• Il Travaglio che non ti aspetti

    Marco Travaglio chiede la grazia per Fabrizio CoronaNei giorni scorsi Marco Travaglio sulle pagine del Fatto Quotidiano ha lanciato un appello per la grazia a Fabrizio Corona definito come “un pesce rosso in uno stagno di squali”.

    Per chi sostiene da tempo immemore il diritto penale minimo, per chi ritiene che la pena debba essere proporzionata, che la privazione della libertà debba essere riservata ai fatti più gravi e che l’applicazione delle misure alternative sia la chiave di volta per diminuire la recidiva e le presenze in carcere non fa certo particolare scandalo che si apra questo dibattito a partire dalla vicenda di Fabrizio Corona, anche se non gode della mia particolare simpatia.

    Certo un poco sorprende – ma è una felice sorpresa – che improvvisamente per il Condirettore de Il Fatto Quotidiano la certezza della pena non sia più valore assoluto, anzi che la pena stessa, prevista dal codice, sia sproporzionata.

    Lo è, probabilmente, per Fabrizio Corona, ma lo è certamente – e soprattutto – per le migliaia di detenuti che stanno scontando una pena illegittima per la legge Fini-Giovanardi sulle droghe dichiarata incostituzionale nel febbraio scorso.

    Per questi, pronto a ricredermi, dubito che mai Travaglio scriverà editoriali.

    In compenso una rete di associazioni sta lanciando una campagna per il riconoscimento, in incidente di esecuzione, della rideterminazione della pena a seguito della sentenza della Corte. Aiutateci a diffondere l’iniziativa, tutte le info su www.fuoriluogo.it/penaillegittima.

    [Articolo per fuoriluogo.it]

  • Faq

    Francesco Costa ha preparato una pagina di Faq per rispondere ai quesiti più frequenti sui suoi post su Marco Travaglio:

    Alcune faq, così in un colpo solo rispondo a un po’ di domande.

    Perché ce l’hai con Travaglio?
    Non ce l’ho con Travaglio più di quanto ce l’ho con tutti quelli che dicono cose non vere pur di supportare le proprie tesi, che combinano ad arte fatti, interpretazioni dei fatti e opinioni sui fatti fino a impedire ai lettori di capire dove finiscono gli uni e dove cominciano gli altri. E coi loro fan adoranti e irragionevoli.

    Quindi ne fai un discorso deontologico?
    No, anzi, non solo: non è che i giornalisti debbano essere gli unici a essere tenuti a un comportamento corretto, per statuto. Dovremmo esserlo tutti, e senza che ci obblighi una norma. Nel dettaglio, poi, mi rivedo molto poco nelle idee securitarie e giustizialiste di Marco Travaglio, e nella cultura di destra che lo ispira. Ma non è questo il punto, qui. Qui si parla del metodo, si smontano i luoghi comuni, si cerca nel nostro – perché sarà auspicabilmente un’impresa collettiva – piccolissimo di spiegare le cose, e distinguerle.

    Perché, allora, te la prendi solo con Travaglio?
    Perché attorno a lui e i suoi articoli sono nati alcuni dei luoghi comuni più incrostati in un certo elettorato che si ritiene di sinistra, o pensa che basti avercela con Berlusconi per dirsi di sinistra. Esempio numero uno: Marco Travaglio si limita a citare fatti e quindi non è smentibile (falso, vedi appunto questi post). Esempio numero due: Marco Travaglio non ha mai perso una causa (falso, vedi qui). Ce ne sono altri. E comunque non me la prendo solo con Travaglio: questo blog è pieno di riflessioni, opinioni e debunking di bugie e luoghi comuni.

    Fatto sta che hai dedicato una rubrica a lui e non ad altri.
    Questa non è una crociata. Travaglio è il simbolo di cose che non ha certo inventato lui. Lo faccio per chi e con chi tra voi è in buona fede, ragionevole e obiettivo. Perché è bene sostenere una causa avendo la certezza che sia giusta, e non solo perché è la causa del proprio maître à penser. Perché il tempo impiegato a smontare un luogo comune o una falsa credenza non è mai sprecato, meno che mai su internet, dove queste conversazioni potranno essere trovate, lette e commentate per anni. Perché è bene sceglierseli, i propri amici e alleati, piuttosto che prendersi d’ufficio il nemico del proprio nemico. Perché è sempre bene lasciare i totem infallibili ai fanatici religiosi, e usare il ragionamento.

    Certo, anche Travaglio può sbagliare.
    Questo è esattamente quello che dico io. Se anche tu la pensi così, il primo passo l’hai già fatto. Il secondo è capire e saper riconoscere dove sbaglia e perché, e non avere timore di dirlo: non è che dire la verità su Travaglio ti rende un socio di Berlusconi. Anzi, probabilmente dire la verità sulle cose è il gesto più antiberlusconiano che ci sia, oltre che il più giusto. Il terzo è girare questi link al tuo amico che compra tutti i libri di Travaglio.

    Lo sai cosa ti aspetta?
    Sì. Tutte le volte che qualcuno osa mettersi contro la premiata ditta Grillo-Travaglio arrivano tonnellate di insulti, email minatorie, a volte anche minacce di morte. È successo a tutti quelli che osano scriverne male ed è già capitato anche a me. Non lo faccio volentieri ma, come si dice, è uno sporco lavoro eccetera eccetera.

  • Imprecisione e finta precisione…

    schifaniIo sono notoriamente persona disordinata, spesso imprecisa. Ma non ce l’ho con gli ordinati ed i precisi.

    Con i finti precisini sì. E’ per questo che nella querelle Travaglio-Schifani non sto con nessuno dei due, anzi propendo per la linea D’AvanzoSofri (Luca).

    Non sopporto chi, sedicente puntiglioso, fa le pulci a questo o quello citando fatti o dati sbagliati ed omettendone altri. In Italia ce ne sono tanti.

    E non capisco perchè uno che non è d’accordo con le invettive travagliane debba esser poi arruolato suo malgrado fra i fan di Schifani (o di Castelli).

    PS: non sopporto neanche il giustizialismo travagrilldipietresco, ma è altra questione…