• I Blog ed il Parlamento Europeo

    peIl Parlamento Europeo sta avviando la discussione su una mozione sul pluralismo dei media che vuole regolamentare i contenuti generati anche dai media non professionali (blog compresi).

    Quando si parla di regolamentare i contenuti a me viene sempre un attacco di orticaria. Devo ancora leggere il testo, ma passaggi come questo (segnalato da Luca Conti) mi lasciano perplesso:

    Proposes the introduction of fees commensurate with the commercial value of the user-generated content as well as ethical codes and terms of usage for user-generated content in commercial publications

    D’accordo sul codice etico, ma non comprendo la “violazione della concorrenza a danno dei professionisti dei media”. Ovvero la comprendo in una logica tutta italiana di difesa dell’Ordine dei Giornalisti, non la comprendo in un’ottica europea di apertura del mercato.

    Dopodichè su come garantire l’attendibilità delle notizie pubblicate e delle opinioni espresse sui blog, beh è tutto un altro discorso, che pero’ sottende alla libertà di espressione più che alla libera concorrenza.

    Ma queste considerazioni le butto qui ripromettendomi di leggere bene il documento e commentarlo con maggiore attenzione.

    VIa Pandemia.

  • Il Paradiso ed il Purgatorio.

    purgatorioQuesto è l’ultimo post pre campagna elettorale sulla Sinistra Arcobaleno ed i Verdi. Dopodichè, a meno di cattive sorprese nelle liste, sosterrò da bravo soldatino di latta la lista unitaria della sinistra. Pero’ Luca Conti (e reds) ha ragione quando si interroga sul vero significato dell’alleanza e soprattutto sul futuro del pensiero ecologista.

    La vedo da un’ottica un po’ diversa: io ritengo che i Verdi siano una forza di estrema sinistra, e che rappresentino in fondo la rivoluzione, gentile ed ecologista, di chi finalmente fa i conti con il limite. Lo facevano 20anni fa, inascoltati. Ora che la storia da ragione alle istanze ecologista ci ritroviamo rinchiusi in una compagine, spero solo elettorale, che non ha nessun senso del limite (basterà vedere le candidature) e che racchiude in se tutte le ipocrisie di una sinistra che non ha mai saputo confrontarsi con le proprie sconfitte, almeno da 30anni a questa parte.

    Nel mio paradiso elettorale ci sarebbe un partito comunista, in cui confluiscono coloro (e sono tanti) che guardano con nostalgia alla storia (peraltro fondamentale per il nostro paese) del PCI e chiedono da tempo l’unità della sinistra tradizionale e, alla sua sinistra (o come direbbe qualcun’altro, “oltre”), un partito ecologista in cui confluiscano le forze che, preso atto che l’ottocento è finito da un pezzo, ed anche il novecento è passato, hanno deciso di fare i conti con il futuro del nostro pianeta.

    Purtroppo il paradiso è per pochi. Speriamo solo che il purgatorio duri poco…