario, nonostante l’Unione Europea abbia assunto la decisione di ridurre entro il 2020 di almeno del 20% le emissioni di gas serra, rispetto ai livelli del 1990.

    Il carbone è anche una grave minaccia per la salute di tutti: la combustione rilascia una cocktail di inquinanti micidiali (Arsenico, Cromo, Cadmio e Mercurio, per esempio), che coinvolgono un’area molto più vasta di quella intorno alla centrale. L’Anidride solforosa emessa, combinandosi con il vapore acqueo, provoca le piogge acide, per non parlare dei danni alla salute derivanti dalle polveri sottili.
    La consapevolezza del legame tra danno ambientale e minacce per la salute umana, con inevitabili costi per la collettività, dovrebbe ormai costituire una consapevolezza comune. Ciò nonostante, e per mere convenienze proprie legate all’attuale prezzo del carbone (peraltro in salita), alcune aziende insistono per costruire nuove centrali a carbone o riconvertire centrali  esistenti.
    Con i recenti referendum  oltre 26 milioni di italiani hanno rivendicato il diritto a decidere del proprio futuro, un futuro in cui i cambiamenti climatici non raggiungano livelli distruttivi per l’ambiente, il benessere e la stessa specie umana, un futuro di vera sicurezza energetica, un futuro di vera e stabile occupazione. Rivendichiamo anche il diritto a essere coinvolti in scelte chiare, fondate su strategie e piani condivisi e non  dettati dalle lobby energetiche, ma dall’interesse di tutti e dal bene comune.
    Proponiamo il territorio polesano come laboratorio nazionale per cominciare ad immaginare ed attuare l’alternativa energetica, per uscire dalle fonti fossili.

    Cominciamo questo percorso con una giornata di mobilitazione nazionale contro il carbone il 29 ottobre, e con una manifestazione nazionale nel Polesine.

    A Porto Tolle, l’ENEL vuole – anche con modifiche alle leggi e alle normali procedure, operate da una politica compiacente – convertire una centrale a olio combustibile in una centrale a carbone della potenza di 2000 MW, nel mezzo del parco del Delta del Po. Questa centrale a carbone emetterebbe in un solo anno 10 milioni di tonnellate di CO2 (4 volte le emissioni di Milano), 2800 tonnellate di ossidi di azoto (come 3.5 milioni di auto), 3700 tonnellate di ossidi di zolfo (più di tutti i veicoli in Italia), richiedendo lo smaltimento di milioni di tonnellate di gessi e altre sostanze.
    La centrale a carbone di Porto Tolle non ha alcun senso.
    La riconversione avverrebbe al di fuori e contro di ogni strategia di riduzione delle emissioni di anidride carbonica (strategia che ancora oggi non c’è) e persino di ogni logica energetica, dal momento che l’Italia ha una potenza istallata quasi doppia rispetto al picco della domanda, al punto che i produttori di energia elettrica lamentano che gli impianti vengono oggi usati per un terzo della loro potenzialità.
    Non solo: oggi le maggiori prospettive di nuovi posti di lavoro, nel mondo e in Italia, sono nei settori delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica, con numeri che in alcuni Paesi ormai superano l’industria tradizionale; al contrario, la centrale a carbone porrebbe a rischio l’occupazione già esistente, e quella futura, nell’agricoltura, nel turismo e nella pesca.
    La riconversione a carbone avverrebbe con una tecnologia di combustione che, pur spinta ai suoi migliori livelli, resta sempre assai più inquinante di quella basata sul gas naturale, e dannosa per la salute; nel caso di Porto Tolle, i dati di rilevazione e le epidemiologie mostrano che l’inquinamento e i danni sanitari si estenderebbero per buona parte della Pianura Padana.
    Il ricatto occupazionale di ENEL, dunque, va rifiutato da tutti con dignità e fermezza, perché oggi più che ieri il futuro è nell’economia sostenibile per l’ambiente e la salute, tanto più che, sul piano occupazionale, la bonifica dell’area ed una sua riconversione verso impianti e produzioni nel settore delle energie rinnovabili pulite darebbero lavoro stabile e sicuro ad un maggior numero di persone.
    Con la giornata del 29 ottobre ci rivolgiamo a tutti, anche a coloro che subiscono il ricatto occupazionale, nel Polesine e ovunque in Italia vi siano centrali a carbone o progetti di costruzione di nuove centrali o di ampliamento di quelle esistenti, per rifiutare tutti insieme la contrapposizione tra lavoro ambiente e salute, cominciando invece a costruire un lavoro dignitoso, una società basata sull’interesse comune e non sugli interessi di poche lobbies, sulla possibilità di un futuro per tutte e tutti.
  • In marcia per dire NO al Carbone a Porto Tolle

