• Aldo Bianzino è stato ucciso.

    aldo-bianzinoOggi l’udienza per l’opposizione alla richiesta di archiviazione per l’accusa di omicidio di Aldo Bianzino a opera di ignoti. Leggete l’articolo di Patti Cirino per la rubrica di Fuoriluogo sul Manifesto del 10 dicembre 2009 e ascoltate la conferenza stampa per il presidio dell’ 11 dicembre davanti al tribunale (da radioradicale).

    Per rimanere aggiornati visitate il blog del Comitato Verità per Aldo.

  • Legalizzare il backend

    Il Sindaco di Amsterdam, quello che ha promosso tolleranza zero verso chi beve birra in piedi fuori dai bar e ristoranti, ha chiesto al Governo di legalizzare i canali di approvigionamento della marijuana che finisce nei coffeeshop della capitale olandese. Perchè, si chiede Cohen, far finire i soldi di un mercato (frontend) tollerato e florido (un quarto dei turisti visita i coffeeshop) in un backend illegale controllato dalle mafie?

    Vai all’articolo che ho scritto per fuoriluogo.it.

  • Altre 10 domande. Sulle droghe, stavolta.

    Da Repubblica del 27 Agosto: «I presidi non devono criticare la politica del ministero. E’ una questione di lealtà nei confronti del datore di lavoro». Contemporaneamente scatta il tentativo di imbavagliare la libertà di stampa e la televisione di stato omaggia il datore di lavoro, o padrone, astenendosi dalla critica. Dallo stato liberale allo stato etico e fascista con ripristino immediato della fedeltà di parte, nella pubblica amministrazione, nei confronti del potere politico. A quando la tessera per confermare la fedeltà prima di accedere a pubblici concorsi? Il passo à breve ed in fondo sarebbe semplicemente un atto di coerente armonizzazione con la visone illiberale, autoritaria, proprietaria e personalistica  che caratterizza l’attuale assetto di potere nel nostro paese, con un’opposizione stancamente silente e depressa. Ma quale fedeltà è dovuta al padrone attuale nel campo delle droghe: vi è ancora la libertà di pensiero per quanti agiscono sul piano tecnico e professionale?

    Franco Marcomini, sul blog di Fuoriluogo.it, prende giustamente spunto dall’editto Gelmini e pone 10 domande sulle politiche sulle sostanze alla comunità scientifica italiana. In attesa di una risposta…

  • Notizie della settimana

    Sulle due vicende che rendono il nostro paese ogni giorno sempre meno ospitale per coloro che ci son nati e per coloro che ci giungono dopo viaggi infernali, vorrei non scrivere altro. Se non segnalare l’appello dell’Ordine dei Medici bergamaschi al loro iscritto Calderoli, ma soprattutto la posizione dell’Italia dei Valori sul ddl governativo a favore dell’accanimento terapeutico:

    L’Italia dei Valori farà valere le sue ragioni nelle aule parlamentari e non si rifugerà, pilatescamente parlando, dietro l’ostruzionismo fine a se stesso

    Faccio fatica a commentarla, ma sono meno stupito di altri. Mi fermo qui. Comunque sia, elettore avvertito, elettore mezzo salvato…

    Continua l’assurda criminalizzazione della Canapa nello sport: per Apodaca sono stati chiesti due mesi di squalifica, mentre Phelps, reo di esser stato ritratto con in mano un bong, si è visto comminare, sulla fiducia, una squalifica di 3 mesi dalla federazione statunitense. Senza neanche analisi, nella società dell’immagine è considerata cosa naturale…

    Sempre restando in argomento sportivo, scusatemi mi rilasso un poco, continua la convalescenza del Bologna calcio. Servivano un attaccante, un centrocampista, un difensore. E’ arrivato un attaccante, Osvaldo, per 7 milioni di euro. Pazzini ne costava 9, forse troppi. Ma se erano troppi per Pazzini 9 milioni, 7 per Osvaldo sono pochi? E non è arrivato nessuno a centracampo, dove Dacourt avrebbe fatto molto comodo, e in difesa dove ogni domenica si balla il liscio. Speriamo in Casarini, non c’è rimasto molto altro…

