• Interpellanza sulla conferenza “Gender: parliamone”

    gender-parliamoneAl Sindaco di Ferrara

    e pc. all’Assessore alla Cultura

    Oggetto: interpellanza sulla conferenza “Gender: parliamone”

    I sottoscritti consiglieri comunali

    Premesso

    • che Giovedì 24 marzo 2016 si è tenuta presso la Sala Agnelli della Biblioteca Ariostea una Conferenza dal titolo “Gender: parliamone”;
    • che dalla locandina in nostro possesso non era comprensibile da chi fosse organizzata;
    • che la presentazione dell’iniziativa sulla locandina stessa risultava essere molto ambigua rispetto all’oggetto della conferenza.

    Tenuto conto

    • che la cosiddetta “teoria Gender” non esiste realmente;
    • che tale “teoria” risulta essere una caricatura polemica costruita rozzamente dalla destra ultracattolica per storpiare alcuni aspetti degli “studi di genere” – avviati a partire dagli anni 50 da numerosi studiosi – in funzione delle proprie campagne omofobiche.

    Rilevato

    • che la biblioteca Ariostea, peraltro prima sede dell’Università frequentata da Nicolò Copernico, è uno dei maggiori simboli culturali di questa città.

    Considerato

    • che ospitare una simile iniziativa, assimilabile nei fatti ad una qualsiasi conferenza complottista su scie chimiche, metodo Haarp oppure ad un – pur rispettabilissimo – convegno ufologico, risulta squalificante per la sede che lo ospita, nonché in contrasto con le politiche avviate da questa amministrazione contro l’omofobia e per il rispetto delle differenze.

    Condividendo

    • i contenuti del documento di protesta reso pubblico da associazioni LGBT, sindacati e altre associazioni cittadine contro questa iniziativa e contro la “crociata anti-gender” in corso nel nostro paese.

    Interpellano l’Amministrazione comunale per sapere

    • come è potuto succedere che tale iniziativa sia stata inserita nella programmazione delle iniziative in Biblioteca Ariostea;
    • se esista un regolamento per l’uso della Sala conferenze della nostra Biblioteca, ed in caso affermativo di poterne prenderne visione;
    • quali iniziative voglia mettere in campo l’amministrazione per porre rimedio a posteriori a questo evidente errore di valutazione.

    Ferrara, 25 marzo 2016

    I consiglieri Comunali

    Deanna Marescotti

    Ilaria Baraldi

    Leonardo Fiorentini

  • Palazzo degli Specchi. «Chiudere i varchi e bonificare costerebbe come il nuovo stadio»

    Palazzo degli specchiPalazzo degli Specchi
    «Chiudere i varchi e bonificare costerebbe come il nuovo stadio»


  • Palazzo degli specchi (fonte Estense.com)

    Palazzo degli Specchi. Chi esulta oggi lo fa perchè tutto rimanga lì com’è.

    “E’ evidente come l’arresto dell’imprenditore Vittadello, per vicende che nulla c’entrano con il Palazzo degli Specchi, ponga un serio ostacolo al progetto di riqualificazione di quell’insieme di ferro, cemento e vetro che mai avrebbe dovuto essere costruito. Ma che oggi è lì a ormai perenne memento della bulimia edilizia del nostro paese.

    Oggi però – vorrei che sia chiaro – chi esulta, non lo fa perchè potremo evitare che un imprenditore con delle ombre (e comunque innocente fino a sentenza passata in giudicato) sia coinvolto in una importante operazione di riqualificazione, ma esulta per la comparsa di un ostacolo quasi insormontabile a pochi giorni dallo scadere dei tempi per l’avvio del progetto di riqualificazione di quel pezzo di città. Esulta perchè il problema resterà (quell’involucro di ferro, cemento e vetro), e così potrà continuare a essere oggetto di becera campagna pre-elettorale. Esulta perchè il Comune, ovvero i cittadini, si dovrà sobbarcare l’onere di intervenire direttamente, senza però avere alcuna sicurezza della risoluzione definitiva del problema.

    A questo punto non mi resta che sperare che fra una decina d’anni, quando il Palaspecchi sarà lo stesso involucro fatiscente, con porte murate, divelte e poi rimurate, almeno qualcuno si ricordi le dichiarazioni di coloro che oggi esultano.”

    L’Ufficio Stampa

    Ferrara, 13 marzo 2016

  • Lavoro e diritti negati

    Sinistra Ecologia e Libertà – Circolo Alexander Langer di Ferrara
    In collaborazione con il Gruppo Consiliare di Sinistra Ecologia e Libertà del Comune di Ferrara

    Lavoro e diritti negati

    lunedì 29 febbraio 2016 – ore 21
    Sala della Musica
    Via Boccaleone 19 – Ferrara

    “Lavoro e diritti negati” è il titolo che abbiamo voluto dare all’iniziativa che organizzeremo come Circolo Alexander Langer, lunedì 29 alle 21 presso la Sala della Musica a Ferrara.
    Appare evidente il duro attacco che il mondo del lavoro sta subendo, la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori il loro ruolo centrale nella vita economica, sociale e culturale viene sempre meno.
    Nel Jobs Act, vi sono le premesse dell’inasprimento delle relazioni industriali ed il caso Fiorini è il più evidente esempio di questa volontà.
    Serve un impegno di tutti perché il lavoro e le sue tematiche torni centrale nel dibattito politico.
    Bisogna contrapporre ad un Governo che taglia i diritti, una nuova forza sociale e politica che non si limiti alla difesa delle lotte del secolo scorso ma pretenda, invece, l’estensione dei diritti anche a quelle forme di lavoro, precario o autonomo, che oggi sono ancora escluse dalle minime forme di tutela.

    Di tutto questo parleremo nella serata del 29 Febbraio presso la sala della Musica di Via Boccaleone
    con:
    Raffaele Atti, Segretario Generale Camera del Lavoro di Ferrara
    Samuele Lodi, Segretario Generale FIOM Ferrara
    Luca Fiorini, Delegato RSU Basel Ferrara
    Giovanni Paglia, Deputato Sinistra Italiana
    Igor Taruffi, Consigliere Regionale SEL
    Irene Bregola, Esse Blog
    Coordina Enrico Monaco.

