• La parola alla corte

    udineIn occasione della terza Udienza presso il Tribunale di Tolmezzo del processo contro Rototom, la Società della Ragione organizza un seminario sulla incostituzionalità della legge Fini-Giovanardi sulle droghe.

    Mercoledì 23 gennaio – ore 17
    Sala dei Ricevimenti
    Palazzo d’Aronco
    Piazzetta Lionello – Udine

    Luigi Saraceni, già magistrato e parlamentare illustrerà la proposta di ricorso alla Corte Costituzionale
    Partecipano gli avvocati Alessandro Gamberini, Rino Battocletti, Andrea Sandra insieme a Mauro Palma, Presidente onorario di Antigone e Membro del Consiglio europeo per la cooperazione
    penalistica e Grazia Zuffa, direttrice esecutiva di Forum Droghe.

    Conclusioni di Franco Corleone, Presidente Società della Ragione.
    Coordina Massimo Brianese

    www.societadellaragione.it

    Scarica l’invito.

  • Le carceri non sono Grand Hotel

    Le carceri non sono Grand Hotel. Non lo sono mai state: non lo erano ai tempi di Cesare Beccaria, non lo erano ai tempi di Castelli Ministro di Giustizia (sigh!), non lo sono ancor di più oggi, quando il sovraffollamento sta facendo scoppiare le carceri italiane. Non basta un televisore in una cella progettata per due persone che ne ospita 4, 5 o forse 6 ad aumentare le “stelle” della struttura. Soprattutto se sempre più spesso in carcere nel nostro paese ci finiscono gli ultimi, i poveracci, come se la detenzione fosse utilizzata come una sorta di discarica sociale.

    Leggi criminogene, come la Fini-Giovanardi sulle droghe che incarcera anche i semplici consumatori o la Bossi-Fini sull’immigrazione generano decine di migliaia di ingressi ogni anno, senza che vi siano reali offese alla sicurezza dei cittadini. Il carcere in un sistema penale equilibrato dovrebbe essere riservato ai criminali realmente pericolosi per la società: gli altri dovrebbero poter scontare la propria pena con percorsi alternativi alla carcerazione, che peraltro come testimoniano i numeri, sono molto più efficaci nell’abbassare la percentuali di recidività e garantire il pieno recupero nella società. Ma altre leggi nate sotto l'”emergenza securitaria” dell’ultimo decennio, come per quel che riguarda proprio la recidiva, impediscono di attuare con efficacia il principio della risocializzazione del condannato che la nostra Costituzione pone come cardine della pena.

    La soluzione non è certo costruire nuove carceri, o ingrandire gli attuali costruendo nei pochi spazi liberi all’interno del recinto, come si sta facendo per quello di Ferrara. Come scrive il Garante dei Diritti dei Detenuti di Ferrara “l’ampliamento del carcere di Ferrara, così come è stato pensato riduce, non amplia gli spazi utilizzabili”, facendo gravare il raddoppio della capienza “regolamentare” sulla perdita di molti spazi comuni in cui sono concentrate le attività sociali e lavorative dei detenuti (a partire dagli spazi aperti, ad esempio gli orti).

    La strada maestra è nel breve un decreto legge contro il sovraffollamento delle carceri, che cancelli subito le norme della legge sulle droghe che incarcerano per fatti di lieve entità e impediscono l’uscita dei tossicodipendenti. Le altre richieste al Parlamento e all’Amministrazione Penitenziaria sono le seguenti: approvazione della legge sull’introduzione del reato di tortura, approvazione della legge sull’affettività in carcere, approvazione dell’istituzione della figura del Garante nazionale dei diritti dei detenuti, applicazione integrale del Regolamento del 2000 per assicurare condizioni di vita dignitose.

    Per questo oggi digiuno, aderendo alla mobilitazione nazionale promossa da Franco Corleone che ieri ha lanciato con una lettera aperta un appello al Governo sottoscritto fra gli altri da Don Andrea Gallo, Don Armando Zappolini, Patrizio Gonnella, Giorgio Bignami, Stefano Anastasia, Luigi Manconi, Mauro Palma, Luca Zevi, molti Garanti dei detenuti e numerosi operatori del settore.

