• Ecologisti: basta bugie sulle rinnovabili

    Comunicato stampa
    Ecologisti: basta bugie sulle rinnovabili
    Nonostante gli incentivi stiamo già risparmiando sulla bolletta energetica grazie energie rinnovabili, e risparmieranno sino a 37,7 miliardi di euro al 2030

    E’ vergognosa la manovra a tenaglia che hanno dovuto subire in questi mesi le fonti energetiche rinnovabili nel nostro paese. Da una parte i Governi Berlusconi e Monti che grazie ai loro interventi sul conto energia hanno creato prima confusione e poi provvedimenti tali da porre a serio rischio un intera filiera produttiva che si è creata attorno alle rinnovabili. Dall’altra parte oggi troviamo organi di informazione che seguendo superficialmente le veline dell’AEGG addossano al recupero degli incentivi nelle bollette la causa dell’aumento dei costi per l’approvigionamento dell’energia elettrica da parte delle famiglie.

    Se l’intervento governativo del precedente esecutivo (ma anche dell’attuale) era scontato e doloso, l’accanimento dei mezzi di informazione nazionali sul tema incentivi-rinnovabili-bolletta si spera sia, come ha giustamente sottolineato l’Associazione Azione Solare in questi giorni, solo sintomo di leggerezza e non di malafede.

    Perché vi è, nei grossi gruppi industriali del settore energetico, un allarme rispetto al successo del fotovoltaico e dell’eolico nel nostro paese. Pochi sanno che proprio grazie alle rinnovabili in questi anni è diminuito il costo dell’energia nelle ore di punta, tanto da rendere non competitive le grandi centrali termoelettriche[1] nelle ore soleggiate della giornata. E la nostra bolletta energetica sta già godendo di questi risparmi nelle ore diurne. Infatti secondo uno studio di ASPO Italia[2], ogni GWp di fotovoltaico è in grado di generare una riduzione del prezzo dell’energia elettrica pari a 500 milioni di €, mentre costa in incentivi 450 milioni di €. Cioè per ogni GWp installato la bolletta energetica complessiva cala di 50 milioni di €! Ma non è tutto: secondo uno studio di Althesys[3] sommando costi e benefici si ricava un saldo positivo che vale, al 2030, tra i 21,8 e i 37,7 miliardi di euro. Insomma sui “costi” delle rinnovabili nella bolletta elettrica qualcuno ci sta marciando, e non sono certo le migliaia di cittadini che hanno installato sul loro tetto un impianto fotovoltaico.

    In effetti poi, su una bolletta media di 515 euro annue a famiglia, solo il 57% è rappresentato dal costo dell’energia. Ben 220 euro sono altre voci di costo (dal supporto alle ferrovie alla dismissione delle centrali nucleari): di queste però solo 55 euro sono imputabili direttamente agli incentivi alle fonti rinnovabili.

    Insomma neanche 5 euro al mese possono valere un enorme beneficio ambientale, migliore qualità della vita, più salute, maggiore indipendenza da fonti energetiche importate e dal costo del petrolio, un minor costo dell’energia nelle ore di punta, entrate fiscali create da una filiera che nonostante la crisi ha saputo costruire 150.000 posti di lavoro? Gli ecologisti, ma anche tutti coloro che hanno a cuore il proprio futuro e quello dei propri figli, credono di sì.

    E per questo come Ecologisti e Reti Civiche – Verdi Europei saremo al fianco delle Associazioni, delle imprese e dei lavoratori del settore per difendere le energie rinnovabili e per imprimere una decisa accelerazione alla svolta energetica nel nostro paese.

    Leonardo Fiorentini e Marzia Marchi
    Portavoce Ecologisti e Reti Civiche – Circolo di Ferrara


    [1] “I prezzi e i profili di offerta tipici degli impianti eolici e fotovoltaici hanno l’effetto di comprimere i prezzi di equilibrio su MGP (Mercato del Giorno Prima) in molte ore, riducendo significativamente il numero di ore in cui gli impianti termoelettrici hanno l’opportunità di coprire, oltre ai loro costi variabili, almeno parte dei loro costi fissi.” Rapporto AEGG 1 marzo 2012.

  • Non ne posso più/1

    10. Allo scopo di ridurre il costo finale dell’energia per i consumatori e le imprese, a decorrere dal 1° gennaio 2012, tutti gli incentivi, i benefici e le altre agevolazioni, comunque gravanti sulle componenti tariffarie relative alle forniture di energia elettrica e del gas naturale, previsti da norme di legge o da regolamenti sono ridotti del 30 per cento rispetto a quelli applicabili alla data del 31 dicembre 2010.
    11. In attuazione del comma 10, con decreto del Ministro dello sviluppo economico, adottato su proposta dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas entro 90 giorni dall’entrata in vigore del presente decreto, è rideterminata l’entità degli incentivi, dei benefici e delle altre agevolazioni.

