• Ridateci il cantante

    O almeno toglieteci il guru.

    Giovanni Lindo Ferretti, da un po’ di tempo, ha strane frequentazioni. CL, Compagnia delle Opere ed ora Ferrara, la sua lista antiabortista e la fede Ratzingeriana. Insomma, anche per chi non era un fan sfegatato dei CCCP/CSI come alcuni amici, ma comunque ne apprezzava sonorità e testi, una mezza tragedia.

    Alessandro Robecchi promuove un appello, eccolo:

    Signore misericordioso, per piacere, ridacci Giovanni Lindo Ferretti. Ferrara te lo puoi pure tenere, tieniti i redattori del Foglio e tutti quei divertenti fessacchiotti in malafede, chissenefrega, ma il vecchio Giovanni Lindo ridaccelo com’era. Con lui ci siamo divertiti, abbiamo pogato, abbiamo pianto e riso, abbiamo cantato, siamo stati tutti per qualche minuto hooligani dangereux. Per noi – persino per noi miscredenti – è una prova troppo dura vederlo trasformato in una caricatura punk-gregoriana, segno zodiacale integralista, ascendente Ratzinger.
    Signore, ridacci Giovanni Lindo Ferretti com’era e noi promettiamo di non ridere quando Ferrara prenderà lo 0, 00002 per cento alle elezioni.
    Aderisci alla moratoria per Giovanni Lindo Ferretti, lascia la tua firma, clicca qui

    Aderite e fate aderire…

  • Al peggio non c’è mai fine

    ferraraEh sì. Dopo la lista dei Pensionati, quella contro l’Euro, eccoci qua con la lista antiabortista, che un Ferrara lanciato a grandi passi verso la santificazione pone sul tavolo delle alleanze elettorali. Evidentemente non basta l’appello di Berlusconi per la moratoria ONU, la questione dell’aborto deve entrare ufficialmente nella contesa elettorale. In attesa di sapere quale sarà la risposta del PD della Binetti. Il che forse non è un male (almeno per la sinistra), anche se le precedenti esperienze (leggi procreazione assistita) dimostrano che l’universo femminile non è poi più tanto sensibile ai propri diritti. Non che quello maschile sia messo molto meglio, ma questi anni di Gregoraci-style temo abbiano fatto troppi danni…

  • Bagnasco, l’aborto e Ferrara (Giuliano).

    ferraraFerrara (Giuliano) da qualche settimana è la testa di ponte del cattolicesimo integralista nella società italiana. Non solo per la richiesta di moratoria dell’aborto, che però è più gettonata rispetto alla ripresa del creazionismo. Oggi Bagnasco e Ruini vanno a rimorchio, con due interventi capaci di sobillare una Binetti qualsiasi e di mettere in crisi quel poco di sensatezza che ancora esiste nel parlamento italiano. E Formigoni, che non si lascia scappare un’occasione, subito rilancia annunciando modifiche (restrittive) a livello regionale. Tutto ciò nonostante sia chiaro che l’interruzione di gravidanza legale abbia fatto diminuire aborti e morti nel nostro paese, e che una recente ricerca pubblicata dal Lancet (e ripresa da Partecipasalute.it) dimostri come non ci siano “differenze tra l’Europa , dove è legale a eccezione della Polonia e dell’Irlanda, e l’Africa, dove è clandestino praticamente in tutte le nazioni: qui nel 2003 gli aborti sono stati 29 per 1.000 donne incinte, contro i 28 delle europee. Ma se non c’è differenza nei numeri, il discorso cambia del tutto quando si vanno a vedere le conseguenze in termini di rischi per la salute e mortalità“. Insomma, andiamo al sodo: per la Chiesa Cattolica il problema non è tanto che si pratichi o meno l’aborto, ma che esso sia o meno legale. In fondo basta che non si sappia in giro, come per il tradimento, l’omosessualità, e qualche altro vizietto privato: poi ci si puo’ sempre confessare…

    Ne parlano anche Reattivamente, Casperize 6.0, Locanda riformista, Lampi di pensiero, Negroski, Appunti italiani, Yeah! Please flush…, Ma i miei ubriachi non cambiano…,Sotto l’ombra degli olmi.