    Leonardo Fiorentini
    co-portavoce di Ecologisti e Reti Civiche – Verdi europei di Ferrara

  • Il sovraffollamento non è una calamità naturale

    LETTERA APERTA AL PRESIDENTE MONTI
    E AI MINISTRI SEVERINO E RICCARDI

    Gentile Presidente Monti,
    lunedì 22 ottobre è iniziato un digiuno collettivo che coinvolgerà decine, forse centinaia, di esponenti delle associazioni che si occupano di giustizia e del carcere, del volontariato, di avvocati e di operatori penitenziari, di garanti dei diritti dei detenuti e di esponenti della società civile con una richiesta semplice al Governo: subito un decreto legge per far cessare la vergogna del sovraffollamento nelle carceri italiane che offende il senso di umanità e che viola la Costituzione.
    Il Presidente Napolitano ha di recente rivolto l’ennesimo invito perché siano approvate misure strutturali per superare una condizione carceraria che vanifica l’art. 27 della Costituzione (oltre a umiliare l’Italia in Europa).
    Il sovraffollamento non è una calamità naturale né un mostro invincibile: basta eliminare le leggi criminogene che hanno provocato il disastro. Per questo è urgente un decreto legge per cancellare le norme più vergognose e “affolla-carcere” della legge sulle droghe, alla radice della crescita incontrollata dei detenuti. Solo l’anno scorso sono entrate in prigione per violazione della normativa antidroga 28.000 persone (fra consumatori e piccoli spacciatori), mentre sono oltre 15.000 i tossicodipendenti ristretti su un totale di 67.000: la metà dei detenuti ammassati e stipati nelle patrie galere hanno a che fare con la legge sulle droghe. Il Presidente Napolitano ha parlato di una questione di “prepotente urgenza”: questa affermazione, se non la si vuole far diventare un mero esercizio di retorica, obbliga il Governo a emanare un decreto legge allo scopo di evitare l’arresto agli accusati di fatti di lieve entità riguardo alla detenzione di sostanze stupefacenti e per far uscire i tossicodipendenti e destinarli a programmi alternativi (oggi preclusi da vincoli assurdi e dall’applicazione della legge Cirielli sulla recidiva).
    Chiediamo un provvedimento giusto, costituzionalmente motivato e indispensabile per interrompere uno stato di illegalità, tenendo conto che nel 2006 la modifica della legge sulle droghe fu approvata con lo strumento del decreto legge e il voto di fiducia.
    Gentile Presidente, la richiesta che avanziamo è sostenuta anche dalle valutazioni della commissione di lavoro sul carcere del Consiglio Superiore della Magistratura. Altri provvedimenti sono urgenti e per questo una sessione straordinaria specifica dei due rami del Parlamento sarebbe opportuna per dare un motivo di speranza a chi in carcere ha soltanto un tragico orizzonte di morte.
    Il numero dei suicidi, dei tentati suicidi, degli atti di autolesionismo, degli scioperi della fame è davvero impressionante e non può non interrogare la coscienza di ogni cittadino e in primo luogo di chi governa.
    Noi non intendiamo essere complici, neppure per omissione, di questa strage e abbiamo deciso di far durare questa mobilitazione a oltranza fino allo scioglimento delle Camere, per aiutarLa nella decisione sino all’ultimo minuto politicamente utile. Riteniamo che la ministra della Giustizia e il ministro con la delega alla politica delle droghe condivideranno questa indicazione.
    Riteniamo opportuno segnalare il documento sottoscritto dai Garanti dei diritti dei detenuti e inviato alla Ministra Paola Severino, al Capo del Dap, Giovanni Tamburino e per conoscenza al Presidente della Repubblica, sulle gravi conseguenze che il riesame della spesa dell’Amministrazione Penitenziaria, produrrà nella vita quotidiana in carcere e ancor più nella violazione dell’art. 27 della Costituzione, sul carattere della pena.
    Presidente, come Lei comprende non si tratta di un ricatto ma di un accorato invito al compimento di un dovere d’ufficio.