    Il nostro Governo, che evidentemente finge di non sapere quale sia l’importanza del sostegno alle fonti rinnovabili, ha deciso un taglio del 30% degli incentivi che “pesano” sulle bollette. Che non sono ovviamente solo gli incentivi al fotovoltaico, ma che sono anche quelli. Insomma con la scusa di alleggerire le bollette degli italiani (di pochi euro) si ipoteca il futuro dei loro figli. E evidentemente la Prestigiacomo era al mare quando veniva discussa la finanziari.

    Non ho più parole, ormai la condotta governativa è talmente inqualificabile che il giudizio viene autocensurato.

  • Energia: il disastro degli incentivi governativi

    Com’è andata? Così così. All’incirca 176 milioni di euro sono andati via come il pane, e in particolare si sono velocemente esauriti i soldi a favore delle macchine agricole, della nautica (1.300 tra motori fuoribordo e stampi per scafi), dei motorini (quasi 25 mila venduti con questa formula) e della banda larga. Il mercato ha risposto bene anche all’acquisto di cucine componibili (è stato utilizzato l’83% dei fondi disponibili, a beneficio di 71 mila acquirenti) e di altri elettrodomestici (il 62% dei fondi stanziati, e qui in particolare si segnalano 150 mila lavastoviglie vendute con lo sconto fiscale). Però alcune voci, a distanza di tanti mesi, segnalano una quota di utilizzo davvero bassa. Per esempio le gru a torre, ferme al 14% del potenziale, probabilmente perché se l’edilizia ristagna non può bastare uno sconto fiscale a stimolare l’acquisto delle gru; e davvero trascurabile è risultato l’utilizzo dei fondi per stimolare l’efficienza energetica industriale.

    Su su, perchè non c’è il dato degli incentivi per l’acquisto di case in classe A?

    Che è, va peggio delle gru o dei fondi per l’efficienza energetica industriale?

    Così adesso, mentre il 55% va in scadenza a fine anno, quei soldi serviranno per i motorini.

    Vergognatevi

  • Prese per il culo

    Non so, sarò abituato bene, ma un incentivo di massimo 7000 euro per l’acquisto di una nuova (prima) casa in classe A lanciato in pompa magna dal nostro governo non vi sembra una presa per i fondelli da chi non intende rinnovare il 55% per la riqualificazione energetico del nostro disastroso patrimonio edilizio? E un incentivo di 50 euro per attivare una connessione in “banda larga” non vi pare un bella presa per il culo se a proporla è lo stesso governo che ha affossato il progetto di diffusione della banda larga in Italia (poi potremmo discutere sul concetto di larghezza…).

    Senza contare che il tutto è appaltato a quelli di Poste Italiane (con che costi? ricordate la social card?), che se pensassero a far arrivare i miei postacelere – o i bilanci di mandato di Marcello – puntuali sarebbe meglio.

  • Il sano capitalismo italiano

    Il giorno dopo l’annuncio dei conti (in rosso) del 2009 e della distribuzione di un dividendo da quasi 250 milioni di euro, la stessa azienda manda in Cassa Integrazione 30.000 operai.

    Provate a dire quale azienda italiana pur in perdita distribuisce utili agli azionisti, mette in crisi 30.000 famiglie e addossa allo Stato tutti i costi?

    Sorridete gente, avete indovinato!

    E’ la FIAT, il più fulgido esempio del sano capitalismo italiano.

    PS: che poi sia tutto un giochino sulla pelle degli operai per avere la reintroduzione degli incentivi per la rottamazione, beh, forse è più che un semplice sospetto…

  • Indebitatevi, ma spendete

    Via Luca De Biase scopro alcune cose.

    La prima è il governo vuole che si spenda, anche indebitandosi, ma in fondo lo sapevamo già. Del resto da una crisi dovuta a consumi gonfiati si esce gonfiando i consumi.

    Ma anche che i computer sono diventati elettrodomestici, e che per avere la detrazione su questi bisogna anche ristrutturare qualcosa in casa.

    Prima di firmare il modulo da inviare all’agenzia delle entrate pare sia anche necessario un avvitamento carpiato, recitare due padre nostro e toccarsi il naso con le dita dei piedi. Il tutto certificato da un filmato da inviare all’agenzia o da inserire nell’apposito canale di youtube.

