• Esiste un giudice a Berlino. Bisogna solo avere la fortuna di trovarlo.

    archiviazione-coispIl GIP di Ferrara, Dott. Silvia Marini, ha depositato il 7 marzo l’atto di archiviazione definitiva del procedimento avviato dopo la querela nei miei confronti depositata dal sindacato di Polizia COISP per quanto da me scritto il giorno della loro manifestazione in piazza Savonarola, più o meno un anno fa.

    Già il magistrato inquirente, Dott. Ombretta Volta, aveva proposto l’archiviazione (alla quale il COISP si era opposto) in quanto “in nessun passo dell’articolo pubblicato si colgono, per converso, espressioni volgari, paragoni infamanti, insulti gratuiti, ovvero riferimenti personali atti ad intaccare la sfera privata del querelante, così ledendone l’onore e il decoro“.

    Oggi il GIP conferma quanto deciso dal sostituto procuratore e scrive che “Fiorentini, utilizzando nel contesto del suo intervento espressioni e toni forti, ma rispettose del limite della continenza, perchè non volgari, nè gratuiti, nè contenenti attacchi personali abbia esercitato il diritto di critica“.

    Io ero abbastanza tranquillo per ciò che avevo scritto allora e per come lo avevo scritto. Anche per questo la notizia della presentazione della querela mi aveva colto abbastanza di sorpresa. Del resto ricordo benissimo i sentimenti di quelle ore, e ricordo benissimo il grande sforzo di “continenza” nello scrivere quelle poche righe, sforzo che ora viene “premiato” da ben due magistrati.

    Restano, come fastidiosi sassolini nelle scarpe, alcuni passi che mi vengono contestati negli atti depositati dal sindacato per opporsi all’archiviazione, perchè, secondo il sindacato, “mai posti in essere” dal COISP: “verbalmente aggredito il Sindaco di Ferrara; Manifestare per l’impunità dei propri colleghi; proprio sotto le finestre degli uffici in cui lavora la vittima”. Per il sindacato io avrei dunque “falsamente attribuito quei fatti gravi, mai verificatisi“. Ci penserò su. Magari con i miei legali, Fabio Anselmo e Alessandra Pisa che colgo l’occasione per ringraziare per il lavoro che stanno facendo sin dall’apertura del caso di Federico Aldrovandi, e non solo per la mia piccola, breve e inutile vicenda processuale, ma per altri ben più gravi e tragici fatti sparsi per l’Italia. Come un ringraziamento va a tutti coloro che in queste settimane mi hanno espresso la loro vicinanza e solidarietà.

    Il sollievo è comunque grande per la chiusura di una vicenda giudiziaria che non si doveva nemmeno aprire. Ma il caso della vita vuole che oggi sia ben poca cosa, ad esempio, rispetto alle notizie che sono arrivate ieri da Varese dove si è finalmente aperto “coattivamente” il processo per la morte di Giuseppe Uva.

    Perchè esiste un giudice a Berlino. Bisogna solo avere la fortuna di trovarlo.

    La richiesta di archiviazione: richiesta_archiviazione.pdf

    L’atto di archiviazione: archiviazione fiorentini.pdf

  • CoispVsFiorentini: archiviazione!

    archiviazione-coispIl GIP di Ferrara, Dott. Silvia Marini, ha depositato il 7 marzo l’atto di archiviazione definitiva del procedimento avviato dopo la querela nei miei confronti depositata dal sindacato di Polizia COISP per quanto da me scritto il giorno della loro manifestazione in piazza Savonarola, più o meno un anno fa.

    Già il magistrato inquirente, Dott. Ombretta Volta, aveva proposto l’archiviazione (alla quale il COISP si era opposto) in quanto “in nessun passo dell’articolo pubblicato si colgono, per converso, espressioni volgari, paragoni infamanti, insulti gratuiti, ovvero riferimenti personali atti ad intaccare la sfera privata del querelante, così ledendone l’onore e il decoro“.

    Oggi il GIP conferma quanto deciso dal sostituto procuratore e scrive che “Fiorentini, utilizzando nel contesto del suo intervento espressioni e toni forti, ma rispettose del limite della continenza, perchè non volgari, nè gratuiti, nè contenenti attacchi personali abbia esercitato il diritto di critica“.

    Io ero abbastanza tranquillo per ciò che avevo scritto allora e per come lo avevo scritto. Anche per questo la notizia della presentazione della querela mi aveva colto abbastanza di sorpresa. Del resto ricordo benissimo i sentimenti di quelle ore, e ricordo benissimo il grande sforzo di “continenza” nello scrivere quelle poche righe, sforzo che ora viene “premiato” da ben due magistrati.