    L’iniziativa del comitato del basso ferrarese contro la Centrale di Porto Tolle  si svolgerà domenica 21 agosto quando un gruppo di attivisti del comitato girerà a piedi sulla spiaggia con grandi cartelli sui quali è dipinta una lettera che compongono insieme la scritta NO COKE per sensibilizzare i bagnanti sulla volontà di ENEL di trasformare a carbone la centrale termoelettrica di Porto Tolle.

    “Proprio nel cuore del delta del Po – spiegano gli attivisti del Comitato su Estense.com – in una delle più importanti aree di interesse ambientale d’Italia e a due passi dalla nostra provincia, la trasformazione a carbone della centrale che già in passato ci ha regalato un tragico  impatto ambientale e sanitario, non ci risparmierà. La riconversione della centrale, prevede l’immissione nell’atmosfera di 10,3 milioni di tonnellate di metri cubi di Co2 annui, senza considerare l’inquinamento generato dal trasporto del carbone. E’ proprio questo che vogliamo”?

    L’obiettivo dell’iniziativa è di “salvaguardare la nostra salute, il nostro territorio, il nostro futuro”. La marcia  partirà dal Lido di Volano, passando per il Lido delle Nazioni e il Lido di Portogaribaldi, al grido di “No al carbone, sì al parco”.

    Il ritrovo è a Volano ore 9.30 presso il Bagno Virna dove prenderemo un caffè e offriremo il caffè ai giornalisti che vorranno documentare sul campo l’iniziativa. (via verdiferrara.)

  • In marcia per dire NO al Carbone a Porto Tolle

    L’iniziativa del comitato del basso ferrarese contro la Centrale di Porto Tolle  si svolgerà domenica 21 agosto. Un gruppo di attivisti del comitato girerà a piedi sulla spiaggia con grandi cartelli sui quali è dipinta una lettera che compongono insieme la scritta NO COKE per sensibilizzare i bagnanti sulla volontà di ENEL di trasformare a carbone la centrale termoelettrica di Porto Tolle.

    “Proprio nel cuore del delta del Po – spiegano gli attivisti del Comitato – in una delle più importanti aree di interesse ambientale d’Italia e a due passi dalla nostra provincia, la trasformazione a carbone della centrale che già in passato ci ha regalato un tragico  impatto ambientale e sanitario, non ci risparmierà. La riconversione della centrale, prevede l’immissione nell’atmosfera di 10,3 milioni di tonnellate di metri cubi di Co2 annui, senza considerare l’inquinamento generato dal trasporto del carbone. E’ proprio questo che vogliamo”?

    L’obiettivo dell’iniziativa è di “salvaguardare la nostra salute, il nostro territorio, il nostro futuro”. La marcia  partirà dal Lido di Volano, passando per il Lido delle Nazioni e il Lido di Portogaribaldi, al grido di “No al carbone, sì al parco”.

    Il ritrovo è a Volano ore 9.30 presso il Bagno Virna dove prenderemo un caffè e offriremo il caffè ai giornalisti che vorranno documentare sul campo l’iniziativa.

  • Energia e PDL, una coerenza disarmante

    La coerenza del PDL in materia energetica è disarmante: prima vogliono tornare al nucleare a qualsiasi costo, poi sgambettano quando possono le agevolazioni per l’efficienza energetica (leggi 55%), quindi azzoppano a più riprese le fonti rinnovabili e alla fine, alla loro festa nazionale, annunciano fieri nei manifesti: “STAND CLIMATIZZATI”.