    A sottolineare il legame con il mondo del lavoro la serata sarà accompagnata dal Coro delle Mondine di Porporana.

    Vai all’evento Facebook.

  • Oggi in piazza per i diritti delle famiglie

    Il vescovo di Ferrara Negri parla di famiglia come costretta “da una mentalità consumista e tecnoscientifica” a essere “periferia” della società e in questi giorni oggetto di “decisioni gravissime che si stanno prendendo nei confronti della famiglia [stessa], su cui è fondata la convivenza sociale, ovvero il tentativo del disegno di legge Cirinnà di mettere le condizioni per mutare nella sostanza il concetto stesso di famiglia”.

    Orbene, annuncio al mondo – evidentemente da tecnoscientifico ed anche un po’ consumista – che io invece considero la famiglia come centro della società in quanto luogo dell’amore fra gli esseri umani, mariti e mogli, padri e madri, figli e figlie. E considero tutte le famiglie, comunque siano formate, meritevoli di tutela giuridica.

    E siccome io i “nostri” figli li voglio davvero difendere, ma da chi rimpiange le crociate e la società medioevale, non certo da coloro che cercano di tutelare i loro diritti, oggi sarò in piazza – con il Big Ben di famiglia – insieme alle associazioni LGBT ferraresi per chiedere l’approvazione del DLL Cirinnà nella stesura attuale e senza ulteriori, indigeribili, mediazioni al ribasso.

    Fonte: http://www.estense.com/?p=523034

  • Duomo, addio definitivo alle catenelle. In Municipio telecamere anti ‘furbetti’

    Duomo, addio definitivo alle catenelle. In Municipio telecamere anti ‘furbetti’
    Oltre a evitare gli accessi dei vandali si scopriranno eccessi e abusi

  • Niente catene anti movida davanti al Duomo

    Niente catene anti movida davanti al Duomo

    Tagliani: “Intervento sospeso nel dubbio che possa essere letto come provocatorio e dunque controproducente”

    sagratoOra è ufficiale. Il Comune non ha, al momento almeno, alcuna intenzione di mettere le catene contro il “disdoro” della movida nel sagrato della cattedrale.

    La conferma arriva direttamente dal sindaco Tiziano Tagliani che ha risposto all’interpellanza presentata l’anno scorso dal consigliare comunale di Sel Leonardo Fiorentini.

    “Sull’opera in questione – scrive il primo cittadino – non ci sono preventivi né capitolati essendo rimasta a mero livello di ipotesi sulla quale raccogliere un parere preventivo della Soprintendenza”. Ma che l’idea non sia destinata a diventare realtà arriva qualche riga più in basso: “In merito all’esecuzione della stessa – afferma ancora Tagliani -, valutata la funzione ‘simbolica’ dell’intervento rispetto alle problematiche evidenziate dal Capitolo della Cattedrale, l’amministrazione, nel dubbio che l’intervento potesse essere letto come ‘provocatorio’ e quindi addirittura controproducente ha deciso di sospendere, allo stato, l’esecuzione”.

    Esecuzione che, se mai dovesse ritrovare sostegno, “trattandosi di intervento su onere comunale, con ripristino della antica ‘cordonatura’ mediante catene e fittoni”, sarebbe – “ovviamente, a carico dell’amministrazione comunale”.

    Eppure sembrava davvero che l’amministrazione si dovesse piegare alla reprimenda del ‘postribolo’ del vescovo Negri. La precedente risposta a Fiorentini, questa volta dell’assessore Aldo Modonesi, aveva infatti reso noto sia il parere positivo da parte della Soprintendenza al ripristino delle catene così come erano prima del 1924, contro il “disdoro” della movida, sia gli eventuali costi: 30mila euro, giustificati dal fatto che “il valore e il rispetto del patrimonio storico-artistico dell’Italia dovrebbe essere sempre alla base dell’educazione di ogni generazione, con particolare attenzione quando si stanziano fondi pubblici per progetti che ridanno splendore alle nostre città”.

    Questo a inizio ottobre, prima dell’ennesima – forse la più roboante – polemica che ha investito monsignor Negri, quella pubblicata dal Fatto Quotidiano.

  • Unioni Civili: #svegliatitalia sabato 23 i diritti si affermano in Piazza Municipale

    svegliaitaliaIl DDL Cirinnà rappresenta l’ultima mediazione possibile rispetto al riconoscimento delle unioni civili. Abbassare ancora l’asticella, ormai da Guinness dei primati di “Limbo”, significa semplicemente trasformare i diritti delle coppie same sex in “gentili concessioni” di uno Stato incapace di interpretare razionalmente l’evoluzione della società.

    L’attuale articolato non è certamente la migliore legge possibile, ma pare essere al momento l’unica possibilità per permettere alle persone che si amano di vedere riconosciuti i diritti fondamentali dell’essere famiglia. E’ davvero triste constatarlo, ma bisogna prenderne atto e sostenere con forza la sua approvazione, rifiutando ogni possibile ulteriore mediazione al ribasso.

    Le polemiche di questi giorni su adozioni e “costituzionalità” del testo Cirinnà, infondate sia nel merito che dal punto di vista giuridico e costituzionale, rappresentano solo l’estremo tentativo di una parte largamente minoritaria nella società di imporre il proprio punto di vista. Un punto di vista che appare solo frutto di un cieco fondamentalismo reso incapace dalla paura delle diversità di confrontarsi con la società in cui viviamo.

    Per questo sarò anch’io in piazza Municipale a Ferrara il 23 gennaio insieme a tutti coloro che in questi anni hanno lottato per l’affermazione dei diritti di tutte le famiglie, di tutti i padri, di tutte le madri e di tutti i figli.

    Leonardo Fiorentini
    Presidente gruppo consiliare Sinistra Ecologia e Libertà del Comune di Ferrara

  • Unioni Civili: #svegliatitalia sabato 23 i diritti si affermano in Piazza Municipale

    Unioni Civili: #svegliatitalia sabato 23 i diritti si affermano in Piazza Municipale
    L’adesione di Leonardo Fiorentini (Gruppo consiliare di Sinistra Ecologia e Libertà al Comune di Ferrara) al flash mob delle associazioni LGBT

    Il DDL Cirinnà rappresenta l’ultima mediazione possibile rispetto al riconoscimento delle unioni civili. Abbassare ancora l’asticella, ormai da Guinness dei primati di “Limbo”, significa semplicemente trasformare i diritti delle coppie same sex in “gentili concessioni” di uno Stato incapace di interpretare razionalmente l’evoluzione della società.