    Restano, come fastidiosi sassolini nelle scarpe, alcuni passi che mi vengono contestati negli atti depositati dal sindacato per opporsi all’archiviazione, perchè, secondo il sindacato, “mai posti in essere” dal COISP: “verbalmente aggredito il Sindaco di Ferrara; Manifestare per l’impunità dei propri colleghi; proprio sotto le finestre degli uffici in cui lavora la vittima”. Per il sindacato io avrei dunque “falsamente attribuito quei fatti gravi, mai verificatisi“. Ci penserò su. Magari con i miei legali, Fabio Anselmo e Alessandra Pisa che colgo l’occasione per ringraziare per il lavoro che stanno facendo sin dall’apertura del caso di Federico Aldrovandi, e non solo per la mia piccola, breve e inutile vicenda processuale, ma per altri ben più gravi e tragici fatti sparsi per l’Italia. Come un ringraziamento va a tutti coloro che in queste settimane mi hanno espresso la loro vicinanza e solidarietà.

    Il sollievo è comunque grande per la chiusura di una vicenda giudiziaria che non si doveva nemmeno aprire. Ma il caso della vita vuole che oggi sia ben poca cosa, ad esempio, rispetto alle notizie che sono arrivate ieri da Varese dove si è finalmente aperto “coattivamente” il processo per la morte di Giuseppe Uva.

    Perchè esiste un giudice a Berlino. Bisogna solo avere la fortuna di trovarlo.

    La richiesta di archiviazione: richiesta_archiviazione.pdf

    L’atto di archiviazione: archiviazione fiorentini.pdf

  • La querela, il COISP e il comic sans

  • E’ stato morto un ragazzo gratis su Vimeo

    La tragica storia di Federico Aldrovandi, morto e ucciso a Ferrara il 25 settembre 2005 da quattro poliziotti. Il film ricostruisce la vicenda giudiziaria e la ricerca coraggiosa dei genitori del ragazzo verso la verità. I responsabili della morte sono stati condannati in via definitiva dalla corte di cassazione a 3 anni e sei mesi di carcere.
    Il documentario ha vinto il Bari Bifest 2010 come miglior documentario e il David di Donatello 201. E’ stato presentato in anteprima a Venezia 67, Mostra del cinema di Venezia Giornate degli Autori.
    La regia è di Filippo Vendemmiati, fotografia di Marino Cancellari, montaggio di Simone Marchi, musiche di Valentino Corvino, consulenza testi Massimiliano Briarava Cossati e Donata Zanotti. (via federicoaldrovandi.it)

    E’ Stato morto un ragazzo (Ita) 95′ from tomatodoc&film on Vimeo.

  • Quella non è la mia città

    patriziaOggi abbiamo avuto la prova che la crudeltà umana può non avere limiti, anche in un paese ed in una città che si definiscono civili.

    Nel commentare la vergognosa azione di stamattina da parte del COISP a “sostegno” dei 4 poliziotti che hanno ucciso Federico Aldrovandi, non si può tralasciare il merito della questione; ovvero il fatto che quei 4 agenti di polizia siano stati condannati perchè “posero in essere una azione repressiva estrema e inutile nei confronti di un ragazzo che si trovava da solo, in stato di visibile alterazione psicofisica, errando gravemente nella valutazione dei limiti fattuali” (dalla sentenza della Corte di Cassazione) e che debbano scontare la pena residua di 6 mesi perchè “non è dato registrare un atto concreto, atto a indicare una effettiva  comprensione della vicenda delittuosa” e “presa di distanza dalla stessa; nessuna manifestazione esplicita e concreta di  resipiscenza; non un gesto anche solo simbolico nei confronti della vittima o dei suoi familiari, cui peraltro il risarcimento è stato pagato solo dallo Stato; non un gesto di riparazione sociale, e tanto meno di ricordo manifesto e di monito  rispetto ai ripetersi di simili comportamenti da parte di altri” (dalla sentenza del Tribunale di Sorveglianza di Bologna).

    Ma il punto più becero della vicenda è il veder sacrificato quel minimo di umanità che dovrebbe albergare in ognuno di noi (anche nei dirigenti di un sindacato di polizia) di fronte alla ricerca di notorietà e fama. Manifestare per l’impunità dei propri colleghi proprio sotto le finestre degli uffici in cui lavora la madre della vittima, prendere a male parole il Sindaco della Città sceso per invitare i manifestanti ad allontanarsi di qualche metro, ed infine costringere Patrizia Moretti a scendere in strada con la foto del figlio martoriato sul tavolo dell’obitorio, qualifica i dirigenti e gli attivisti del COISP, i parlamentari e gli ex parlamentari scesi in piazza con loro per quello che sono.

