• autogestioni in (al)Italia

    La butto lì: ma se le autogestioni funzionano bene, in Germania come in Argentina, perchè non provarle anche in (al)Italia, vista anche la passione che ci hanno messo i lavoratori negli ultimi giorni?

    Un primo esempio, purtroppo abortito, a Milano:

    Mercoledì 24 settembre in ciclofficina (vicolo de Castillia, quartiere Isola, Milano) ritornano i cicloaperitivi con un’iniziativa solidale per i dipendenti INNSE (ex Innocenti) che da giugno hanno autogestito lo stabilimento proseguendo le lavorazione in corso (e trovandone di nuove) e che il 17 settembre sono stati sgomberati dalla polizia.
    Perché chiudere una fabbrica che ha ordini per i prossimi 4 anni? Semplice: le aree ex periferiche su cui sorge fanno gola alla speculazione immobiliare…
    Vi aspettiamo in tanti, giustamente incazzati e disposti, almeno questa volta, a pagare tutto quello che consumerete: +bc ci mette, con la sua cassa, le materie prime e come al solito cucina e sbattimento, tutto l’incasso verrà devoluto alla fabbrica in lotta.

    Da Ciclistica.it

    NB mi rispondo da solo, per quel che riguarda Alitalia: forse ci vogliono troppi capitali liquidi. Ma mi replico pure: di prestito ponte in prestito ponte…

  • Diritti buttati nel cesso.

    brunettaScusate se insisto, non vorrei sembrare un difensore ad oltranza della “casta” di quei bighelloni e fannulloni dei dipendenti pubblici, ma la “decurtazione dello stipendio per i primi dieci giorni di assenza in caso di malattie e permessi” non suona più o meno come lo sciacquone tirato mentre si butta nel cesso una pagina dello Statuto dei Lavoratori?

    Da Repubblica.it.

    Circolare del ministro della Funzione pubblica contro l’assenteismo nella Pa
    Prevista anche la decurtazione dello stipendio per i primi dieci giorni di assenza

    Brunetta: “Visita fiscale dopo un giorno di malattia”

    I contratti collettivi dovranno stabilire un monte ore massimo per i permessi retribuiti

    ROMA – Non si ferma la campagna del ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta contro l’assenteismo nella pubblica amministrazione. Dopo aver messo online le assenze dei dipendenti per motivi sindacali, arriva il nuovo regime delle assenze per malattia. Tra le novità per gli statali “fannulloni”, contenute in una circolare firmata oggi, l’obbligo di visita medica anche per un giorno di malattia e la decurtazione dello stipendio per i primi dieci giorni di assenza in caso di malattie e permessi. Il provvedimento è retroattivo, perché si applica alle assenze “a decorrere” dal 26 giugno scorso.

    “Le amministrazioni dovranno inoltrare obbligatoriamente la richiesta di visita fiscale anche nel caso di assenza per un solo giorno”, si legge nel documento. Dove si spiega che “la decurtazione della retribuzione viene applicata ad ogni evento di malattia, a prescindere dalla durata, e riguarda i primi dieci giorni di assenza”.

    Vengono dettate anche le modalità di certificazione. “Il terzo evento di malattia nell’anno solare e le assenze superiori a dieci giorni – si specifica – debbono essere giustificati con la presentazione all’amministrazione di un certificato medico rilasciato dalle strutture sanitarie pubbliche o dai medici convenzionati, in quanto parte del Sistema sanitario nazionale”.

    Inoltre, il provvedimento voluto da Brunetta stabilisce anche che i contratti collettivi dovranno quantificare i permessi retribuiti dei dipendenti stabilendo sempre un monte ore massimo. E questo per evitare che i permessi siano chiesti e fruiti nelle giornate in cui si dovrebbe recuperare l’orario. Verrà quindi calcolata l’incidenza dell’assenza sul monte ore prendendo in considerazione l’orario che il lavoratore avrebbe dovuto fare nella giornata di assenza.

  • Strabismo democratico

    sanjustSarà, ma continuo a non capire perchè vivo in un paese in cui la leggina costituzionale fatta “ad personam” dal nostro Presidente del Consiglio, o l’ennesima scappatella del nostro (seppur finanziata dallo Stato), creano scandalo e indignazione (tanto da far raccogliere a repubblica.it 150.000 firme e Di Pietro/Grillo radunare migliaia di persone a Piazza Navona), mentre si sorvola bellamente sulle cose ben peggiori che il governo ed il parlamento stanno facendo nel frattempo.

    Ne cito 3, giusto per esemplificare: il disegno di legge Berselli per togliere significato alla Legge Gozzini (solo 500 purtroppo le adesioni all’appello di Ristretti Orizzonti per salvarla, fra cui la mia), il decreto Tremonti che sulle malattie dei dipendenti pubblici trasforma lo Stato in un ducato e i dipendenti in servi della gleba (50 anni di lotte sindacali buttate nel cesso in nome della lotta ai fannulloni) e, dulcis in fundo, l’eliminazione dal DPEF di ogni impegno per il rispetto del Protocollo di Kyoto. Ma ci sono anche le norme sui Rom, sui migranti, sulla sicurezza e tanto altro ancora.

    Insomma, quand’è che l’opposizione in questo paese la smetterà di farsi abbagliare dallo specchietto lasciato lì per le allodole di turno e comincerà a ragionare seriamente su come opporsi alla deriva “inculturale” che sta divorando il paese (e la sinistra stessa)?