    Almeno nessuno dei giocatori bolognesi ha picchiato il figlio dello Sponsor (che è anche Presidente), come successo a Ferrara. A parte la curiosità della notizia, pur non conoscendo personalmente il capitano biancazzurro Centi e non avendo assistito al fattaccio, mi permetto di scegliere: fra il SUV e la bicicletta io sto con la bicicletta…

  • Solidarietà ad Apodaca…

    Foto dal sito del Basket Club

    Foto dal sito del Basket Club

    Dopo Giba, un altro straniero in forza ad una squadra ferrarese è risultato positivo all’antidoping per cannabis. Si tratta del portoricano Rick Apodaca, da dicembre in forza alla CARIFE. Che viste le date di arrivo a Ferrara e di controllo antidoping, e i 25 punti in 25 minuti di domenica scorsa, di canne qui se ne è fatte davvero poche…

    La notizia (da Estense.com)

    Il controllo dopo la partita con la Snaidero Udine. Sospeso l’atleta.
    Apodaca positivo al doping

    Arriva una tegola inaspettata proprio nel momento in cui tifosi non avevano ancora smesso dfi gioire per la schiacciante vittoria contro Rieti. Il Basket Club Ferrara è stato informato dall’Ufficio di procura antidoping del Coni della positività riscontrata al proprio giocatore Rick Jason Apodaca per la presenza di metabolita di tetraidrocannabinolo, nel controllo antidoping del 14 dicembre 2008 per la gara Snaidero Udine-Carife Ferrara.

    Il Club ha provveduto a sospendere dall’attività, con effetto immediato, Rick Jason Apodaca, come previsto dalla normativa del Coni.

    Il commento (dal sito dei Verdi di Ferrara)

    Basket: Apodaca positivo per Cannabis. L’assurdità del proibizionismo che si abbatte sullo sport.

    Apprendiamo che Rick Jason Apodaca, guardia della CARIFE-Basket Club Ferrara è stato trovato positivo durante i Test antidoping per presenza di cannabinoidi e sospeso dal CONI.

    Ci saranno le controanalisi per verificare la veridicità dei test, ma il punto che vorremmo sottolineare, al di là dell’espressione della nostra solidarietà all’atleta Portoricano, non è se e quando egli abbia fatto uso di derivati della cannabis, bensì perchè tali sostanze siano al centro dell’ottusa politica proibizionista sulle droghe, anche nello sport.

    Detto che è difficile attribuire qualità dopanti ai cannabinoidi, soprattutto visti i preponderanti effetti “collaterali” che mal si combinano con l’attività sportiva, la sospensione degli atleti (in città tutti ricordiamo il caso del pallavolista Giba) per presenza di THC è ascrivibile esclusivamente ad uno schema repressivo sull’uso delle sostanze voluto dall’UNDCP (l’ente delle Nazioni Unite che si occupa delle politiche sulle droghe) e dalla legislazione italiana. L’unico risultato di tale situazione, oltre a rovinare la carriera di ottimi atleti, è rendere ancor più ridicola la lotta al doping.

    La nuova legge proibizionista sulle droghe che doveva risolvere tutti i problemi dei “nostri figli” tentati dal mondo proibito delle droghe ha evidentemente fallito. Le droghe circolano ovunque, i consumi sono in aumento e non vi è più alcuna distinzione, agli occhi del legislatore ma anche dei consumatori, fra droghe pesanti e leggere. Così ogni anno decine di migliaia di giovani sono costretti a test, visite al prefetto ed ai Sert perchè fermati in possesso di quantità, spesso minime, di droghe leggere. Questo ovviamente quando non sono accusati di spaccio e finiscono in carcere, magari solo per aver voluto evitare di alimentare le mafie del narcotraffico autocoltivandosi la propria piantina di Marijuana.

    Le politiche sulle sostanze in Italia saranno presto oggetto della Conferenza nazionale sulle droghe di Trieste. Per contrastare il proibizionismo, e per chiedere una politica sulle droghe realistica e basata su riscontri scientifici e non su falsi pilastri moralistici Fuoriluogo ha lanciato un appello al quale i Verdi di Ferrara hanno aderito ed al quale è possibile aderire on line su www.fuoriluogo.it.

  • Follia di falafel con germogli di canapa

    La scorsa settimana D di Repubblica ha pubblicato una recensione di “La cannabis in cucina” un libro di ricette con la canapa.

    Qui trovate la recensione, qui le avvertenze che consiglio di leggere dal blog di fuoriluogo.it.