    Esprimo la solidarietà a Patrizia, Lino, Stefano e agli amici di Federico, ma ringrazio anche il Sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani che oggi, scendendo in piazza Savonarola, ha esplicitato che questa Città, la mia Città, non assiste muta al vilipendio della giustizia e dell’umanità.

    Leonardo Fiorentini
    Consigliere Circoscrizione 1

  • Parole e Musica per Federico

    Verità grido il tuo nome
    Parole e Musica per Federico

    Sabato 22 settembre 2012
    Dalle 16 a mezzanotte
    Ippodromo comunale di Ferrara (via Ippodromo 31)

    http://www.giustiziaperaldro.it/

    Pietre in Tasca
    Bitter coconut Deathfire
    Icoman
    Hamson Straunt
    FEV (falce e vinello)
    Pedrini Cantastorie+Nicola Banchio
    Alessio Lega
    Modotti
    Digital Monkey
    Silver rocket
    Tre allegri ragazzi morti
    Giorgio Canali e i Rossofuoco

    Evento su Facebook:
    https://www.facebook.com/events/415151291876058/

  • «Allontanate gli agenti violenti»

    «Allontanate gli agenti violenti»
    Aldrovandi, prime firme alla petizione contro gli abusi delle forze dell’ordine
    La Nuova Ferrara del 04/07/2012 ed. Nazionale p. 15

    La sentenza sul caso Aldrovandi è definitiva e così la Cassazione ha detto la parola fine sul piano giudiziale. «Resta però oggi una richiesta di giustizia più ampia che risponda alla necessità di dotare anche l’Italia di strumenti di tutela contro gli abusi delle forze dell’ordine» spiegano in una nota i firmatari di una petizione che vede impegnati la famiglia di Federico, il comitato Verità per Aldro, tanti che fin dall’inizio hanno partecipato alla richiesta di verità e giustizia: «una petizione per chiedere che vengano modificate le norme in modo che i condannati in via definitiva, anche a meno di 4 anni vengano automaticamente allontanati dalle forze dell’ordine, a cominciare dai quattro poliziotti riconosciuti colpevoli dell’omicidio di Federico». Una richiesta che si somma a quella di veder rispettata la Convenzione delle Nazioni Unite del 1984 contro la tortura e le altre pene o trattamenti inumani, crudeli o degradanti, ratificata dall’Italia nel 1988, per introdurre in concreto, anche nell’ordinamento italiano, il reato di tortura. Fra le prime adesioni, oltre a quelle dei genitori di Federico, Patrizia Moretti e Lino Aldrovandi, quelle di Haidi e Giuliano Giuliani, Ilaria Cucchi, Lucia Uva, Rudra Bianzino e Domenica Ferulli, Don Andrea Gallo, il presidente nazionale dell’Arci Paolo Beni, il segretario nazionale di Rifondazione Comunista ed ex Ministro Paolo Ferrero e gli ex Sottosegretari alla Giustizia Luigi Manconi e Franco Corleone, il vignettista Vauro, l’attore Valerio Mastrandrea e scrittori come Erri De Luca, i Wu Ming, Valerio Evangelisti e Girolamo De Michele, i giornalisti grazie ai quali la notizia venne portata sulla stampa nazionale (Checchino Antonini di “Liberazione”, Cinzia Gubbini de “Il Manifesto” e Dean Buletti di “Chi l’ha visto?”) e l’autore del documentario “E’ stato morto un ragazzo” Filippo Vendemmiati. Nonché, tra i tanti, esponenti di movimenti contro la repressione come Nicoletta Dosio dei NoTav, Lorenzo Guadagnucci, giornalista che subì le violenze al G8, nella caserma Diaz, Monica Pepe del Comitato “10×100”, Italo di Sabato dell’ “Osservatorio sulla Repressione”. Fra le adesioni locali, la presidente della Provincia Marcella Zappaterra, il segretario prov. Cgil Giuliano Guietti, esponenti Prc Irene Bregola, Elisa Corridoni e Stefano Calderoni, Leonardo Fiorentini di Costituente Ecologista, Pietro Pinna di Arci. Chi volesse aderire potrà farlo sul sito www.giustiziaperaldro.it o via mail a appello@giustiziaperaldro.it

    Scarica l’articolo in formato pdf: nuova_fe_04072012.pdf.

  • Perchè non accada mai più

    Ho firmato quest’appello, perchè ciò che è accaduto a Federico Aldrovandi non possa accadere mai più.

    Aderite anche voi.

