• Se clandestino è il manifesto

    Di manifesti abusivi c’eravamo già occupati in questo blog (e non solo).

    Oggi la giusta denuncia dei radicali, rilanciata da Metilparaben, sulla sanatoria voluta dalla Lega Nord ed inserita nel decreto Milleproroghe (in corso di conversione al Senato).

    La maggioranza, al posto di pensare ai cittadini e al miglioramento energetico dei nostri edifici (vedi appello che abbiamo lanciato giusto ieri), pensa a salvaguardare i propri abusi, in barba alle norme sulla campagna elettorale.

    Insomma sono proprio i paladini della lotta alla clandestinità ad autosanarsi i propri abusi.

    Lo so, è un appello piuttosto vano, ma tanto vale: cari elettori, ricordatevene quando vedrete i tabelloni elettorali pieni di manifesti clandestini ed abusivi andando al seggio a votare. E cercate di ricordarvene almeno sino alla cabina elettorale. Magari anche mentre votate. Lo so chiedo tanto, ma dopo aver riposto la scheda nell’urna, vi assicuro, vi sentirete un po’ meglio.

  • Un fine ragionamento storico-politico

  • Buona padania a tutti (fuorchè quei parassiti di meridionali)…

  • Non è uno di noi

    Michele Serra, oggi sull’Amaca di Repubblica:

    Il sindaco leghista di Cocquio, il paesello dell´ormai celebre “delitto delle mani mozzate“, tira un sospiro di sollievo: l´assassino – confida a un giornalista – «non è uno di noi. Abita a nove chilometri»

    Se non ci fossero, i leghisti bisognerebbe inventarseli.

    No scusate, ci ho ripensato.

  • Giustizia, divina

    Ogni tanto ci son notizie che riconciliano con la vita. Forse questa non è proprio fra quelle, però da quel “Prete ubriaco si mette a bestemmiare” del carlino di ormai un decennio fa, è una di quelle che due risate di divertita soddisfazione le provoca…

    Crocifisso: leghista fa volantinaggio ma litiga e bestemmia
    Genova, movimentata campagna per la raccolta di firme

    GENOVA- Con in mano i volantini per difendere il crocifisso, un attivista della Lega Nord Liguria si é fatto scappare una serie di bestemmie stamani a Genova durante una animata discussione con un passante che la pensava diversamente. E’ accaduto nella centrale Piazza De Ferrari, dove la Lega Nord ha allestito un gazebo per raccogliere firme per mantenere i crocifissi nelle scuole.

    Verso le 11.20, un attivista del partito che distribuiva volantini ha iniziato a discutere animatamente con un passante che la pensava diversamente. In pochi secondi si è passati agli insulti e l’attivista, un uomo sui cinquant’anni, ha dato uno spintone all’altro, un uomo sui 60 anni. Sono intervenuti alcuni attivisti che hanno cercato di dividere i contendenti ma a quel punto il leghista ha perso il controllo e ha iniziato a urlare bestemmie tra lo stupore dei passanti. Sono intervenuti due agenti della Digos ai quali l’uomo ha spiegato di aver agito così perché da poco aveva perso il lavoro e l’altro gli aveva detto di “andare a lavorare”.

    L’episodio ha seguito un altro concitato scambio di opinioni in piazza stamani tra il sindaco di Genova, Marta Vincenzi, e alcuni attivisti della Lega Nord, tra cui il segretario provinciale Edoardo Rixi, impegnati anche loro a distribuire crocifissi e a raccogliere firme a favore della loro presenza nelle scuole.

    All’esterno di un gazebo era appeso un cartello con scritto che la Vincenzi è “molto legata alla comunita’ islamica” e l’accusa di “non curarsi del suo popolo, ma dei nomadi e dei clandestini”. Passando per la piazza il sindaco lo ha visto, si é diretta decisa verso il gazebo e ha detto: “fate le petizioni che volete, ma non dite falsita’”.