    Primi Firmatari
    Franco Corleone, garante dei diritti dei detenuti del Comune di Firenze e presidente della Società della Ragione
    Andrea Gallo, fondatore della Comunità di San Benedetto al Porto
    Armando Zappolini, presidente Coordinamento nazionale comunità di accoglienza (Cnca)
    Patrizio Gonnella, presidente associazione Antigone
    Giorgio Bignami, presidente Forum Droghe
    Stefano Anastasia, università di Perugia
    Luigi Manconi, presidente associazione A Buon diritto
    Mauro Palma, vice presidente del Consiglio Europeo per la cooperazione nell’esecuzione penale
    Michele Passione, avvocato, Osservatorio Carcere dell’Unione Camere Penali

    Rosa A Marca, associazione per l’iniziativa radicale Andrea Tamburi
    Hassan Bassi, cooperatore sociale
    Emanuele Baciocchi, associazione per l’iniziativa radicale Andrea Tamburi
    Beppe Battaglia, associazione Liberarsi
    Cecco Bellosi, comunità Il Gabbiano
    Lucio Bertè, associazione Nessuno tocchi Caino e detenuto ignoto
    Massimo Brianese, associazione La Società della Ragione
    Maurizio Buzzegoli, associazione per l’iniziativa radicale Andrea Tamburi
    Piera Cecconi, associazione per l’iniziativa radicale Andrea Tamburi
    Riccardo De Facci, vice presidente Cnca, responsabile tossicodipendenze
    Stefano Di Puccio, consigliere comunale di Firenze
    Nunzio Di Stefano, volontario
    Leonardo Fiorentini, webmaster del sito fuoriluogo
    Renzo Magosso, giornalista
    Patrizia Meringolo, università di Firenze
    Giuseppe Mosconi, università di Padova
    Marco Perduca, senatore
    Maria Pierattini, associazione per l’iniziativa radicale Andrea Tamburi
    Alessandro Santoro, Comunità Le Piagge – Firenze
    Fabio Scaltritti, responsabile Comunità San Benedetto
    Leonardo Scarcella, architetto
    Sergio Segio, associazione Società e Informazione
    Salvatore Senese, già magistrato e senatore
    Maria Stagnitta, vice presidente Forum Droghe, associazione Insieme onlus
    Luca Zevi, architetto
    Grazia Zuffa, direttore esecutivo di Forum Droghe

    Garanti dei diritti delle persone private della libertà personale:
    Maurizio Battistutta, garante del Comune di Udine
    Giorgio Bertazzini, ex garante della Provincia di Milano
    Andrea Callaioli, garante del Comune di Pisa
    Mario Fappani, ex garante del Comune di Brescia
    Livio Ferrari, garante del Comune di Rovigo
    Margherita Forestan, garante del Comune di Verona
    Elisabetta Laganà, garante del Comune di Bologna
    Alessandro Margara, garante della Regione Toscana
    Marcello Marighelli, garante del Comune di Brescia
    Angiolo Marroni, garante della Regione Lazio
    Gianfranco Oppo, garante del Comune di Nuoro
    Francesco Racchetti, garante del Comune di Sondrio
    Piero Rossi, garante della Regione Puglia
    Antonio Sammartino, garante del Comune di Pistoia
    Cecilia Sechi, garante del Comune di Sassari
    Marco Solimano, garante del Comune di Livorno
    Italo Tanoni, garante della Regione Marche

    Aggiungi la tua adesione!
    http://www.fuoriluogo.it/blog/appelli/lettera-aperta-al-presidente-monti-e-ai-ministri-severino-e-riccardi/

    Per aderire al digiuno scrivi a digiuno@francocorleone.it.

  • Sprigioniamo le droghe

    Lunedì 25 giugno alle ore 12,00 presso la Sala Stampa del Senato (Corso Rinascimento) alla vigilia della giornata mondiale dell’Onu sull’abuso di sostanze stupefacenti si terrà la presentazione alla stampa del terzo Libro Bianco sugli effetti della Legge Fini Giovanardi.

    Saranno illustrati i  dei dati relativi al 2011 sugli ingressi in carcere e sulle presenze in carcere di consumatori di sostanze stupefacenti, sulle misure alternative per i tossicodipendenti, sulle sanzioni amministrative irrogate e sulle operazioni di polizia e i sequestri di sostanze.

    Introducono:
    Franco Corleone, Stefano Anastasia, Riccardo De Facci.

    Saranno presenti i Senatori:
    Roberto Della Seta, Francesco Ferrante, Roberto Di Giovan Paolo, Marco Perduca
    e l’onorevole Mario Cavallaro.