    Il 21 giugno 2012 la Cassazione si è espressa in modo definitivo sul caso di Federico Aldrovandi, il diciottenne ucciso durante un controllo di Polizia all’alba del 25 settembre del 2005 a Ferrara. La Corte ha confermato la condanna dei quattro poliziotti per eccesso colposo in omicidio colposo riprendendo così le sentenze di primo e secondo grado.

    Alla luce della sentenza, chiediamo:

    – che i quattro poliziotti, condannati ora in via definitiva, vengano estromessi dalla Polizia di Stato, poiché evidentemente non in possesso dell’equilibrio e della particolare perizia necessari per fare parte di questo corpo;

    – che venga stabilito in maniera inequivocabile che le persone condannate in via definitiva, anche per pene inferiori ai 4 anni, siano allontanate dalle Forze dell’Ordine, modificando ove necessario le leggi e i regolamenti attualmente in vigore;

    – che siano stabilite, per legge, modalità di riconoscimento certe degli appartenenti alle Forze dell’Ordine, con un numero identificativo sulla divisa e sui caschi o con qualsivoglia altra modalità adeguata allo scopo;

    – che venga riconosciuto anche in Italia il reato di tortura – così come definita universalmente e identificata dalle Nazioni Unite in termini di diritto internazionale – applicando la Convenzione delle Nazioni Unite del 1984 contro la tortura e le altre pene o trattamenti inumani, crudeli o degradanti, ratificata dall’Italia nel 1988.

    Primi firmatari:

    Patrizia Moretti
    Lino Aldrovandi
    Stefano Aldrovandi
    Comitato Verità per Aldro

    Simone Alberti, account
    Stefania Andreotti, giornalista
    Checchino Antonini, giornalista
    Alice Balboni, disoccupata
    Paolo Beni, presidente ARCI
    Rudra Bianzino
    Gianni Biondillo, scrittore
    Andrea Boldrini, operaio
    Irene Bregola, ricercatrice e consigliera comunale Ferrara
    Dean Buletti, giornalista
    Stefano Calderoni, assessore provinciale Ferrara
    Gigi Cattani, pensionato
    Emanuela Cavicchi, insegnante
    Franco Corleone, garante dei detenuti Firenze
    Elisa Corridoni, pubblicitaria
    Ilaria Cucchi
    Erri De Luca, scrittore
    Girolamo De Michele, scrittore
    Barbara Diolaiti, insegnante
    Italo Di Sabato, Osservatorio sulla repressione
    Nicoletta Dosio, movimento No Tav
    Valerio Evangelisti, scrittore
    Paolo Ferrero, segretario nazionale PRC
    Domenica Ferrulli
    Leonardo Fiorentini, webmaster e consigliere di Circoscrizione Ferrara
    Don Andrea Gallo
    Haidi Giuliani
    Giuliano Giuliani
    Sergio Golinelli, insegnante
    Luca Greco, sindacalista
    Salvatore Greco, impiegato
    Lorenzo Guadagnucci, giornalista
    Claudia Guido, fotografa
    Cinzia Gubbini, giornalista
    Giuliano Guietti, segretario CGIL Ferrara
    Luisa Lampronti, educatrice
    Carla Leni, educatrice
    Loredana Lipperini, giornalista e scrittrice
    Piero Maestri, portavoce SC
    Giuliana Maggiano, insegnante
    Luigi Manconi, presidente A Buon Diritto
    Valerio Mastandrea, attore
    Matilde Morselli, fotografa
    Alice Orlandi, operaia
    Laura Orteschi, impiegata
    Matteo Parmeggiani, precario
    Monica Pepe, giornalista
    Pietro Pinna, ricercatore
    Stefano Rossi
    Fiamma Schiavi, impiegata
    Vauro Senesi, vignettista
    Lucia Uva
    Filippo Vendemmiati, giornalista
    Wu Ming, scrittori
    Roberto Zanetti, operatore socio-sanitario
    Marcella Zappaterra, presidente Provincia di Ferrara

  • Il reato invisibile

    Il reato invisibile.
    La tortura: una lacuna nella legge italiana
    Sala Estense – Ferrara ore 20.00

    Interverranno:
    Luigi Manconi, sociologo ex sottosegretario alla Giustizia
    Lorenzo Guadagnucci, giornalista e scrittore
    Patrizia Moretti
    Ilaria Cucchi
    Lucia Uva
    Domenica Ferulli
    Fabio Anselmo, avvocato
    Mauro De Marchi, ex funzionario di polizia

    modera:
    Filippo Vendemmiati, giornalista RAI

    A seguire sit-in in via Ippodromo

    http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/

  • Il reato invisibile

    A sei anni dalla morte di Federico Aldrovandi si terrà a Ferrara un incontro sull’assenza del reato di tortura nel sistema penale italiano.