    L’attuale articolato non è certamente la migliore legge possibile, ma pare essere al momento l’unica possibilità per permettere alle persone che si amano di vedere riconosciuti i diritti fondamentali dell’essere famiglia. E’ davvero triste constatarlo, ma bisogna prenderne atto e sostenere con forza la sua approvazione, rifiutando ogni possibile ulteriore mediazione al ribasso.

    Le polemiche di questi giorni su adozioni e “costituzionalità” del testo Cirinnà, infondate sia nel merito che dal punto di vista giuridico e costituzionale, rappresentano solo l’estremo tentativo di una parte largamente minoritaria nella società di imporre il proprio punto di vista. Un punto di vista che appare solo frutto di un cieco fondamentalismo reso incapace dalla paura delle diversità di confrontarsi con la società in cui viviamo.

    Per questo sarò anch’io in piazza Municipale a Ferrara il 23 gennaio insieme a tutti coloro che in questi anni hanno lottato per l’affermazione dei diritti di tutte le famiglie, di tutti i padri, di tutte le madri e di tutti i figli.

    Leonardo Fiorentini
    Presidente gruppo consiliare Sinistra Ecologia e Libertà del Comune di Ferrara

  • «E i controlli a sorpresa?»

    Il caso torce, con i guasti ripetuti degli ultimi giorni, approda a Palazzo municipale. L’interpellanza è firmata da Leonardo Fiorentini, consigliere eletto nelle liste di Sel, che in fondo al documento elenca le domande su cui si attende una risposta dall’amministrazione comunale. Domande che si soffermano sull’aspetto della manutenzione ma anche su quello produttivo e occupazionale, legato fra l’altro ai futuri sviluppi della vicenda Versalis. Il consigliere parte dall’esigenza di un accertamento numerico: «Quali e quanti guasti, incidenti e blocchi di impianti si sono succeduti negli ultimi sei mesi all’interno del petrolchimico di Ferrara?», chiede Fiorentini sollecitando un resoconto sul «quadro delle emissioni rilevate da Arpa negli ultimi sei mesi» e sugli «interventi di controllo di Arpa, sia programmati che straordinari, e quanti di questi eseguiti “a sorpresa”». Poi entra nel merito dei processi che hanno portato alle fermate ripetute degli impianti, in particolare si rivolge all’amministrazione per sapere «se esistano criticità riferite alla manutenzione degli impianti» e qual è «il grado di attuazione ad oggi degli impegni presi all’interno degli accordi di programma». L’ultima domanda è di politica industriale e riguarda «le intenzioni dell’amministrazione rispetto al futuro del petrolchimico». Il motivo dell’interpellanza risiede nei «guasti, incidenti e blocchi degli impianti di vari stabilimenti produttivi presenti nel petrolchimico che stanno preoccupando la cittadinanza».

    Da La Nuova Ferrara del 19 gennaio 2016

  • Fiorentini chiede chiarezza sui guasti al petrolchimico

    Una nube dall'impianto Versalis dopo l'attivazione dei dischi di rottura (immagine di archivio)

    Una nube dall’impianto Versalis dopo l’attivazione dei dischi di rottura (immagine di archivio)

    Il consigliere comunale Leonardo Fiorentini (Sel) chiede al sindaco di fare chiarezza sulla situazione dei guasti succedutisi negli ultimi giorni al polo chimico.

    “Nelle scorse settimane e in particolare negli ultimi giorni  – scrive Fiorentini in un’interpellanza – si sono succeduti guasti, incidenti e blocchi degli impianti di vari stabilimenti produttivi presenti nell’area del Petrolchimico che stanno preoccupando la cittadinanza”.

    “La situazione – prosegue il consigliere – appare piuttosto preoccupante, sia dal punto di vista di sicurezza del lavoro e ambientale, sia dal punto di vista di prospettiva industriale e di rapporti sindacali al momento molto tesi”.

    Fiorentini non manca di ricordare che il sindaco Tagliani fosse già intervenuto nel dicembre scorso “con un forte richiamo alla responsabilità alle aziende insediate nel Polo Chimico di Ferrara”, e ricorda come “l’amministrazione comunale di Ferrara è stata fra i promotori di due accordi di programma volti al miglioramento della sicurezza, alla bonifica e sviluppo industriale dell’area diminuendone l’impatto ambientale”.

    Per questo sono tante le richieste, a partire da quali e quanti guasti, incidenti e blocchi di impianti si sono succeduti negli ultimi sei mesi, quale sia il quadro delle emissioni rilevate da Arpa negli ultimi sei mesi; quali siano stati nello stesso periodo gli interventi di controllo di Arpa, sia programmati che straordinari, e quanti di questi eseguiti “a sorpresa”, e di avere copia, anche digitale delle relative relazioni;    se esistano, a conoscenza dell’amministrazione, criticità riferite alla manutenzione degli impianti; quale sia il grado di attuazione ad oggi degli impegni presi all’interno dei citati accordi di programma e, infine, quali siano le intenzioni dell’amministrazione rispetto al futuro del petrolchimico.

    Da Estense.com

  • Tangenziale Ovest di Ferrara

    Ferrara, 10 dicembre 2015

    Al Sindaco di Ferrara

    Question Time: tangenziale Ovest di Ferrara

    Il sottoscritto consigliere comunale

    Premesso

    che dopo anni di travagliate vicende parevano finalmente in fase avanzata i lavori a carico di ANAS per il completamento della variante alla SS 16 (meglio conosciuta come Tangenziale Ovest).

    Tenuto conto

    che una parte della tangenziale ovest è già stata aperta al traffico da alcuni mesi.

    Considerato

    che è notizia di queste settimane l’apertura della procedura di liquidazione coatta amministrativa per la Coopsette, azienda a capo dell’ATI aggiudicataria del cantiere.

    Chiede

    quali siano le fasi di lavoro ancora non concluse, il loro corrispettivo valore economico e la loro ipotetica durata e quindi le prospettive di risoluzione del problema per arrivare quanto prima alla chiusura definitiva dell’ormai decennale cantiere ANAS.