    Il libro bianco sugli effetti della Legge sulle droghe Fini-Giovanardi, giunto alla terza edizione, è a cura di Antigone, CNCA, Forum Droghe e Società della Ragione., con l’adesione di Magistratura Democratica, Unione Camere Penali.

    Per partecipare alla conferenza stampa, è necessaria comunicare la presenza tramite e-mail al seguente indirizzo: stampa@fuoriluogo.it

    Gli uomini devono indossare giacca e cravatta.

    (via fuoriluogo.it)

  • Ecco (quasi) tutti i danni della legge sulle droghe

    Dopo 5 anni di applicazione della legge 49/2006 Antigone, CNCA, Forum Droghe e La Società della Ragione hanno pubblicato il SECONDO LIBRO BIANCO SULLA LEGGE FINI-GIOVANARDI che contiene l’illustrazione e il commento dei dati sulle conseguenze penali e sulle sanzioni amministrative e i riflessi sull’amministrazione della giustizia e sul carcere delle politiche proibizioniste italiane sulle sostanze.

    Scarica il Dossier dal sito di Fuoriluogo.it: Secondo Libro Bianco sulla legge Fini-Giovanardi. (formato pdf, 1,1 mb)

    (dal blog di fuoriluogo.it)

  • 5 anni di Fini-Giovanardi

  • Il rototom, l’unesco, fini e giovanardi

    In Italia possono succedere davvero tante cose. Anche che un evento musicale di livello mondiale come il Rototom Sunsplash Festival venga costretto a espatriare sotto i colpi repressivi della legge sulle droghe di Fini e Giovanardi, proprio mentre l’UNESCO lo riconosce come “Evento Emblematico del Decennio Internazionale per una Cultura di Pace e Non Violenza (ONU – UNESCO dal 2001 al 2010) e come attività connessa di Cultura Sin Fronteras, CSF, e del Seminario Interdisciplinario Mundial permanente de “La Cultura de Paz y No Violencia” dell’ONU (UNESCO-IPT-UCM).”

    In particolare nell’ultimo anno del Decennio Internazionale della “Cultura di Pace e Non Violencia”, dichiarato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite “Anno Internazionale della Biodiversità”, è stato concesso il riconoscimento perchè le attività del Rototom Sunsplah Festival “favoriscono il dialogo e la pace tra le civilizzazioni e i popoli del mondo”, danno “voce a iniziative di critica e cultura sulla Pace e ciò che la rende possibile e impossibile”, danno particolare attenzione “all’ambiente e allo sviluppo dell’arte, ecologia e sviluppo sostenibile”.

    Eh sì, in Italia possono davvero succedere tante cose…

  • 10 a 0

    Alle 20.30 di mercoledì sera l’articolo di Estense.com sull’arresto di un tunisino di 20anni con 30 dosi di eroina nell’intestino contava 10 commenti, un altro articolo messo on line più o meno alla stessa ora che dava conto dell’arresto di un 45enne comacchiese, fermato con 200 grammi di hashish di commenti ne aveva 0.
    Che si fa, “cari” commentatori di Estense.com, discriminiamo le sostanze? Guardate che con la legge fini-giovanardi (ripeto F-i-n-i – e – G-i-o-v-a-n-a-r-d-i) non si può più, sono tutte uguali.

  • “Non sapete veramente più con chi prendervela”

    La Società della Ragione
    Voodo Arci Club

    Giovedì 25 marzo 2010|ore 21,30
    Voodoo Arci Club
    S.S. Romea, 32 | San Giuseppe di Comacchio (FE)
    (ingresso con parcheggio in via vecchia romea 62/c)
    www.myspace.com/voodooarciclub

    “Non sapete veramente più con chi prendervela”

    Incontro pubblico sulle politiche sulle droghe in Italia con Franco Corleone, Presidente de La Società della Ragione, già sottosegretario alla Giustizia.

    Coordina Leonardo Fiorentini webmaster di fuoriluogo.it

    Nel corso dell’incontro verranno presentati i dati del Libro Bianco sugli effetti della Legge Fini-Giovanardi realizzato da Antigone, Forum Droghe e Società della Ragione e disponibile su www.fuoriluogo.it.

    INGRESSO RISERVATO SOCI ARCI

    In collaborazione con fuoriluogo.it.