    Il reato invisibile.
    La tortura: una lacuna nella legge italiana
    Sala Estense – Ferrara ore 20.00

    Interverranno:
    Luigi Manconi, sociologo ex sottosegretario alla Giustizia
    Lorenzo Guadagnucci, giornalista e scrittore
    Patrizia Moretti
    Ilaria Cucchi
    Lucia Uva
    Domenica Ferulli
    Fabio Anselmo, avvocato
    Mauro De Marchi, ex funzionario di polizia

    modera:
    Filippo Vendemmiati, giornalista RAI

    A seguire sit-in in via Ippodromo

    http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/

  • Quando hanno aperto la cella

    Arci di Ferrara
    CGIL
    La Società della Ragione

    con il Patrocinio del Comune di Ferrara

    Mercoledì 29 giugno – ore 18
    Mel Book Store
    Piazza Trento e Trieste
    Palazzo San Crispino
    Sala dell’Oratorio

    Paolo Boldrini, Direttore de La Nuova Ferrara
    insieme a
    Rudra Bianzino
    Ilaria Cucchi
    Patrizia Moretti
    Lucia Uva

    presentano il volume edito da il Saggiatore
    Quando hanno aperto la cella

    Saranno presenti gli autori
    Luigi Manconi e
    Valentina Calderone

    Letture di Fabio Mangolini

    Quelle foto di Stefano Cucchi. Quel corpo prosciugato, quella maschera di ematomi sul viso, un occhio aperto, quasi fuori dall’orbita. Quella morte di Federico Aldrovandi, quel giovane riverso a terra, le mani ammanettate dietro la schiena, esanime. Quelle urla di Giuseppe Uva, dentro la caserma dei carabinieri di Varese. Quelle sue foto col pannolone da adulto incontinente, imbrattato di sangue. Quelle facce gonfie, viola, i rivoli di sangue. E tutte le altre storie, rimaste ignote, oppure richiamate da un trafiletto di giornale, e già dimenticate. Giovanni Lorusso, Marcello Lonzi, Eyasu Habteab, Mija Djordjevic, Francesco Mastrogiovanni. E molti altri. In Italia in carcere si muore. Alcuni sono suicidi, alcuni no. E si muore durante un arresto, una manifestazione in piazza, un trattamento sanitario obbligatorio. Dietro le informazioni istituzionali spesso c’è un’altra storia. Un uomo che muore in carcere è il massimo scandalo dello Stato di diritto. Quando hanno aperto la cella ce lo racconta. Luigi Manconi e Valentina Calderone ascoltano, raccolgono e portano alla luce storie di persone – spesso giovani – che entrano nelle carceri, nelle caserme e nei reparti psichiatrici e ne escono morte. In ognuna di queste morti, la morte dello Stato di diritto.

    iniziativa nell’ambito del Festival dei Diritti 2011
    sostenuto da Comune di Ferrara, Provincia di Ferrara, Regione Emilia Romagna

  • All’alba di una domenica

    “Quello che era certo era che fosse morto di botte all’alba di una domenica di fine settembre, quando ancora l’estate e l’autunno si contendevano quello che sarebbe stato del giorno. Aveva diciotto anni. Studente, incensurato, senza grilli per la testa. Insomma, un ragazzo come tanti, con una famiglia come tante. I genitori erano una coppia di impiegati. Era una famiglia tranquilla”.

    Comincia così “All’alba di una domenica”, edito da Albatros, il romanzo d’esordio di Giuseppe Fornaro, che sarà presentato domani, alle ore alle 16.30 presso la sala dell’Arengo del Palazzo Comunale.

    Il libro è ispirato alla tragica morte di Federico Aldovrandi, 18 anni, avvenuta a Ferrara il 25 settembre 2005 a seguito delle percosse ricevute da quattro agenti di polizia in servizio sulle volanti.
    L’attacco del libro non è casuale proprio perché le modalità della morte di Aldrovandi da cui muove il racconto, oltre ad essere sconcertanti, per certi versi non sono ancora oggi del tutto chiare, non nel concatenarsi degli eventi e delle responsabilità per cui la sentenza di primo grado ha condannato quattro agenti a tre anni e sei mesi per eccesso colposo di reazione in omicidio colposo, ma sul perché un ragazzo disarmato di soli 18 anni che non costituiva una minaccia per sé e per gli altri sia morto a seguito di un controllo di polizia.