    Con osservanza.

    Il Presidente del Gruppo Consiliare

    Leonardo Fiorentini

    Ecco il video della risposta in consiglio:

  • Ferrara aderisce alla Coalizione Italiana per il Clima

    E’ stato approvato ieri in consiglio comunale a Ferrara l’ordine del giorno presentato da Leonardo Fiorentini, consigliere eletto come indipendente nelle file di SEL, per l’adesione del Comune alla Coalizione italiana per il Clima che organizza domenica 29 novembre  una grande mobilitazione in vista del summit di Parigi dell’ONU sui cambiamenti climatici (COP21). Il documento, oltre a richiamare gli impegni già assunti dall’amministrazione estense in tema di riduzione delle emissioni climalteranti con il Patto dei Sindaci e il Piano d’Azione per l’Energia sostenibile, chiede una presa di posizione forte del nostro governo in vista della conferenza ed invita Parlamentari e Consiglieri Regionali a fare la loro parte. Dal canto suo il Comune si è impegnato a monitorare con attenzione i risultati del PAES e dare attuazione alla recente regionale sull’economia circolare.

    “La manifestazione di Roma del 29 novembre – commenta Fiorentini – sarà un grande momento per porre l’attenzione dell’opinione pubblica sui gravi problemi derivanti dall’antropizzazione del Pianeta e nello stesso tempo una forma di pressione democratica nei confronti dei governi affinchè prendano impegni seri e stringenti al fine di limitare il surriscaldamento globale. Certamente questi impegni avranno un costo, anche economico. Ma il costo dell’adattamento sarà sicuramente minore rispetto al conto in vite umane ed economico che ogni anno ci portano alluvioni, smotamenti ed eventi climatici sconosciuti alle nostre latitudini. Se non si inverte seriamente la marcia ora purtroppo i nostri figli dovranno pagare un prezzo ben più salato.”

    Anche a Ferrara il 29 novembre, alle 15 da Piazza Municipale ci sarà in contemporanea con Roma una marcia per il clima, che ha già avuto il patrocinio del Comune di Ferrara.

    Il documento presentato è stato modificato con un emendamento a firma Renato Finco (PD) (le parti modificate sono riportate in corsivo) accettato dal proponente e approvato con 22 voti a favore e 7 contrari. Il testo finale qui sotto riportato è stato approvato dal Consiglio comunale di Ferrara con 22 voti a favore (SEL, PD, FC, M5S) e 6 contrari (FI, LN, GOL).

    Il consiglio comunale di Ferrara riunito in data 23 novembre 2015

    Premesso

    – che dal 30 novembre all’11 dicembre 2015 si terrà il Summit ONU sui cambiamenti climatici (COP21)

    – che la Coalizione Italiana Clima ha lanciato un appello alla mobilitazione che culminerà con la Marcia per il clima che si terrà a Roma il prossimo 29 novembre e negli stessi giorni in numerose città (compresa il 29 stesso a Ferrara)

    Considerato

    che la principale richiesta che la Coalizione Italiana per il Clima pone ai rappresentanti italiani al summit è che dalla prossima COP21 scaturisca un accordo equo, legalmente vincolante, che consenta di limitare il riscaldamento globale legato alle attività umane ben al di sotto di 2°C (possibilmente 1,5°C) accelerando la transizione verso la decarbonizzazione e lo sviluppo sostenibile.

    Considerato inoltre

    – che l’articolo 4, comma 2, punto e dello Statuto recita che il nostro Comune “individua nella sostenibilità e sicurezza ambientale il criterio imprescindibile per orientare ogni azione di sviluppo economico e sociale; tutela e valorizza le risorse ambientali, naturali, storiche, artistiche e culturali del territorio comunale, al fine di salvaguardare, anche in nome delle future generazioni, l’organico ed equilibrato assetto del territorio”.

    – che il Comune di Ferrara aderisce alla rete europea “Alleanza per il Clima”, che raccoglie gli enti locali e territoriali impegnati per la salvaguardia del clima;

    Rilevato

    che il Comune di Ferrara, attraverso il Patto dei Sindaci ed il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile dell’Associazione dei Comuni “Terre Estensi” che punta alla riduzione entro il 2020 di circa il 25% rispetto al 2007 le emissioni di gas climalteranti dal territorio di competenza.

    Rilevato inoltre

    che lo stesso PAES prevede periodiche verifiche dello stato di attuazione.

    Riconoscendo

    nella sfida alle alterazioni climatiche indotte dall’antropizzazione una sfida dalla quale dipende la sopravvivenza del Pianeta come lo conosciamo e della stessa civilizzazione umana.

    Sollecita il Governo italiano

    a portare alla prossima COP21 una posizione che preveda:

    – un impegno a seguire una traiettoria discendente delle emissioni che ponga limiti stringenti possibilità di emettere altra anidride carbonica in atmosfera.

    – un meccanismo che permetta di ancorare gli obiettivi e i piani dichiarati dai Paesi a revisioni basate sulle indicazioni della comunità scientifica e sul principio di equità, prevedendo anche incentivi per azioni più significative e sforzi congiunti.

    – un accordo che infondendo fiducia sulla conversione energetica verso fonti rinnovabili possa mobilitare e spostare investimenti pubblici e privati a livello nazionale, regionale e internazionale, dai combustibili fossili a uno sviluppo sostenibile e sicuro per il clima.

    – un quadro solido che, fermo restando il principio di equità, assicuri la responsabilità e la trasparenza, che consenta la comparabilità tra Paesi e che permetta alla comunità internazionale di valutare i progressi compiuti per limitare il riscaldamento globale e impegnando i paesi più avanzati non solo a ridurre le loro emissioni, ma anche ad offrire agli altri paesi il sostegno, sia in termini economici che di trasferimento tecnologico.

    – un accordo che renda vincolanti gli impegni di riduzione delle emissioni e gli impegni finanziari assunti da ciascun paese, prevedendo obiettivi di medio e lungo periodo, nonché indicatori per il monitoraggio.

    – un accordo che impegni a costruire la resilienza climatica, anche attraverso uno specifico obiettivo di adattamento, e che garantisca assistenza a coloro che già subiscono l’impatto del cambiamento climatico, riconoscendo il fatto che nel lungo periodo è molto più costoso adattarsi al cambiamento climatico che mitigarlo attraverso la decarbonizzazione.