    Leonardo Fiorentini, consigliere ecologista Circoscrizione 1

  • Energia e PDL, una coerenza disarmante

    La coerenza del PDL in materia energetica è disarmante: prima vogliono tornare al nucleare a qualsiasi costo, poi sgambettano quando possono le agevolazioni per l’efficienza energetica (55%), quindi azzoppano a più riprese le fonti rinnovabili e alla fine, alla loro festa nazionale, annunciano fieri nei manifesti: “STAND CLIMATIZZATI”.

     

     

  • Non ne posso più/2

    Giusto due commi sopra i precedenti, si legge nella finanziaria mandata a Napolitano (chissà se è la stessa uscita dal CDM):

    8 . All’articolo 5-bis del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, dopo le parole: “di localizzazione territoriale” sono inserite le seguenti: “, nonché che condizionino o limitino la suddetta riconversione,  obbligando alla comparazione, sotto il profilo dell’impatto ambientale, fra combustibili diversi o imponendo specifici vincoli all’utilizzo dei combustibili”.

    Vi starete chiedendo cosa dice l’art 5 della legge 33 del 2009 e noi, che siamo un poco arrabbiati, ve lo diciamo:

    1. Per la riconversione degli impianti di produzione di energia elettrica alimentati ad olio combustibile in esercizio alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, al fine di consentirne l’alimentazione a carbone o altro combustibile solido, si procede in deroga alle vigenti disposizioni di legge nazionali e regionali che prevedono limiti di localizzazione territoriale

    Quindi, il nostro governo, pur di far andare a Carbone la centrale ENEL di Porto Tolle (e chissà quali altre), non vuole che si faccia una comparazione fra combustibili diversi per decidere quale sia meno impattanti.

    Ma vi sembra un paese sensato quello in cui viviamo?

  • Miti nucleari

    Roberto Codazzi sta smontando con attenzione certosina uno a uno i miti nuclearisti con cui ci stanno ammorbando le orecchie da qualche mese.

    Nelle puntate precedenti ilKuda si è occupato di:

    1. L’Italia importa il 20% di energia prodotta da centrali nucleari dalla Francia!
      FALSO.
      L’energia che l’Italia compra dall’estero è sì il 20% ma quella prodotta da centrali nucleari è solo l’1,5%. Approfondisci qui.
    2. L’Italia è circondata da centrali nucleari di altri paesi, in caso di incidente avremmo gli stassi danni, ma non abbiamo i benefici!
      FALSO.
      Le centrali ai nostri confini sono 11 e distano tutte più di 100 km. Un incidente in quelle centrali avrebbe ripercussioni molto meno gravi in Italia che nei paesi di istallazione. Approfondisci qui.
    3. L’uranio ci rende indipendenti da paesi instabili!
      FALSO. Le riserve maggiori sono in paesi come il Kazakhistan, la Namibia e il Niger. Approfondisci qui.
    4. Tutti costruiscono centrali nucleari tranne l’Italia.
      FALSO.
      Il numero di reattori attivi nel mondo è stabile dal 1987. Approfondisci qui.

    Oggi invece si occupa del quinto mito, quello che riguarda le tasche: senza energia nucleare in Italia si paga la corrente più cara d’Europa.

    Leggete e diffondete, fa bene alla salute e al quorum!

  • Vota sì! Ce lo chiede l’Europa!

  • La notte gialla

    Venerdì 27 maggio 2011
    dalle ore 22
    Sala della Musica
    complesso di San Paolo
    Via Boccaleone 19

    LA NOTTE GIALLA
    Proiezioni e suggestioni in vista dei Referendum del 12 e 13 giugno 2011

    A cura del Kollettivo Gumble Barney

    Vai all’evento su Facebook:
    https://www.facebook.com/event.php?eid=132908893450124
    http://www.forum.ferrara.it/acqua
    http://www.forum.ferrara.it/antinucleare

    NON STAMPARE, INOLTRA E CONDIVIDI!
    flyer stampato su bit riciclabili al 100%
    ideato e distribuito all’origine grazie a energia fotovoltaica
    in collaborazione con
    il gruppo consiliare dei Verdi Circoscrizione 1

  • 27 maggio 2011: la notte gialla

    Venerdì 27 maggio 2011
    dalle ore 22
    Sala della Musica
    complesso di San Paolo
    Via Boccaleone 19