    Bonus anche per il computer. Voce per voce tutti gli incentivi
    di Nicoletta Cottone

    Auto, veicoli commerciali leggeri, motocicli, arredamento, elettrodomestici.Sbarca in Gazzetta Ufficiale l’11 febbraio il decreto legge con gli incentivi per riavviare i consumi, con misure per circa 2 miliardi di euro. Ci sono anche contributi per impianti a Gpl o metano, per acquistare auto ecologiche, per installare dispositivi antiparticolato sui mezzi pubblici. Ma anche, ultima novità, per acquistare computer e tv, a patto che si ristrutturi la casa. Per il credito al consumo per l’acquisto dei beni agevolati dai bonus sarà un decreto Economia, già previsto dal decreto anti-crisi (Dl 185/2008, convertito dalla legge 2/2009), a fissare le modalità per favorire l’intervento di Sace spa nella prestazione di garanzie per agevolare la concessione di finanziamenti. Fra le ultime novità introdotte nel provvedimento passa da dieci a 5 anni il periodo per ripartire la detrazione per l’acquisto di elettrodomestici e mobili. Resta inviato il tetto di 10mila euro su cui calcolare la detrazione. Le norme sulla rottamazione e sugli acquisti di auto e motocicli si applicano sugli acquisti effettuati dal 7 febbraio al 31 dicembre 2009, a patto che le vetture siano immatricolate non oltre il 31 marzo 2010.
    Ecco, nel dettaglio, le misure adottate.

    Rottamazione auto. Si prevede un bonus di 1.500 euro, ma non è prevista alcuna esenzione dal pagamento del bollo. Il beneficio spetta a chi rottama auto Euro 0, Euro 1 o Euro 2 immatricolate fino al 31 dicembre 1999 e acquista una vettura Euro 4 o Euro 5 (con emissioni massime 140 grammi CO2/Km per i veicoli benzina e massimo 130 grammi CO2/Km per i diesel).

    Auto ecologiche. Incentivi, senza rottamazione, per l’acquisto di auto ecologiche di 1.500 euro per auto a metano, elettriche e a idrogeno con emissioni non superiori a 120 g/km di Co2. Questi incentivi sono cumulabili a quello per la rottamazione.

    Contributo per impianti a Gpl e a metano. Contributo statale di 500 euro per il Gpl e di 650 euro per il metano per chi vuole trasformare la propria auto da motori a benzine verso alimentazioni a basso impatto ambientale.

    Veicoli commerciali leggeri. Bonus è di 2.500 euro per l’acquisto di veicoli nuovi in seguito alla rottamazione di veicoli euro 0, 1 e 2 immatricolati entro il 31 dicembre 1999. Gli incentivi salgono a 4.000 euro per l’acquisto, senza rottamazione, di veicoli nuovi innovativi a metano, Gpl o idrogeno. L’incentivo è cumulabile a quello per la rottamazione.

    Autocarri e caravan. Per autoveicoli per trasporto promiscuo, autocarri leggeri entro le 3,5 tonnellte, autoveicoli per trasporti specifici, autoveicoli per uso speciale e autocaravan contributo di 2.500 euro per l’acquisto di veicoli nuovi Euro 4 ed Euro 5 a fronte della contestuale rottamazione di veicoli Euro 0, Euro 1 ed Euro 2 immatricolati prima del 31 dicembre 1999.

    Mezzi pubblici più verdi. Per l’installazione di dispositivi antiparticolato (contro i gas di scarico) sui mezzi del trasporto pubblico (categoria N3 e M3 di classe Euro 0, Euro 1 o Euro 2 di aziende che svolgono servizi di pubblica utilità) è previsto un finanziamento straordinario di 11 milioni di euro, ai quali, ha spiegato il ministero per lo Sviluppo economico, se ne aggiungeranno 44 recuperati dal maggior gettito Iva. Spetta il 25% delle spese sostenute per l’acquisto e, comunque, in misura non superiore a mille euro a dispositivo. I contributi non sono cumulabili con altri di natura nazionale, regionale o locale.

    Incentivi per le due ruote. Incentivo di 500 euro per la rottamazione di motocicli o ciclomotori Euro 0 o Euro 1 per acquistarne un motociclo nuovo Euro 3, fino a 400 di cilindrata.

    Detrazioni fiscali per mobili ed elettrodomestici. L’incentivo alle ristrutturazioni si estende anche all’acquisto di mobili ed elettrodomestici (frigoriferi, lavatrici, cucine, lavastoviglie, tv e computer) ad alta efficienza energetica, ma con un paletto. Se ne ha diritto solo se l’acquisto è legato a interventi di recupero del patrimonio edilizio. Prevista la detrazione Irpef del 20% da ripartire in 5 anni, calcolata su un importo massimo complessivo di 10mila euro per acquisti da sostenere entro il 31 dicembre 2009. La detrazione è cumulabile con quella per la sostituzione di frigoriferi, congelatori e loro conbinazioni prevista dalla Finanziaria per il 2008. Entro 30 giorni sarà definito un protocollo di intenti con i produttori di beni per i quali sono previsti gli incentivi. Il protocollo definirà, fra le altre, gli impegni in tema di mantenimento dei livelli occupazionali.