  • In difesa del Rototom Sunsplash

    Immagine 8

    Articolo pubblicato da Terra il 21 novembre 2009 – scarica il pdf: pagina 10

    Il Rototom Sunsplash, il più importante Festival Reggae europeo che si svolge da 16 anni a Osoppo (UD), è stato denunciato alla magistratura – nella persona del suo presidente Filippo Giunta – con l’accusa di “aver agevolato l’uso di sostanze stupefacenti”. I Carabinieri di Udine hanno così sfruttato una delle tante norme liberticide (l’art. 79) introdotte nella legislazione sulle droghe da Fini e Giovanardi, norma che prevede una pena dai 3 ai 10 anni di reclusione e un’ammenda fra i 3mila e i 10mila euro. Più o meno la stessa pena in vigore per lo stupro.

    Non si tratta certo di un fulmine a ciel sereno. Da alcuni anni centinaia di agenti hanno blindato il festival. In 9 anni 340 persone sono state denunciate per spaccio (molte perché in possesso di minime quantità), mentre sono stati sequestrati circa 20 chili di marijuana contro soli 37 grammi di eroina. La sproporzione quantitativa (e qualitativa) fra le sostanze rende evidente come l’attacco al Rototom sia in effetti parte di un più vasto e complesso attacco miope e ideologico contro la marijuana avviato dal duo Giovanardi-Serpelloni. Attacco reso ancora più ridicolo dalla tesi dell’accusa per cui gli organizzatori agevolerebbero l’uso della marijuana poiché combattono efficacemente la diffusione di droghe pesanti.

    In queste settimane intorno al Rototom si è però stretto il mondo musicale, sociale e politico, con numerose manifestazioni di solidarietà: Elisa, Almamegretta, Neffa, Sud Sound System, Vinicio Capossela, Subsonica, Giuliano Palma, Caparezza e Dario Vergassola fra gli artisti ma anche Moni Ovadia, Don Ciotti, Don Gallo, Giuliano Giuliani, Beppino Englaro, Guido Blumir, Luigi Manconi, Debora Serracchiani e Ignazio Marino (che ha dovuto pure subire la reprimenda ad personam dell’ineffabile Giovanardi) e infine i vignettisti Vauro e Altan. Questi sono solo alcuni dei nomi che appaiono sul sito del rototom (www.rototomsunsplash.com) dal quale si può seguire le iniziative di solidarietà – fra le quali anche “io agevolo” una raccolta di autodenunce fotografiche – culminate il 13 novembre scorso quando oltre duemila persone hanno invaso piazza Matteotti a Udine per una manifestazione-concerto in solidarietà con il Festival Reggae.

    Purtroppo l’ipotesi più accreditata resta quella di un futuro lontano dall’Italia. “Speriamo non sia un addio, ma un arrivederci”, ha dichiarato alla stampa Alessandro Oria, portavoce del Sunsplash, che ha precisato che “l’ipotesi di un trasferimento a Barcellona resta in pole position”. Un vero peccato per una manifestazione che ha rappresentato negli anni un punto di riferimento per generazioni di giovani, appassionati di reggae ma non solo.

    A difesa del Rototom Sunsplah, in solidarietà con gli organizzatori e per “dire basta a una politica delle droghe che riempie le carceri di tossicodipendenti e ingolfa i tribunali di decine di migliaia di processi per detenzione di sostanze stupefacenti irrogando condanne inique per spaccio presunto” Fuoriluogo.it sta promuovendo in queste ore un appello al quale è possibile aderire su www.fuoriluogo.it/rototom.

    Leonardo Fiorentini
    Fuoriluogo.it

  • Non processate Bob Marley

    Il Rototom Sunsplash Festival di Osoppo è sotto attacco, accusato dall’autorità giudiziaria di “agevolazione all’uso di marijuana”. Questa criminalizzazione di un importante evento culturale si avvale, non a caso, di una delle norme più ideologiche e antigarantiste della legge Fini-Giovanardi. Fuoriluogo.it ha lanciato un appello a sostegno di Rototom e dei suoi organizzatori al quale ho aderito. Potete farlo anche voi on line sul blog di fuoriluogo.it.

    Sul blog di fuoriluogo.it trovate anche l’articolo di Axel Klein sul Festival di quest’anno uscito oggi sul Manifesto per la rubrica settimana di Fuoriluogo.