    Ne’ e’ nata una discussione molto animata con Rixi e alcune persone che si erano fermate a firmare e che l’hanno a loro volta accusata di “dare le case agli immigrati che rubano e di combattere contro il crocifisso”. “Mettere poveri contro poveri è la cosa peggiore che si possa fare” ha replicato il primo cittadino, che sul crocifisso ha aggiunto: “io mi batto a favore della laicità dello Stato, ma non ho mai fatto battaglie ‘contro’ il crocifisso”. Mentre era in corso la discussione sono arrivati anche una ventina di attivisti dei centri sociali che hanno intonato cori contro la Lega. E’ intervenuta la polizia, che si è frapposta tra gli attivisti e il gazebo per evitare incidenti. Nel frattempo, il sindaco Vincenzi ha lasciato la piazza

  • Alla buon’ora…

    renzo_bossiIl sole 24 ore e Vittorio Zucconi si sono accorti del nuovo incarico del figlio di Bossi, 3 volte immaturo.

    Alla buon’ora, su Giornalettismo, e anche qui ne avevamo parlato a inizio 2009…

    Magari Marcello stavolta la fa l’interrogazione… 😉

  • Come il maiale

    maialeCome del maiale, anche del nostro Salvini non si butta via niente.

    Anche se poi sembra davvero di essere in pakistan

    ”Se lo stato spendesse soldi per convertire gli islamici ai valori cristiani sarebbero soldi sicuramente ben spesi. L’Italia parte tardi, il mio timore e’ che ad oggi non servirebbero comunque molto…”.Lo sottolinea l’europarlamentare leghista, Matteo Salvini, rispondendo alle domande di Klaus David durante la trasmissione KlausCondicio.

    Da Marcello, e prego tutti i rappresentanti suini di scusarmi per l’infelice accostamento.

  • Essere verde: ufo, ufologia e padanità

    borghezioDiamine. Io forse ho sbagliato verde. Dopo questa di Borghezio quasi quasi mi aggrego all’altra allegra brigata verde.

    E dire che dovrebbe essere contento se ci invadessero mai degli esseri verdi da Marte…

    Come puo’ non essere spassosa una trasmissione di Radio Padania dal il titolo: ufo, ufologia e padanità?

    Dal Blog di Daniele Sensi che non ringrazierò mai abbastanza…

    “Chiederò in sede europea che tutti gli stati membri tolgano il segreto apposto sugli avvistamenti Ufo, e mi adopererò affinché anche coloro che ci rappresentano al Consiglio d’Europa facciano la stessa cosa”. Lo ha dichiarato Mario Borghezio su Radio Padania Libera, nel corso di una trasmissione dedicata ai rapporti tra “padanismo e vita extraterrestre”.

    L’europarlamentare leghista (che s’è detto sicuro “di una volontà politica tesa ad oscurare gli avvistamenti di dischi volanti”, una congiura del silenzio che coinvolgerebbe “Stati Uniti, Russia, Nato e le nostre stesse autorità militari”) ha anche annunciato la prossima costituzione, a Milano, di un gruppo di lavoro che lo supporti in questa nuova battaglia. “Tutti devono poter prendere visione di tali documenti, per poter arricchire la propria conoscenza universale, scientifica e politica”, ha detto Borghezio.

    La trasmissione rientra in un ciclo di appuntamenti radiofonici inaugurato agli inizi di agosto da Andrea Rognoni (conduttore che all’indomani del terremoto in Abruzzo seppe distinguersi interpretando quel dramma come presagio di un’imminente islamizzazione dell’Europa) e da Alfredo Lissoni, già volto di Telepadania.