    – l’avvio di una giusta transizione, sostenendo l’impegno per la decarbonizzazione dell’economia con una solida agenda sociale che comprenda investimenti per la creazione di posti di lavoro di qualità, la riqualificazione delle competenze e dei curriculum verso i nuovi settori dello sviluppo sostenibile, la ricollocazione dei lavoratori dei settori altamente inquinanti che verranno dismessi, la protezione sociale e il rispetto dei diritti del lavoro.

    – la partecipazione di tutti i gruppi della società civile quale importante e necessario prerequisito allo sviluppo sostenibile, promuovendo anche un’adeguata strategia informativa e formativa tesa a promuovere una cittadinanza attiva e critica e diffondere i comportamenti e la cultura dello sviluppo sostenibile

    Invita i parlamentari e i consiglieri regionali eletti in questa Circoscrizione elettorale

    – a impegnarsi affinche il nostro paese si dori di un Piano di Azione per il Clima, che preveda obiettivi chiari e indicatori certi, che indirizzi il nostro paese ad una completa transizione verso fonti di energia rinnovabili e impegni a politiche stringenti sull’efficienza energetica.

    – a sollecitare il Governo a definire un piano straordinario per la progettazione e realizzazione delle bonifiche del territorio, la messa in sicurezza e la manutenzione del territorio dal rischio idrogeologico, la messa in sicurezza sismica del patrimonio immobiliare pubblico e privato, la tutela del patrimonio artistico e culturale quali vere opere strategiche indifferibili e urgenti di cui il nostro paese ha bisogno.

    – a promuovere la riconversione sostenibile del trasporto pubblico locale, la riqualificazione della produzione automobilistica verso la mobilità sostenibile, l’auto elettrica, l’uso dei mezzi collettivi, il trasporto su ferro, l’uso della bicicletta e degli spostamenti a piedi anche indirizzando a questa riconversione sostenibile tutte le forme di incentivo fiscale sottraendole all’autotrasporto su gomma e sostenendo misure a sostegno di una maggiore compatibilità ambientale e innovazione del trasporto marittimo.

    – a promuovere la diffusione di buone pratiche in agricoltura favorendo una gestione del suolo atta a incrementare le funzioni di assorbimento della CO2;

    a prendere come modello, anche a livello nazionale, il percorso attivato nella predisposizione   della Legge Regionale n. 16/2015 “DISPOSIZIONI A SOSTEGNO DELL’ECONOMIA CIRCOLARE, DELLA RIDUZIONE DELLA PRODUZIONE DEI RIFIUTI URBANI, DEL RIUSO DEI BENI A FINE VITA, DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA E MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 19 AGOSTO1996 N. 31 (DISCIPLINA DEL TRIBUTO SPECIALE PER IL DEPOSITO IN DISCARICA DEI RIFIUTI SOLIDI)” come indicato anche dalle principali associazioni ambientaliste in quanto ha visto attuato il percorso dal basso attraverso il recepimento di una proposta di legge di iniziativa popolare lanciata da associazioni, Comitati, Gruppi, Amministratori locali e cittadini al fine di promuovere i principi dell’economia circolare.

    Impegna il Consiglio comunale

    • a monitorare l’attuazione del PAES attraverso periodiche riunioni della commissione competente;
    • ad inviare il presente documento ai promotori della Marcia per il Clima, al Governo, ai Parlamentari e ai consiglieri regionali eletti nella Circoscrizione.

    Chiede al Sindaco e alla Giunta

    • di aderire come amministrazione comunale alla “Coalizione Italiana per il Clima”;
    • di dare sostegno alle iniziativa promosse nella nostra città dai cittadini e dalle associazioni rispetto ai cambiamenti climatici;
    • di collaborare allo sviluppo dei principi dell’economia circolare partecipando all’attuazione di quanto già previsto dai commi 3 e 4 dell’art 1 della Legge Regionale n. 16/2015;
    • di rafforzare ulteriormente le attività di informazione, condivisione e promozione della diffusione di comportamenti volti alla diminuzione dell’impronta ecologica dell’uomo sul nostro territorio e sul clima.

     

  • 10 anni senza Aldro

    Sono passati dieci anni da quel maledetto 25 settembre. Federico aveva 18 anni, come è successo a tutti a quell’età aveva appena passato una serata insieme agli amici in un locale a Bologna. Dopo aver salutato gli amici incontra la Polizia. E muore. Chi volesse ripercorrere la storia di quel giorno, e la vicenda giudiziaria che ne è seguita, può vedersi E’ stato morto un ragazzo, il documentario di Filippo Vendemmiati premiato con il David di Donatello.

    Non conoscevo Federico. Ma ricordo bene quel giorno, o meglio, ricordo bene i giorni che seguirono. Le veline della Questura, il giovane “tossico” morto per malore, il disinteresse della città, il dolore della famiglia. “Beh, sì dai…”, devo confessare che la mia reazione sul momento fu più o meno questa: un altro caso come tanti, pensai, non ne sapremo nulla come nulla abbiamo saputo delle tante morti sospette avvenute nelle strade, nelle caserme e nelle carceri del nostro paese. Non conoscevo la mamma di Federico, pur frequentando spesso il Comune, ma le sue colleghe mi avevano cominciato a raccontare delle stranezze del caso, delle foto e delle indagini fantasma. Poi è stato pubblicato l’appello di Patrizia Moretti sul blog e improvvisamente si è rotto l’incantesimo. Grazie a quelle parole, grazie a quella foto tutti hanno potuto vedere, tutti hanno potuto sapere, tutti hanno potuto farsi domande. Qualcuno ha finalmente dovuto dare risposte.

    Ferrara è una bellissima città: il Po e la sua pianura l’avvolgono nella nebbia, è una città lenta come tutta la provincia italiana e con un tessuto sociale che solo da pochi anni ha saputo aprirsi all’esterno. Ma ha anche anticorpi democratici profondi. Magari pochi, sicuramente lenti ad attivarsi, ma profondi. Un po’ come è successo recentemente per un’altra terribile immagine, grazie alla potenza di quella denuncia, anche in città qualcosa è accaduto. E’ nato il comitato, ci sono stati i primi presidi fatti da poche decine di persone in una piazza fredda e deserta, la stampa ha cominciato a parlarne. Ma larghi strati del tessuto sociale di quella che noi, sempre più a fatica, continuiamo a chiamare sinistra continuavano a pensare “è un tossico che se le è andata a cercare”, e forse lo pensano ancora. Ma il movimento per chiedere giustizia è cresciuto, sino alla grande manifestazione nazionale dell’anno successivo che ha sancito la svolta nella coscienza della città è del paese.

