• Ma anche…

    Insomma, andiamo alle elezioni da soli, ma anche con Di Pietro.

    Però poi facciamo il gruppo unico in parlamento! Ma anche no.

    PER VELTRONI NESSUN TRADIMENTO SE IDV FA GRUPPO A SE’

    Walter Veltroni non gridera’ al tradimento se il partito di Antonio Di Pietro decidera’ di dar vita ad un proprio gruppo parlamentare, distinto da quello del Pd. La scelta di ‘separarsi’, nell’organizzazione pratica all’interno dei due rami del Parlamento, non sara’ quindi interpretata, al loft, come un venir meno al patto sottoscritto, ne’ Walter Veltroni teme un danno di immagine. E’ vero, ricorda una fonte del Pd, che il segretario ha utilizzato il tema del gruppo unico come uno dei cavalli di battaglia in campagna elettorale, ma e’ altrettanto vero che la cosa aveva un determinato impatto, una certa forza e ragion d’essere in caso di vittoria e, quindi, di guida del Paese. Altrettanto non vale all’opposizione. Dunque, fermo restando che Idv e Pd hanno sottoscritto il programma e sara’ quello la base da cui partire per l’azione comune all’opposizione, non c’e’ da gridare allo scandalo se l’Idv chiede piu’ visibilita’. Anzi, con una maggioranza cosi’ schiacciante del Pdl, e il ruolo in fondo di unica grande opposizione in Parlamento, forse e’ addirittura favorevole che ci sia il modo per dare piu’ voce alla minoranza. Questo, a quanto si apprende, il ragionamento del leader del Pd, quando i suoi collaboratori gli hanno letto le prime agenzie che vanno verso una conferma della volonta’ dell’ex pm di presentarsi all’appuntamento parlamentare con un proprio gruppo. Veltroni e Di Pietro, a quanto si apprende, non si sono ancora sentiti. L’ex sindaco di Roma, infatti, attende di conoscere l’esito dell’esecutivo del partito alleato, dopodiche’ sicuramente ci sara’ uno scambio di idee tra i due.

  • Sprechi

    votantonioOggi è il giorno di m’illumino di meno. Iniziative in tutta Italia, anche a Ferrara. Il clou alle 18 con lo spegnimento di tutto cio’ che non è necessario e con tre aperitivi a lume di candela. Io vado al Cafè de la Paix, ci si intravede là.

    Ma gli sprechi sono anche altri: quello di canapa, e quello di risorse investite per combatterne il consumo.

    Ma anche quello di parole sull’apparentamento PD-IdV: c’è chi si lamenta, chi non voterà più PD, chi voterà radicale. Uno spreco, perchè che il PD fosse questo e l’IdV fosse quest’altro lo si poteva immaginare, mentre rimane divertente la reazione dei dirigenti molisani all’accordo e resta il dubbio se Di Pietro osserverà le sue regole oppure no…

  • Vergogna

    Siccome loro tanto non si vergognano di niente, provo io vergogna per loro. Nel programma con cui lorsignori (compreso il deputato-presidente che non vota Violante) si sono presentati alle elezioni, riguardo a quanto accaduto a Genova nel 2001 c’era scritto: “La politica del centrodestra al riguardo [“la crescente domanda di sicurezza da parte della collettività”] si è mostrata del tutto indifferente: a vuoti annunci si sono affiancate misure che contrastano con il rispetto della legalità, l’inerzia rispetto alla criminalità economica, un abbassamento della guardia nel contrasto alla criminalità organizzata, l’utilizzo delle forze di polizia per operazioni repressive del tutto ingiustificate; basti pensare ai fatti di Genova, per i quali ancora oggi non sono state chiarite le responsabilità politica e istituzionale (al di là degli aspetti giudiziari) e sui quali l’Unione propone, per la prossima legislatura, l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta“.

    Sia chiaro, ma la situazione è chiara già da tempo: la bocciatura, in commissione e alla Camera, della commissione d’inchiesta parlamentare sui fatti di Genova non ha alcuna scusante, nè tecnica nè politica.

    PS: poi c’era altro, addirittura i codici di riconoscimento per i caschi dei poliziotti e l’approvazione della legges ulla tortura, ma non pretendo troppo oggi.