    Ecco il testo dell’appello:

    Difendiamo il Rototom Sunsplah! Solidarietà a Filippo Giunta!

    Dopo 16 anni di un’esperienza di cultura unica, il festival reggae più grande d’Europa che si svolge a Osoppo nel mese di luglio, viene dipinto come un’associazione a delinquere il cui organizzatore, Filippo Giunta, sarebbe responsabile di agevolazione all’uso di marijuana.
    La cultura rasta che rappresenta una pezzo della storia anticolonialista e antirazzista viene caricaturizzata e disprezzata.
    Questa operazione di criminalizzazione è opera dei carabinieri di Udine che hanno utilizzato impropriamente una norma della legge Fini-Giovanardi: è una accusa inconsistente ma che mette a rischio la vita del festival.
    Siamo di fronte a un teorema che attacca la democrazia e i diritti fondamentali di libertà e di espressione.
    Il festival Rototom Sunsplash ha rappresentato un punto di incontro per centinaia di migliaia di giovani europei amanti della pace e della fraternità; la musica è uno strumento per affermare valori che si contrappongono alle logiche della violenza e della sopraffazione.
    Il Friuli si è dimostrato una terra di libertà nel solco del pensiero delle sue personalità più rappresentative, da Pier Paolo Pasolini a Padre Davide Turoldo e Loris Fortuna.
    Qualcuno vuole cancellare il pensiero laico e far tornare l’oscurantismo più bieco.
    Dobbiamo impedirlo! Chiediamo alla Magistratura di respingere un’operazione bieca nell’ispirazione e sgangherata dal punto di vista del diritto e di decidere immediatamente l’archiviazione di una indagine puramente ideologica e strumentale. La Giustizia è una cosa seria e deve alimentare la fiducia dei cittadini nello stato di diritto e nel rispetto delle regole. Una decisione diversa aumenterebbe la sfiducia, soprattutto dei giovani, nello Stato e nelle sue istituzioni.
    È ora di dire basta a una politica delle droghe che riempie le carceri di tossicodipendenti e ingolfa i tribunali di decine di migliaia di processi per detenzione di sostanze stupefacenti irrogando condanne inique per spaccio presunto!

    Primi firmatari:
    Hassan Bassi, Stefano Bertoletti, Giorgio Bignami, Gianluca Borghi, Giuseppe Bortone, Vanna Cerrato, Franco Corleone, Leonardo Fiorentini, Don Andrea Gallo, Marina Impallomeni, Axel Klein, Franco Marcomini, Fabio Scaltritti, Grazia Zuffa

  • Le carceri scoppiano. lunedì 23 incontro a Ferrara

    carcere-web
    Iniziativa promossa dai Radicali di Ferrara e dalla Federazione provinciale dei Verdi di Ferrara

    Lunedì 23 novembre 2009 | ore 17,30 | Ferrara | Sala dell’Arengo
    Palazzo Municipale | (P.tta Municipale 2)

    Le carceri scoppiano
    Incontro pubblico sulla situazione carceraria italiana.

    Saranno presenti
    Sergio Alberti
    Presidente Gruppo assembleare Uniti nell’Ulivo-Partito Socialista Regione Emilia Romagna
    Marco Beltrandi
    Deputato Radicale
    Franco Corleone
    Presidente de La Società della Ragione, già sottosegretario alla Giustizia
    Coordina Leonardo Fiorentini Consigliere Verdi Circoscrizione 1

    Nel corso dell’incontro sarà presentato l’appello Le carceri scoppiano: potenziamo le misure alternative, liberiamo i tossicodipendenti! promosso da Forum Droghe, Antigone, Gruppo Abele, Arci, La Società della Ragione, Ristretti Orizzonti, Comunità San Benedetto al Porto, Coordinamento nazionale dei Garanti territoriali dei diritti delle persone private della libertà personale, Conferenza nazionale volontariato giustizia, Cnca, Seac-Coordinamento enti e associazioni volontariato penitenziario, Fondazione Basaglia, Cooperativa Cat
    Per adesioni: www.fuoriluogo.it/blog/appelli

    In collaborazione con il Gruppo consiliare Laici e Riformisti del Comune di Ferrara.

    Scarica la cartolina in formato pdf: carcere.pdf.