    Tra telefonate di sostenitori leghisti che abitualmente scorgono alieni prelevare campioni di flora nei boschi del torinese, e contributi di segretari delle sezioni locali del Carroccio (Ugo Palaoro, ex assessore alla cultura e segretario della Lega Nord di Stresa) appassionati al fenomeno dei cerchi nel grano ed impegnati in una personale lotta contro i mistificatori che attribuiscono i crop circle all’opera notturna di qualche buontempone, scopo di Rognoni e di Lissoni è quello di contrastare la disinformazione operata da divulgatori come Piero Angela e da accademici come Margherita Hack, personaggi che in nome dell’illuminismo arrivano a negare l’evidente (“Purtroppo questa è la cultura di sinistra: tutti i grossi scettici sono militanti di sinistra”). Più che alla Scienza (“troppo legata al Potere”) occorre quindi rifarsi alla Tradizione -sollecitano i due conduttori- quella stessa tradizione “che testimonia di avvistamenti Ufo, in padania (l’area in cui si ha il più alto numero di ufologi), già a partire dal ‘500”.

    Qualche scettico, però, c’è pure tra i radioascolatori, e taluni telefonano in trasmissione per chiedere come mai gli alieni dovrebbero macinarsi tanti anni-luce di viaggio per poi, una volta arrivati qui, passare tutto il tempo a nascondersi. Ma coloro che hanno imparato a giostrarsi tra i tranelli del criticismo illuministico hanno pronta la replica: “Gli extraterrestri sanno che un loro atterraggio palese e pubblico sarebbe all’origine di una sicura crisi di panico, ecco perché ci inviano segnali gradatamente”.

    Replica che fa il paio con l’affermazione di un colonnello dell’aeronautica militare (ospite in studio) per il quale i governi occidentali “non vogliono dirci la verità poiché non possono fornire risposte che non siano destabilizzanti per la cultura e per l’assetto economico delle nostre società”.

    Gli attori di simile complotto oscurantista dovranno però ora vedersela con l’onorevole Borghezio. I fautori dell’amicizia universale non hanno tuttavia motivo di inquietarsi: mai un leghista chiederà il permesso di soggiorno ad un (altro) omino verde.

    Daniele Sensi

  • Nessun imbarazzo

    calderoliMaso Notarianni commenta la posizione di Calderoli su peacereporter:

    Siamo forse più imbarazzati oggi, nel leggere le “sensate” parole del ministro Calderoli, di quanto lo siamo stati quando il ministro della Difesa la Russa risprese la nostra idea di mandare i militari nei cantieri per controllare che fossero rispettate le norme sulla sicurezza sul lavoro.
    Allora non se ne fece nulla, di militari nei cantieri non se ne vide traccia. E probabilmente anche di questa ennesima boutade leghista non se ne farà nulla.

    Resta l’imbarazzo di condividere le parole di chi, su quasi ogni argomento (dai diritti al razzismo, dalla scuola al lavoro), è sempre dalla parte opposta. Non di PeaceReporter, beninteso, non ci reputiamo tanto importanti, ma della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
    Poi però l’imbarazzo lo sciolgono le parole dello stesso ministro, è lui a fornirci la chiave di lettura: “Sull’Afghanistan la stragrande maggioranza degli italiani la pensa come Umberto Bossi”.
    Noi preferiamo pensare al contrario: la Lega, unica realtà politica con una struttura organizzata in grado di captare gli umori della gente, si è accorta con qualche anno di ritardo che agli Italiani la guerra fa schifo.

    Vi ricordate quando si pubblicavano i sondaggi su questo tema? L’Italia era il Paese che, più di tutti al mondo, pensava che la guerra non la si dovesse fare mai. L’ottanta, il novanta percento degli italiani questo dicevano.

    E la Lega, unica realtà politica presente davvero sul territorio, di questo si è accorta. Sicuramente c’è una fetta di italiani che non vuole i nostri militari in Afghanistan per questioni, diciamo, egoistiche. Tradotto in lingua leghista: “Che ci facciamo tra quei baluba? Trogloditi sono e trogloditi rimarranno, non ne vale la pena”.
    Non a caso nelle parole di Calderoli e dei leghisti si insiste tanto sulle risorse: “inutile sperperar quattrini per un branco di selvaggi”, è il ragionamento fatto in lingua padana.

    Ma noi siamo certi che questi siano una piccola minoranza. E che la stragrande maggiornaza del paese sia semplicemente contro la guerra per buonsenso. Perché la guerra è uno strumento inutile, anzi dannoso. E perché con i soldi spesi in missioni di guerra, pardon, in missioni diversamente di pace, gli italiani lo sanno, si potrebbero fare cose straordinarie, sia in Afghanistan sia qui da noi.

