• Notizie a scoppio ritardato…

    01Andare troppo a fondo nell’analisi dell’evoluzione dei reati, però, potrebbe sollevare qualche dubbio. Sul fatto che la sicurezza in Italia costituisca un’emergenza. O almeno: un problema emergente. Nuovo. In fondo, risalendo al 1991, quasi vent’anni fa, si scopre che il peso dei reati è superiore a quello attuale: 4666 per 100mila abitanti, allora; 4520 oggi. In termini percentuali: lo 0,1 in più. Non molto, si dirà. Anche se, quando si tratta di reati, ogni frazione è rilevante. Tuttavia, la verità è che la variazione percentuale dei reati (negli ultimi dieci anni, almeno) ha un andamento ondivago. Ma segna una sostanziale continuità. Dal 4,2% sulla popolazione, nel 1999, si passa al 4,5% di oggi. Una variazione minima. Che, peraltro, conferma l’Italia come uno dei paesi più sicuri – o meno insicuri – d’Europa.

    Ilvio Diamanti oggi su Repubblica commenta statistiche dei reati e statistiche dei Tg e conferma ciò che su questo blog si sta dicendo da tempo: i reati sono in calo, ma dal 2007 e i tg ovviamente se ne accorgono giusto ora…

  • i filtri e lo stato di diritto

    daliaProposta di modifica n. 50.0.100 al DDL n. 733

    50.0.100 (testo 2)

    D’ALIA

    V. testo 3

    Dopo l’articolo 50, inserire il seguente:

    «Art. 50-bis.

    (Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet)

    1. Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali, e sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta attività di apologia o di istigazione in via telematica sulla rete internet, il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l’interruzione della attività indicata, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.

    2. Il Ministro dell’interno si avvale, per gli accertamenti finalizzati all’adozione del decreto di cui al comma 1, della polizia postale e delle comunicazioni. Avverso il provvedimento di interruzione è ammesso ricorso all’autorità giudiziaria. Il provvedimento di cui al comma 1 è revocato in ogni momento quando vengano meno i presupposti indicati nel medesimo comma.

    3. I fornitori dei servizi di connettività alla rete internet, per l’effetto del decreto di cui al comma 1, devono provvedere ad eseguire l’attività di filtraggio imposta entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000, alla cui irrogazione provvede il Ministro dell’interno con proprio provvedimento.

    4. Entro 60 giorni dalla pubblicazione della presente legge il Ministro dell’interno, con proprio decreto, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con quello della pubblica amministrazione e innovazione, individua e definisce i requisiti tecnici degli strumenti di filtraggio di cui al comma 1, con le relative soluzioni tecnologiche.

    5. Al quarto comma dell’articolo 266 del codice penale, il numero 1) è così sostituito: “col mezzo della stampa, in via telematica sulla rete internet, o con altro mezzo di propaganda”.».

    Il senatore D’Alia chi ha messo del suo per peggiorare, se possibile, il Pacchetto Sicurezza di questo mese: sì perchè ormai, a scadenza bimestrali, ci ritroviamo a veder discutere, ed ahimè approvare, alle Camere un pacchetto sicurezza. E va sempre peggio.

    Ci si chiede in questo caso specifico, cosa voglia dire “filtrare” ma soprattutto quali effetti possa avere questo sulla rete. Lo spiega molto bene Quintarelli. Il ventilato oscuramento die Facebook, al di là del principio, a questo punto è l’ultimo dei nostri problemi: ci dovrebbe preoccupare un po’ di più, ad esempio, cosa si voglia intendere per “istigazione di reato”. Una campagna per la dissobedienza civile è, di per sè, istigazione a compiere un reato come lo puo’ essere una qualsiasi azione e manifestazione, chessò per difendere il posto di lavoro o per protestare contro la riforma della Scuola.

    Il vero problema è che concetto di “filtro” applicato ai flussi telematici (per esempio l’email) rimane di difficile declinazione in uno Stato di Diritto. Per rimuovere bisogna filtrare. Per filtrare bisogna leggere. Per leggere bisogna violare la Costituzione italiana.

    Ma sappiamo che questo, ormai, non è più un porblema.

  • Eureka, i reati sono calati…

    SICUREZZA: FIRENZE, NEL 2008 FURTI E SCIPPI IN FORTE CALO

    Furti, scippi, borseggi, truffe e rapine in forte calo a Firenze. Lo annuncia il questore del capoluogo toscano che stamane fara’ il tradizionale bilancio di fine anno. Complessivamente, nel corso del 2008, sono state denunciate oltre 5.700 persone di cui quasi 1.400 arrestate. In particolare 540 persone sono state denunciate per traffico e spaccio di sostanze stupefacenti (383 arresti, +20% rispetto al 2007). Sul fronte immigrazione da segnalare la lotta a quella clandestina, con l’espulsione di 619 cittadini extracomunitari irregolari e l’allontanamento di 85 cittadini comunitari, soprattutto rumeni. Ma anche l’attenzione dedicata ai 31.693 extracomunitari, che nel 2008 hanno ottenuto il permesso di soggiorno. Per quanto riguarda l’ordine pubblico si sono svolte più di 3.000 manifestazioni, 259 delle quali a rischio: tutte sono state gestite senza particolari problemi.

    Repubblica parla di Firenze, ma conferma un trend nazionale iniziato mi pare nel secondo semestre 2007 (si proprio quando tutti urlavano sicurezza, sicurezza, sicurezza)…

    Ai posteri l’ardua sentenza: sono furbi loro o coglioni noi?