  • Fuoco di sbarramento…

    Chissà perchè Giovanardi e Serpelloni screditano preventivamente una ricerca di sei università italiane finanziata dal precedente governo sugli effetti delle sanzioni amministrative previste dalla leggei Fini-Giovanardi sulle droghe?

    Sul blog di fuoriluogo qualche indizio in più…

  • La via giurisprudenziale al buon senso

    E’ una delle cose più gravi della moderna crociata contro le sostanze. Le sanzioni amministrative – e penali in caso di incidente – relative alla guida in stato psicofisico alterato e al possesso di sostanze. Il primo in particolare, se puo’ essere dimostrato facilmente per l’alcool, molto più difficilmente può esserlo per sostanze, come la cannabis, che restano settimane nell’organismo. Così migliaia di giovani (vedi qui) vengono ogni anno privati della patente perchè trovati in possesso di qualche milligrammo di cannabis, che sia questa nella tasca dei pantaloni (e magari fermati mentre sono a piedi) o nell’organismo chissà da quanto.
    Una sentenza riguardante un ferrarese finalmente apre una via giurisprudenziale al buon senso, che mette in discussione anche i tanto discussi test.
    Ribadisco, non si sa mai, che non bisogna mettersi alla guida alterati (da alcol o qualsiasi altra cosa, sonnolenza compresa) per non rischiare la propria e altrui vita. E che quindi è giusto colpire chi guida in stato psicofisico alterato. Ma non si puo’ sventolare la bandiera della sicurezza stradale per reprimere persone che hanno la sola colpa di fumarsi una canna di tanto in tanto (e senza guidarci sopra)…
    Ecco l’articolo, dal titolo un po’ fuorviante, da Estense.com:

    Due casi ferraresi richiamano l’attenzione su una lacuna legislativa
    Assoluzione per chi guida sotto effetto di stupefacenti
    di Marco Zavagli

    Guidavano sotto l’effetto di cannabis eppure i giudici li hanno assolti. Due casi che riguardano altrettanti ferraresi riportano a galla una sorta di lacuna legislativa al codice della strada. Il primo caso riguarda un ragazzo di 29 anni,

    Il fatto, che risale al 2005, trae origine da una segnalazione giunta alla questura di Ferrara, relativa ad una auto finita in un fossato nei pressi di Pontegradella. Il ragazzo, accompagnato al pronto soccorso, è stato sottoposto dagli agenti ad accertamenti tossicologici tramite il prelievo delle urine.

    Le analisi hanno dato esito negativo per quanto riguarda la presenza di alcol, mentre è stata riscontrata la presenza di sostanza stupefacente.

    Nel corso del processo l’avvocato Pasquale Longobucco che assiste il 29enne è riuscito a dimostrare l’inattendibilità dell’accertamento attraverso il prelievo delle urine per individuare il momento in cui la sostanza stupefacente è stata assunta. “Infatti, tale accertamento – spiega il legale -, mentre dimostra l’esistenza di sostanza stupefacente, non riesce però a provare il momento del’assunzione della stessa sostanza”.

    Di conseguenza, non è stata provata la condotta di guida sotto l’effetto di sostanza stupefacente e il tribunale si è pronunciato per l’assoluzione.

    Un caso analogo nell’esito ma diverso nella dinamica è avvenuto a un 40enne ferrarese, assistito dall’avvocato Federico Orlandini. I fatti risalgono al 15 agosto del 2006. L’uomo, a bordo di una motocicletta insieme alla sua compagna, viene coinvolto in un incidente stradale nei pressi di Canaro (in provincia di Rovigo). Soccorso e trasportato all’ospedale di Rovigo, viene sottoposto a prelievi ematici che evidenziano un tasso alcolemico pari a 1,38 g/l, nonché una positività ai cannabinoidi.

    Citato in giudizio per guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di stupefacenti, l’uomo è stato condannato alcuni giorni fa dal tribunale di Rovigo per il primo capo di imputazione (l’alcool) e assolto per il secondo (la droga).

    Il legale è riuscito a dimostrare l’insussistenza del fatto sostenendo due ordini di ragioni.

    Innanzitutto, partendo da una giurisprudenza consolidata, ha sostenuto che ai fini della prova che il conducente abbia guidato sotto l’effetto di stupefacenti è insufficiente la semplice positività, in assenza di altri elementi, come la condotta di guida e il contegno avuto al momento da parte della polizia giudiziaria.