    In conclusione, nessun imbarazzo. Perché sappiamo di essere nel giusto. E sappiamo di interpretare le idee degli italiani sulla questione della guerra, della pace e delle risorse buttate in missioni diversamente difensive da molti anni prima del ministro Bossi e dei suoi.

  • Sig. Salvini, mi permetta una domanda.

    Matteo Salvini è ormai un esponenti di spicco della Lega Nord per meriti sul campo. Da quando esternò “Carrozze metro solo per milanesi” di acqua sotto ai ponti ne è passata e il nostro è cresciuto tanto da causare scandalo in tutta la nazione con i suoi canti da “stadio” durante la festa padana…

    Ma tant’è, veniamo al dunque. Il Sig. Salvini oggi si scaglia contro la sentenza del Tribunale del Lavoro di Milano che ha dato ragione all’aspirante autista di Metro extracomunitario che era stato escluso in virtù di un Regio Decreto del 1931, imponendo all’ATM di “rimuovere la richiesta di cittadinanza italiana o europea tra i requisiti per l’assunzione”:

    “la sentenza è aberrante”: “E’ arrivata l’ora che questi giudici si trasferiscano in Marocco – dice – dove potranno assaporare le virtù del sistema giudiziario marocchino. A Milano i mezzi pubblici dovranno essere guidati solo da cittadini italiani. Chiamerò immediatamente Elio Catania (presidente di Atm, ndr) perché Milano e i milanesi siano rispettati e tutelati e gli fornirò centinaia di curricula di aspiranti autisti lombardi”

    Ricordiamo che la “motivazione forte” dell’applicazione del decreto era che gli stranieri, per il semplice fatto di essere ‘non cittadini’, sono fonte di rischi per la sicurezza pubblica, come scritto a pag. 41 della memoria scritta di ATM:

    “Il servizio di pubblico trasporto involge delicati aspetti di sicurezza pubblica, ed è particolarmente esposto, ad esempio, a rischi di attentati. È proprio di questi giorni la notizia, apparsa sulle maggiori testate giornalistiche, che cinque terroristi magrebini avrebbero organizzato un attentato nella metropolitana milanese che avrebbe dovuto realizzarsi prima delle elezioni del 2006”. E ancora: “Il legame personale del cittadino allo Stato dà maggiori garanzie in relazione alla sicurezza e incolumità pubblica”

    Giusto qualche giorno fa, lo stesso Sig. Salvini ha difeso con forza l’appalto alla Blue Berets per la “sicurezza” (SI-CU-REZ-ZA) all’interno della Metropolitana, nonostante l’organizzazione, presieduta da tal Vincenzo Scavo, iscritto all’MSI di Saja, utilizzi personale extracomunitario, come riporta l’inchiesta di Repubblica Milano (un cubano ed un ecuadoriano, nel caso specifico), sparandola grossa:

    “Qualcuno mi deve spiegare perché dovremmo togliere l’appalto Blue Berets. Solo perché c’è uno del Msi dentro? Ma chissenefrega. Per me – spiega il deputato del Carroccio – potrebbero essere pure coordinate da Rifondazione Comunista. Ogni euro speso per la sicurezza è speso bene. E ogni berretto, di qualunque colore, in giro sui mezzi pubblici è benvenuto. L’altra sera – racconta Salvini – ero in metropolitana e gli ho visti ed è meglio che ci siano. Probabilmente gli amici del Pd hanno preso i mezzi pubblici quattro anni fa. Non mi interessano le simpatie politiche e non vado a chiedere ai volontari che cosa hanno votato l’ultima volta. L’essenziale è che facciano un buon lavoro”

    Ora, Sig. Salvini, mi permetta una domanda e mi spieghi bene, perchè non capisco proprio bene il suo ragionamento sulle due vicende: l’attenuante che secondo lei permetterebbe ad un extracomunitario di lavorare presso la Metropolitana di Milano garantendo la SICUREZZA del servizio è l’essere grosso e nerboruto, l’essere di carnagione bianca (o al massimo olivastra) o più semplicemente l’essere fascista?