    Prima però, va sottolineato, sono arrivate le Istituzioni, Sindaco di allora in primis, a chiedere conto alla Questura di quello che era successo. Prima ancora del grosso della cosiddetta società civile, e prima di gran parte della stampa: solo grazie a questi interventi c’è stata prima la sostituzione del Questore e poi l’avvio delle indagini, oramai però inquinate da quella “falsa partenza”.

    10 anni senza federico aldrovandiOggi, a 10 anni dalla scomparsa di Federico, dobbiamo ringraziare Patrizia Moretti, Lino e Stefano Aldrovandi, la famiglia e gli amici di Aldro per il loro coraggio, perché hanno saputo condividere con noi il loro dolore e la loro sete di giustizia. Dobbiamo ringraziarli perché senza di loro probabilmente altri casi come quello di Federico sarebbero finiti nel grande cesto dei “Beh, sì dai…”. Li dobbiamo ringraziare, e allo stesso tempo scusarci con loro, perché forse è proprio grazie alla loro incommensurabile perdita se oggi siamo ancora qui a lottare per l’introduzione del reato di tortura, per l’identificazione delle forze dell’ordine durante le manifestazioni, e se ci poniamo il problema della democratizzazione delle forze di polizia.

    E proprio di questo si discuterà a Ferrara nella due giorni organizzata dall’Associazione Federico Aldrovandi in occasione del decennale (programma qui e su Facebook) che culminerà con il concerto per Federico di sabato 26 settembre. Perché finita la vicenda giudiziaria la famiglia e gli amici vogliono che Federico sia ricordato per quello che era: un ragazzo di 18 anni con tanta voglia di vivere.

    Va fatto un ultimo ringraziamento. Alla persona che ha permesso che il caso di Federico giungesse a 4 condanne: Anne Marie Tsegueu, ospite nel nostro paese, ora cittadina onoraria di Ferrara, che ha saputo vincere la paura di un permesso di soggiorno in scadenza per insegnare a tutti noi, testimoniando in tribunale, cosa significa voler vivere in una società giusta.

    (Intervento per il sito nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà)

  • speed check

    Legulei, legalisti e la crociata contro gli speed check

    Devo dire che mi fa quasi tenerezza leggere sulla stampa cittadina i primi preparativi della crociata che si preannuncia per il prossimo autunno, ovvero quando arriveranno le prime contravvenzioni con gli speed check.

    Già mi vedo interpellanze e ordini del giorno in consiglio comunale contro questi trabiccoli colpevoli di nascondere, sotto il loro vestito fluorescente, un temibile autovelox. Interventi in punta di codice della strada o di circolare ministeriale, degni del miglior Azzeccagarbugli, di legalisti incapaci di nascondere la loro intima avversione contro le norme che possono dar loro fastidio.

    Spesso inflessibili con “clandestini” o rifugiati che siano, consumatori di qualsiasi sostanza (non sia alcol), con i Rom per il solo fatto di esserlo o con i ragazzini che giocano a pallone o parlottano di sera su una panchina, ma anche inflessibili castigatori dello Stato reo di voler far rispettare il codice della strada.

    Sarà forse il mio passato sportivo, che mi ha insegnato che quando l’arbitro fischia fallo c’è poco da fare se non correre a riprendere la marcatura, ma mi son sempre chiesto con che faccia tosta uno possa contestare una multa per eccesso di velocità fatta con l’autovelox. Sia esso nascosto dietro la siepe o segnalato 100 volte prima, rimane un dato che nessun paradosso scientifico può contestare, ovvero che la multa arriva se si superano i limiti di velocità (e con tolleranza di legge e tolleranza di tachimetro potremmo aggiungere “abbondantemente”). Si potrà imprecare, maledire la fretta di quel giorno, cambiare gli occhiali se non si è visto il limite di velocità, contestare la sensatezza di quel limite imposto o insultare l’auto che permette di andare troppo veloce, come ho fatto io quelle volte che mi è capitato.

    Ma è davvero paradossale che in questo paese sia ancora messo in dubbio il fatto che i limiti di velocità si debbano rispettare e, in caso contrario, che si venga addirittura sanzionati (anche con un temibile autovelox).

    Leonardo Fiorentini, consigliere comunale

  • Fiorentini e le catenelle «A quando la statua del re?»

    Fiorentini e le catenelle «A quando la statua del re?»
    interpellanza sel – sagrato del duomo

    Il consigliere comunale di Sel, Leonardo Fiorentini, interpella il sindaco Tagliani e l’assessore Modonesi in merito alla catenelle che verrano messe davanti al sagrato del duomo. Fiorentini chiede il costo preventivato dell’opera, il capitolo a cui sarà imputata la spesa e per avere copia, anche solo in formato digitale, del progetto e delle relative autorizzazioni. Inoltre quale sia il totale di ore lavoro dedicato al progetto dai funzionari incaricati, così come risulta dal sistema di controllo di gestione;chi sarà incaricato ogni mattina ed ogni sera di aprire e chiudere le catenelle, a quali orari, con quali eventuali costi e, se a cura di privati, con quale tipo di strumento giuridico si intende regolamentare tale attività; quali siano gli accorgimenti previsti onde evitare incidenti ed infortuni a seguito dell’interruzione di un passaggio pedonale ormai consolidato da più di 90 anni. se vi sia o meno intenzione di avviare un’azione di educazione e sensibilizzazione rispetto al senso civico dei cittadini che partecipano alle serate nelle piazze centrali della nostra città. Fiorentini, chiude l’inetrpellanza con una nota ironica che la dice lunga sulla sua opinione in merito al progetto: chiede infatti «se, nell’ottica del completo recupero della piazza ante 1924, è per caso intenzione dell’amministrazione ricollocare in loco anche la statua di Vittorio Emanuele II, ora conservata presso il Museo del Risorgimento in corso Ercole d’Este».