    Infine qui sotto per riprendere la tradizione delle ricette della domenica la ricetta dei falafel ai germogli di canapa, tratta da Ogigia.

    La ricetta che vi proponiamo, peraltro semplice da realizzare e assolutamente adatta anche ai vegetariani, è tratta dal libro: La cannabis in cucina. Più di 35 ricette per pranzi, spuntini e altre occasioni di Pilcher Tim di cui abbiamo parlato nella rubrica dedicata all’editoria. Questo tradizionale “fast food” mediorientale è molto più sano di un hamburger e molto più gustoso del pollo fritto. Sicuramente non vi manderà in orbita, ma è talmente buono che neanche ci farete caso! Ingredienti necessari per la ricetta:

    Per 15/20 falafel
    250 g di semi di canapa germogliati
    1 cipolla tritata
    2 spicchi d’aglio
    1 cucchiaino di cumino in polvere
    400 g di lenticchie rosse
    600 ml di brodo vegetale
    720 g di ceci ammollati in acqua dal giorno precedente
    250 g di semi di sesamo
    una manciata di coriandolo fresco tritato
    olio d’oliva, per il soffritto
    sale e pepe
    pane tipo pita, per accompagnare il piatto.
    Lasciare i semi di canapa in ammollo per una notte, quindi disporli su un
    germogliatore (anche un semplice vassoio va bene): sciacquarli e scolarli più volte al giorno, finché non cominciano a germogliare. Soffriggere l’aglio e la cipolla nell’olio (o in un po’ di cannabutter) e aggiungere il cumino non appena la cipolla comincia a dorarsi. Si raccomanda di mescolare bene con un cucchiaio di legno. Mettere in una padella le lenticchie e il brodo vegetale e cuocere a fuoco lento
    per circa 15 minuti fino a che il brodo non si sarà asciugato e le lenticchie non risultino tenere. Frullare i ceci e aggiungere la purea ottenuta dalle lenticchie, assieme ai semi di canapa germogliati e al coriandolo. Condire a piacimento. Lasciare riposare per 20 minuti in un luogo fresco perché assorba il liquido, poi ricavarne delle palline. Rotolare le palline sopra i semi di sesamo e friggerle fino a doratura.

  • Caso Bianzino, l’inchiesta non si chiude

    Riprendo, tramite il blog di fuoriluogo.it, la notizia pubblicata su Liberazione riguardo uno spiraglio nella vicenda della tragica morte di Aldo Bianzino.

    Perugia: indagine sulla morte di Aldo Bianzino non si chiude

    Da Liberazione, – 1 agosto 2008

    La famiglia di Aldo Bianzino avrebbe ottenuto dal Gip la continuazione delle indagini, nonostante che il Pm sostenga che la morte è avvenuta per cause naturali. Da Liberazione.

    Ci sono novità sull’inchiesta per la morte di Aldo Bianzino nel carcere di Perugia. Il giudice per le indagini preliminari, Massimo Ricciarelli, avrebbe dichiarato ammissibile l’istanza con la quale gli avvocati della famiglia del falegname di Pietralunga si sono opposti all’archiviazione del caso. Ad otto mesi di distanza si potrebbe dunque riaprire il caso di Aldo Bianzino.

    L’uomo è stato trovato morto in una cella, in cui era detenuto da due giorni dopo essere stato arrestato per aver coltivato due piante di marijuana nel giardino di casa; per il Pm si sarebbe trattato di morte per cause naturali, determinata da aneurisma. Ma l’autopsia parlò di fratture di costole e di distaccamento del fegato che per il Pm sarebbero state determinate da un maldestro tentativo di massaggio cardiaco. Per la famiglia Bianzino sono invece la prova di un pestaggio.

    Vai al blog VeritàperAldo.

  • Le notizie di una settimana drogata

    papaveriAlla fine siamo arrivati alla fine della settimana in cui si celebra la giornata mondiale antidroga. E ne abbiamo sentite di tutti i colori, a dimostrazione che le sostanze stupefacenti circolano, eccome, anche a Fini-Giovanardi in vigore.

    In ordine sparso le notizie di questa settimana drogata.

    Tranquilli, c’è Giovanardi.
    Giovanardi ha detto che la situazione in Italia è grave ma non drammatica (giuro). Sì quello che fino a ieri si scagliava contro quest’Italia drogata. Insomma, adesso c’è lui e siamo in una botte di ferro, pure in parlamento.

