• Opportunismi e dimenticanze

    Succede a Ferrara che il Vate dei grillini locale, pur di uscire sui giornali, non trovi di meglio da fare che accusare il PD (e i suoi alleati) di opportunismo per il sostengo ai referendum sull’acqua. Ora a parte che i referendum dovremmo esser impegnati a vincerli tutti insieme, anche con chi ci ha ripensato (Lega e PDL compresi come ho scritto meglio qui), mi chiedo come nessuno abbia ancora fatto notare al nostro che oltre a non aver attaccato un solo manifesto a sostegno dei referendum (si saranno dimenticati di far domanda), e senza che si sia visto un solo volantino in città, sul suo sito internet non vi sia alcun accenno ai referendum del 12 e 13 giugno se non un’iniziativa di un mese fa a Lagosanto e forse (vado a memoria) un’iniziativa a Codigoro di campagna elettorale (opportunismo, dove sei?) di oltre due mesi fa.

    Un bannerino in fondo costa poco, coraggio: il webmaster li puo’ trovare qui e qui.

     

  • Votate secondo coscienza

    Valentino Tavolazzi, certificato Grillo, lascia libertà di coscienza ai suoi elettori in vista del ballottaggio. Senza però dimenticarsi di puntualizzare “con soddisfazione” che il solo Giorgio Dragotto (Pdl ed ora anche Lega, UDC e tutti gli altri) ha accettato i suoi 4 punti:

    “non possiamo non prendere atto con soddisfazione che Dragotto, sostenuto in questo dal candidato alla Provincia Mauro Malaguti, ha fatto proprie le priorità del nostro programma e si impegna pubblicamente e formalmente a realizzarle. Chiediamo dunque agli elettori di adempiere al proprio dovere civico, esprimendo un voto personale, eguale, libero e segreto, come sancisce la costituzione. Aggiungiamo noi secondo coscienza”

    Il dibattito è aperto, anche fra i sostenitori dell’ex City Manager anti-casta (che piazza suo figlio primo in due circoscrizioni, giusto per stare sicuri), tanto che si parla di ammutinamento in corso negli elettori di Progetto per Ferrara.

    Del resto ne vale la pena di appoggiare Dragotto: per 15 punti in più di raccolta differenziata, per la cessione di hera (ora che le azioni vanno svendute, non nei tempi giusti), per mantenere al Sant’Anna qualcosina di più di quel che già si manterrà. per fermare l’idrovia (e quindi non bonificare Boicelli e Volano). A chi importa della strada nel Parco Urbano, dell’apertura della Ztl nelle ore serali, dell’eliminare la consulta degli stranieri. Cosine lette qua e là nel programma di Dragotto. E non ci sono ancora le ronde padane (qualcosa sarà pur costato a Dragotto l’apparentamento con la Lega Nord).

    Valga per tutte l’introduzione al capitolo sull’urbanistica, e prego i lettori di tenere conto che il Comune dovrà redigere il Regolamento Urbanistico e il primo Piano Operativo Comunale:

    Fino ad oggi chi ha governato ha stabilito con piani regolatori che scendevano fin nei dettagli gli usi, le superfici, gli assetti micro urbanistici e spesso l’architettura delle costruzioni facendo prevalere i tecnicismi, le filosofie urbanistiche degli urbanisti, e spesso condizionando anche i PRG con veti incrociati di demagogici ambientalisti (non fautori di ecosistema uomo-ambiente), crociati dell’anticemento (non di equilibrio tra consumo del territorio e necessità insediative), tutori di macerie storiche (non già di preesistenze storiche), produttori di degrado nelle zone periferiche (non già progettisti di parti di “città nuove”).

    Cari elettori, votate secondo coscienza. La vostra per cortesia.

    PS: la mia coscienza mi impone di votare per Tiziano Tagliani e Marcella Zappaterra.