  • La sfera penale e la lavatrice nel fosso

    Una delle ultime, passate un po’ sotto silenzio, del sinistro Governo è l’arresto in flagranza (e da 6 mesi a 3 anni di carcere) per chi abbandona rifiuti ingombranti sulle strade (e sui campi) delle regioni in stato di emergenza per i rifiuti, Campania in primis.

    Chi scrive si occupa ogni giorno anche di cassonetti, cestini e rifiuti abbandonati. E’ anche questo il mestiere del Presidente di Circoscrizione, e mi tocca occuparmene spesso anche di un centro cittadino patrimonio Unesco come Ferrara. In più mi hanno insegnato da piccolo a non gettare le carte per terra. Per questo da tempo ritengo quello dell’abbandono del rifiuto, dalla cicca in piazza al materasso o alla lavtrice nel fosso, un gesto di grande inciviltà. Da punire anche con multe salate (e anche pubblico ludibrio laddove possibile.. 😉 ).

    Ma allargare la sfera penale anche a questo, obiettivamente, mi pare troppo. Fra l’altro in luoghi laddove la presenza dello Stato si è sempre fatta sentire (e male) proprio con l’autorità e la repressione fine a se stessa. Ovvero, se non riescono a mandare in galera chi organizza le discariche di rifuti tossici sotto i campi coltivati, cosa risolveremo arrestando 2 o 3 (o 2/300) incivili che buttano il materasso nel fosso?

    La vogliamo smettere di aumentare il numero di reati penali e l’entità delle pene, come se bastasse vietare qualcosa per risolvere il problema? Forse è venuto il tempo di dare a questi cittadini un’alternativa alla gestione dei rifiuti made in gomorra.

  • Dell’ipocrisia al governo (uno)

    Militari a Roma incontrano il Sindaco

    Militari a Roma incontrano il Sindaco

    L’esercito nelle strade è il penultimo dei provvedimenti di un governo ipocrita, sino al midollo.

    A me, vedere un militare con il mitra in spalla fa solo paura. Non so a voi.

    Dell’esercito sulle strade hanno già detto tutto i sindacati delle forze dell’ordine, mi tocca addirittura una citazione contronatura, del SAP da Repubblica.it:

    “Pericolosa la presenza dei militari”. “Abbiamo fondato timore che possa accadere qualcosa a causa dell’inesperienza dei militari”. A lanciare l’allarme è il Sap, il sindacato autonomo di polizia, secondo il quale l’utilizzo dei soldati nelle città non solo costituisce “una pure e semplice operazione di facciata”, ma rappresenta anche “un pericolo”.

    Segnalo, in più, questo editoriale di Peace Reporter, che trae spunto dai dati del rapporto Censis.

    La Repubblica fondata sui morti sul lavoro
    Ministro La Russa, perché non manda i militari nei cantieri?
    E’ attenta ai sondaggi, la nostra casta politica, ma è distratta quando si tratta di guardare alla vita reale del Paese. A Roma, dicono le statistiche, si è più sicuri che ad Amsterdam e a Londra. Ma sul lavoro no. In Italia ci sono 3.750 ispettori del lavoro: molti di loro non riescono a metter piede fuori dagli uffici, per mancanza di fondi e burocrazia. A fronte di centinaia di migliaia di luoghi di lavoro e innumerevoli cantieri aperti. Eppure, giornalisti e politici alimentano un inesistente allarme sicurezza… (segue su peacereporter)

    Sulla “percezione” indotta scrivono anche su Diary, paferrobyday. Addirittura citazioni d’oltreoceano. Qualche tempo fa anche sul blog di fuoriluogo.it. L’indice della discussione da blogbabel.

  • Sicurezza? Quando basta uno squillo…

    statisticheSorpresa! In piena emergenza sicurezza, mentre ci si avvia a prendere le impronte a chiunque non parli bergamasco stretto, mentre i poliziotti ed i carabinieri lamentano che mancano soldi, mentre l’esercito si accinge a pattugliare le strade, “scopriamo” da rassegna.it che i reati sono in calo. Sì in calo e non da oggi e non di poco:

    nel 2006, ultimo anno per il quale si dispone di dati definitivi, gli omicidi sono stati 621, 393 in meno rispetto al 1995, e addirittura 1.280 in meno rispetto al 1991; sempre nel 2006 si è registrato un tasso di 37 borseggi ogni 100 mila abitanti, il più basso degli ultimi 30 anni; stesso discorso va fatto per i furti in appartamento che fanno registrare una diminuzione del 41 per cento tra il 1999 e il 2006.

    Nonostante questo i media continuano a cavalcare la cronaca nera:

    le notizie di cronaca nera, cronaca giudiziaria e criminalità organizzata risultano raddoppiate, se non addirittura triplicate, in pochi anni, passando dal 10,4 per cento dell’intera durata dei tg nel 2003, al 23,7 per cento in quelli del 2007.

    Insomma mancano ancora i dati recenti, ma pare che il trend sui reati sia confermato anche nel 2007 (in particolare nel secondo semestre). Insomma una bella bolla mediatica, giusto giusto in tempo per far vincere Berlsuconi Bossi e Fini al grido di Sicurezza-Subito.

    In fondo basterebbe poco per risolvere la questione: un po’ telefonate ai direttori dei tg ed il gioco è fatto. Ma i nostri nel frattempo hanno bisogno di far passare un po’ di leggi sull’onda dell’emergenza, e state certi, andranno fino in fondo.