    Negligenza nell’adottare le procedure di contenimento di un soggetto agitato? Scarsa professionalità? Incapacità di controllo emotivo da parte del personale in servizio sulle volanti? C’è tutto questo insieme, ma ci sono anche i depistaggi che hanno portato ad un processo parallelo in cui altri tre agenti sono stati condannati in primo grado a vario titolo per omissioni e favoreggiamenti. Ed è proprio per via di questa zona grigia sulla morte di Federico che il romanzo ha potuto alimentarsi per imbastire una storia d’invenzione i cui protagonisti principali sono un giornalista free lance
    meridionale, Salvatore Quaranta; Ottavio Fragalà, vice questore e amico di studi di Quaranta, tornato a Ferrara, dove aveva studiato, dopo aver prestato servizio nell’antimafia del dopo Falcone e Borsellino; Alessandro Pavani, alias Federico Aldrovandi; e poi il capo della squadra mobile Rosaspina; l’agente Gamma, uno dei tanti uomini dei servizi sotto copertura sguinzagliati dopo i
    fatti del G8 di Genova per snidare eventuali mele marce nelle forze dell’ordine; Francesco Morra, titolare di un’agenzia di body guarde che gli serve come copertura, ex poliziotto cacciato dal servizio per le sue intemperanze e ora capo di una banda di trafficanti di armi e droga. E poi altri personaggi che compaiono di volta in volta man mano che il racconto si snoda fino all’epilogo.

    Il romanzo, avendo tra i protagonisti principali proprio dei poliziotti, rende omaggio alla parte sana e maggioritaria delle forze dell’ordine e del mondo dell’informazione e affronta anche il tema scottante e attuale del male di vivere di chi conosce la precarietà del lavoro e di come questo incida sullo stato di salute psichica delle persone fino a portarle alla depressione, vera e propria malattia sociale di cui poco si parla. Dentro c’è anche l’amore, la politica, i servizi deviati, i misteri d’Italia tra cui il caso dell’omicidio del boss della mafia Salvatore Giuliano riesploso proprio recentemente dopo oltre sessant’anni.

    A fare da sfondo al racconto è un’altra protagonista: la città, con le sue vie i suoi locali, i suoi bar più o meno noti, ma comunque luoghi familiari ai ferraresi.

  • Elenco delle offese ricevute per il solo fatto che Federico è morto per mano di quattro poliziotti

    Gli elenchi che Patrizia Moretti avrebbe letto a Vieni via con me:

    ELENCO DELLE OFFESE RICEVUTE PER IL SOLO FATTO CHE FEDERICO E’ MORTO PER MANO DI QUATTRO POLIZIOTTI

    – 54 lesioni. Ciascuna di queste avrebbe dato luogo ad un processo (Giudice F.M.Caruso)
    – 3  invocazioni di aiuto rivolte da Federico agli stessi poliziotti, prima dei rantoli mortali.
    – “Federico è morto perchè drogato” : dichiarazione dell’allora questore Elio Graziano
    – la pm che non si è degnata di andare sul posto e noi siamo stati avvisati solo dopo 5 ore
    – il fatto che a me e mio marito è stato impedito con la menzogna di vedere il corpo di mio figlio abbandonato sul selciato a poca distanza da casa
    – le parole “io so sempre dov’è mio figlio” pronunciate dalla prima pm per farci sentire in colpa dopo che il blog aveva scatenato la polemica e l’urgenza di chiarezza
    – “calunniatori”, “sciacalli” sono le offese e le umiliazioni dichiarate da alcuni sindacati di polizia ai media su di noi e chi ci aiutava
    – il rifiuto di riceverci da parte del vescovo di Ferrara
    – l’indagine per calunnia subita dagli avvocati Fabio e Riccardo che si ribellavano alle dichiarazioni ufficiali rilasciate dai vertici di Procura e Questura
    – le offese rivolte alla memoria di Federico dai difensori degli imputati durante il processo nell’impossibilità per lui di difendersi
    – le offese rivolte alla memoria di Federico definito “povero disgraziato” dal procuratore Minna intervenuto nel processo bis a difesa della dott.ssa Guerra
    – la querela della dott.ssa Guerra nei miei confronti, nonostante lei non sia andata sul posto, non abbia sequestrato i manganelli, le auto, non abbia raccolto testimonianze se non quella spontanea di Anne Marie Tsegueu e non abbia indagato i poliziotti che 6 mesi dopo, poco prima di lasciare il caso. Non ha avuto conseguenze disciplinari eppure ha querelato me e Lanuovaferrara che ha riportato la notizia della condanna in primo grado di suo figlio per spaccio di droga

    ELENCO DEGLI ANGELI INCONTRATI DOPO CHE MIO FIGLIO E’ MORTO PER MANO DI QUATTRO POLIZIOTTI

    è un elenco qui molto parziale perchè la realtà include una moltitudine di persone che ci hanno sostenuto manifestando il loro senso civico, l’esigenza umana e sociale di trasparenza e di giustizia.