  • L’Italia dei disvalori

    img_0412La foto dice tutto, nel sito dei verdi di Ferrara un piccolo approfondimento:

    Il mezzo può essere paragonato a un seme, il fine a un albero; e tra il mezzo e il fine vi è appunto la stessa inviolabile relazione che vi è tra il seme e l’albero.
    Mahatma Gandhi

    Lo avevamo già segnalato, in via ufficiosa ma anche pubblicamente nei giorni scorsi. Evidentemente non serve, per cui piuttosto che fare esposti dei qauli perderemmo presto le tracce, ci limitiamo a pubblicare due semplici esempi di come alcuni partiti politici, che sbandierano a destra e a manca Valori e Legalità, li applichino poi in modo curioso a se stessi.

    Per chi non lo sapesse gli spazi sui tabelloni elettorali sono assegnati a cascuna lista, spesso con posizioni diverse, a secondo del numero di estrazione delle stesse (per la propaganda diretta). Di norma quando si va ad attacchinare (noi lo facciamo senza affidarci ad “agenzie”) ci si porta dietro l’elenco delle postzioni ed un foglio in cui sono segnati i numeri assegnati. Non è troppo difficile, è tutto scritto. Un errore certo puo’ capitare, ma se l’errore è moltiplicato (almeno) per 10 e viene ripetuto (una volta riparato il danno) allora non si puo’ che pensare al dolo.

    Siccome nella nostra città non si erano mai verificati (Lega e FN a parte) episodi gravi di copertura di manifesti, e mai vorremmo doverci ritrovare nella stessa situazione di comuni come Roma o Milano – dove le stratificazioni di manifesti sembrano più un esercizio di analisi geologica elettorale che un esempio di democrazia – rinnoviamo il nostro appello, ai Partiti perchè la smettano di violare le norme attaccando manifesti nei posti altrui (o in quelli vietati) e agli elettori perchè riconoscano dietro quali simboli si nascondono coloro capaci di predicare bene ma incapaci di non razzolare male.

  • Si vede che non è nel catalogo CONSIP

    Da Spinoza:

    Lugano, fermata segretaria della Lega con 8 chili di cocaina. Per scusarsi ha messo giù due righe.

    Dev’essere una tattica per ingraziarsi i franchi tiratori.

    (È la risposta a chi dava ai leghisti dei venditori di fumo)

    La donna si discolpa: “Provate voi a risvegliare Bossi ogni mattina”.

  • Infiltratevi nei comuni

    Per chi se lo fosse perso ecco un Borghezio in grande spolvero che suggerisce ai colleghi francesi (ops, celti) come infiltrarsi nelle istituzioni democratiche senza “assolutamente cedere alla tentazione di dichiararsi fascisti”.

    Da RepubblicaTV.

  • la lega, la coerenza e il figliolo di Bossi

    renzo_bossiSlogan vs fatti

    Gli slogan sono sempre stati quelli di “Roma ladrona”, di “paga somaro del nord”, contro gli enti inutili e pensioni d’invalidità.
    Più recentemente, contro lo scippo di Malpensa.

    Tutto questo fino al 14 aprile 2008.

    Poi deve essere successo qualche cosa perché, nel silenzio di Maroni & c., ci sono stati i soldi regalati a Catania, il blocco della spesa di tutti i comuni tranne Roma libera di sforare il bilancio a piacimento, il funerale di Malpensa, i fondi per l’Expo che non arrivano, 5 miliardi di euro regalati ad un dittatorello africano, l’addebito ai contribuenti del nord del dissesto di Alitalia, la lauriana e sudista social card, il differente trattamento tra i 20.000 lavoratori di Alitalia e le centinaia di migliaia di lavoratori del nord oggi a casa per la crisi, la tassa indiretta chiamata monopolio Linate-Fiumicino, l’aumento della spesa pubblica corrente, la moltiplicazione delle poltrone a mezzo della creazione di nuove province.