    La terza guerra mondiale
    Antonio Costa, che è un altro che non si risparmia di certo, ha detto prima che l’onu non ha mai parlato di un mondo senza droghe in 10 anni (10 anni fa), e poi che è ora di iniziare la Terza Guerra Mondiale: quella alle droghe. Insomma prima era solo furbescamente smemorato, adesso diventa pure pericoloso.

    Il consorte della Regina delle Birre governerà il mondo?
    Intanto in America McCain, quello che vorrebbe prendere in mano il cerino della War on Drugs dalla famiglia Bush, non si lascia mancare nulla neanche lui: l’azienda della moglie, distributrice della Budweiser (sì quella che ha “fregato” il marchio alla budweiser ceca) si oppone addirittura all’iniziativa rivoluzionaria delle «Madri Contro la Guida in Stato di Ubriachezza»  che vorrebbe imporre per legge di indicare anche su bottiglie e lattine di birra e vino il contenuto alcolico. Giuro (fonte Corriere della Sera). Pare che il tema sia così delicato “che John McCain da anni si astiene dal votare o intervenire su qualsiasi cosa che riguardi l’alcol.” Ma se fosse eletto alla Casa Bianca? “Nessuno si aspetta che dallo Studio Ovale, McCain conceda favori speciali alle aziende che producono o distribuiscono alcolici. Ma il conflitto di interessi potrebbe frenarlo dall’agire energicamente su temi come l’alcolismo giovanile. La sua campagna dice che «nessuna decisione sarà presa» fino a dopo le elezioni.” Complimentoni.

    Non ne bastava una?
    Forse anche il caldo ha influito sull’iniziativa di alcuni parlamentari del PDL, non sazi della scorpacciata di ipocrisia del 26 giugno, che chiedono con una proposta di legge l’istituzione di una giornata nazionale di lotta alla droga. Sì un’altra. L’ennesimo prova che il concetto del limite è purtroppo patrimonio di pochi.

    L’ho visto su youtube!
    Chicca finale il video che farà scandalo e che chiude in bellezza questa settimana. Alcuni ragazzini si rollano (male) una canna in classe e mandano il filmato su youtube. Sul blog di fuoriluogo.it si accetto scommesse su chi sarà il primo ad intervenire sulla grave crisi del sistema morale e scolastico del nostro paese.

  • Ah, l’informazione… (notizie della settimana)

    Insomma, le stranezza di una vita disinformata.

    Mentre Repubblica ci informa oggi del sondaggio che da conto del recupero del PD ma soprattutto della tendenza alla sparizione per tutto ciò che gli sta attorno, c’è chi si lamenta di un informazione troppo sbilanciata su PD e PDL: ma dai…

    Addirittura la Juventus, perdente con polemiche sul campo della Reggina (si quello in cui Moggi chiuse nello spogliatoio l’arbitro per fargli la predica), scrive una lettera aperta agli arbitri. E qualcuno gliela pubblica: commovente. Come è commovente l’attacco di Alzheimer che fa dimenticare alla dirigenza juventina come Dondarini non sia mai stato arbitro all’altezza della A e come qualcuno abbia fatto in modo invece rimanesse lì dov’è ora.

    A Ferrara manifestazione promossa dalle donne contro gli attachi alla 194. Tanta gente, ci dice la Nuova Ferrara, con uno spiacevole incidente dovuto ad un pit bull un po’ troppo aggressivo. La Nuova fa una bella pagina, lasciando all’episodio del cane un trafiletto (pur segnalandolo in prima). Per il Resto del Carlino invece la notizia era il cane, la manifestazione il contorno, un trafiletto con foto per raccontare tutto. Lo riporto, per “completezza”di informazione:

    Pit Bull irrompe nel corteo, fuggi fuggi generale.
    Alla fine, chi ci ha rimesso veramente è stato lui, il cane. Un Pit Bull che, ieri ha creato un parapiglia generale al corteo in piazza delle donne dell’Udi. Il cane, dalle prime mansueto, passeggiava al guinzaglioaccanto al padrone. L’aggressività si è scatenata quando ha incontrato un suo simile, un cagnolino dall’aspetto affatto grintoso però in grado di accendere la furia del pit bull. Che si è scagliato con un balzo sull’altro cane. La zuffa fra quadrupedi si è scatenata propio a due passi dal corteo e molte donne che vi partecipavano, impaurite, hanno preferito allontanarsi in fretta dall’arena improvvisata. La situazione è tornata alla normalità solo dopo l’intervento di vigili urbani e carabinieri. Il cane è stato bloccato a terra da più persone che nel tentativo di renderlo innocuo l’hanno letteralmente schiacciato sul selciato.