    – Fabio Anselmo, avvocato. A lui si sono affiancati Venturi, Gamberini e DelMercato. E’ diventato la voce di Federico in Tribunale e fuori dalle aule. E non solo per Federico, anche per Stefano Cucchi, e Giuseppe Uva, e diversi altri. Assume un ruolo politico perchè non ha paura di schierarsi contro chi commette abusi di potere. Riceve minacce, richiami e querele.

    – il popolo del blog costantemente presente

    – il cardinal Ersilio Tonini, Arcivescovo di Ravenna. Insieme a don Domenico Bedin ci ha trasmesso il calore della fede e il calore umano della condivisione e della solidarietà

    – Anne Marie Tesgueu, la cittadina di via Ippodromo. Ha dato a tutti una lezione di civiltà.
    – Nicola Proto, il magistrato che ha avuto il coraggio di fare il suo dovere senza condizionamenti e lavorando in un clima difficilissimo perchè fosse fatta giustizia
    – Gaetano Sateriale, sindaco di Ferrara, che si è ribellato all’ipocrisia delle versioni ufficiali in una città che aveva paura di conoscere la verità, rompendo il nostro isolamento
    – Dean Buletti, Checchino Antonini, Cinzia Gubbini e tutta la stampa che ha impedito che venisse calato un velo sulle circostanze della morte di mio figlio, e Filippo Vendemmiati che ha salvato la memoria di ciò che è successo con il suo prezioso film “E’ stato morto un ragazzo”
    – Francesca Boari, che ha messo nel libro “Aldro” i sentimenti miei e di Federico togliendoli dall’oblio della morte
    – gli amici di Federico, a cui voglio un gran bene, e che per me sono ciascuno una parte di lui.

  • Aldro, 5 anni dopo

    ALDRO, 5 ANNI DOPO
    SABATO 25 SETTEMBRE 2010
    presso la SALA BOLDINI, Via Previati 18, Ferrara

    Programma della giornata:

    Ore 10: “Non hanno ucciso il futuro”
    Tavola rotonda con i famigliari di alcune vittime delle Forze dell’Ordine.
    Con la partecipazione di Patrizia Moretti e Lino Aldrovandi, Haidi Giuliani, Ilaria Cucchi, Lucia Uva, i figli di Aldo Bianzino ed altre testimonianze in via di definizione.
    Coordina: Checchino Antonini, giornalista di “Liberazione”.

    Ore 15.30: “Arte e comunicazione per Federico”
    Con la partecipazione di scrittori, attori, musicisti, disegnatori, registi, blogger che hanno dedicato opere a Federico Aldrovandi.
    Coordina: Dean Bulletti, giornalista di Rai 3.

    Ore 20.30: “E’ stato morto un ragazzo”
    Proiezione del docu-film di Filippo Vendemmiati, che sarà presente in sala.

    Ore 22.15: Ritrovo in Piazza Trento e Trieste e Fiaccolata per Federico con arrivo in via Ippodromo.

    Presso le Grotte del Boldini sarà allestita per tutta la giornata la mostra “Aldro, 5 anni dopo“.

    Con il Patrocinio di Comune e Provincia di Ferrara.

    (via fioreblog)

  • Aldro, 5 anni dopo

    ALDRO, 5 ANNI DOPO
    SABATO 25 SETTEMBRE 2010
    presso la SALA BOLDINI, Via Previati 18, Ferrara

    Programma della giornata:

    Ore 10: “Non hanno ucciso il futuro”
    Tavola rotonda con i famigliari di alcune vittime delle Forze dell’Ordine.
    Con la partecipazione di Patrizia Moretti e Lino Aldrovandi, Haidi Giuliani, Ilaria Cucchi, Lucia Uva, i figli di Aldo Bianzino ed altre testimonianze in via di definizione.
    Coordina: Checchino Antonini, giornalista di “Liberazione”.

    Ore 15.30: “Arte e comunicazione per Federico”
    Con la partecipazione di scrittori, attori, musicisti, disegnatori, registi, blogger che hanno dedicato opere a Federico Aldrovandi.
    Coordina: Dean Bulletti, giornalista di Rai 3.

    Ore 20.30: “E’ stato morto un ragazzo”
    Proiezione del docu-film di Filippo Vendemmiati, che sarà presente in sala.

    Ore 22.15: Ritrovo in Piazza Trento e Trieste e Fiaccolata per Federico con arrivo in via Ippodromo.

    Presso le Grotte del Boldini sarà allestita per tutta la giornata la mostra “Aldro, 5 anni dopo“.