    E così via, fino ad arrivare alla nomina del figlio del capo ad una poltrona del sottobosco governativo.

    Che le batte davvero tutte. E non tanto perché è stato messo su un ragazzo che non ha mai lavorato un giorno in vita sua, che non ha alcun merito diverso da quello di essere figlio di suo padre – circostanza che pure meriterebbe qualche spiegazione. Ma perché, dopo aver chiesto il voto promettendo il calvinismo, non trova di meglio che accomodarsi sulla prima poltrona del più inutile degli enti. In attesa dell’accredito del gettone.

    Il libertario quotidiano analizza il comportamento della Lega nell’ultimo anno governativo. Non ci fa una bellissima figura il figliol (prodigo?) di Umberto Bossi, immaturo per tre volte, ma già pronto per l'”Osservatorio Trasparenza della Fiera di Milano”.

    Che però non sembra essere, mi spiace correggere il libertario, un posto nel sottobosco governativo. Sembra molto peggio:

    Milano, 22 gen. (Adnkronos) – ”Tutelare le piccole medie imprese che vivono il momento fieristico come l’opportunita’ piu’ importante della promozione aziendale” questa la prima finalita’ dell’Osservatorio sulla trasparenza e l’efficacia del sistema fieristico lombardo costituito in questi giorni su iniziativa della Lega Nord, con sede a Milano presso la sede del Carroccio di via Colombi 18. A guidare l’organismo saranno l’Assessore regionale Davide Boni, in veste di Presidente onorario e il Consigliere regionale Fabrizio Cecchetti, con la nomina di Presidente. Del Comitato di presidenza, inoltre, faranno parte anche il Segretario generale Ennio Castiglioni e Renzo Bossi.

    ”In vista dell’importantissimo appuntamento espositivo Expo 2015 – spiega l’Assessore Boni – abbiamo pensato di costituire uno strumento esterno, indipendente, al servizio delle piccole e medie imprese, con il compito di raccogliere le valutazioni degli espositori e le eventuali segnalazioni di anomalie riscontrate nel sistema fieristico regionale.

    Insomma l’Assessore Boni (che è Assessore al Territorio e Urbanistica della Regione Lombardia) e il figlio di Bossi faranno parte di “uno strumento esterno, indipendente al servizio delle piccole e medie imprese, con il compito di raccogliere le valutazioni degli espositori e le eventuali segnalazioni di anomalie riscontrate nel sistema fieristico regionale“.
    Da quanto ne so il sistema fieristico regionale lombardo, credo da Statuto, è vincolato agli indirizzi che la Regione, del cui governo la Lega si fregia di far parte, gli da.
    Insomma, chiariamoci bene: l’Assessore regionale Boni (e il figlio di Bossi) che faranno al servizio delle piccole e medie imprese in vista dell’expo 2015?
    Non è uno scherzo.
    Marcello, batti un colpo…
  • Notizie della settimana

    britishjobs_leafletSettimanina intensa questa. Al top delle notizie non puo’ che esserci la protesta dei lavoratori inglesi al suono di “Sporchi immigrati ci rubate lavoro“, ma soprattutto il silenzio assordante dei vari esponenti leghisti. Bossi, Calderoli e Maroni di solito intervengono su tutto, da 2 giorni si occupano rispettivamente di UDC, Fiat, e presunto traffico d’organi. Fenomeni.

    Nel frattempo in Italia continuano gli stupri, continuano le cacce alle streghe, in particolare se straniere. Come purtroppo ci testimonia il cittadino indiano bruciato vivo a Roma. Ci vuole Lori del Santo a ricordarci che la gran parte delle violenze sulle donne avviene, purtroppo, all’interno delle mure domestiche e nel silenzio dei benpensanti. E Gad Lerner.

