• Ecomafie

  • La sfera penale e la lavatrice nel fosso

    Una delle ultime, passate un po’ sotto silenzio, del sinistro Governo è l’arresto in flagranza (e da 6 mesi a 3 anni di carcere) per chi abbandona rifiuti ingombranti sulle strade (e sui campi) delle regioni in stato di emergenza per i rifiuti, Campania in primis.

    Chi scrive si occupa ogni giorno anche di cassonetti, cestini e rifiuti abbandonati. E’ anche questo il mestiere del Presidente di Circoscrizione, e mi tocca occuparmene spesso anche di un centro cittadino patrimonio Unesco come Ferrara. In più mi hanno insegnato da piccolo a non gettare le carte per terra. Per questo da tempo ritengo quello dell’abbandono del rifiuto, dalla cicca in piazza al materasso o alla lavtrice nel fosso, un gesto di grande inciviltà. Da punire anche con multe salate (e anche pubblico ludibrio laddove possibile.. 😉 ).

    Ma allargare la sfera penale anche a questo, obiettivamente, mi pare troppo. Fra l’altro in luoghi laddove la presenza dello Stato si è sempre fatta sentire (e male) proprio con l’autorità e la repressione fine a se stessa. Ovvero, se non riescono a mandare in galera chi organizza le discariche di rifuti tossici sotto i campi coltivati, cosa risolveremo arrestando 2 o 3 (o 2/300) incivili che buttano il materasso nel fosso?

    La vogliamo smettere di aumentare il numero di reati penali e l’entità delle pene, come se bastasse vietare qualcosa per risolvere il problema? Forse è venuto il tempo di dare a questi cittadini un’alternativa alla gestione dei rifiuti made in gomorra.