    LA NOTTE GIALLA
    Proiezioni e suggestioni in vista dei Referendum del 12 e 13 giugno 2011

    A cura del Kollettivo Gamble Barney

    Vai all’evento su Facebook:
    https://www.facebook.com/event.php?eid=132908893450124
    http://www.forum.ferrara.it/acqua
    http://www.forum.ferrara.it/antinucleare

    NON STAMPARE, INOLTRA E CONDIVIDI!
    flyer stampato su bit riciclabili al 100%
    ideato e distribuito all’origine grazie a energia fotovoltaica

    in collaborazione con
    il gruppo consiliare dei Verdi Circoscrizione 1

  • Il 21 maggio a Caorso contro il nucleare

    Sabato 21 maggio a Caorso (PC) si terrà una grande manifestazione contro il nucleare. Anche da Ferrara il Comitato refendario Antinucleare sta organizzando pullman per garantire la massima partecipazione.
    La partenza è prevista per sabato 21 alle 10.30 dal parcheggio dell’ex Mof, ritorno in serata.
    Per ogni informazione e per prenotare potete scrivere a ferrara.antinucleare@gmail.com o tel al 347 1340481 (Elisa)

    Una catena umana per fermare il nucleare!


    Sabato 21 maggio 2011 a Caorso

    Manifestazione organizzata dai comitati Regionali Fermiamoilnucleare di Emilia Romagna e Lombardia

    Lo stop del governo al nucleare è semplicemente un trucco per impedire ai cittadini di votare al referendum del 12 e 13 giugno e imporre in questo modo le centrali nucleari domani.

    Occorre per questo riaffermare la nostra voglia di democrazia, occorre andare a votare al referendum ed occorre dire SI per fermare il Nucleare ed incrementare le fonti energetiche rinnovabili e sviluppare la ricerca scientifica per tutelare l’ambiente creando occupazione qualificata.

    Lo facciamo tutti insieme a Caorso, sede della più consistente, controversa e fallimentare esperienza nuclearista italiana. Al Governo italiano, che l’ha indicato tra i siti più probabili per accogliere una delle prime realizzazioni delle 13 centrali nucleari previste, chiediamo l’avvio del processo di dismissione e la chiusura definitiva dell’impianto!

    Le associazioni aderenti al comitato regionale Emilia Romagna
    AIAB, ARCI, AUSER, CGIL Emilia Romagna, Comitato Energia Democrazioa No al Nucleare, Federconsumatori, FIAB, Greenpeace, Italia Nostra, LAC, Legambiente, WWF, Ya Basta

    (via Verdi Ferrara)

  • A Caorso contro il nucleare

    Sabato 21 maggio a Caorso (PC) si terrà una grande manifestazione contro il nucleare. Anche da Ferrara il Comitato refendario Antinucleare sta organizzando pullman per garantire la massima partecipazione.
    La partenza è prevista per sabato 21 alle 10.30 dal parcheggio dell’ex Mof, ritorno in serata.
    Per ogni informazione e per prenotare potete scrivere a ferrara.antinucleare@gmail.com o tel al 347 1340481 (Elisa)

    Una catena umana per fermare il nucleare!


    Sabato 21 maggio 2011 a Caorso

    Manifestazione organizzata dai comitati Regionali Fermiamoilnucleare di Emilia Romagna e Lombardia

    Lo stop del governo al nucleare è semplicemente un trucco per impedire ai cittadini di votare al referendum del 12 e 13 giugno e imporre in questo modo le centrali nucleari domani.

    Occorre per questo riaffermare la nostra voglia di democrazia, occorre andare a votare al referendum ed occorre dire SI per fermare il Nucleare ed incrementare le fonti energetiche rinnovabili e sviluppare la ricerca scientifica per tutelare l’ambiente creando occupazione qualificata.

    Lo facciamo tutti insieme a Caorso, sede della più consistente, controversa e fallimentare esperienza nuclearista italiana. Al Governo italiano, che l’ha indicato tra i siti più probabili per accogliere una delle prime realizzazioni delle 13 centrali nucleari previste, chiediamo l’avvio del processo di dismissione e la chiusura definitiva dell’impianto!