    Doppio scandalo a sfondo canaposo in america: prima Phelps viene beccato con un bong in mano, poi il fratellastro del Presidente Obama arrestato in Kenya per uno spinello. Che fare, oltre alla solidarietà di circostanza? Forse ribadire quanto detto qui a proposito di Apodaca, e magari invitare Obama a prendere decisioni un po’ più coraggiose della nomina del nuovo Zar antidroga, ad interim (ma poteva andarci peggio).

    Apprendo poi da Marcello che a Genova Don Gallo si è ritrova nel camioncino uno zaino pieno di tritolo. Almeno questa è andata bene, per fortuna. E’ andata meno bene a Google che per 40 minuti ha messo in allarme il mondo intero. Io, sinceramente, non mi sono accorto di nulla: ecchediamine manco fosse l’oscuramento del “Grande Fratello” a causa degli innumerevoli problemi dello switch al segnale digitale terrestre in Sardegna.

    Chiudiamo almeno con una cosa divertente. Tipo i 2 (su 2) consiglieri comunali napoletani dell’Italia dei Valori che rispondono picche all’ultimatum del loro Capo di uscire dalle maggioranze campane:

    “Nel momento in cui – spiega Scala – poniamo la questione morale nell’ Idv in Campania, l’ obiettivo da Roma viene spostato sulla sfiducia alla giunta, senza darci alcuna risposta, questo non possiamo accettarlo nè lo capiamo. Se il presidente continua su questa linea significa che ce ne andremo, in fondo ci siamo già auto sospesi dall’Idv e quindi ci comporteremo con coerenza”

  • la lega lombarda e i colpi di culo


    Dal blog di Marcello, senza ulteriori commenti…

  • Politiche di sinistra…. (3)

    Perchè al Berlusca PotOp gli fa un baffo…

    Assegni sociali, allarme taglio. In 760 mila senza pensione
    La manovra cancella il contributo. A perderlo sarà circa il 95% degli aventi diritto fra anziani poveri, casalinghe, suore. Tutti individui con più di 65 anni che vivono in condizioni di indigenza. Ma anche gli italiani che hanno lavorato all’estero e sono tornati da poco. La Lega ammette l’autogol: “Nel mirino c’erano gli aiuti agli stranieri

    Da Repubblica.it.

  • Uffici stampa

    centoIn quel di Cento succedono cose strane e divertenti. Come la giunta Tuzet (AN) che cade sul bilancio, e l’ex candidato del centro-sinistra (verdi esclusi, guardacaso) che offre una stampella alla destra e poi viene costretto a fare retromarcia dai suoi.

    Ma la cosa più divertente della settimana è secondo me il comunicato stampa dell’ufficio stampa del Comune centese che interviene sul caso dei manifestini a sostegno della giunta centese affissi da ignoti sui tabelloni elettorali:

    Manifesti abusivi a Cento

    E’ di ieri la notizia ed anche il fatto che alcune persone, rigorosamente anonime, hanno affisso negli spazi elettorali un manifesto con il logo del PDL il cui contenuto era palesemente a difesa della Giunta, mentre in realtà ne faceva esattamente il danno. Infatti nessuno della Giunta, men che meno il Sindaco, era al corrente né dell’iniziativa né dei contenuti, su quali non è d’accordo, che tra l’altro hanno indignato anche i livelli superiori dei principali partiti che sostengono questa amministrazione. Con la presente nota quindi smentiamo categoricamente ogni coinvolgimento della attuale amministrazione. I manifesti sono opera di anonimi contro cui l’amministrazione stessa ha operato in modo che i Vigili Urbani lì oscurassero immediatamente poiché privi di ogni regola di legge per la identificazione degli autori.
    Ufficio stampa del Comune di Cento

    L’ho riletto più volte, imbarazzato dalla costruzione logica e grammaticale del testo. Non che io abbia particolare familiarità con l’italiano ma ho avuto sinceramente dei dubbi sull’autenticità del contenuto e della firma. Invece risulta essere realmente l’espressione del pensiero della giunta di AN e Lega Nord (e altri) che amministra il Comune. Che ne direste se la Provincia promuovesse un corso di italiano per gli uffici stampa?