  • La Rai trasmetta il film su Federico Aldrovandi

    Segnalo quest’appello di Articolo 21 al quale ho aderito:

    “Il film sulla storia di Federico Aldrovandi di Filippo Vendemmiati “E’ stato morto un ragazzo” presentato alla Mostra del Cinema di Venezia ripercorre l’emblematico caso giudiziario e giornalistico legato alla morte del giovane. Un film non contro un’istituzione, ma a difesa dei diritti dei cittadini, per la trasparenza dello stato e per evitare che in futuro in Italia possano accadere altre morti assurde come quella di Federico. Un film importante, ed è per questo che riteniamo altrettanto importante che la Rai decida di trasmetterlo!” E’ l’appello lanciato a Venezia dal portavoce di Articolo21 Giuseppe Giulietti.

    Primi firmatari: Patrizia Moretti madre di Federico, il padre Lino Aldrovandi, il fratello Stefano, lo zio Franco, gli amici Aldrea Boldrini, Paolo Burini, Matteo Parmegiani, gli avvocati Fabio Anselmo, Alessandro Gamberini, Riccardo Venturi, Alessandra Pisa, l’insegnante Giampiero Benedetti. Oltre a loro hanno aderito, tra gli altri, anche gli attori Ottavia Piccolo e Valerio Mastandrea, il presidente della provincia Nicola Zingaretti, i giornalisti Roberto Natale, Bice Biagi, Loris Mazzetti, Ottavio Olita, Stefano Corradino e Federico Orlando”.

  • E’ stato morto un ragazzo

    E’ questo il titolo del video curato dal giornalista ferrarese Filippo Vendemmiati che sarà presentato alla settima edizione delle ’Giornate degli autori – Venice Days’, nell’ambito della 67esima Mostra del cinema di Venezia.

    Ecco il trailer:

    Trailer del film-documentario “È stato morto un ragazzo. Federico Aldrovandi che una notte incontrò la polizia”.
    Il video è allegato all’omonimo libro che ripercorre le vicende umane e giudiziarie legate alla morte di Federico Aldrovandi, avvenuta a Ferrara alle sei di mattina del 25 settembre 2005 durante un controllo di polizia. Da quella vicenda scaturì un’inchiesta giudiziaria, inizialmente destinata all’archiviazione, e un processo, che in primo grado il 6 luglio del 2009 si è concluso con la condanna a 3 anni e sei mesi di quattro agenti.
    La storia viene ricostruita attraverso testimonianze ufficiali e il racconto si sviluppa sotto la diretta consulenza degli avvocati di parte civile e dei familiari del ragazzo, che approvano e collaborano al progetto: la prima parte è dedicata ai fatti e ai misteri, la seconda al processo e a suoi numerosi colpi di scena, mentre il finale, partendo dagli interrogativi rimasti insoluti, tenterà una spiegazione verosimile degli avvenimenti.
    Il titolo scelto, È stato morto un ragazzo, fa riferimento alla vicenda di Gabriele Sandri, tifoso della Lazio ucciso in un autogrill da un proiettile vagante, partito dalla pistola di un poliziotto. La frase, tanto sgrammaticata quanto efficace, fu pronunciata da un collega del poliziotto, e rappresenta bene anche le ambiguità della tragedia di Federico, in bilico tra omicidio e casualità.

    Dal blog dedicato a Federico Aldrovandi.

  • Abuso di potere

    http://www.youtube.com/watch?v=iTCke2avVE0?

    Dal Canale youtube di Vanguard.

  • Abuso di potere

    Lo scorso 22 ottobre è deceduto in carcere a Roma Stefano Cucchi, 31 anni, sano prima di entrare nel penitenziario, morto con lesioni in tutto il corpo dopo. Il suo è solo l’ultimo caso di cronaca di una lunga sequenza di morti strane.

    L’inchiesta che Current manda in onda mercoledì 7 luglio alle ore 21.10 sul canale 130 Sky vuole raccontare attraverso le testimonianze dei familiari le storie di questi ragazzi. Vuole raccontare la difficoltà di avere notizie, la dura battaglia delle famiglie contro uno stato che a volte nasconde la verità, facendo vedere una faccia diversa da quella a cui è abituato il cittadino comune. Anche on line da Mercoledi 7 Luglio alle 21:10. (via fuoriluogo.it)

  • Solidarietà a Patrizia

    Patrizia Moretti, la mamma di Federico Aldrovandi, è stata di nuovo querelata.

    Stavolta dalla PM che per prima avrebbe dovuto indagare sulla morte di suo figlio e che poi si dimise per motivi famigliari dall’incarico.

    A Patrizia e Lino, che con lucidità e coraggio continuano nella loro battaglia per la verità e la giustizia va la mia solidarietà.