    Nel caso di specie la responsabilità del sinistro è stata addebitata a un altro conducente; inoltre l’imputato, successivamente trasportato all’ospedale, non poteva certo essere idoneo ad una valutazione psicofisica da parte delle forze dell’ordine intervenute.

    In secondo luogo, l’avvocato Orlandini ha dimostrato l’inattendibilità degli esami effettuati attraverso il cd screening il quale permette di analizzare in tempi molto brevi numerosi campioni di liquido ematico o urina. Come emerso in dibattimento tali analisi, dette anche “presuntive”, permettono l’identificazione rapida delle sostanze da ricercare, mentre le analisi di conferma si rendono sempre necessarie per la definizione qualitativa e quantitativa dell’assunzione.

    “Infatti le analisi di sceening sono dotate di elevata sensibilità ma di scarsa specificità – spiega Orlandini -.

    In sostanza i metodi di screening possono reagire con una sostanza simile a quella ricercata, producendo il c.d. “falso positivo”. Per tale motivo in caso di risultato positivo è sempre necessaria la conferma del dato con metodo analitico diverso dal primo. Inoltre, qualora poi il risultato di un’analisi chimico–tossicologica rivesta significato legale, esponendo a sanzioni la persona sottoposta ad indagini si impone un preciso protocollo operativo”.

    Un protocollo che contempla il prelievo di campioni biologici che forniscano garanzia assoluta di identificazione e conservazione; l’applicazione di metodiche analitiche standardizzate in grado di fornire risultati altamente attendibili; l’uso di un metodo alternativo di conferma qualora la prima analisi abbia dato esito positivo.

    I due casi ferraresi sono tra i primi segnalati in tutta Italia per quanto riguarda una lacuna nella normativa di riferimento. Non solo manca un parametro prestabilito, come esiste invece per l’alcol, in riferimento all’assunzione di droghe alla guida, ma la sua valutazione non si può fermare, in caso di esito positivo, alla semplice rilevazione dello screening.

    Dettagli sui quali molti altri automobilisti potrebbero appigliarsi per cercare l’assoluzione se il legislatore non provvederà in tempi brevi a ricucire questa “sbavatura” nelle maglie della legge.

  • Gli effetti della Fini-Giovanardi

    E’ stato presentato nei giorni scorso a Trieste da Antigone, Forum Droghe e La società della Ragione il “Libro bianco sulla Fini Giovanardi” (l. 49/2006). Nel rapporto sono illustrati e commentati i dati sulle conseguenze penali e sulle sanzioni amministrative della legge. Il file pdf del volume è scaricabile da qui, mentre qua trovate la presentazione.

    E i dati sulle conseguenze penali e sociali della Fini-Giovanardi sono incontrovertibili: +3,6% di detenuti per violazione della legge, +8,4% di detenuti tossicodipendenti, + 31,5% di procedimenti pendenti per art. 73 del dpr 309/90, +44,5% del numero di persone implicate in tali procedimenti.

    Un dato è per me fondamentale nel valutare una legislazione come quella italiana sulle droghe:

    Alla metà del 2008 il 38,2% dei detenuti è ristretto per l’art. 73, e addirittura il 49,5% dei detenuti stranieri. L’impatto del reato di spaccio sul carcere è incomparabile rispetto a qualunque altro reato per numero di presenze negli istituti di pena.

    Ovvero un solo articolo di una sola legge dello stato manda in carcere 38 persone ogni 100.

    Mai nessuno che si sia chiesto se la war on drugs abbia un senso? Se se lo sono chiesto la loro risposta è stata più o meno questa (da pigiored):

    Un’ultimo dato, non meno preoccupante per interpretare il grado di repressione della legislazione vigente:

    è da rilevare che è in aumento anche il numero delle sanzioni amministrative: al 31-12-2008 sono addirittura +62,6% rispetto al 2004.

    Alla faccia della legge “per far uscire i tossicodipendenti dalle prigioni”. O del “non cambia niente”. Del resto Capezzone lo diceva in tempi non sospetti: “voi trattate il consumatore come un criminale”. Peccato il portavoce del Governo Berlusconi non dica oggi ciò che pensava solo 4 anni fa a Palermo.