    Le associazioni aderenti al comitato regionale Emilia Romagna
    AIAB, ARCI, AUSER, CGIL Emilia Romagna, Comitato Energia Democrazioa No al Nucleare, Federconsumatori, FIAB, Greenpeace, Italia Nostra, LAC, Legambiente, WWF, Ya Basta

    (via Verdi Ferrara)

  • Vi prego, fateglielo dire in parlamento

    C’è grande dibattito, fra alcuni costituzionalisti di lungo corso e molti altri di primo pelo, sull’effetto che le norme in via di approvazione sullo stop nucleare voluto dal Governo avranno sul referendum di Giugno. Io, costituzionalista di primo pelo, sono fra quelli che vedono nel cappello e nella chiusura dell’emendamento governativo un portoncino spalancato per qualche giudice coraggioso. Non so, sinceramente, se questo basti per fermare la porcata berlusconiana.

    Di norma si dice “ponti d’oro ai nemici in fuga”: ma qui si tratta di una ritirata strategica, neanche troppo dissimulata viste le dichiarazioni del nostro di oggi:

    “L’accadimento giapponese ha spaventato ulteriormente i nostri cittadini. Se fossimo andati oggi al referendum, non avremmo avuto il nucleare in Italia per tanti anni. Per questo abbiamo deciso di adottare la moratoria, per chiarire la situazione giapponese e tornare tra due anni a un’opinione pubblica conscia della necessità nucleare” dice il Cavaliere. “Siamo assolutamente convinti che nucleare sia il futuro per tutto il mondo – aggiunge Berlusconi – L’energia nucleare è sempre la più sicura”. Anche perché, assicura, il disastro giapponese si è verificato perchè la centrale di Fukushima era stata edificata su un terreno che non lo permetteva.

    Quel che è certo, continua il premier, è che il futuro dei contratti tra Enel e Edf sul nucleare non pare compromesso: “Non vengono abrogati, non vengono annullati e stiamo decidendo di mandare avanti molti settori di questi contratti come quelli relativi alla formazione”.

    Ora, non per altro, ma perchè dubito che il giudizio sulla permanenza del referendum possa basarsi sulle conferenze stampa del nostro e perchè in fondo le cose dette e verbalizzate in Parlamento hanno ben altro valore nei confronti dei cittadini, qualche deputato di buona volontà, cortesemente, glielo fa ripetere in Parlamento? A chiunque, anche allo Scilipoti di turno.

    Così, giusto per poter citare i verbali degli atti preparatori in una memoria scritta, e perchè no, per dimostrare ai nostri figli, quando saranno ancora alla ricerca di un posto dove mettere le scorie nucleari, che in fondo le abbiamo provate tutte per liberarci di questa folle idea.

  • I conti della serva

    Aveta mai incrociato qualcuno che, sostenendo la necessità del ritorno all’atomo, vi ha rinfacciato che tanto noi l’energia nucleare la importiamo dalla Francia?

    Da oggi potete schiaffargli in faccia un bel 1,5%. Ovvero la percentuale di energia prodotta da centrali nucleari che effettivamente importiamo. E lo sapete perchè la importiamo? Perchè il nucleare è una forma talmente intelligente di produzione di energia che di notte non la si puo’ fermare, per cui il suo costo (per note regole di mercato) crolla nel momente in cui vi è il picco minimo di richiesta elettrica.

    Facendo quindi i conti dell’energia importata in relazione a quella prodotta con il nucleare si scopre che importiamo circa 8.000 Gwh di energia elettrica prodotta dalle centrali nucleari francesi, 9.700 Gwh dalle centrali svizzere e 2.550 Gwh dall’unica centrale slovena. Si scopre così che solo il 2,5% del fabbisogno nazionale è coperto dal nucleare francese, il 3,05% dal nucleare svizzero e lo 0,8% da quello sloveno.

    Questo in chiave teorica, ma se si guarda la tabella che il Gestore Servizi Energetici pubblica ogni anno per indicare la composizione del Mix Medio Nazionale utilizzato per la produzione dell’energia elettrica (ivi comprese quella importata dall’estero), l’energia nucleare è pari solo al 1.5% poichè l’energia elettrica importata è identificata dal GSE per il 69,2% come fonte rinnovabile. (qui i dati)

    Da il Fatto, via ilKuda.