  • Movida: “Le catene davanti al duomo non sono una soluzione”

    Movida: “Le catene davanti al duomo non sono una soluzione”
    Interpellanza di Fiorentini (Sel): “Meglio investire su dialogo ed educazione al senso civico”

    Chiede quali siano i costi per posizionare le catenelle che dovrebbero impedire o limitare l’accesso al sagrato del duomo da parte della ‘movida’, chi dovrà sostenerli, quanto tempo vi ci si dedichino i funzionari del Comune. Chiude chiedendo – ironicamente – se ci sia anche l’intenzione di rispolverare la statua di Vittorio Emmanuele II, ora conservata presso il Museo del Risorgimento, e rimetterla dov’era prima del 1924, quando le catene erano davanti alla Cattedrale. Ma il vero senso dell’interpellanza presentata dal consigliere Leonardo Fiorentini (Sel) appare essere molto più ampio: un attacco all’idea che per risolvere i problemi sociali basti imporre dei limiti, “fisici o psicologici”. Che Fiorentini sia contrario all’apposizione di barriere per chiudere l’accesso alla scalinata che porta al sagrato del Duomo e “quindi allontanare dal sagrato della Cattedrale cittadina i frequentatori della cosiddetta movida”, non è una novità: già l’anno scorso, di questi tempi, aveva presentato un’interpellanza (con risposta arrivata a settembre) in cui chiedeva lumi sulle caratteristiche tecniche dell’intervento. Oggi – dopo che l’assessore ai lavori pubblici Aldo Modonesi ha detto che le “catenelle” presenti quasi 100 anni fa potrebbero tornare in un’intervista a La Nuova Ferrara – ribadisce quella richiesta, ma è un pretesto per avanzare riserve ben più sostanziali: una critica alla stessa idea che posizionare qualche catena risolva i problemi della movida: dagli schiamazzi al consumo di alcool e droghe.

    “La “movida” del mercoledì sera (e il libero ritrovo di consumatori di sostanze legali negli altri giorni della settimana) – scrive Fiorentini – è un fenomeno sociale, che genera certamente disagi e problemi (rumore, sporcizia, rifiuti ma anche problemi sanitari legati ai consumi di sostanze), ma che come tale dovrebbe essere trattato. Fino a poco tempo fa, a ricordo dello scrivente, obiettivo della politica (e di molte religioni) era la ricerca del dialogo e confronto al fine ultimo di rimuovere barriere e steccati, non certo alzarli e interventi inibitori, sempre che vengano rispettati, provocheranno semplicemente lo spostamento del “problema” alla scalinata del monumento più prossimo a quella Piazza o a quella adiacente”. Il consigliere di Sel è ben cosciente della “condivisa necessità di salvaguardare la cattedrale di Ferrara, in quanto edificio religioso ed emergenza monumentale ed artistica della città, da comportamenti al di fuori delle regole della civile convivenza” ma osserva che “pur nel suo minimalismo, l’installazione di fittoni e catenelle, ovvero barriere (fisiche o psicologiche che siano), risulta in contrasto con una filosofia di intervento che vorrebbe trattare i fenomeni sociali come tali”. La contromisura più appropriata – a parere del consigliere – sarebbe molto diversa, anche se magari più lunga e difficile: “Bisognerebbe investire sull’educazione delle persone – scrive Fiorentini -, privilegiando in questo senso interventi di conoscenza, ascolto e dialogo con i protagonisti del fenomeno sociale oggetto di tanto allarme con la promozione di una campagna di educazione e sensibilizzazione a partire dalle basi di quel senso civico che dovrebbe essere patrimonio di ogni frequentatore della nostra città”.
    http://www.estense.com/?p=478057
  • Interpellanza: progetto di installazione di “catenelle” di fronte al sagrato del Duomo di Ferrara

    Le risposte all’interpellanza, fra cui quella del Sindaco che annuncia la sospensione del progetto, sono fra i documenti scaricabili qui sotto.

    Il sottoscritto consigliere comunale

    Premesso

    – che è recentemente apparsa sulla stampa una intervista dell’Assessore ai LLPP in merito al progetto di installazione di “catenelle” per chiudere l’accesso alla scalinata di accesso al sagrato del Duomo di Ferrara e quindi allontanare dal sagrato della Cattedrale cittadina i frequentatori della cosiddetta “movida”;

    – che il sottoscritto ha già presentato un’interpellanza il 22 agosto 2014 PG 73416/2014 alla quale è stata data risposta in data 9 settembre 2014;

    Ribadito

    – che la “movida” del mercoledì sera (e il libero ritrovo di consumatori di sostanze legali negli altri giorni della settimana) è un fenomeno sociale, che genera certamente disagi e problemi (rumore, sporcizia, rifiuti ma anche problemi sanitari legati ai consumi di sostanze), ma che come tale dovrebbe essere trattato;

    – che fino a poco tempo fa, a ricordo dello scrivente, obiettivo della politica (e di molte religioni) era la ricerca del dialogo e confronto al fine ultimo di rimuovere barriere e steccati, non certo alzarli;

    – che interventi inibitori, sempre che vengano rispettati, provocheranno semplicemente lo spostamento del “problema” alla scalinata del monumento più prossimo a quella Piazza o a quella adiacente.

    Tenuto conto

    della condivisa necessità di salvaguardare la cattedrale di Ferrara, in quanto edificio religioso ed emergenza monumentale ed artistica della città, da comportamenti al di fuori delle regole della civile convivenza.