    Una volta servivano qualche decina di black blok, qualche molotov e un po’ di sanpietrini per oscurare una manifestazione. Oggi, a Ferrara, basta un pit bull…

    Se, infine, vi siete mai chiesti come Luciano Onder potesse affrontare il tema “marijuana e disturbi mentali”, beh eccovi serviti, un’imperdibile video per il quale ringrazio vivamente il Centro di documentazione audiovisiva Steadycam:

  • Sottoscrivo

    dall’Amaca di Michele Serra di oggi su Repubblica: “La storia ce l´ha raccontata ieri su “Repubblica” Jenner Meletti. E´ morto in carcere, per cause ancora da accertare, un falegname umbro, Aldo Bianzino, arrestato il giorno prima perché coltivava cannabis per farne uso personale. Una persona mite, che viveva pacificamente in mezzo alla natura, certo non pericolosa per gli altri, che lascia un figlio minorenne e una compagna disperata.
    Proprio in questi giorni e in queste ore, con l´atroce delitto di Roma che esaspera la questione già rovente della sicurezza, della violenza, dell´immigrazione rom fuori controllo, viene spontaneo domandarsi per quale assurdo criterio giudiziario, o politico, o culturale, un uomo debba morire in carcere perché gli piaceva farsi le canne (tra parentesi: ieri la Cassazione ha “depenalizzato” la coltivazione di cannabis per “uso ornamentale”…). C´è una specie di folle sproporzione, di abnorme iniquità tra le notizie di rapinatori o di assassini rimessi in libertà con evidente imprevidenza, e vicende come questa, dalle quali la legge e la giustizia escono con una patente di totale stupidità. Una stupidità che avrà certamente le sue spiegazioni “tecniche”, i suoi alibi procedurali. Ma lascia di ghiaccio. Uno Stato con i nervi saldi non se la prende con gli hippies: se non altro perché avrebbe cose più urgenti e più serie da fare.

  • Verità per Aldo

    Aldo bianzinoSempre a proposito di buone notizie. La storia di Aldo Bianzino è sconosciuta ai più. Riporto la ricostruzione dei fatti da un appello che sta girando in rete: “Aldo Bianzino e la sua compagna Roberta il 12 ottobre sono stati arrestai con l’accusa di possedere e coltivare alcune piante di marijuana. Trasferiti il giorno dopo al carcere di Capanne, sono separati. Roberta condotta in cella con altre donne, Aldo in isolamento. Da quel momento Roberta non vedrà più il suo compagno lasciato in buone condizioni di salute. La mattina seguente, domenica 14 ottobre alle 8,15, la polizia penitenziaria entrata nella cella, trova Aldo agonizzante che poco dopo muore.
    La storia, oltre che assurda e tragica insieme, è purtroppo dannatamente simile a tante altre. E’ tragica perchè la morte di una persona detenuta dallo stato è inconcepibile in un paese civile. E’ assurda viste le recenti sentenze della Cassazione sulle coltivazioni ad uso personale. Di Carcere e di Marijuana non si puo’ morire. Per chiedere verità e giustizia a Perugia è stata indetta una manifestazione ed un’assemblea il prossimo 10 novembre. E’ stato anche aperto un blog: veritaperaldo.noblogs.org. Ne parlano anche Fuoriluogo e Lettera 22 e numerosi blog.

  • Stranieri al governo…

    In un suo monologo Benigni (dal primo TuttoBenigni, pieni anni ’80) auspicava l’apertura al mercato straniero per le nostre formazioni politiche… La California (repubblicana) ha scelto Schwarzenegger (ok è un naturalizzato) che in una geniale intervista è riuscito a dire della Marijuana: “non si tratta di droga, ma solo di una foglia” come riporta la stampa. Ma vista la cultura dell’accoglienza che ci ritroviamo ci terremo i nostri forse più bravi come genitori e annunciatori che come ministri…

    Qui sotto lo spezzone di intervista, da YouTube.