    Considerato

    – che pur nel suo minimalismo l’installazione di fittoni e catenelle, ovvero barriere (fisiche o psicologiche che siano), risulta in contrasto con una filosofia di intervento che vorrebbe trattare i fenomeni sociali come tali;

    – che a parere del sottoscritto bisognerebbe investire sull’educazione delle persone, privilegiando in questo senso interventi di conoscenza, ascolto e dialogo con i protagonisti del fenomeno sociale oggetto di tanto allarme con la promozione di una campagna di educazione e sensibilizzazione a partire dalle basi di quel senso civico che dovrebbe essere patrimonio di ogni frequentatore della nostra città;

    interpella l’amministrazione comunale per conoscere

    • il costo preventivato dell’opera, il capitolo a cui sarà imputata la spesa e per avere copia, anche solo in formato digitale, del progetto e delle relative autorizzazioni;
    • quale sia il totale di ore lavoro dedicato al progetto dai funzionari incaricati, così come risulta dal sistema di controllo di gestione;
    • chi sarà incaricato ogni mattina ed ogni sera di aprire e chiudere le catenelle, a quali orari, con quali eventuali costi e, se a cura di privati, con quale tipo di strumento giuridico si intende regolamentare tale attività;
    • quali siano gli accorgimenti previsti onde evitare incidenti ed infortuni a seguito dell’interruzione di un passaggio pedonale ormai consolidato da più di 90 anni.
    • se vi sia o meno intenzione di avviare un’azione di educazione e sensibilizzazione rispetto al senso civico dei cittadini che partecipano alle serate nelle piazze centrali della nostra città;
    • se, nell’ottica del completo recupero della piazza ante 1924, è per caso intenzione dell’amministrazione ricollocare in loco anche la statua di Vittorio Emanuele II, ora conservata presso il Museo del Risorgimento.

    Si richiede risposta scritta.

    Con osservanza.

    Il Presidente del Gruppo Consiliare

    Leonardo Fiorentini

  • Accanto al duomo insegne senza Ragione

    Accanto al duomo insegne senza Ragione

    Nota a Margine di Sergio Gessi su FerraraItalia.

    “La cosa giusta per me sarebbe coprire interamente la facciata del palazzo, una delle opere peggiori realizzate dall’architetto Marcello Piacentini”. Non ha mezze misure Andrea Malacarne, presidente ferrarese di Italia Nostra, nel bollare l’edificio ricostruito (letteralmente) sulle ceneri del palazzo della Ragione in stile tardo-razionalista a opera di uno gli artefici dell’urbanistica di regime.
    L’antico palazzo che ospitava il tribunale, edificato nel 1326 e più volte rimaneggiato nel corso dei secoli, fu completamente devastato da un controverso incendio – nella notte fra il 22 e il 23 aprile 1945 – che alcune fonti storiche attribuiscono alla volontà di uomini implicati nella dittatura delle camice nere, preoccupati per le compromissioni certificate dai documenti custoditi in quel luogo. Fatto sta che la ricostruzione fu affidata, per paradosso, proprio a uno degli architetti che in epoca mussoliniana aveva contribuito a definire lo stile del fascismo. Piacentini ibridò i tratti neogotici del preesistente edificio con linee e prospetti che nulla avevano a che fare.

    Vissuto sempre con fastidio dalla maggioranza dei ferraresi, il palazzo (definito “dell’Upim”, in riferimento ai grandi magazzini che ospitò per molti anni ma anche per rimarcarne l’estraneità al contesto storico-monumentale nel quale è inserito), calamitò sistematicamente grandi critiche; e l’idea, ora ribadita dell’architetto Malacarne, di oscurarne la facciata ebbe anche nei decenni passati numerosi sostenitori.

    Le polemiche si rinfocolarono all’inizio degli anni Novanta quando parte dei locali dell’ex Upim furono acquisiti da Mc Donald’s. Lo sbarco della multinazionale americana dei fast food fu da molti vissuto come uno sfregio alla storicità della piazza: nella vis polemica, in parte ideologica in parte estetica, il marchio ‘stellestriscie’ artefice di una deprecata rivoluzione alimentare era additato come sgradito intruso, mentre l’invasivo odore di patatine fritte e hamburger e le ‘chiassose’ insegne al neon vennero segnalati come insulti all’antica magia del luogo. Nulla però poté impedire l’insediamento della nuova attività commerciale, alla quale in quasi 25 anni abbiamo fatto l’abitudine. Non al punto però da cancellare l’effetto sgradevole e dei grandi e inappropriati loghi che campeggiano sotto quattro arcate del palazzo della Ragione.

    insegne-mcdonalds

    Su quelle enormi e invasive “M”, già all’attenzione di Ferraraitalia, simbolo del fast food più famoso del mondo si è in questi giorni appuntato l’interesse dei consiglieri comunali Leonardo Fiorentini e Ilaria Baraldi, che ne contestano la legittimità sulla base del regolamento comunale che “vieta insegne e impianti pubblicitari nelle arcate frontali e di testa dei portici, prospicienti la pubblica via” e ne chiedono la rimozione.
    Anche il pur contestato ‘nuovo’ palazzo della Ragione ha titolo per essere rispettato. E soprattutto il rispetto si deve alla piazza e ai monumenti antistanti. “Quelle ‘M’ non dovrebbero stare lì – ha detto con apprezzabile franchezza alla Nuova Ferrara l’assessore all’Urbanistica, Roberta Fusari – Non so come all’epoca sia stato possibile installarle, di certo bisognerebbe curarsi di più del senso del bello e del rispetto degli edifici e degli ambiti storici. Anche perché altri possono chiedere di fare lo stesso”. Dopo un quarto di secolo e a polemiche sopite, si prospetta ora il crollo di un pezzetto di Mc Donald’s.

  • Il ponte di Alex anche a Ferrara

    langerIl ponte di Alex anche a Ferrara
    Più lento, più profondo, più dolce: anche a ??Ferrara? un ponte, rigorosamente ciclopedonale, sarà intitolato ad Alexander Langer.

    A 20 anni dalla morte di uno dei padri dell’ecologismo politico europeo è arrivato ieri l’ok della Giunta comunale dopo la richiesta avanzata da un gruppo di cittadini (me compreso) di intitolare all’ex capogruppo dei Verdi al Parlamento Europeo il ponticello di accesso al Parco Urbano.

    Può sembrare forse un piccolo ponte quello che permette di attraversare il canale di fronte alle mura ed entrare nel Parco Urbano dedicato a Bassani. Ma forse proprio per questo più di altri si avvicina a rappresentare il pensiero di Alex Langer, l’uomo dei ponti, fra le persone e fra i popoli. Perchè lo si può attraversare, lentamente, solo a piedi od in bicicletta. E anche perchè permette ai cittadini ferraresi di accedere ad un luogo di pace, svago e riposo come il Parco Urbano unendo così la città alla sua addizione verde.

    Più lento, più profondo, più dolce diceva Langer.

    Ringrazio l’amministrazione per aver accolto la richiesta e vi rimando a presto per i dettagli sull’inaugurazione.